gp monza

"I 20 milioni che la Regione Lombardia mette sul piatto nella partita per trattenere il GP a Monza (condizionati alla possibilità di entrare esentasse nella proprietà del Parco di Monza)  non sarebbero affatto risolutivi del problema - dichiara Gianmarco Corbetta, Consigliere Regionale del MoVimento 5 Stelle Lombardia. Contrariamente a quanto si pensa, quei soldi servirebbero solo per riqualificare l'autodromo (qualche briciola dovrebbe auspicabilmente servire anche per il Parco) ma non certo per accontentare le esose richieste di Bernie Ecclestone."

"I soldi per il rinnovo del contratto con il patron della F1 - continua il portavoce pentastellato - non ci sono né ora, né con l'eventuale intervento di Regione Lombardia. Piaccia o no, questo è lo stato delle cose.  Per questo l'iniziativa 'Scendi in pista con la Lombardia. Firma anche tu per il Gp di Monza' è solo l'ultima trovata propagandistica di Maroni. Prima si rendano noti, se esistono,  dati certi sull'indotto economico del GP a Monza e nella nostra regione (al di là delle solite stime approssimative della Camera di Commercio di Monza), poi si dica chiaramente come la Sias intende reperire i 20 milioni che servono per il rinnovo del contratto e solo dopo si valuti se investire denaro pubblico nella riqualificazione dell'autodromo. Altrimenti si tratta dell'ennesimo sperpero di denaro pubblico, di cui faremmo volentieri a meno", conclude Corbetta"

Gianmarco Corbetta - Consigliere Regionale del M5S Lombardia

ITR-sicurezza-treni 18-6-2015

"Apprendiamo dalle dichiarazioni di Maroni e dell'Assessore ai trasporti Sorte che Regione Lombardia - dichiara la portavoce regionale del MoVimento 5 Stelle Iolanda Nanni - si accinge a versare 7 milioni di euro per l'assunzione di 150 vigilantes sui treni TRENORD a garanzia della sicurezza. Forse il governatore dimentica che dai primi del 2015, l'AD di TRENORD aveva già annunciato l'assunzione di 63 operatori security per uno stanziamento di 5 MIL di Euro, a carico di TRENORD. Dove sono finiti? Ora questi 150 vigilantes per ben 7 milioni di euro si aggiungono ai 63 già assunti da TRENORD con 5 milioni? Oppure Regione Lombardia sta coprendo con soldi pubblici investimenti che l'azienda TRENORD si era già impegnata a fare dai primi del 2015? Maroni chiarisca i dati perché i conti non tornano!"

"Lo ripetiamo da tempo, per risolvere queste tipologie di problemi non basta mettere toppe qua e là, utili alla giunta per ottenere qualche titolo di giornale e per illudere i cittadini che l'amministrazione regionale stia operando realmente per trovare una soluzione concreta."

"Occorrono azioni programmate seriamente nel tempo, di concerto fra le aziende ferroviarie, la Regione e lo Stato, ciò che evidentemente in questi anni la politica che si è alternata al Governo di Regione Lombardia e del Paese non ha fatto. Per questo settimana scorda abbiamo depositato un'interrogazione all'Assessore Regionale ai Trasporti che chiede di attivare una serie di azioni mirate ed adottare misure preventive per garantire il ripristino di condizioni di sicurezza nel viaggio sui treni. Per esempio, abbiamo richiesto che TRENORD rediga il Documento di Valutazione dei Rischi, d'obbligo per le aziende, e che a tutt'oggi non risulta ancora essere stato depositato - conclude Iolanda Nanni".

Iolanda Nanni - Consigliere Regionale M5S Lombardia

 

PSR-2015

Durante la seduta di Commissione Agricoltura del 1/7, l'assessore Fava ci ha aggiornati sulla situazione del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020. Il Piano, predisposto da Regione Lombardia, deve essere ancora formalmente licenziato e approvato dalla Commissione Europea per poter essere esecutivo e poter partire con i finanziamenti e i bandi previsti dalle misure.

Siamo a metà 2015, quindi già in forte ritardo, e questo ha provocato pesanti disagi e problemi al mondo agricolo lombardo. L'assessore a fine anno scorso aveva previsto l'inizio del PSR ad aprile, poi corretto a giugno e adesso dice "a giorni".

