BANCA MARCHE: APPROVATO IL REPORT
DELLA COMMISSIONE CONSILIARE DEL COMUNE DI JESI

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Ieri la Commissione Speciale su Banca Marche costituita dal Consiglio Comunale di Jesi ha approvato la relazione conclusiva dei lavori.

Sono stati 6 mesi densi di audizioni, incontri, raccolta di numerosi quanto fondamentali documenti.

La mia priorità come M5S e come vicepresidente della Commissione è stata quella di rendere fin da subito tutto più trasparente possibile: streaming delle sedute, pagina istituzionale del Comune dedicata alla Commissione, pubblicazione di atti man mano che arrivavano.
In un contesto dove il Governo ha messo il segreto d'ufficio su tutte le pratiche che riguardano le risoluzioni bancarie, rendendo quasi impossibile per risparmiatori e cittadini il già difficile reperimento della documentazione, sembrava doveroso come primo obiettivo almeno creare uno spazio di riferimento in cui, ovviamente nel rispetto della legge, chiunque potesse trovare più informazioni possibili.
Durante i lavori e man mano che la relazione finale si stava costruendo, ho sempre cercato di far venire fuori e comunicare le notizie più significative di cui venivamo a conoscenza.

La relazione finale di circa 130 pagine raccoglie info, atti, testimonianze per aiutare a far chiarezza sia sul perché si è arrivati alla disastrosa situazione della Banca, sia sul come si sia scelto di gestire tale situazione in un certo modo, penalizzando, alla fine della storia, coloro che non avevano di certo responsabilità: i cittadini ai quali sono stati vergognosamente azzerati i risparmi di una vita.

Abbiamo cercato di far emergere in maniera documentata contraddizioni e responsabilità dei vari soggetti o dei "meccanismi" coinvolti: dalle fondazioni, agli amministratori, alle influenze della politica, agli organi di vigilanza e controllo.

Ritengo utile che finalmente tanti nomi noti e pesanti siano stati chiamati a rispondere in diretta davanti al "parlamento cittadino" alle domande precise, puntuali e scomode che non ci siamo risparmiati di porre. A volte, è emerso che davanti alla trasparenza ed alla puntualità delle questioni poste, tanti big sono apparsi... molto meno big di quello che ci si sarebbe potuto aspettare.
Sarà forse anche per questo che alcuni interlocutori hanno declinato l'invito a partecipare fisicamente alle sedute, optando per rispondere alle nostre domande per scritto. Ciò, va detto, ci ha permesso comunque di lavorare ed di identificare ugualmente le contraddizioni, a volte, di certe loro tesi.

Personalmente, ho curato soprattutto la parte che tratta della Risoluzione di Novembre 2015 e dell'operato di Banca d'Italia in occasione dell'aumento di capitale del febbraio 2012.

Per quanto riguarda la Risoluzione, approfondendo il quadro giuridico e normativo nazionale ed europeo, sono emerse forti criticità nel merito delle procedure e delle scelte operate. Tali criticità, ben esposte nella relazione, riguardano sia diritti garantiti da norme costituzionali e da disposizioni europee, sia la reale sussistenza delle condizioni necessarie ed indispensabili per poter procedere come poi è stato fatto. Politicamente, si ritiene che le scelte discrezionali fatte da Governo e Bankitalia possano e debbano essere profondamente riviste o perlomeno vengano adottati tutti i necessari ed opportuni provvedimenti ex post per evitare il più possibile che i cittadini siano costretti a ricorrere a pesanti contenziosi per poter tutelare le proprie posizioni ed i propri diritti.

Quanto all'aumento di capitale avvenuto nel 2012, risultano agli atti condotte contraddittorie o poco comprensibili di Banca d'Italia e dei soggetti cui competeva la gestione dell'operazione ma anche il controllo e la vigilanza. Queste contraddizioni sono state esposte in maniera trasparente e quasi asettica nella relazione affinché ognuno possa farsi agevolmente e fondatamente una propria idea su quanto avvenuto.
La relazione tratta poi di diverse vicende che hanno caratterizzato il percorso di Banca Marche che vengono esposte ed approfondite grazie anche ai contributi messi a verbale delle audizioni.

Quello che emerge in definitiva è una serie di responsabilità diffuse e differenti, ma tutte caratterizzate, in fondo, da un filo comune che in qualche modo le lega, emerso empiricamente nella sua brutale drammaticità: accentrare potere e risorse in mano a pochi, a scapito poi dei territori e della collettività. Per evitare però che uscisse la solita inutile relazione del "è colpa di tutti quindi, non è colpa di nessuno" abbiamo cercato di dare tutte le informazioni possibili affinché all'interno del quadro delle responsabilità sia possibile identificare, ponderare e valutare i comportamenti e l'operato dei vari soggetti coinvolti.

