No alla caccia in deroga


Da organi di stampa apprendiamo che l'Assessore all'agricoltura Gianni Fava ha inviato un progetto di indirizzo per l'apertura della caccia in deroga in Lombardia al Dipartimento per le Politiche Europee e alla Direzione Ambiente della Commissione Europea, chiedendone il parere.
Ancora una volta Regione Lombardia cerca di favorire la lobby dei cacciatori con assurde richieste di deroga per la caccia. Negli anni la Lombardia si è distinta negativamente per l'approvazione di leggi contrarie alle Direttive Europee, permettendo a poche persone di sparare a specie animali, tutelate invece dalla normativa comunitaria, con relative procedure d'infrazione in corso. La "deroga" ad una legge deve essere un atto eccezionale, fondato su esigenze della collettività e richiesta nell'interesse dei cittadini. La caccia in deroga non ricade nelle priorità dei cittadini lombardi. Pertanto, siamo spiacevolmente sorpresi dall'iniziativa dell'Assessore Fava, che non solo riteniamo inopportuna da un punto di vista di merito, ma anche nelle modalità: infatti ci saremmo aspettati, vista la delicatezza del tema, trattandosi di deroghe a normative, una preliminare consultazione con la Commissione regionale competente, vale a dire l'VIII Commissione (Agricoltura, Montagna, Foreste e Parchi). Invece, nulla è stato fatto e i commissari competenti non hanno potuto nemmeno visionare il documento inviato al Dipartimento per le Politiche Europee e alla Direzione Ambiente della Commissione Europea. Riteniamo questo un gesto poco rispettoso nei confronti dell'organo elettivo della Lombardia.
Alla luce di questo, quindi, esprimiamo il nostro totale disappunto e contrarietà per l'iniziativa dell'Assessore, che auspichiamo possa cadere nel vuoto, e chiediamo urgentemente che al Consiglio Regionale, quindi ai cittadini lombardi, venga inoltrato il progetto di caccia in deroga elaborato dall'Assessore stesso.


Movimento 5 Stelle Lombardia, dopo un accurato esame delle nomine e dei curricula delle sette componenti del Consiglio per le pari opportunita' (CPO), ha rilevato alcune gravi irregolarità e ha protocollato oggi una richiesta urgente al Presidente del Consiglio regionale Cattaneo e ai consiglieri regionali.

Fra le gravi irregolarità riscontrate c'è l'assenza della rappresentatività di tutti i generi nel Consiglio delle Pari Opportunità. L'attuale composizione del CPO infatti rappresenta in via esclusiva il genere femminile, configurandosi come discriminazione al contrario. Riteniamo un paradosso che un organo preposto a realizzare le finalità di uguaglianza tra uomini e donne, promuovendo la democrazia paritaria nella vita sociale, culturale, economica e politica, non possegga piena rappresentatività di genere, includendo almeno una figura maschile.

Inoltre da una verifica effettuata sul possesso dei requisiti richiesti dal bando per l'accesso al CPO, abbiamo rilevato che alcune delle componenti elette sembrerebbero prive degli stessi. Il bando richiede in particolare il possesso di una laurea specifica o di una comprovata esperienza, almeno quinquennale, in organi pubblici o privati che operano specificatamente nel settore delle pari opportunità. A garanzia del buon funzionamento del CPO, sarebbe stato opportuno, a nostro parere, dare una corsia preferenziale, basata esclusivamente sulle capacità e competenze, a quelle candidature in possesso di entrambi i requisiti. Invece, come sempre, l'odiosa pratica della spartizione delle poltrone - da noi denunciata alla seduta del Consiglio del 30 luglio con l'abbandono dell'aula - ha privilegiato scelte di prossimità politica, invece che basate sul merito.

Considerando grave l'assenza della rappresentatività di genere in un organismo che lavora per la diffusione della cultura della parità e in un organo che, per sua stessa definizione, deve garantire la rappresentatività di genere, considerando grave l'assenza rilevata di alcuni requisiti necessari per la candidabilità al CPO da parte di alcune componenti elette, abbiamo richiesto alla Presidenza del Consiglio e agli stessi Consiglieri di procedere all'immediata verifica della sussistenza dei requisiti richiesti e della legittima composizione del Consiglio Pari Opportunità alla luce della normativa sulla rappresentatività di genere e, più in generale, sulle pari opportunità.

