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La speranza che la Casta abbia capito la lezione impartitale dai cittadini è dura a morire. È più forte di noi. Un istinto quasi materno ci porta a credere che i nostri politici siano recuperabili, che un giorno ritroveranno il lume della ragione.
Poi, in un sol giorno, ci vomitano addosso una valanga di abusi di potere tale da far esaurire il senso di vergogna nazionale. E ci si rende conto che di quella lezione non hanno capito niente, che è già un ricordo, sepolto chissà dove. Il bollettino di guerra in questi giorni è impietoso.
L'Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM) vede le sue poltrone distribuite fra i partiti ed assegnate senza né meriti, né competenze
Il Senato respinge con voto segreto la richiesta d'arresto per il senatore Sergio De Gregorio, accusato di una truffa da 23 milioni di euro nell'inchiesta sul giornale "L'avanti", in cui è indagato anche l'ex direttore Valter Lavitola.
Infine, la Regione Lombardia respinge la mozione di sfiducia ai danni del governatore pluri-illegittimo Roberto Formigoni, presidente di una giunta falcidiata da indagini per illeciti vari.
La ciliegina sulla torta la mette il capogruppo del PD in Regione, primo firmatario della mozione: era assente alla votazione perché in vacanza. Il vento sta cambiando, anzi è già cambiato.
I cittadini sono stanchi, svuotati. La schiena, da dritta che era ha cominciato ad incurvarsi, fino a costringerci ad inginocchiarci e a ritrovarci per terra, schiacciati dal peso di una classe dirigente inadeguata, incompetente, irresponsabile, evolutasi negli anni in una Casta autoreferenziale di privilegiati e autonominati che si ritengono superiori alla legge, alla morale.
Formigoni è Presidente della Regione Lombardia dal 23 aprile 1995, malgrado una legge nazionale stabilisca un limite massimo di due mandati. Ciò è stato possibile perché la Regione non ha mai recepito la legge e mai la recepirà, fino a quando avrà vita il "Regno Formigoni". D'altronde è inutile chiedere ad un virus di auto debellarsi.
Ma è bene ricordare anche l'impegno e l'accondiscendenza del PDmenoL nell'aver trasformato in realtà il sogno di Don Roberto: con quale faccia la presunta opposizione avrebbe mai potuto opporsi, considerato che in Emilia Romagna il governatore PD Vasco Errani vanta lo stesso impero di Formigoni?
Il consiglio regionale ha al suo interno 10 membri tra indagati e arrestati, di cui ben 4 sono componenti dell'ufficio di Presidenza. Lo stesso Formigoni ha parecchio da spiegare in merito ai suoi rapporti con personaggi attualmente al centro di inchieste giudiziarie, rapporti economici poco chiari ai quali non ha ancora fornito spiegazioni soddisfacenti.
Malgrado ciò è ancorato alla poltrona, barricato nel suo ufficio all'ultimo piano del nuovo Pirellone, forse perché non ha una casa e ormai considera il Pirellone casa propria (ma ci pagherà l'IMU?).
Ci spiace, non funziona così.
Amici del MoVimento 5 stelle della Lombardia, se Formigoni non si dimette, dimissioniamolo noi!
Troviamoci tutti a Milano ad un mese da oggi... nella ricorrenza dell'anniversario della sentenza di primo grado del nostro ricorso contro la candidabilità di Formigoni, sentenza in cui il giudice parla di "... inquietante anomalia di un sistema che permette alle regioni di non dar applicazione a una così esplicita indicazione del legislatore nazionale, semplicemente astenendosi dal legiferare sul punto...la denunciata anomalia segnala una falla del sistema".
Pensate a slogan, cartelloni, installazioni, vignette da portare in piazza, raccogliamo tutte le idee e troviamoci su questa pagina facebook

Coraggio MuoViamoci!