L'ospedale di Vaprio deve rimanere operativo, questa è la volontà della cittadinanza, come dimostrano le 2.500 firme raccolte in una settimana contro la chiusura di questa struttura pubblica storica e punto di riferimento per il territorio (tra i promotori della petizione la nostra candidata sindaco al Consiglio comunale di Inzago). Una richiesta che arriva direttamente dal territorio che il M5S regionale sostiene con forza. Per questo i portavoce Dario Violi e Stefano Buffagni hanno affiancato e incontrato chi, tra dipendenti e cittadini, lo scorso martedì ha protestato contro i continui tagli ai servizi e al personale causati dalle politiche di Regione e Governo.

"Ci batteremo perché vengano garantite almeno le prestazioni sanitarie minime e quelle ambulatoriali. Dopo aver parlato con la dirigenza abbiamo strappato diversi impegni tra cui l'assunzione di nuovo personale medico e radiologo e l'incremento dei servizi sul territorio, in particolare quelli relativi all'assistenza domiciliare, necessario per rispondere alla costante richiesta della fetta di popolazione più anziana e più bisognosa. Abbiamo anche strappato l'impegno dei vertici a mantenere in vita il punto di primo intervento, che purtroppo verrà ridotto dalle 24 ore attuali di attività a 12 giornaliere. Ma su questo punto continueremo a dare battaglia in Regione! La politica non può voltare le spalle a quelle che sono le reali esigenze della cittadinanza. Non possiamo permetterci di andare a depotenziare la sanità pubblica e incentivare indirettamente le strutture private. I soldi pubblici devono sostenere le strutture pubbliche, le realtà importanti come l'ospedale di Vaprio!"

Dario Violi e Stefano Buffagni - Portavoce regionali del M5S Lombardia

Iolanda Nanni, consigliere regionale pavese M5S dichiara: "La recente delibera di Giunta n. 5204 del 23 maggio 2016 che introduce il criterio "escludente" per la localizzazione di impianti di smaltimento rifiuti all'interno dell'area del Corridoio primario della RER (Rete Ecologica Regionale) relativo al torrente Staffora, di fatto reintroduce quel vincolo che un anno fa la Provincia di Pavia stralciò dal PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) e che il M5S denunciò già con un'interrogazione datata 14 maggio 2015, cioè oltre un anno fa. Il che, apparentemente, potrebbe sembrare risolutivo per il rigetto del progetto dell'impianto di pirolisi a Retorbido. Tuttavia, mentre l'Assessore Terzi canta vittoria anzitempo dichiarando di aver messo una "pietra tombale" sull'impianto di pirolisi a Retorbido, il M5S ci va coi piedi di piombo. Infatti, abbiamo immediatamente sottoposto la delibera all'esame dei nostri legali poiché riteniamo che la parola "FINE" possa essere messa solo quando la Commissione di VIA avrà decretato il rigetto del progetto e solo dopo aver esaminato su quali fondamenta giuridiche il rigetto sarà basato. Basare il rigetto dell'impianto di pirolisi sulla sola esistenza di questa delibera, infatti, espone il territorio a nuovi rischi: infatti, la società proponente potrà fare ricorso al TAR e ciò comporterà una nuova via crucis che potrà durare svariati anni.

"Proprio per questo motivo -  incalza Iolanda Nanni - abbiamo anche chiesto all'Assessorato Regionale all'ambiente di fornirci copia del parere dell'Avvocatura Regionale sull'applicabilità della DGR X-5204 emanata il 23 maggio 2016. C'è da immaginare, infatti, che la Terzi e la Giunta Regionale, prima di partorire questa delibera, si siano quanto meno premurati di richiedere all'Avvocatura un autorevole parere sia sull'applicabilità della stessa al caso Retorbido, sia sulla valutazione dei rischi e delle conseguenze in capo a Regione, in caso di ricorso da parte della IET. Il M5S si auspica che la Commissione di VIA rigetti il progetto non solo sulla base della recente delibera, ma dei numerosi criteri ostativi, nonché vizi di forma da noi evidenziati nelle quattro interrogazioni regionali depositate a partire da gennaio 2015 ad oggi.

"In altre parole - conclude Iolanda Nanni - esistono strade più solide per motivare il rigetto del progetto senza rischiare ricorsi giudiziari, basti pensare all'esempio della Provincia di Novara, che rigettò un analogo progetto di pirolisi giudicando la tecnologia della pirolisi stessa incompatibile con le norme ambientali e sanitarie, senza che la società proponente (sempre IET) facesse ricorso. A proposito, il M5S la nostra prima interrogazione, depositata il 22 gennaio 2015, cioè alcune settimane prima dell'avvio dell'iter di Valutazione di Impatto Ambientale in Regione Lombardia, allertando la Regione su questa macroscopica criticità. Come ulteriori criteri ostativi, fra i più macroscopici, abbiamo la - di fatto - natura sperimentale dell'impianto, che abbiamo rilevato nell'interrogazione depositata il 21 dicembre 2015, nonché le carenze nelle integrazioni documentali depositate dalla società proponente, da noi rilevata con la recente interpellanza datata il 20 maggio 2016. Il M5S è stata l'unica forza politica a rilevare tecnicamente tali e tante criticità sul progetto di pirolisi e lo ha fatto sempre nero su bianco con azioni istituzionali regionali depositati agli atti e consultabili sul sito del Consiglio Regionale, ricevendo dall'Assessorato Ambiente sempre risposte evasive e superficiali nel merito. Come M5S, auspichiamo quindi che ora Regione indirizzi in modo deciso la Commissione VIA a rigettare il progetto non solo sulla base della recente delibera, ma anche e soprattutto sui ben più solidi criteri ostativi da noi già evidenziati in quest'ultimo anno e mezzo al fine di scongiurare il rischio di ricorsi giudiziari."

