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#ILPATTODELNAZZAROMANO

#LUPORCUCOLACAMISCIA


Macerata - 

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#LUPORCUCOLACAMISCIA
La politica urbanistica di questa città ha avuto aspetti allarmanti. A fronte di una città che dal 1960 ha gli stessi abitanti (45/50mila), le amministrazioni di centro sinistra hanno progettato case per 80mila abitanti. Il bene comune è stato messo in soffitta, gli interessi particolari esaltati (ci sono state consigliature con più architetti e costruttori che avvocati). Una città stupenda ha oggi ferite che non si rimarginano come quella di Piazza Pizzarello. I cittadini ricorderanno sicuramente quali disegni meravigliosi venivano mostrati per questi luoghi (piazza Pizzarello, via Trento, valleverde, Fontescodella...). Io penserei prioritariamente a sistemare questi orrori e poi a presentarsi come città della cultura, perché se un maiale si mette la camicia a fiori non diventa elegante.


Macerata - 

Intervento di Carla Messi
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Intervento di Roberto Cherubini
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Macerata - 

Cosa riescono a raccontarci sulle polveri sottili, credendo che i cittadini siano dei deficienti.
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Macerata - 

Una cosa è certa: il tema della mobilità è diventato importante per la politica maceratese. Bisogna darne atto a Carancini. La giunta e la maggioranza tutta stanno investendo molte delle loro energie sul tema e anche per il Movimento 5 Stelle quella della mobilità è una questione centrale. Infatti, ragionare sulla mobilità non significa preoccuparsi solamente di come ci si muove all'interno di una città ma anche di come i cittadini vivono gli spazi aperti, di come si relazionano. Questo perché una comunità cresce se i suoi membri hanno la possibilità e la necessità di relazionarsi, e le piazze con le strade sono uno dei pochi spazi pubblici in cui tali relazioni possono nascere e svilupparsi. La strada, appare utile ribadirlo, non è solo un percorso in asfalto e cemento che unisce due punti distanti tra loro, ma è anche, e soprattutto, il luogo dove si affacciano i portoni delle nostre case, dove si trovano i negozi (i pochi superstiti) in cui fare la spesa quotidiana, o dove, semplicemente, ci si ferma a scambiare due chiacchiere con il vicino di casa.
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Alla luce di questa premessa, forse troppo lunga e anche stucchevole, una giunta del Movimento 5 Stelle a guida Carla Messi avrebbe messo in campo, in termini di mobilità, i seguenti interventi, a parità di investimenti di quelli previsti dalla giunta Carancini bis:


  • innanzitutto si sarebbe investito pesantemente sul trasporto pubblico urbano, migliorando il servizio in tutta la città, trasformandolo da un un costo da riversare sull'utenza, com'è considerato oggi, in una risorsa effettiva per la cittadinanza, con meno auto da mantenere e meno assicurazioni da pagare (e meno letti d'ospedale occupati per patologie legate all'inquinamento atmosferico);


    si sarebbe lavorato insieme ai vari soggetti che gestiscono i parcheggi presenti in città per delineare una strategia tariffaria complessiva, con il comune che poteva versare dei canoni annui ai privati per tenere bassi i prezzi (così come fece la giunta Meschini con SABA negli anni 2004 e 2005, o come ha fatto la giunta Carancini con i gestori dell'autosilo di rampa Zara);


    infine, si sarebbe pianificata ed iniziata a realizzare una rete di percorsi dedicati alla viabilità dolce, come quella pedonale e quella ciclabile, alternativa e separata da quella veicolare.
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    Detto ciò, appare evidente la distanza tra le nostre idee e quelle messe in campo, anche di recente, dalla giunta, una distanza legata al diverso ruolo assegnato all'automobile. Nel nostro modo di intendere la mobilità i diversi mezzi di locomozione sono complementari ed assumono pesi diversi a seconda dei contesti e delle situazioni in cui ci si trova; in quello proposto dalla giunta Carancini l'auto è l'unico mezzo con cui muoversi, con le altre modalità considerate solamente come elementi di sostegno alla mobilità veicolare.

