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MoVimento 5 Stelle

Maiolati Spontini - 


Ai sindacati FP.CGIL, FIT.Cils, UILtrasporti e USB

Ai Sindaci dei Comuni di
Belvedere Ostrense
Castelbellino
Castelplanio
Cupramontana
Jesi
Maiolati Spontini
Mergo
Montecarotto
Monte Roberto
Poggio San Marcello
Rosora
San Paolo di Jesi
Serra San Quirico
Staffolo

A seguito dell'incontro avuto con i sindacati FP.CGIL, FIT.Cils, UILtrasporti e USB, proponiamo agli stessi e ai Sindaci dell'area CIS (e di alcuni Comuni limitrofi) una seria bozza di confronto, frutto di un percorso di analisi e dell'acquisizione di conoscenze, mirato ad una reale riconversione della discarica "La Cornacchia" di Maiolati Spontini.
Il materiale in allegato deriva dell'osservazione e dello studio di realtà già esistenti nel panorama nazionale, quindi non c'è niente di pionieristico o tanto meno di inventato.
Non ci piacciono le parole gettate al vento, per cui ci aspettiamo una fattiva collaborazione verso tutte le istituzioni che si occupano di rifiuti, invero finora poco stimolate dall'Amministrazione Comunale di Maiolati Spontini e dalla rispettiva Commissione Ambiente, in quanto, come riferitoci dagli stessi sindacati, il M5S è stata l'unica forza politica a rispondere al loro invito al confronto e alla discussione, sia a livello provinciale che regionale.
Le forze politiche, l'ATA, i lavoratori e i dirigenti concorrano tutti ad una risoluzione esemplare di questa vicenda, considerandola un'opportunità di sviluppo e di crescita.

Distinti saluti,

I Consiglieri Comunali M5S Maiolati Spontini
Leonardo Guerro
Gianpiero Ruggeri

Le pagine allegate sono quasi integralmente estrapolate dalla tesi di laurea di Matteo Soligo intitolata "Centro Riciclo Vedelago Srl. Un modello di business innovativo nel campo della sostenibilità", pubblicata dall'Università Ca'Foscari Venezia nell'anno accademico 2012/2013 e reperibile al seguente link: http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/4538/821394-1173946.pdf?sequence=2
Riteniamo che questo modello si adatti perfettamente alla situazione locale della Vallesina.


La Riconversione Impiantistica


Maiolati Spontini - 

Politici PD: "preveggenti, ingerenti o prepotenti"?!

Altri 200 mila mc di rifiuti speciali e pericolosi per altri 2/3 anni di attività andranno a far compagnia ai circa 4 milioni di mc già sotto ai nostri piedi a partire dal 1987, una bomba ecologica che si continua ad alimentare, dato che la decisione della Provincia potrebbe legittimare ampliamenti fino a altri 570 mila mc, cioè altri 7/8 anni di interramento!!
Non più tardi di alcuni mesi fa, la Provincia prima e il TAR dopo, bocciano un ampliamento che prevedeva 900 mila mc di rifiuti speciali e pericolosi da interrare per ulteriori 11 anni di attività, in quanto il sito della Cornacchia è troppo vicino al centro abitato, in presenza di una norma che impone, invece, un minimo di 2 Km di distanza.
Oggi, a distanza di poco tempo, invece, la stessa Provincia autorizza una variante da 200 mila mc di abbancamenti che, potenzialmente, potrà arrivare fino a 570 mila mc. Ma il sito dell'impianto è sempre il medesimo, come la distanza dal centro abitato!!
Per 900 mila mc si è applicata la distanza a tutela della salute dei cittadini, per 570 mila mc questa tutela scompare?!
L'atto autorizzativo, a firma di Sergio Bugatti, si basa sul contributo decisivo della Regione che, ad esser buoni, può essere definito "del tutto fantasioso" (ma ad essere cattivi, "una vera porcata").
Ma per renderci conto di questo "obbrobrio amministrativo", ripercorriamo brevemente la vicenda, ripartendo dalla Determina n. 961 del 9 giugno 2016, con cui è stato negato l'ampliamento di 900 mila mc della Discarica. Ne riportiamo un estratto:

"... (omissis) ... in esito alla partecipazione del pubblico e degli Enti locali nel procedimento, è emersa la forte contrarietà al progetto di ampliamento. Una delle cause di questa opposizione è il raggiungimento del limite di TOLLERANZA della popolazione del luogo verso un impianto sempre meno destinato alle esigenze della popolazione residente (per lo smaltimento di RSU) e sempre più votato agli interessi delle aziende produttrici di rifiuti speciali, non solo locali. ... (omissis) ... In merito agli aspetti localizzativi, l'intervento proposto non rispetta la distanza minima di 2.000 m dai centri abitati, stabilita dalla DACR 66/2013. E' evidente come la distanza dal centro abitato rappresenti un fattore progettuale di gran peso rispetto alla scelta della localizzazione del sito, in particolare rispetto ai potenziali EFFETTI SANITARI e SOCIALI ... (omissis) ... nel confermare il carattere ambientale del PRGR, rappresenta che lo stesso persegue obiettivi di sostenibilità ambientale attraverso il raggiungimento di ottimali prestazioni in termini di gestione integrata dei rifiuti urbani e la corretta gestione dei rifiuti speciali. In particolare, la distanza MINIMA di 2000 m dal centro abitato costituisce un criterio di MASSIMA TUTELA del territorio, posto a fondamento del rigetto di alcune osservazioni finalizzate alla sua riduzione. Nell'ottica del necessario bilanciamento degli interessi, risulta evidente che la proposta progettuale non presenta i caratteri di iniziativa volta al soddisfacimento dell'INTERESSE COLLETTIVO e dell'utilità socio-economica superiore ai DIRITTI DEI CITTADINI e degli Enti locali interessati, più direttamente incisi dall'impianto, in particolare il fortemente contrario Comune di Castelbellino. Nella valutazione globale, tesa a contemperare gli interessi contrapposti alla realizzazione dell'opera, si ritiene quindi di esprimere giudizio di compatibilità ambientale NEGATIVO. ... (OMISSIS)...".

Con questo diniego, un anno fa, si fermava l'interramento di 900.000 mc di rifiuti speciali e pericolosi. Oggi, tutte le buone, ragionevoli, sensate e reali motivazioni della suddetta Determina provinciale, supportate da ineccepibile normativa (rispetto della distanza dai centri abitati), sono all'improvviso scomparse! Ad un anno di distanza viene dato l'OK ad un interramento potenziale di quasi 600.000 mc di quei rifiuti! E questo dimostra come ai politici PD ed ai loro asserviti burocrati non sta certamente a cuore l'interesse collettivo, i diritti dei cittadini, la massima tutela della salute pubblica, ecc., di cui si riempiono la bocca in ogni occasione, per poi sacrificare il tutto sull'altare del "dio denaro"!
Il 18 maggio u.s., relativamente all'ampliamento verticale della Cornacchia, la Presidente della Provincia Serrani, massimo organo rappresentante del PD in Area Vasta, dichiarava ai giornali: "La discarica verrà ampliata ... Questione di giorni".
Uno dei pareri decisivi, per poter valutare le varianti in termini di sicurezza ambientale e di salute pubblica, è stato redatto dall'ARPAM il 5 giugno u.s. E' un parere positivo che ha rassicurato il Dirigente provinciale nel rilascio dell'autorizzazione, ma lascia ancora forti dubbi. La Serrani, il 18 maggio, evidentemente, già sapeva degli esiti delle complesse istruttorie tecniche, ancora prima che queste venissero scritte ed inviate al Dirigente provinciale.
Poteri "preveggenti"? O "ingerenti"?!
Altrettanto forti nella previsione sono state le parole pronunciate qualche mese fa dal Sindaco di Ancona, alto esponente del PD, che senza alcuna diplomazia, come fosse a casa sua, ha quasi "ordinato" di far "aprire questa discarica e basta!".
Poteri "ingerenti? O "prepotenti"?!
I Sindaci di area CIS, in gran parte PD, sono muti, sembrano paralizzati, ad esclusione della posizione ferma, assunta da quelli di Castelbellino e Belvedere Ostrense.
Niente ferma il "Partito degli Affari": il PD non ha alcuna intenzione di cambiare il sistema di gestione dei rifiuti, con una politica di riconversione dell'impianto, in un'ottica di tutela dell'ambiente e della salute e secondo le direttive europee che escludono le discariche.
Questa politica degli affari, basata sull'interramento ad oltranza, avendo come unico fine il "fare soldi ad ogni costo", va contro gli interessi della collettività e deve essere assolutamente fermata.
Noi continueremo a lavorare per la legalità ed il rispetto dei diritti dei cittadini prendendo atto, ahimè, che ancora una volta il PD regionale, provinciale e soprattutto maiolatese ha perso l'occasione per iniziare un vero sviluppo di tutta la Vallesina.


