Acqua


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Il 22 Marzo è la giornata mondiale dell'acqua, un momento che deve servire per una riflessione su dove sta andando il nostro pianeta.

Un miliardo e mezzo di persone non ha accesso all'acqua per alimentarsi e per assolvere le principali funzioni igieniche, questo causa la morte di milioni di esseri umani.

La situazione è destinata a peggiorare velocemente, principalmente alla luce dell'incremento demografico, della crescente urbanizzazione del terzo mondo e dei cambiamenti climatici.

Nonostante tutti gli organismi internazionali abbiano riconosciuto la gravità della situazione, ad oggi non si è ancora riusciti a individuare un'ipotesi di soluzione del problema. Gli interessi economici delle multinazionali e delle banche bloccano qualsiasi percorso alternativo.

In tutto il mondo gruppi di cittadini si uniscono in movimenti che chiedono che l'acqua venga gestita come bene fondamentale alla vita e non come una merce da cui trarre profitti.

In Italia saremo chiamati a un referendum che chiede di abrogare una legge che rende obbligatorio gestire il servizio idrico da parte dei privati, sottoponendolo esclusivamente alle regole di mercato.

E' diritto di ogni cittadino essere informato su chi gestisce e come il nostro primo alimento.
Tutte le info su:www.unwater.org

l 26 Marzo scenderemo in piazza a Roma per dire che l'acqua deve essere gestita in modo trasparente e senza fini di lucro.
La campagna referendaria entra nel vivo e il popolo dell'acqua torna in piazza con una grande Manifestazione Nazionale il 26 marzo, promossa dal Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune e dal Forum dei Movimenti per l'Acqua, e alla quale stanno aderendo moltissime realtà rappresentanti dell'ampio arco sociale che si riconosce nella difesa dei beni comuni. La partenza è da Piazza della Repubblica alle ore 14.00 per concludere in Piazza San Giovanni con il concerto degli artisti per l'acqua. Siamo convinti che una vittoria dei Sì ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, contro la privatizzazione dell'acqua e in difesa dei Beni Comuni. Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini a partecipare ad una manifestazione aperta, allegra e plurale. Per lanciare la vittoria dei Sì ai referendum per l'acqua bene comune. E per dire che un'altra Italia è possibile
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www.referendumacqua.it

Sostieni e sarai rimborsato




La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili 2 quesiti referendari contro la privatizzazione degli acquedotti
Referendum acqua: e ora al voto contro la privatizzazione dell'acqua!

Ieri, 12 gennaio, la Corte Costituzionale ha ammesso due dei tre quesiti referendari contro la privatizzazione dell'acqua. Si tratta di una prima vittoria dei movimenti per l'acqua che la scorsa estate, a sostegno dei Referendum, hanno raccolto a livello nazionale 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia.

Ricordiamo che il primo dei quesiti referendari chiede l'abrogazione dell'art. 23 bis del cosiddetto Decreto Ronchi, con cui l'acqua è stata definita un "servizio pubblico di rilevanza economica", cioè una merce. Lo stesso Decreto impone a tutti i comuni di mettere sul mercato - entro il 31 dicembre del 2011 - la gestione dei servizi idrici, attraverso lo strumento della gara o della cessione di almeno il 40% del pacchetto azionario delle aziende pubbliche. In tal modo l'acqua di tutta la penisola rischia di finire nelle mani delle 2 o 3 multinazionali (le più importanti sono le francesi Suez e Veolia), le stesse che già hanno messo le mani sugli acquedotti di mezzo Mondo.

L'altro quesito referendario ammesso dalla Consulta riguarda l'abrogazione della "remunerazione del capitale investito", ovvero l'eliminazione della possibilità di realizzare profitti sulla gestione degli acquedotti.

Il Comitato Promotore oggi più che mai chiede un immediato provvedimento di moratoria sulle scadenze per la privatizzazione imposte dal Decreto Ronchi, un necessario atto di democrazia perché a decidere sull'acqua siano davvero gli italiani. Inoltre il Comitato attiverà tutti i contatti istituzionali necessari per chiedere che la data del voto referendario coincida con quella delle elezioni amministrative della prossima primavera.

