Programma
AMBIENTE
Premessa
La recessione che stiamo vivendo è un'opportunità perché pone freno alla crisi ambientale, non tutto il male viene per nuocere, ci costringe a rimettere in discussione i 50 anni di follia in cui siamo vissuti, a partire dal fatto che c'era una sovrabbondanza di petrolio a prezzo molto basso, ci ha fatto perdere ogni buonsenso nell'affrontare le cose, ogni buonsenso a rapportarci con il mondo, ogni buonsenso a rapportarci tra di noi e nella nostra stessa vita individuale.
Qual è la strada che invece dobbiamo percorrere? Qual è l'alternativa? E'rimettere in moto il ciclo economico, rilanciare la produzione e l'occupazione con misure politiche finalizzate a ridurre le cause degli aspetti della crisi, dobbiamo sviluppare delle tecnologie che riducono il consumo di risorse e l'impatto ambientale, queste tecnologie hanno un enorme spazio di mercato perché negli ultimi 50 anni non le abbiamo neanche prese in considerazione e ci consentono di ridare senso al lavoro con attività umana che migliora il mondo, ci consentono di trasformare la crisi in una grande opportunità di cambiamento e di miglioramento che non dobbiamo assolutamente perdere.
Da questo punto di vista la Lista Civica 5 stelle a Grottaferrata, pone come centralità del suo programma la promozione di iniziative, di misure che consentono di sviluppare le tecnologie finalizzate a ridurre il consumo di risorse, finalizzate a ridurre l'impatto ambientale, nella piena consapevolezza che gli enti locali possono fare molto da questo punto di vista.
Politica dell'Energia
L'esercizio delle attività umane nelle città italiane si articola con un consumo energetico che purtroppo contempla sprechi che arrivano in certi casi sino al 60% dell'energia, non ha nessun senso che una civiltà si chiami tecnologicamente avanzata con queste performance così negative!
L'obiettivo immediato è quello di predisporre all'interno del territorio comunale una serie di misure e provvedimenti atti ad introdurre, tanto nello sviluppo delle attività pubbliche che in quelle private, un "consumo energetico virtuoso" basato sull'uso razionale dell'energia.
Attraverso lo sviluppo di una politica energetica virtuosa, è possibile ridurre i consumi energetici dei privati come della Pubblica Amministrazione (ed i relativi costi in bolletta) di almeno il 20 - 25%, attraverso la semplice eliminazione di sprechi e dispersioni e attraverso il graduale utilizzo delle energie da fonte rinnovabile.
"Migliorando il rendimento di un edificio vecchio ed inefficiente, si può risparmiare fino al 20, 25% di energia. Se poi a questo si aggiunge, con un passo successivo, il solo impiego di elettricità che non provochi emissioni climalteranti, prodotta sul posto o acquistata, per riscaldare, raffreddare o illuminare l'edificio, si concluderà l'opera: un edificio a zero emissioni". Lester R. Brown
La presente piattaforma programmatica si prefigge una serie di interventi specifici, mirati non già alla gestione "emergenziale" e "straordinaria" delle tematiche energetiche ma attraverso l'introduzione di criteri virtuosi nella gestione dell'amministrazione ordinaria. Tali interventi consistono in:
RISPARMIO ENERGETICO:
Istituzione del Libretto Energetico obbligatorio per tutti gli edifici pubblici presenti sul territorio comunale (perché non si ha nessun diritto di chiedere alla gente di comportarsi bene, se chi lo chiede non è il primo a farlo!) che, in attuazione delle vigenti normative regionali, nazionali e comunitarie, attraverso una precisa diagnosi energetica di tutti gli edifici del patrimonio pubblico, permettano di conoscere quanto consumano e quanto sprecano tali edifici e soprattutto, quali sono gli interventi necessari per il loro miglioramento in modo da poter predisporre i futuri interventi di restauro e manutenzione che necessariamente dovranno essere eseguiti nel corso del tempo, anche e soprattutto dal punto di vista del risparmio energetico.
Istituzione del Libretto Energetico facoltativo per tutti gli edifici privati presenti sul territorio comunale che vorranno liberamete concorrere al contenimento degli sprechi energetici e che potranno a tale scopo, usufruire della collaborazione dell'Amministrazione.
Sensibilizzazione della cittadinanza giovane in merito ai temi del risparmio energetico e dell'utilizzo di energia da fonte rinnovabile mediante la promozione di un progetto ecodidattico comprendente un ciclo di micro conferenze all'interno delle scuole comunali tenuto da personale qualificato e volontario.
