Energia


Dai circoli di Legambiente parte l'allarme sul "fotovoltaico a terra" che comporta la perdita dei nostri terreni agricoli, facile preda degli interessi economici che derivano dai contributi statali, presenti ormai solo in Italia.
I dirigenti di Legambiente non danno parola alla mozione condivisa da 18 circoli che Andrea Marciani (circolo di Legambiente di Manciano) tenta di presentare all'Assemblea dei Circoli Legambiente del 13/14 novembre scorsi e minacciano di espulsione; si appellano allo statuto che prevede un direttivo e non un coordinamento (quindi decisioni prese dall'alto) ma non rispondono in merito all'incompatibilità prevista dallo stesso statuto all'articolo 8 sull'incompatibilità fra gli incarichi ricoperti all'interno di Legambiente e incarichi di pari livello ricoperti all'interno di partiti, sindacati ed altre organizzazioni di tale natura a livello regionale e nazionale.
La segnalazione arriva da Francesco De Carli (circolo Legambiente Milano Ovest) con richiesta di divulgazione della lettera aperta indirizzata al presidente di Legambiente e ci allega anche la documentazione sul progetto FV di Cutrofiano dove risultano chiare tutte le varie problematiche.

Lettera aperta al presidente di Legambiente:
"caro presidente" del 25.11.2010
Documentazione sul progetto FV di Cutrofiano (Lecce):
Cutrofiano, l'intervento mancato

I 18 circoli di Legambiente che hanno aderito alla protesta condividono che quella di sostituire la produzione agricola con quella elettrica sia una scelta strategicamente errata, di cui avremo a pentirci, visto che tutti gli analisti internazionali prevedono una crisi alimentare prossima ventura, ben più severa di quella energetica e che sui tetti dei fabbricati, che certo non mancano nel nostro paese, si può produrre energia elettrica ma non si possono coltivare patate.

Nel tentativo di disinnescare la crescente indignazione per il consumo di suolo agricolo da parte del FV industriale, la lobby delle energie rinnovabili, con una strategia consolidata negli anni dalle Multinazionali del tabacco, del petrolio e della chimica, comincia a produrre teorie ecologiche di dubbia fondatezza scientifica, che giungono ad affermare che l'ambiente agricolo avrebbe da giovarsi dalla massiccia copertura dei suoli con i pannelli di silicio.

Come l'Africa è ora preda della colonizzazione da parte della Cina, l'Italia segue la stessa sorte con gli investitori europei. Chi coltiva la terra non ne è quasi mai proprietario ma paga un affitto in media di 300 euro per ettaro ma ora il latifondista (cioè il proprietario) trova più conveniente i contratti ventennali irrevocabili a 4.000 euro per ettaro l'anno per i parchi di silicio. Il contadino perde il suo lavoro, l'Italia perde la terra, le altre produzioni di energia inquinanti continuano ad aumentare.

