Grosseto - In merito alle considerazioni sull'inceneritore di Scarlino rilasciate dal Presidente della CNA, Gabriele Fusini, devo con amarezza constatare una imbarazzante miopia o superficialità in materia, oppure, ma non ci voglio credere, una ben più deplorevole azione premeditata tesa a difendere gli interessi economici di pochissimi imprenditori e di qualche "grande" gruppo sempre presente, i quali, miopi anche loro, non riescono a vedere più in la del proprio naso, ovvero, del proprio ed esclusivo tornaconto.
Il tutto, per giunta, a scapito della salute dei cittadini.
Che dire, il quadro è davvero imbarazzante. Tutte le tesi del "mio" presidente Fusini (essendo anch'io un iscritto alla CNA) sono drammaticamente fuorvianti perché in contrasto con almeno due considerazioni che oggi sono diventate assiomi mondiali.
Il primo riguarda la pericolosità dell'incenerimento dei rifiuti solidi urbani per la salute della popolazione. E' ormai ampiamente dimostrato che la combustione ad alte temperature provoca la formazione di diossine sottoforma di nanoparticelle classificate, dalla gran parte del mondo scientifico, altamente pericolose della salute. Infatti, soprattutto la loro microscopica dimensione le rende immuni a qualsiasi filtrazione e trattamento. Si tratta delle particelle PM2,5. In confronto, le già pur famose PM10 del traffico veicolare sono macigni. La legislazione attuale, per ora, non riconosce queste particelle e pertanto non le monitorizza. Tuttavia professionisti del settore, ricercatori e medici di tutto il mondo le hanno individuate come sostanze capaci di creare gravi rischi per la salute. In Italia, l'associazione Medici per l'ambiente sta portando avanti una importante e sentita campagna di informazione, purtroppo per ora, nell'indifferenza delle istituzioni.
L'ultimo comunicato stampa dell'associazione è datato 23 gennaio 2012 (per chi lo vuole, è a disposizione) e mette sotto accusa la "leggerezza" dello studio Moniter sugli inceneritori promosso dalla regione Emilia Romagna. Tale studio, comunque, aveva accertato l'aumento di cancro nelle zone dove è sorto ed opera un inceneritore. Tutto si può dire e tutto si può fare, ma sempre nel rispetto di quel Principio di precauzione che, nel dubbio, dovrebbe diventare il principio informatore di una società evoluta. In questo caso, siamo purtroppo, ben oltre.
Il secondo assioma riguarda il concetto di differenziazione e successiva valorizzazione dei rifiuti solidi urbani. Bruciare oggi i rifiuti, non solo è pericoloso, ma anche stupido, non ha senso. La tecnologia ha fatto passi da gigante ed oggi il differenziato, almeno quello al di fuori dai soliti monopoli o duopoli all'Italiana (vedi ad esempio il vetro che stiamo per raccogliere) è una risorsa sottoforma di materia prima da valorizzare in un momento in cui le materie prime scarseggiano e quelle che ci sono è bene che restino a madre natura. In conclusione, caro amico Gabriele, utilizzare il problema dello smog veicolare per "giustificare" l'inquinamento provocato dall'inceneritore è una caduta di stile. Certo, sono due problemi, due diversi e gravi problemi per la salute, ma vanno eliminati entrambi! Non puoi trincerarti dietro l'uno per giustificare l'altro! Il tuo intervento sulla stampa non poteva essere più tempestivo, infatti pochi giorni prima è andata in onda una una puntata di "presa diretta" del giornalista Iacona dove si è parlato anche di San Francisco, con particolare riferimento all'incenerimento ed alla raccolta differenziata. Ebbene, laddove si è puntato sulla differenziazione e valorizzazione del rifiuto, è nata una filiera che è stata capace di creare tantissimi posti di lavoro; posti sicuri in tutti i sensi, lo sappiano i lavoratori della piana di Scarlino! Un'economia partecipata, piccoli impianti diffusi nel territorio capaci di distribuire equamente la ricchezza prodotta. Sono nati molti centri di selezione e recupero, centri di trattamento e produzione di semilavorati, aziende artigiane che con queste materie prime progettano e costruiscono beni ed oggetti da reinserire nel mercato. Quanto sarebbe stato gratificante vedere la mia Associazione degli artigiani lottare per un progetto di questo tipo. Lottare per il bene diffuso dell'intera categoria, dell'ambiente e dei cittadini. Insomma, diventare artigiani del benessere! Al contrario di quanto affermato dalla dirigenza della CNA, le imprese artigiane che vogliono investire nel settore della raccolta differenziata, nel trattamento meccanico biologico, nel trattamento di selezione stile Vedelago, nello sviluppo di progetti sostenibili utilizzando materie prime derivate dal ciclo dei rifiuti, ci sono eccome! Basta volerlo, basta ammettere che l'attuale piano regionale e provinciale dei rifiuti è pernicioso e fuori dal tempo. Basta decidere di cambiare rotta e di puntare tutto sulla strategia "rifiuti zero". San Francisco insegna, Grosseto apprende e mette in atto. Sarà mai possibile?
In conclusione un'osservazione di carattere prettamente da associato alla CNA: ma perchè questo sacro fuoco in difesa di operatori che non ci sembrano appartenere alla nostra modesta ma operosa famiglia? La domanda a qualcuno potrà apparire retorica ma noi la consideriamo dirimente rispetto all'operato della CNA e delle sue prerogative d'istituto. Ci sembrerebbe più opportuno, in un momento di grave crisi come questo, un impegno più lungimirante e più consono ai veri interessi della nostra categoria.
Giacomo Gori
Consigliere Comunale
Movimento 5 Stelle Grosseto