Ha spiegato che il ritardo dell'UE nell'approvare il nostro PSR è dovuto ad una sorta di "... pregiudizio verso la nostra zootecnia ..." della Commissione Europea, che ci contesta un taglio troppo orientato verso le imprese, troppo poco "rurale".  L'assessore ha chiaramente detto che l'approvazione del PSR è vitale per la sopravvivenza delle nostre aziende agricole.

Da notare che quello che l'UE contesta è quello che noi abbiamo sempre contestato al nostro modello di sviluppo agricolo, schiacciato sia da un consumo di suolo selvaggio, responsabilità di tutte le amministrazioni lombarde degli ultimi 20 anni (in particolare quindi Lega e centrodestra), che ha ridotto sempre di più il terreno fertile, sia da un modello intensivo che provoca danni all'ambiente, sempre più povertà tra gli agricoltori e favorisce appunto le "grandi imprese" e non i piccoli soggetti, che operano in sintonia col territorio.

E' chiaro che non si può cambiare un sistema da un giorno all'altro, ma è evidente che questo PSR poteva essere un punto di svolta per la nostra agricoltura, che ha un destino segnato se continua di questo passo: cioè morire. Invece Regione Lombardia, viste le contestazioni dell'UE, non ha approfittato di questa occasione, e dovrà prendersi tutte le responsabilità per quello che accadrà in futuro.

L'assessore, in risposta a una nostra domanda, ha detto che certamente col prossimo PSR ci dovranno essere dei cambiamenti, ma temiamo che sia troppo tardi. Intanto il consumo di suolo andrà avanti (checché ne dica la Regione) e questo sistema continuerà a produrre le sue vittime.

Regione Lombardia continua a definire la nostra agricoltura una eccellenza e, a parole, la difende. Invece nei fatti è tutto il contrario, e grazie a questa amministrazione nei prossimi anni la crisi del nostro mondo agricolo si farà ancora più pesante.

Giampietro Maccabiani

ITR EXPO-Protezione Civile 2-07-2015

Il M5S Lombardia ha depositato un'interrogazione (SCARICA QUI) diretta all'Assessore Regionale Fabrizio Sala, competente per EXPO, riguardante il reclutamento in atto di volontari presso le Associazioni di Protezione Civile da destinare a funzioni di sorveglianza e controllo dei punti critici del sito EXPO di Rho-Fiera.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, dichiara: "Ci è stato segnalato da alcune associazioni di Protezione Civile che le Province, coordinate da Regione Lombardia, da metà maggio stanno ricevendo inviti a dare disponibilità di volontari sul sito di EXPO, secondo una specifica turnazione per i mesi da luglio fino al termine della manifestazione. L'anomalia di questo reclutamento sta nel fatto che i volontari di protezione civile vengano richiesti in forma di "volontari di protezione civile alla stregua di privati cittadini" e non in quella di "incaricati di pubblico servizio". Ciò viene detto verbalmente alle Associazioni in sede di convocazione da parte degli Enti locali. Se ciò fosse vero, questo tipo di richiesta non consentirebbe a chi ne è investito di poter erogare un servizio completo e compatibile con la complessità dell'evento, né in linea con il dettato normativo vigente. Il volontario non investito dell'autorità di cui all'art. 358 del codice penale si troverebbe quindi nella delicata posizione di chi non può agire con quella libertà d'azione prevista di diritto per questo ruolo e risulterebbe pertanto problematico far fronte ad improvvise e complesse necessità o situazioni."

"Inoltre - prosegue la consigliera regionale Nanni - sappiamo che il 30 giugno la UO Protezione Civile di Regione Lombardia ha inviato a queste Associazioni una serie di documenti utili per lo svolgimento dell'attività di volontariato presso EXPO. In uno di questi si dichiara chiaramente che le squadre di presidio hanno un piano operativo quotidiano finalizzato alla sorveglianza continua del territorio nell'intorno dell'area EXPO, con il controllo dei punti critici e possono intervenire per allagamenti, caduta alberi, piccoli focolai di incendio o come primo supporto in caso di evacuazione dell'area EXPO. Responsabilità non da poco per volontari alla stregua di privati cittadini."

"Abbiamo chiesto all'Assessore Sala - conclude Nanni - di accertare se quanto ci è stato segnalato corrisponde al vero e, in caso affermativo, di verificare nell'immediato tutte le procedure alla luce della normativa vigente. Inoltre chiediamo di sapere se i volontari siano coperti dalle opportune garanzie assicurative per eventi dolosi o colposi derivanti da responsabilità civile verso terzi, nonché se sia rispettata la normativa sulla tutela e salute sui luoghi di lavoro".

poste_post

Non è accettabile che Poste Italiane porti avanti un piano di riorganizzazione che ha l'obbiettivo di massimizzare i profitti in vista della privatizzazione a scapito dei cittadini più deboli tagliando loro i servizi.

