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MoVimento 5 Stelle

Grottammare - 

Mozione #StopDiserbo : il consiglio decide di rinviare la votazione per convocare una commissione ad hoc, approfondire e poi deliberare. Unitamente alla programmazione di incontri con cittadinanza ed imprese agricole per la diffusione della letalità del glifosato. Pensiamo ai cittadini e al nostro futuro.

INQUINAMENTO FIUME TESINO


Grottammare - 

La politica va in vacanza, il M5S no. E' ormai più di un anno che puntualmente ci troviamo costretti a segnalare ciò che succede nella foce (e non solo) del nostro fiume Tesino. Prima la patina di verde melma, poi gli sversamenti oleosi e poi...e poi...

Fatte le analisi - che con evidenza dei fatti sono state eseguite UNICAMENTE SULLE SOSTANZE DICHIARATE NON PERICOLOSE E NON INQUINANTI - tutto tornò come se nulla fosse successo, come se il nostro fiume fosse pulito, non inquinato.

Alla luce del recente report di Goletta Verde
ci chiediamo cosa voglia fare l'Amministrazione per il nostro territorio, oltre ad additarci come allarmisti.


Grottammare - 

Vittoria a 5 STELE ieri sera in Consiglio Comunale : la nostra mozione sulla partecipazione alla ripartizione dell' 8 per mille devoluto alle scuole (manutenzione,messa in sicurezza ecc) è stata votata all'unanimità


Grottammare - 


Il sottoscritto ANDREA CRIMELLA, Consigliere Comunale del Gruppo "MoVimento 5 Stelle", presenta la seguente proposta di

Mozione

PREMESSO CHE:

- Ogni anno, in occasione della dichiarazione dei redditi, il contribuente italiano può effettuare una scelta in merito alla destinazione dell'8 per mille del gettito IRPEF;
- A partire dal corrente anno, grazie ad un emendamento del Movimento 5 Stelle alla legge di stabilità 2014 che ha modificato la legge 222/1985 che regolamenta l'8 per mille, lo Stato può destinare il proprio 8 per mille - oltre che ad «interventi straordinari per la fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali» - anche per «ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all'istruzione scolastica».
RITENUTO CHE:
- Sul territorio di Grottammare sono presenti edifici scolastici di proprietà comunale che necessitano di interventi di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico.
CONSIDERATO CHE:
- grazie alla legge di stabilità 2014 che ha modificato la legge 222/1985 che regolamenta l'8 per mille, lo Stato può destinare il proprio 8 per mille -- oltre che a «interventi straordinari per la fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali» -- anche per «ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all'istruzione scolastica»;
- il Consiglio comunale ha più volte dimostrato attenzione e sensibilitàalle tematiche legate al mondo della scuola, così come l'Amministrazione di Grottammare ha inteso individuare nella sicurezza e nella cura degli edifici scolastici una specifica priorità;
- le pubbliche amministrazioni hanno tempo fino al 30 settembre per presentare richiesta e fare così in modo che almeno l'8 per mille statale sia usato laicamente e a beneficio di tutti.
SI IMPEGNA SINDACO E GIUNTA
a presentare, entro e non oltre il 30 settembre 2014, formale richiesta di accesso ai fondi destinati dall'8 per mille all'edilizia scolastica.
Si chiede l'iscrizione della presente mozione all'O.d.g. del prossimo Consiglio Comunale.

Grottammare, 21 luglio 2014

Il consigliere comunale M5S ANDREA CRIMELLA

STOP DISERBO


Grottammare - 

StopDiserbo: Mozione Comunale

All'Ill.mo Sig. Sindaco della Città di Grottammare
Al Presidente del Consiglio Comunale di Grottammare
Ai Capigruppo Consiliari del Comune di Grottammare

MOZIONE

"Salvaguardia del territorio comunale dall'uso dei diserbanti chimici, delle sostane tossiche anche di origine naturale e delle sostane saline negli interventi di controllo delle infestanti al di fuori delle pratiche agricole"

