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Vi aspettiamo tutti a Vimercate sabato 11 e domenica 12 giugno per sostenere il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Francesco Sartini, che sfiderà il centrosinistra al ballottaggio del prossimo 19 giugno.

Il gruppo di Vimercate ha organizzato per tutto il weekend sei gazebo in tutta la città per coinvolgere la cittadinanza e promuovere il programma del M5S Vimercate, mentre domenica mattina il #CambiamoTutto Tour porterà alle ore 11:00 in piazza Castellana Luigi Di Maio, gli europarlamentari Eleonora Evi, Marco Valli, i parlamentari Manlio Di Stefano, Vito Crimi, Giovanni Endrizzi e tanti altri portavoce M5S.

Nonostante la tradizione "rossa" di Vimercate e le 4 liste collegate alla candidata del Pd, Francesco Sartini ha conquistato il ballottaggio, grazie all'ottimo lavoro che il gruppo ‪‎M5S ha svolto in questi 5 anni in Consiglio Comunale.

Ora la partita è apertissima e Vimercate ha bisogno di tutto l'appoggio del Movimento della Lombardia, in particolare di attivisti che possano presidiare i vari gazebo. Vi aspettiamo numerosi: coloriamo tutta la città con le bandiere del Movimento!

La mappa dei gazebo in città:

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Gazebo 1 - Via Vittorio Emanuele 9 (angolo via Cavour)
Gazebo 2 -Piazza Giordano Bruno, 1 (fraz. Velasca, vicino via Velasca)
Gazebo 3 -Via Don Lualdi 6B (fraz. Ruginello, vicino farmacia)
Gazebo 4 -Piazza S. Michele, 7 (fraz. Oreno, vicino Chiesa)
Gazebo 5 -Piazzale Guglielmo Marconi, 2 (Piazzale in porfido direzione stazione autobus)
Gazebo 6 -Via del Molinetto angolo Via Passirano (vicino supermercato Unes)

Anche per quest'anno i consiglieri regionali lombardi del MoVimento 5 Stelle hanno mantenuto la parola data agli elettori in campagna elettorale e si sono tagliati stipendi e diarie. Raggiunge così il milione di euro la somma restituita alle casse della Regione e versata nei fondi di sostegno alle piccole e medie imprese in Lombardia. Questa cifra si aggiunge agli oltre 2 milioni di euro di rimborsi elettorali non richiesti dal Movimento alle elezioni regionali del 2013.

Per Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia: "Altro che i tagli di Maroni e Cattaneo. In tre anni abbiamo restituito al sistema economico regionale e alle piccole e medie imprese un milione di euro. Non esistono precedenti in questo senso nella storia della Lombardia segnata da una casta di politici arraffoni.

I veri tagli dei costi della politica si possono fare subito se solo i consiglieri regionali, che guadagnano quasi 9 mila euro al mese, si riducessero lo stipendio come abbiamo fatto noi. Se tutti i consiglieri lombardi seguissero il nostro esempio, rendicontando puntualmente anche le spese, si potrebbero risparmiare oltre 15 milioni di euro nell'arco di una legislatura. Sono soldi pubblici che aiuterebbero a implementare politiche concrete contro la disoccupazione e a sostegno dei tanti piccoli imprenditori, commercianti e artigiani in Lombardia che vivono momenti di grande difficoltà.

Sia il civismo di Ambrosoli, che la presunta buona politica del PD, che le scope di Maroni si sciolgono come neve al sole di fronte alla prospettiva di un gesto tanto semplice quanto concreto: tagliarsi lo stipendio per rendere la propria classe politica realmente più vicina ai cittadini, non solo a chiacchiere. Per il M5S la politica non è un lavoro per arricchirsi ma è un servizio ai cittadini, e lo dimostriamo con i fatti. Abbiamo invitato più volte gli altri gruppi politici a tagliarsi lo stipendio; la risposta? Non pervenuta".

buffagni

carcano

casalino

corbettta

fiasconaro

macchi

maccabiani

nanni

L'Autorità Nazionale Anticorruzione richiama il Comune al rispetto delle disposizioni, a seguito dell'esposto del M5S Pieve Emanuele sui lavori svolti presso il Parco di Via Doninzetti:

Il 5/6/15 rileviamo la presenza di operai impegnati presso il Parco di Via Doninzetti.

Il 6/6/15 trasmettiamo richiesta atti per conoscere la procedura di riferimento dei suddetti lavori.

Alcuni giorni dopo, apprendiamo dall'Albo Pretorio dell'Affidamento dei suddetti Lavori in data 8/6/15 e 9/6/15 (determine con importi e informazioni qui -> https://goo.gl/RgUu6H , https://goo.gl/u7G4wg).

Non riuscendo a capire come sia possibile iniziare i lavori prima dell'individuazione formale dell'Impresa Appaltatrice, cerchiamo di approfondire la vicenda, tramite richieste atti che poi ci portano a presentare una prima interrogazione, il 14/7/15 (che si può leggere qui ->https://goo.gl/c4W0qq), dove chiediamo, oltre a quanto già detto, di fornirci copia delle sedute di gara.

Il 31/7/15 riceviamo la risposta dell'Amministrazione (che si può leggere qui -> https://goo.gl/AinppB) che ci lascia senza parole, secondo il nostro punto di vista, per il contenuto quasi incomprensibile e per il goffo tentativo di far passare la data termine per il deposito delle buste di gara (29/5/15) con quelle dell'Aggiudicazione degli appalti (8/6/15 e 9/6/15). Inoltre, non ci viene trasmesso alcun verbale di gara confermando, di fatto, le date di aggiudicazione del 8/6/15 e 9/6/15.

Nel giornalino n. 3 del 2015 di metà settembre raccontiamo la storia, esprimendo tutte le nostre perplessità -> https://goo.gl/WBAVbZ

Il 9/9/15, il 28/9/15, l' 11/11/15 proviamo ancora a chiedere informazioni circa l'esistenza di eventuali verbali di gara e a chiederne copia.

