Consiglio Regionale Marche del 21 Giugno

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Ordine del giorno convocazione del 21/06/2016

Indice delle sedute

L'Assemblea legislativa regionale è convocata per martedì 21 giugno 2016 alle ore 10.00, con prosecuzione pomeridiana dopo la pausa lavori, presso la sala Assembleare di Via Tiziano n. 44, Ancona, per discutere il seguente ordine del giorno:
Consiglio Regionale M5S.jpgSe non vedete il VIDEO cliccate qui:
https://www.youtube.com/watch?v=9veuQB4m_y0

Interrogazioni:

n. 183 dei Consiglieri Zaffiri, Zura Puntaroni, Malaigia "Lavori per il risanamento dell'immobile denominato Buon Pastore da adibire a residenza universitaria e servizi, sito in Ancona".

n. 191 del Consigliere Rapa "Messa in sicurezza e futura gestione del fiume Metauro".

n. 189 del Consigliere Bisonni "Presenza dei pesticidi e nitrati in fiumi e pozzi nella parte valliva della provincia di Macerata".

n. 218 del Consigliere Minardi "70° anniversario del ritrovamento dei Bronzi Dorati Da Cartoceto di Pergola.

Proposta di legge n. 50
a iniziativa del Consigliere Urbinati "Modifiche alla legge regionale 23 febbraio 2005, n. 6 "Legge forestale regionale".
Relatore di maggioranza: Urbinati
Relatore di minoranza: Fabbri
(Discussione e votazione)

Proposta di atto amministrativo n. 17/16
a iniziativa della Giunta regionale "Piano degli interventi per il diritto allo studio universitario nella Regione Marche per l'anno accademico 2016/2017. Legge regionale 2 settembre 1996, n. 38, articolo 4".
Relatore di maggioranza: Giacinti
Relatore di minoranza: Maggi
(Discussione e votazione)

Proposta di legge n. 60 ad iniziativa della Giunta regionale "Variazione generale al bilancio di previsione 2016/2018, ai sensi del comma 1 dell'articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. (1° provvedimento)".
Relatore di maggioranza: Giacinti
Relatore di minoranza: Marcozzi
(Discussione e votazione)


IL PRESIDENTE
(Antonio Mastrovincenzo)

RESTITUTION DAY tour 2016 - raccolta firme

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SCEGLI TU COSA FARE DELLA SOMMA ​​CHE I CONSIGLIERI REGIONALI DEL
MOVIMENTO 5 STELLE MARCHE
RESTITUISCONO AI CITTADINI, COME PROMESSO IN
CAMPAGNA ELETTORALE!

Thumbnail image for RESTITUTIONtour_2016.jpg


Carissimi Consiglieri/Portavoce e gruppi simpatizzanti m5s,

è iniziata la seconda fase del #restitutionday, saranno direttamente i marchigiani a scegliere dove destinare i soldi che ci siamo decurtati dall'inizio del nostro mandato in regione, per chi fosse interessato a partecipare all'iniziativa qui i dettagli:


Abbiamo predisposto un volantino con 8 settori di finanziamento tra cui scegliere e un modulo in A3 per raccogliere il nominativo, il contatto e max 2 preferenze (E' SUFFICIENTE CHE IL CITTADINO FIRMI LE 2 PROPOSTE SCELTE);
l' ELENCO DEI BANCHETTI per la raccolta delle firme sarà pubblico sul blog;

ciascun gruppo potrà richiedere l'accesso per inserire/aggiornare direttamente data e luogo dei propri banchetti alla nostra segreteria al 071-2298503;

la scansione/foto dei moduli raccolti dovrà essere inviata all'indirizzo m5smarche.info@gmail.com;

i moduli verranno pubblicati sul blog, naturalmente con i dati personali opportunamente oscurati, al fine di attestare il risultato finale, il numero dei votanti e le proposte con più preferenze;

per chi fosse interessato all'iniziativa sono disponibili manifesti e volantini che potremmo stampare a chi ce ne farà richiesta, visionabili e scaricabili dai link riportati in calce.



Ringraziamo tutti per l'attenzione e nell'attesa di un vostro cortese riscontro Auguriamo a tutti buon lavoro.