Maiolati Spontini - 

Il 29 maggio 2017 si è svolto il Consiglio Comunale a Maiolati Spontini. Nelle discussioni intercorse nei pochi punti all'ordine del giorno, inevitabilmente si è parlato della discarica "La Cornacchia" e delle ipotesi di riconversione della stessa.
Ad un certo punto, alcuni esponenti della maggioranza hanno affermato che per loro "riconversione significa anche variante (ampliamento) o minivasca", additando noi della minoranza come dei qualunquisti che "non hanno in mente alcuna idea di riconversione, con l'unico obiettivo di distruggere il Comune di Maiolati".
Sentire queste parole da chi per quasi 15 anni se ne è completamente fregato dell'aspetto "riconversione" è quasi paradossale e non ci si può nascondere dietro la frase "pensavamo di pensarci durante gli anni che sarebbero trascorsi con l'ampliamento ormai bocciato". Questa scusa non regge neanche nel migliore mondo dei sogni. Le idee si mettono in campo fin da subito: prima con gli indirizzi, poi con i progetti, e infine, quando giunge il momento, con la realizzazione. Non si possono far passare 15 anni per "grattarsi" e altri 15 per "pensare" (?!), perché un tale modo di fare fa supporre e presagisce che vi vedremo grattare per altri 15 anni, per concludere il tutto con lo stesso film attuale.
Il M5S non intende collaborare o tanto meno barattare le proprie idee con chi ancora pensa che il significato di riconversione passi per varianti (ampliamenti) o minivasche. Tuttavia, per silenziare definitivamente le illazioni della maggioranza piddina e non, ribadiamo per l'ennesima volta ed illustriamo gli indirizzi del M5S per quello che è il "nostro significato di riconversione", che si incentra essenzialmente su due punti:
1. Fusione in un'unica società tra CIS e Sogenus;
2. Gestione commerciale dei materiali recuperati dalla raccolta differenziata da parte del "Nuovo CIS", consegna diretta al CONAI della raccolta differenziata raccolta nei 12 Comuni e ricevimento corrispettivi.
La riconversione (e quindi la fine della vita della discarica) non implica l'insorgere dei problemi occupazionali per i lavoratori. La soluzione sta (ed è sempre stata) nel buon senso e nelle corrette politiche di gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti, volte alla lavorazione, valorizzazione e commercializzazione dei prodotti derivanti dal processo di raccolta differenziata (attività attualmente in mano ai privati).
Le risorse pubbliche, finora previste per progettare e fare nuove buche, dovranno essere indirizzate all'impiantistica atta a valorizzare i rifiuti riciclati dai cittadini, andando secondo le disposizioni di legge verso una più completa gestione pubblica del "recupero". Questo, con il potenziamento dei Centri Ambiente e tramite una massiccia campagna educativa volta a migliorare le percentuali di raccolta differenziata finora per niente eccelse, in una gestione anche commerciale dei materiali valorizzati, è l'obbiettivo politico-pubblico da perseguire per garantire occupazione e sviluppo.
Il sito della discarica è già provvisto di importanti infrastrutture che, se integrate da idonei impianti, potranno svolgere questo servizio per tutti i 12 Comuni del CIS, allargato al Comune di Jesi o anche altri Comuni confinanti, diventando parte integrante della gestione unica provinciale che l'ATA sta predisponendo.
Questa nuova attività che il "Nuovo CIS" dovrà svolgere non porterà ricavi paragonabili all'attività di interramento dei rifiuti speciali e pericolosi, ma insieme alla salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica, affronterà il problema dell'occupazione interna a Sogenus a seguito della chiusura della discarica.
Questa progettualità, inoltre, va ricondotta all'interno del processo di razionalizzazione delle società partecipate previsto dalle leggi vigenti: non ha alcun senso, essendo antieconomico, oltre che contrastante con gli indirizzi di legge, lasciare sul territorio entrambi le aziende pubbliche CIS e Sogenus, mentre un'unica società pubblica in Vallesina per la gestione dei servizi pubblici in house providing potrà ottimizzare le funzioni per avere diverse voci di risparmio sul costo degli stessi: una sola società nella gestione del personale, un'unica attività amministrativa e contabile, ecc., con ottimizzazione del personale impiegato nei vari servizi e con l'ampliamento delle competenze, in una progettualità di sviluppo e di risparmio economico; un'unica azienda volta a gestire qualità, sicurezza e ambiente, con maggiori garanzie derivanti dall'unità societaria.

La politica dell'interramento dei rifiuti a tutti i costi è finita, lo dice anche l'Europa, ed il ciclo virtuoso che si aprirà con la "riconversione", nel suo significato vero, come sopra accennato, è l'unica strada per garantire il futuro al nostro territorio, salvaguardando l'occupazione.
Chi vuole fortemente una cosa, agisce di conseguenza. Questo è il motivo per cui non crediamo ad un vero impegno di riconversione da parte della maggioranza di centrosinistra di Maiolati, specialmente se si parte sempre da ampliamenti e varianti.


Maiolati Spontini - 

Abbiamo rivolto al Sindaco alcune domande facili facili sulla Cooperativa Atlante, prossimo gestore del Bar-Ristorante del Parco Colle Celeste.
Al prossimo Consiglio attendiamo le risposte. Le volete ascoltare insieme a noi?

Al Sindaco del Comune di Maiolati Spontini - Sede

Lettera Raccomandata A.R. tramite P.E.C.

OGGETTO: Interrogazione a risposta orale.

Il sottoscritto Gianpiero Ruggeri, Consigliere comunale M5S, con la presente richiede l'inserimento della presente interrogazione all'O.d.G. del Consiglio comunale nella sua prossima seduta, ai sensi e per gli effetti dell'art. 41, commi 1, 2 e 4, del vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.

INTERROGAZIONE

Premesso che, con Determinazione n. 62 del 20.04.2017 del Responsabile della V Area, è stato affidato in locazione l'immobile da adibire a Bar-Ristorante, ubicato a Maiolati Spontini presso il Parco Colle Celeste, alla Ditta Atlante Società Cooperativa Sociale Onlus di Ancona per l'importo di Euro 13.200 a titolo di canone annuo;

Constatato che, nel citato atto, viene testualmente riportato: "Appurato che, avviata la verifica dei re-quisiti dichiarati in sede di gara dalla Ditta, negli accertamenti condotti dagli uffici non risultano cause ostative alla stipula del contratto di locazione, IN QUANTO LA DITTA È IN POSSESSO DEI REQUISITI MORALI E DI REGOLARITA' CONTRIBUTIVA dichiarati nell'istanza di partecipazio-ne";

Rilevato tuttavia che, per quanto riportato recentemente dalla stampa, il Presidente della Ditta Atlante, Riccardo Castriota, e l'ex Amministratore Unico della Ditta Astrea, cooperativa collegata ad Atlante, risultano essere rinviati a giudizio dalla Procura di Ancona con l'accusa di "truffa aggravata, fatture per prestazioni inesistenti ed evasione fiscale";

Considerato che la vicenda riguarderebbe un presunto giro di fatture "taroccate" tra la cooperativa At-lante e la sua collegata Astrea: quest'ultima, tra il 2009 e il 2013, avrebbe emesso delle fatture nei con-fronti della Ditta Atlante per prestazioni mai in realtà effettuate (studi sull'ICI, certificazioni e generi-che consulenze), che invece sarebbero state pagate dalla cooperativa Atlante per un importo di 1.400.000 Euro;

Atteso che, secondo la magistratura, questa emissione di fatture "taroccate" avrebbe permesso alla Cooperativa Atlante di evadere il fisco per 750.000 Euro e ai vertici della sua collegata Astrea di in-cassare premi e stipendi ingiustificati;

Rilevato inoltre che l'inchiesta sul predetto giro di fatture false aveva portato già nel novembre 2015 al sequestro dei patrimoni di Castriota (667.000 Euro);

Visto infine il comunicato stampa che l'Amministrazione Comunale ha inviato ai giornali, in cui si lo-da l'operato della Cooperativa sociale;

Tutto ciò premesso, con la presente, ai sensi dell'art. 41 del vigente Regolamento comunale per il funzionamento del Consiglio comunale,

INTERROGA IL SINDACO PER SAPERE:

1) In che è consistita la verifica effettuata dall'Ufficio Gare per accertare il possesso dei requisiti morali e di regolarità contributiva dichiarati dal legale rappresentante della Cooperativa Atlante nella domanda di partecipazione alla gara?

2) Il legale rappresentante della Cooperativa Atlante aveva fatto, in sede di istanza di partecipazione alla gara, la dichiarazione di non sussistenza oppure di sussistenza di procedimenti penali in corso? In che modo è stata verificata dall'Ufficio Gare questa dichiarazione?

3) La dichiarazione di non sussistenza di procedimenti penali in corso, nel caso in cui invece tali procedimenti esistono, non è causa di esclusione dalla gara o di decadenza in caso di affidamento già effettuato?