Iolanda Nanni - Portavoce Regionale del M5S Lombardia

La grande quantità di diossina emessa nel disastro ICMESA il 10 luglio 1976 non avrebbe prodotto conseguenze sanitarie. E' quanto si desume leggendo alcuni articoli comparsi sulla stampa locale negli ultimi giorni relativi a un convegno che si è tenuto in Brianza proprio sul tema.

Per Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia: "Non è la prima volta che in Brianza si tenta di edulcorare la realtà dei fatti riguardo problemi ambientali. Gli studi pubblicati dopo Seveso dimostrano che gli effetti sanitari sono stati reali e significativi. Quando si parla di eventi che hanno inciso, letteralmente, sulla pelle delle persone, qualsiasi semplificazione o banalizzazione giornalistica è semplicemente inaccettabile".

Il M5S ha chiesto un approfondimento a Federico Balestreri, medico e membro del Comitato Scientifico dell'Associazione Internazionale dei Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, che era presente al convegno. Le sue conclusioni sono molto diverse rispetto a quanto riportato dalla stampa locale:  "Bisogna tenere presente - spiega - che sono stati presentati i dati di una esposizione acuta a diossina su un limitato di persone, meno di 3000 persone nella zona A. Inoltre le precauzioni messe in atto al momento dell'incidente hanno sicuramente contribuito ad una riduzione significativa degli impatti. Non sono stati valutati nello studio gli eccessi sia per LNH (Linfomi non Hodgkin) che per STM (Sarcomi tessuti molli), tumori caratteristici delle diossina.

Vi è stato invece incremento significativo di mortalità per alcuni tumori, e per malattie cardiovascolari e Respiratorie".

Per Balestreri: "l'incremento di malattie vascolari dovute allo stress, mi sembra abbastanza fantasiosa, anche perché avrebbero dovuto verificarsi nei primi mesi dell'evento e non spalmate sull'arco dei 40 anni.  Invece è stato molto significativo il rilievo dell'inversione nel rapporto maschi/femmine alla nascita, dimostrazione se mai ce ne fosse bisogno degli effetti endocrine disruptor delle diossine. Pertanto se affermare che a Seveso oggi si muore ancora di diossina non è corretto, sarebbe altrettanto fuorviante minimizzare i risultati dello studio, che rappresenta comunque una analisi unica nel suo genere. Sarebbe interessante monitorare l'incidenza delle patologie di interesse sulle seconde e terze generazioni degli esposti. Le esposizioni croniche a basse dosi, hanno impatti di tipo sicuramente diverso da una esposizione acuta per un brevissimo periodo di tempo. In ogni caso nella zona è sicuramente auspicabile che si eviti di emettere altre diossine, soprattutto come nel caso degli inceneritori, quando non ve ne è alcuna necessità, avendo oggi a disposizioni tecnologie alternative meno impattanti per lo smaltimento dei rifiuti".

Ieri 24 maggio 2016, una delegazione composta da alcuni Rappresentanti del Comitato Spontaneo Permanente Ospedale C. Ondoli  , da alcuni Amministratori Locali e dal Consigliere Regionale M5S Paola Macchi si è recata in visita presso l'Ospedale di Angera per incontrare il Personale Medico e ascoltare le loro problematiche.

Particolare attenzione è stata posta al Punto Nascite del Nosocomio Angerese e alla sua importanza vitale che si ripercuote su tutta la Struttura Ospedaliera.

La visita trova spunto dal Progetto di Legge che il Consigliere Regionale Paola Macchi ha depositato in Consiglio Regionale lo scorso 16 Aprile con la quale è stato chiesto che l'Ex Distretto ASL di Sesto Calende , che per l'attuale riforma del Sistema Sanitario dipende  dall'ASST dei Sette Laghi cioè Varese, ritorni con il suo Ospedale di riferimento, quello di Angera , sotto l'ASST della Valle Olona , cioè Busto Arsizio.

La visita ha permesso semmai ce ne fosse ancora bisogno, di rimarcare l'assoluta necessità dell'importanza strategica del nosocomio angerese da una parte e, dall'altro, la conferma che il punto nascite trova risposta anche da parecchi cittadini provenienti da comuni al di fuori della Regione della Lombardia , che non fa altro che confermarne la piena operatività e la sua funzionalità.

Il Comitato Spontaneo Permanente ringrazia il Consigliere Regionale Paola Macchi per il progetto di legge depositato e per l'interesse continuo dimostrato verso l'Ospedale di Angera.