Un caro saluto,
Maggi, Fabbri, Giorgini e Pergolesi.

link utili:

- modulo raccolta firme A3
- elenco banchetti
- manifesto/volantino (file .pdf x stampa)
- volantino (file in .jpg x condivisione social)
- link blog #RESTITUTION-DAY tour 2016
- informativa

SCEGLI TU COSA FARE

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modulo raccolta firme #RESTITUITION_tour 2016

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Domenica 19 Giugno dalle ore 15:30 alle 19:30 si terrà il workshop COSTRUIRE DAL BASSO. Hotel Grassetti Via Murri, 1 62011 Corridonia (MC)


COSTRUIRE DAL BASSO  Workshop di "progettazione partecipata" - Assemblea Regionale M5S Marche
COSTRUIRE DAL BASSO - Workshop di progettazione partecipata_M5S MARCHE (1).pdf


Il workshop si rivolge a tutti i cittadini, agli iscritti, ai Portavoce, ai gruppi certificati o simpatizzanti del M5S.
L'obiettivo consiste nel renderci competenti per condurre iniziative vincenti nello spirito del Movimento 5 Stelle.

Verrà utilizzata una metodologia partecipata chiamata Open Space Tecnology. Aldilà del parolone, è una tecnica che consente di affrontare più tematiche in un tempo limitato, permettendo il confronto e la produzione di idee che poi saranno raccolte e sistematizzate.

Chi vuole iscriversi può aderire alla pagina Facebook che promuove l'evento a questo link

COSTRUIRE DAL BASSO
Workshop di "progettazione partecipata" - Macerata 19 giugno 2016

Thumbnail image for COSTRUIRE DAL BASSO  Workshop di "progettazione partecipata" - Assemblea Regionale M5S Marche


Domenica 19 Giugno, dalle ore 15:30 alle 19:30, in occassione dell'Assemblea Regionale del M5S della regione Marche, si terrà il workshop COSTRUIRE DAL BASSO.

Verrà utilizzata una metodologia partecipata chiamata Open Space Tecnology, una tecnica che consente di affrontare più tematiche in un tempo limitato, per permettere a tutti quelli che vogliono partecipare all'iniziativa di confrontarsi e produrre idee che poi si raccoglieranno in un documento finale.
Le modalità e maggiori dettagli li trovate sul blog www.beppegrillo.it e sulla fanpage del Movimento 5 Stelle Marche. _______________________________________


Per questo primo "evento" 3 sono le tematiche proposte:


1) LE BUONE PRASSI
da seguire per «promuovere azioni vincenti nel territorio» ( ad esempio quali sono i documenti utili per approfondire una situazione, dove e come reperire le informazioni, cosa fare per informare i cittadini, come identificare i punti critici e quali sono quelli a favore,..)

2) LEGALITA': il M5S ha tra i suoi principi fondanti quello della legalità e su questo campo siamo vincenti. Cosa vuole dire essere a favore della legalità? Cosa occorre fare per incentivare sempre di più questo tema?

3) LA TRASPARENZA NEGLI ENTI PUBBLICI: vi sono normative a favore della trasparenza che non sono applicate e molto altre che devono essere migliorate. Come ottenere dagli E.E.P.P. (specificare cosa sono ;) ) il pieno rispetto delle leggi e rendere maggiormente trasparente la macchina pubblica?

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Il workshop si rivolge a tutti i cittadini, agli iscritti, ai Portavoce, ai gruppi certificati o simpatizzanti del M5S.
L'obiettivo è quello di migliorare le competenze necessarie per condurre iniziative "vincenti" in linea con i principi del Movimento 5 Stelle.

n.b.- È possibile aderire all'iniziativa tramite la pagina facebook dell'evento a questo link


M5S Marche

TESTO RISOLUZIONE M5S DECRETO SALVA-BANCHE

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RISOLUZIONE ALLA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE D'INDAGINE REGIONALE


risoluzione decreto salva-banche m5s.pdf


IL CONSIGLIO REGIONALE

VISTA

La discussione in aula nella seduta del 07.06.2016 del punto all'OdG ad oggetto "Relazione finale della Commissione d'indagine Banca Marche"

PREMESSO CHE

Il provvedimento di Risoluzione del 22 novembre adottato da Banca d'Italia e Governo risulta essere oggetto di segreto d'ufficio ai sensi dell'art. 5 del D.Lgs n. 180/2015 per il quale non è possibile eseguire accesso agli atti neanche ai parlamentari della Repubblica.