4) E' possibile che nessuno, amministratori e dipendenti, a Maiolati fosse a conoscenza del procedimento penale a carico di Riccardo Castriota, del sequestro dei suoi beni e dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Ancona avviata sin dal novembre 2015, quando notizie riguardanti il caso sono state abbondantemente pubblicizzate, già dal dicembre 2015, soprattutto dai consiglieri comunali di minoranza del Comune di Ancona?

5) Perché, prima di affidare in locazione l'immobile di che trattasi, non si è rimasti in attesa dell'esito del processo che si terrà il 5 luglio p.v.?

6) Come intende procedere l'Amministrazione Comunale, in caso di condanna del Castriota al processo del 5 luglio p.v.?

Maiolati Spontini, lì 14.05.2017

IL CONSIGLIERE COMUNALE
Gianpiero Ruggeri

DISCARICA ATTO FINALE


Maiolati Spontini - 


Venerdì 28 Aprile 2017 alle ore 10:00 presso la Provincia di Ancona avrà luogo la Conferenza dei Servizi, alla presenza di tutti i rappresentanti istituzionali interessati nell'iter di approvazione della variante (ennesimo ampliamento tentato dal Comune di Maiolati Spontini) che deciderà le sorti della discarica "La Cornacchia" di Maiolati Spontini.
Il M5S è coinvolto nel procedimento in quanto intervenuto durante l'iter in corso con memorie e osservazioni. Siamo quindi stati formalmente invitati a partecipare alla Conferenza dei Servizi e avremo finalmente modo di esporre a tutti i presenti il perché riteniamo le varianti presentate dal Comune di Maiolati Spontini non autorizzabili.
In particolar modo porremo l'accento sullo "strano" parere espresso dal Dirigente della Regione Marche, un parere che dovrebbe essere di rilievo all'interno dell'iter procedurale, ma che appare in contrasto con atti normativi vigenti nonché con inequivocabile giurisprudenza del Consiglio di Stato, per altro già da noi prodotta agli atti del procedimento.

Faremo valere le ragioni dei cittadini e del territorio come abbiamo sempre fatto anche articolando le motivazioni giuridiche e normative per le quali siamo fermamente convinti che questo progetto esterno ed estraneo al territorio non dovrebbe essere approvato. Daremo battaglia fino all'ultimo per difendere i diritti dei cittadini, racconteremo e tireremo fuori da quelle quattro mura tutto quello che succederà.
Invitiamo i cittadini che come noi hanno a cuore il territorio e che vogliono uno sviluppo realmente sostenibile a venire a sostenerci e a presidiare la seduta della Conferenza dei Servizi per mostrare agli enti che saranno dentro assieme a noi che le nostre comunità vogliono un futuro diverso.


22.04.2017
Leonardo Guerro, portavoce Consigliere Comunale M5S Maiolati Spontini
Massimo Gianangeli, portavoce Consigliere Comunale M5S Jesi
Gianpiero Ruggeri, portavoce Consigliere Comunale Maiolati Spontini
Romina Pergolesi, portavoce Consigliere Regionale M5S

UN DOCUMENTO "PILOTATO"


Maiolati Spontini - 


Ha dell'incredibile la protervia e l'arroganza degli amministratori di Maiolati (con pochissime eccezioni che hanno preso le distanze da questo cieco atteggiamento) e dei vertici Sogenus che, sfruttando le sacrosante preoccupazioni del personale (quello che non transiterà automaticamente negli organici del gestore unico d'ambito) e nascondendosi dietro la firma del sindacato aziendale, con metodi alquanto ricattatori, continuano a portare avanti le tesi dell'avvocato Calzolaio (quello dei 50.000 euro a parcella!) e della sua collega che, recentemente, sono state sonoramente bocciate dal TAR Marche, che ha respinto i ricorsi sia del Comune di Maiolati che di Sogenus Spa.
In un documento consegnato all'assessore regionale Sciapichetti (https://drive.google.com/open?id=0B2xzIGAGUlvgQTY2aDlsdmd1NDg) si continua a contestare la delibera del Consiglio Regionale n. 66/2013 con la quale il criterio della distanza delle discariche dai centri abitati è stato portato, giustamente, da 500 a 2.000 metri: si dice che tale atto non è stato preventivamente pubblicato dalla Regione e che non è stato recepito dalla Provincia nel suo PPGR, cioè le stesse cose scritte dagli avvocati nei ricorsi al TAR. Ma la sentenza del TAR l'avete letta?!! NO?! Allora ve ne riportiamo alcuni passi, per ravvivarvi la memoria.
A proposito della pubblicazione della delibera del Consiglio Regionale n. 66/2013, il TAR dice:

a) "... La deliberazione n. 66/2013 (variante al PPGR 1999) è applicabile nel procedimento in esame perché PUBBLICATA sul B.U.R. 14.03.2013, quindi prima della presentazione della domanda (05.06.2013). ...";
b) "... Né si può sostenere che il Comune non ne fosse a conoscenza, tenuto conto che la deliberazione n. 66/2013 è stata oggetto di pubblicità legale attraverso la pubblicazione sul B.U.R. ...".

Per quanto riguarda il contestato mancato recepimento della citata delibera n. 66/2013 nel PPGR da parte della Provincia, il TAR spiega chiaramente:

a) "... Tale deliberazione non richiedeva alcun previo recepimento da parte delle Province: il punto 5 del dispositivo ne indica infatti la natura AUTO APPLICATIVA con riguardo a «tutti gli impianti di discarica per i quali l'istanza di autorizzazione alla realizzazione e gestione o all'ampliamento degli stessi sia presentata dopo la pubblicazione del presente atto nel Bollettino Ufficiale della Regione Marche»...".

Proseguendo la lettura dello scritto, viene detto che i cittadini di Maiolati erano consapevoli della volontà dell'Amministrazione comunale di ampliare la discarica per altri 12 anni e che a Moie la popolazione non è affatto contraria alla presenza della discarica (ndr anzi, ne è felice!!).
Questi amministratori, poco avvezzi a frequentare la gente, se non nelle occasioni ufficiali, dalle distanze di palchi o passerelle, arroccati negli uffici comunali (per amministrare qualche volta è più utile fare una capatina al bar o passeggiare lungo i marciapiedi, anziché sfruculiare sempre e solo Facebook!) non percepiscono minimamente gli umori dei cittadini. Se iniziassero a parlare con la gente, si accorgerebbero che non sono stati eletti per ampliare la discarica e che anche la maggioranza dei loro elettori è fortemente contraria a proseguirne l'attività dopo la naturale scadenza prevista.
Viene scritto, poi, nel documento che la Provincia, nel settembre del 2015, avrebbe promosso un'assemblea pubblica al 6001 gestita malamente e contestata in modo antidemocratico da poche decine di cittadini.
Questa è una fandonia bella e buona! Le osservazioni e contestazioni di noi cittadini e quelle di amministratori di Comuni limitrofi avevano a riferimento esclusivamente dati tecnici e sono state svolte tranquillamente; invece, la contestazione generale di quasi tutti i partecipanti all'assemblea è stata scatenata dall'intervento del tutto fuori luogo del Direttore Sogenus che pressato da un cittadino ha perso le staffe apostrofandolo con tono sprezzante (questo sì antidemocratico!): "Tu Taci!". Da quel momento in poi il 6001 è esploso in una infinita contestazione. Nello scritto, inoltre, si parla solo della popolazione di Moie, e quella di Castelbellino?!! I cittadini di Stazione hanno la discarica sopra le loro teste, un traffico infernale dall'uscita della superstrada alla rotatoria e spesso, quando tira vento e c'è movimento nelle coperture, una puzza nauseabonda che tutti i residenti della lottizzazione "Dei Tigli" possono testimoniare! Questi cittadini, per gli amministratori maiolatesi ed i vertici Sogenus, non esistono o è stata una dimenticanza?!! Castelbellino ha una popolazione di 5.000 abitanti che si è stretta TUTTA, unita anche politicamente, maggioranza e minoranza, intorno al suo sindaco per DIRE NO all'ampliamento della discarica, checchè ne dica Calzolaio o lo scritto firmato dalle RSU!
Questo aspetto lo ha ben colto la Provincia e l'ha sintetizzato perfettamente il TAR quando riporta che il mancato rilascio dell'autorizzazione all'ampliamento, tra le altre cose, poggiava anche sul:

"... raggiungimento del limite di tolleranza della popolazione del luogo verso un impianto SEMPRE MENO DESTINATO ALLE ESIGENZE DEI RESIDENTI E SEMPRE PIU' RIVOLTO AGLI INTERESSI DELLE AZIENDE (non solo locali) PRODUTTRICI DI RIFIUTI SPECIALI. ...".