Nel frattempo il Comitato Spontaneo continua la petizione di firme  iniziata un paio di mesi fa tra i Comuni che usufruiscono dei servizi ospedalieri ( ad oggi siamo a quota 4700 ). E prossimamente altre iniziative seguiranno per non far andare nell'oblio la questione del nostro Ospedale cittadino.

Comitato Spontaneo Permanente

Sono stati aperti due bandi per il Fast Post Expo. Il primo riguarda la locazione del Cluster dei Cereali e scadrà il 30 maggio; il secondo ha come oggetto l'organizzazione, il coordinamento, la realizzazione e la promozione degli spettacoli all'Open teathre e ha come termine di presentazione delle offerte il 15 giugno. I due bandi seguono quello, chiuso da poco, che ha affidato la risrotrazione.

Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Possibile che l'Open teathre apra domani con Bocelli e il bando per il coordinamento degli spettacoli chiuda il 15 giugno? Possibile che questo week end il sito Expo, almeno una parte, riaprirà, e il Cluster dei cereali sarà affittato solo dopo il 30 maggio? Con Expo e dintorni siamo sempre fermi lì a una gestione che più dilettantesca di così si muore.

Manca un giorno all'apertura, non esiste un quadro economico dettagliato dei costi, ma una stima di 79 milioni di euro di spesa per iniziative ancora da affidare. Vorremmo proprio sapere a chi saranno affidate, anche perchè Arexpo non ha ancora firmato il Protocollo di Legalità come chiesto da una risoluzione del M5S approvata all'unanimità dal Consiglio regionale. Eppure a dicembre il M5S Lombardia aveva incontrato il Prefetto Marangoni che si era impegnato a non far pubblicare bandi senza la sottoscrizione. Non basta: i bandi in capo a Expo sono passati ad Arexpo senza alcuna valutazione e gli aspetti di compatibilità ambientale e di rischio di incidenti gravi sono ignorati. Abbiamo rivolto per tempo queste obiezioni in Regione senza ottenere alcuna risposta se non un silenzio grave. L'unica cosa certa è che altri milioni di euro di fondi pubblici verranno gettati in un cantiere di padiglioni smantellati e dal futuro ancora incerto".

"La Regione Lombardia ha avvallato ogni decisione presa dall'amministrazione di Como, che di fatto agiva su delega della Regione. Le dichiarazioni di Maroni sono solo una perdita di tempo e un tentativo maldestro di scaricare e negare responsabilità condivise. Como ha bisogno del suo lago, ha bisogno che vengano intraprese strade che superino il blocco burocratico creato dalla politica di destra e di sinistra. La questione va risolta con urgenza: questa follia nota sotto il nome paratie non avrebbe dovuto nemmeno avere inizio. Domani ci sarà un incontro con chi ha il mandato per gestire l'opera inutile. Ci auguriamo che serva più delle parole di Maroni che di fatto rimanda ogni possibile intervento aspettando ANAC. Le paratie sono di difficile soluzione e una gatta da pelare, che scotta a pochi giorni dalle amministrative, meglio rimandare?", così Luca Ceruti e Stefano Buffagni, rispettivamente portavoce comunale e regionale del M5S.

Domani, in Regione Lombardia è stata convocata la conferenza dei soggetti interessati alle richieste di ampliamento del Centro Commerciale Carosello di Carugate.

Stefano Buffagni, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: "Il Consiglio Regionale ha già preso una chiara posizione sul tema a favore della tutela del piccolo commercio e dell'ambiente. In un periodo di forte crisi economica come questo ampliare ulteriormente i centri commerciali è un controsenso rispetto alle linee guida decise dalla Lombardia. Auspichiamo che il sottosegretario Nava rispetti il mandato che il Consiglio regionale e i cittadini gli hanno dato".

 

 

MILANO, 23 MAG - "Riguardo alla discussione in corso sulle aree vaste è fondamentale chiarire quali funzioni avranno e soprattutto quali risorse avranno a disposizione. Ai tavoli fino ad ora organizzati tutto ciò non è stato chiarito a fondo. Sono d'accordo con l'idea di non perdersi nella discussione sui confini. Per quanto riguarda il mantovano, il cremonese e il cremasco a mio parere sarebbe utile capovolgere il discorso e insistere prima sulla definizione delle zone omogenee, così come anche la legge regionale prevede, ed individuate anche dai sindaci mantovani (Oltrepò, Alto mantovano, Grande Mantova e Oglio Po). Alleggeriamo l'area vasta e lasciamo che le zone omogenee possano gestire alcune funzioni con chi territorialmente gli è più vicino e congeniale. Questa pianificazione potrebbe travalicare, per alcune funzioni, i confini territoriali delle attuali provincie ed anche dei fantomatici cantoni. Il governo del territorio che oggi è funzione dei comuni, per esempio, potrebbe essere una funzione della zona omogenea, mentre la pianificazione delle infrastrutture prioritarie sulle quali investire sarebbe prerogativa della più grande area vasta".