PREMESSO CHE

• ci sono sempre più agricoltori che utilizzano il diserbo anche al di fuori delle aree coltivate, ma anche semplici cittadini che irrorano le fasce erbose nei pressi delle loro abitazioni con erbicidi per evitare lo sviluppo delle erbe infestanti;
• la pratica del diserbo, nata per il controllo delle commensali in agricoltura, erroneamente considerata come alternativa agli interventi di tipo meccanico, viene oggi utilizzata, sostenuta dalle industrie chimiche che producono il diserbante più aggressivo e meno selettivo oggi sul mercato (il glyphosate), per il «decoro» delle strade pubbliche
• in questo modo con la motivazione di combattere le allergie da polline (in realtà, anziché ridurre le fonti di produzione di polline, se ne determina un aumento significativo con la proliferazione delle graminacee, oltre alla nebulizzazione nell'aria di princìpi chimici tossici anche in aree urbanizzate e ad alta intensità di traffico), ben sapendo che, una volta effettuato il primo trattamento, si dovrà continuare anche negli anni successivi per evitare la proliferazione delle erbe più aggressive, libere di espandersi in seguito alla scomparsa della vegetazione che presidiava il terreno;
• il glyphosate è certamente tossico per la vita acquatica e non a caso infatti tra le precauzioni d'uso del diserbante utilizzato (basato sul principio attivo del glyphosate) è tassativamente vietato irrorare i bordi dei corsi d'acqua e delle zone umide a causa della sua accertata tossicità, anche a basse concentrazioni, sugli organismi acquatici;
• nonostante questo le pompe di veleno che operano lungo le strade e le linee ferroviarie non si fermano di fronte a canali, a collettori posti ai lati dei tracciati né alle cabine che contengono pozzi di attingimento di acqua destinata agli acquedotti pubblici;

CONSIDERATO CHE

• i risultati di numerose ricerche (esiste ormai una consistente letteratura internazionale in materia) hanno dimostrato la relazione esistente tra l'esposizione umana al glyphosate e l'insorgenza di malattie, disfunzioni e malformazioni: 1) studi separati condotti in Svezia hanno collegato l'esposizione al glyphosate alla leucemia e al linfoma non-Hodgkins (questi tipi di tumori erano molto rari, tuttavia il linfoma non-Hodgkin è oggi il tumore in più rapida crescita nel mondo occidentale, mentre negli Stati Uniti d'America negli ultimi quarant'anni la sua incidenza è aumentata del 73 per cento); 2) studi dimostrano, inoltre, che l'esposizione al glyphosate, a dosi al di sotto della classica diluizione a scopo agricolo, è associata a una serie di alterazioni sulla riproduzione negli esseri umani e in altre specie animali a causa della sua tossicità sulle cellule della placenta;
• un rapporto della United States Environmental Protection Agency dichiara che il glyphosate è estremamente persistente in condizioni di applicazione normali, mentre studi condotti in Svezia dimostrano che una sua applicazione può perdurare fino a tre anni;
• i dati pubblicati dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) rilevano la presenza del glyphosate e dell'AMPA (acido aminometilfosfonico, derivante dalla degradazione del glyphosate) tra le sostanze inquinanti più presenti nelle acque superficiali (dati ripetutamente confermati per il periodo 2008- 2010, relativi alle ultime rilevazioni effettuate in Lombardia):
• gli effetti del trattamento con diserbanti sistemici si manifestano a distanza di 10-15 giorni, c'è il rischio concreto che, soprattutto lungo le strade di periferia e in quelle meno trafficate, qualcuno raccolga lungo i margini stradali piante spontanee per uso alimentare senza rendersi conto della contaminazione chimica;
• la mancanza di qualunque segnalazione degli interventi fino ad oggi eseguiti dalle province e dall'Ente nazionale per le strade (ANAS spa) risulta quindi particolarmente grave e lesiva, non solo per questo aspetto, della sicurezza dei cittadini;
• molti pesticidi sono xenobiotici e dopo la loro immissione nell'ambiente si mantengono sostanzialmente inalterati per lunghi periodi di tempo, arrivando a contaminare, grazie alle loro caratteristiche di volatilità, persistenza, bioaccumulo e biomagnificazione, organismi no target e reti alimentari su cui si basa l'organizzazione delle comunità biologiche naturali, anche a notevoli distanze dal punto iniziale di contaminazione;
• l'uso estensivo e sistematico del diserbo prevede una lunga serie di controindicazioni, tra le quali: 1) mette a rischio la salute degli operatori (che si possono proteggere) e della popolazione (ignari automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni, raccoglitori, agricoltori, cittadini), nebulizzando un prodotto chimico tossico che agisce a distanza di vari giorni (a seconda della concentrazione può manifestare i suoi effetti a distanza di diversi giorni e permanere nel terreno e sulla vegetazione per lungo tempo) lungo le strade e negli abitati; 2) espone le scarpate sottoposte al diserbo a frane e a smottamenti e a conseguente elevato rischio di provocare incidenti stradali durante gli eventi piovosi e nelle ore notturne; 3) abbassa drasticamente la biodiversità vegetale e animale e la capacità di autoregolazione dei numerosi habitat seminaturali che garantiscono, oltre a un aspetto gradevole, la funzionalità e la biodiversità biologica delle scarpate stradali; 4) riduce sensibilmente l'assorbimento dell'anidride carbonica e l'abbattimento delle sostanze azotate da parte della copertura vegetale eliminata;