La lettera continua con l'ennesimo "sermone" sulla mancanza di rischi ambientali e per la salute pubblica della discarica di Moie, che è sempre stata gestita bene (e chi ha mai contestato questo?!), sui controlli, sulle certificazioni, ecc. ecc.
Quando gli amministratori maiolatesi ed i vertici Sogenus toccano questo tasto diventano "melodrammatici"! Ma ancora non hanno ancora capito che la Provincia non ha dato l'autorizzazione ESCLUSIVAMENTE perché il "loro" progetto non rispetta il criterio localizzativo della DISTANZA?!!

La seconda parte dello scritto "pilotato" riguarda l'ampliamento "in verticale" (la chiamano variante) dell'attuale discarica mediante un sistema di copertura che permetterebbe l'abbancamento di ulteriori 200.000 metri cubi di rifiuti.
Tralasciando le questioni prettamente tecnico-ingegneristiche in merito alle quali ancora attendiamo risposte (il proponente in un punto delle controdeduzioni addirittura afferma che siamo noi a dover svolgere i calcoli sugli spessori delle coperture (!!!)), anche in questo caso il Comune di Maiolati dimostra di non conoscere le normative, in particolare il par. 12.4 del PRGR (Ambito di applicazione dei criteri localizzativi), in cui si stabiliscono gli interventi rispetto ai quali debba essere applicato in modo ostativo il criterio localizzativo dei 2000 m di distanza dal centro abitato:

"[...]
Partendo dalla DGR 1600/2004 comprese sue eventuali modifiche e/o adeguamenti anche successivi all'approvazione del presente Piano, integrata e modificata perché sia coerente con i principi localizzativi, sono da ritenersi modifica sostanziale o ampliamento le modifiche per cui si verifichi almeno una delle seguenti condizioni:
· modifica delle tipologie di attività di gestione dei rifiuti.
· incremento di dimensione, inteso sia come aumento in termini di superficie che prevede, quindi, ulteriore consumo di suolo, sia in termini di aumento volumetrico, superiore al 30% di quelle che caratterizzano l'opera esistente; questa condizione deve tenere comunque conto dei disposti della L.R. 22/2011 art. 11;
· modifiche ad impianti di gestione rifiuti che comportino un aumento della potenzialità superiore al 30%.
Per ampliamento o modifica si considera anche il cumulo di interventi parziali ed effettuati in fasi successive nel progetto originario.
[...]"

Questo ampliamento in verticale di 200.000 metri cubi è un intervento che va a modificare il IV stralcio della discarica, che di per sé costituisce già, come scritto nei progetti, un ampliamento della discarica originaria (avente una volumetria di poco meno di 2 milioni di metri cubi). Con il progetto di Ampliamento della discarica - IV stralcio, autorizzato nel 2005, la discarica ha acquisito un'ulteriore volumetria di 1.957.284 mc suddivisi tra RSU e Rifiuti Speciali, per un aumento ulteriore di superficie di circa 20 ha. In riferimento a quanto stabilito dalla DGR 1600/2004, il solo ampliamento della discarica - IV stralcio ha costituito un incremento sia volumetrico che superficiale di oltre il 100% rispetto al PROGETTO ORIGINARIO, rendendo di fatto "modifica sostanziale o ampliamento" qualsiasi intervento cumulativo realizzato successivamente alla data del 2004, anno di entrata in vigore della suddetta DGR, e rendendo ostativo, per qualsiasi intervento cumulativo, il criterio localizzativo dei 2.000 m di distanza dal centro abitato.
Inoltre, come afferma la stessa Provincia, il progetto di ampliamento della discarica - IV stralcio fu approvato nel 2005 con Autorizzazione n. 49 del 04.08.2005, quindi in quel momento l'impianto di discarica formato dagli stralcio I-II-III originari risultava ancora funzionante (e quindi esistente), in quanto tale porzione di discarica venne ufficialmente dichiarata chiusa con lettera del 21.04.2009 prot. n. 31671. Il progetto di ampliamento della discarica - IV stralcio venne sottoposto a VIA con la presentazione della domanda relativa da parte del Comune di Maiolati Spontini in data 13.01.2005.
Quindi, ricapitolando, il IV stralcio costituisce un ampliamento (del 100%) della discarica originaria. Di conseguenza la variante al IV stralcio (+200.000 mc) costituisce, cumulativamente al IV stralcio, una modifica sostanziale del 120% rispetto alla discarica originaria. Necessariamente quindi i criteri localizzativi vanno di nuovo applicati ostativamente.

Lo scritto continua con i dipendenti Sogenus e le RSU che fanno i conti al Comune di Maiolati, considerato dai medesimi in procinto di dissesto finanziario e prossimo al commissariamento, che trascinerà conseguentemente in rovina CIS Srl, le sue società collegate, i Comuni soci in CIS Srl e Anconambiente, mentre Sogenus dopo un anno dalla chiusura dovrà procedere alla liquidazione della società ed a licenziare i dipendenti. Si paventa addirittura un'emergenza rifiuti in Provincia!
Innanzitutto, il Comune di Maiolati che ha il suo Dirigente alla Ragioneria pagato per fare i conti, non andrà in dissesto finanziario per la scadenza naturale della discarica, in vista della quale, con l'eccezione degli ultimi due anni, si è preparato assottigliando via via la dipendenza delle spese correnti dagli introiti Sogenus. Cosa dovrebbero dire allora gli altri Comuni che la discarica non l'hanno mai avuta?! Sono tutti in dissesto finanziario?! Per quanto riguarda il CIS, ma non era l'ex presidente che, a chi gli contestava l'entrata "drogata" degli utili Sogenus per tamponare i servizi in perdita, rispondeva seccato che i bilanci CIS erano solidissimi?! E quando parlate di società collegate al CIS a chi vi riferite, a Cisenergy ed E.T.?! La prima, in cui CIS Srl è socio unico, di fatto si regge esclusivamente sui finanziamenti appunto del socio e l'unica cosa che ha realizzato in questi anni, la centralina idroelettrica presso il vallato, non ha mai funzionato, l'amministratore unico si è dimesso e la società del tutto inutile è in procinto di scioglimento; la seconda, in cui sono in conflitto permanente da anni Tecniconsul e CIS, sarà presto soppiantata dal gestore unico d'ambito del Gas, per cui non ci saranno le annunciate catastrofi, perché sono cose risapute da anni, come è accaduto per l'acqua, così avverrà sia per i rifiuti che per il gas, con il gestore unico d'ambito che assorbirà, per legge, i rami d'azienda delle società locali ed i relativi contingenti di personale. Eppure in tutto lo scritto, non si è mai nominato questo gestore unico che si accaparrerà tutto, per l'acqua già l'ha fatto, e con solide fondamenta politiche (PD), sta facendo altrettanto con i rifiuti ed il gas. Si chiama MULTISERVIZI (con altra società prestanome), in cui transiteranno i dipendenti Sogenus appartenenti al ramo d'azienda in cessione (RSU). Certo, il restante personale non inquadrato nel ramo d'azienda da cedere, se non c'è l'interessamento in primis dei vertici della società e poi degli amministratori soci, rischiano di trovarsi male. Ma da tre anni a questa parte potevano essere percorse strade alternative legate alla differenziazione ed al riciclo dei rifiuti, soluzioni innovative per i nostri territori ma ampiamente diffuse in altre realtà. I dirigenti sono pagati per trovare soluzioni agli azionisti (non viceversa!), non per polemizzare con il mondo intero pur di continuare ad interrare!
Infine, va ricordato che il progetto di ampliamento bocciato dalla Provincia non solo contrastava con diritti e diritto, come confermato anche dai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale, ma risultava esterno ed estraneo alle reali e piene esigenze del nostro territorio. Tutt'altro che strategico, come qualcuno cerca invano di dimostrare. Questo appare all'evidenza sia degli atti, sia di tutti i documenti di pianificazione e programmazione sui rifiuti, che dopo 30 anni di attività e dopo i vari ampliamenti già effettuati, individuano nel 2017 il termine ultimo fisiologico di questo impianto.
La "sciagurata decisione" che potrebbe "comportare conseguenze economiche, patrimoniali ed occupazionali", come voi dite, l'hanno già presa gli amministratori di Maiolati in accordo con i vertici Sogenus, quando senza alcuna opposizione, dopo aver speso 400.000 per la terra e 100.000 euro per la progettazione, ed avendo già ottenuto da parte della Provincia (con tanto di convenzione firmata dalle parti) il finanziamento di oltre 6 milioni di euro di fondi Fas, si sono fatti "amichevolmente" scippare il tutto da Corinaldo, pensando di ottenere un via libera con i rifiuti speciali e pericolosi, maggiormente remunerativi rispetto ai RSU.
Se non fosse stata presa questa "sciagurata decisione", oggi avremmo già avuto l'impianto di trattamento, saremmo stati in regola con la normativa, non saremmo dovuti ricorrere agli impianti fuori Provincia, il cui ulteriore costo è a carico dei Comuni che a loro volta sono costretti a farli pagare ai cittadini con la TARI, avremmo potuto affiancare all'impianto di trattamento un impianto di selezione spinta e riciclo delle materie prime di qualità da mettere sul mercato, avremmo ottenuto ricchezza (quella che oggi si becca il privato) ed occupazione.
In quest'ottica, è chiaro a chi appartenga la "responsabilità politica e personale" della "sciagurata decisione"!