Il 9/12/15, non avendo ricevuto risposta, depositiamo una nuova interrogazione (che si può leggere qui -> https://goo.gl/q6B84v) per tentare di capire quanto successo, nell'esclusivo interesse dei Cittadini di Pieve Emanuele e dell'Ente.

Il 12/1/16 riceviamo la risposta dell'Amministrazione (che si può leggere qui -> https://goo.gl/qCy1Iv) in cui, invece di trovare un chiarimento in merito alla vicenda, troviamo una seccata replica da parte del Sindaco sulle domande sottoposte a cui, però, secondo noi, non era stata data risposta.

Nelle settimane successive, non trovando in tutte le richieste atti e interrogazioni, chiarimenti e giustificazioni fondate in merito ai lavori, iniziati prima dell'individuazione dell'Impresa da parte degli uffici competenti, decidiamo di procedere con un Esposto agli Enti competenti per chiedere di dirimere la questione.

Il 16/05/16 l'Autorità Nazionale Anticorruzione, dopo aver esaminato attentamente la documentazione, con una lettera (che si può leggere qui -> https://goo.gl/34aSgv) indirizzata al Comune e per conoscenza al nostro Portavoce Gregorio Mammì, conferma, di fatto, la nostra ipotesi:

Nello svolgimento di questi lavori sono stata violate delle disposizioni!

Noi, come sempre, lasciamo valutare al Cittadino quanto succede nel nostro Comune.

In questo caso, però, come Gruppo Consiliare, non possiamo far passare quanto successo come se fosse una critica su una mozione bocciata, una segnalazione non presa in considerazione, ecc:
Qui si parla del rispetto del Codice degli Appalti pubblici e, in generale, della Legge da parte dell'Amministrazione Comunale ed, inoltre, del comportamento del Sindaco e della Giunta quando vengono "sollecitati", dall'opposizione, a valutare alcune presunte anomalie.
Inoltre, per il nostro Gruppo, non si tratta di una novità in quanto già alcuni anni fa abbiamo segnalato strane discrepanze tra "le carte" e "la realtà" (http://goo.gl/7X4jni).
Pertanto, se in altre sedi verrà confermato quanto ipotizzato, non potremmo fare altro che chiedere l'adozione di provvedimenti contro i Responsabili nonché procedere alla richiesta di dimissioni del Sindaco e della Giunta, per la palese incapacità di valutare quanto successo sotto il loro naso.

Lombardia Informatica ha messo a rischio la privacy dei lombardi. Secondo il Garante per la protezione dei dati personali "sono state riscontrate condotte non conformi al Codice della Privacy". Il caso scoppiò  lo scorso novembre quando il portavoce del M5S Dario Violi denunciò in un video e segnalò all'Authority la gravissima falla nel sistema di Lombardia Informatica (riguardante precisamente la piattaforma MUTA), dove per giorni sono risultati accessibili sul web dati sensibili di dieci milioni di lombardi.

"Il fatto è gravissimo, qualunque delinquente, persino un pedofilo o un truffatore, poteva accedere ai dati sensibili dei lombardi e risalire a indirizzo, telefono o informazioni sui figli dei cittadini registrati. Oltre al danno la beffa, sono gli stessi lombardi con le tasse a pagare profumatamente l'incompetenza di Lombardia Informatica. Ci auguriamo che chi ha ideato un sistema che ha messo a rischio la sicurezza di 10 milioni di lombardi sia allontanato. Come al solito, se non fosse stato per il M5S nessuno se ne sarebbe accorto. I politici, che hanno il dovere di controllare, evidentemente dormono.

Lombardia Informatica è una partecipata di Regione Lombardia che gestisce 190 milioni di fondi pubblici e che dovrebbe avere come mission quella di migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso l'utilizzo dell'Information & Communication Technology, e che per questo gestisce i dati personali di tutti i lombardi. Si presume che un'azienda preposta a un compito così delicato abbia un sistema di sicurezza adeguato, a prova di hacker. E invece, altro che hacker! Sono bastati imprenditori onesti capaci di usare il computer, capitati per delle operazioni di routine sul sito del sistema regionale lombardo, per scoprire quanto fosse semplice in poche mosse, conoscendo il codice fiscale, risalire a tutti i dati sensibili di ogni cittadino lombardo, compreso indirizzo e numero di telefono. Questa vicenda ci dimostra ancora una volta come vengano mal gestite le nostre aziende partecipate che così diventano un danno per i cittadini più che una risorsa."

Dario Violi - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

Il Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale della Lombardia ha presentato un'interrogazione per chiedere alla Giunta Maroni chiarimenti sull'affidamento "allo spin doctor di Matteo Salvini della realizzazione del nuovo sito internet" della Asst Franciacorta, ovvero l'ex azienda ospedaliera.

 

"Si dice che chi trova un amico trova un tesoro, e questa volta il tesoro lo ha trovato la società di Luca Morisi, uomo che guida la comunicazione sui social del leghista Salvini. Il caso vuole che il Direttore Generale dell'ASST Franciacorta in Lombardia, considerato in quota Legaabbia affidato proprio allo spin doctor di Salvini la realizzazione del nuovo sito internet della struttura sanitaria per una cifra di 35.000€Nella verde Padania evidentemente i talenti li cercano solo a casa loro, prima in famiglia e poi tra gli amici. Solo per il M5S la meritocrazia è un valore, altro che i chiacchieroni della verde Lega, Salvini in primis."