In Lombardia occorre inoltre una forte mobilitazione da parte dei Comuni per rivendicare la loro autonomia e per contrastare gli obblighi di privatizzazione. Nello specifico occorre chiedere una sospensione della legge regionale, votata lo scorso 22 dicembre dal Consiglio Regionale della Lombardia, che obbliga alla messa a gara degli acquedotti attraverso l'applicazione del Decreto Ronchi. Inoltre la stessa legge regionale prevede la soppressione delle Autorità A.T.O. (Ambiti Territoriali Ottimali), sottraendo di fatto ai Comuni le competenze in materia di servizio idrico per consegnarle alle Province, allontanando dalla partecipazione democratica le decisioni su un bene essenziale per la vita di tutti i cittadini.

Ma sarà il Referendum a dare una svolta nella direzione della gestione pubblica dell'acqua, fermando la mercificazione. Per questo è importante che gli Italiani a primavera 2011 vadano a votare per i Referendum per l'acqua pubblica.

Roberto Fumagalli,
referente per la Lombardia per il Referendum acqua
13 gennaio 2011




CONSULTA: SI' a 2 Referendum sull'acqua e uno sul nucleare
Su l'Acqua non ammessi due quesiti di cui uno dell'IDV.

COMUNICATO STAMPA

Sì della Consulta, adesso la parola ai cittadini

La Corte Costituzionale ha ammesso due quesiti referendari proposti dai movimenti per l'acqua. A primavera gli uomini e le donne di questo paese decideranno su un bene essenziale. La vittoria dei "sì" porterà ad invertire la rotta sulla gestione dei servizi idrici e più in generale su tutti i beni comuni.
Attendiamo le motivazione della Consulta sulla mancata ammissione del terzo quesito, ma è già chiaro che questa decisione nulla toglie alla battaglia per la ripubblicizzazione dell'acqua e che rimane intatta la forte valenza politica dei referendum.
Il Comitato Promotore oggi più che mai esige un immediato provvedimento di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi e sull'abrogazione degli AATO, un necessario atto di democrazia perché a decidere sull'acqua siano davvero gli italiani.
Il Comitato Promotore attiverà tutti i contatti istituzionali necessari per chiedere che la data del voto referendario coincida con quella delle elezioni amministrative della prossima primavera.
Da oggi inizia l'ultima tappa, siamo sicuri che le migliori energie di questo paese non si tireranno indietro.

Roma, 12 gennaio 2011




La Corte di Cassazione ha comunicato oggi al Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica, l'avvenuto conteggio delle firme necessarie alla richiesta dei referendum. Un passaggio scontato dopo la straordinaria raccolta firme che ha portato alla Corte, lo scorso luglio, 1 milione e 400 mila sottoscrizioni. Adesso tocca alla Corte Costituzionale dare il via libera ai quesiti entro la metà di febbraio, mentre la data del voto è prevista nella primavera 2011.

Con l'avvicinarsi del voto popolare si fa sempre più pressante la richiesta di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi, almeno fino a quando gli italiani non i saranno espressi.

Quello della Cassazione è un altro passo avanti nel percorso referendario e nella battaglia per la ripubblicizzazione dei servizi idrici. Siamo sempre più vicini alla liberazione del bene comune acqua dalle logiche del mercato e del profitto.

Roma, 9 dicembre 2010

L'ordinanza della Corte Suprema di Cassazione

In particolare nell'ordinanza si specifica quanto segue:
è stato accertato il superamento del numero di 500.000 firme necessarie per ciascun quesito;
non si procede alla concentrazione del nostro 2° quesito con quello promosso dall'IdV;
si estende il 1° quesito con la seguente frase "nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale";
si estende il 2° quesito con la seguente frase "nel testo risultante dall'articolo 12 del d.P.R. 7 settembre 2010 n. 168".
Va sottolineato come le suddette modifiche non incidono minimamente sul contenuto dei quesiti.