Chiediamo al Presidente del Consiglio della Lombardia e a tutti i colleghi consiglieri regionali un passo indietro: le pari opportunità per tutti sono un tema imprescindibile per il benessere e la coesione sociale che non può essere risolto a colpi di nomine di prossimità partitica.


Sanità, 200 milioni di buco, spiegazioni in Aula, dove troveremo i soldi per Città della Salute
Questa mattina, nel corso della conferenza stampa del dopo giunta, Maroni ha detto che non gli risulta quanto sostenuto da uno dei suoi, il leghista Fabio Rizzi, peraltro Presidente della Commissione Sanità, che quantifica a 200 - 300 milioni di euro il buco lasciato nella sanità dalla gestione Formigoni.

Chiederemo, al primo consiglio utile, aggiornamenti e tutte le specifiche del caso sul reale stato della presunta eccellenza sanitaria lombarda, solo quarta tra le regioni italiane virtuose per la spesa sanitaria, dopo Umbria, Emilia Romagna e Marche, come dichiarato dal Ministero della Sanità. Dopo il buco in Aler non ci sorprenderebbe che della tanto millantata eccellenza sanitaria lombarda, tutta schiacciata sul privato e con liste di attesa infinite, non resti che uno slogan vuoto. Quello che si poteva fare da subito era cancellare la Legge Daccò, come da noi proposto in emendamento in sede di assestamento al bilancio, e con essa le elargizioni opache e discrezionali di milioni di euro alla sanità, come pure un'azione di seria vigilanza e monitoraggio sull'impiego del miliardo di euro all'anno elargito per le funzioni non tariffabili.

Non abbiamo mai perso e mai perderemo occasione di rimarcare in ogni sede istituzionale, commissione e consiglio, che equi e sani risparmi per un bilancio sanitario esorbitante arriverebbero da uno sviluppo di un modello sanitario alternativo, quello che noi proponiamo, e che, come ci piace ricordare, "paga la salute". A fronte del buco di 200 - 300 milioni dove troveremo, infine, i 330 milioni di euro per città della Salute?

I consiglieri regionali di M5S Lombardia


Movimento 5 Stelle Lombardia ha depositato una interrogazione a risposta scritta sull'abbandono abusivo di rifiuti nella zona del parco agricolo sud di Milano.

Nell'interrogazione si legge: "in una zona del parco, via Selvanesco, vi è una grande discarica abusiva con materiali come lastre di eternit" e, ancora, "all'interno del perimetro del parco, in via Campazzino a Milano, esiste uno sversamento irregolare di rifiuti", sottoposto a sequestro cautelativo.

Chiediamo se la regione non intenda assumere rapidamente iniziative di salvaguardia della zona, del verde e delle acque.

In particolare, sarebbe importante un censimento delle discariche abusive e un'analisi delle acque e dei prodotti agricoli coltivati nel parco. E' in ballo sia la salute dei cittadini che la tutela dell'ambiente e la salvaguardia di almeno 1400 aziende agricole presenti nel parco. In ogni caso il parco agricolo sud di Milano va salvaguardato e ci sembra doveroso che l'Assessore all'ambiente Claudia Terzi trovi rapidamente soluzioni per farlo.


M5S Lombardia ha abbandonato l'aula consiliare, per protesta, e non ha partecipato alla votazione per le nomine di organi del Consiglio Regionale come il Co.re.com e il Consiglio delle Pari Opportunità.

M5S Lombardia ha abbandonato l'aula consiliare il 30 luglio 2013 prima del voto sulle nomine quale atto di denuncia che si configura come un dovere istituzionale nel momento in cui i partiti, di maggioranza e minoranza, assegnano poltrone secondo criteri che non rispondono a logiche di competenza e di merito ma solo di prossimità partitica.


Il Movimento 5 Stelle Lombardia ha presentato oggi una interrogazione sulle difficoltà per il nosocomio emerse con il licenziamento del dirigente sanitario e del dirigente amministrativo da parte del Commissario Straordinario.