In particolare tale art.5 prevede:
"Segreto

1. Tutte le notizie, le informazioni e i dati in possesso della Banca d'Italia in ragione della sua attivita' di risoluzione sono coperti da segreto d'ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni, ad eccezione del Ministero dell'economia e delle finanze nell'esercizio delle funzioni previste dal presente decreto. Il segreto non puo' essere opposto all'autorita' giudiziaria quando le informazioni richieste siano necessarie per le indagini o i procedimenti relativi a violazioni sanzionate penalmente.

2. I dipendenti della Banca d'Italia sono vincolati dal segreto d'ufficio. Nell'esercizio delle funzioni di risoluzione, essi sono pubblici ufficiali e hanno l'obbligo di riferire esclusivamente al Direttorio le irregolarità constatate, anche quando assumono la veste di reati."

- oltre ad ovvie limitazioni al diritto di difesa dei soggetti interessati alle ricadute delle attività oggetto di segretezza, tale disposizione impedisce di fatto anche a dipendenti di Banca d'italia il pieno esercizio dei doveri di pubblici ufficiali, in caso riscontrino durante l'espletamento delle loro funzioni delle irregolarità o delle violazioni di legge.


PREMESSO INOLTRE CHE

- con l'operazione che il Fondo Interbancario si era reso disponibile ad implementare deliberata ai primi di ottobre 2015 (che avrebbe evitato la pesantissima "risoluzione" del 22 novembre) le sofferenze sarebbero rimaste a tempo indefinito dentro la banca salvata, e ciò avrebbe costituito aiuto di stato (data l'obbligatorietà di partecipazione al Fondo) e violazione dei principi di concorrenza;

- analogamente, le ragioni di urgenza di necessità di vendere i crediti deterioriati sono state prese a motivazione della scelta gravissima (per i risparmiatori) dell'abbassamento al 17,6% della valutazione delle sofferenze

- riguardo la banca ponte (Nuova Banca Marche) nella risoluzione era prevista le vendita in tempi brevi, per ovvi motivi di possibile violazione del regime di libera concorrenza (di fatto, ci sono 4 banche che stanno operando sul mercato svuotate delle sofferenze con un provvedimento di Stato);

- ad oggi, si riscontra che l'urgenza è stata considerata in maniera intransigente quando c'è stato da giustificare "oneri" pesantissimi a carico dei risparmiatori, molto meno in altre questioni: non sono stati infatti assolti gli altri adempimenti rientranti fra gli oneri o i compiti di altri soggetti da implementare in tempi brevi, relativi ad esempio alla vendita delle sofferenze cedute alla badbank ed alla vendita delle banche ponte;


CONSIDERATO CHE

- tutta la risoluzione è stata adottata in via d'urgenza sulla base di una valutazione provvisoria, ai sensi dell'art. 25 del dlgs 180/2015; lo stesso art..25 prevede che la valutazione provvisoria sia seguita, non appena possibile, da una valutazione definitiva conforme agli artt.23 e 24 del medesimo decreto, finalizzata anche ad assicurare che eventuali perdite siano pienamente rilevate e a fornire elementi utili per la decisione di ripristinare, in tutto o in parte, il valore dei diritti degli azionisti o dei creditori.
- purtroppo le azioni successivamente intraprese spesso hanno carattere irreversibile ed il rischio è che se anche la valutazione definitiva comportasse una valutazione superiore a quella provvisoria, non ci sia più possibilità di fatto di ripristinare eventuali diritti di azionisti ed obbligazionisti.

- ai primi di ottobre 2015 la società indipendente KPMG certificò al termine della "due diligence" svolta su Banca Marche per conto del FITD-Fondo Interbancario Tutela Depositi un patrimonio di Banca Marche positivo, nonostante le numerose rettifiche in via prudenziale dei coefficienti di accantonamento degli ultimi tre anni. Poco più di un mese dopo le valutazioni di KPMG, invece, Bankitalia e Governo, con un "provvedimento di Stato" hanno però ulteriormente svalutato "d'ufficio" le sofferenze dell'83%. A seguito di tale svalutazione, è stato disposto l'avvio della procedura di "risoluzione", con il conseguente azzeramento dei risparmi di azionisti ed obbligazionisti subordinati e la messa in liquidazione coatta della banca..