Sensibilizzazione della cittadinanza adulta in merito ai temi del risparmio energetico e dell'utilizzo di energia da fonte rinnovabile mediante la promozione di un ciclo di Assemblee pubbliche e tavole rotonde sul tema e mediante la diffusione di materiale informativo.
Sensibilizzazione della cittadinanza tutta mediante l'istituzione del Condominio virtuoso comprendente la premiazione annuale, da parte dell'Amministrazione comunale (con la consegna di apposita targa!), del Condominio o del fabbricato privato che, nel corso dell'anno, maggiormente ha operato nella direzione del risparmio energetico, dell'adozione delle energie da fonte rinnovabile e del rispetto dell'ambiente.
Proposizione in Consiglio Comunale di un provvedimento teso a favorire il pagamento del riscaldamento nei condomini a consumo o non a forfait, perché se il riscaldamento viene pagato sui millesimi dell'appartamento, non c'è nessun incentivo al risparmio, se viene pagato a consumo invece (esistono in commercio tecnologie a basso costo in grado non solo di contabilizzare il calore di un impianto centralizzato, ma anche di regolarne il flusso).
ENERGIE DA FONTE RINNOVABILE:
"La Rivoluzione Energetica Rinnovabile segna l'inizio del crescente distacco dai combustibili fossili e dallo sfruttamento delle risorse in progressione lineare, nonché il catastrofico spreco cui entrambi hanno portato." Peter Droege
Le fonti rinnovabili che noi sosteniamo come seconda misura dopo la riduzione dei consumi devono essere fatti su piccoli impianti per autoconsumo degli edifici, come dice Beppe Grillo, non abbiamo bisogno di grandi centrali, ma abbiamo bisogno di tanti cittadini che si autoproducono la loro energia e che vengono mettendo in rete le eccedenze quando hanno delle eccedenze.
Proclamazione della condizione per Grottaferrata di Comune denuclearizzato in appoggio e sostegno con la scelta inappellabile del popolo italiano espressa nel referendum abrogativo sul "nucleare" del 8-9 novembre 1987 ed oggi incredibilmente calpestata da chi, irresponsabilmente oggi vorrebbe riproporre il costosissimo ed insicuro incubo nucleare.
Istituzione di una Commissione comunale permanente che, attraverso il coinvolgimento con le realtà professionali ed imprenditoriali sane del nostro territorio, si occupi della promozione di interventi edilizi ed urbanistici finalizzati al risparmio energetico ed allo sviluppo delle energie da fonte rinnovabile, mediante l'accesso e l'impiego dei fondi regionali, statali e comunitari appositamente predisposti per il finanziamento dei progetti locali nel settore energetico (vedi ad es. la nuova copertura della tribuna del campo sportivo comunale di Trevignano Romano (Rm) che, recentemente realizzata con una struttura fotovoltaica integrata di alto valore architettonico, oltre ad essere perfettamente integrata nell'impatto ambientale e paesistico del comune sito sul lago di Bracciano e totalmente realizzata con contributo pubblico, produce circa 50.000 kWh annuali; che è pari alla quantità di energia elettrica sufficiente per la completa autonomia di circa 13 alloggi da 100 mq ognuno. Nello specifico esso servirà a rendere autonoma l'intera struttura sportiva e a risparmiare circa 36.000 kg CO2/anno).