    Lo diciamo subito: quella proposta da Carancini e soci è un'impostazione retrogada e conservatrice dello status quo, e si ripercuote sulle singole scelte contenute nella proposta, in primis l'annunciato spostamento del capolinea del trasporto pubblico urbano vicino ai giardini Diaz: data l'attuale struttura del servizio esso sarebbe utile solo a seguito del inversione della direzione di marcia attorno alle mura urbiche. Non ci risulta sia stato previsto nel piano, ma se non si realizzasse gli utenti del trasporto pubblico di metà Macerata (Santa Croce, Collevario, Sforzacosta, Via dei Velini e Villa Potenza) potrebbero raggiungere le strutture principali della città solamente con un cambio di bus.
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    L'utenza attuale è abituata ad arrivare a destinazione senza cambi e, invece di agevolarla per un suo auspicabile incremento la si penalizzerebbe fortemente. Le navette previste per sopperire a tale mancanza sono solo un paliativo destinato a fallire: quelle che girano già oggi sono sempre vuote (il sindaco ha parlato di una frequenza di 18 minuti, ma chi aspetterebbe anche dieci minuti per arrivare in un posto che, a piedi, sarebbe raggiungibile in un tempo inferiore all'attesa stessa?).
    Il problema è che si preferisce agevolare l'automobilista e danneggiare chi va in autobus. Se si vuole diventare virtuosi bisogna fare l'esatto contrario: premiare i virtuosi e correggere chi ha un comportamento ritenuto incongruo.

    L'auto come unico tema da affrontare spiega anche l'attenzione che l'amministrazione mostra esclusivamente nei confronti del centro storico, la parte di città costruita e cresciuta senza l'auto. In effetti, dal punto di vista dell'automobilista, in centro ci si sposta male: strade strette, mancanza di parcheggi, etc, etc... È solamente, quindi, un problema "dimensionale". Se ci fossero strade con sezioni accettabili e parcheggi sotto le case probabilmente il problema sarebbe molto meno sentito e con meno appeal da un punto di vista elettorale.

    Il fatto è che quello della mobilità, come dicevamo all'inizio, non è un fine, un discorso chiuso in se stesso, alla ricerca del modo migliore per arrivare dal punto A al punto B, ma uno strumento utile per affrontare anche problemi più ampi e complessi, che investono tutti noi. Uno di essi è il problema dell'inquinamento e delle polveri sottili. Esso è ovviamente legato all'elevato numero di mezzi circolanti e, in quanto tale, riguarda tutta la città e non solo il centro storico, come invece emergerebbe dall'atteggiamento decisamente snob dell'amministrazione. E in effetti, di tutti gli interventi descritti dal sindaco, chi trarrebbe vantaggi diretti è solamente il centro storico, come se negli altri quartieri della città non ci sia la necessità di un miglioramento della qualità urbana. In pratica, la filosofia che sta dietro alla proposta della giunta contiene un ragionamento di questo genere: io mi sposto con l'auto per fare la spesa, per andare al lavoro, per andare a fare sport, ma, per andare in piazza, ad un certo punto, a 500 metri, devo prendere l'autobus oppure vado a piedi... Chi può sperare che un sistema di questo tipo possa funzionare?

    parcheggiviamugnozInfine, un'ulteriore precisazione, necessaria, sul ParkSi, il cui acquisto è raccontato come elemento imprescindibile per il buon esito dell'operazione: la proposta della giunta potrà raggiungere gli stessi identici obiettivi prefissi anche senza il paventato acquisto del parcheggio. Per dimostrarne l'ipotetica rilevanza il sindaco è costretto a raccontare le solite fandonie a cui non crede nemmeno la maggioranza che lo sostiene. Il continuo affermare, tra le varie cose, che la società che gestisce il parcheggio perde in realtà settantamila euro e non i duecentomila dichiarati (per il sindaco, pagare la rata di un mutuo preso per realizzare il parcheggio o per comprarlo non è un costo) è solo l'ennesima prova della insostenibilità logica dell'acquisto.