- se sono vietati gli aiuti di Stato (questa la motivazione ufficiale, ad esempio, dalla quale risulta sia stato ritenuto impraticabile il salvataggio già approvato dal FITD-Fondo Interbancario Tutela Depositi ai primi di ottobre 2015) perché sono in contrasto con il libero mercato ed il regime di libera concorrenza, principi posti a base del diritto italiano ed europeo, NON APPARE CHIARO COME POSSANO ESSERE INVECE CONSENTITI interventi di "ostacolo, svalutazioni o impedimenti" di Stato. Non potrebbero anch'essi configurarsi in contrasto con il regime di libera concorrenza visto che, di fatto, andrebbero più o meno direttamente a favorire potenziali soggetti concorrenti a quelli colpiti dal provvedimento di svalutazione di Stato? Tanto più quando, come in questo caso, il provvedimento di risoluzione elaborato da Governo e Bankitalia vede fra i "coprotagonisti" altri soggetti bancari, alcuni dei quali, per giunta, fra coloro che detengono il maggior numero di quote di partecipazione al capitale della stessa Banca d'Italia.


CONSIDERATO INOLTRE CHE
- viene posto a paradigma di tutte le analisi relative alla risoluzione del 22 novembre il fatto che le direttive europee non permettano più l'intervento dello Stato a salvataggio o sostegno del sistema bancario.

- ciò non appare pienamente corretto. La stessa comunicazione 2009/C 72/01 spesso citata da Bankitalia a giustificazione delle scelte effettuate (ad esempio sulla ipersvalutazione delle sofferenze al 17%) si concentra sulle questioni che gli Stati membri devono affrontare al momento di prendere in considerazione, ideare e attuare misure di sostegno pubblico a fronte di attività deteriorate.

- i criteri indicati nella Comunicazione 2009/C 72/1, ivi inclusi quelli per la valutazione delle sofferenze, sono perciò volti a regolamentare e permettere l'adozione di misure di sostegno pubblico. Paradossalmente, nel caso della Risoluzione del 22 Novembre, gli stessi sarebbero stati presi a riferimento per un intervento di tutt'altra natura finalizzato proprio ad evitare il sostegno pubblico alle banche interessate.
- inoltre, nell'operazione adottata da Banca d'Italia e Governo, i criteri contenuti nelle Comunicazione UE appaiono considerati in maniera PARZIALE e, conseguentemente, FORTEMENTE PENALIZZANTE per azionisti e obbligazionisti danneggiati dal provvedimento. Ci si è soffermato alla sola valutazione delle sofferenza a valore di mercato e si è utilizzata tale fissazione quantitativa come valore per il trasferimento alla società veicolo, in contrasto con l'interezza dei criteri della Comunicazione UE. Il tutto ha comportato, come è noto, l'aumento del patrimonio necessario a coprire le sofferenze che ha causato il conseguente azzeramento del valore di azioni ed obbligazioni subordinate;


RITENUTO

- non sufficientemente chiaro sulla base di quale principio costituzionale e comunitario con il provvedimento c.detto "SalvaBanche" del 22 Novembre 2015 siano stati annullati i diritti di proprietà di azionisti e obbligazionisti subordinati delle quattro banche interessate.

- che, con ciò, si è di fatto negato agli stessi qualsiasi diritto di recupero/ristoro dalla eventuale vendita delle sofferenze conferite nella Bad Bank, nonché qualsiasi diritto nelle attività della bridge bank Nuova Banca Marche

- di dover valutare con molta attenzione quello che è successo nella regione Marche ed in modo particolare sul credito negli ultimi 3 / 4 anni cioè dal 2011 da quando è stato istituito un comitato scientifico denominato "Marche 2020" presieduto dal Prof. Alessandrini (con DGR n. 415/2011, 1014/2011 e successive); inoltre di verificare se esiste nella Regione Marche sul credito un sistema di "microfisica del potere" cioè politica e affari;


RITENUTO INFINE CHE

- l'art. 42 della Costituzione Italiana prevede che la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge e che può essere espropriata per motivi di interesse generale, ma solo salvo indennizzo. Tale principio è ulteriormente ribadito ed amplificato nel dettato europeo, con particolare riferimento all'art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell'U.E., che garantisce il diritto di proprietà ("Ogni persona ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquisito legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuna persona può essere privata della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi e nei modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità per la perdita della stessa. L'uso dei beni può essere regolato dalla legge nei limiti imposti dall'interesse generale.").