La terza e ultima parte dello scritto, che riguarda la riunione dei lavoratori Sogenus con la Giunta maiolatese, si conclude con delle richieste a dir poco agghiaccianti:

[...]
2. richiedere al Comune di Maiolati di attivarsi con la massima urgenza e sollecitudine per presentare alla Provincia di Ancona un nuovo progetto sotto soglia del 30% dell'impianto esistente così come autorizzato, considerando che la stessa sentenza del TAR prevede tale soluzione e ne legittima la richiesta. Ciò consentirebbe di abbancare circa 570.000 tonnellate permettendo la prosecuzione delle attività per almeno ulteriori 4-5 anni garantendo con ciò la possibilità per il Comune di gestire in modo programmato e non emergenziale la gestione delle opere pubbliche già preventivate ed una diversa strutturazione dei servizi pubblici erogati ai cittadini e, allo stesso tempo, un pari periodo di occupazione per ì dipendenti, da utilizzare anche per costruire le possibili alternative occupazionali per gli stessi;

3. inoltre l'Assemblea dei Lavoratori chiede all'azienda di impegnarsi a valutare ipotesi di fattibilità di ampliamenti sotto soglia, in conformità alla normativa vigente e nell'ottica di una prosecuzione della ordinaria gestione della discarica fin quando possibile;
[...]

In sostanza, chiaramente "pilotata" da chi tira le fila dietro le quinte, l'assemblea dei lavoratori chiede al Comune e alla Sogenus di realizzare altri ampliamenti sotto-soglia del 30% per la "prosecuzione della ordinaria gestione della discarica fin quando possibile". E' quasi superfluo commentare l'improponibilità, sia tecnica che politica, di tale richiesta. Il solo poter immaginare altri futuri ampliamenti come possibile soluzione al "problema Sogenus" riporterebbe il tutto al paradossale ritorno ad un progetto analogo, seppur in forma leggermente minore, a quello bocciato l'anno scorso, che quindi presenterebbe le stesse criticità che hanno portato al diniego della Provincia, tra cui il non trascurabile "raggiungimento del limite di tolleranza della popolazione del luogo verso un impianto SEMPRE MENO DESTINATO ALLE ESIGENZE DEI RESIDENTI E SEMPRE PIU' RIVOLTO AGLI INTERESSI DELLE AZIENDE (non solo locali) PRODUTTRICI DI RIFIUTI SPECIALI".

E' stato raggiunto il limite di tolleranza della popolazione anche verso una classe politica che non è più in grado di mettere in piedi soluzioni che pur ci sono, condannando quindi il territorio ad una fase di stallo che non può far altro che aggravare la situazione di tutti i Comuni della zona CIS.


Maiolati Spontini - 

I ricorsi del Comune di Maiolati e di Sogenus Spa, dichiarati irricevibili, vengono sonoramente respinti!

Poco meno di un anno fa la Provincia di Ancona ha bocciato il progetto di ampliamento della discarica "La Cornacchia" di Moie proposto dal Comune di Maiolati.
Il motivo principale della bocciatura era legato al fatto che l'impianto non rispettava la distanza minima dei 2000 metri dal centro abitato, prevista nella pianificazione regionale.
Contro la decisione della Provincia il Comune di Maiolati e la Sogenus avevano presentato ricorso al TAR.
Come abbiamo ben spiegato in questo video:
https://www.facebook.com/movimento5stellejesi/videos/1004259872963177/
e in questo articolo: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/maiolatispontini/2016/05/lepilogo.html
inizialmente, nei pareri espressi dalla Regione e fatti pervenire nel procedimento, questo criterio dei 2000 mt non era stato ritenuto applicabile poiché l'istanza con la quale il proponente aveva chiesto l'autorizzazione all'ampliamento era stata presentata nell'agosto 2013, antecedente quindi al Piano Regionale Rifiuti che introduceva tali criteri localizzativi.
Tuttavia studiando gli atti del procedimento e le norme, scoprimmo che in realtà tale divieto di ubicazione di nuovi impianti e di ampliamenti sostanziali di discarica a meno di 2000 mt era già vigente ai tempi della presentazione dell'istanza del Comune, perché introdotto già da una Delibera Amministrativa del Consiglio Regionale approvata il 26 febbraio 2013 (DACR 66/2013).
Nessuno aveva accertato questa situazione prima che, tramite le nostre osservazioni, fu portata ufficialmente all'attenzione di tutti i soggetti coinvolti nell'iter autorizzativo, comportando di fatto poi un mutamento agli atti del parere espresso dalla Regione.
Alla fine, quindi, la Provincia accolse le nostre osservazioni e bocciò il progetto.
Oggi il TAR si è espresso respingendo i ricorsi presentati dal Comune e dalla Sogenus!!!
Il fattore determinante, considerato dal TAR nelle sentenze oggi pubblicate (n.72/2017 e 63/2017), e che rende irrelevanti tutti gli altri motivi di ricorso, perché ritenuto insanabile, è proprio quello che avevamo portato agli atti del procedimento, ovvero la sussistenza e l'applicabilità del criterio localizzativo dei 2000 mt di cui alla DACR 66/2013.
Questo il passaggio cruciale della sentenza a riguardo:

"3.2 Di conseguenza vanno applicati i criteri localizzativi di cui al PRGR previgente (1999), come modificati dalla variante introdotta con la deliberazione amministrativa del Consiglio Regionale n. 66/2013.
[...]
3.7 L'insanabile contrasto del progetto con il vincolo della distanza dai centri abitati di cui al PRGR del 1999 (come modificato nel 2013) rende irrilevante la trattazione delle restanti censure, incluse quelle rivolte contro gli ulteriori profili che sorreggono la valutazione negativa di compatibilità ambientale e il consequenziale diniego di rilascio dell'AIA."

Fra le tante vittorie che abbiamo conseguito in questi anni, quella confermata oggi è una delle più limpide ed emblematiche del ruolo fondamentale che possono avere cittadini onesti e preparati, i quali, dentro le Istituzioni e presentando gli atti nelle sedi competenti, possono far valere i diritti della collettività a tutela dell'Ambiente, della Salute e del Bene comune.
Un grande risultato soprattutto grazie ad un lavoro encomiabile e di squadra assieme agli amici di tutto il gruppo del MoV 5 Stelle di Jesi e in particolare al Capogruppo Consiliare di Jesi Massimo Gianangeli.

LEONARDO GUERRO
GIANPIERO RUGGERI
ConsiglierI Comunali M5S Maiolati Spontini


Maiolati Spontini - 


La mozione, sindaco Domizioli, è limpidissima ed ancora attende risposte: continui a ripetere, al pari dell'ex presidente Sogenus e come un disco incantato, le stesse monotone, insufficienti ed errate giustificazioni: "La professoressa Ceccarelli è stata autorizzata dai propri dirigenti ed ha scelto il part time solo per scrupolo". Se avessi letto con attenzione la mozione, allora sapresti che c'è una legge, del 1994, che vieta agli insegnanti di accettare le nomine a presidente di consigli di amministrazione di società di capitali con attività a carattere imprenditoriale (come appunto Sogenus Spa); sapresti che c'è un'altra legge che, in caso di attività subordinata o autonoma, permetterebbe ai docenti di fare altri lavori solo se decidono di optare per il part time con il datore di lavoro principale (in questo caso la scuola); sapresti che, secondo un parere rilasciato dall'ufficio legale dell'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna nel 2007, se l'attività della società è di natura imprenditoriale (commercio, industria e grande artigianato), è assolutamente vietato per qualsiasi docente, sia tempo pieno che a tempo parziale, ricoprire la carica di presidente o amministratore delegato di queste società per azioni; sapresti, infine, che anche volendo considerare valida la regola del part time, l'ex presidente Sogenus, durante il periodo di nomina, non ha svolto correttamente il tempo parziale, risultando per interi anni scolastici a tempo pieno.
Peccato, sindaco Domizioli, che in consiglio comunale, tutte le cose che adesso sciorini come un fiume in piena (in piena crisi di nervi) nell'articolo, tu non le hai minimamente accennate. Dovevi ripassare la lezione o dovevi prendere il compito già scritto dai "teachers"?!
Non ti avventurare, poi, con la fantapolitica e non condire le tue frasi con demagogia di pessima qualità: non c'è alcuna "strana alleanza" tra M5S e la lista di Aldo Cursi, ma solamente una oggettiva convergenza di fronte ad incompatibilità così incontrovertibili. Se proprio vuoi inorridire di fronte a "strane alleanze", punta il dito su quell'inguardabile inciucio realizzato dal tuo "capo" Renzi, la triade "RenziAlfanoVerdini", che si appresta a demolire la "Costituzione più bella del mondo"!!
E non parlare di "vecchia politica di cui nessuno sente la nostalgia o vecchi metodi", riferendoti ai consiglieri del M5S, perché è da dodici anni ed oltre che sei seduto sulle poltrone del Comune e visti i risultati, in primis le vicende della discarica e l'incorporazione di Rosora, quando deciderai di andare a casa, tu e la tua maggioranza, puoi star tranquillo che nessuno, ma proprio nessuno, ti/vi rimpiangerà né ti/vi ricorderà.
Inoltre, non si capisce dove vai o dove ti mandano a parare quando muovi quelle accuse gravi e farneticanti ai consiglieri M5S, colpevoli di "attaccare il loro stesso Comune, minarne il ruolo e l'elevato livello di servizi e di qualità della vita dei suoi cittadini". Ma che stai dicendo?! La nostra mozione chiedeva a te e ai tuoi colleghi sindaci dentro CIS e SOGENUS solamente di verificare le condizioni di incompatibilità dell'ex presidente Sogenus che, non dimenticare, si è dimessa spontaneamente, non costretta da alcuno. Che centra l'alto livello dei servizi comunali e la qualità della vita dei cittadini con le dimissioni di Eddi Ceccarelli?!! Dipendono dalla presenza in Sogenus dell'insegnante?!! Qualche cittadino si è accorto dell'improvviso calo della qualità della sua vita dopo le dimissioni della docente?!!
Dopo aver buttato fango su di noi con queste accuse ignobili, l'uscita buonista "un invito a confrontarsi con lo stesso impegno e con la stessa tenacia su obiettivi che consolidino e costruiscano un futuro migliore per il nostro Comune e per il nostro territorio", ma facci il piacere, te la potevi anche risparmiare!!