La Relazione approvata ieri verrà portata in discussione e votazione in Consiglio probabilmente nella prossima seduta prevista per il 21 luglio. Vista l'importanza dell'argomento, verrà dedicato a tale passaggio un apposito punto all'OdG che cercheremo di posizionare a fine seduta, dal tardo pomeriggio in poi, in modo da favorire più possibile la partecipazione della cittadinanza. Dopodiché il Report sarà pubblicato sulla apposita pagina dedicata del sito del Comune, fruibile a tutti.

Il testo che è stato approvato ieri, come è ovvio, è un lavoro di sintesi, a volte neanche troppo facile, fra diversi punti di partenza e differenti letture, tutte legittime, che i membri della Commissione e la varie forze politiche hanno ed avevano della vicenda. Cercare di rimanere sull'oggettività delle evidenze e delle testimonianze (di chi è venuto in audizione e dei documenti) è stato lo strumento con il quale si è riusciti tutti convergere su un report serio e, credo, utile a tutti sia per fare chiarezza su quanto avvenuto, sia per capire quali e di chi sono le responsabilità, sia, ci auguriamo, affinché certe vicende gravissime non si ripetano più, nel nostro territorio e nel resto del Paese.


Jesi, 29 giugno 2016
MASSIMO GIANANGELI
Vicepresidente della Commissione Speciale su Banca Marche del Comune di Jesi

BANCHETTO A 5 STELLE Sabato 25 giugno 2016, ore 18

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Sabato 25 giugno 2016, ore 18
BANCHETTO A 5 STELLE
a JESI, Corso Matteotti

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Raccoglieremo le firme del RESTITUTION DAY per far decidere ai cittadini come destinare le somme restituite dagli stipendi dei nostri portavoce Consiglieri Regionali

Distribuiremo materiale informativo sul NO al Referendum Costituzionale di ottobre e sulle questioni che stiamo seguendo in Comune, Regione, Parlamento...

Ma..soprattutto.. brinderemo tutti insieme al grande successo ottenuto dal MoV 5 Stelle alle elezioni di domenica scorsa

Vi aspettiamo... :)

MASSIMO GIANANGELI
MoV 5 Stelle - Jesi

SALVABANCHE ED IL DIRITTO DI PROPRIETA'

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SALVABANCHE ED IL DIRITTO DI PROPRIETA'

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E' possibile ritenere non sufficientemente chiaro sulla base di quale principio costituzionale e comunitario siano stati annullati i diritti di proprietà di azionisti e obbligazionisti subordinati con il provvedimento del 22 novembre.
Si ricorda che, con tale provvedimento, azionisti ed obbligazionisti subordinati hanno visto azzerare il valore del loro patrimonio; con ciò, si è di fatto negato agli stessi qualsiasi diritto di recupero/ristoro dalla eventuale vendita delle sofferenze conferite nella Bad Bank, nonché qualsiasi diritto nelle attività della bridge bank Nuova Bnca Marche.

Nel ricordare che l'art. 42 della Costituzione Italiana prevede che la proprietà privata è riconosciut e garantita dalla legge e che può essere espropriata per motivi di interesse generale, ma solo slavo indennizzo, si vuole rammentare come tale principio sia ulteriormente ribadito ed amplificato nel dettato europeo, con particolare riferimento all'art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell'U.E., che garantisce il diritto di proprietà ("Ogni persona ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquisito legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuna persona può essere privata della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi e nei modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità per la perdita della stessa. L'uso dei beni può essere regolato dalla legge nei limiti imposti dall'interesse generale.").

Tale principio, accolto all'interno degli stati membri, ha trovato applicazione, pochi mesi della Risoluzione in questione in Austria. Con sentenza del 3 luglio 2015 , infatti, la Corte Costituzionale austriaca ha ritenuto costituzionalmente illegittima ed ha abrogato la legge che azzerava le obbligazioni subordinate dell'Alpe Adria Bank International. L'incostituzionalità delle norme è stata dichiarata a causa della contrarietà delle incriminate disposizioni di legge e regolamentari sia ai principi della Carta costituzionale austriaca sia all'art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell'U.E sopra richiamato.