Il bilancio preventivo 2016 ha confermato l'intenzione di questa amministrazione di alienare totalmente le azioni A2A in suo possesso.

Tale vendita comporterà non solo una minusvalenza di centinaia di migliaia di euro dato che le quotazioni attuali sono circa il 50% del valore di acquisizione, ma anche la rinuncia ai dividendi annuali (nel 2016 varranno circa 400000 euro, una cifra che avrebbe fatto comodo in parte corrente).

Il movimento 5 Stelle Varese ha già da tempo e ripetutamente denunciato questo fatto ma evidentemente non è servito a far cambiare idea all'attuale amministrazione, che ha finanziato con queste risorse diverse opere (alcune necessarie, per carità) nell'ultimo anno, casualmente a ridosso delle elezioni.

Prima queste azioni erano servite per far "quadrare" il bilancio, come nel 2014, anno in cui erano state vendute azioni a fine anno, in extremis, per far fronte ad un mancato introito dalla Provincia.

Un periodo difficile come quello attuale consiglierebbe prudenza, ma, alla fine, l'importante è vincere le elezioni.

M5S Varese

Viadana: restitution day

 

"Noi siamo quello che facciamo, manteniamo le promesse: in campagna elettorale avevamo detto che il gettone di presenza lo avremmo restituito ai cittadini sottoforma di finanziamento all'asilo nido comunale e cosi abbiamo fatto".

Cosi il consigliere Teveri sintetizza l'iniziativa del M5S Viadana. Nei primi sei mesi di mandato i consiglieri Alessandro Teveri e Monica Susy Foti hanno accumulato 224,12 Euro netti di gettone di presenza che spettano in qualità di consiglieri comunali.

Continua Teveri: "I consiglieri comunali prendono circa 18 euro a consiglio comunale, noi abbiamo deciso di restituirli perchè sono soldi pubblici e riteniamo che il ruolo di consigliere comunale sia come il ruolo di qualsiasi volontario di associazione, lo si fa per passione civica verso la propria comunità. Ci tengo a ribadire che questa non è una beneficenza, ma una restituzione di soldi pubblici".

Spiega successivamente la consigliera Monica Susy Foti : "Se tutti i consiglieri avessero approvato la nostra mozione che chiedeva di creare una voce di capitolo a bilancio per finanziare scuole di competenza comunale  e dove lasciare volontariamente  il gettone di presenza, in una intera legislatura l'asilo nido comunale avrebbe potuto usufruire fino a circa 30.000 euro per progetti didattici, lavoretti, piccole manutenzioni e materiale didattico. Purtroppo la mozione fu bocciata da tutto il consiglio ma noi non molliamo di un centimetro e con coerenza restituiamo soldi pubblici a un ente di competenza comunale, che abbiamo individuato assieme agli attivisti nell'asilo nido comunale Crescere. "

Conclude poi la consigliera Foti: "In base alle esigenze della scuola e assieme alla coordinatrice dell'asilo, abbiamo concordato che con i soldi dei primi 6 mesi di mandato finanzieranno parte dei libretti-ricordo che ogni fine anno testimoniano in modo emozionante lo splendido lavoro didattico che portano avanti le insegnanti assieme ai bimbi. Per i prossimi 6 mesi di mandato pensiamo di finanziare un corso didattico che individueranno le stesse insegnati."

 

 

Dall'analisi della valutazione di impatto sanitario (VIS), depositata dalla IET a fine marzo scorso, emerge che la stessa è incompleta e deficitaria: per questo il M5S Lombardia ha fatto partire un'interpellanza (scarica qui), a prima firma della Consigliera regionale pavese Iolanda Nanni, che chiede nuovamente il rigetto del progetto. La consigliera continua caparbiamente la battaglia contro l'inceneritore, depositando il quarto atto istituzionale che evidenzia nuove gravi criticità.

Iolanda Nanni dichiara: "Da gennaio 2015 a oggi, con quattro interrogazioni, il M5S ha evidenziato che il progetto dell'inceneritore di Retorbido fa letteralmente acqua da ogni parte. Oggi è emersa una ennesima criticità: infatti le integrazioni fatte dalla IET sulla valutazione di impatto sanitario, affidata all'Istituto IRCCS Mario Negri, risultano incomplete e deficitarie. E' gravissimo che la IET, che ha avuto a disposizione oltre un anno per farlo, non sia stata in grado di fornire una documentazione completa ed esaustiva sulle emissioni pericolose. L'Istituto Mario Negri, incaricato dalla IET, dichiara chiaramente di aver fatto un'analisi solo parziale, riservandosi di effettuare un secondo approfondimento per giugno 2016, oltre quindi i tempi prescritti dalla legge, già ampiamente scaduti.