TENUTO CONTO

• che il diserbo dei bordi stradali, rispetto alle tecniche tradizionali, non presenta alcun vantaggio: 1) l'aspetto dei bordi trattati è oltremodo sgradevole dal punto di vista estetico; 2) non limita in alcun modo il numero degli interventi in quanto non elimina la necessità delle operazioni di sfalcio. In compenso il trattamento con fitofarmaci determina numerosi danni diretti e crea le condizioni per effetti negativi anche gravi e a volte non recuperabili: 1) non permette alla vegetazione seminaturale di svolgere il ruolo di difesa del terreno ed espone le scarpate stradali all'erosione e agli smottamenti; 2) arreca danni gravi alla vegetazione, che perde istantaneamente molti decenni di maturazione accumulati con il tempo, e provoca la scomparsa locale di numerose specie e l'impossibilità, in alcuni casi, del ritorno allo stato precedente, neppure dopo l'abbandono della pratica (dopo due o tre interventi in anni successivi si annulla anche la carica dei semi del terreno); 3) arreca danni diretti e indiretti anche alla fauna minore, basti pensare agli effetti sulle popolazioni di carabidi che hanno uno stretto rapporto con il terreno e con la qualità della copertura erbacea; 4) rende obbligatorio l'intervento anche negli anni successivi, in quanto le fasce denudate se non più trattate vengono invase da poche specie annuali particolarmente vigorose e aggressive; 5) si acquistano attrezzature e prodotti chimici inutili, oltre che dannosi, mentre non si investe nel miglioramento delle conoscenze, della preparazione dei tecnici, oltre che nell'adeguamento dei mezzi e delle tecniche di manutenzione delle scarpate; 6) si determina una perdita di maturità degli ecosistemi marginali, con conseguente riduzione della complessità e della funzionalità sia dal punto di vista vegetale che animale, tenendo conto, peraltro, che in molte aree collinari le strade costituiscono gli ultimi centri di conservazione della biodiversità. Le contraddizioni non finiscono qui, il diserbo dei margini stradali non ha alcuna giustificazione neppure dal punto di vista strettamente tecnico

VISTO CHE

• l'Unione europea è intervenuta in questa materia introducendo, nella direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi, un articolo apposito. All' articolo 11 si legge infatti: « Gli Stati membri assicurano che siano adottate misure appropriate per tutelare l'ambiente acquatico e le fonti di approvvigionamento di acqua potabile dall'impatto dei pesticidi » e, ancora, si auspica « La riduzione, per quanto possibile, o l'eliminazione dell'applicazione dei pesticidi sulle o lungo le strade, le linee ferroviarie, le superfici molto permeabili o altre infrastrutture in prossimità di acque superficiali o sotterranee oppure su superfici impermeabilizzate che presentano un rischio elevato di dilavamento nelle acque superficiali o nei sistemi fognari »;
• le medesime norme sono state riprese dall'articolo 14 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, con il quale lo Stato Italiano ha recepito la direttiva;
• nella stessa direzione vanno la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque, e il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitaria;
• È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12/02/2014 il Decreto 22 gennaio 2014 di adozione del Piano di azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN), ai sensi dell'articolo 6 del Decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 recante la "Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi".

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

• ad attivarsi utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per contrastare l'uso delle sostanze tossiche anche di origine naturale e delle sostane saline negli interventi di controllo delle infestanti al di fuori delle pratiche agricole a salvaguardia della salute umana, dell'ambiente e della biodiversità;
• a garantire che nei bandi di gara emanati dal comune per gli appalti pubblici riguardanti gli interventi di contenimento delle infestanti venga indicato come unica tipologia di intervento possibile quello meccanico;
• a interloquire con i responsabili del settore manutenzione strade della Provincia affinchè all'interno del territorio comunale vengano utilizzati esclusivamente metodi di tipo meccanico nelle operazioni compiute dalla ditte loro incaricate;
• ad informare attraverso incontri e comunicazioni scritte i rivenditori sul territorio comunale e tutti i cittadini sui rischi per l'ambiente e per la salute umana nell'utilizzo e di vendita di prodotti diserbanti.