In particolare, a poche settimane dalla sua nomina di Commissario Straordinario, Simona Bettelini - che stando al curriculum non ha mai rivestito il ruolo di Direttore Generale se non per pochi giorni quale Direttore Generale vicario, ha provveduto al licenziamento, per motivi ad oggi ignoti, del direttore sanitario Antonio Bonaldi e del direttore amministrativo Valentino Colao.

E' consuetudine che l'allontanamento e la nomina di queste due figure apicali siano effettuate dal Direttore Generale con l'assenso della Direzione Generale della Sanità.

Proprio per questo, e considerato anche che l'ospedale è alla vigilia dell'apertura del maxi cantiere di ristrutturazione, un'opera da 207 milioni, che durerà sette anni, vorremmo rassicurazioni sul fatto che la dottoressa Bettelini possegga i requisiti per essere nominata Commissario Straordinario.

Vorremmo anche capire i reali motivi di questi licenziamenti e se l'Assessore alla Salute Mantovani e il Direttore Generale dr. Bergamaschi ne fossero al corrente. Il sospetto è che ci troviamo di fronte all'ennesimo caso di contrasto tra la Lega e il PDL per la gestione della cosa pubblica, considerata "cosa loro" a discapito dei cittadini; insomma la solita guerra tra comitati d'affari, quali sono ormai diventati i partiti" conclude il consigliere.


Il M5S Lombardia oggi in seduta Commissione Sanità ha pienamente condiviso le istanze delle Associazioni NAGA, Gris, Avvocati per Niente e Caritas ed è intervenuto riconoscendo il valore dell'alto impegno di queste associazioni che sopperiscono sul territorio a lacune e farraginosità normative che negano il riconoscimento di diritti fondamentali come quello dell'assistenza sanitaria a persone non regolarmente presenti nel nostro paese, negando anche alcuni diritti ai minori, che, in quanto tali, non possono essere considerati clandestini.

Pertanto, abbiamo dichiarato la nostra intenzione a promuovere una mozione in Consiglio Regionale che impegni la Giunta a recepire l'Accordo Stato-Regioni stipulato il 20 dicembre 201,2 già recepito da altre 6 Regioni italiane, e sul cui recepimento la Lombardia è in forte ritardo, chiedendo che anche la nostra regione dia un forte segnale di impegno per la tutela del legittimo diritto all'assistenza sanitaria dei cittadini stranieri.


Movimento 5 Stelle Lombardia ha accompagnato il Comitato Valorizzazione Tutela Piano Agricolo Bianzone (Sondrio) a depositare una petizione di 2500 firme in regione che chiede la sospensione del rilascio di autorizzazioni e concessioni all'attività estrattiva e della predisposizione della valutazione ambientale strategica del Piano cave della Provincia di Sondrio.

Il Comitato Valorizzazione Tutela Piano Agricolo Bianzone chiede: "la discussione della petizione depositata presso il Consiglio Provinciale e presso il Consiglio Regionale e supportata da 2500 firme di cui oltre duemila di cittadini di Bianzone e della Provincia di Sondrio. La petizione chiede che venga sospeso il rilascio di ulteriori autorizzazioni/concessioni all'attività estrattiva nelle more della predisposizione ed approvazione della VAS, valutazione ambientale strategica del Piano cave della Provincia di Sondrio".


Abbiamo atteso più di trenta minuti la ripresa dei lavori di un consiglio regionale che non era stato nemmeno ufficialmente sospeso. E' inaccettabile che un consiglio venga tenuto in ostaggio dal PdL che è in disaccordo sulle nomine, e che il presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo, che dovrebbe essere super partes, avvalli questo stop ai lavori. Cattaneo è lo stesso presidente che in altre occasioni ha mostrato particolare zelo nel rispetto dei tempi di sospensione. L'obiettivo era la spartizione politica delle nomine di organi regionali.

Per questo M5S Lombardia ha abbandonato l'aula consiliare, per protesta, e non ha partecipato alla votazione per le nomine di organi del Consiglio Regionale come il Co.re.com e il Consiglio delle Pari Opportunità.

Per M5S abbandonare l'aula prima del voto rappresenta un atto di denuncia che si configura come un dovere istituzionale nel momento in cui i partiti, di maggioranza e minoranza, assegnano poltrone secondo criteri che non rispondono a logiche di competenza e di merito ma solo di prossimità partitica.