Politica Urbanistica
Modifica del regolamento edilizio per favorire una politica urbanistica indirizzata allo sviluppo ed all'istallazione da parte dei privati, di impianti per la produzione energetica da fonte rinnovabile (sottoposti comunque alla Valutazione di Impatto Ambientale - VIA) ed alla valorizzazione dell'architettura del territorio antropizzato mediante la demolizione e ricostruzione dei fabbricati urbani e rurali esistenti, da consentirsi unicamente per gli edifici privi di vincoli storici, archeologici, paesistici o di altro tipo, a condizione che vengano ricostruiti secondo le caratteristiche morfologiche e tipologiche tradizionali, ma soprattutto, secondo i parametri della sostenibilità energetica ed ambientale. Tale proposta, inserita nel quadro di una politica tesa verso lo scoraggiamento dell'espansione urbana delle nuove costruzioni ed orientata all'incoraggiamento verso il recupero, la riqualificazione ed il riutilizzo di aree dismesse o di aree urbane degradate, nasce anche dalla considerazione che, ad eccezione del pregevole centro storico e di alcuni esempi di grandi ville storiche, ma anche di piccoli villini residenziali posti in area semicentrale, Il tessuto urbano di recente costruzione di gran parte delle zone semicentrali e periferiche rispetto il "centro storico", sono costituite da edifici realizzati secondo l'unico criterio del profitto e della "rendita fondiaria urbana" che, benchè di recente costruzione (ultimi sessant'anni), oltre a costituire un pessimo impatto ambientale e paesistico, non sempre offrono piene garanzie di tenuta e solidità, o perché ex abusivi condonati, o causa dei ferri scadenti utilizzati per il cemento armato nell'immediato dopoguerra, o anche a causa del "cemento depotenziato" (molta sabbia e pochi leganti) tristemente utilizzato oggi in molti appalti pubblici e privati. Si tratta, per un area urbana fortemente caratteristica del contesto territoriale, con naturale vocazione economica nel settore turistico, di investire nella ulteriore riqualificazione del territorio, invertendo il meccanismo economico della speculazione che distrugge il territorio, in un meccanismo virtuoso nel quale risulti maggiormente vantaggioso intervenire sulla riqualificazione dell'esistente, rilanciando l'economia locale secondo un preciso progetto di sviluppo futuro compatibile.
Politica del Verde
La riqualificazione del verde urbano ha un'importanza che noi spesso sottovalutiamo perché pensiamo che sia qualcosa da fare, qualche viale alberato, da fare qualche giardinetto, invece va riequilibrato il rapporto tra organico e inorganico nelle città, perché se noi sviluppiamo il verde in maniera significativa e non soltanto per abbellimento, abbiamo 3 risultati fondamentali:
1) le aree verdi assorbono l'acqua e consentono di riempire le falde freatiche, le aree impermeabilizzate fanno disperdere l'acqua, noi aumentiamo i consumi di acqua e diminuiamo contemporaneamente attraverso l'asfaltatura, attraverso la cementificazione la capacità delle falde freatiche di riempirsi, quindi questo è il primo elemento.
2) perché il verde urbano abbassa la temperatura dei microclimi delle città che sono di 3 o 4 gradi superiori ai microclimi delle zone circostanti.
3) perché una forestazione urbana consente di assorbire la Co2 e quindi di ridurre anche l'effetto serra e di ridurre anche l'innalzamento climatico!
Imprenditoria Agricola
Poi i comuni possono entrare anche nel piano della politica economico - occupazionale, bisogna valorizzare i prodotti del territorio, non è più concepibile che si facciano fare tutti questi chilometri a dei prodotti, perché è una questione che crea impatto ambientale che aumenta l'effetto serra e che toglie occupazione delle persone attive sul territorio, perché andiamo a supersfruttare dei lavoratori di popoli anche lontani che non vengono pagati per il giusto e che ci consentono di avere questi prodotti che non fanno tanto bene quanto costano poco!
Bisogna valorizzare un massimo le Aziende e le Imprese agricole, dei piccoli agricoltori di prossimità e favorire il fatto che possano vendere i loro prodotti in città, superando tutti gli obblighi burocratici, partite Iva etc., perché sono comprensibili per le grandi aziende, ma per il piccolo contadino, azienda familiare non sono comprensibili. Il fenomeno dei mercati contadini, delle filiere corte è un fenomeno che sta avendo un grande sviluppo dappertutto, in tutti i paesi industriali avanzati, bisogna favorire questo tipo di processo.
Occorre introdurre elementi di semplificazione burocratica per favorire la diffusione di piccole strutture recettive locali, anche del tipo occasionale e "non imprenditoriale", mirate alla valorizzazione del territorio (punti vendita stagionali, agriturismo, ecc.).
ACQUA
Premessa
Sul fatto che l'acqua deve essere pubblica ed in quanto diritto inalienabile di ogni essere umano e animale, oltre che elemento di sacralità primordiale (acqua, aria, terra e fuoco), non possa essere privatizzata e dunque trasformata in merce a disposizione sul mercato, non dovrebbe esserci neanche più discutere perché cosa ovvia e giusta purtroppo, in seguito alla recente "svolta" della politica nazionale che ha decretato la privatizzazione degli acquedotti pubblici, occorre invece operare una battaglia di difesa civile per il mantenimento dell'acqua sotto la giurisdizione della "Res Publica", mediante il coordinamento con i Comuni e le Regioni che hanno deciso di contrastare il provvedimento nazionale che è destinato, come ampiamente dimostrato nei comuni ove la privatizzazione è una realtà già da molto tempo, a produrre un aumento certo dei costi in bolletta, a fronte di nessun miglioramento del servizio privatizzato.