- sulla base di questo, con sentenza del 3 luglio 2015 la Corte Costituzionale austriaca ha ritenuto costituzionalmente illegittima ed ha abrogato la legge che azzerava le obbligazioni subordinate dell'Alpe Adria Bank International. L'incostituzionalità delle norme è stata dichiarata a causa della contrarietà delle incriminate disposizioni di legge e regolamentari sia ai principi della Carta costituzionale austriaca sia all'art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell'U.E sopra richiamato. - appare evidente che, con tale precedente, si rischierebbe nel caso in cui le medesime censure non fossero accolte dalla Corte Costituzionale italiana, una disparità di trattamento fra casi identici all'interno di Paesi dell'Unione, con conseguente possibile perseguibilità di contenziosi pesanti anche a livello comunitario; d'altra parte, un accoglimento delle censure da parte della Consulta italiana costituirebbe motivo di illegittimità e conseguente decadenza dei provvedimenti adottati da Banca d'Italia e Governo


TUTTO CIO' PREMESSO CONSIDERATO E RITENUTO


IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

a mettere in campo ogni azione, anche nei confronti del Governo, del Parlamento e di Bankitalia, al fine di:

- rimuovere la disposizione sulla segretezza di cui all'art5 del dlgs 180/2015;

- valutare la piena congruità con i principi costituzionali sulla tutela delle proprietà di cui all'art.42 Cost. e all'art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell'U.E., nonché l'adozione in via precauzionale di correttivi ex post volti a evitare e/o limitare i rischi sopra esposti e ripristinare i diritti eventualmente non rispettati di azionisti e obbligazionisti subordinati sui quali sono ricadute le conseguenze del "SalvaBanche";

- verificare la piena correttezza delle azioni intraprese a seguito della risoluzione del 22 novembre 2015 con particolare riferimento alla loro irreversibilità e/o alla possibilità che le stesse permettano l'eventuale ripristino dei diritti a seguito della acquisizione della Valutazione Definitiva ex post, rimuovendo ogni atto che abbia carattere definitivo ed irreversibile che impedisca od ostacoli il ripristino dei diritti di cui agli artt. 25 e 29 del Dlsg 180/2015 nonché dell'art.36 della direttiva 2014/59/UE;

- rivedere la svalutazione al 17% delle sofferenza avvenuta con l'avvio della Risoluzione, anche in base a quanti riportato in premessa;

- richiedere al Parlamento provvedimenti che permettano di ottenere dalla gestione dei crediti in sofferenza dalla Bad Bank e/o nella cessione della Bridge Bank il ripristino dei diritti azzerati di tutti i risparmiatori, azionisti ed obbligazionisti subordinati.

RISOLUZIONE M5S DECRETO SALVA-BANCHE

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ESTRATTO DELL'INTERVENTO IN AULA
SULLA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE REGIONALE SU BANCA MARCHE


risoluzione decreto salva-banche m5s.jpg


Carissimi consiglieri,
la montagna ha partorito il topolino!
Non me ne vogliano i colleghi che hanno lavorato sicuramente con convinzione e motivazione alla commissione di indagine di cui parliamo e lo dico anche al Presidente Carloni, comprendiamo benissimo in quale difficile situazione di equilibrismo, riscontrata anche in altre occasioni, possa essersi trovato visto il ruolo di "diversamente opponente" e "maggiorante in opposizione" di fatto..

Leggendo il testo della Relazione conclusiva, va preso atto che, delle circa 65 pagine che la compongono, la metà riguardano interessanti analisi economiche delle dinamiche bancarie generali e della situazione dei crediti deteriorati, a livello europeo e italiano, nonché un inquadramento sempre generico del ruolo delle cosiddette "banche del territorio" sia a livello nazionale sia per le Marche. Un'interessante lettura, non c'è che dire, la consulenza chiesta a docenti dell'Università di Ancona (se non erro) ha portato ad un buon trattato generale (a proposito, quanto ci sono costate queste consulenze della Commissione d'indagine?).