Non è quindi un problema di persone, ma di metodo, capacità e di totale trasparenza: il nostro drastico abbandono dell'Aula è un segnale forte contro un sistema, quello della lottizzazione partitica e dello spoil system, che non condividiamo e che non ci appartiene e a cui chiediamo di porre fine, come del resto chiedono i cittadini lombardi.

La Lombardia che ci ha consegnato questa classe politica è affetta da un clientelismo tossico. Enti, aziende partecipate, ASL e uffici pubblici hanno alla guida persone che nel curriculum hanno prima di tutto la vicinanza e la simpatia per questo o quel partito. E spesso si tratta delle stesse persone, come nel caso di ALER Milano coi suoi 80,5 MIL EUR di debito, che si rendono responsabili di clamorosi e intollerabili danni a carico dei cittadini e per le quali, in molti casi, neanche ci si scomoda ad accertare le responsabilità.

Le poltrone sono assegnate senza alcuna valutazione di opportunità di buon governo e rispondono solo a logiche di spartizione di potere interne ai partiti. Sono sotto gli occhi di tutti i risultati e i pericoli per l'efficienza del sistema regione delle nomine partitiche.

M5S sta elaborando una proposta di legge per rendere il processo di nomina dei dirigenti degli enti pubblici totalmente orientato al bene comune, trasparente e lontano dalle logiche di partito.

Oggi l'Italia e la Regione Lombardia sono ad un punto di non ritorno, devono azzardare quel salto rispetto ad una logica passata gravemente dannosa, smontando il sistema della piovra politica i cui tentacoli si diramano in tanti settori.


Se non fosse per gli enormi interessi economici dei cittadini in gioco nell'affaire Città della salute sull'Ex Area Falk di Sesto San Giovanni, 330 milioni di euro di denaro pubblico, ci sono tutti gli elementi per una farsa.

È attesa l'annunciata firma del Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin che arriverebbe in zona cesarini per consentire alle 20 di questa sera al Consiglio Comunale di Sesto San Giovanni di deliberare la cessione dell'area.

Città della Salute è un progetto pericoloso nel quale il confine tra interessi e affarismo privato e benefici del pubblico è stato ampiamente superato. Al progetto, che si vuole su uno dei siti più inquinati d'Italia, manca una valutazione di impatto sanitario e non risponde a una coerente programmazione regionale sanitaria.

Al contrario,vergognosamente, soddisfa gli interessi della cerchia formigoniana e della longa manus di Penati. A monte del progetto ci sarebbe un sistema tangenti portato alla luce dalle denunce dell'imprenditore Pietro Di Caterina e ancora tutto da chiarire, il Sistema Sesto.

Restano poi i dubbi dei tecnici sulle possibilità di una completa decontaminazione dell'area, non c'è alcuna certezza dei tempi per la bonifica che si sovrapporrebbero all'inizio dell'edificazione della struttura. Si parla poi di una consegna dell'opera per il 2019.

Gli ospedali di Legnano, Como e Vimercate sono stati costruiti in soli 4 anni con costi di manodopera di molto inferiori.

Con l'edificazione della Città della Salute si esaurirebbero risorse per la Sanità lasciando sofferenze gravi in altre strutture ospedaliere pubbliche.

Insomma, la Regione non ha un euro per gli investimenti di edilizia sanitaria e impegna tutte le proprie risorse che realizzerà con la vendita delle aree dell'attuale Besta per una operazione dai contorni ambigui e problematici.

Questa matassa indistricabile di affarismo e interessi privati a presunto beneficio del pubblico deve essere fermata. Ci auguriamo che il Ministro della Salute e tutte le parti in causa abbiano le idee chiare su quello che stanno facendo.


In merito alle numerose email ricevute da tutti noi consiglieri, da cittadini che stanno lamentando il finanziamento di 150.000 euro per il contenimento delle nutrie approvato nella sessione di assestamento di bilancio 2013, desideriamo spiegare la nostra posizione.

Noi non vogliamo che quei soldi vengano impiegati per "sterminare" o uccidere nei modi più violenti quegli animali, ma che vengano impiegati affinché persone competenti, come biologi, ecologi e studiosi dell'ambiente trovino una serie di misure per far si che il numero dei roditori sia contenuto e che non ci sia una proliferazione eccessiva, possibile e già in atto, e che può arrecare danni soprattutto all'intero ecosistema della nostra zona.