La battaglia sulla difesa dell'acqua pubblica tuttavia non risolve le problematiche generali in quanto occorre, in seconda battuta, impegnarsi a fondo per il miglioramento della gestione del "sistema acqua" e per la riparazione degli acquedotti, noi abbiamo gli acquedotti che perdono fino al 40% di acqua, pompiamo l'acqua e la perdiamo, occorre procedere con un grosso impegno in questa direzione.
Politica dell'Acqua Pubblica
L'acqua deve tornare pubblica. Quotare la pioggia in Borsa equivale ad affidare la sopravvivenza delle persone a degli squali. Il prossimo V3day sarà per l'acqua pubblica, l'8 maggio 2010.
In Italia manca una cultura diffusa dell'acqua, i fiumi e i torrenti sono inquinati nell'indifferenza di quasi tutti, le sorgenti non sono protette, l'acqua viene sprecata come se fosse un bene inesauribile. Tuttavia, attraverso diversi provvedimenti legislativi si è andata affermando la gestione privata dell'acqua su scala nazionale. Questo ha comportato, la dove già in essere, diverse conseguenze sui cittadini, in primis c'è stato un aumento costante negli anni delle tariffe perché, oltre ai costi di gestione, il soggetto privato deve prevedere all'interno della tariffa, così come dice la legge, un profitto che noi come cittadini e utenti paghiamo al gestore.
Quello che ci era stato raccontato, nel momento in cui si era avviato il processo di privatizzazione, era che lo Stato non poteva fare più fronte ai costi di gestione del servizio idrico, agli investimenti necessari per ristrutturare la rete idrica che ormai è vetusta e è definita un colabrodo e che dovevano intervenire soggetti privati perché solo loro potevano apportare i capitali necessari.
Quello che si sta registrando, e tutti i dati sono concordi sul fatto che all'inizio degli anni 90, gli investimenti annui erano pari a circa 2 miliardi di euro l'anno, oggi si registrano investimenti pari a circa 700 milioni di euro l'anno, ora abbiamo da una parte un innalzamento delle tariffe per garantire il profitto ai soggetti e ai gestori privati e dall'altra una diminuzione degli investimenti e anche della qualità del servizio.
C'è un altro fatto fondamentale rispetto al processo di privatizzazione, se io sono un soggetto privato e devo gestire un servizio, e quindi anche distribuire una risorsa, l'obiettivo che mi pongo sarà quello di aumentare la quantità di prodotto che vendo anno dopo anno, tant'è vero che in Italia i "piani di ambito" che sono i piani attraverso i quali si gestisce la risorsa idrica, prevedono nei prossimi anni un aumento dei consumi pari al 18% circa, ossia i gestori privati prevedono un aumento di quella che è la vendita del proprio prodotto.
Tale eventualità deve essere assolutamente scongiurata, anche perché, a causa dei cambiamenti climatici, sono in corso fenomeni quali il riscaldamento globale che, ha come primo effetto e come prima conseguenza, proprio un aumento della scarsità della risorsa idrica. Anche in questo caso occorre approntare politiche di risparmio idrico, politiche di uso sostenibile della risorsa e questo, i soggetti privati, anche legittimamente rispetto a quella che è la propria "mission" imprenditoriale, non lo possono garantire; lo può garantire esclusivamente una gestione attraverso enti pubblici, proprio perché il suo primo obiettivo è di garantire un servizio e un diritto a tutti, anche per le generazioni future, e di poter usufruire di identico patrimonio naturale.
Pertanto si propone:
modifica dello statuto comunale tramite l'inserimento del riconoscimento del diritto umano all'acqua e tramite l'inserimento del riconoscimento del servizio idrico come servizio pubblico - locale privo di rilevanza economica.
In questo modo l'ente locale, il Comune o Provincia può riappropriarsi della podestà decisionale, di come gestire il servizio idrico e quindi fuoriuscire dalla legislazione nazionale e questo è fondamentale proprio per mettere uno stop al processo di privatizzazione in Italia.