Si chiede l'iscrizione della presente mozione all'O.d.g. del prossimo Consiglio Comunale.

Grottammare, 21 luglio 2014

Il consigliere comunale M5S ANDREA CRIMELLA


Grottammare - 

Casa di Alice, il papà di due bimbi: "Metodi disumani"


Pompeo Cecere vive a Monsampolo, ha due gemelli ed entrambi sono tra gli ospiti di Casa di Alice a Grottammare. Quello che ha visto nel video reso pubblico dai carabinieri è stato un autentico pugno nello stomaco.
"Io non riesco ancora a credere a quelle immagini - afferma -. Quelle erano persone che consideravamo di famiglia e quel centro era considerato, da tutti noi genitori, una vera e propria seconda casa".
Cecere si dice scandalizzato dalle voci che, negli ultimi giorni, stanno tentando di trovare una giustificazione ai comportamenti ripresi dai filmati: "Prima di parlare - afferma - occorrerebbe conoscerle queste situazioni. Come si fa a guardare dei ragazzi con quei problemi chiusi in una stanza, e dimenticati per lungo tempo lì dentro, e pensare che la cosa possa rappresentare una prassi?".
"I ragazzi - continua - quelle imposizioni che, ora, qualche prova anche a chiamare 'prassi', le vedevano come una punizione. Ho contattato diverse associazioni che operano in questo campo, alcune anche da mezzo secolo. Tutti mi hanno detto che in quei filmati si vedono dei metodi disumani".
C'è rabbia nelle sue parole e l'intenzione di voler andare fino in fondo: "La Procura deve andare dritta per la sua strada, arrivare fino in fondo a questa vicenda e fare piena chiarezza - conclude - quelle immagini sono inguardabili".

Il sottoscritto ANDREA CRIMELLA
In qualità di Consigliere del Comune di Grottammare, con la presente, ai sensi dell'art. 43 del decreto legislativo n. 267/2000 e dell'art. 51 del vigente Regolamento comunale sul funzionamento e l'organizzazione del Consiglio Comunale, delle Commissioni Consiliari e dei Gruppi consiliari
CHIEDE
Di poter esercitare il diritto di accesso (visione ed estrazione di copia) ai seguenti documenti di competenza o stabilmente detenuti dagli uffici dell'Area/Servizio Autonomo in indirizzo in quanto utili all'espletamento del proprio mandato:

TUTTA LA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA AFFINCHE' SIANO SODDISFATTE LE SEGUENTI RICHIESTE IN MERITO ALLA STRUTTURA "LA CASA DI ALICE" :
1) Le autorizzazioni della Regione Marche riguardo la struttura, l'autorizzazione da parte dell'Area Vasta n. 5
2) Il regolamento di gestione della Casa
3) Chi si occupa dell'Amministrazione Comunale di GROTTAMMARE di controllare la gestione e una sua relazione a riguardo, dell'anno in corso e degli anni passati relazioni annuali o come da previsione eventuale del regolamento
4) Le figure professionali direttive sociali e mediche che si occupano della gestione della casa con allegata loro relazione, dell'anno in corso e degli anni passati relazioni annuali o come da previsione eventuale del regolamento
5) Le qualifiche professionali richieste e i corsi di formazione e di aggiornamento dedicati e riservati agli operatori (facoltativi e obbligatori)
6) Analisi delle voci di spesa presentati dalla Casa di Alice sin da quando la cooperativa Koinema gestisce la struttura Bilanci Economico/Sociali e tutto ciò che abbia valenza economica presentato come rendicontazione dalla suddetta
7) Copia della corrispondenza avvenuta fra il Comune di Grottammare (ed in particolare dei servizi sociali) e la cooperativa Koinema sin da quando la stessa gestisce la struttura in merito a richieste di ispezioni, controlli e tutto ciò che possa essere utile affinchè la visione da parte del sottoscritto in merito alla vicenda apparsa sulle cronache nazionali sia quanto più chiara ed esaustiva possibile