Il tutto nel pieno rispetto degli animali. Ricordiamo che la nutria e un animale alloctono, senza predatori naturali (vista soprattutto la carenza di volpi e falchi ad esempio) immesso irresponsabilmente in un ambiente non pronto a sostenerne un numero eccessivo, pertanto misure contenitive sono necessarie, vista anche la facilità di riproduzione.

Quindi vogliamo misure non di sterminio, ma contenitive, e individuate da persone competenti (non certamente da chi non vede l'ora di premere un grilletto).


Prendiamo atto della denuncia di Maroni e cioè che Aler Milano sarebbe a rischio di insolvenza con un debito di 80,5 milioni, risultato palese di una scellerata politica delle nomine partitiche sulle quali ha responsabilità dirette il centro-destra, Lega compresa, che hanno governato la Lombardia gli ultimi vent'anni.
Invitiamo Maroni a non esitare a percorrere qualsiasi strada per tutelare gli interessi dei cittadini lombardi; valutando eventuali azioni di responsabilità verso gli amministratori e costituendosi parte civile negli eventuali processi.

Per diminuire il debito si è parlato di taglio dei dipendenti, ma i posti di lavoro vanno preservati. Ci auguriamo che siano invece decapitate le consulenze per le quali Aler Milano spende somme astronomiche. E questo è frutto di assunzioni per fini politici e sono i fatti di cronaca a dirlo. Sulle nomine la politica ha pesantissime responsabilità. Le nomine di favore non sono più tollerabili.

Fino a ieri l'orientamento del consiglio era quello di fare un agglomerato di Aler per creare un ente enorme di nome Alpe. Siamo davvero sicuri di voler proseguire sul progetto Alpe?
Una realtà come quelle di Aler Milano potrebbe compromettere tutte le altre. Movimento 5 Stelle chiede infine una azione di controllo a tappeto sullo stato di salute economico finanziaria di tutte le ALER.


Ieri, nel corso della riunione della Commissione Sanità, è stata presentata la relazione del comitato paritetico sulle funzioni sanitarie non tariffabili, finanziamenti poco trasparenti alla sanità Lombarda.

Il movimento 5 Stelle ha preso una posizione decisa nel denunciare l'incompletezza delle valutazioni presentate e ha invitato la Commissione a integrare il documento con analisi e dati più dettagliati. Da notare che le funzioni non tariffabili sono state all'origine di una serie di indagini giudiziarie, ancora in corso, a carico di noti politici e imprenditori lombardi.

Quello delle funzioni non tariffabili è un tema nevralgico: vale un miliardo di euro all'anno erogato in totale discrezionalità. Le funzioni cosiddette 'tossiche', quelle che hanno generato inchieste giudiziarie, riguardano strutture sanitarie private come San Raffaele e Maugeri.

Nessun consigliere della maggioranza, se escludiamo la Lista Maroni, era presente alla discussione. Sono assenze gravi che rimarcano ancora una volta l'ambiguità della linea politica dei partiti che evidentemente non vogliono entrare nel merito della questione. In linea con la maggioranza abbiamo assistito anche al pesante silenzio del PD.

Movimento 5 Stelle, oltre a chiedere di integrare l'analisi, ci ha tenuto a evidenziare la necessità di una totale inversione di rotta: le funzioni non tariffabili devono essere gestite con la massima trasparenza. Oggi non accade poiché i finanziamenti sono erogati, per molte funzioni, senza vincolo di destinazione e senza obbligo di rendicontazione. Sarebbe finalmente ora di chiudere un capitolo nero della sanità lombarda.


I Consiglieri regionali di Movimento 5 Stelle Lombardia ci tengono ad esprimere totale solidarietà, vicinanza e affetto al consigliere comunale di Monza del Movimento 5 Stelle Gianmarco Novi che è stato oggetto di pesanti minacce, insieme all'altro consigliere 5 stelle Nicola Fuggetta.

Il Consigliere Novi ha ricevuto una lettera anonima nella quale si legge: "Stai molto attento a quello che fai e dici sull'Autodromo di Monza. Attento a come ti muovi, sappiamo dove abiti e possiamo spaccarti le gambe quando vogliamo".

