Archivos Gennaio 2011

Puc: l'area Forti tra quelle edificabili

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Puc: l'area Forti tra quelle edificabili

Critico il grillino Castelli: "Mozione di sfiducia se non sarà stralciata"

LAIVES. Nella bozza del nuovo Piano urbanistico comunale, che da poco è stata consegnata ai consiglieri di opposizione, ci sono anche gli ormai noti ottomila metri quadrati di 
verde agricolo del "caso Forti", destinati a diventare edifica
bili. Critiche a riguardo dal "grillino" Castelli.

Tra i primi ad analizzare l'ipotesi predisposta dallo studio 
«Veneto progetti», c'è il consigliere della lista civica Laives 
5 stelle, Paolo Castelli, che 
preannuncia una mozione di 
sfiducia al sindaco Di Fede se 
in fase di approvazione del 
nuovo Puc, si manterrà la pre
visione attuale in bozza che ri
guarda quegli ottomila metri 
lavorati dal figlio dell'ex vicesindaco Georg Forti per conto 
di una società nella quale egli 
stesso è tra i soci. Castelli non 
nega che era particolarmente 
curioso di vedere queste previsioni urbanistiche, soprattutto dopo che era scoppiato il caso dell'ex vice sindaco per una 
campagna accanto a via Andreas Hofer. «Guardacaso - dice adesso Castelli - nella bozza 
del Puc, le proposte di trasformazione dei terreni in chiave 
edilizia prese in considerazione da chi ha rielaborato il Puc 
per i prossimi anni sono solo 
due: una a San Giacomo e l'altra a valle di via Hofer, un'area che comprende proprio il 
terreno lavorato dal fìglìo dell'ex vicesindaco Forti assieme 
ad altre particelle. Ci sono state oltre 40 richieste fatte da altri cittadini, che per ora non 
sono state accolte. Perché, se 
si deciderà di lasciarla come 
zona edificabile nel nuovo 
Puc, io presenterò mozione di 
sfiducia al sindaco? Perché è 
evidente che essendo stata recapitata in Comune il 18 maggio scorso, l'attuale giunta e il 
sindaco in particolare, non potevano non sapere cosa conteneva. Nonostante questo, la 
questione è scoppiata solo in 
seguito ad un'inchiesta giornalistica: prima nessuno ne ha 
fatto cenno e non mi risulta 
neppure che ci siano state contestazioni all'ex vicesindaco 
sul possibile conflitto di interessi». Tecnicamente, la bozza 
del nuovo Puc contiene due zone di espansione per complessivi 60 mila metri cubi edificabili. A Laives città sì prevede 
un'area a valle di via Andreas 
Hofer di 19 mila metri quadrati, in cui sono compresi gli 8 
mila "lavorati" dal figlio dell'ex vicesindaco. Diecimila sono a san Giacomo, nella campagna ai piedi della chiesetta.

Articolo tratto da www.AltoAdige.it.

Tommasini non tiene conto dei servizi assenti

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Le dichiarazioni per mezzo stampa del Vice Presidente della Giunta Provinciale, ci paiono interessanti per alcuni aspetti, ma un po' fuori luogo per altri. Probabilmente ciò nasce dal fatto che Tommasini, con l'incarico Provinciale, ha perso un po' di vista Laives e i suoi problemi. Ci sembra strano che ciò possa avvenire, in quanto fino a pochi mesi fa era un Assessore della Giunta Polonioli e siamo sicuri che generalmente le problematiche cittadine le conosca molto da vicino anche se in 5 anni non è stato fatto molto. Fondamentalmente pensiamo che Tommasini non faccia i conti con i servizi al cittadino, che per l'attuale popolazione di Laives sono mediocri; ricordiamo le Scuole Elementari di San Giacomo e Pineta, per citare i più eclatanti. Basti pensare ancora a come maldestramente il Comune di Laives gestisce le nuove aree di espansione, ci riferiamo alla nuova Zona Toggenburg 1, nella quale gli edifici rischiano di essere pronti prima delle opere di urbanizzazione primaria (la realizzazione di carattere Comunale), ad ulteriore beffa i vari soci hanno già anticipato al Comune gli importi relativi alle opere di urbanizzazione secondaria come asili e quant'altro e tali servizi ad oggi non sono ancora in fase di realizzazione nell'area. Purtroppo, ad aggravare ulteriormente la situazione, si constata che negli anni neppure la Scuola Elementare di Pineta è stata ristrutturata per gestire "l'ondata" dei nuovi abitanti. Questo sarebbe stato comprensibile se si fossero assegnate le aree in poco tempo, ma c'era un decennio a disposizione, visto che l'assegnazione dell'area è andata a passo di "bradipo".

Tutto ciò per sottolineare il fatto che a Laives e nelle relative frazioni le cose funzionano già molto male, e che se si dovessero aprire nuove aree (ceto medio), assorbendo altra popolazione limitrofa e non residente, non avendo i servizi già pronti, il Comune di Laives rischia il collasso nell'amministrazione dei servizi, già deboli. Ci auguriamo che il Vice Presidente Tommasini riveda questo tipo di pensiero, in quanto a Laives ciò è attualmente inattuabile. Anzi a livello urbanistico per far crescere ciò che è attorno a Bolzano, se un giorno si dovesse far sorgere un unico grande Comune con l'assorbimento dei più piccoli, crediamo si possano interessare per gli edifici del ceto medio i Comuni di Bronzolo e Vadena a Sud, i Comuni di Cornedo e Renon a Nord e i Comuni di Appiano, Terlano e Andriano ad Ovest del capoluogo. In merito, ci aspettiamo dalla Sindaca Di Fede una presa di posizione chiara e non il via libera anche a questo ulteriore disastro. Continuiamo a credere fermamente in una Provincia, nella quale vi è poco territorio ai fini abitativi, che le nuove aree di espansione debbano necessariamente, attraverso dei piani di attuazione redatti in modo saggio, avere edifici di almeno cinque piani, aumentando gli indici di fabbricabilità, ma senza creare case enormi o quartieri ghetto. Crediamo che la strada da percorrere sia un'altra e cioè visto il numero così importante di appartamenti sfitti in Alto Adige, bisogna portare i Proprietari a vendere o ad affittare questi alloggi attraverso una sovra-tassazione. In questo modo pensiamo che il privato, per cercare di non incappare nel pagamento di una tassa, affitti o venda l'alloggio. Con ciò ci si potrebbe augurare che si creino alcune importanti situazioni. La prima, con l'arrivo sul mercato di nuovi alloggi in vendita, porterebbe all'abbassamento dei prezzi che oggi è eccessivo e speculativo; la seconda, porterebbe all'aumento certo degli appartamenti in affitto, facendo diminuire i canoni dei privati e alleggerire l'Ipes dalla continua ed inesauribile ricerca di aree per nuove costruzioni. Pienamente convinti che l'argomento sia complesso e che gli interessi in campo siano enormi, concludiamo dicendo che la Provincia di Bolzano debba intervenire (per il problema casa) sugli alloggi già esistenti e cioè quelli sfitti e che le abitazioni per il ceto medio da Bolzano a Laives non risolverebbero il problema, anzi, dimostrano chiaramente l'assenza di idee da parte di chi è al timone.

Comunicato stampa: Dichiarazioni Tommasini: non tiene conto dei servizi assenti (pdf)

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