In contrasto con la collocazione preferenziale di istallazioni FV della stessa Legambiente che indica come supporti prioritari, i tetti ed i lastrici solari, l'AzzeroCO2 srl, braccio economico di Legambiente, senza aver consultato il suo stesso comitato scientifico, intende realizzare a Cutrofiano in Puglia un impianto su 26 ettari di terra agricola con pannelli verticali a "concentrazione" della tedesca Concentrix solar che necessitano di imponenti fondazioni per sostenere il peso della struttura e contrastare efficacemente la spinta del vento che insiste su superfici tanto vaste ed esposte, incompatibili, contrariamente a quanto dichiarato nella propaganda del progetto, con la coltivazione del terreno. Come si legge dalla documentazione presentata da Andrea Marciani,
anche se a promuovere il progetto, in prima linea, sono Legambiente ed AzzeroCO2 in fase operativa subentrerà la Exalto Energy & Innovation s.r.l., una società con sede a Palermo di proprietà (a parte alcune quote di minoranza) per metà di Giovanni Silvestrini del Comitato scientifico Legambiente e per l'altra metà della MG & partners s.r.l. con sede in Roma di Mario Gamberale del Consiglio nazionale Legambiente.
Inizialmente la Exalto, che non è in alcun modo partecipata da Legambiente onlus, dovrebbe quindi essere titolare, sia dei contratti di locazione del terreno che dell'incasso dei contributi (oltre € 400.000 l'anno per 20 anni); ma, come si evince da una breve nota tratta dal sito della Exalto: "Exalto ha stipulato un accordo con la società tedesca Concentrix Solar per la diffusione nel nostro paese della tecnologia Flatcon, basata su sistemi ad inseguimento con moduli fotovoltaici a concentrazione."
Sembra quindi più probabile che l'ultimo beneficiario saranno proprio i tedeschi della Concentrix solar, che portano in dote anche un accordo con Deutsche Bank che dovrebbe finanziare l'opera, e che da tempo cercano una realtà sufficientemente de-regolamentata per collaudare la loro tecnologia su vasta scala, dato che sia in Spagna che in Portogallo non hanno potuto andare oltre il mezzo MWp.
Un altra società, fresca di immatricolazione, la CX Cutrufiano srl. ( CX sta per Concentrix) amministrata da Mario Gamberale e di proprietà della Exalto, dovrebbe occuparsi della stipula della convenzione con il GSE.
Sembrerebbe quindi che tutti i proventi derivanti dall'operazione, attraverso un complesso sistema di cessioni programmate, finiranno ad aziende che non hanno alcun vincolo di proprietà con Legambiente.
Andrea Marciani, del circolo di Legambiente di Marciano, conclude dicendo che:
Realizzare un impianto di FV su terra agricola, in una regione già colpita da un clamoroso eccesso di impianti di energie rinnovabili, dove si è già superata da tempo la copertura del doppio del fabbisogno elettrico da queste fonti e, ciò nonostante, non è stata chiusa nemmeno una delle centrali a carbone che insistono sul suo territorio, ma anzi se ne sta mettendo in cantiere un'altra
è una scelta che, con la preferenza accordata ad un industria tedesca, va contro la tanto sbandierata volontà di creare una filiera produttiva italiana delle rinnovabili.
è una scelta che ci isola e ci mette in rotta di collisione con la popolazione locale e con tutte le altre principali formazioni ambientaliste del paese e che trova solo l'appoggio di latifondisti e dei potentati locali di politici ed imprenditori.
è una scelta finanziariamente incomprensibile, dato che Legambiente e la sua AzzeroCO2, in questa operazione non hanno apparentemente alcuna opportunità di profitto.
Entrambe, svolgono solo il compito di sostenere e promuovere, presso Enti locali e opinione pubblica, un accordo commerciale di distribuzione, in corso tra due aziende private, la Concentrix Solar e la Exalto Energy & Innovation Srl.
ma soprattutto è una scelta che priva i soci ed i circoli di Legambiente di uno strumento basilare per contrastare il proliferare di Impianti di FV industriale in terra agricola, quello della credibilità.
Perché, dopo Cutrofiano , dovunque si trovassero a fronteggiare gli eccessi bulimici di speculatori ed enti locali , si sentirebbero rinfacciare quel progetto.
La nostra società è in preda ad una bulimia insaziabile di profitto, e, sul "fronte del fare" sono già schierati, nell'ordine:
- gli speculatori
- le cosche mafiose
- i politici del "partito unico degli affari" che ormai sembra governare l'intero paese
- gli albi dei professionisti, sempre più arroccati in casta
- le associazioni di tutte le categorie produttive
- i sindacati, che talvolta difendono i posti di lavoro anche nelle fabbriche inquinanti
- quei cittadini che perseguono vantaggi personali anche a scapito della collettività.

Se anche le associazioni ambientaliste si schierano sullo stesso fronte, chi resterà a svolgere il ruolo di coscienza critica?

LE PRIORITA' DIMENTICATE
Cibo, la (1a) priorità dimenticata
Lavoro, la (2a) priorità dimenticata
Ambiente, la (3a) priorità dimenticata

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