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Salute

La contestata installazione dell'antenna di telefonia mobile nel centro storico di Montecelio - vero e proprio tormentone dell'estate monticellese - sembra essere giunta all'epilogo.

Dopo la sollevazione popolare e la sospensione dei lavori - a fine marzo - per la verifica della regolarità urbanistica dell'edificio dove era prevista la collocazione dell'apparato, il Comune, il 2 Agosto, ha sbloccato i lavori e l'antenna è stata [purtroppo] installata.

Il M5S con i suoi portavoce e gli attivisti è stato più volte a Montecelio direttamente sotto l'antenna per parlare con i cittadini e per fare chiarezza,antennaMontecelio.jpg e non certo propaganda, manifestando la propria contrarietà sulle procedure con cui è stato montato il ripetitore, evidenziando alcune mancanze emerse dallo studio degli atti che sono state prontamente riportate in commissione e direttamente al dirigente.

Ma i più fervidi oppositori all'installazione dell'antenna sono stati, soprattutto, alcuni rappresentanti del PD che hanno organizzato una vera e propria "battaglia persa" con tanto di raccolta firme, petizioni popolari e incontri urgenti con il commissario Marani ecc ecc ... Insomma, una rivisitazione - stile moderno - delle battaglie di Don Chisciotte contro i mulini a vento (anche se il protagonista del romanzo di Miguel de Cervantes era mosso da buoni principi).

A questo punto la domanda sorge spontanea... Perché tanto rumore per nulla se proprio il PD ha creato i presupposti affinché l'antenna potesse essere collocata tranquillamente in quest'area...? E la domanda che ci poniamo è del tutto legittimata dalla Deliberazione del Consiglio Comunale n° 22 del 28.03.2006.

Si legge nella deliberazione che proprio in quella seduta - avente per oggetto l'approvazione del Regolamento comunale del Piano delle Antenne - ben 19 consiglieri comunali (Giunta Lippiello) "con l'obiettivo di minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici" approvarono all'unanimità il piano antenne per il Comune di Guidonia Montecelio che prevedeva, per l'area di Montecelio (cd. "Area Preferenziale 2"), la collocazione di impianti di telefonia mobile proprio nell'area che oggi viene fervidamente contestata dal PD stesso!!!

Ma la cosa che lascia ancora più perplessi e sconcertati è che tra i 19 consiglieri comunali saltano all'occhio alcuni nomi di consiglieri del PD - "nati, cresciuti e pasciuti a Montecelio" - che avrebbero dovuto, quantomeno, sindacare la scelta dell'area stabilita per la collocazione dei ripetitori nel centro storico di Montecelio e valutare l'opportunità di proporre una soluzione alternativa come avvenuto (grazie ad un emendamento presentato da uno di questi consiglieri di Montecelio) per le aree AP9 (centro abitato di Villalba) e AP3 (impianti sportivi ed aree sensibili di Villanova).

Insomma, ai cittadini di Montecelio, ancora una volta "cornuti e mazziati", non resta che subire l'ennesima conseguenza delle scelte "scellerate" di chi li ha rappresentati, sperando che non continuino ad abboccare a chi millanta di valorizzare questo bellissimo Borgo che ancora oggi non riesce ad ottenere la giusta considerazione che meriterebbe.

Il consigliere Santoboni:"Abbiamo studiato le carte e siamo qui per fare chiarezza, non certo propaganda".

Si è svolto in Piazza Massucci l'incontro pubblico tra gli attivisti del M5S, il consigliere Giuliano Santoboni e i cittadini preoccupati per l'installazione di unripetitore cellulare in una terrazza privata in Via del Capo Croce.

Dopo un'attenta analisi degli atti e continui contatti con i tecnici dell'ARPA che hanno chiarito alcune perplessità, il M5S ha voluto incontrare gli abitanti per spiegare la reale situazione sulla questione che da giorni sta agitando i monticellesi, soprattutto quelli del centro storico.

Dallo studio del regolamento del piano antenne (approvato con delibera del Consiglio Comunale n° 22 del 28.03.2006) sono emerse delle mancanze da parte dell'Amministrazione riguardo l'obbligo di pubblicità della richiesta di autorizzazioneall'installazione (presentata in data 22.12.2015) sul sito internet del Comune, e la mancata decisione dell'Amministrazione in merito alla suddetta istanza che trascorsi 90 giorni è stata considerata automaticamente accolta (art. 12 del regolamento).