Maiolati Spontini - 


L'ormai ex Presidente Sogenus in una lettera inviata ai sindaci di area CIS, definisce i consiglieri delle due delle minoranze del Consiglio comunale di Maiolati come dei "volgari aggressori" a livello politico, persone di "malcostume" e "calunniatori", che usano la dialettica politica "in modo barbaro", individui "malvagi", capaci di "sotterranee vendette", che hanno scatenato "una guerra" contro di lei e contro il Comune di Maiolati, che addirittura la vorrebbero "linciare"! I consiglieri di minoranza di Maiolati, conclude la professoressa Ceccarelli, sono individui di una "allarmante bassezza" morale, per cui la stessa si riserva di ricorrere alla solita "querela per diffamazione".

A ben considerare lo scritto inviato dall'ex presidente Sogenus ai sindaci, la stessa potrebbe essere querelata per diffamazione NOVE VOLTE, da parte dei consiglieri di minoranza, per ALTRETTANTI INSULTI, sopra evidenziati, nei confronti di rappresentanti dei cittadini in Consiglio Comunale.

1) E' una "VOLGARE AGGRESSIONE POLITICA" ricordare ai sindaci (soci nelle assemblee di CIS e SOGENUS) che l'art. 508 del D.Lgs. n. 297/1994 non permette agli insegnanti di ricoprire la carica di presidente o amministratore delegato in società di capitali, quali le società per azioni, le società a responsabilità limitata, le società in accomandita per azioni.?!

2) E' "MALCOSTUME" ricordare ai sindaci (soci nelle assemblee di CIS e SOGENUS) che l'esercizio di attività imprenditoriale (vietata agli insegnanti) si realizza anche nei casi in cui si ricopra la posizione di presidente o amministratore delegato in società di capitali, quali le società per azioni, le società a responsabilità limitata, le società in accomandita per azioni?!

3) E' "CALUNNIA" ricordare ai sindaci (soci nelle assemblee di CIS e SOGENUS) che l'Ufficio legale dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna, in data 26 febbraio 2007, ha rilasciato un parere in cui viene detto che l'accettare cariche in società costituite a fini di lucro è vietato sia agli insegnanti a tempo pieno, sia agli insegnanti a tempo parziale?!

4) E' una "BARBARIE" ricordare ai sindaci (soci nelle assemblee di CIS e SOGENUS) che la professoressa Ceccarelli non ha rispettato neppure la deroga prevista per chi svolge la professione di insegnante part time (che comunque sia non sarebbe stata sufficiente in base al parere sopra citato)?! Infatti la medesima ha svolto il lavoro di insegnante secondo quanto di seguito si riporta:
- dal 18 Febbraio 2010 (data d'assunzione della carica in Sogenus Spa) al 31 Agosto 2010, la docente Ceccarelli ha svolto attività lavorativa a tempo pieno;
- dal 1° Settembre 2010 al 31 agosto 2012 la docente Ceccarelli ha svolto attività lavorativa a tempo parziale;
- dal 1° Settembre 2012 al 31 agosto 2014 la docente Ceccarelli ha svolto attività lavorativa a tempo pieno;
- dal 1° Settembre 2014 al 31 agosto 2016 la docente Ceccarelli ha svolto attività lavorativa a tempo parziale;
- dal 1° Settembre 2016 la docente svolge attività lavorativa a tempo pieno.
Pur prendendo per buona la regola del part time, i periodi in cui la professoressa è risultata a tempo pieno non erano in regola con l'autorizzazione e pertanto la medesima è caduta in stato di incompatibilità.

5) E' "MALVAGITA'" ricordare ai sindaci (soci nelle assemblee di CIS e SOGENUS) che il CdA di Sogenus Spa, presieduto dalla professoressa Ceccarelli non è propriamente un comitato parrocchiale, ma è investito dei PIU' AMPI POTERI per la gestione ORDINARIA e STRAORDINARIA della società ed ha la facoltà di COMPIERE TUTTI GLI ATTI che ritenga opportuno per l'attuazione ed il raggiungimento degli obiettivi dell'azienda?!

6) E' una "SOTTERRANEA VENDETTA" ricordare ai sindaci (soci nelle assemblee di CIS e SOGENUS) che il CdA di Sogenus Spa, presieduto dalla professoressa Ceccarelli, come da Statuto, ha la COMPETENZA ESCLUSIVA per la pianificazione a medio termine dello sviluppo aziendale, ivi compresa la dotazione del personale, per la definizione degli indirizzi della POLITICA COMMERCIALE e tariffaria, per le SCELTE IMPRENDITORIALI di carattere strategico e per quelle inerenti agli INVESTIMENTI DI RILEVANTE IMPORTANZA?!

7) Ha il significato di una "GUERRA" contro la docente Ceccarelli ed il Comune dei Maiolati l'aver chiesto ai sindaci (soci nelle assemblee di CIS e SOGENUS) di individuare eventuali responsabilità di chi non ha controllato la sussistenza di cause ostative alla nomina di presidente di Sogenus Spa della professoressa Ceccarelli?!

8) E' un "LINCIAGGIO" contro la persona della professoressa Ceccarelli richiedere che i sindaci (soci nelle assemblee di CIS e SOGENUS) accertino eventuali responsabilità amministrativa ed erariale degli organi politici e burocratici delle due società partecipate?!

9) E' una "ALLARMANTE BASSEZZA" morale richiedere ai sindaci (soci nelle assemblee di CIS e SOGENUS) di verificare la legittimità degli atti sottoscritti dalla docente Ceccarelli, in qualità di presidente del CdA Sogenus, in presenza di condizioni di incompatibilità, e di adottare eventuali provvedimenti in sanatoria?!

No, non è un attacco personale, la mozione è dovere ed un obbligo morale di chi, eletto dai cittadini, maggioranza o minoranza, poco conta, deve controllare il rispetto e l'osservanza delle norme e delle regole, sia nella istituzione, sia negli enti ad essa collegati.

I consiglieri comunali M5S Maiolati Spontini


Maiolati Spontini - 

e non su attacchi personali

Con questo articolo cercheremo di spiegare passo dopo passo la vicenda legata all'incompatibilità dell'incarico della dimissionaria Presidente di Sogenus Spa e la professione di docente, illustrando i dettagli della mozione presentata dal gruppo consiliare M5S Maiolati Spontini e dal gruppo consiliare Innovazione e Responsabilità in data 10.10.2016. Durante la discussione della mozione in Consiglio Comunale a Maiolati, lo scorso venerdì 4 novembre, i consiglieri di minoranza hanno ribadito che la mozione non ha mai avuto un carattere di atto ad personam, ma solamente il fine del rispetto delle leggi e delle regole.

Qua il testo completo:
https://drive.google.com/open?id=0B2xzIGAGUlvgSzF0WER6YW13SjQ

La normativa di riferimento è l'art. 508 del D.Lgs. n. 297/1994, il cui comma 10 recita testualmente che il personale docente "non può esercitare attività commerciale, industriale e professionale, né può assumere o mantenere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro (società di capitali e di persone) tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato e sia intervenuta l'autorizzazione del Ministero della Pubblica Istruzione".
Va inoltre ricordato che per esercizio del commercio e dell'industria si intende ogni attività imprenditoriale e la partecipazione in qualità di socio a società di persone, quali le società in nome collettivo, le società in accomandita semplice, le società semplici, e che l'esercizio di attività imprenditoriale si realizza anche nei casi in cui si ricopra la posizione di presidente o amministratore delegato in società di capitali, quali le società per azioni, le società a responsabilità limitata, le società in accomandita per azioni.