"L'Istituto Mario Negri dichiara esplicitamente che lo studio avverrà in 2 fasi, la seconda delle quali terminerà a giugno. Ergo, di conseguenza, questo studio ambientale e sanitario è solo l'anticipazione di uno studio futuro, è un documento incompleto. In altre parole, alle richieste di integrazioni di Regione Lombardia,i cui termini temporali per le risposte sono scaduti oltre un mese fa, IET risponde con integrazioni esplicitamente incomplete sotto il profilo sanitario ed ambientale con la "promessa" di integrarle a giugno, cioè oltre i termini di legge. Tanto basterebbe per rigettare il progetto. Cito testualmente quanto scritto, nel proprio documento di analisi, dall'Istituto Mario Negri:

"Lo studio si attuerà in due fasi sequenziali, una prima fase che terminerà il 25 marzo 2016, e che si baserà su i dati forniti dalla società proponente lo studio entro il 8-10 marzo 2016 (presumibilmente limitatamente alla principale emissione aeriforme canalizzata); ed una seconda fase che prenderà in considerazione eventuali altri scenari emissivi-immissivi e/o altri impatti che durante lo studio non siano stati presi in considerazione e si rilevassero, a nostro giudizio, non trascurabili. La seconda fase dello studio potrà terminare entro giugno 2016".

"Nell'interpellanza, chiediamo a Regione di rigettare il progetto, essendo scaduti tutti i termini per IET per presentare integrazioni ed avendo la stessa depositato un'analisi incompleta e parziale sugli impatti sanitari e ambientali delle emissioni. La normativa infatti prescrive che tutte, nessuna esclusa, le emissioni inquinanti e potenzialmente pericolose per la salute debbano essere analizzate nell'iter di autorizzazione, con tempi certi e scadenze perentorie. La normativa pertanto non consente alla società proponente di depositare valutazioni di impatto sanitario che analizzino solo in parte le emissioni pericolose, trascurandone altre con un generico rimando al domani, chissà quando. Tempo scaduto: è ora di tirare i remi in barca: i tecnici di Regione Lombardia hanno davanti una sfilza talmente lunga di criticità macroscopiche che dovrebbero essere ciechi per non essersene ancora accorti."

"Il M5S è stata la prima forza politica ad attivarsi in Regione sul caso di Retorbido: ho presentato la prima interrogazione a gennaio 2015 e ad oggi siamo a quattro azioni istituzionali a mia prima firma, in ognuna delle quali ho elencato tutte le gravi criticità riscontrate dall'analisi del progetto, fra cui l'inadeguatezza della tecnologia di pirolisi, al bando in tutta Europa, la presenza di una Rete Ecologica Regionale, tanto per citarne un'altra delle tante: l'impianto infatti è localizzato in un corridoio primario della Rete ecologica stessa. Abbiamo fatto inoltre presente la carenza della documentazione IET sugli effetti cumulo dell'inquinamento, da cui la nostra Provincia è già martoriata essendo la seconda in Italia per morti da inquinamento ambientale. C'è tutta una serie di motivi per essere contrari al progetto: tutti questi motivi, fondati a norma di legge, sono stati sollevati dagli atti istituzionali del M5S Lombardia. Ora, con quest'ultima interpellanza, chiedo nuovamente a Regione di chiudere l'iter e rigettare il progetto. Questo iter autorizzativo è un colabrodo che fa acqua da tutte le parti, è ormai insostenibile portarlo a fronte di tutte le criticità emerse, denunciate e palesi da oltre un anno. Chiediamo quindi che Regione Lombardia chiuda l'iter e rigetti il progetto, sia per rispetto della normativa vigente, sia per dare una risposta credibile alla grandissima mobilitazione dei cittadini informati e preoccupati per la minaccia di devastazione del loro territorio.".

 

Bruxelles, 20 maggio 2016 - Sono in arrivo nuove misure nei confronti dell'Italia per i superamenti dei limiti giornalieri e annuali di PM10 e NO2 previsti dalla normativa europea (Direttiva 2008/50/CE). L'ha annunciato Karmenu Vella (Commissario europeo per l'Ambiente) rispondendo a un'interrogazione di Eleonora Evi.

"Al netto delle peculiarità morfologiche e meteoclimatiche della Pianura Padana, che rendono molto difficoltoso affrontare il problema dell'inquinamento atmosferico da polveri sottili, è del tutto evidente che le misure adottate dalle Regioni si sono rivelate totalmente fallimentari" - dichiara Evi.

La portavoce Cinque Stelle condanna con forza il Governatore Maroni, la politica "fantasma" del Ministro Galletti ed il continuo rimpallo di responsabilità tra le Regioni e il Governo centrale: «il Piano per la qualità dell'aria in Lombardia, ad esempio, è uno scherzo. Estremamente costoso, non ha funzionato. E che dire dell'Accordo di programma per le Regioni del Bacino Padano? Sembra sia rimasto solamente sulla carta. Nel frattempo sono usciti i dati dell'Agenzia europea per l'ambiente sulle morti premature causate dall'inquinamento dell'aria, che segnano un record in negativo per l'Italia (84.800 decessi solo nel 2012). Ma i nostri amministratori si sono limitati a convocare vertici straordinari e sull'onda dell'emergenza di fine 2015 hanno solamente preso misure eccezionali in alcune grandi città. Di soluzioni strutturali, tuttavia, nemmeno l'ombra.»