E' evidente che, con tale precedente, si rischierebbe nel caso in cui le medesime censure non fossero accolte dalla Corte Costituzionale italiana, una disparità di trattamento fra casi identici all'interno di Paesi dell'Unione, con conseguente possibile perseguibilità di contenziosi pesanti anche a livello comunitario; d'altra parte, un accoglimento delle censure da parte della Consulta italiana costituirebbe motivo di illegittimità e conseguente decadenza dei provvedimenti adottati da Banca d'Italia e Governo.

Il recepimento della normativa comunitaria (Direttiva 2014/59 /UE e Regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio) a livello nazionale (D. Lgs. 16 novembre 2015 nn. 180 e 181) è avvenuto sottolineando che al manifestarsi di un dissesto o anche solo di un "rischio" di dissesto della banca l'autorità di risoluzione può adottare provvedimenti con i quali i diritti soggettivi dei soci e quelli di alcune categorie di creditori sono "ridotti o convertiti".

Questo importante precedente giurisprudenziale austriaco induce a richiedere a tutti i soggetti istituzionali una valutazione in merito alla piena congruità con i principi costituzionali dell'analoga disciplina italiana, contenuta nel d.l. 22 novembre 2015 n. 183 e nella disciplina di risoluzione delle (crisi delle) banche (d. lgs. 180 e 181 del 2015), prima ancora che alla luce della norma costituzionale che tutela il risparmio (art. 47 Cost.), sulla base dei principi generali in materia di salvaguardia della proprietà privata (art. 42 Cost. e art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell'U.E.) e, soprattutto, l'adozione in via precauzionale di correttivi ex post volti a evitare e/o limitare i rischi sopra esposti e ripristinare i diritti eventualmente non rispettati di azionisti e obbligazionisti subordinati sui quali sono ricadute le conseguenze del "SalvaBanche".


Jesi, 6 giugno 2016

MASSIMO GIANANGELI
Vicepresidente Commissione Speciale su Banca Marche del Comune di Jesi


L'URGENZA: CONTA SOLO QUANDO DEVONO PAGARE I RISPARMIATORI...?

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Dall'Audizione del 17.02.2016 di Luciano Goffi in Commissione Speciale su Banca Marche presso il Comune di Jesi (https://drive.google.com/file/d/0B8ms6SGIFq4henZwbW9HZmZvcUk/view?pref=2&pli=1):
<<...La soluzione del Fondo era "la capitalizzazione la facciamo noi - quel gruppo di Banche come privati - e non lo considerare aiuto di Stato perché i soldi sono appunto delle Banche". L'Europa dice "no perché il Fondo è stato costituito con una Legge dello Stato" e quindi io Banca quando mando il mio contributo al Fondo non lo faccio perché sono contenta ma perché sono obbligata dalla Legge e quindi è diverso. E allora lì era tu, Fondo, con i soldi delle Banche obbligate a metterli fai l'aumento di Capitale ma le sofferenze le lasci dentro; in quel progetto c'era che le sofferenze le lasciavi dentro. Ma se le sofferenze le lascio dentro quando la vendo la Banca? Nessuno me la compra se le sofferenze le tengo dentro, nessuno se le compra al valore che sta dentro il Bilancio.
Il Fondo diceva: "benissimo. Intanto noi le salviamo, le mettiamo lì e poi dopo, con un po' di calma, le venderemo queste benedette sofferenze". Ma l'Europa dice: "no; se tu non mi dici quando le vendi, se non le vendi subito è aiuto di Stato perché tu non riuscirai a vendere e quindi per un tempo indefinito la Banca continuerà a fare concorrenza alle altre con i soldi di qualcun altro, "pubblici". Quindi o tu le sofferenze le vendi subito oppure io non te la passo".
A Ferrara avevano fatto così, avevano fatto addirittura l'Assemblea dei Soci e l'Assemblea prevedeva nessun intervento sulle Obbligazioni Subordinate e l'aumento di Capitale da parte del Fondo; ma l'Europa non gliel'ha passata
.>>
Quindi: non si è dato seguito all'operazione che il Fondo Interbancario si era reso disponibile ad implementare (che avrebbe evitato la pesantissima "risoluzione" del 22 novembre) perché le sofferenze sarebbero rimaste a tempo indefinito dentro la banca salvata, e ciò avrebbe costituito aiuto di stato (data l'obbligatorietà di partecipazione al Fondo) e violazione dei principi di concorrenza.