Stefano Buffagni - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

La Regione Lombardia ha dato seguito alla risoluzione del del M5S Lombardia, approvata dal Consiglio regionale l'8 marzo scorso, che chiedeva di avviare stage per studenti delle scuole secondarie superiori in regione per favorire i percorsi di alternanza scuola lavoro. Cinque ragazzi di un liceo scientifico di Milano lavoreranno per una settimana per il Consiglio regionale.
Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Abbiamo cercato di mettere una piccola toppa alla fallimentare Buona Scuola di Renzi che non solo ha fatto una legge che scontenta la maggior parte di chi la scuola la vive quotidianamente da insegnante o da studente , ma nemmeno pensa ai problemi concreti di attuazione di quanto proposto. Sono stati gli stessi presidi a denunciare le difficoltà nel garantire l'alternanza scuola lavoro ai ragazzi delle scuole superiori a causa delle pochissime aziende e istituzioni che si iscrivono al registro e si offrono di ospitare e seguire i ragazzi. La risoluzione, oltre a chiedere un intervento a Roma per semplificare l'iter di accesso agli stage per le aziende, chiedeva che la Lombardia desse il buon esempio consentendo agli studenti un tirocinio presso amministrazioni pubbliche, musei o biblioteche. Ci auguriamo che l'esperienza di questi ragazzi, che possono vivere in prima persona l'attività dell'istituzione regionale, sia ripetuta e ampliata".

 

"Quanto a propaganda Maroni non è secondo a nessuno. E' da quando si è seduto sulla poltrona di presidente che più in là della campagna elettorale non riesce ad andare. Stando alle affissioni che ha pagato con i soldi dei lombardi la Lombardia è ormai un paradiso terrestre: niente bollo, niente ticket e reddito d'autonomia per tutti.

La realtà è sotto gli occhi di tutti: sprechi, tangenti, code per fare gli esami in ospedale e il reddito di cittadinanza è un miraggio. Invece di continuare con gli 'spottoni' pubblicitari potevano spendere i soldi della campagna sul reddito per aprire un nido pubblico,  visto che in Lombardia ne abbiamo  troppo pochi. Evidentemente preferisce farsi propaganda a spese nostre", così Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia, commenta i costi esorbitanti (1,5 milioni di euto) della campagna di comunicazione sul reddito di autonomia diffusa dalla regione.

Brescia - Il 27 Maggio, nel ricordo della strage di Piazza Loggia, il M5S invita i cittadini bresciani al Piccolo Cinema Paradiso per tre proiezioni speciali del documentario "Brescia 1974 - Strage di innocenti".

Il maestro Silvano Agosti, autore e regista del documentario, guiderà gli spettatori in questo viaggio nella ricordo di un episodio tragico che ancora oggi rappresenta una ferita aperta per Brescia.
Ad accompagnare questa fondamentale testimonianza, il regista bresciano presenterà il suo ultimo lavoro "Il Fascino dell'Impossibile",  un docufilm  sulla nascita di Oasi, struttura ospedaliera specializzata nella ricerca sul ritardo mentale e centro di ospitalità riservata ai disabili, e la storia del suo fondatore Luigi Orazio Ferlauto.

Al Piccolo Cinema Paradiso, in via Francesco Lana 15, per questa apertura straordinaria sono previste tre proiezioni: alle ore 18:00 - 20:00 - 22:00

Sarà un momento intenso per ricordare alle passate e nuove generazioni un capitolo di storia bresciana fondamentale, e occasione per riscoprire il Piccolo Cinema Paradiso, una realtà intellettuale e culturale ancora troppo nascosta nella nostra città.

MoVimento 5 Stelle Brescia

Il nuovo Direttore Generale di Brianzacque è Sergio Facchinetti. Nel comunicato, la Società precisa che "la scelta della figura di vertice del management societario è stata oggetto di una selezione avvenuta in più step: prima, da parte di una società specializzata nell'attività di reclutamento del personale che ha esaminato 22 aspiranti direttori e che, al termine del procedimento, ha elaborato una short list composta da sei nomi. Quindi, da una commissione esterna "ad hoc", composta da docenti universitari e professionisti, esperti di diverse materie: tecniche, economiche, giuridiche e finanziarie."

Al di là dei proclami e delle buone intenzioni, nei fatti appare evidente la scarsa trasparenza adottata da Brianzacque nel condurre l'operazione e inevitabilmente tornano alla mente le voci di corridoio che nel già nel 2013 davano per favorito lo stesso Facchinetti: all'epoca un'analoga procedura di selezione fu aperta e poi misteriosamente chiusa.

Veniamo ai fatti di quest'anno: nell'avviso pubblicato sul sito della società il 19 gennaio 2016 viene descritta la procedura e in particolare al punto 5 sono indicati alcuni passaggi molto importanti che poi non hanno trovato riscontro nella realtà.

In relazione alla seconda fase valutativa, i criteri specifici di valutazione dei curricula e del colloquio, nonché i relativi punteggi, saranno stabiliti dalla Commissione giudicatrice e verranno recepiti nell'apposito verbale che verrà redatto nel corso dei lavori delle sedute di selezione.

Da quanto mi risulta, al termine della selezione Brianzacque avrebbe rifiutato l'accesso agli atti a un candidato. Se confermato, sarebbe un fatto molto spiacevole: se tutto è stato davvero improntato alla massima correttezza e trasparenza, come si conviene a una società pubblica, non si capisce perché non si debba mettere a disposizione dei candidati la documentazione che li riguarda.

Ma c'è di peggio. Proseguendo la lettura, si scopre che:

La graduatoria finale e il nominativo del/la candidato/a prescelto saranno pubblicati nel sito web della Società www.brianzacque.it

Nei fatti, l'unica informazione pubblicata sul sito è il nome del candidato prescelto: per quale motivo la graduatoria non è stata pubblicata come previsto dalla procedura? Questa reticenza è assolutamente inopportuna e inaccettabile! A maggior ragione se andiamo a leggere il passo successivo:

La società si riserva la facoltà di costituire una graduatoria dei candidati valutati idonei, con indicazione della durata di validità, cui fare riferimento in caso di mancata copertura della posizione per rinuncia o forza maggiore da parte dei soggetti primi classificati o per assunzioni future aventi ad oggetto analoghi profili professionali.