Secondo il sottosegretario regionale Daniele Nava, che e' intervenuto stamane in audizione davanti alle Commissioni congiunte Bilancio e Attivita' Produttive per fare il punto sulla trattativa con Poste Italiane in merito al piano di chiusure e razionalizzazioni che prevedeva per la Lombardia la chiusura di 61 uffici e l'apertura a singhiozzo per altri 121 sportelli,  "grazie all'azione di Regione Lombardia 15 sportelli sono stati salvati e altrettanti sono usciti dalla lista degli uffici soggetti alla razionalizzazione".

Altro che "buon risultato", come ha dichiarato il sottosegretario regionale! Molte zone periferiche, soprattutto quelle non servite dal trasporto pubblico, resteranno senza ufficio postale con gravi disagi per la popolazione. Gli uffici postali decentrati inoltre costituivano un presidio territoriale di servizi necessari ai cittadini . Da questo punto di vista la scelta di chiudere uffici da parte di un azienda da anni sul territorio, e quindi con un vantaggio competitivo, risulta quantomeno dubbia ed economicamente poco accorta sul lungo periodo.

Stefano Buffagni, consigliere regionale M5S Lombardia.

 

 

 

Una mozione del Movimento 5 Stelle della Lombardia che chiedeva di tutelare un bene confiscato alla mafia è stata trasformata in risoluzione e approvata all'unanimità dalla Commissione Antimafia.
Il Comune di Cisliano ha infatti chiesto l'assegnazione provvisoria de "La Masseria" all'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), senza però aver ottenuto alcuna risposta.
La risoluzione chiede che la Regione Lombardia si attivi presso l' ANBSC per avviare le procedure di assegnazione provvisoria in tempi brevissimi e "ad interessarsi, nel frattempo, circa le modalità di assegnazione definitiva del bene che permettano la predisposizione di progetti per l'utilizzo nel campo sociale e socio assistenziale dell'immobile oggi degradato e controllato solo grazie al presidio da parte della cittadinanza e associazioni".
Per Silvana Carcano, portavoce di M5S Lombardia: "Maroni in una conferenza stampa ha promesso di dare segnali chiari per la lotta alle mafie e di non lasciare in abbandono i beni sottratti alla criminalità. Bene, può incominciare a dare il buon esempio con "La Masseria" di Cisliano. Lo avevamo anticipato in Consiglio regionale. Con l'approvazione della legge regionale "Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità" non avremmo aspettato nemmeno un giorno per chiedere di rendere efficace la legge regionale di contrasto alla criminalità organizzata. La Giunta deve fare la sua parte subito".

bracco

Ancora nessuna risposta da parte di Diana Bracco, presidente di Expo Milano 2015, alla richiesta di audizione presso la Commissione Antimafia del Consiglio Regionale della Lombardia.

"Bracco ha fin qui ignorato i numerosi solleciti della Commissione antimafia regionale a presentarsi in audizione. E' un atteggiamento ingiustificabile e che denota scarsa se non nulla responsabilità istituzionale da parte della presidente di Expo Milano 2015", dichiara Silvana Carcano, consigliere del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

"Al di là dell'indagine che la vede coinvolta, Diana Bracco avrebbe il dovere, in qualità di rappresentante di Expo 2015 S.p.A , la società a partecipazione pubblica che gestisce l'evento, di non sottrarsi alla legittima curiosità dei consiglieri regionali sul suo operato soprattutto nell'ottica del contrasto all'illegalità e nella promozione di una cultura della legalità. Da questo punto di vista Bracco ci risulta assente ingiustificata, un atteggiamento ambiguo e che non riusciamo a spiegarci", conclude Carcano.

Il Consiglio regionale della Lombardia, che si è riunito ieri, ha respinto la discussione di una mozione urgente presentata da Silvana Carcano, portavoce regionale del M5S, sull'aggiudicazione di appalti per l'accoglienza di cittadini stranieri alla società Domus Caritatis il cui Vice Presidente e fondatore, Tiziano Zuccolo, è stato arrestato lo scorso 4 giugno 2015 nell'ambito dell'inchiesta "Mafia Capitale".