Analogamente, Bankitalia ci informa, con il documento inviato alla Commissione di Jesi in risposta ai quesiti che le avevamo posto (https://app.box.com/s/z5if41k3rj6m19bbcibz4yf6cwl5h4lz), che
<<...il motivo delle forti svalutazioni volute dalla Commissione è da ricercare nella difficoltà di valutare sotto la pressione dell'urgenza cespiti per i quali non c'è mercato. In ogni caso, a tali valutazioni effettuate in via provvisoria seguirà a breve quella definitiva, affidata a un esperto indipendente, secondo quanto stabilito dalla BRRD e dalla disciplina italiana di recepimento.
Queste valutazioni si discostano da quelle contabili, che non prevedono una contestuale cessione delle sofferenze; nel caso in esame le rettifiche apportate nel corso dell'attività di accertamento durante l'amministrazione straordinaria avevano comportato la riduzione del valore netto del credito in sofferenza a circa il 43% del valore orginario.
>>
Ancora una volta, le ragioni di urgenza di necessità di vendere i crediti deterioriati sono state prese a motivazione delle scelte, in questo caso di quella gravissima (per i risparmiatori) dell'abbassamento al 17,6% della valutazione delle sofferenze

Per ragioni simili, nella risoluzione del 22 novembre 2015 si dice (cfr documento di sintesi di Bankitalia https://app.box.com/s/1x2xz73ab0ntc6cw1c0cqepl343glqzg):
<<...Alla parte buona ("banca buona" o "banca-ponte" o bridge bank) sono state conferite tutte le attività diverse dai prestiti "in sofferenza", cioè quelli di più dubbio realizzo; a fronte di tali attività vi sono i depositi, i conti correnti e le obbligazioni ordinarie. Il capitale è stato ricostituito a circa il 9 per cento del totale dell'attivo (ponderato per il rischio) dal "Fondo di Risoluzione". Il Fondo di Risoluzione è previsto dalle norme europee e italiane ed è amministrato dall'Unità di Risoluzione della Banca d'Italia. Esso è alimentato con contribuzioni di tutte le banche del sistema. La banca buona viene provvisoriamente gestita, sotto la supervisione dell'Unità di Risoluzione della Banca d'Italia, da amministratori da questa appositamente designati; in tutti e quattro i casi la carica di Presidente è rivestita dal dott. Roberto Nicastro, ex Direttore Generale di Unicredit. Gli amministratori hanno il preciso impegno di vendere la banca buona in tempi brevi al miglior offerente, con procedure trasparenti e di mercato, e quindi retrocedere al Fondo di Risoluzione i ricavi della vendita. Nella tabella sono forniti i dati per ciascuna delle quattro banche buone e per l'aggregato delle stesse.>>
Quindi anche in questo caso, risulta che la banca ponte (Nuova Banca Marche) va venduta in tempi brevi, per ovvi motivi di possibile violazione del regime di libera concorrenza (di fatto, ci sono 4 banje che stanno operando sul mercato svuotate delle sofferenze con un provvedimento di Stato)

Ma... L'urgenza non è sta rispettata se non per giustificare gli "oneri" a carico dei risparmiatori. Ad oggi, non sono stati altresì assolti gli altri adempimenti rientranti fra gli oneri o i compiti di altri soggetti da implementare in tempi brevi, relativi alla vendita delle sofferenze cedute alla badbank ed alla vendita delle banche ponte.


Jesi, 30 maggio 2016
MASSIMO GIANANGELI
Vicepresidente Commissione Speciale su Banca Marche del Comune di Jesi


TERZO INCONTRO INFORMATIVO
SU COSTITUZIONE E REFERENDUM
1 giugno 2016 ore 21.15, JESI - Spazio 5 Stelle, Via Garibaldi 69


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Si terrà domani, 1 giugno 2016 alle ore 21.15 presso i nostri spazi in Via Garibaldi 69 - Jesi l'ultima serata del primo ciclo di incontri organizzati dal MoV 5 Stelle Jesi sul tema della riforma costituzionale e del referendum che si terrà nel prossimo autunno.

Nei primi due appuntamenti abbiamo analizzato articolo per articolo le principali modifiche apportate dalla maggioranza Renzi/Boschi/Verdini/& co. che saranno sottoposte a referendum confermativo. Dall'analisi è emersa chiaramente la preoccupante rivisitazione degli assetti dello Stato in un'ottica centralista contenuta nel nuovo testo. Appare palese poi l'indebolimento inaccettabile dei contrappesi democratici che i padri costituenti avevano invece giustamente inserito nella nostra Carta, definita anche per questo da tantissimi una delle più belle del mondo. Tutto ciò ha rafforzato ancora di più in noi la convinzione di votare NO al referendum.

