Il PRS, Piano regionale di sviluppo per il prossimo quinquennio, è la palestra nella quale misurare le priorità e gli indirizzi del lavoro della Maggioranza e della Giunta Maroni per i cinque anni di governo della regione.

In quest'ottica il movimento ha lavorato duramente, sia nelle Commissioni, che nell'aula consiliare, perché alcuni dei suoi obiettivi, soprattutto sui temi dell'ambiente, della trasparenza, della sanità e del lavoro, entrassero a pieno titolo nell'agenda della giunta regionale attraverso ben 40 emendamenti, la metà della totalità di quelli presentati,e numerosi ordini del giorno.

Una strategia opposta a quella del PD e della Lista Ambrosoli che ha scelto la strada di una opposizione sterile non presentando alcun emendamento al PRS. Il centrosinistra si è astenuto su tutte le proposte di M5S anche, a sorpresa, quelle che riguardano obiettivi storici per il centro-sinistra come il sostegno della scuola pubblica.

Ma M5S, che ha votato contro il Piano regionale di sviluppo non condividendone l'impianto generale, è comunque riuscito ad inserire tra gli obiettivi della legislatura Maroni diverse idee e obiettivi del movimento.

E' stato accolto, per esempio, un emendamento sulla riduzione del digital divide e sul potenziamento dell'integrazione tra aree montane e capoluoghi di provincia.

L'emendamento per la riduzione del digital divide e sull'incentivazione del telelavoro, in particolare, invita la Regione a fare investimenti sulla banda ultra larga, alla diffusione del telelavoro, a corsi di formazione, alla diffusione di software a licenza aperta. Sul tema è da registrare il voto contrario, e inspiegabile, del centrosinistra.

Il Consiglio regionale ha poi approvato un ordine del giorno che invita la giunta a trovare forme di coordinamento delle polizie locali con il fine di strutturare una centrale unica.
Sono stati poi approvati all'unanimità gli ordini del giorno di M5S relativi alla Sanità. Nel PRS, grazie a M5S, entrano le valutazioni dell'impatto sanitario delle politiche pubbliche regionali, l'incentivazione di campagne di informazione sulla promozione di stili di vita e consumo salutari e la promozione di modelli di salute naturale, anche in collaborazione con operatori di scienze motorie, alimentari e di medicina complementare.

Ancora la Regione si impegna a prendere atto dell'emergenza dell'aumento delle patologie croniche e a promuovere studi e ricerche sul tema, a verificare la sperimentazione dei CReG, in termini di efficienza, e a sperimentare forme di medicina preventiva.

Il Consiglio regionale ha, al contrario, bocciato l'introduzione del bilancio ambientale, mentre ha approvato la proposta di M5S relativa alla diffusione dell'educazione ambientale per la modifica dei modelli di consumo.

M5S giudica infine molto grave e deludente la bocciatura di due ordini del giorno relativi alla trasparenza nelle nomine degli enti e delle partecipare della Regione Lombardia.

Il Consiglio regionale è ancora sordo e impermeabile all'acquisizione di politiche che premino il merito e la capacità nelle nomine. In Lombardia prevalgono le logiche partitiche di spartizione e la piena trasparenza è un traguardo lontano dalle corde della Giunta Maroni.

Quello che poteva essere un documento innovativo che facesse sognare, che segnasse una svolta, è piatto, vuoto, vecchio. Il sistema economico va rivoluzionato e questo documento programmatico non rivoluziona nulla. Non innova su Expo, non fa alcun accenno a legge regionale antimafia, non parla di agricoltura biologica, non immagina una sostenibilità energetica per la Regione.

Per M5S questo documento non si mette in ascolto della società civile e va bocciato perché manca di un'idea finalmente sostenibile di futuro.