Nell'incontro il M5s ha distribuito dei moduli per avanzare un reclamo al gestore come segno di protesta, iniziativa decisamente ben accolta dai cittadini presenti.

<<Nei prossimi giorni il M5S presenterà una mozione per modificare l'ormai datato regolamento del piano antenne - ha spiegato Santoboni - che peraltro prevede la possibilità di predisporre apparati nell'intera area del centro storico del Borgo (contraddistinta come Area Preferenziale 2). La nostra preoccupazione deriva anche dalle novità introdotte dal decreto "Sblocca Italia" che deroga completamente le autorizzazioni paesaggistiche per l'installazione di tali impianti, che di fatto rende inapplicabile buona parte del regolamento>>.

Nei prossimi giorni il M5S invierà una richiesta ufficiale ad ARPA per avviare un monitoraggio per la salvaguardia della salute in molte zone del comune con notevole presenza di ripetitori, come Setteville, Collefiorito e Villalba oltre alla stessa Montecelio.

L'impegno del M5S per il borgo, non finisce qui. Ci sono ancora tanti problemi da affrontare come la paventata realizzazione di un forno crematoriopresso il cimitero comunale e la riapertura del Teatro Comunale di Montecelio ormai chiuso da tempo per i danni cagionati da infiltrazioni di acqua.

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l M5S denuncia il mancato impegno dell'amministrazione per preservare il decoro urbano

Un paese più pulito è un paese più bello e più vivibile. Lo sarebbe anche il Borgo di Montecelio se non fosse dimenticato e abbandonato al degrado e all'incuria, complice, per di più, l'inciviltà di alcuni residenti.Basta fare una passeggiata nel centro storico, percorrere le strade che portano alla Rocca per rendersi subito conto dell'allarmante situazione (anche igienico-sanitaria) in cui versa.

Alcuni attivisti del M5S, muniti di cellullare, hanno documentato lo stato di degrado con alcune fotografie. Un "tappeto" di deiezioni canine - colpa ovviamente dei padroni incivili - ma anche cattivi odori di pipì di gatto,  accumulo abnorme di escrementi di uccelli e vere e proprie discariche abusive, dislocate in più punti, che denotano la prolungata assenza di interventi di pulizia.

La situazione è diventata ormai insostenibile, alcuni cittadini residenti  hanno iniziato ad affliggere cartelli in più punti del borgo per denunciare il loro sdegno e sofferenza nel dover vivere in una tale condizione.

Il M5S ha prontamente segnalato tale stato di degrado richiedendo nel contempo un intervento urgente  per ripristinare le condizioni igieniche nelle vie del borgo.

Va evidenziato, inoltre, che già da tempo i nostri consiglieri hanno sottoscritto una proposta di delibera al Consiglio Comunale chiedendo l'adesione, gratuita, del Comune di Guidonia Montecelio al sito web www.decorourbano.org per la segnalazione di forme di degrado urbano nel territorio comunale, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini. 

Molti i comuni che hanno aderito a questa iniziativa altri che hanno adottato diverse misure per ridurne il fenomeno come la predisposizione di adeguati contenitori per rifiuti e distributori di sacchettini per la raccolta delle deiezioni canine, la sterilizzazione degli animali randagi e maggiori controlli da parte della polizia municipale . 


Interventi che se attuati anche dalla nostra amministrazione  potrebbero dare nuova dignità al Borgo di Montecelio

<< I Cittadini e il M5S non sono disposti ad attendere i tempi dettati del gruppo Cerroni per bonificare le falde acquifere all'Inviolata ed esorta Regione Lazio e Comune di Guidonia Montecelio a contestare l'inadempimento della società  >>

All'ennesima conferenza dei servizi svoltasi ieri mattina (17 novembre) indetta per verificare l'efficacia delle misure di contenimento dell'inquinamento che avrebbe dovuto mettere in atto Ecoitalia 87, viene invece proposto  un nuovo progetto di bonifica (il terzo), mentre  la società Cerroniana avrebbe dovuto già provvedere alla messa in sicurezza di tutta l'area, giustificando i ritardi con generiche e non opponibili ragioni economiche che non gli permetterebbero di agire.

<< La legge indica nel soggetto gestore colui che con propri capitali deve rimediare allo scempio, secondo il principio di "CHI INQUINA PAGA". Ecoitalia, invece non adempie a quanto i tecnici di Arpa gli stanno intimando da tempo, cioè la realizzazione di altri pozzi spia e di sistemi di contenimento dei liquami >>.