Noi riteniamo che il servizio idrico e quindi l'acqua non sia un bene di rilevanza economica, non sia un bene che debba sottostare alle leggi del mercato, ma vada garantito come un diritto di tutti
Adesione all'iniziativa promossa da diverse forze politiche per la battaglia referendaria per abrogare tutte quelle norme che hanno consentito e garantiscono la privatizzazione dell'acqua in Italia, in primis l'ultimo Art. 15 del Decreto Ronchi approvato a novembre, ma anche tutte quelle leggi che hanno permesso l'ingresso dei privati e anche delle multinazionali nella gestione del servizio idrico in Italia in tutti questi anni.
SVILUPPO
Premessa
Il Comune di Capannori, nel febbraio 2007, con apposita Delibera Consiliare, è stato il primo Comune italiano ad aderire alla strategia internazionale Rifiuti Zero al 2020, organizzando un diverso sistema di raccolta dei rifiuti "Porta a porta" grazie alla preziosa collaborazione dell'azienda Ascit. Nel mese di aprile 2008 a Capannori si è svolto il primo meeting "Rifiuti zero" al quale hanno partecipato esperti, associazioni, amministratori e comitati da tutta Italia e da paesi europei ed extraeuropei. Il Convegno ha avuto un grande successo amplificando a livello nazionale ed internazionale la piena riuscita delle "buone pratiche" di raccolta differenziata "porta a porta" e di riduzione dei rifiuti messe in atto.
L'associazione dei Comuni Virtuosi vede nella Strategia Rifiuti zero l'unica alternativa credibile e sostenibile per affrontare e risolvere uno dei problemi che accomunano tutti i territori del Belpaese, frutto di un modello di sviluppo superato e inadeguato.
La Lista Civica chiederà formalmente all'assemblea comunale di adottare la Strategia Rifuti Zero, invitando il Comune ad iscriversi all'Associazione dei Comuni Virtuosi ed a seguire l'esempio del Comune di Capannori (LU), nella convinzione che le "pratiche virtuose" una volta attuate, non solo a livello locale alimentano "stili di vita" alternativi ad uno sterile ed insostenibile consumismo ma incoraggiano e spingono anche le stesse produzioni industriali di beni e merci ad assumere maggiore responsabilità verso problematiche sanitarie ed ambientali. Ed è proprio la responsabilità lo strumento principale che ci deve guidare per costruire un futuro sostenibile attento anche ai "diritti" delle generazioni a venire.
Rifiuti Zero
Il problema dei rifiuti va impostato da un punto di vista economico, perché è l'unica maniera di affrontarlo anche da un punto di vista ecologico, se diminuiscono i rifiuti, se si recuperano le materie prime secondarie che contengono, si ha un risparmio sui costi di conferimento allo smaltimento, se non porto un chilo in discarica perché non l'ho prodotto, o perché l'ho riciclato ho un risparmio del costo in discarica, ma se non lo porto allo smaltimento, vuole dire che lo sto vendendo a qualcuno che ne fa una materia prima secondaria.
Per cui la raccolta differenziata, la riduzione di rifiuti devono consentire agli enti pubblici di ridurre i costi che oggi sostengono le popolazioni, la cittadinanza per i rifiuti e addirittura di farli trasformare in un introito per accrescere i proventi del loro bilancio, cosa necessaria per sostituire la tendenza suicida a riempire il bilancio svendendo il territorio come stanno facendo in questo periodo molti Comuni. Pertanto:
Incentivazione e miglioramento dell'attuale servizio di "raccolta differenziata"
Costituzione di una nuova isola ecologica, che non sia soltanto una ecopiazzola concepita come area recintata e sorvegliata, attrezzata per la raccolta differenziata dei rifiuti, ma anche un luogo di raccolta, imballaggio e vendita dei materiali ricavati dalla differenziazione ed un luogo ove i cittadini possono portare anche rifiuti non smaltibili tramite il normale sistema di raccolta, tipo i rifiuti ingombranti o pericolosi.
Inoltre, in un sistema basato sulla raccolta differenziata porta a porta, in cui viene a mancare la possibilità di conferire nei rifiuti qualsiasi cosa e a qualsiasi ora, ma i rifiuti vengono ritirati in base a un calendario preciso, l'Isola Ecologica e la possibilità di smaltire gratuitamente rifiuti differenziati a qualsiasi ora ed in qualsiasi giorno, ha una importanza fondamentale per il cittadino.
L'utilità principale è quindi, quella di evitare lo smaltimento in discarica, per recuperare risorse e tutelare meglio l'ambiente.