Grottammare - 

ARTICOLO IGNORATO COMPLETAMENTE DALL'AMMINISTRAZIONE5326_259261537612262_5766981656458046325_n.jpg

INSIEME PER IL GAS


Grottammare - 

Gas a Sbt, anche Grottammare lotta con voi per noi
E' del 28 giugno 2014 la notizia sul parere favorevole allo stoccaggio del gas, sotto la città di San Benedetto del Tronto, da parte del Ministero dell'Ambiente e di quello del Turismo (!). Ora abbiamo 60 giorni di tempo per ricorrere al Tar, 120 giorni per ricorrere al Presidente della Repubblica. E' prevedibile che, fra 2 mesi, in pieno Ferragosto, uscirà anche il decreto del Ministero dello "Sviluppo Economico" (si capisce che è già pronto). Noi però purtroppo immaginiamo che lo SVILUPPO sarà del genere che abbiamo già visto in Emilia come pure in Basilicata e tutto questo grazie alla noncuranza di molti sambenedettesi come pure all'onestà di alcuni "amministratori" . Abbiamo più volte illustrato gli aspetti e i probabili sviluppi del progetto che, comunque, POTEVA E DOVEVA ESSERE FERMATO in quanto basato su una DOCUMENTAZIONE INFEDELE alla realtà fisica: (distanze ecc.) e su DESCRIZIONI DEI PROCESSI INCOMPLETI E RETICENTI (quando si afferma che il comportamento del giacimento non è analizzabile con i metodi in uso, per cui l'indagine probabilistica è stata fatta su banche dati di incidenti in normali contenitori metallici e su apparecchiature/tubazioni per il trattamento del gas). L'analisi, inoltre, come dice la società proponente, non è applicabile neanche ai pozzi e ad altri sistemi sotterranei. La regione Marche, nel dare anch'essa parere favorevole, impose delle prescrizioni simili a quelle ministeriali dei giorni scorsi: infatti sono previsti e programmati terremoti (però... non oltre il terzo grado), possibili inquinamento delle falde acquifere, sollevamenti dei terreni e altri "piccoli inconvenienti ". Nel frattempo la GasPlus afferma che nel "San Benedetto (martire) Stoccaggio" userà il sistema "Power Drive" della Schlumberger per i POZZI ORIZZONTALI (tecnologia utilizzata anche per la fratturazione idraulica o FRACKING). Tale sistema consiste nell'iniettare milioni di metri cubi di acqua alla pressione fino a 1000 atmosfere nello strato minerario spugnoso al fine di frantumarlo per recuperarne l'olio o il gas (tecnologie attualmente proibite in Italia); ancor peggio l'acqua verrà additivata di acidi, solventi e altri prodotti chimici estremamente inquinanti (generalmente vengono usati materiali radioattivi, necessari per monitorare la propagazione delle FRATTURE NELLE ROCCE, come pure ESPLOSIVI "INTELLIGENTI"). Sappiamo, dalle notizie della rete, che sono state brevettate capsule esplosive di uranio impoverito: normalmente le cariche vengono spinte nelle profondità dei pozzi in contenitori di rame. I dettagli su queste tecnologie "segrete" sono tutte sulla rete, per cui non stiamo inventando alcunché. Ahinoi sarà però inevitabile che queste sostanze finiscano poi nell'ambiente e nelle acque, anche a decine o centinaia di chilometri di distanza e chissà magari arriveranno anche nei nostri rubinetti. Nel frattempo, il Ministero dell'Ambiente, dall'alto della sua sensibilità e attenzione, impone delle cortine "arboree autoctone" per schermare la torcia alta 30 metri (si sono dimenticati di conteggiare l'altezza della fiamma): ma dove le andranno a prendere piante autoctone alte 35 metri? Nella vicina foresta amazzonica? Notiamo con piacere un paaltervista
riguardo per la rana verde della sentina: se spariranno le faremo in vetro di murano. La domanda sorge spontanea: perché vogliono fare a tutti i costi questo impianto scellerato? Gli idrocarburi sono stati prodotti in lontane epoche geologiche da microrganismi sotterranei (come negli impianti a biogas di oggi) all'interno di rocce "spugnose" da cui poi sono "migrati" in altri spazi più o meno distanti. Fino a 20 o 30 anni fa si potevano recuperate solo questi idrocarburi migrati in tali "serbatoi" per il 30 - 35 % del contenuto totale del giacimento; attualmente invece, fratturando le rocce madri, il recupero può arrivare sino al 50 % . In questo modo anche i giacimenti considerati esauriti potranno essere rimessi in produzione. Ciò significa che nel 3 giacimento dell'Agraria, da cui, dal 1986 ad oggi, sono stati estratti 675 milioni di m di gas, in teoria ci sono ancora 3 400/500 milioni di m di metano pronto essere recuperato in un tempo brevissimo (chissà magari durante la costruzione dei pozzi) attraverso la TECONOLOGIA DEI POZZI ORIZZONTALI ASSERVITA AL FRACKING (Sistema POWER DRIVE). Milioni di metri cubi di metano che lo Stato italiano regala ai petrolieri facendosi pagare royalty dal 4 al 10 % circa. Anzi, fino a 50 milioni di metri cubi all'anno per giacimento sono completamente esenti da royalty, per cui realmente REGALATI, mentre sull'ECCEDENZA vengono pagate royalty del tutto irrisorie. Dal sito del Ministero dello Sviluppo economico si rileva che nel 2013 sono stati incassati dallo Stato circa 349 milioni di Euro per estrazioni degli anni 2011 e 2012 (i petrolieri pagano con comodo); non è possibile fare conteggi accurati, ma considerate l'esiguità delle royalties e le esenzioni, possiamo ipotizzare che detti 349 milioni di Euro costituiscano meno del 5% del valore della materia prima estratta dal sottosuolo italiano. Moltiplicando per 19 possiamo avere una buona stima del totale della ricchezza prodotta e GENEROSAMENTE DONATA ALLE MULTINAZIONALI dell'Energia che essendo quasi sempre estere la porteranno probabilmente i comodi paradisi fiscali: stiamo parlando di oltre 6,6 MILIARDI DI EURO ALL'ANNO. Cifre approssimate per difetto, naturalmente, ipotizzando che i petrolieri siano onesti nel dichiarare i loro veri guadagni. Ci auguriamo sinceramente che qualcuno ci venga a dire che questo calcolo è completamente sbagliato: però ce lo dovranno dimostrare! Per noi è evidente che il problema del nostro "bel paese" non è di certo la Costituzione bensì la CORRUZIONE. Se non riusciremo a riprogrammarci scivoleremo completamente fra i Paesi del terzo mondo nei quali solo le società multinazionali a fare i governi che impongono ai popoli anche per mezzo di rivoluzioni e guerre. Ma da noi il governo "regnante" è ancor più generoso che altrove: se l'impianto, per qualsiasi motivo, (es. terremoti oltre i livelli previsti o incidenti catastrofici) dovesse essere fermato, in ogni caso al concessionario verrà garantito il guadagno previsto per la durata di 5 anni. Non ci credete? Infatti: E' DA NON CREDERCI! ELABORATO DA UNO SCRITTO DI VITTORIO D'ASCANIO - http://vittoriodascanio.altervista.org/