La mozione chiedeva alla Giunta regionale di attivarsi "presso il Ministero dell'Interno e la Prefettura di Lecco per revocare, o quanto meno, sospendere provvisoriamente l'affidamento alla Domus Caritatis dell'appalto per il servizio di accoglienza di cittadini stranieri presenti ed eventuali futuri richiedenti protezione internazionale e la gestione dei servizi connessi".

Per Silvana Carcano "la mozione avrebbe dovuto essere discussa e votata a occhi chiusi. Non è tollerabile che gli appalti pubblici finiscano a società i cui membri sono oggetto dell'attenzione delle Procure. La revoca dell'appalto si configura come una misura cautelativa, stiamo infatti parlando di risorse di tutti i cittadini. I partiti non conoscono evidentemente la parola legalità e prevenzione".

bollo-auto

Voto contrario, ieri nel corso del Consiglio Regionale, del Movimento 5 Stelle della Lombardia alla legge 249 di semplificazione.

Perché è' una legge priva di obiettivi coerenti e che accanto ad alcune semplificazioni procedurali e normative introduce elementi molto critici. Nel testo ci sono disposizioni di tutti i tipi, senza un filo logico introducendo però molte criticità senza dichiararlo.

Si abrogano leggi per la tutela delle popolazioni appartenenti alle etnie tradizionalmente nomadi e seminomadi ispirate alle dichiarazioni internazionali dei diritti dell'uomo, giusto per fare ancora un po' di propaganda sul tema da parte della Lega ma lasciando però un grave vuoto normativo che ha sollevato proteste anche all'interno della stessa maggioranza. Questo vuoto normativo lascerà i Comuni senza alcun riferimento per la gestione della problematica specifica, quando bastava inserirla all'interno di un altro Progetto di legge già depositato dalla maggioranza su questo tema e aprire un dibattito specifico in consiglio regionale. Oltretutto nella relazione della legge si parlava di normative superate, un falso clamoroso che lede le prerogative statutarie delle commissioni e del consiglio e per le quali ho protestato in aula", continua Casalino.

Che dire poi del condono sulle sanzioni relative al pagamento del bollo auto in ritardo, che premia i furbi e penalizza chi ha sempre pagato regolarmente e del differimento del termine di installazione delle termo-valvole negli impianti di riscaldamento centralizzati, che ha notevoli effetti negativi sulla lotta all'inquinamento ambientale?

Semplificazione poi non significa rendere insostenibile il lavoro del collegio dei revisori dei conti del bilancio regionale e nemmeno la dilazione dei termini per la restituzione del prestito di 30 milioni ad Aler Milano, dal 2014 al 2018. E' un 'regalino' che vale 9 milioni di euro sottratti alle casse regionali per i prossimi 3 anni.

Più che ad una legge di semplificazione siamo di fronte a un provvedimento che mischia poche cose buone e molte cose negative che si è cercato di nascondere, nel tipico stile della vecchia politica, da qui il nostro voto contrario.

Eugenio Casalino, Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e segretario alla Presidenza del Consiglio della Lombardia.

province del rio

Il Consiglio regionale ha votato il mantenimento delle provincie per quello che sono, un ente svuotato dalla Del Rio in mano ai partiti per mantenere i loro potentati locali e gestire quel poco di fondi pubblici che riusciranno ad accaparrarsi.

La schizofrenia è completa, la legge Del Rio è pura propaganda e questa legge regionale, approvata con il nostro voto contrario, è un toppa che è peggio del buco. Gli effetti dell'incapacità dei partiti di proporre una visione generale e coerente sul riordino dell'assetto istituzionale e dei ruoli intermedi sono sotto gli occhi di tutti: le strade provinciali sono disastrate, le strutture scolastiche fatiscenti e il trasporto pubblico locale ha subito tagli fino all'80% soprattutto nelle zone montane e ultraperiferiche.

In questa legge non c'è coraggio: si poteva ragionare su aree omogenee, unione di comuni,  comunità montane e consorzi BIM. I politici si sono limitati a difendere i loro territori a fini elettorali confermando lo schema che separa il cittadino dallo Stato in otto livelli.

Restano in vita le province: un mostro burocratico che non garantirà i servizi che meritano i cittadini!

Dario Violi - Capogruppo del M5S Lombardia

L'appello rivolto dall'assessore regionale Beccalossi al Governo Renzi di non cancellare la legge regionale "contro le moschee" votata lo scorso gennaio in relazione ai tragici fatti di venerdi scorso è assurdo e fuori luogo.