Da quanto sopra si evincono i primi due punti cardine della mozione:

1) il personale docente, educativo e ATA della scuola non può svolgere attività imprenditoriale;
2) il personale docente, educativo e ATA della scuola non può ricoprire la carica di presidente o amministratore in società di capitali;

L'art. 6, comma 2, del DPCM n. 117/1989, la legge n. 662/1996 e il D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165, tuttavia, sostanzialmente stabiliscono una deroga a quanto sopra riportato, stabilendo che il personale docente con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione di lavoro non superiore al 50% di quella a tempo pieno, invece, può svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo qualora non si determini una situazione di conflitto o si pregiudichino le esigenze di servizio.
Nonostante ciò, l'Ufficio legale dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna, in data 26 febbraio 2007, ha rilasciato un parere:

https://drive.google.com/open?id=0B2xzIGAGUlvgbXBHMVhPYjJ2ZTg

in cui lo status di un docente a tempo determinato viene equiparato a quello di un docente a tempo indeterminato in regime di part-time. Detto parere, inoltre, fornisce una chiara spiegazione relativa alla differenza tra attività commerciale e lavoro autonomo, descrivendo le caratteristiche dell'una e dell'altro, in considerazione che tale differenza è di fondamentale importanza, poiché sta alla base della concessione della prescritta autorizzazione, cioè la possibilità di svolgere lavoro autonomo o subordinato, fatta ai dipendenti pubblici con prestazione lavorativa a orario ridotto. Riportiamo un estratto:
"[...] Ciò posto, preso atto delle differenze sopra enunciate, è parere di quest'Ufficio legale che, mentre un'attività di lavoro autonomo di natura intellettuale o artigianale (purché rientrante nella fattispecie del contratto d'opera), nel rispetto dei limiti delle incompatibilità più volte richiamati in questa sede, possa essere esercitata dal personale docente previa autorizzazione del Dirigente scolastico, la titolarità di una attività commerciale, a norma dell'art. 508 co. 10 T.U. 297/94, resta assolutamente vietata all'intera categoria di docenti, cosi come risulta vietata, per la medesima categoria, la possibilità di accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società od enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia intervenuta l'autorizzazione del Ministero P.I."

Alla luce del parere sopra riportato, che tra l'altro, non risulta essere stato smentito o confutato da successivi pareri ministeriali o di altri USR, si desume che:

3) L'ACCETTARE CARICHE IN SOCIETA' COSTITUITE A FINE DI LUCRO, tranne che si tratti di cariche in società od enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia intervenuta l'autorizzazione del Ministero della P.I., E' VIETATO PER UN DOCENTE, SIA A TEMPO PIENO, SIA A TEMPO PARZIALE.

Ma prendiamo ora in esame il tempo parziale e consideriamolo pure come deroga valida e guardiamo i dati tecnici riguardanti la presidente Sogenus (prima delle dimissioni):
- la presidente pro tempore del CdA di Sogenus Spa, prof.ssa Eddi Ceccarelli è, nel contempo, anche docente di "Lingua e Civiltà Straniera" presso l'ITS "Marconi" di Jesi;

- la prof.ssa ha assunto la carica di presidente del CdA di Sogenus Spa, società partecipata a totale capitale pubblico, in house providing, in data 18 febbraio 2010 ed è stata confermata nella carica in data 8 gennaio 2014, con scadenza in data 8 gennaio 2017;

- la prof.ssa, pertanto, ha ricoperto la carica continuativamente dal febbraio 2010 ad oggi;

- anche volendo considerare (ma ciò non è in base al citato parere dell'USR dell'Emilia Romagna) l'attività della docente Ceccarelli in Sogenus Spa di natura non imprenditoriale, la medesima insegnante non risulta essere iscritta ad un albo professionale (lavoro autonomo) che permetterebbe, in qualche modo (nel caso di un'attività di lavoro autonomo di natura intellettuale o artigianale purché rientrante nella fattispecie del contratto d'opera), la copertura della carica sociale rivestita, anche in presenza del rapporto di lavoro con il Ministero dell'Istruzione, qualora sia intervenuta la trasformazione dell'orario da tempo pieno a tempo parziale (50%), a seguito di specifica domanda al proprio Istituto per ottenere l'autorizzazione a svolgere detta attività nella società partecipata di che trattasi;

- la docente Eddi Ceccarelli ha chiesto la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con decorrenza dall'anno scolastico 2010/2011, per 9 (nove) ore verticali;

- successivamente, per l'anno scolastico 2012/2013, la docente Eddi Ceccarelli ha chiesto la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno;

- per l'anno scolastico 2014/2015, la docente Eddi Ceccarelli ha chiesto nuovamente la trasformazione dell'orario da tempo pieno a tempo parziale per 9 (nove) ore verticali;

- per l'anno scolastico 2016/2017, la docente Eddi Ceccarelli ha chiesto di nuovo la trasformazione del proprio rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno, con decorrenza 1 settembre 2016 (decreto provvisorio).
Qua ci sono gli allegati relativi alle trasformazioni degli orari di lavoro:
https://drive.google.com/open?id=0B2xzIGAGUlvgQUwzZnVSRWdabDQ
https://drive.google.com/open?id=0B2xzIGAGUlvgT21FT3JYRnUyMkU
https://drive.google.com/open?id=0B2xzIGAGUlvgOHgwSUszbUxRcWc

Riassumendo quindi:
- dal 18 Febbraio 2010 (data d'assunzione della carica in Sogenus Spa) al 31 Agosto 2010, la docente Ceccarelli ha svolto attività lavorativa a tempo pieno;
- dal 1° Settembre 2010 al 31 agosto 2012 la docente Ceccarelli ha svolto attività lavorativa a tempo parziale;
- dal 1° Settembre 2012 al 31 agosto 2014 la docente Ceccarelli ha svolto attività lavorativa a tempo pieno;
- dal 1° Settembre 2014 al 31 agosto 2016 la docente Ceccarelli ha svolto attività lavorativa a tempo parziale;
- dal 1° Settembre 2016 la docente svolge attività lavorativa a tempo pieno;
- la trasformazione del rapporto di lavoro da full time a part time e viceversa, come sopra specificato, è avvenuto in costanza dell'incarico ricoperto (presidenza del CdA di Sogenus Spa) presso la società partecipata Sogenus Spa.

La natura commerciale e industriale dell'attività della Sogenus Spa, presieduta dalla docente, è agevolmente desumibile dalla lettura dell'art. 3 dello Statuto, così come modificato il 13 gennaio 2010. Come da statuto della società partecipata sono di esclusiva competenza del Consiglio di Amministrazione: "la pianificazione a medio termine dello sviluppo aziendale, ivi compresa la dotazione del personale, la definizione degli indirizzi della POLITICA COMMERCIALE e tariffaria, le SCELTE IMPRENDITORIALI di carattere strategico e quelle inerenti agli INVESTIMENTI di rilevante importanza".

La mozione nel dispositivo impegnava il sindaco di Maiolati ad attivare tutte le procedure all'interno delle assemblee degli azionisti e degli organismi di controllo analogo delle due partecipate CIS e Sogenus, affinché venissero adottati gli opportuni provvedimenti: a) per la decadenza della docente Eddi Ceccarelli dalla carica di presidente del CdA di Sogenus Spa, in quanto incompatibile con la sua professione di insegnante; b) per l'eventuale recupero delle somme erogate, quale indennità di carica, qualora venisse accertato che le stesse non siano state legittimamente corrisposte; c) per individuare eventuali responsabilità di chi doveva verificare e controllare, e non l'ha fatto, al momento della nomina a presidente del CdA di Sogenus Spa, l'eventuale esistenza di cause ostative per incompatibilità all'assunzione della carica; d) per accertare l'eventuale responsabilità amministrativa ed erariale degli organi politici e burocratici delle due società partecipate; e) per verificare la legittimità degli atti sottoscritti dalla docente dal 18 febbraio 2010 ad oggi, in qualità di presidente del CdA di Sogenus Spa, ma in costanza di condizioni di incompatibilità, adottando eventuali provvedimenti in sanatoria.
La mozione è stata presentata il 10 ottobre, mentre la lettera di dimissioni è arrivata al Comune di Maiolati il 27 ottobre.
Qua il link con il testo: https://drive.google.com/open?id=0B2xzIGAGUlvgQjNEWUZiWW5jWG8.