Dunque la funzione della graduatoria non si esaurisce oggi con la scelta del Direttore Generale ma potrebbe servire in futuro per attingere candidati per altri incarichi! A maggior ragione, insomma, si può sapere chi sono questi candidati - avvolti dal mistero - che, da un momento all'altro, potrebbero ritrovarsi catapultati sulla prima poltrona disponibile?

Brianzacque rispetti la procedura che essa stessa si è data nell'avviso di selezione e pubblichi la lista dei nomi con i relativi punteggi.

Diversamente, qualcuno potrebbe ragionevolmente sospettare che la società abbia qualcosa da nascondere!

 


Il 23 maggio una delegazione del M5S formata dai portavoce regionali Silvana Carcano e Giampietro Maccabiani, dal candidato sindaco per Milano Gianluca Corrado, dai parlamentari Paola Carinelli, Vito Crimi, Bruno Marton e Massimo De Rosa e dagli attivisti Monica Forte e Giovanni Navicello, ha visitato il cantiere Expo, incontrando anche l'Ing. Molaioni di Expo Spa e il direttore di Arexpo Marco Carabelli, per verificare lo stato dei lavori di smantellamento dell'area, della messa in sicurezza emergenziale della falda acquifera, delle bonifiche dei terreni e per chiedere delucidazioni sulla sottoscrizione del Protocollo Legalità.


DISMANTLING


Abbiamo verificato lo stato di avanzamento del dismantling rispetto al cronoprogramma, per quanto riguarda i padiglioni stranieri (partecipanti ufficiali), per i partecipanti non ufficiali come Save the children, Intesa San Paolo, Unilever, Perugina, RCS, Don Bosco, Caritas, Franciacorta, McDonald's, Coca Cola, Alitalia, Food Truck, Coin e OVS, Vankee, CNH, Alessandro Rosso, Federalimentare, WAA, Enel, EuroChocolate, Kinder Ferrero, per i chioschi (Beretta, Swatch, Cruciani, Coca cola, Unilever e MSC Crociere), e per quanto riguarda manufatti chiusi e da mantenere come le architetture di servizio, i cluster, altri chioschi (Oldani, Grom, Illy, Juice Bar, La Piada, Maria Marinoni, Caffarel e Dispensa Emilia) e Slow Food.


Rispetto al cronoprogramma, ci sono diversi ritardi e imprevisti.


Secondo l'accordo Quadro del 2012 Expo avrebbe dovuto riconsegnare i terreni ad Arexpo il 30 giugno 2016, e, contestualmente, i partecipanti ufficiali avrebbero dovuto smantellare i loro padiglioni e riportare i terreni ad uso agricolo entro il 31 maggio, così da lasciare ad Expo un mese di tempo per attività conclusive. Da poche settimane, però, è stato firmato un accordo tra Expo e Arexpo che ha anticipato la riconsegna dei terreni e delle opere realizzate da Expo al primo maggio. Nonostante questo accordo, Expo continua ad accompagnare lo smantellamento dei partecipanti ufficiali dal sito. I primi giorni di novembre sono stati dedicati al ripristino della segnaletica e viabilità del cantiere per lo smantellamento. I partecipanti ufficiali, nella prima fase, hanno realizzato solo attività di trasloco degli interni con la presenza in sito di circa 300/400 operai, con il divieto di accesso a mezzi pesanti. Successivamente, senza mai superare la presenza di 1.000 unità in cantiere si è passati alla fase di smantellamento.


Ad oggi 36 lotti sono ultimati al 100%, per i quali quindi Expo detiene i documenti di avvenuta eliminazione delle fondazioni, delle verifiche di fondo scavo per la qualità dei terreni, del riempimento con materiale da cava e della riconsegna dei terreni in Tabella A. Non sono stati rifertilizzati i terreni, perché non è ancora chiara la destinazione d'uso di quelle aree.


Rimangono ancora 29 padiglioni con diversi livelli di avanzamento di smantellamento in corso. L'Accordo Quadro del 2012 prevedeva, arrivati alla scadenza del diritto di superficie, per i padiglioni ancora non smantellati l'istituzione di una Commissione per la valutazione dei costi da aggiungere per la conclusione dei lavori. Nell'aggiornamento dell'Accordo Quadro si è eliminata la Commissione, Expo e Arexpo hanno quantificato, secondo una stima, un aggravio di costi per un totale forfettario di 3,8 mln di euro. Questi costi aggiuntivi, dovuti alla previsione che alcuni padiglioni potranno rimanere non smantellati dai Partecipanti (es. fallimento del Consorzio che ha realizzato il padiglione degli Stati Uniti), verranno scalati dai 75 mln di infrastrutturazione che Arexpo deve ad Expo.


Per i partecipanti non ufficiali, esistono solo due eccezioni richieste da Arexpo stessa. Intesa ed Euro Chocolate, infatti, si trovano collocati sopra delle architetture di servizio e per evitare che Arexpo dovesse poi rifare le coperture delle aree service è stato chiesto alle due società di rinviare l'inizio dello smantellamento per evitare aggravi di costi in capo ad Expo.


Vi sono poi due situazioni di insolvenza, KIP e CCUP, che sono gestite per evitare nuovi aggravi, ma la situazione è in corso.


Per i Cluster, manufatti da mantenere, per il Fast Post Expo viene solo rifunzionalizzato il cluster Cereali, ma al momento non è stato ancora deciso il loro utilizzo.


L'ASL avrebbe contestato solo a Corea e a Russia nella fase iniziale dello smantellamento alcune irregolarità, risolte successivamente, tanto che ormai i due padiglioni sono stati rimossi.


MISE


Il MISE (messa in sicurezza emergenziale della falda acquifera) è ancora in corso. Il rischio è che si sia già in'infrazione.