Innanzitutto l'impugnazione di fronte alla Corte Costituzionale da parte del governo ad aprile è stato sostanzialmente un atto dovuto, tenendo conto dei pesanti dubbi che anche in consiglio regionale erano stati sollevati dall'opposizione in merito, sul quale non decide appunto il governo ma la Corte che potrà censurare le parti della legge che verranno ritenute incostituzionali. Inoltre l'accostamento tra i tragici fatti di venerdì scorso e questa legge regionale è molto labile, facendo leva sulla chiusura di 80 moschee in Tunisia da parte del governo. Quell'atto è stato assunto evidentemente in un momento di emergenza nazionale in cui si temono nuovi atti terroristici.

La legge regionale in questione è "solamente" una norma urbanistica che invade competenze nazionali sulla sicurezza, invade competenze comunali sulla pianificazione territoriale e soprattutto ha diversi profili di incostituzionalità in ordine alla libertà di culto (come anche evidenziato da ben tre pareri dell'ufficio legislativo regionale).

Mettere tutti questi temi sullo stesso piano cercando di strumentalizzare i morti e la legittima paura ed indignazione anche della popolazione italiana è la solita operazione squallidamente propagandistica di questa maggioranza di centrodestra su questi temi, sui quali invece ci vorrebbe maggiore riflessione. Abbia questa maggioranza invece il coraggio di andare in Parlamento e proporre modifiche alla nostra Costituzione, misure eccezionali per la sicurezza o sui flussi di immigrazione, tema che non sono mai stati capaci di gestire neanche quando erano al governo nazionale, al di là di annunci propagandistici e di misure molto discutibili e scarsamente efficaci come il reato di clandestinità o la legge Bossi Fini, per non parlare della Convenzione di Dublino II approvata dal Governo Berlusconi nel 2003.

Eugenio Casalino Consigliere Regionale - Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle Consigliere Segretario dell'Ufficio di Presidenza

sanitopoly

Durante la seduta odierna di Commissione Sanità era presente, a sorpresa, anche l'attuale Assessore alla Ricerca, Mario Melazzini, rappresentante di NCD.
Dario Violi, capogruppo del M5S in regione, dichiara: «La presenza di Melazzini durante la fase finale della brevissima discussione in commissione è un indizio molto significativo, che fa pensare che la nuova carica di "super-assessore-tecnico" al welfare possa essere destinata proprio a lui»
Paola Macchi, che ha abbandonato l'aula in segno di protesta, subito dopo la dichiarazione di voto "convintamente contrario" del M5S, sia per l'iter di lavoro anomalo  che per  i contenuti della cosiddetta riforma sanitaria, aggiunge: «Melazzini è una figura nota, ha già ricoperto l'incarico di Assessore alla Sanità durante gli ultimi 6 mesi dell'ultima Giunta presieduta da Roberto Formigoni: sarà stata questa forse la richiesta fatta da NCD per dare il proprio appoggio a questa farsa di riforma? Peccato che, oltre a non essere mai stata "epocale", questa non si possa più nemmeno considerare una riforma. Ci chiediamo dove siano le soluzioni concrete alle problematiche sanitarie dei cittadini lombardi, le proposte di servizi reali e indispensabili sul territorio; in questa ennesima versione del testo di riforma vediamo invece chiaramente l'interesse prioritario: ridistribuzione di poltrone e incarichi dirigenziali»
Dario Violi, che non ha mancato di far notare le incongruenze presenti nella lunga lista di accorpamenti delle aziende sanitarie e ospedaliere, conclude: «La maggioranza ha dato l'ennesima prova del proprio dilettantismo, o, se vogliamo pensar male, della propria malafede: non si sono tenute in nessun conto le esigenze dei territori, emerse con forza dalle richieste degli amministratori locali, ma si è piuttosto giocato a Monopoli con le aziende ospedaliere, producendo accorpamenti di cui nessuno ha saputo o voluto indicare la ratio.»

 

I portavoce di M5S Lombardia provano "sdegno per i barbari attacchi sferrati oggi da presunte milizie terroristiche in Francia, Tunisia e in una moschea sciita in Kuwait, costati la vita a decine di persone. La decapitazione compiuta a Saint-Quentin-Fallavier, vicino Lione, nell'assalto compiuto in una fabbrica di gas desta sgomento e solleva serie preoccupazioni per la sicurezza del nostro Paese, da sempre utile passerella per lo sviluppo di cellule jihadiste".