Questo è ciò che porteremo all' attenzione dei cittadini domattina al banchetto!!!
Scusate se è poco.
Nessun dorma!!!


Grottammare - 

da RIVIERA OGGI

GROTTAMMARE - Riportiamo e pubblichiamo un comunicato da parte di Andrea Crimella del Movimento 5 Stelle di Grottammare:
"Da sempre predichiamo il nostro no al no a prescindere. Non ultima è l'ennesima vittoria della partecipazione cittadina: in Giunta sarà discussa in questi giorni la mozione sulla gestione dei rifiuti (una risorsa e non un costo!) unitamente all'atto d'indirizzo presentato dal Movimento 5 Stelle. Avremmo tanto voluto che la città di Grottammare fosse annoverata fra i comuni virtuosi che della gestione dei rifiuti ne fanno un valore aggiunto, dicendo no a inceneritori e a tutti gli altri trattamenti che producono residui dannosi all'uomo e all'ambiente, avremmo voluto una Grottammare all'avanguardia per lo meno negli intenti, una Grottammare che si erge al di sopra degli sterili diktat calati dall'alto. Ce l'abbiamo fatta! Sì, è stato un lavoro impegnativo che ha coinvolto il M5S Marche tutto, peccato che alcuni comuni non abbiano accolto il nostro studio...
Grottammare lo sta valutando e siamo sicuri che la Giunta saprà davvero guardare avanti.
Il M5S vuole approfittare del comunicato stampa per ringraziare l'assessore Mariani che ha saputo cogliere i nostri spunti di riflessione, approfondendoli assieme a noi. Lo ringraziamo perché ha saputo comprendere l'importanza dell'iniziativa, per la collaborazione e l'impegno".


Grottammare - 

Presumibilmente per la prima volta a Grottammare un gruppo di minoranza riesce a presentare una mozione e a far discutere ed approvare una determina/atto di indirizzo. Tema : gestione dei rifiuti

I candidati a Grottammare

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    andrea crimella
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    af.c
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    alessandra mora
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    AURELIANO PAOLINI
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    Francesco Pierantozzi
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    Massimo Bovara
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    renato aubert
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    Roberto Pistolesi
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    simone cameli