Durante la conferenza alla quale hanno partecipato come uditori anche le associazioni ambientaliste e il M5S di Guidonia Montecelio, è stato presentato il terzo progetto che tramite l'azione di composti chimici dovrebbe limitare il pesantissimo carico di metalli pesanti come ferro e manganese presenti nei valori della falda che superano di migliaia di volte i valori di soglia."

 
#CHIINQUINAPAGA

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Approvata all'unanimità durante il Consiglio Comunale di ieri  la richiesta rinvio ad altra data  della conferenza servizi prevista per oggi per rilascio nuova AIA impianto di TMB all'inviolata.
Una delegazione del M5S cittadino e regionale è stata presente nella riunione organizzata negli uffici di via del Giorgione per vigilare sull'esito del rinvio mentre una folta rappresentanza di cittadini di Guidonia Montecelio e Fonte Nuova organizzati con un pullman hanno fatto sentire la loro voce al di fuori dell'edificio. Depositato il parere negativo del dirigente area VII Paola Piseddu redatto in data 9 settembre con il quale lo stesso dirigente (per la prima volta in questa vicenda ormai decennale) sottolinea l'improcedibilità del rinnovo dell'AIA sia perché  sono state accertate gravi irregolarità (provvedimento adottato in violazione di norme di legge) da parte del tribunale del Riesame (ordinanza n.811 del 2014) con cui si evidenziava l' illegittimità del provvedimento autorizzatorio del 2010, sia per  la diffida del MIBAC indirizzata alla Regione Lazio a revocare l'AIA perché emessa in carenza di parere paesaggistico della Direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici del Lazio ed il parere vincolante della soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici.

Non solo, nel documento prodotto dal dirigente si sottolinea anche la presenza di evidenti criticità sul sito dovute all'inquinamento dei pozzi di caratterizzazione su cui dovrebbe già essere avvenuta bonifica e si evidenzia che nel progetto presentato per l'ottenimento del rinnovo dell'aia è presente una variante sostanziale urbanistica (parcheggio esterna  all'area sottoposta ad AIA) rispetto al progetto originario .

Non meno importante è la nota del 6-8-2015 del MIBAC in cui si evidenzia l'avvio di una perimetrazione più estesa dell'area di interesse archeologico (procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico), area protetta che comprende al suo interno e per intero la superficie dell'impianto. 

Non vi sono quindi  possibilità di modifiche o di sanatorie, il Tmb non dovrà mai funzionare.

Durante il Consiglio svoltosi ieri su iniziativa del M5stelle supportato anche dal resto dell'opposizione i nostri portavoce hanno evidenziato l'urgente necessità di riesaminare tutto l'iter che ha portato alla realizzazione del TMB . "Nel 2010 avete dato parere positivo ad un progetto che non è quello che oggi si presenta in conferenza dei servizi! Questo impianto è capace di trattare  di 190mila tonnellate annue, e non dispone di nessun impianto di percolato e sembra avere un trattamento dell'umido ridimensionato che in teoria dovrebbe servire da "ristoro" all'amministrazione attraverso un'importante diminuzione della Tassa sui rifiuti" ribadisce Giuliano Santoboni .  
"Per la prima volta qualcuno in questo consiglio riconosce di aver peccato di superficialità nel valutare l'autorizzazione all'impianto in quell'area!" sostiene Sebastiano Cubeddu capogruppo pentastellato, riferendosi all'intervento del consigliere di maggioranza Bertucci" Ma oggi NON serve più individuare le responsabilità . Oggi è necessario seguire il parere del Mibact che individua sull'area con vincolo archeologico (1500 ettari) . Occorre colmare la lacuna causata dalla mancanza del parere paesaggistico sulla vecchia AIA tale da renderla illegittima. E occorre seguire il parere del dirigente dell'area VII che per  la prima volta si oppone rispetto alle modifiche che la regione ha voluto ritenere non sostanziali"

Noi continueremo a vigilare. L'impianto va demolito e restituito al Parco Archeologico e Naturalistico dell'Inviolata.


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<<Il Movimento 5 Stelle, di Fonte Nuova, Marcellina, Mentana, Monterotondo, Palombara, Sant'Angelo e Tivoli, nonché, tutto il quadrante Nord-Est di Roma, congiuntamente con Guidonia Montecelio, da sempre schierato per la salute e la tutela dell'ambiente, CONTRO

- la svendita del nostro territorio a favore delle speculazioni private; - il guadagno di pochi a fronte di un inquinamento per tutti;

- istituzioni più "sensibili" alla tutela di interessi privati a discapito di quelli collettivi; - il consumo del territorio, cementificando il presente e il futuro. A FAVORE - di un ambiente salvaguardato, garanzia di salute;

- di una politica consapevole e partecipata da tutti i cittadini; - della trasparenza e del diritto di partecipazione attiva alla gestione della cosa pubblica.