ALCUNI PUNTI INTERESSANTI

Interessanti anche alcuni punti che hanno portato alla luce il passaggio da un iper-lassismo in Banca Marche antecedente al 2011: ad esempio il raddoppio degli impieghi in meno di dieci anni, una sovra esposizione verso un unico settore (quello edilizio ed immobiliare), un inadeguato accantonamento rispetto agli incagli e soprattutto alle sofferenze, un mantenimento improprio dei crediti in bonis anziché il dovuto declassamento a sofferenze, crediti concessi ad "amici degli amici" mai rientrati, divenuto poi un iper prudenzialità perseguita prima dalla nuova governance dopo il 2012, successivamente, dalla gestione dei commissari a partire dall'autunno del 2013, ed infine conclusa con la super svalutazione al 17,6% dei crediti a sofferenza stabilita da Governo e Banca d'Italia con la Risoluzione del 22 novembre 2015.
Sarebbero stati utilizzati in tali fasi, infatti, parametri superiori a quelli usati dai principali competitor di BM (così almeno risulta dalla relazione) che avrebbero di fatto "caricato la nave di zavorra fino a farla definitivamente affondare".




SULLA VECCHIA GESTIONE

Sulla vecchia gestione, oltre che sulle responsabilità della governance forse si poteva calcare di più sulle responsabilità delle Fondazioni di Jesi, Pesaro e Macerata che, forse drogate dalla ripartizioni degli utili che Bianconi garantiva, non si sono accorte di quello che nei bilanci avrebbe dovuto essere già ben chiaro!
E non sto a ripetere, cari colleghi, da chi sono formati gli organi di indirizzo delle Fondazioni e da quale area di influenza politica venivano scelti certi ruoli al loro interno.
Purtroppo, però, come avevamo ben previsto, la Commissione d'Indagine ha girato ben al largo da alcune questioni cruciali che, forse, avrebbero potuto evidenziare ulteriori responsabilità, guarda caso non rilevate.



NULLA SULLA FAMOSA LETTERA DI BANKITALIA

Nulla o quasi si dice, ad esempio, della famosa lettera del 9 gennaio 2012 nella quale Bankitalia effettuava pesantissimi richiami alla dirigenza di BM, invitando persino ad una rivisitazione della sua composizione con figure tecnicamente e professionalmente adeguate. In tale nota, Banca d'Italia evidenziava gravi criticità riconducibili a carenze nella governance e nel sistema dei controlli, significativa esposizione a rischi creditizi e finanziari, debolezze e disfunzioni nel sistema di credito, elevata esposizione del gruppo al rischio di liquidità, crescita degli impieghi nettamente superiore a quella della raccolta, inadeguata reportistica al CdA, criticità della struttura antiriciclaggio, ecc...
Probabilmente, se quella lettera fosse stata resa nota, non si sarebbe potuto procedere con l'aumento di capitale che ci sarebbe stato di lì ad un mese.
Invece, tale nota fu inviata... proprio alla presidenza della Banca, verso la quale la stessa nota rilevava pesanti criticità!?





LA CONSOB ED IL CURIOSO BALLETTO SULLA LETTERA DEL 9 GENNAIO

A Consob quella lettera risulta essere arrivata solamente il 22 agosto 2013, quasi un anno e mezzo dopo, a "disastro" ormai praticamente scoppiato!
Nella comunicazione del 28 dicembre 2011 con la quale Bankitalia rispondeva a CONSOB che chiedeva delucidazioni in vista dell'aumento di capitale previsto nel febbraio 2012, i toni furono molto meno allarmistici tanto che CONSOB autorizzò poi il prospetto informativo e l'aumento di capitale
Curioso il balletto su quella lettera del 9 gennaio: le fondazioni e gli azionisti sostengono di non esserne mai venuti a conoscenza; differente la versione dell'ex presidente Ambrosini, che sostiene in qualche modo il contrario.
Quello che appare comunque è uno scenario gravissimo che ha portato ignari risparmiatori ad acquistare azioni pensando di fare un affare. Sappiamo poi com'è andata a finire! Ecco di tutto questo non c'è traccia nel lavoro del collega Carloni e dei suoi compagni di "indagine".