La situazione, infatti, è chiara: né Expo, né Arexpo devono pagare l'attività di pulizia della falda acquifera inquinata da un privato. In particolare, la contaminazione prodotta dalla ex Weiss viene per la prima volta individuata nel 1999, per lamentele dei cittadini dovute ad esalazioni provenienti dallo scavo del collettore fognario in costruzione. Successivamente, i tecnici dell'Asl comunicavano al Sindaco del Comune di Bollate, allora Autorità competente, che la causa delle esalazioni era da ricondurre ad una contaminazione dei terreni da solventi clorurati e chiedevano al Comune di attivarsi affinché venissero intrapresi i dovuti provvedimenti per avviare la bonifica dell'area. L'origine della contaminazione fu successivamente individuata nell'area ove era collocato il deposito di sostanze chimiche della ex Weiss. Il Comune di Bollate chiedeva pertanto alla SET Telecomunicazioni (proprietaria dell'area ex Weiss) la presentazione di un piano della caratterizzazione che veniva inviato dalla Brenntag Spa, nel frattempo subentrata alla Set Telecomunicazione nella proprietà dell'area ex Weiss. Il Comune di Baranzate, di nuova costituzione, subentrava a quello di Bollate nel procedimento come Autorità Competente e richiedeva l'esecuzione di un nuovo campionamento delle acque in contraddittorio con Arpa, i cui risultati evidenziavano il permanere di una elevata contaminazione da composti organo alogenati. A seguito di questi e di ulteriori controlli nel corso del 2009 veniva richiesta ripetutamente da parte di Arpa e dagli altri Enti coinvolti la predisposizione di una barriera idraulica a valle dell'insediamento a protezione della falda, che veniva avviata nel marzo 2010 dalla Brenntag S.p.a. Nel frattempo, riguardo alle acque sotterranee, sia ASL che ARPA evidenziavano che lo sbarramento idraulico in funzione non appariva sufficiente, ed ARPA ne richiedeva l'ampliamento mediante l'inserimento di un nuovo punto di captazione nella barriera idraulica. Nel maggio 2015 Regione Lombardia approvava la proposta presentata dalla Brenntag S.p.a. di potenziamento della barriera idraulica. Ma i controlli effettuati sulla barriera già implementata evidenziavo ancora il superamento dei limiti tabellari delle acque sotterranee in uscita dal sito.


Per quanto attiene all'individuazione delle altre fonti di contaminazione, nel corso del 2014 e 2015 Arpa ha proposto in più occasioni a Regione Lombardia l'effettuazione di ulteriori accertamenti al fine di aggiornare lo stato di contaminazione della matrice terreno presente al di sotto della Via Belgioioso e negli ambiti limitrofi. Nel febbraio 2015 in un incontro convocato da Regione Lombardia venivano condivise ulteriori azioni da adottare per il contenimento degli inquinanti in falda, a seguito della valutazione tecnica inviata da Arpa nel gennaio 2015. Nello specifico veniva richiesto ai Comuni di Baranzate e Milano e a Città Metropolitana di "Attivarsi per definire le azioni necessarie per l'individuazione delle sorgenti di contaminazione".


Nonostante tutto questo pregresso e queste informazioni, si è arrivati all'apertura di Expo con la falda acquifera inquinata, tanto che Expo spa ha dovuto mettere in funzione l'impianto di sicurezza.


Per questo abbiamo chiesto ai rappresentati di Expo ed Arexpo, così come già sottolineato al dott. Grando il 2 maggio, di impegnarsi a mettere in mora le società responsabili dell'inquinamento per tutelare gli interessi e la salute dei cittadini, bloccando la prescrizione e attivando tutto ciò che è nelle loro possibilità per evitare che questa depurazione delle acque venga effettuata con soldi pubblici.


BONIFICHE


Rispetto ai dati di cui disponiamo, risulta che i 72 mln richiesti dall'ex AD di Expo Giuseppe Sala ad Arexpo non contemplano le analisi di laboratorio Arpa per un costo di 290.620,36 euro, i costi di pre-bonifica di 548.369,10 euro, i costi di gestione e assistenze perché ancora da quantificare e gli oneri istruttori di 13.816 euro; per un totale di 852.805,46 euro, l'ing. Molaioni di Expo ci ha fatto sapere che quei costi sono costi di pre-progettazione che prescindono dalla presenza o meno di bonifiche. Risultano però non comprese le spese Arpa; l'ing. Molaioni si è preso l'impegno di verificare quanto affermato.


PROTOCOLLO LEGALITÀ


Purtroppo, nonostante la mozione approvata all'unanimità a novembre 2015 da parte del Consiglio Regionale che chiedeva ad Arexpo di sottoscrivere il Protocollo Legalità, nonostante i nostri solleciti al nuovo Prefetto Marangoni, ad oggi non è stato firmato il Protocollo. A tale riguardo, Arexpo segnala di essersi già attivata presso il Ministero dell'Interno con la richiesta di attivazione del Protocollo di Legalità, per le stesse finalità condivise durante EXPO.


Arexpo informa altresì di aver già attivato più bandi pubblici onerosi. Uno riguardante l'appalto della ristorazione per il Fast Post, concluso, un altro per la locazione del Cluster Cereali per il periodo del Fast Post Expo e un altro ancora per il coordinamento, la progettazione, l'organizzazione, la realizzazione e promozione del palinsesto degli spettacoli al c.d. Open Air Theatre.


SICUREZZA DI CANTIERE E PIANI DI EMERGENZA


Un altro scopo della nostra visita ispettiva era verificare che venissero rispettate le norme in materia di sicurezza sul lavoro e che si trovasse riscontro pratico a quanto disposto dalla stessa società Expo spa nei propri piani di emergenza, il Piano di emergenza dismantling e il Piano di coordinamento emergenza dismantling.


Al nostro arrivo ci sono stati correttamente forniti tutti i dispositivi di protezione personale (elmetto, gilet ad alta visibilità, scarpe antinfortunistiche). Sul cantiere, tuttavia, alcuni operai non indossavano gli stessi dispositivi di protezione individuale. Abbiamo poi avuto modo di verificare, e lo abbiamo fatto notare ai responsabili, due inadempienze in tema di sicurezza sul lavoro: un operaio che lavorava in quota sprovvisto di imbragatura per il corpo e dispositivi di ancoraggio e un cavo elettrico poggiato a terra lungo vie di passaggio. Le segnalazioni sono state prontamente recepite da Arexpo con la conseguente indicazione ai lavoratori.