Nella serata di domani analizzeremo le principali motivazioni con le quali la riforma viene difesa dai sostenitori del SI e ne dimostreremo l'insussistenza e l'insostenibilità.


Jesi, 31 maggio 2016
MoVimento 5 Stelle - Jesi
338.4674945

ARTICOLO PER JESI OGGI_30 maggio 2016

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Parliamo di referendum e "riforma costituzionale".
Le virgolette sono d'obbligo dato che si tratta di una legge che non migliora e non integra, ma anzi danneggia gravemente l'impostazione democratica della nostra Costituzione.
Una manovra coercitiva che viene portata avanti dal Governo e dai nuovi amichetti "verdiniani" (come se non bastassero più Alfano, Lupi e compagnia bella) con la solita scusante della riduzione dei tempi e del risparmio dei costi della politica.
Ma per ridurre i costi dei parlamentari basterebbe semplicemente ridurne lo stipendio invece del numero! E si potrebbe fare domattina se ci fosse la volontà, senza alcun bisogno di storpiare la Costituzione e risparmiandoci, quelle sì, le balle di Boschi, Renzi e Napolitano.

Anche a Jesi i vertici del PD hanno dato la benedizione a soggetti vari che sostengono la riforma, creando un curioso e variopinto aggregato "pro scempio"'. La strategia pdina appare piuttosto semplice: siccome il merito del nuovo testo costituzionale è indifendibile, spostano l'attenzione e tentano di trasformare il referendum del prossimo Ottobre in un voto politico pro o contro il grande capo Renzi.

Il M5S di Jesi ha già iniziato la sua battaglia in difesa della nostra Costituzione: oltre alla consueta presenza sul territorio con i banchetti, sono stati organizzati tre incontri pubblici di informazione ed autoformazione per approfondire la "riforma costituzionale" nel corso dei quali vengono comparati e commentati assieme ai cittadini i vari articoli della Costituzione modificati. Si cerca così di fare chiarezza nel merito di questa inaccettabile "riforma" che appare palesemente volta a concentrare il potere nelle mani dell'esecutivo, ridurre notevolmente il ruolo dei contrappesi istituzionali, rendere sostanzialmente inefficace la rappresentanza politica, tentare di imbavagliare il dissenso e ad imporre al Paese le decisioni del Governo.

Inoltre, il Consigliere Massimo Gianangeli (capogruppo M5S in Consiglio comunale) ha proposto un faccia a faccia su questo tema al capogruppo del PD jesino in un confronto pubblico. Vediamo se almeno nella nostra città ce la fanno a "stare sul pezzo" senza specchietti per le allodole!

Nei prossimi mesi si deciderà se l'Italia potrà rimanere uno Stato che, almeno nella forma, ha un assetto democratico o se dal prossimo anno verrà consolidato e ratificato il processo di svuotamento progressivo di diritti e poteri del popolo in atto da anni, per renderlo sempre più comodamente spolpabile da pochi (in Italia ed in Europa) a scapito della collettività.
Ci batteremo affinché ciò non accada ...

Jesi, 30 maggio 2016

MoVimento 5 Stelle Jesi

Referendum costituzionale: faccia a faccia col PD

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Il PD si sta mobilitando (si fa per dire) per il SI al referendum di ottobre sullo scempio..ops pardon riforma della Costituzione.
Anche a Jesi i vertici del partito hanno dato la benedizione a soggetti vari che sostengono la riforma, creando un curioso e variopinto aggregato "pro scempio"'.

La strategia pdina appare piuttosto semplice: siccome il merito del nuovo testo costituzionale è indifendibile, spostano l'attenzione e tentano di trasformare il referendum di ottobre prossimo in un voto politico pro o contro il grande capo Renzi e la sua dama costituente Boschi.

Vediamo se almeno nella nostra città ce la fanno a "stare sul pezzo" ed a discutere nel merito dell'impresentabile testo di "riforma": sono pronto ad un faccia a faccia con il capogruppo del PD jesino per un confronto pubblico sul merito dei nuovi assetti istituzionali e costituzionali che vorrebbero dare al nostro Paese con la legge di modifica costituzionale che andrà a referendum.

Spero si possa fare e che il capogruppo pdino accetti questa occasione pubblica di dibattito su un argomento fondamentale per il futuro del nostro Paese e dei nostri figli...