Per Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia: "Oggi l'Italia è chiusa in una morsa, a Nord e a Sud, con i continui sbrachi irregolari provenienti dalla regione libica, dove proliferano pericolosamente gruppi integralisti. Il governo rafforzi subito le frontiere prima che sia una delle nostre città a divenire bersaglio di organizzazioni terroristiche. Ci auguriamo che i responsabili degli attacchi siano assicurati quanto prima alla giustizia ma che, soprattutto, i fatti di oggi non diano adito a sterili sentimenti islamofobi o a futili e ottuse generalizzazioni politiche".

Expo-parcheggi

Messaggio da EXPO: Dimenticate tutto quello che vi abbiamo detto sulla sostenibilità e sull'utilizzo virtuoso dei mezzi pubblici! Se non venite a EXPO in auto ci tocca pagare la penale!

Ovviamente queste non sono le testuali parole uscite dalla bocca di qualche dirigente EXPO, bensì l'inequivocabile messaggio che arriva con la decisione della Società di "promuovere" i parcheggi dell'area, regalando biglietti di ingresso all'esposizione a chi arriva con la propria auto e parcheggia negli spazi Arese, Trenno o Fiera.

Farebbe ridere, se non fosse l'ennesimo paradosso: nutrire il pianeta con McDonald's e riempirsi la bocca con la parola "sostenibilità" per poi incentivare l'uso delle automobili.

La realtà è che così si prendono in giro tutti quei visitatori responsabili che lasciano a casa l'auto e usano i mezzi pubblici e si ritrovano a pagare sia la tariffa extraurbana del metro che il biglietto di ingresso, mentre chi arriva in auto ha diritto a ben due ingressi omaggio.

Una nuova voce nella lunga lista delle scelte incoerenti di Expo, dettata, questa volta, dalla necessità di far fronte allo scarso utilizzo dei parcheggi connessi al sito da parte dei visitatori (a cui va il nostro plauso) che in base agli accordi stipulati comporterebbe il pagamento di una penale milionaria da parte della società ai gestori dei parcheggi.

A proposito, alla fine sono soldi nostri anche questi, giusto?

depuratore-Monza

Si è svolto nei giorni scorsi presso la sede di Brianzacque (la società che gestisce il servizio idrico integrato in Brianza) un incontro tra Andrea Monachino, consigliere comunale 5 Stelle di Brugherio, Marco Fumagalli del Comitato Beni Comuni, Enrico Boerci, amministratore delegato di Brianzacque, Roberto Borin vicepresidente dell'ATO Monza e Brianza e Marco Troiano, sindaco di Brugherio. Temi in discussione: l'esecuzione dei lavori di riqualificazione dell'impianto di depurazione di Monza e la relativa convenzione con il Comune di Brugherio. Dall'incontro è emerso chiaramente che il progetto di riqualificazione dell'impianto - necessario per rientrare nei parametri consentiti dalla normativa e soprattutto mitigare il problema dei miasmi che da anni affligge il quartiere monzese di San Rocco - è stato radicalmente modificato a seguito dell'esposto all'ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) presentato nei mesi scorsi da Nicola Fuggetta, consigliere 5 Stelle di Monza, e dal Comitato Beni Comuni brianzolo, per chiedere il rispetto della legge.

L'azienda è così passata da un Master Plan da 64 milioni di euro ad un progetto - di pari efficacia nel contenere gli odori - di 16 milioni di euro!

L'Amministratore Delegato di Brianzacque ha attribuito questo prodigioso risparmio di ben 48 milioni di euro alle minori dimensioni del nuovo impianto e all'ingegno dei progettisti interni all'azienda che hanno sviluppato il nuovo progetto. Si è però dimenticato di dire che se non ci fosse stato il nostro esposto all'ANAC l'azienda avrebbe sicuramente approvato il vecchio Master Plan (seppur con lievissime modifiche di costi)!

Ora le opere, frutto del lavoro di progettisti interni della Società, sono appaltate con scrupoloso rispetto delle norme di evidenza pubblica, senza condizionamenti esterni tesi a favorire questa o quella cordata pronta a realizzare inutili opere faraoniche.

Anche questa volta l'azione caparbia del Movimento 5 Stelle e del Comitato Beni Comuni ha determinato l'obbligo per la Casta di rispettare le leggi. E questo, in una Repubblica fondata sugli appalti, utili solo a sperperare danaro pubblico e mantenere il consenso alla Casta, non è poco!

