Archivos Aprile 2011

Cittadella, rischio nuova imposta per i cittadini di Laives

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Imposta_scopo.pngI sottoscritti Paolo Castelli (Consigliere Comunale) e Andrea Sbironi (Segretario 5 Stelle), sottolineano nuove perplessità sulla questione cittadella. Oltre che a perdere il verde agricolo, a vedere compromessa la nostra tranquillità e a mettere in crisi le attività commerciali, sta piombando come un macigno sulle nostre teste anche lo spettro di una nuova imposta per i cittadini di Laives. Infatti dalla cittadella, ritenuta molto probabilmente "grande opera", verrà richiesto verosimilmente un nuovo contributo. Esso denominato "Imposta di Scopo" emanata nel 2007, aggiornata quest'anno con il Federalismo municipale, diverrà poi di carattere provinciale. Probabilmente quindi i cittadini dovranno sostenere le "grandi opere" nel momento in cui esse vengono realizzate nei propri territori comunali.


La cosa è incredibile e beffarda, in quanto gran parte dei nuovi servizi realizzati non potranno essere utilizzati dalle nostre Società, per esempio calcistiche, in quanto aree e strutture destinate alla sola competenza del F.C. Alto Adige. Ad uscirne con le ossa rotte sono solo i cittadini e le Società di Laives; se le cose prossimamente non cambieranno, apriremo la strada al referendum, l'ultimo baluardo democratico per dare voce ai cittadini, cercando di impedire la costruzione dello stadio e del Centro Commerciale, strettamente collegato all'opera sportiva. Riteniamo poi le attuali strutture calcistiche comunali, vetuste e non più sufficienti a soddisfare il fabbisogno delle nostre Società, con campi e spogliatoi fatiscenti. Ne è una riprova il fatto che alcune Società utilizzino strutture private pagando l'uso anche con soldi pubblici (convenzioni). Forse è bene che la Giunta, prima di pensare in grande, risolva i problemi di casa.

La discarica dimenticata in zona Galizia

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Una discarica sommersa utilizzata negli anni '70 il cui volume stimato è pari a 37.000m3 per 11 metri di profondità.

Tra gli anni '97 e '98 è stata eseguita un'analisi del terreno ed i principali contaminanti rilevati sono: nichel, piombo, cadmio, cloruri e zinc

Tra il 1994 ed il 2003 sono state effettuate delle analisi delle acque e in questo caso è stato rilevato un carico inquinante elevatissimo, con valori assimilabili a percolato di discarica.

Nel 2010 non sono state eseguite ulteriori analis

Nel progetto della Cittadella dello Sport, il primo lotto ha un'estensione di circa  98.000m2 con un volume di 900.000m3 di terreno potenzialmente inquinato. Il secondo lotto ha un'estensione di circa 24.000m2 con un volume di 200.000m3 di terreno potenzialmente inquinato.

Nel 2003 lo studio ambientale redatto da "Geologia e Ambiente" rilevò la necessità di provvedere all'interdizione all'uso idropotabile della risorsa idrica locale.

La messa in sicurezza permanente dei terreni inquinati potrebbe portare a limitazioni d'uso del sito al fine di non creare condizioni di pericolo; uno stadio, un centro commerciale e 3 campi d'allenamento sarebbero compatibili?

F.C. Suedtirol: bilancio dell'interesse popolare

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fc_suedtirol_logo.pngArrivati a questo punto della stagione calcistica, ci siamo presi del tempo per valutare alcuni punti relativi a come si sta comportando la squadra in campionato a livello di classifica e che interesse popolare ruota attorno a tale Società. Pensiamo che il primo punto sia assolutamente marginale e relativo, mentre il secondo, a nostro avviso, risulta essere di importanza fondamentale, in quanto l'interesse dei cittadini di Bolzano e dintorni, nei confronti del F.C. Alto Adige, ci sembra oggettivamente scarso. Al di là del fatto che noi auguriamo la Serie A e non solo la Serie B, all'Fc Alto Adige, (almeno le entrate "business" dei diritti televisivi sono più corpose), per essere al primo anno del campionato di Prima Divisione (la vecchia C1), l'interesse allo Stadio Druso dei tifosi e dei cittadini in generale, è molto scarso.

In ogni ambiente sportivo, quando vi è una novità importante come una promozione in una categoria superiore, si crea interesse che calamita pubblico ed entusiasmi. Quest'anno dalla documentazione che abbiamo in mano relativa agli spettatori al Druso, si evince che raramente la capienza dello stadio è stata portata al limite. L'unico grande acuto, paralizzando le vie limitrofe allo stadio per ore, causa ordine pubblico (vogliamo questo per Laives???), è apparso come un miraggio soltanto quando a Bolzano è sceso in campo il Verona. Di quel evento la cosa buffa ma significativa, è stata che gli spettatori altoatesini, si sono accomodati nel settore di tribuna ospite e i tifosi del Verona sono stati fatti defluire nel settore "IN CASA".

Alla luce di queste argomentazioni, questa grande attenzione generale attorno all'F.C. Suedtirol, come qualcuno ci vorrebbe far credere, ci sembra un po' sterile, come anche le occasioni commerciali che a Laives potrebbero generarsi da tale modesto movimento. Diciamo di più, se l'interesse dei cittadini rispetto a tale Società è così esile giocando a Bolzano, non ci immaginiamo giocando a Laives, dove i servizi per raggiungere lo Stadio non esistono; ci riferiamo ad uno scalo ferroviario ed ad un casello autostradale per citare gli strumenti più comuni. L'idea di edificare uno Stadio nel Comune della Bassa Atesina, potrebbe essere un flop devastante per l'F.C. Suedtirol, e un dramma irreparabile, per il verde agricolo, per l'impatto ambientale e paesaggistico cui uno stadio arrecherebbe sul territorio comunale. Inoltre riteniamo sempre preoccupante la perdita del valore degli appartamenti attorno allo Stadio, che penalizzerebbe centinaia di cittadini e il conseguente rischio ghetto, che si potrebbe generare.