Si tratta di un risultato che tutte e tutti ci attendevamo!
Si tratta di un ulteriore passo in avanti verso i referendum per l'acqua pubblica!
Si tratta di una conferma dello straordinario lavoro svolto dal popolo dell'acqua!

Avanti tutta verso la riappropriazione sociale dell'acqua!

Segreteria Comitato Promotore Referendum Acqua Pubblica
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax.06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00; Cell. 333 6876990
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

L'acqua che verrà




L'acqua che verrà
Una serata per difendere l'acqua pubblica

Relatori:
Don Fabio Corazzina, sacerdote presso la parrocchia di Santa Maria in Silva (Brescia) e coordinatore italiano di Pax Christi;
Fabrizio Valli, coordinatore per la provincia di Brescia del comitato nazionale Acqua Bene Comune;
Lucia Zucchella, responsabile progetti di educazione allo sviluppo di ACEA Onlus (Milano).

Martedì 14 dicembre 2010
Sala Civica Togni
Via Petrarca n. 13 - Gussago (BS)
ore 20:30

MoVimento Gussago 5 stelle

Apri la locandina: f.to A5 - f.to A4 - f.to A3


Il testo della proposta di legge della Regione Lombardia è finalmente disponibile, si dichiara di voler dare un ruolo ai Comuni proprio mentre lo si toglie loro, si dichiara che l'acqua è pubblica mentre la si privatizza. Purtroppo, come al solito, non c'è spazio per il contraddittorio in questa discussione. Di fatto si approfitta dell'abolizione degli AATO per togliere ai comuni ogni capacità di intervento a favore delle province, che sono in Lombardia pronte a privatizzare l'acqua senza ritegno.

Nel testo del progetto di legge (apri pdf):

  • art. 1 comma 1 lettere g) e h), che modificano l'art. 48 LR 26/2003 (soppressione A.ATO e competenza alla province)
  • art. 1 comma 1 lettera s), che modifica l'art. 49 LR 26/2003 (affidamento del servizio idrico, ai sensi dell'art. 23 bis del Decreto Ronchi, ovvero obbligo di privatizzazione.
Per completezza dell'informazione qui il raggiante commento al riguardo dell'assessore regionale all'ambiente.

Per fortuna l'ANCI Lombardia esprime contrarietà al progetto di legge regionale sull'acqua (anche se ovviamente da posizioni differenti dalle nostre).
Qui l'articolo pubblicato sul sito di ANCI Lombardia, in cui il presidente Fontana (Sindaco di Varese, della Lega Nord), afferma: "Faremo di tutto affinché questo testo venga modificato dal Consiglio regionale e affinché i Comuni non si trovino spogliati del loro patrimonio di reti e insieme del diritto di decidere su un servizio fondamentale per i loro cittadini". Si noti che dunque il sindaco di Varese si oppone fermamente a un progetto di legge redatto dal presidente della sua provincia (ricordiamo a tutti che, a quanto risulta dalla stampa, la stesura del progetto di legge è stata opera dei presidenti delle province di Milano, Varese e Cremona). Non occorre rammentarvi invece che l'abolizione degli AATO è proprio frutto di una iniziativa della Lega a livello nazionale.

Vi aspettiamo Sabato 13 novembre, dalle ore 10, sotto al Pirellone

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4 DICEMBRE 2010
GIORNATA DI MOBILITAZIONE MONDIALE
IN ITALIA MANIFESTAZIONI NEI TERRITORI
Appello

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La situazione in Italia
Ci sono buone novità dal sud Italia: in Puglia il percorso per la ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese procede di passo in passo, ogni giorno si aggiunge un pezzo alla costruzione di quello che sarà un ottimo esempio di quello che si può realizzare, con la volontà politica di farlo.
Ottime notizie anche da Napoli, dove la giunta comunale ha preso ufficialmente la decisione di trasformare l'ARIN (società di gestione cittadina) in una società di diritto pubblico.
Anche in Liguria un folto gruppo di sindaci della provincia di Imperia sta cominciando ad alzare la voce contro i tentativi di favorire le grandi ex-municipalizzate del territorio e in particolare Iride (guarda caso) a discapito delle gestioni ora pubbliche di tanti comuni medi e piccoli. Qui la partita sarà più difficile, probabilmente.
Puglia aggiornamenti
Napoli capitale dell'acqua pubblica: facimme ampresse.