Jesi, 25 maggio 2016

MASSIMO GIANANGELI
Capogruppo M5S - Jesi

#votaNO

PS. Stasera vi aspettiamo per il secondo appuntamento informativo per approfondire insieme il testo della "riforma" costituzionale che andrà a referendum in autunno.Tratteremo del tentativo di accentrare competenze e poteri sull'esecutivo e sulle enormi criticità della legge elettorale detta "italicum" che in combinato disposto con la nuova Costituzione farebbe assomigliare per molti aspetti l'Italia ad un paese oligarchico e dittatoriale da terzo mondo. Ci vediamo alle 21.15 presso il nostro Spazio 5 Stelle in Via Garibaldi 69

#votaNO: IL M5S ORGANIZZA
TRE INCONTRI INFORMATIVI A JESI

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Il MoVimento 5 Stelle Jesi organizza tre incontri pubblici di informazione ed autoformazione per approfondire la "riforma costituzionale" che sarà sottoposta a referendum il prossimo autunno.

Verranno comparati e commentati assieme ai cittadini i vari articoli della Costituzione modificati. Cercheremo così di fare chiarezza nel merito di questa inaccettabile "riforma" che appare palesemente volta a concentrare il potere nelle mani dell'esecutivo, ridurre notevolmente il ruolo dei contrappesi istituzionali, rendere sostanzialmente inefficace la rappresentanza politica, tentare di imbavagliare il dissenso e di imporre al Paese le decisioni del governo.

Gli incontri si terranno a Jesi presso lo "Spazio a 5 Stelle" in Via Garibaldi 69, nei seguenti giorni:

Mercoledì 18 maggio, ore 21.15
Mercoledì 25 maggio, ore 21.15
Mercoledì 1 giugno, ore 21.15

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

Jesi, 16.05.2016

MoVimento 5 Stelle - Jesi
email: movimento5stellejesi@gmail.com
web: www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/jesi/

Tel. 338.4674945
facebook: Lista Civica Cinque Stelle Jesi; Movimento Cinque Stelle Jesi

STOP AMPLIAMENTO DISCARICA:
L'AZIONE DEL M5S E LA VITTORIA DEI CITTADINI

In questo breve video assieme a Leonardo Guerro, Consigliere Comunale M5S a Maiolati, spieghiamo, atti alla mano, perché il progetto di ampliamento della discarica di Maiolati è stato bocciato, come sono andate le cose nel procedimento autorizzativo e qual è stato il ruolo determinante avuto dai nostri interventi, come consiglieri M5S di Jesi e Maiolati, all'interno del procedimento, per poter arrivare a tale diniego.

Lo stop dato dalla Provincia, come risulta dal Verbale della Conferenza dei Servizi del 17 marzo 2016[1] è basato sostanzialmente su due pilastri motivazionali:
1) criticità di natura epidemilogica/sanitaria;
2) non rispetto dei criteri localizzativi di cui al Piano Regionale di Gestione Rifiuti.

1) Riguardo al primo punto, determinante è stato il parere congiunto ASUR-ARPAM del 22 febbraio 2016[2]. Nel video, oltreché commentare tale parere, ricordiamo che criticità di natura epidemilogica erano già state portate all'attenzione dell'autorità provinciale con una nostra memoria del 10 novembre 2015[3]. Se qualcuno ricorda l'assemblea pubblica di VIA organizzata dalla Provincia lo scorso 16 settembre 2015[4], i contenuti di tali memorie li avevamo già anticipati in tale occasione, smentendo clamorosamente nel merito, davanti ai cittadini presenti, le tesi dei consulenti del Comune di Maiolati volte a sostenere che la situazione non fosse affatto preoccupante. Quegli stessi documenti da loro utilizzati, invece, raccontavano una realtà differente. Così, dopo aver dimostrato docuementi alla mano dove stava il punto di piena verità in occasione di tale inchiesta pubblica di VIA, abbiamo poi, come già detto, direttamente depositato agli atti del procedimento le nostre memorie sopra richiamate. Nel febbraio 2016, forti elementi di criticità su questo aspetto sono stati pienamente confermati, come sopra detto, da ARPAM e ASUR;