L'ASSEMBLEA DEI SOCI dell'APRILE 2013
Nulla si dice della famosa Assemblea dei Soci dell'aprile 2013 in cui fu approvato il disastroso bilancio consuntivo 2012 e nella quale venne bocciata la proposta di azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della banca promossa dalla Fondazione CaRiMa.
Vale la pena ricordare che la semestrale 2012 si era chiusa con un attivo di 42 milioni, dopo sei mesi, al 31.12.2012, si passò ad un disavanzo di centinaia di milioni di euro!
Non sarebbe bastato questo per avviare una azione di responsabilità nei confronti della governance? E se si fosse avviato tale processo, forse avremmo guadagnato tempo e forse non saremmo arrivato alla distruzione dei risparmi avvenuta nel novembre 2015? Difficile dirlo..
Quello che è chiaro è che in tale Assemblea Soci l'azione di responsabilità fu votata e bocciata ed in quella votazione ci sono nomi, cognomi, responsabili. Perché i consiglieri della Commissione non hanno praticamente neanche sfiorato tale vicenda?



FORTISSIME PRESSIONI DA BANCA INTESA
Nulla si dice ad esempio, del fatto che fin dai primi di ottobre 2015 diversi parlamentari marchigiani del PD ed i presidenti delle commissioni Finanze di Camera e Senato furono informati di come nei corridoi già si "girasse la voce" di quello che stava per accadere e quali sarebbero state le dinamiche che si stavano sviluppando; si parla inoltre di "fortissime pressioni" da parte di Banca Intesa* affinché il "bail in" fosse stato applicabile prima del 1° gennaio 2016 "e poter così conseguire sia l'azzeramento del patrimonio di Banca Marche e sia l'utilizzo di tutte le obbligazioni subordinate (circa 400 milioni di euro) finalizzandolo alla ricapitolazione: con ciò massacrando tutti gli attuali risparmiatori ed investitori dell'istituto marchigiano" (mi sto riferendo alla nota inviata da Fondazione CaRisJ e resa pubblica dalla Commissione di Studio del Comune di Jesi). Perché nessuno ha detto nulla, facendo arrivare di sorpresa il Decreto SalvaBanche sulla testa dei risparmiatori?

[* 1
Da notare che Intesa San Paolo risulta essere il soggetto che detiene il maggior numero di quote di partecipazione al capitale di Banca d'Italia ed è fra le tre banche cooprotagoniste della cosiddetta "Risoluzione" del 22 novembre
]



IL DECRETO SALVA-BANCHE IGNORATO
Disarmante poi le brevi "comparsate" sulla Risoluzione, tutte volte a giustificare l'operato di Bankitalia e Governo che, in una notte in quel disastroso 22 novembre, hanno azzerato i risparmi di decine di migliaia di azionisti e obbligazionisti subordinati!
Praticamente nessuna critica viene fatta da Carloni e colleghi su quanto avvenuto, dando una fuorviante lettura di "male necessario" a quanto operato da Renzi , Padoan in accordo con Visco e Bankitalia.
Se mi permettete, posizione prevedibile, visto le esultanze del presidente Cerisicoli all'indomani del gravissimo provvedimento che, lo ricordiamo, ha comportato per le quattro banche in amministrazione straordinaria, l'azzeramento delle azioni e delle obbligazioni subordinate.



ALCUNI NUMERI e LE RICADUTE SUL TERRITORIO MARCHIGIANO
I possessori del 1,2 miliardi di azioni della Banca delle Marche sono circa 43.000, mentre i possessori di obbligazioni subordinate per un controvalore di 400 milioni di euro circa sono circa 900. Le ricadute sul territorio marchigiano sono gravissime e, francamente, ancora oggi mi chiedo cosa avesse da esultare il nostro Presidente della Regione!!!




QUESTIONI GRAVEMENTE IGNORATE DALLA COMMISSIONE REGIONALE:

1) SEGRETEZZA

Il provvedimento di Risoluzione risulta essere oggetto di segreto d'ufficio ai sensi dell'art. 5 del D.Lgs n. 180/2015 per il quale non è possibile eseguire accesso agli atti neanche ai parlamentari della Repubblica.
Addirittura, dipendenti della Banca d'Italia sono vincolati dal segreto d'ufficio. Nell'esercizio delle funzioni di risoluzione, essi sono pubblici ufficiali e hanno l'obbligo di riferire esclusivamente al Direttorio le irregolarità constatate, anche quando assumono la veste di reati. Ciò, oltreché apparire in palese contrasto con gli obblighi contenuti nel codice di procedura pensale, porterebbe al paradosso che se le irregolarità fossero condotte da organismi nella governance dell'Istituto, obbligatoriamente dovrebbero essere denunciate ai medesimi organismi. Vengono inoltre ristrette le possibili di esercizio del diritto di difesa per i soggetti che potrebbero essere interessati dai provvedimenti adottati.