Gli avvertimenti mafiosi non fanno altro che spronare la voglia di democrazia di Movimento 5 Stelle, che respinge con fermezza qualsiasi forma di violenza e che non si farà in alcun modo intimidire. Le intimidazioni non fermeranno il rinnovamento che il Movimento 5 Stelle sta imponendo democraticamente al paese dando voce ai cittadini nelle istituzioni.

I Consiglieri di Movimento 5 Stelle Lombardia


Il Cosniglio regionale ha approvato una risoluzione per potenziare la rete di accompagnamento per le imprese in difficoltà (RAID) attraverso la realizzazione di ulteriori azioni finalizzate all'attrazione di potenziali investitori, anche tramite l'utilizzo di strumenti finanziari innovativi in raccordo con Finlombarda

Movimento 5 Stelle, che ha votato favorevolmente alla risoluzione spiega: "Abbiamo contribuito con il nostro voto favorevole e numerose proposte sui temi della sostenibilità accolte in Commissione, all'avvio di un nucleo operativo per il potenziamento di azioni a favore delle principali crisi aziendali e l'accompagnamento alla riconversione industriale di siti produttivi da parte di nuove imprese. L'urgenza di risposte politiche alla crisi è sotto gli occhi di tutti, ora è necessario che alle belle parole seguano fatti concreti".


Ieri in Ufficio di Presidenza (UdP) del Consiglio Regionale M5S ha votato contro la variazione di bilancio per spostare 200 mila euro sui patrocini onerosi.

Le iniziative per le quali dovevano essere stanziati avevano dubbio valore sociale e culturale e altrettanto dubbia rilevanza regionale.

Di conseguenza l'UdP ha pensato di rivedere i trenta patrocini onerosi da deliberare nella seduta, concedendo per alcuni solo il patrocinio gratuito, per altri rinviandoli a settembre e per il resto dimezzando i contributi, passando ad un totale di 96 mila euro stanziati, meno della metà.

M5S ha comunque votato contro tutti i patrocini onerosi, tranne uno, una gara sportiva per disabili.

Per il movimento i patrocini onerosi vanno gestiti con criteri più stringenti, trasparenti e oggettivi e non demandati ad una banale istruttoria di uffici interni priva di filtri.

M5S si è inoltre astenuto su di una delibera per una mostra fotografica ANSA sull'istituzione regionale. Pensiamo che possa essere troppo autocelebrativa del ventennio formigoniano.

La presidenza ha offerto garanzie che tutto l'Ufficio di presidenza parteciperà alla progettazione e relativa selezione delle immagini. M5S ha rilanciato proponendo in parallelo alla mostra che evidentemente si farà, un concorso fotografico sullo stesso tema per giovani fotografi.


Il 28 maggio il Consiglio Regionale lombardo impegnava la Giunta Regionale a fare il possibile, presso il Ministero competente, per la riapertura del presidio DIA di Malpensa. Il presidio era stato chiuso il 13 maggio.

Il 22 luglio il Governo, nella persona del sottosegretario Martina, è stato ascoltato dalla Commissione regionale antimafia e ha manifestato disinteresse per il presidio giustificando la chiusura per motivi organizzativi ed economici. Movimento 5 Stelle Lombardia ha considerato la giustificazione strumentale. Il 25 luglio, in Parlamento, è stato accolto un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che impegnava il governo a revocare la chiusura.

Considerato l'allarme per le infiltrazioni mafiose in Lombardia contenuto nella relazione parlamentare antimafia e del Comitato antimafia del Comune di Milano, il gruppo consigliare Movimento 5 Stelle Lombardia ha depositato una interrogazione con risposta in aula per sapere quali azioni sono state intraprese per "la riapertura del presidio di Malpensa".

Il nucleo informativo della DIA di Malpensa ha sempre garantito il contrasto alla criminalità organizzata.

Il Senato, il Consiglio Regionale della Lombardia e la relativa commissione antimafia, la commissione comunale antimafia di Milano, le associazioni, i sindacati e i cittadini chiedono la riapertura di quel presidio.

Maroni dichiarava "chiamerò il ministro Alfano e il presidente del Consiglio e dirò loro che il presidio DIA di Malpensa non deve essere chiuso. Punto".