Il MoVimento 5 Stelle Lombardia aderisce, sostiene e partecipa alla manifestazione che si terrà a Milano il 13 novembre 2010 davanti al Palazzo Pirelli per dire con fermezza "NO" al progetto di legge approvato dalla giunta regionale il 25 ottobre 2010, che prevede di fatto la privatizzazione del servizio idrico.
La prima stella del MoVimento 5 Stelle è "acqua pubblica", bene universale che deve essere protetto dalla speculazione dell'imprenditoria privata, patrimonio universale e non merce.
1 milione e 400 mila italiani hanno firmato per un referendum per l'abolizione del decreto legge che impone la privatizzazione delle risorse idriche, e mentre si attende di andare alle urne per stabilire se abrogare il c.d. decreto Ronchi (art. 23 bis L. 133/2008 e succ. mod.) la Regione Lombardia accelera il processo di privatizzazione.
Legiferare su di una materia oggetto di consultazione referendaria e in esecuzione di una legge sotto giudizio della Corte Costituzionale, è inopportuno ma è anche l'ennesima dimostrazione dell'arroganza di una casta politica che non amministra la cosa pubblica nell'interesse dei cittadini ma nell'interesse di lobbies economico/finanziarie, che hanno come modello di sviluppo un modello incentrato sullo sfruttamento delle risorse naturali come merce.
Partecipiamo numerosi Il 13 novembre alla manifestazione organizzata dal Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica, con il sostegno di CGIL Lombardia, a Milano in piazza Duca d'Aosta (Pirellone) dalle 10.00.
MoVimento 5 Stelle - Lombardia

Qui il volantino della manifestazione


La Giunta regionale della Lombardia consegna la gestione ai privati e comunica che l'acqua resterà pubblica. Sono costretti a mentire nei comunicati stampa perché le scelte che fanno sono insostenibili.
Riceviamo dal Coordinamento Regionale dei Comitati per l'Acqua pubblica:

Nonostante la mobilitazione dei Comitati Acqua della Lombardia e le oltre 7 mila e-mail inviate ieri agli Assessori regionali, oggi (25 ottobre n.d.r.) pomeriggio la Giunta della Regione Lombardia ha approvato il Progetto di Legge sulla gestione dell'acqua, che di fatto consegnerà ai privati la gestione dell'acqua di tutta la Lombardia!
La Giunta Formigoni con la solita mistificazione respinge le accuse di privatizzazione, intitolando il proprio comunicato stampa: "Riforma del servizio idrico: l'acqua rimane un bene pubblico".
La verità è invece che l'affidamento della gestione dei servizi idrici (che nel comunicato appare solo alla fine con 2 righe) avverrà secondo i dettami del Decreto Ronchi, cioè tramite gara europea o tramite società miste pubblico-private, quindi di fatto sarà una vera e propria svendita degli acquedotti ai privati e alle multinazionali!
Inoltre le competenze in materia di servizio idrico vengono consegnate alle Province (ma resta l'ATO della città di Milano, ) e pertanto sottratte ai Comuni, i quali si dovranno accontentare di esprimere un parere alla loro Provincia.
Il progetto di legge passa ora al vaglio del Consiglio Regionale, che dovrà votarlo il prossimo 23 novembre.
L'invito è quindi quello di partecipare numerosi sabato 13 novembre (dalle ore 10) alla manifestazione a Milano in piazza Duca D'Aosta (Pirellone), organizzata dal Coordinamento Regionale dei Comitati Acqua, col sostegno della Cgil Lombardia.
Saluti fraterni,
Roberto Fumagalli

il lavoro per questa delicata fase2 della campagna referendaria prosegue senza sosta:

MORATORIA
L'appello per la giornata di mobilitazione del 4 dicembre
L'appello per la moratoria


Riceviamo l'invito dal Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica, per una operazione di mail bombing nei confronti degli assessori regionali.
Salve,
dopo che ad agosto (con la mailbombing e il presidio davanti al Pirellone) siamo riusciti a bloccare le intenzioni della Regione Lombardia, il 26 ottobre la Giunta Formigoni intende di nuovo mettere in votazione il Progetto di Legge sulla gestione dell'acqua, in applicazione del Decreto Ronchi, lo stesso di cui si chiede l'abrogazione attraverso il Referendum nazionale che ha raccolto 1 milione e 400 mila firme in Italia, di cui ben 237 mila in Lombardia.
Quindi anche il Progetto di Legge della Giunta Regionale porterà a consegnare ai privati la gestione dell'acqua.
Vi invitiamo quindi a mandare un'EMAIL agli Assessori Regionali per dire NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.
Concentriamo la spedizione delle email il giorno LUNEDI' 25 OTTOBRE, in modo da intasare la posta degli Assessori.
In fondo vi riportiamo gli indirizzi e il testo dell'appello (se volete modificate l'oggetto, per evitare che cancellino l'email come spam).
Vi ricordiamo che il Coordinamento Regionale dei Comitati Acqua sta organizzando per sabato 13 novembre una manifestazione a Milano.
Saluti fraterni,
Roberto Fumagalli

INDIRIZZI:
roberto_formigoni@regione.lombardia.it, marcello_raimondi@regione.lombardia.it, andrea_gibelli@regione.lombardia.it, giulio_decapitani@regione.lombardia.it, romano_colozzi@regione.lombardia.it, domenico_zambetti@regione.lombardia.it, stefano_maullu@regione.lombardia.it, massimo_buscemi@regione.lombardia.it, Giulio_Boscagli@regione.lombardia.it, raffaele_cattaneo@regione.lombardia.it, gianni_rossoni@regione.lombardia.it, romano_la_russa@regione.lombardia.it, Luciano_Bresciani@regione.lombardia.it, carlo_maccari@regione.Lombardia.it, Alessandro_Colucci@Regione.Lombardia.it, monica_rizzi@regione.lombardia.it, daniele_belotti@regione.lombardia.it
p.c. roberto@circoloambiente.org

OGGETTO: NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.

TESTO:
Agli Assessori della Giunta Regionale della Lombardia
Egregio Assessore,
ci riferiamo alle intenzioni della Giunta Regionale di approvare un Progetto di Legge inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/2009).
Le anticipazioni sui contenuti del PDL riguardo le modalità di affidamento dei S.I.I. ci preoccupano, poichè obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell'acqua.
Infatti con l'applicazione del Decreto Ronchi, l'affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati - ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto - diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo.

Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia (www.acquabenecomune.org).
Si rammenta inoltre che ben cinque Regioni hanno impugnato per incostituzionalità l'art. 23 bis (così come modificato dall'art. 15 del Decreto Ronchi), ritenendo la norma lesiva delle prerogative delle Regioni stesse in materia di servizio idrico.

E' inopportuno che vengano adottati provvedimenti fintanto che la Corte Costituzionale non si esprima sui ricorsi delle Regioni e sull'ammissibilità dei Referendum abrogativi sottoscritti da 1 milione e 400 mila cittadini.

Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua. A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, "concordata" coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell'affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

A tale proposito, ci preoccupa l'eventuale attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto esautorerebbe i Comuni (ovvero gli Enti più vicini ai cittadini) dalle decisioni su un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l'acqua, cancellando il federalismo rappresentato dai Comuni stessi.

Alla luce di quanto sopra, si chiede di non approvare il suddetto Progetto di Legge per le parti in cui si applica il Decreto Ronchi (che di fatto consegnerà ai privati la gestione dell'acqua) e in cui si esautorano i Comuni delle decisioni in materia di governo dei servizi idrici.
Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti.

COMITATO _________ oppure NOME COGNOME