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jpg_3896603.jpgLAIVES. Mercoledì 13 aprile arriverà in consiglio comunale una prima proposta per la cittadella dello sport in Galizia. Intanto il consigliere Paolo Castelli della lista «5 stelle» ha preparato la richiesta per indire un referendum popolare sul progetto: «Attendo il confronto in consiglio - assicura - dopodichè valuteremo in che modo procedere per fare i primi passi concreti per il quesito referendario». Castelli ha già raccolto le 132 firme necessarie per partire. «Sono quelle necessarie, ma ne abbiamo qualcuna in più per sicurezza, per chiedere al comitato referendario l'ammissione del quesito - aggiunge Castelli - e il meccanismo procedurale prevede che questo comitato ci dia una risposta entro 50 giorni. Una volta ottenuta, entro 30 giorni la richiesta per il referendum dovrà essere analizzata dal consiglio comunale e quindi, ottenuto l'ok, si parte con la raccolta di un migliaio di firme». Intanto mercoledì 13 approderà in consiglio una delibera in cui, in sostanza, si accetta la cittadella e il relativo contributo di 11 milioni. È il primo passo concreto verso la realizzazione del progetto, anche se non si tratta della variazione urbanistica per trasformare le campagne in zona per attrezzature collettive. In queste ore il sindaco Di Fede è impegnato in febbrili trattative un po' con tutti per garantirsi i voti necessari per far passare la delibera, consapevole che nella sua stessa maggioranza potrebbero esserci pericolose defezioni. Per questo ha avviato colloqui con Udc, Indipendenti democratici e Laives pro Leifers e con ogni probabilità, se alla fine riuscirà a far approvare questo primo passo verso la cittadella, sarà con uno scarto minimo di voti. Guardando a questo appuntamento in aula, cosa si sente di dire ai colleghi il consigliere Paolo Castelli? «Che occorrerebbe un'indagine geologica seria sul lotto 2 della zona Galizia, cosa che non è stata fatta. Si tratta del lotto dove poi dovrebbe trovare posto il nuovo lido comunale e io non credo che sia piacevole per qualcuno, sapere che sotto di esso c'è una discarica. Anche il geologo del resto ha spiegato nella relazione che, senza un'adeguata bonifica, non sarebbe opportuno realizzare strutture di uso pubblico su quell'area. Mi chiedo anche perché, negli anni passati, chi ha avuto il compito di amministrare il Comune non abbia mai ritenuto doveroso informare meglio la popolazione sulla situazione del sottosuolo in Galizia, mettendo in guardia dai rischi che può procurare. È dal 1997 almeno che si sa dell'esistenza di una situazione critica a causa della vecchia discarica, ma nonostante ciò, i vari assessori all'ambiente che si sono succeduti non ne hano parlato».

Articolo tratto da AltoAdige.it

Finalmente dopo 5 mesi di Consiglio Comunale, un rappresentante di Giunta risponde a delle nostre riflessioni e questo ci fa piacere, evidenziando che per i contenuti abbiamo colto nel segno. Purtroppo però dall'Assessore Volani ci aspettavamo di più e non solo le solite risposte in politichese, di carattere generale, che non vanno al cuore della questione. A Volani contestiamo ciò che per lui è una virtù, cioè il silenzio calato su questa vicenda, che invece ha aggravato la situazione di Giunta, ricordando che se Castelli fosse un approfittatore politico, sarebbe seduto sui banchi della maggioranza o magari al posto di qualche assessore "tecnico", nemmeno votato dai cittadini. Castelli in 5 mesi ha solamente messo in evidenza, attraverso interrogazioni e mozioni, vicende poco trasparenti ed è ciò che è chiamato a fare ogni consigliere, ma soprattutto un esponente dell'Italia dei Valori, oltretutto non nuovo alla politica visti i precedenti trascorsi.

Alla luce di ciò comunichiamo che, con moltissime difficoltà, abbiamo richiesto con domanda protocollata copia all'ufficio competente, molto poco cortese e disponibile, della Bozza riguardante il nuovo PUC di Laives, redatto da uno Studio Tecnico privato in data 18 maggio 2010 (in tempi non sospetti). Se quella proposta di PUC dovesse acclarare delle modifiche urbanistiche rispetto ai terreni "incriminati", chiederemo le dimissioni immediate dell'Assessore Volani e dell'intera Giunta per non aver vigilato al rispetto della trasparenza a favore dell'interesse del cittadino. Informiamo da subito i Dirigenti comunali interessati al rilascio di tale documentazione, che se in tempi brevissimi non dovessimo avere la Bozza del PUC richiesta, faremmo ricorso al TAR.

Comunicato stampa: Chiesta Bozza Nuovo PUC (pdf)

Come annunciato in un post precedente, mercoledì 17 novembre si è svolta l'assemblea per la costituzione del Comitato Referendario "No Stadio".
All'incontro erano presenti, oltre al sottoscritto, Rosario Grasso (RifondaLaives), Theodor Perathoner (Freiheitlichen), Marco Delli Zotti (Laives Pro Leifers) più molti nostri concittadini.

Di seguito vi riporto un estratto dell'assemblea dove illustro i motivi che ci hanno spinto ad intraprendere la strada verso questa campagna referendaria; potrete inoltre ascoltare gli interventi che hanno fatto gli altri componenti del comitato referendario.

Rimaniamo attoniti dalle dichiarazioni di esponenti della maggioranza ma soprattutto del Vicesindaco, sulla questione Gutleben. In un comune gestito da amministratori civili e competenti, attenti al rispetto delle leggi nazionali e di quelle in ambito provinciale (L.P. 13/97), il tema in discussione ci sembrerebbe terribilmente ovvio. Ma quello che sarebbe chiaro e ovvio a Bolzano e a Merano, non lo è come sempre a Laives. Quando un insieme è sotto tutela, il proprietario ha delle limitazioni e può intervenire solo con interventi ammissibili. Tali interventi potranno essere "minimi", cioè di carattere conservativo o più estesi e significativi di carattere trasformativo. E' evidente che il proprietario dell'immobile, da quanto trapelato, ha richiesto importanti interventi trasformativi e ciò non risulta essere di competenza della sola Commissione Edilizia, ma deve essere avviata una procedura speciale.

Devono essere nominati 3 membri, esperti in materie storiche, artistiche, architettoniche e ambientali in seno alla Commissione Edilizia ed essa dovrà tenere conto del parere dei 3 tecnici. Ricordiamo che tale argomento è talmente delicato e complesso che, con tutto il rispetto, non può occuparsene unilateralmente la Giunta o il Consiglio Comunale o un Vicesindaco, privo di conoscenze settoriali, ma deve essere valutato anche da incaricati terzi esperti in materia. Inoltre, quando un soggetto acquista dei beni sotto tutela, deve comprendere che ciò che acquista è vincolato da norme che ne limiteranno la ristrutturazione.

In conclusione invitiamo la Giunta a ponderare bene le scelte e a seguire un iter trasparente e di tutela di un complesso storico immobiliare che con un mirato risanamento, può diventare uno strumento turistico e culturale. Laives ha un'occasione per far emergere la sua importanza storica e non deve perdere l'occasione di poter seguire l'esempio di altri comuni dell'Alto Adige, dove in questi anni si è sviluppato un enorme interesse nel rivalutare tali immobili. Anzi il Comune potrebbe farsi carico di acquistare parzialmente il complesso che dopo il risanamento potrebbe utilizzare come distaccamento del Municipio, destinandolo a Congressi, eventi, matrimoni civili e altro.

 

Comunicato stampa: Cà Rossa (pdf)