La lettera di dimissioni contiene come allegati le autorizzazioni dei Dirigenti Scolastici all'accettazione della carica e un parere legale dell'avvocato Micioni volto a spiegare l'insussistenza di incompatibilità, che linkiamo qui di seguito:
Autorizzazioni Dirigenti Scolastici:
https://drive.google.com/open?id=0B2xzIGAGUlvgUGNNbDFRR3Brejg
Parere Avvocato Micioni:
https://drive.google.com/open?id=0B2xzIGAGUlvgQnJ6N0RyM1BaRkE

La presidente della Sogenus parla di "aggressività politica" che tenderebbe a colpirla in ambito professionale e di "caccia alle streghe", riferendosi sicuramente al M5S e alla lista Innovazione e Responsabilità.
Niente di tutto questo. Non si tratta assolutamente di una questione personale. E' e resta, come dovrebbe sempre essere, una questione di regole, che debbono valere per tutti, anche per i docenti.
La mozione invita infatti i sindaci a prendere i dovuti accorgimenti e provvedimenti entro le assemblee e gli OIC delle società partecipate, tra cui la stessa assemblea che ha designato la prof.ssa Ceccarelli a Presidente della Sogenus.
La documentazione presenta imprecisioni ed alcuni approcci che riteniamo superficiali da parte dell'avvocato Micioni ed anche le giustificazioni della professoressa di fronte a un part time non sempre tale ci sembrano poco impattanti con la normativa. Ci spieghiamo meglio:
1) Nella lettera indirizzata al sindaco di Maiolati la prof.ssa Ceccarelli dice di aver chiesto ed ottenuto il tempo parziale al 50% "appena mi è stato amministrativamente possibile" e inoltre "i periodi [...] durante i quali non lavoravo a tempo parziale sono dipesi dai tempi di inizio e scadenza dei due mandati" ed ancora "l'autorizzazione al tempo parziale vale due anni e pertanto non ho potuto richiederla prima dell'inizio del primo mandato né in prossimità della fine del primo mandato perché nessuno a tempo debito mi ha informato [...]".
Queste sono giustificazioni che si possono in qualche modo comprendere a livello personale, ma la legge non fa "sconti". I periodi in cui la professoressa risultava a tempo pieno non erano in regola con l'autorizzazione e pertanto era in stato di incompatibilità, sempre tra l'altro se non tenessimo conto del parere dell'USR dell'Emilia Romagna, secondo quale in ogni caso sussisterebbe l'incompatibilità.
2) Per quanto riguarda il parere dell'avvocato Micioni, lo stesso ammette che "a stretto rigore, stando ad una interpretazione letterale delle disposizioni sulle incompatibilità, la carica del presidente del Consiglio di Amministrazione di una società per azioni quale la Sogenus Spa parrebbe incompatibile con quella di docente".
Un primo commento che ci viene spontaneo è che in Italia le leggi dovrebbero essere "interpretate solo letteralmente", nel senso che non dovrebbero essere interpretate.
Poi l'avvocato continua dicendo che "risulta che la dottoressa Ceccarelli abbia chiesto la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, facendo venir meno in radice la situazione di potenziale incompatibilità".
Ma come abbiamo visto i periodi di non potenziale incompatibilità non sono stati continuativi. Poi ancora dice "risulta altresì richiesta l'autorizzazione ex art. 508 dlgs n. 297/1994 allo svolgimento dello svolgimento dello specifico incarico di presidente del Consiglio di Amministrazione della società predetta", confondendo l'esercizio di libere professioni previsto dal comma 15 del citato art. 508 con l'assunzione di cariche di presidente o amministratore di società di capitali.
Ancora l'avvocato afferma che "[...] la carica rivestita appare del tutto carente di quelle connotazioni tipiche dell'attività di amministrazione di una società privata con finalità di lucro che si caratterizzano per il legame tra risultati utili conseguiti e compenso attribuito e spesso per la compartecipazione a utile e perdite di esercizio."
La realtà invece vuole che direttamente lo statuto di Sogenus Spa all'art. 20 preveda che "il CdA è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria della società e ha facoltà di compiere tutti gli atti che ritenga opportuno per l'attuazione e il raggiungimento degli scopi sociali [...]". E inoltre l'art. 24 del medesimo statuto prevede che "la rappresentanza della società e l'uso della firma sociale sia di fronte ai terzi sia in giudizio, spettano al presidente del Consiglio di Amministrazione [...]". E per stessa ammissione della professoressa che dice che "gli atti che portano la mia firma sono i bilanci di previsione e consuntivi che sono stati approvati per le rispettive competenze del CdA, dell'assemblea di coordinamento dei soci e dall'assemblea ordinaria dei soci". E, aggiungiamo, anche il ricorso contro la Provincia, inizialmente sottoscritto dal Direttore in modo non corretto e non valido.
3) Per quanto riguarda la questione dell'"in house", occorre fare un po' di chiarezza. L'avvocato dice che non può essere messa in discussione la caratteristica dell'in house providing di Sogenus Spa presentando la stessa quei requisiti qualificanti quali la finalità di gestione dei pubblici servizi, la natura esclusivamente pubblica di soci che ne detengono integralmente il capitale, l'esercizio di attività esclusivamente in favore dei soci stessi, nello specifico Comuni, e il controllo analogo. Inoltre poi si dilunga sul tema dell'in house providing riportando sentenze e giurisprudenza varia e affermando: "[...] al punto che tutte le decisioni più importanti, nella legislazione più recente, devono essere sottoposte al vaglio preventivo degli stessi" soci [ndr]. Le caratteristiche dell'in house providing di Sogenus non sono proprio quelle descritte dall'avvocato, in quanto la società non svolge l'esercizio della sua attività esclusivamente in favore dei soci, e nemmeno all'80% come previsto dalla legge, soprattutto dal 2010, quando ha cambiato il proprio oggetto sociale. Per cui sempre più i servizi sono svolti nei confronti dei privati e sempre meno nei confronti dei soci, anzi con il gestore unico il servizio sarà svolto da altre società e non da Sogenus. Anche per quello che riguarda le decisioni più importanti che dovrebbero essere sottoposte al vaglio preventivo dell'assemblea dei soci, spesso sono disattese come nel caso del ricorso contro la Provincia per l'ampliamento della discarica e nel caso di querela di un consigliere comunale di altro Comune. Il CdA in questi casi ha agito di sua iniziativa, anche con il parere contrario di diversi soci.
4) Al termine del parere l'avvocato afferma con il condizionale, che "l'incarico conferito sembrerebbe non risultare tra quelli assolutamente incompatibili ex art. 60 TU 3/1957", confermando in tal modo che quelli previste dal citato art. 60 e dall'art. 508 sono effettivamente assolutamente incompatibili!
5) In ultimo, ci sarebbe da ridire qualcosa anche nelle autorizzazioni dei Dirigenti Scolastici, quando si afferma "ritenuto che lo società suddetta non è stata costituita a fine di lucro". Vi ricordiamo che lo scopo di lucro è quello tipico della società che si propone di destinare ai soci i proventi dell'attività economica esercitata. Oppure quando si afferma che "trattasi di un impegno di rappresentanza e supervisione non operativo e non di carattere gestionale per la presenza nella società di un direttore generale". Per questo si rimanda al testo della mozione che descrive in dettaglio le funzioni preminenti del CdA.

Nel consiglio comunale del 4 novembre, la mozione di che trattasi è stata bocciata con 6 voti contrari (compreso il Sindaco) del gruppo consiliare PD, 1 astensione di un consigliere del gruppo consiliare PD e 4 voti favorevoli delle minoranze. Il gruppo consiliare Sinistra Unita ha abbandonato l'aula durante la votazione. Nessuna osservazione in merito al contenuto della mozione è stata fatta da alcun consigliere di maggioranza. In sostanza i voti contrari sono stati addotti con la motivazione della mancata discussione in una commissione consiliare che attualmente non esiste. La discussione può essere vista integralmente a questo indirizzo: https://youtu.be/tU_iOH6TssY

Concludiamo questo articolo con una precisazione: nella lettera di dimissioni, a pag. 2, è riportato testualmente che "di Sogenus Spa è tutto pubblico!". Questo non è vero, in quanto le delibere dell'Assemblea dei Soci, del CdA e dell'Assemblea di Coordinamento non sono pubblicate (e non lo sono state mai) nel sito. Quindi, la frase non veritiera contenuta nella lettera di dimissioni va corretta in questo modo: "in Sogenus è tutto pubblico, AD ECCEZIONE DELIBERE DELL'ASSEMBLEA DEI SOCI, DEL CDA E DELL'ASSEMBLEA DI COORDINAMENTO!", e di questo ci è testimone il Comune di Maiolati.

Chiedere il rispetto delle legalità è un dovere di tutti gli amministratori, e ognuno di noi deve lottare affinché venga ripristinata a tutti i livelli.

I candidati a Maiolati Spontini

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    BEATRICE MOSCONI
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    Daniele Perticaroli
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    Fabrizio Germoni
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    Graziano Giudetti
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    katia lombardelli
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    Leonardo Guerro
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