ESORTA i propri attivisti e simpatizzanti alla mobilitazione, nel farsi portavoce dei principi ed esempio per gli altri cittadini, nell'aderire in massa alla MANIFESTAZIONE indetta dal Comitato di Risanamento Ambientale (CRA) per sabato 9 maggio p.v. ore 16.30 presso P.zza Matteotti a Guidonia e poi per le strade comunali (CORTEO). Dato l'interesse al di sopra di qualsiasi colore politico, invita quanti aderiranno, ad una partecipazione variopinta (striscioni e cartelli) e rumorosa (fischietti, strumenti), ma scevra da bandiere o simboli che non siano riconducibili direttamente al CRA>>

 

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<<Il Movimento 5 stelle di Guidonia Montecelio contro i roghi a Stacchini
 
Il M5Stelle di Guidonia Montecelio, unitariamente alle altre forze interessate condivide e aderisce alle azioni fin qui intraprese dal Comitato di Villalba contro i roghi e gli inquinanti appestanti l'aria del territorio, individuabili non solo nell'area dell'ex-industria Stacchini (Bagni di Tivoli), ma nelle prossimità di quelle attività artigianali e industriali che a scapito della collettività, non si fanno scrupolo di disperdere i veleni prodotti in barba alla legge!
 
In tal senso, ci preme scindere la problematica sociale dell'occupazione abusiva dell'ex-Stacchini da parte di gruppi di esasperati e la problematica ambientale e di salute, originata dall'illegalità delle azioni, cercando di risolvere la prima in un ambito coerente con il  rispetto della persona, perseguendo nello stesso tempo la tutela ambientale.
 
Appoggiamo dunque sia l'esposto agli organi di polizia che  la richiesta di convocazione  di un Consiglio Comunale condiviso con il Comune di Tivoli,  esortando i cittadini del Comitato a proseguire nella loro attività di sensibilizzazione e coesione con tutti gli abitanti della zona, perché solo con la presenza di una cittadinanza attiva a salvaguardia del proprio territorio si può garantire la risoluzione e la prevenzione  di tali problematiche unitariamente con le forze politiche interessate.

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<<La sanzione dovrebbero pagarla di tasca propria gli amministratori che hanno permesso un sistema di gestione dei rifiuti disastroso>>.

Non usa mezzi termini Sebastiano Cubeddu, capogruppo M5S in Consiglio Comunale nella Città di Guidonia Montecelio per commentare la notifica della condanna da parte della Corte di Giustizia Europea all'Italia per la gestione di alcune discariche del Lazio, tra cui quella dell'Inviolata.

E' perfettamente inutile che la Regione Lazio cerchi di schivare il colpo puntando il dito sulle precedenti amministrazioni, oppure che il sindaco Rubeis sbandieri la chiusura della discarica avvenuta in piena campagna elettorale e dopo ben 5 anni di mandato: cercare giustificazioni tardive e scaricare le responsabilità su altri appare ancor più offensivo sia nei confronti dell'organismo europeo, e sia dei cittadini stessi che da decenni denunciano lo scempio della montagna di immondizia che da il benvenuto a quanti escono dal casello di Guidonia.

E sarebbe ancora più grave per i cittadini se si arrivasse alla fatidica e a nostro avviso pessima apertura dell'impianto TMB costruito all'Inviolata su falde acquifere inquinate e già oggetto di sequestro da parte della magistratura di Tivoli, che utilizza una tecnologia vecchia e obsoleta. La stessa Commissione Europea, a tal proposito, prescrive di dotarsi di impianti BAT, cioè realizzati con la migliore tecnologia disponibile. Noi siamo assolutamente contro ogni ipotesi di impianto all'Inviolata, ma con tale pronunciamento la Corte evidenzia l'assurdità di costruire un TMB che produce CDR, ora denominato  CSS all'interno del nostro parco archeologico e naturalistico, nient'altro cioè che balle da incenerire e altri rifiuti da buttare in discarica. Si perpetrerebbe la condanna per altri decenni della nostra città.