In relazione ai Piani di emergenza, non ci sono stati mostrati, sebbene lo avessimo chiesto, i "pieghevoli informativi nelle lingue italiano, inglese e francese" che avrebbero dovuto essere stampati ed esposti al fine di rendere la diffusione e la conoscenza delle procedure di emergenza più semplice, capillare e comprensibile ai lavoratori del cantiere. Avevamo inoltre chiesto di vedere la cartellonistica identificativa delle aree sicure rispetto agli scenari da incidente in azienda a rischio chimico industriale rilevante (R.I.R.). Come è noto, infatti, adiacenti all'area del sito Expo ci sono due aziende R.I.R. (Ecoltecnica e Dipharma Francis) la cui presenza impone la predisposizione della cartellonistica di cui sopra. Nonostante fossimo nell'area in cui avrebbero dovuto trovarsi i cartelli, non li abbiamo trovati.


Una volta rientrati al campo base ci è stato garantito che sono presenti i cartelli delle aree sicure; inoltre ci è stato comunicato che, come già accaduto durante l'evento, l'attuazione delle procedure di emergenza è affidata ad una squadra di emergenza presente sul sito.

L'ospedale di Vaprio deve rimanere operativo, questa è la volontà della cittadinanza, come dimostrano le 2.500 firme raccolte in una settimana contro la chiusura di questa struttura pubblica storica e punto di riferimento per il territorio (tra i promotori della petizione la nostra candidata sindaco al Consiglio comunale di Inzago). Una richiesta che arriva direttamente dal territorio che il M5S regionale sostiene con forza. Per questo i portavoce Dario Violi e Stefano Buffagni hanno affiancato e incontrato chi, tra dipendenti e cittadini, lo scorso martedì ha protestato contro i continui tagli ai servizi e al personale causati dalle politiche di Regione e Governo.

"Ci batteremo perché vengano garantite almeno le prestazioni sanitarie minime e quelle ambulatoriali. Dopo aver parlato con la dirigenza abbiamo strappato diversi impegni tra cui l'assunzione di nuovo personale medico e radiologo e l'incremento dei servizi sul territorio, in particolare quelli relativi all'assistenza domiciliare, necessario per rispondere alla costante richiesta della fetta di popolazione più anziana e più bisognosa. Abbiamo anche strappato l'impegno dei vertici a mantenere in vita il punto di primo intervento, che purtroppo verrà ridotto dalle 24 ore attuali di attività a 12 giornaliere. Ma su questo punto continueremo a dare battaglia in Regione! La politica non può voltare le spalle a quelle che sono le reali esigenze della cittadinanza. Non possiamo permetterci di andare a depotenziare la sanità pubblica e incentivare indirettamente le strutture private. I soldi pubblici devono sostenere le strutture pubbliche, le realtà importanti come l'ospedale di Vaprio!"

Dario Violi e Stefano Buffagni - Portavoce regionali del M5S Lombardia

Iolanda Nanni, consigliere regionale pavese M5S dichiara: "La recente delibera di Giunta n. 5204 del 23 maggio 2016 che introduce il criterio "escludente" per la localizzazione di impianti di smaltimento rifiuti all'interno dell'area del Corridoio primario della RER (Rete Ecologica Regionale) relativo al torrente Staffora, di fatto reintroduce quel vincolo che un anno fa la Provincia di Pavia stralciò dal PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) e che il M5S denunciò già con un'interrogazione datata 14 maggio 2015, cioè oltre un anno fa. Il che, apparentemente, potrebbe sembrare risolutivo per il rigetto del progetto dell'impianto di pirolisi a Retorbido. Tuttavia, mentre l'Assessore Terzi canta vittoria anzitempo dichiarando di aver messo una "pietra tombale" sull'impianto di pirolisi a Retorbido, il M5S ci va coi piedi di piombo. Infatti, abbiamo immediatamente sottoposto la delibera all'esame dei nostri legali poiché riteniamo che la parola "FINE" possa essere messa solo quando la Commissione di VIA avrà decretato il rigetto del progetto e solo dopo aver esaminato su quali fondamenta giuridiche il rigetto sarà basato. Basare il rigetto dell'impianto di pirolisi sulla sola esistenza di questa delibera, infatti, espone il territorio a nuovi rischi: infatti, la società proponente potrà fare ricorso al TAR e ciò comporterà una nuova via crucis che potrà durare svariati anni.

"Proprio per questo motivo -  incalza Iolanda Nanni - abbiamo anche chiesto all'Assessorato Regionale all'ambiente di fornirci copia del parere dell'Avvocatura Regionale sull'applicabilità della DGR X-5204 emanata il 23 maggio 2016. C'è da immaginare, infatti, che la Terzi e la Giunta Regionale, prima di partorire questa delibera, si siano quanto meno premurati di richiedere all'Avvocatura un autorevole parere sia sull'applicabilità della stessa al caso Retorbido, sia sulla valutazione dei rischi e delle conseguenze in capo a Regione, in caso di ricorso da parte della IET. Il M5S si auspica che la Commissione di VIA rigetti il progetto non solo sulla base della recente delibera, ma dei numerosi criteri ostativi, nonché vizi di forma da noi evidenziati nelle quattro interrogazioni regionali depositate a partire da gennaio 2015 ad oggi.