25 giugno 2015 - "Siamo profondamente delusi dalla vicenda che ha visto coinvolto l'uscente sindaco di Seregno, Giacinto Mariani, che, intervistato da «Seregno TV» poco dopo l'elezione del nuovo sindaco, Edoardo Mazza, ha insultato ed augurato la morte ai giornalisti della redazione di «Infonodo», seppur non nominando mai direttamente il blog in questione."
Così i deputati e senatori del Movimento Cinque Stelle, insieme ai consiglieri regionali, a tutti i consiglieri comunali brianzoli e, in primis, al consigliere comunale neoeletto Mario Nava, riguardo l'inqualificabile situazione che vede coinvolti i giornalisti del blog che da anni si contraddistingue per le sue dettagliate inchieste locali.
"Definire il sito in questione come gestito «da animali, da banditi, da ladri e da schifosi» e aggiungere, sempre riferendosi ai giornalisti dello stesso, «queste persone devono morire», è per noi un atteggiamento vergognoso. Come Movimento 5 Stelle ribadiamo quanto già affermato a riguardo in altre sedi, ossia che abbiamo il dovere di dissociarci da tali espressioni minacciose perché lo riteniamo un comportamento assolutamente deprecabile. Ci rende altresì profondamente tristi il fatto che quelle parole siano state applaudite dallo stesso sindaco Mazza che era al fianco di Mariani mentre venivano pronunciate.
Rimaniamo attoniti" - continuano i 5 Stelle - "nell'apprendere da un articolo de «Il Fatto Quotidiano» del 24 giugno, che alla domanda posta dal giornalista al nuovo primo cittadino riguardo all'applauso rivolto a Giacinto Mariani mentre augurava la morte ai giornalisti del blog, Mazza specificava «né mi dissocio né posso avallare le parole di Mariani, che sono state pronunciate dopo una campagna elettorale cattiva messa in piedi da parte dei nostri avversari politici».
Non dissociarsi né avallare rabbiosi auguri di morte nei confronti di chicchessia, è per noi un atteggiamento gravissimo, tanto più se tenuto da un'importante carica pubblica quale è quella del Sindaco. Il suo non dissociarsi, lo mette al pari del riprovevole atteggiamento tenuto dall'ex Sindaco Giacinto Mariani."
"Come Movimento 5 Stelle, chiediamo a Edoardo Mazza se non ritenga opportuno non affidare a questa persona alcun tipo di incarico all'interno della nuova giunta del Comune di Seregno. E in ultimo, se non intenda finalmente dissociarsi dalle dichiarazioni in oggetto, formulando ufficialmente le scuse alla redazione di «Infonodo» e a tutti i brianzoli per tutto quanto accaduto."
I pentastellati chiudono augurando a Mazza "un mandato da sindaco che ponga dinnanzi a tutte le sue priorità la questione morale, elemento fondamentale dal quale non può prescindere la buona politica che tanto manca a questo Paese, anche a livello locale."
I portavoce M5S della Brianza

 

ITR-ALER-Milano

Il Movimento 5 Stelle Lombardia ha depositato un'interrogazione a risposta scritta, a firma del consigliere regionale M5S Eugenio Casalino, che chiede una serie di dati sulla gestione di Aler Milano relativamente a morosità e sfratti. Casalino aveva effettuato già una richiesta di documentazione sull'area di decadenza, cioè quegli inquilini con un reddito di 28 mila euro all'anno e quindi senza più il diritto all'alloggio popolare, che risulterebbero 2.888 a fronte di 23 mila domande di alloggio accolte dal Comune di Milano. Peggio, tra gli inquilini senza diritto alla casa popolare, la morosità si attesterebbe a oltre 56 milioni di euro, gli sfratti eseguiti nel 2014 si fermerebbero al 14% del totale, mentre il 68% sarebbero stati rinviati e le somme recuperate relative agli affitti non pagati si confermano un irrisorio 1,5%.

Il M5S Lombardia con questa nuova interrogazione chiede di conoscere dettagliatamente la situazione degli inquilini nell'area di decadenza: quali interventi sono stati previsti per liberare gli alloggi di chi non ne ha diritto? Quante comunicazioni ha inviato il Comune agli assegnatari decaduti? Quanti inquilini hanno superato il requisito del reddito per l'accesso all'edilizia residenziale pubblica? Quali sono i tempi e la programmazione per l'assegnazione degli alloggi a chi ne ha diritto?