    La verità è che tutta l'operazione che la giunta si appresta a portare in consiglio, costerà alle casse comunali non meno di tre milioni di euro, tra costi di acquisto, di ristrutturazione dell'esistente e di interessi bancari. Il tutto per una struttura che ad oggi, checchè ne dicano in giunta, è nella completa disponibilità del sistema dei parcheggi maceratese. Se oggi si sono accorti della sua presenza ne siamo lieti, ma l'acquisto del ramo d'azienda di SABA che lo gestisce, oltre a non cambiare niente visto che non ci sarebbe un solo posto auto in più, sarebbe solo l'ulteriore sperpero di fondi pubblici.

    Un modo per verificare la bontà di una proposta consiste nel valutarla in un ambito diverso da quello per cui è stata pensata. Ad esempio la proposta si potrebbe valutare considerandone le ricadute in termini di posti di lavoro nel territorio. Con la proposta 5Stelle di cui si faceva cenno all'inizio si avrebbero diversi autisti di autobus in più; inoltre i percorsi pedonali o ciclabili potrebbero essere realizzati, vista la piccola entità degli interventi, da imprese edili locali. In pratica, gran parte dell'investimento rimarrebbe sul territorio. Con la proposta Carancini, invece, chi guadagnerebbe? Un privato estero, una banca a cui APM chiederà il mutuo, e una grande impresa edile che realizzerà la manutenzione...


    Macerata - 


    Scuola-300x198.jpgIl Movimento 5 Stelle è al governo anche di Macerata e non ce ne eravamo accorti! Abbiamo un nostro attivista a capo di una maggioranza di cui il Movimento non fa parte, ma rappresentato in tutto e per tutto dal nostro primo cittadino: trasparenza amministrativa, legalità, cemento zero e altre bandiere pentastellate sono perennemente issate da oramai un anno al balcone del palazzo di Piazza della Libertà. Questo rileverebbe l'osservatore poco attento.

    Ascoltando i loro proclami, leggendo le loro dichiarazioni sembrerebbe proprio di vivere una situazione idilliaca, ma se si apre il libro della storia che ci raccontano, andando oltre la bellissima copertina evocativa di scenari estasianti ci si accorge che la situazione non è poi così idilliaca come ci vogliono far credere. E la recente vicenda del progetto della nuova scuola delle Vergini ne è solo l'ultima controprova.

    Qualche giorno fa il Consiglio Comunale si è trovato a discutere dell'adozione di una variante al PRG, una variante che trasforma in edificabile (per attrezzature pubbliche) un'area di crinale, un'area che qualcuno della tanto vituperata Provincia ritenne così importante da definirne un ambito di tutela con il PTC.

    Calpestando l'obiettivo sbandierato in campagna elettorale di ridurre la realizzazione di nuove volumentrie, la nostra amministrazione ha deciso di realizzare una nuova scuola in un'area inedificata, potenzialmente interessata dalla presenza di reperti archeologici. La deroga a quell'obiettivo ha portato la nostra amministrazione a prevedere la realizzazione di un nuovo edificio per la scuola delle Vergini e a cestinare il progetto redatto dagli uffici comunali che prevedeva l'ampliamento della scuola esistente, con l'acquisizione di un'area a valle della stessa per localizzarci un parcheggio a servizio della scuola nelle ore diurne e anche della chiesa per liberare dalle auto la piazza durante le messe domenicali. Contestualmente si sarebbe proceduto alla realizzazione delle opere necessarie per la riqualificazione energetica dell'edificio esistente.