Il M5S di Guidonia Montecelio ribadisce la propria contrarietà ad ogni tipologia di impianto all'Inviolata, essendo anche nell'imminenza di conoscere l'esito del ricorso al TAR contro tale ipotesi e che vengano date risposte dall'europarlamento all'apposita interrogazione presentata a settembre scorso realizzata grazie al lavoro congiunto di tutto il gruppo consiliare con i rappresentanti dei cittadini a Bruxelles.

In conclusione di un'estate caratterizzata dalle secchiate di acqua gelata, puntuale arriva la doccia fredda per i cittadini di Guidonia Montecelio: un mega impianto di trattamento rifiuti a ridosso di ASL, Italian Hospital Group e Centro Commerciale autorizzato da Comune, Provincia e Regione.

Nemmeno il tempo di godere del blocco dei lavori dell'impianto TMB all'Inviolata, sequestrato ad agosto dalla Forestale perché sprovvisto delle autorizzazioni paesaggistiche, che un nuovo fardello torna ad interessarci. Ancora impianti di trattamento dei rifiuti e ancora a Guidonia Montecelio!

<<Il Movimento 5 Stelle richiederà una rapida convocazione della Commissione Ambiente per valutare la grave situazione e contestualmente sta presentando un'interrogazione per comprendere il ruolo dell'amministrazione in questa vicenda - afferma Serenella Di Vittorio membro della commissione - Il provvedimento finale non è ancora stato firmato dalla Direzione Ambiente della Regione, forse siamo in tempo a far valere il diritto degli esasperati cittadini di Guidonia Montecelio>>

Ecco la storia: il 9 gennaio 2014 viene presentata alla Regione Lazio una richiesta di "Verifica di assoggettabilità a VIA", del progetto per la realizzazione di una "Piattaforma polifunzionale per il trattamento e il recupero dei residui di pulizia stradale e altri rifiuti non pericolosi in loc. Martellona". Tra i rifiuti trattati anche i residui di pulizia delle fognature. Dalla pubblicazione avvenuta su BURL n.3 del 9.1.2014, si rileva che il progetto sia stato consegnato in quella data anche al nostro Comune.

Si sono svolte poi ben 3 conferenze di servizi, la prima delle quali in data 30 aprile, proprio a ridosso delle elezioni amministrative. Sarà per questo che non sono state invitate le associazioni ambientaliste a prendervi parte? E sarà per questo che nessun amministratore locale, il Sindaco in primis, abbia ritenuto opportuno mettere a conoscenza i cittadini di questa scelta scellerata? Le altre due conferenze ci sono state nel mese il 9 luglio  e quella finale e definitiva il 16 dello stesso mese.

In quella sede il Comune di Guidonia Montecelio ha concesso sia il parere favorevole al rilascio del permesso di costruire (Area Urbanistica) e che il Nulla Osta dell'Area Ambiente e Parchi. L'istruttoria di verifica sembra essersi conclusa nei giorni scorsi e ha decretato che NON E' NECESSARIA la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale! Ma come è possibile che un impianto che tratta 60 mila tonnellate di rifiuti l'anno NON NECESSITA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE! Come mai NESSUNO dei partecipanti alla conferenza non ha fatto notare che lo stesso piano rifiuti regionale vigente nei criteri di localizzazione degli impianti individua proprio "ospedali, aree per il tempo libero e centri turistici" come Fattori Escludenti?

Sembra proprio che chi ci amministra, a tutti i livelli, non riesca o non voglia vedere il nostro territorio da una prospettiva diversa da quella di "pattumiera" regionale.

L'impiantistica descritta nello studio preliminare scaricato dal sito della Regione Lazio, non è altro che un TMB camuffato. Ci indigna non poco dover scoprire il tentativo di rifilarci un altro impianto impattante e nocivo dopo le lunghe battaglie per la difesa del nostro territorio, senza minimamente coinvolgere i cittadini. Eppure l'Amministrazione Comunale ha sempre affermato che le scelte sarebbero state prese con il coinvolgimento dei cittadini, come previsto da Agenda 21.

<<Continua il tentativo di fare di Guidonia il polo provinciale dei rifiuti e continua la malsana idea che sullo stesso territorio, a poca distanza l'uno dall'altro, possano coesistere eccellenze sanitarie e centri di trattamento rifiuti - Conclude Serenella Di Vittorio - Dieci anni fa si proponeva di costruire un centro trapianti poco distante da un TMB e dalla discarica. Adesso si vorrebbe costruire un impianto di trattamento vicino ad un ospedale. I nostri amministratori stanno dimostrando tutta la loro incapacità di progettare una città diversa, più vivibile, più sostenibile>>.

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