Preghiamo la Giunta Comunale, alla luce anche della rottura di maggioranza e la Provincia di Bolzano, di valutare attentamente tali aspetti sollevati che dalla nostra analisi paiono assolutamente chiari e oggettivi.

Cittadella, via all'iter referendario

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jpg_3896603.jpgLAIVES. Mercoledì 13 aprile arriverà in consiglio comunale una prima proposta per la cittadella dello sport in Galizia. Intanto il consigliere Paolo Castelli della lista «5 stelle» ha preparato la richiesta per indire un referendum popolare sul progetto: «Attendo il confronto in consiglio - assicura - dopodichè valuteremo in che modo procedere per fare i primi passi concreti per il quesito referendario». Castelli ha già raccolto le 132 firme necessarie per partire. «Sono quelle necessarie, ma ne abbiamo qualcuna in più per sicurezza, per chiedere al comitato referendario l'ammissione del quesito - aggiunge Castelli - e il meccanismo procedurale prevede che questo comitato ci dia una risposta entro 50 giorni. Una volta ottenuta, entro 30 giorni la richiesta per il referendum dovrà essere analizzata dal consiglio comunale e quindi, ottenuto l'ok, si parte con la raccolta di un migliaio di firme». Intanto mercoledì 13 approderà in consiglio una delibera in cui, in sostanza, si accetta la cittadella e il relativo contributo di 11 milioni. È il primo passo concreto verso la realizzazione del progetto, anche se non si tratta della variazione urbanistica per trasformare le campagne in zona per attrezzature collettive. In queste ore il sindaco Di Fede è impegnato in febbrili trattative un po' con tutti per garantirsi i voti necessari per far passare la delibera, consapevole che nella sua stessa maggioranza potrebbero esserci pericolose defezioni. Per questo ha avviato colloqui con Udc, Indipendenti democratici e Laives pro Leifers e con ogni probabilità, se alla fine riuscirà a far approvare questo primo passo verso la cittadella, sarà con uno scarto minimo di voti. Guardando a questo appuntamento in aula, cosa si sente di dire ai colleghi il consigliere Paolo Castelli? «Che occorrerebbe un'indagine geologica seria sul lotto 2 della zona Galizia, cosa che non è stata fatta. Si tratta del lotto dove poi dovrebbe trovare posto il nuovo lido comunale e io non credo che sia piacevole per qualcuno, sapere che sotto di esso c'è una discarica. Anche il geologo del resto ha spiegato nella relazione che, senza un'adeguata bonifica, non sarebbe opportuno realizzare strutture di uso pubblico su quell'area. Mi chiedo anche perché, negli anni passati, chi ha avuto il compito di amministrare il Comune non abbia mai ritenuto doveroso informare meglio la popolazione sulla situazione del sottosuolo in Galizia, mettendo in guardia dai rischi che può procurare. È dal 1997 almeno che si sa dell'esistenza di una situazione critica a causa della vecchia discarica, ma nonostante ciò, i vari assessori all'ambiente che si sono succeduti non ne hano parlato».

Articolo tratto da AltoAdige.it

La discarica dimenticata

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Quelle che fino ad ora erano solamente voci, ricordi e considerazioni finalmente hanno trovato fondamento scientifico. La discarica esiste ed è ancora là , proprio in zona Galizia dove un domani vorrebbero costruire lo stadio.

I dubbi li avevamo ed è per questo che attendavamo con ansia l'esito degli ultimi carotaggi effettuati nell'area Galizia. Ma alla fine non è da questi che ne abbiamo avuto la prova, ma da documenti di molti, molti anni prima. I carotaggi 2010 non ne mostravano traccia semplicemente perché non fatti là  dove la discarica giace.

ex_discarica_galizia.png

L'amara sorpresa l'abbiamo avuta dalle analisi effettuate tra il 1998 e il 2003. Analisi preoccupanti che mostrano un inquinamento estremamente elevato sia del terreno che della falda acquifera. Un inquinamento troppo alto per considerarla una semplice discarica per inerti. Tant'è che dopo le analisi effettuate nel 2003, l'istituto "Geologia e Ambiente" rilevò la necessità  di provvedere all'interdizione all'uso idropotabile della risorsa idrica locale per una vasta area attorno all'ex-discarica.

Nel 2010 sono stati commissionati 5 nuovi carotaggi nella zona Galizia, ma il caso vuole che nessuno andasse a lambire la zona "ad alto rischio ambientale". Le responsabilità  per l'assenza di nuovi carotaggi sull'ex discarica sono state, stranamente, attribuite al rispetto del piano economico e delle disponibilità  finanziarie del Comune ed alla presenza dei terreni di riporto che ne ricoprono l'intera superficie (materiale di riporto della nuova variante SS12).

Una nuova "ambigua" vicenda tutta da chiarire; per comprendere meglio vi consigliamo di leggere la nostra interrogazione.

Nell'immagine sottostante è indicata l'area d'interdizione per lo sfruttamento idropotabile dell'acquifero superficiale proposta da "Geologia e Ambiente" (anno 2003)

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