    Il progetto rimase nel cassetto, in attesa che fossero reperiti i fondi necessarie per l'intervento.
    Dopo oltre dieci anni, in piena vigilia di campagna elettorale, l'assessore (d'allora e odierno) Canesin, dopo l'impegno preso per i lavori allo stadio Helvia Recina, fece anche la promessa di dotare il quartiere di una nuova scuola: fino ad allora non si erano trovati (o probabilmente sarebbe meglio dire: non si erano cercati) i fondi per l'ampliamento, e quindi, cosa si poteva fare? Prometterne una nuova!

    Quale finalità si voglia perseguire con questa scelta da parte dell'amministrazione non ci è dato sapere. Come in altre situazioni recenti, dalle nuove piscine alla vicenda del ParkSi, l'operato dell'amministrazione è indecifrabile e tra la massa dei documenti forniti dalla stessa solo in prossimità delle varie discussioni e votazioni non siamo mai riusciti a trovare un solo studio o valutazione che, in qualche modo, certificasse dei benefici che si vorrebbero perseguire. L'unica cosa certa che in tutte queste scelte è sempre mancante l'interesse pubblico. Anche per la nuova scuola delle Vergini, dove sarebbe l'interesse pubblico? Nella realizzazione di un nuovo edificio in una zona di crinale, con l'abbandono dell'attuale scuola, destinata così a diventare l'ennesimo edificio inutilizzato? Noi pensiamo proprio di no. L'ampliamento e la riqualificazione dell'edificio esistente lo sarebbe stato. E non riusciamo proprio a capire come possano non ritenerlo anche certe forze della maggioranza.

    All'aspetto politico si affianca quello tecnico e normativo: i due aspetti condividono lo stesso spazio nell'amministrare la cosa pubblica, ma vive ognuno nella propria autonomia, entrambi ben riconoscibili nel processo decisionale. Un funzionario del comune non ha firmato l'atto che il Consiglio Comunale ha discusso. La mancata firma era conseguente al fatto che il funzionario non riteneva soddisfatti tutti i requisiti che un atto come quello in questione doveva rispettare, a norma di legge. Non entriamo nello specifico della questione che, ribadiamo, è esclusivamente tecnico-normativa ed appare poco utile affrontare in questa sede, ma ci stupiscono, perché non condividiamo, alcune affermazioni provenienti dalla maggioranza, affermazioni con le quali si accusava il tecnico comunale di aver giocato un ruolo politico. Il fatto è che il comportamento del funzionario è del tutto legittimo e rientra nelle sue prerogative e funzioni. Le osservazioni da lui sollevate erano su questioni normative e non politiche e meritavano risposte specifiche, rispondendo nel merito di quanto sollevato. Ma così non è stato, con la maggioranza che si è trincerata dietro al solito parere positivo del solerte dirigente degli uffici tecnici ed al silenzio degli uffici della provincia che non hanno sollevato obiezioni nell'iter di adozione della variante.

    Nei giorni scorsi i nostri consiglieri, volendo far luce sulla questione, hanno inviato un missiva agli uffici provinciali con la quale chiedevano delucidazioni sulle questioni sollevate dal funzionario comunale: siamo in attesa, speriamo non vana, di avere una risposta.
    Insomma, ci troviamo di fronte ai soliti meccanismi, con il territorio continuamente depredato per motivi che non comprendono mai l'interesse pubblico, con i suoi sistemi di tutela che vengono continuamente indeboliti dalla gestione ordinaria della politica urbanistica. Nonostante i proclami della maggioranza.

    Noi oggi non possiamo che vigilare su quanto si mette in campo e contrastare con tutti i mezzi che una forza di opposizione ha a sua disposizione. I recenti risultati alle elezioni amministrative hanno mostrato che il Movimento 5 Stelle ha oramai convinto i cittadini della sua capacità di governare, anche per bloccare dinamiche di utilizzo iniquo e dannoso del territorio. Siamo sicuri che quel giorno non sia troppo lontano nemmeno per Macerata.

    I candidati a Macerata