Per Gianmarco Corbetta, capogruppo regionale del M5S Lombardia: "Quando a rischio è la vita stessa dei cittadini, le istituzioni dovrebbero fare ogni sforzo per risolvere i problemi. Ad oggi invece il Piano Regionale per la Qualità dell'Aria in Lombardia e gli accordi con le altre regioni del Nord non hanno prodotto nessun risultato apprezzabile. La qualità dell'aria che respiriamo deve diventare un tema prioritario nell'agenda politica della Regione, con ingenti investimenti economici per provvedimenti strutturali (sostituzione caldaie, trasporto pubblico, mobilità elettrica)".

In risposta all'interrogazione del Movimento Cinque Stelle, la Commissione europea fa sapere innanzitutto che l'Italia ha trasmesso con grande in ritardo (il 30 novembre 2015 e il 4 febbraio 2016) i dati per l'anno 2014, che erano invece attesi per il 30 settembre 2015. Inoltre, secondo la Commissione, che comunque osserva una tendenza alla diminuzione delle concentrazioni degli inquinanti, i superamenti dei valori limite sono continuati in numerose "zone di qualità dell'aria" - tra cui quelle della Pianura Padana - rendendo così necessario il proseguimento delle infrazioni in corso, affinché sia garantito il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE in tutte le Regioni italiane.

Per il testo dell'interrogazione:

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2016-002440+0+DOC+XML+V0//IT&language=it

Per la risposta all'interrogazione:

http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2016-002440&language=IT

Il M5S Lombardia ha depositato un'interrogazione sui gravi problemi di gestione della Villa Reale di Monza. Il complesso è affidato a diverse società (tra concessioni e sub concessioni) e, dalle recenti notizie apparse sui media locali, emerge la percezione di un governo del bene storico-culturale molto frammentario, conflittuale ed eccessivamente orientato a logiche di profitto.

Il complesso è stato affidato in gestione per 20 anni a un privato, Nuova Villa Reale di Monza S.p.A., che ha dato vita alla società Cultura Domani S.r.l. per la gestione del secondo piano nobile, dedicato alle mostre. Il primo piano nobile (con il monumentale Salone delle Feste e le sale di rappresentanza) fino a qualche giorno fa era occupato dal sub-concessionario Vision Plus, mentre il sottotetto ospita in affitto, la Triennale di Milano con il Museo del Design. Infine, il piano terra è occupato dal ristorante della società sub concessionaria "Le cucine di Villa Reale". E' notizia recente che la Vision Plus ha ricevuto lo sfratto per problemi legati al pagamento del canone di concessione a Nuova Villa Reale di Monza S.p.A., la quale, a sua volta, per contenziosi legati ad alcune sponsorizzazioni, ha portato in tribunale il Consorzio della Villa Reale e Parco di Monza, l'ente che rappresenta i proprietari pubblici del bene storico (Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Comune di Monza e Comune di Milano).

Per Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia: "Siamo di fronte ad un assetto organizzativo che non è certo adeguato a valorizzare al meglio il preziosissimo complesso monumentale ed ambientale della Villa Reale di Monza; sembra più la gestione di un condominio, dove gli inquilini litigano tra di loro e fanno causa al proprietario del bene!

Con l'interrogazione chiediamo che la Regione, maggior finanziatrice del recupero e restauro della Villa, intervenga presso il Consorzio perché sia garantita una programmazione coordinata che valorizzi il patrimonio pubblico. Devono essere messe in campo attività di controllo nei confronti delle attività svolte dal concessionario e dai sub concessionari e definite direttive d'indirizzo per evitare il caos gestionale di questi ultimi tempi. Abbiamo ipotizzato l'istituzione di un curatore di comprovate capacità tecnico-scientifico per la salvaguardia e la fruizione pubblica dell'intero patrimonio culturale. La Regione, tramite il Consorzio, deve prendere in mano la situazione ed essere più incisiva: Villa Reale è un bene pubblico, una gestione caotica e eccessivamente orientata al mero profitto non depone per il futuro di una risorsa strategica, dal punto di vista culturale ed turistico, per Monza".

"L'Olona è un grande malato, ormai sono anni che si parla delle cause dell'inquinamento del fiume e delle soluzioni che possono essere applicate. Il sopralluogo e l'incontro con amministratori locali, associazioni, ATO, Provincia e i numerosi intervenuti alla sede dell'Associazione Contrada dei Calimali a Fagnano Olona è stato sicuramente interessante anche per i numerosi suggerimenti d'interventi concreti pervenuti. A quasi tre anni dall'approvazione in regioone della risoluzione sull'Olona, non si sono però ancora visti risultati concreti di miglioramento della qualità delle acque. Ci aspettiamo ora che si continui, anche dopo le elezioni, a mantenere alta l'attenzione sugli interventi possibili sulle acque del fiume. Sappiamo bene che esiste una annosa problematica di monitoraggio degli scarichi e di scarichi di cui è stata rinnovata la deroga nel corso degli anni. Ho richiesto al Presidente Marsico che la Commissione Ambiente faccia prima il punto della situazione, verificando che tutti gli amministratori abbiano trasmesso i dati inerenti agli scarichi nei propri comuni, e che i dati riguardanti i permessi di costruzione degli scarichi vengano incrociati con il tipo di liquame che le ditte intendono scaricare; una volta presa visione della situazione, si potrà cominciare davvero a fare una lista di priorità d'interventi e coordinarli in modo da renderli efficienti", così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia

E' stata approvata in Commissione regionale territorio una risoluzione che impegna la Regione Lombardia ad attivare un accordo di programma per la riqualificazione del sito dell'UNESCO di Villaggio Crespi D'Adda a Capriate S. Gervasio (BG). La risoluzione, presentata dalla Lega Nord, assume l'impegno di una mozione depositata dal M5S il 31 marzo 2016.

Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia: "E' una risoluzione che va nella giusta direzione. La riqualificazione dell'area è fondamentale e mi auguro che l'intervento della regione metta fine alle pressioni indegne che l'amministrazione comunale ha subito negli ultimi mesi solo perché ha anteposto l'interesse pubblico a qualsiasi altro tipo di interesse. Credo sia fondamentale valutare l'impatto viabilistico sul territorio per preservare la qualità della vita dei cittadini che vivono in quelle zone e, allo stesso modo, rendere l'area fruibile a quanti più visitatori possibili. Il turismo è una risorsa per la bergamasca, ma non deve diventare un ostacolo per il benessere dei cittadini".

"Sullo stoccaggio delle scorie radioattive, le dichiarazioni del Sindaco Lorena di Parona, primo responsabile della saluta pubblica, non ci soddisfano. Lorena deve mostrare le carte e la documentazione che attesti nero su bianco che quel sito è a norma è che non c'è alcun rischio per la popolazione. Ma non può farlo perché quella documentazione evidentemente non c'è.

Da una parte, Lorena afferma che non ci sono rischi per l'ambiente, dall'altra sostiene che l'azienda sta ancora aspettando il nulla osta per lo stoccaggio temporaneo. La cittadinanza deve avere le prove che quel sito è a norma, cosa che non è, e che non c'è alcun pericolo di radiazioni per la popolazione, soprattutto per quanto riguarda la dispersione delle polveri radioattive dato che l'alluminio contaminato dal 2011 ad oggi non è ancora stato incapsulato nel cemento, come prevede la legge. In assenza dell'incapsulamento nel cemento, i rifiuti radioattivi sono semplicemente accatastati nel capannone senza che siano rispettati i requisiti legali per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi.  Il Sindaco lo sa? Sicuramente sa che quei rifiuti radioattivi sono lì dal 2011 e che nè la precedente amministrazione nè la sua hannomosso un dito per informare puntualmente i cittadini e mettere a disposizione tutta la documentazione: urge invece che si tenga un'assemblea pubblica in cui informare i cittadini sulla situazione.

Infine, il Sindaco fa riferimento a dichiarazioni di ARPA sull'assenza di rischi, ma sono solo parole. Agli atti non c'è alcuna analisi di ARPA in contraddittorio rispetto alle auto-certificazioni della società, nè un analisi sui rischi di dispersione delle polveri, che ho richiesto con interrogazione regionale per colmare l'estremo e gravissimo ritardo con il quale le Istituzioni si stanno attivando sul caso", così Iolanda Nanni, consigliere regionale del M5S Lombardia, che nei giorni  scorsi ha sollevato in Regione il caso dello stoccaggio non a norma di scorie radioattive a Parona, in provincia di Pavia

 

"Ci siamo astenuti in Ufficio di presidenza e in commissione sul rendiconto 2015 del Consiglio Regionale per la spesa sui patrocini per i quali lo scorso anno l'UdP ha deliberato piu di 320.000 euro, col mio voto sempre contrario.

Per noi i patrocini con contributo sono mance clientelari della politica sul territorio. Abbiamo proposto di eliminarli definitivamente. Sul bilancio regionale si può risparmiare di più anche un generale per le spese per eventi e missioni all'estero ", così Eugenio Casalino, consigliere segretario alla Presidenza del Consiglio regionale del M5S Lombardia, commenta l'approvazione della commissione Bilancio di Palazzo Pirelli al rendiconto 2015 del Consiglio regionale della Lombardia.

La lista "La Svolta" che si è presentata per le elezioni amministrative a Gropello Cairoli (PV) con nel proprio logo elementi grafici riconducibili al Movimento 5 Stelle, non è in alcun modo legata al Movimento 5 Stelle.

Nessuno dei candidati di quella lista ha alcuna rappresentatività nel M5S, ne - qualora eletto - potrà mai rivestire il ruolo di portavoce M5S o parlare a nome o per conto del Movimento. Il M5S reputa la presentazione di quel logo un tentativo di make up elettorale per fuorviare, anche solo per associazione di idee, i cittadini di Groppello Cairoli. Il M5S adotterà tutte le azioni opportune atte a evitare che siano fuorviati i cittadini da parte di liste e candidati che, utilizzando la buona fede degli elettori, adottino loghi per accaparrarsi voti del M5S o millantino sui territori una qualsivoglia rappresentatività all'interno dello stesso. Il Movimento 5 Stelle si presenta ufficialmente alle amministrative con propria lista certificata. In Provincia di Pavia, si presenta solo nel Comune di Garlasco. Eventuali altre liste con logo contenente richiami al M5S non sono in alcun modo riconducibili al Movimento