Evidentemente le telefonate di Maroni a Roma sono andate a vuoto, al di là degli impegni che assume la sua giunta su mandato del Consiglio regionale e con il voto favorevole persino di Lega nord e Pdl.

Resta che la Lombardia è stata privata di un argine alla criminalità organizzata e alla sue possibili infiltrazioni esattamente nel momento nel quale incomincia a muoversi la macchina dei lavori di Expo. Con l'interrogazione chiediamo che Maroni si prenda le sue responsabilità, e che la Giunta intervenga rapidamente per la riapertura della DIA di Malpensa.


Non ci sorprende l'ennesimo stop alla firma definitiva sul progetto Città della Salute. L'assenza del Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin alla firma prevista per oggi è un segnale da non sottovalutare rispetto a quello che solo venerdì era un accordo già concluso.

Movimento 5 Stelle è sempre stato contrario all'opera perché è inconcepibile pensare di curare un malato di cancro in un ospedale costruito sull'Ex Falk a Sesto San Giovanni, uno dei terreni più inquinati d'Italia. Questo è quello che succederà se andrà in porto il progetto che vedrà trasferiti dal territorio milanese a quello sestese i due più grossi ospedali per la cura dei tumori e per le malattie neurologiche, l'Istituto dei tumori e il Besta. Proprio per questo i portavoce di M5S a Roma, la settimana scorsa, hanno depositato due diverse interrogazioni, una al Ministro dell'Ambiente e l'altra a quello della Salute. Che nei ministeri si siano finalmente resi conto dell'assurdità del progetto?

Abbiamo letto fiumi di inchiostro sul progetto urbanistico Città della Salute, e sui costi per la cittadinanza di circa 330 milioni di euro; purtroppo non abbiamo mai avuto il piacere di leggere uno straccio di valutazione preventiva dell'impatto sanitario dell'opera.

Non vorremmo, tra un anno, vederci costretti a dichiarare: noi ve lo avevamo detto.

Proprio per questo ribadiamo, a differenza degli esponenti del PD in consiglio regionale, il nostro no alla Città della salute: Istituto neurologico Besta e Istituto dei Tumori possono trovare facilmente una collocazione separata in edifici attualmente esistenti sul territorio. Avevamo ad esempio proposto di collocare il Besta presso spazi già disponibili presso l'ospedale Niguarda. Cemento, mattoni e consumo del suolo non sono sinonimi di salute, tantomeno se il suolo in questione è pesantemente inquinato.


Come promesso abbiamo incontrato ieri cittadini, attivisti e assessori coinvolti direttamente nella ricerca di una soluzione per gli intollerabili ingorghi sulla statale Regina.

Nonostante le vaghe dichiarazioni di Maroni che, nei giorni scorsi, ha promesso di trovare, senza però dire in quali tempi e dove, il denaro per la variante della Tremezzina, la realtà è che le risorse in regione non ci sono o sono impegnate in altre speculazioni.

L'opera faraonica poi, comporterebbe anni di scavi, detriti, cemento, occupazione del suolo, espropri e un ulteriore aggravio dei problemi di traffico con mezzi pesanti in circolazione per anni. Si prevedono quindi costi immani di costruzione e gestione dell'opera, problemi di sicurezza e problemi di circolazione delle acque.

La costa, per molti anni, diventerebbe un polveroso cantiere a cielo aperto con ingenti perdite per il turismo non recuperabili nel medio-lungo periodo.
La splendida cornice della costa lariana del Lago di Como verrebbe squarciato.

Questi aspetti non si possono certo sottovalutare tanto che la popolazione del lago rifiuta l'opera. Si potrebbero prevedere per migliorare la situazione, interventi di importi inferiori ma maggiormente mirati a sostenere la vivibilità ed il traffico dell'area.

Movimento 5 Stelle è contro la politica degli slogan e per una politica delle risposte concrete.

Nel corso dell'incontro sono emerse numerose idee, ad esempio sulla gestione del traffico, percorribili da subito. Perché non incominciare proprio da questo?

A settembre organizzeremo incontri per definire una serie praticabile di interventi concreti e in tempi certi per alleggerire il problema degli ingorghi.

Lombardia 5 Stelle