"In altre parole - conclude Iolanda Nanni - esistono strade più solide per motivare il rigetto del progetto senza rischiare ricorsi giudiziari, basti pensare all'esempio della Provincia di Novara, che rigettò un analogo progetto di pirolisi giudicando la tecnologia della pirolisi stessa incompatibile con le norme ambientali e sanitarie, senza che la società proponente (sempre IET) facesse ricorso. A proposito, il M5S la nostra prima interrogazione, depositata il 22 gennaio 2015, cioè alcune settimane prima dell'avvio dell'iter di Valutazione di Impatto Ambientale in Regione Lombardia, allertando la Regione su questa macroscopica criticità. Come ulteriori criteri ostativi, fra i più macroscopici, abbiamo la - di fatto - natura sperimentale dell'impianto, che abbiamo rilevato nell'interrogazione depositata il 21 dicembre 2015, nonché le carenze nelle integrazioni documentali depositate dalla società proponente, da noi rilevata con la recente interpellanza datata il 20 maggio 2016. Il M5S è stata l'unica forza politica a rilevare tecnicamente tali e tante criticità sul progetto di pirolisi e lo ha fatto sempre nero su bianco con azioni istituzionali regionali depositati agli atti e consultabili sul sito del Consiglio Regionale, ricevendo dall'Assessorato Ambiente sempre risposte evasive e superficiali nel merito. Come M5S, auspichiamo quindi che ora Regione indirizzi in modo deciso la Commissione VIA a rigettare il progetto non solo sulla base della recente delibera, ma anche e soprattutto sui ben più solidi criteri ostativi da noi già evidenziati in quest'ultimo anno e mezzo al fine di scongiurare il rischio di ricorsi giudiziari."

Iolanda Nanni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

La grande quantità di diossina emessa nel disastro ICMESA il 10 luglio 1976 non avrebbe prodotto conseguenze sanitarie. E' quanto si desume leggendo alcuni articoli comparsi sulla stampa locale negli ultimi giorni relativi a un convegno che si è tenuto in Brianza proprio sul tema.

Per Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia: "Non è la prima volta che in Brianza si tenta di edulcorare la realtà dei fatti riguardo problemi ambientali. Gli studi pubblicati dopo Seveso dimostrano che gli effetti sanitari sono stati reali e significativi. Quando si parla di eventi che hanno inciso, letteralmente, sulla pelle delle persone, qualsiasi semplificazione o banalizzazione giornalistica è semplicemente inaccettabile".

Il M5S ha chiesto un approfondimento a Federico Balestreri, medico e membro del Comitato Scientifico dell'Associazione Internazionale dei Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, che era presente al convegno. Le sue conclusioni sono molto diverse rispetto a quanto riportato dalla stampa locale:  "Bisogna tenere presente - spiega - che sono stati presentati i dati di una esposizione acuta a diossina su un limitato di persone, meno di 3000 persone nella zona A. Inoltre le precauzioni messe in atto al momento dell'incidente hanno sicuramente contribuito ad una riduzione significativa degli impatti. Non sono stati valutati nello studio gli eccessi sia per LNH (Linfomi non Hodgkin) che per STM (Sarcomi tessuti molli), tumori caratteristici delle diossina.

Vi è stato invece incremento significativo di mortalità per alcuni tumori, e per malattie cardiovascolari e Respiratorie".

Per Balestreri: "l'incremento di malattie vascolari dovute allo stress, mi sembra abbastanza fantasiosa, anche perché avrebbero dovuto verificarsi nei primi mesi dell'evento e non spalmate sull'arco dei 40 anni.  Invece è stato molto significativo il rilievo dell'inversione nel rapporto maschi/femmine alla nascita, dimostrazione se mai ce ne fosse bisogno degli effetti endocrine disruptor delle diossine. Pertanto se affermare che a Seveso oggi si muore ancora di diossina non è corretto, sarebbe altrettanto fuorviante minimizzare i risultati dello studio, che rappresenta comunque una analisi unica nel suo genere. Sarebbe interessante monitorare l'incidenza delle patologie di interesse sulle seconde e terze generazioni degli esposti. Le esposizioni croniche a basse dosi, hanno impatti di tipo sicuramente diverso da una esposizione acuta per un brevissimo periodo di tempo. In ogni caso nella zona è sicuramente auspicabile che si eviti di emettere altre diossine, soprattutto come nel caso degli inceneritori, quando non ve ne è alcuna necessità, avendo oggi a disposizioni tecnologie alternative meno impattanti per lo smaltimento dei rifiuti".

Ieri 24 maggio 2016, una delegazione composta da alcuni Rappresentanti del Comitato Spontaneo Permanente Ospedale C. Ondoli  , da alcuni Amministratori Locali e dal Consigliere Regionale M5S Paola Macchi si è recata in visita presso l'Ospedale di Angera per incontrare il Personale Medico e ascoltare le loro problematiche.

Particolare attenzione è stata posta al Punto Nascite del Nosocomio Angerese e alla sua importanza vitale che si ripercuote su tutta la Struttura Ospedaliera.

La visita trova spunto dal Progetto di Legge che il Consigliere Regionale Paola Macchi ha depositato in Consiglio Regionale lo scorso 16 Aprile con la quale è stato chiesto che l'Ex Distretto ASL di Sesto Calende , che per l'attuale riforma del Sistema Sanitario dipende  dall'ASST dei Sette Laghi cioè Varese, ritorni con il suo Ospedale di riferimento, quello di Angera , sotto l'ASST della Valle Olona , cioè Busto Arsizio.

La visita ha permesso semmai ce ne fosse ancora bisogno, di rimarcare l'assoluta necessità dell'importanza strategica del nosocomio angerese da una parte e, dall'altro, la conferma che il punto nascite trova risposta anche da parecchi cittadini provenienti da comuni al di fuori della Regione della Lombardia , che non fa altro che confermarne la piena operatività e la sua funzionalità.

Il Comitato Spontaneo Permanente ringrazia il Consigliere Regionale Paola Macchi per il progetto di legge depositato e per l'interesse continuo dimostrato verso l'Ospedale di Angera.