2) Riguardo al secondo aspetto, la criticità cruciale è stata determinata dal fatto che l'impianto proposto non rispetta i requisiti per la localizzazione delle discariche previsti nel Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR). Nello specifico, il progetto si troverebbe ad una distanza ben inferiore dei 2 km previsti come distanza minima da centro abitato. Occorre ricordare che tale requisito è espressamente indicato nel vigente PRGR, approvato nell'aprile del 2015 (Delibera Amministrativa del Consiglio Regionale DACR n. 128 del 14.04.2015[5]). Tuttavia, all'interno dello stesso piano, proprio a seguito di una osservazione proposta in sede di redazione dello stesso dal Comune di Maiolati, è stata inserita una clausola che esonera dall'applicazione di tali requisiti restrittivi i progetti con un iter autorizzativo già antecedentemente avviato. Poiché per il progetto di ampliamento della discarica di Maiolati, l'iter autorizzativo era stato avviato nell'agosto del 2013 presso la Provincia (Autorità Competente), quella clausola sembrava "salvare" il progetto proposto dal Comune di Maiolati.
In presenza di tale situazione, nell'ottobre 2015 la Regione Marche, cui spettava durante l'iter autorizzativo la prerogativa di esprimere un parere sul progetto in autorizzazione nel quale fosse contenuta anche una valutazione sulla congruità dello stesso con il PRGR, ha inviato una nota (cfr Nota Regione Marche, Servizio P.F. Ciclo Rifiuti e Bonifiche Ambientali del 06 ottobre 2015[6]). In tale nota, pur ponendo alcune specifiche, ribadiva la clausola sopra esposta che esonerava il progetto dai criteri localizzativi del nuovo Piano Regionale, lasciando di fatto un via libera alla realizzazione dell'ampliamento.
Studiando ed approfondendo i documenti e dopo aver già presentato nel procedimento una memoria datata 30 novembre 2015[7] che trattava tale aspetto, ci siamo però accorti che la fascia di tutela di 2 km da centro abitato era stata già introdotta nel previgente Piano Regionale di Gestione Rifiuti con la DACR 66/2013 del 26 febbraio 2013[8], quindi ben prima dell'avvio del procedimento autorizzativo dell'ampliamento di Maiolati. Di questa DACR 66/2013 chissà perché, nessuno aveva mai fatto menzione negli atti fino a quel momento. Abbiamo perciò ritenuto di inviare alla Provincia una memoria datata 17 dicembre 2015[9] nella quale si rendevano ufficialmente edotti della situazione i soggetti ed i funzionari coinvolti nel procedimento autorizzativo in corso, in merito al contrasto fra il progetto proposto ed il PRGR, invitando espressamente i responsabili del procedimento a non rilasciare alcuna autorizzazione.
Finalmente qualcosa si è mosso e la Regione ha emesso un nuovo parere datato 7 gennaio 2016[10] che ha corretto il tiro rispetto al precedente chiarendo che dovevano essere applicati i criteri localizzativi inseriti nel PRGR con la DACR 66/2013, quelli cioè che prevedono la distanza minima di 2 km da centro abitato.
A quel punto, la nostra ultima memoria del 10 gennaio 2016[11] ha ricapitolato in maniera inequivocabile togliendo qualsiasi possibilità di dubbie interpretazioni tutta la vicenda della individuazione delle fasce di rispetto in vigenza, contestando anche alcune misurazioni delle distanze ed altri dati contenuti nel progetto. Nella stessa nota, oltre ad invitare nuovamente a non approvare, abbiamo inteso richiamare le responsabilità dei singoli funzionari e soggetti coinvolti sul fatto di essere in presenza di un progetto in palese contrasto con la normativa pianificatoria regionale vigente, nonché sull'inspiegabile prolungarsi di oltre due anni e mezzo della procedura, viste le palesi difformità con il PRGR e un preavviso di diniego già emesso dalla Provincia addirittura nel novembre 2013[12].
Rendere ufficialmente edotti ed informati dentro al procedimento i funzionari coinvolti dell'evidenza delle argomentazioni e delle criticità insormontabili del progetto, come sopra descritto; richiamare esplicitamente nel procedimento le responsabilità dei soggetti responsabili dell'iter; coinvolgere i cittadini tenendoli sempre informati ed organizzando eventi e manifestazioni; chiamare in causa i sindaci, specie quelli che poi hanno giustamente ed opportunamente ripreso tali argomentazioni facendole valere nei tavoli decisori di Conferenza dei Servizi: tutto ciò ha incastrato definitivamente l'ampliamento proposto ed a quel punto, la Provincia non ha potuto fare altro che dare il diniego e rigettarlo.