Iolanda Nanni Consigliere Regionale Pavese del M5S

 


"Il 18 maggio del 1939, nasceva Giovanni Falcone. E proprio oggi leggo frasi gravissime del candidato sindaco Parisi sulle commissioni antimafia e sulla loro inutilità. Sostenere che "le mafie vanno sconfitte con interventi decisi delle forze dell'ordine" significa portare avanti quell'attività di rimozione delle responsabilità di tutti nel lottare contro le mafie. Evidentemente al candidato di centro destra piace l'idea di tornare agli anni '80 in cui erano sempre e solo "altri" a dover combattere. Sfugge decisamente a Parisi che le mafie si sconfiggono con la prevenzione. L'importante ruolo di repressione deve essere supportato dalla prevenzione e dallo sviluppo della cultura antimafiosa. Ed è decisamente vergognoso questo atteggiamento che torna alla Grande Rimozione, gli infiniti studi di esperti e casi giudiziari dimostrano che serve una politica che prenda le distanze dalle mafie. Come componente della Commissione antimafia regionale, nonché relatrice della Legge regionale antimafia, chiedo al candidato sindaco Parisi di fare un corso accelerato sulle mafie e mi offro volontaria per insegnargli qualcosa. La prima lezione per il candidato Parisi la dedicherei alle amministrazioni politiche franate per vicende di mafia, a partire da quella del centro destra che governava in Regione.
Passo gran parte del mio tempo a fare convegni antimafia e ripeto fino alla nausea ciò che ci insegnano gli esperti: se non si conosce il nemico, come opera, come interviene nel tessuto legale e illegale, come usa per i propri fini politici, imprenditori, professionisti, funzionari pubblici e semplici cittadini, senza questa conoscenza, come ha dimostrato Parisi, si scende in campo per giocare a calcio usando le mani e si viene espulsi subito, facendo vincere a tavolino la squadra dei mafiosi. Chiedo a Parisi se davvero è intenzionato a fare antimafia come eventuale sindaco di Milano o se pensa di giocare a calcio usando le mani per lasciar vincere l'avversario. E chiedo anche a tutti gli altri candidati sindaco di esprimersi in maniera chiara su questo tema. Dimostrate di conoscere il tema, senza ipocrisie."

Portavoce Regionale del M5S e membro della Commissione antimafia in Regione Lombardia

 

Brescia, 18 Maggio - I consumi dei bresciani sono in stagnazione, mentre le aree commerciali continuano la loro immotivata espansione, una contraddizione in termini. In effetti i risultati sono sotto gli occhi di tutti, i centri commerciali si cannibalizzano l'un l'altro tra continue chiusure e fallimenti dei negozianti.

Chi ne paga le conseguenze sono i cittadini che vedono il loro territorio martoriato da colate di cemento, lavoratori della grande distribuzione sempre più precari, piccoli commercianti di paese fortemente danneggiati dalla selvaggia concorrenza e in conseguenza di ciò i centri abitati si vedono svuotarsi inesorabilmente.

In questa vicenda preoccupa inoltre l'eventuale misura compensativa della Moretti S.p.a. - proponente della variante al PGT del Comune di Erbusco - di trasferire nella ex cava Noce le terre e rocce da scavo estratte nell'ambito dell'ampliamento del centro commerciale. Di circa 80.000 mc di materiale da scavo, ci si chiede in quale modo si riuscirebbe a creare un cosiddetto "recupero ambientale" se la  cava, per essere riempita, ne dovrebbe contenere almeno 1.100.000 mc? Per i rimanenti 1.020.000 mc, quale tipo di materiale verrebbe conferito?

Per queste e mille altre ragioni i parlamentari bresciani del M5S sostengono, insieme a molti erbuschesi, il fronte del "NO" al voto referendario indetto dall'amministrazione di Erbusco per far esprimere la cittadinanza rispetto alla proposta di ampliamento del centro commerciale "Le Porte Franche" avanzato dalla Moretti S.p.a..
Il M5S è impegnato con gli attivisti locali con dei banchetti in tutti i weekend di maggio e in tutto il paese, per informare la cittadinanza dell'ennesimo scempio in corso e per promuovere l'affluenza alle urne con l'obbiettivo di raggiungere il quorum fissato al 30% rispetto agli aventi diritto al voto.

Mentre domenica 22 maggio, dalle ore 15, si svolgerà una grande Agorà pubblica, che avrà  luogo con molta probabilità in Via S. Giorgio, 15 - Villa Pedergnano - Erbusco, nel parcheggio del bar dell'oratorio.

Saranno presenti i portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati Claudio Cominardi, Tatiana Basilio e Dino Alberti; Vito Crimi per il Senato; la consigliera del Comune di Gussago Mara Rolfi e Marco Dotti del Comitato di tutela ambientale di Villa Pedergnano.

I portavoce bresciani del MoVimento 5 Stelle
Claudio Cominardi
Tatiana Basilio
Vito Crimi
Dino Alberti
Mara Rolfi