Nel frattempo il Comitato Spontaneo continua la petizione di firme  iniziata un paio di mesi fa tra i Comuni che usufruiscono dei servizi ospedalieri ( ad oggi siamo a quota 4700 ). E prossimamente altre iniziative seguiranno per non far andare nell'oblio la questione del nostro Ospedale cittadino.

Comitato Spontaneo Permanente

Sono stati aperti due bandi per il Fast Post Expo. Il primo riguarda la locazione del Cluster dei Cereali e scadrà il 30 maggio; il secondo ha come oggetto l'organizzazione, il coordinamento, la realizzazione e la promozione degli spettacoli all'Open teathre e ha come termine di presentazione delle offerte il 15 giugno. I due bandi seguono quello, chiuso da poco, che ha affidato la risrotrazione.

Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Possibile che l'Open teathre apra domani con Bocelli e il bando per il coordinamento degli spettacoli chiuda il 15 giugno? Possibile che questo week end il sito Expo, almeno una parte, riaprirà, e il Cluster dei cereali sarà affittato solo dopo il 30 maggio? Con Expo e dintorni siamo sempre fermi lì a una gestione che più dilettantesca di così si muore.

Manca un giorno all'apertura, non esiste un quadro economico dettagliato dei costi, ma una stima di 79 milioni di euro di spesa per iniziative ancora da affidare. Vorremmo proprio sapere a chi saranno affidate, anche perchè Arexpo non ha ancora firmato il Protocollo di Legalità come chiesto da una risoluzione del M5S approvata all'unanimità dal Consiglio regionale. Eppure a dicembre il M5S Lombardia aveva incontrato il Prefetto Marangoni che si era impegnato a non far pubblicare bandi senza la sottoscrizione. Non basta: i bandi in capo a Expo sono passati ad Arexpo senza alcuna valutazione e gli aspetti di compatibilità ambientale e di rischio di incidenti gravi sono ignorati. Abbiamo rivolto per tempo queste obiezioni in Regione senza ottenere alcuna risposta se non un silenzio grave. L'unica cosa certa è che altri milioni di euro di fondi pubblici verranno gettati in un cantiere di padiglioni smantellati e dal futuro ancora incerto".

"La Regione Lombardia ha avvallato ogni decisione presa dall'amministrazione di Como, che di fatto agiva su delega della Regione. Le dichiarazioni di Maroni sono solo una perdita di tempo e un tentativo maldestro di scaricare e negare responsabilità condivise. Como ha bisogno del suo lago, ha bisogno che vengano intraprese strade che superino il blocco burocratico creato dalla politica di destra e di sinistra. La questione va risolta con urgenza: questa follia nota sotto il nome paratie non avrebbe dovuto nemmeno avere inizio. Domani ci sarà un incontro con chi ha il mandato per gestire l'opera inutile. Ci auguriamo che serva più delle parole di Maroni che di fatto rimanda ogni possibile intervento aspettando ANAC. Le paratie sono di difficile soluzione e una gatta da pelare, che scotta a pochi giorni dalle amministrative, meglio rimandare?", così Luca Ceruti e Stefano Buffagni, rispettivamente portavoce comunale e regionale del M5S.

Domani, in Regione Lombardia è stata convocata la conferenza dei soggetti interessati alle richieste di ampliamento del Centro Commerciale Carosello di Carugate.

Stefano Buffagni, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Il Consiglio Regionale ha già preso una chiara posizione sul tema a favore della tutela del piccolo commercio e dell'ambiente. In un periodo di forte crisi economica come questo ampliare ulteriormente i centri commerciali è un controsenso rispetto alle linee guida decise dalla Lombardia. Auspichiamo che il sottosegretario Nava rispetti il mandato che il Consiglio regionale e i cittadini gli hanno dato".

 

 

MILANO, 23 MAG - "Riguardo alla discussione in corso sulle aree vaste è fondamentale chiarire quali funzioni avranno e soprattutto quali risorse avranno a disposizione. Ai tavoli fino ad ora organizzati tutto ciò non è stato chiarito a fondo. Sono d'accordo con l'idea di non perdersi nella discussione sui confini. Per quanto riguarda il mantovano, il cremonese e il cremasco a mio parere sarebbe utile capovolgere il discorso e insistere prima sulla definizione delle zone omogenee, così come anche la legge regionale prevede, ed individuate anche dai sindaci mantovani (Oltrepò, Alto mantovano, Grande Mantova e Oglio Po). Alleggeriamo l'area vasta e lasciamo che le zone omogenee possano gestire alcune funzioni con chi territorialmente gli è più vicino e congeniale. Questa pianificazione potrebbe travalicare, per alcune funzioni, i confini territoriali delle attuali provincie ed anche dei fantomatici cantoni. Il governo del territorio che oggi è funzione dei comuni, per esempio, potrebbe essere una funzione della zona omogenea, mentre la pianificazione delle infrastrutture prioritarie sulle quali investire sarebbe prerogativa della più grande area vasta".

Il bilancio preventivo 2016 ha confermato l'intenzione di questa amministrazione di alienare totalmente le azioni A2A in suo possesso.

Tale vendita comporterà non solo una minusvalenza di centinaia di migliaia di euro dato che le quotazioni attuali sono circa il 50% del valore di acquisizione, ma anche la rinuncia ai dividendi annuali (nel 2016 varranno circa 400000 euro, una cifra che avrebbe fatto comodo in parte corrente).

Il movimento 5 Stelle Varese ha già da tempo e ripetutamente denunciato questo fatto ma evidentemente non è servito a far cambiare idea all'attuale amministrazione, che ha finanziato con queste risorse diverse opere (alcune necessarie, per carità) nell'ultimo anno, casualmente a ridosso delle elezioni.

Prima queste azioni erano servite per far "quadrare" il bilancio, come nel 2014, anno in cui erano state vendute azioni a fine anno, in extremis, per far fronte ad un mancato introito dalla Provincia.

Un periodo difficile come quello attuale consiglierebbe prudenza, ma, alla fine, l'importante è vincere le elezioni.

M5S Varese