Eugenio Casalino spiega: "Tra le innumerevoli piaghe di Aler Milano quella di chi occupa case Aler senza averne più diritto è oltremodo indegna a fronte del reale bisogno di tante famiglie con redditi esigui. Il Comune e la Regione possono trovare soluzioni insieme per risolvere la situazione, ma serve innanzitutto trasparenza e corretta informazione sulla reale situazione in essere".

 

Questa mattina i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Silvana Carcano e Giampietro Maccabiani hanno visitato il Centro di Comando e Controllo dell'esposizione universale Expo Milano 2015, (EC3), che coordina e monitora, attraverso le tecnologie più avanzate, tutti i processi operativi, logistici e di pubblica sicurezza.

Silvana Carcano e Giampietro Maccabiani, consiglieri del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiarano: "Siamo l'unica forza politica ad aver effettuato questa visita. I partiti si riempiono la bocca di Expo ma non si sono preoccupati in alcun modo di scoprire come sono stati spesi i soldi pubblici sia per il sito espositivo che per opere come il Centro di Comando e Controllo. Evidentemente, i partiti hanno nel loro DNA l'incapacità di controllo e trasparenza". "Nel caso specifico, al di là di dell'opinione negativa del M5S su Expo, il Centro di Comando e Controllo e la capacità di coordinamento delle nuove tecnologie rappresentano un'esperienza di valore per il futuro di Milano e della Lombardia. Il Centro, con i dovuti adattamenti, potrebbe prestarsi per la gestione di aziende pubbliche con dotazioni tecnologiche obsolete o di Milano come smart city. Non  va sottovalutato il lascito materiale sia in tecnologie sia in know how del Centro. Al momento non si sa nulla del suo futuro e il Comune e la Regione dovrebbero interessarsene. Non può diventare l'ennesima cattedrale a tecnologia avanzata abbandonata. Certo, che questo appello venga da una forza politica No Expo fa sorridere, ma i partiti evidentemente ignorano qualsiasi occasione che non porti loro un tornaconto diretto", concludono i consiglieri.

Il M5S Lombardia ha depositato una mozione che chiede alla Regione Lombardia di attivarsi in tempi brevi perché l'elisuperficie sita nel Comune di Edolo possa essere operativa anche nelle ore notturne.

La mozione chiede che la Giunta Regionale e l'Assessorato alla Sanità si attivino: "coinvolgendo sia le Amministrazioni comunali del territorio che l'ASL della Vallecamonica e Sebino affinché in tempi brevi si possa arrivare ad avere attiva, anche nelle ore notturne, l'elisuperficie sita nel Comune di Edolo, affinché si possa offrire un servizio di elisoccorso efficace, efficiente  e sicuro per la cittadinanza della zona soprattutto in caso di urgenza sanitaria".

Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia, dichiara: "L'elisuperficie va adattata anche per il volo notturno. Non è possibile che l'Alta Valle Camonica, di cui conosciamo le fragilità, non sia accessibile all'eliambulanza di notte e la sanità regionale non può isolare un territorio così vasto mettendo a rischio il primo intervento e la salute dei cittadini. Ci risulta che, nonostante gli accordi conclusi tra l'Amministrazione comunale edolese e la Direzione Generale che ha steso il Piano dell'Asl Vallecamonica e Sebino, in Regione Lombardia nulla di muove. La mozione vuole fare pressione perché si risolva una problematica concreta di migliaia di camuni, buoni per chiedere voti e poi totalmente ignorati dall'amministrazione regionale".

 

"Le chiacchiere tra politici di manifesta incapacità finiscono in nulla", così Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia sul nulla di fatto tre Renzi e Maroni sull'immigrazione.

"Con gli slogan elettorali e le boutade mediatiche non si va molto lontano nella soluzione dei problemi. Probabilmente la prossima puntata di "Chi l'ha visto" tratterà la scomparsa del piano B di Renzi sull'immigrazione mentre Maroni sta prendendo le misure per aprire campi profughi in Libia e affidarne la gestione ai soliti noti. Ogni soluzione semplicistica di questi due dilettanti allo sbaraglio svilisce il problema che deve essere affrontato in Europa e non con ricatti istituzionali. Certo la politica del dichiarare di questi due ha stancato: i cittadini meritano risposte urgenti", conclude Violi.