CONNETTIVITA'
Premessa
La connettività significa che in ogni punto del Territorio ci si trovi, è possibile collegarsi alla rete gratuitamente, Internet consente di informarsi in maniera autonoma, senza filtri. Significa che il cittadino può ottenere i servizi comunali senza doversi muovere da casa, senza fare code, senza cercare parcheggi. La conoscenza è fondamentale per le proprie scelte, chi non sà è facilmente manovrabile, chi non è informato non può avere un quadro chiaro di ciò che lo circonda.
Le sedute del consiglio comunale devono essere pubbliche, come pure quelle delle commissioni tematiche, il cittadino deve poter controllare i propri dipendenti in ogni momento.
Internet, l'informatica, sono settori industriali che vedono l'Italia in generale, e il Lazio in particolare, fermi al palo. Gli italiani hanno una conoscenza della materia, nella gran parte dei casi, che rasenta l'analfabetismo.
La modernizzazione della distribuzione del segnale internet, organizzando/finanziando in parte lo sviluppo delle infrastrutture è la partenza. La rete è l'autostrada dell'industria del presente, ma anche della conoscenza, dell'informazione, della cultura.
Va portata avanti una forte alfabetizazione della popolazione, adulta ma soprattutto scolastica. Non basta che, però, si sappia accendere il PC, navigare in rete e scrivere un testo (e poco più), che è quanto oggi le scuole a malapena sanno insegnare. Vanno istituite ore di programmazione nelle scuole.
Negli istituti scolastici spesso però mancano anche i PC su cui lavorare. Esistono, contemporaneamente, associazioni che dai PC abbandonati, perchè obsoleti o per qualche componente bruciato, riportano in vita computers capaci ancora di essere usati. Il Comune può e deve far sì che questi PC vengano recuperati e usati nelle scuole e in centri sociali, finanziando l'attività di queste associazioni.
TRASPORTI
Premessa
Questo contributo è elaborato a partire da due ordini di considerazioni: il primo riguarda lo studio della rete infrastrutturale esistente oggi sul territorio comunale ed intercomunale, comprendendo anche i rapporti di sussidiarietà ai quali sono chiamati tutti i livelli di governo del territorio e gli Enti (pubblici e privati) di erogazione dei servizi infrastrutturali; il secondo riguarda le maggiori problematicità riscontrate dal cittadino/utente.
Sono state esaminate le infrastrutture di trasporto e logistica presenti e programmate ed in particolare:
La rete stradale di collegamento con Roma e la rete intercomunale: criticità e soluzioni.
La distribuzione urbana delle merci: criticità e soluzioni.
Il sistema del trasporto su ferro per una "mobilità sostenibile".
Politica dei trasporti
Il trasporto, da necessità, deve diventare una scelta. Un autobus elettrico da 150 posti è preferibile a 150 macchine in fila. Non inquina e arriva prima. Lavorare da casa o da un'area attrezzata vicino alla propria abitazione è meglio che percorrere cinquanta chilometri al giorno per recarsi in azienda. Internet e il telelavoro consentono di rimanere FERMI per quasi tutti i lavori impiegatizi. Investire nei servizi pubblici e non nel traffico privato è possibile oggi. Incentivare l'automobile è antistorico. Un mezzo insicuro, inefficiente, costoso. L'automobilista ha l'opzione se schiantarsi subito (7000 morti stimati nel 2009) o se morire di inquinamento da CO2 un po' più tardi. Il trasporto va ripensato, non può essere un business in sé.
Conclusioni
Anche se il risultato elettorale dovesse essere limitato, sappiate che ognuno di noi che andrà in un Consiglio Comunale, vale per 10, perché l'importante è che abbia le idee chiare, che sappia fare delle proposte costruttive, che sappia trascinarsi dietro gli altri ed è certo che questa nostra presenza negli enti locali non soltanto può migliorare le condizioni di vita dei comuni in cui viviamo, ma possa dare una spinta molto grossa, più in generale per uscire dalla crisi con un recupero di occupazione qualificata, di senso del lavoro, di miglioramento dell'ambiente e quindi trasformare il pericolo che stiamo vivendo in una grande opportunità di cambiamento.
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I candidati a Grottaferrata
-
Anthony Giordano -
carla pisani -
davide bonuo -
Giorgio Baldini -
maria rita bifano -
Massimo Trotta -
paolo martellini -
roberto lucci

Sono contento che alle prossime elezoini comunali a grottaferrata si presenta la lista civica beppegrillo ed io la voterÃÆÃ².