Il tutto rafforzato da una continua e incessante azione politica sul territorio: informazione costante che dura da anni ad opera del M5S a Maiolati e nei vari comuni della Vallesina; coinvolgimento della Commissione Ambiente di Jesi; iniziative propositive congiunte, in cui abbiamo dimostrato pubblicamente con esempi concreti ed empirici che una gestione differente dei rifiuti ed una economia sana del territorio è possibile anche in Vallesina.

Credo che la combinazione virtuosa di competenza e coinvolgimento di territori e cittadini sia stata determinante per questa ennesima enorme vittoria della nostra comunità, di Jesi, Maiolati e della Vallesina, contro proposte inaccettabili che, per portare profitto a pochi, mettono a rischio Ambiente, Salute e Diritti della collettività.


Jesi, 8 maggio 2016

MASSIMO GIANANGELI
MoVimento 5 Stelle - JESI

[1] Verbale della Conferenza dei Servizi del 17.03.2016: https://app.box.com/s/f5rzwhuhq4gtznog41kk5znxoovjpw0l;

[2] parere congiunto ASUR-ARPAM del 22.02.2016: https://app.box.com/s/uzp3rafs2jarrkdeq79hslirj2t1t4lo;

[3] Memoria N.3 (GIANANGELI-GUERRO) del 10.11.2015 ad oggetto <<Osservazioni in merito al Contributo Epidemiologico SEA/OEA realizzato da Arpam in relazione al progetto "Lavori di completamento dell'ampliamento del IV stralcio della discarica" proposto dal Comune di Maiolati Spontini>>: https://app.box.com/s/4xpedclf5n6epqo0062zosvdptba11dz;

[4] Video Inchiesta Pubblica di VIA del 16.09.2016 su progetto Ampliamento discarica di Maiolati: https://www.youtube.com/watch?v=xmKxXaRjBJs;

[5] Piano Regionale Gestione Rifiuti Marche, Delibera Amministrativa del Consiglio Regionale DACR n. 128 del 14.04.2015: http://www.consiglio.marche.gov.it/banche_dati_e_documentazione/iter_degli_atti/paa/pdf/d_am98_9.pdf;

[6] Nota Regione Marche, Servizio P.F. Ciclo Rifiuti e Bonifiche Ambientali del 06.10.2015: https://app.box.com/s/stbukbnpbvdedpigdawjq22djy14vdh1;

[7] Memoria N.4 (GIANANGELI-GUERRO) del 30.11.2015 ad oggetto "Applicazione criteri localizzativi con le indicazioni del vigente Piano Regionale dei Rifiuti approvato con DACR del 14.04.2015 e del previgente Piano Regionale dei Rifiuti approvato con DACR del 15.12.1999": https://app.box.com/s/a66bd3xa3bfv7981sxjj8qh43h1okc3u;

[8] DACR 66/2013 del 26.02.2013: http://www.consiglio.marche.gov.it/banche_dati_e_documentazione/iter_degli_atti/paa/pdf/d_am50_9.pdf;

[9] Memoria N.6 (GIANANGELI-GUERRO) del 17.12.2015 ad oggetto "Lavori di completamento dell'ampliamento del 4° stralcio discarica - Comparto rifiuti speciali. Proponente: Comune di Maiolati Spontini. INVITO A NON APPROVARE": https://app.box.com/s/bskftsg7b82yh1h44ho2kenfnnr2si41;

[10] Nota Regione Marche, Servizio P.F. Ciclo Rifiuti e Bonifiche Ambientali del 07.01.2016: https://app.box.com/s/f4cum04nzjxns94l6io2jtn898ytfkzi;

[11] Memoria N.7 (GIANANGELI-GUERRO) del 10.01.2015 ad oggetto "Lavori di completamento dell'ampliamento del 4° stralcio discarica - Comparto rifiuti speciali. Proponente: Comune di Maiolati Spontini. - Precisazioni in merito all'applicazione dei criteri localizzativi del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Invito a non approvare. Richiesta accertamenti.": https://app.box.com/s/j91n89ysx2k8t8yfxmfijgay3pcbq9n4;

[12] Provincia di Ancona-Preavviso di Rigetto_21.11.2013: https://app.box.com/s/0lunpne8dlvtgdtj3y2y0kn9pwzd88q9;

Riunione del MoV 5 Stelle Jesi - 4 maggio 2016

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RIUNIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE JESI
Mercoledì 4 maggio 2016, ore 21.15
Spazio 5 Stelle, Via Garibaldi 69 - Jesi (AN)

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  • Maurizio Buccarella: Sottoscrivo in pieno ed anzi aggiungo che..... mi hai anticipato...;-) más
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