2) URGENZA E TEMPESTIVITA'

Con l'operazione che il Fondo Interbancario si era reso disponibile ad implementare deliberata ai primi di ottobre 2015 (che avrebbe evitato la pesantissima "risoluzione" del 22 novembre), le sofferenze sarebbero rimaste a tempo indefinito dentro la banca salvata e ciò avrebbe costituito "aiuto di Stato" (data l'obbligatorietà di partecipazione al Fondo) e violazione dei principi di concorrenza. Analogamente, le ragioni di urgenza di necessità di vendere i crediti deterioriati sono state prese a motivazione della scelta gravissima (per i risparmiatori) dell'abbassamento al 17,6% della valutazione delle sofferenze.
Riguardo la banca ponte (Nuova Banca Marche) nella Risoluzione era prevista le vendita in tempi brevi, per ovvi motivi di possibile violazione del regime di libera concorrenza (di fatto, attualmente ci sono 4 banche che stanno operando sul mercato svuotate delle sofferenze con un provvedimento di Stato).
Ad oggi, riscontriamo che l'urgenza è stata considerata in maniera intransigente quando c'è stato da giustificare "oneri" pesantissimi a carico dei risparmiatori, molto meno in altre questioni: non sono stati infatti assolti gli altri adempimenti rientranti fra gli oneri o i compiti di altri soggetti da implementare in tempi brevi relativi, ad esempio, alla vendita delle sofferenze cedute alla badbank ed alla vendita delle banche ponte.



3) VALUTAZIONE PROVVISORIA E DEFINITIVA

Tutta la Risoluzione è stata adottata in via d'urgenza sulla base di una valutazione provvisoria, ai sensi dell'art. 25 del dlgs 180/2015; lo stesso art..25 prevede che la valutazione provvisoria sia seguita, non appena possibile, da una valutazione definitiva conforme agli artt.23 e 24 del medesimo decreto, finalizzata anche ad assicurare che eventuali perdite siano pienamente rilevate e a fornire elementi utili per la decisione di ripristinare, in tutto o in parte, il valore dei diritti degli azionisti o dei creditori.
Purtroppo le azioni successivamente intraprese, in molti casi, hanno carattere irreversibile ed il rischio è che se anche la valutazione definitiva comportasse una valutazione superiore a quella provvisoria, non ci sia più possibilità di fatto di ripristinare eventuali diritti di azionisti ed obbligazionisti.




4) REGIME DI LIBERA CONCORRENZA

Ai primi di ottobre 2015 la società indipendente KPMG certificò, al termine della "due diligence" svolta su Banca Marche per conto del FITD-Fondo Interbancario Tutela Depositi, un patrimonio di Banca Marche positivo, nonostante le numerose rettifiche in via prudenziale dei coefficienti di accantonamento degli ultimi tre anni. Poco più di un mese dopo le valutazioni di KPMG, invece, Bankitalia e Governo, con un "provvedimento di Stato" hanno però ulteriormente svalutato "d'ufficio" le sofferenze dell'83%. A seguito di tale svalutazione, è stato disposto l'avvio della procedura di "risoluzione", con il conseguente azzeramento dei risparmi di azionisti ed obbligazionisti subordinati e la messa in liquidazione coatta della banca..

< Non potrebbero anch'essi configurarsi in contrasto con il regime di libera concorrenza visto che, di fatto, andrebbero più o meno direttamente a favorire potenziali soggetti concorrenti a quelli colpiti dal provvedimento di svalutazione di Stato? Tanto più quando, come in questo caso, il provvedimento di risoluzione elaborato da Governo e Bankitalia vede fra i "cooprotagonisti" altri soggetti bancari, alcuni dei quali, per giunta, fra coloro che detengono il maggior numero di quote di partecipazione al capitale della stessa Banca d'Italia.>>




5) GLI "AIUTI DI STATO"

Viene posto a paradigma, di tutte le analisi relative alla Risoluzione del 22 novembre, il fatto che le Direttive Europee non permettano più l'intervento dello Stato a salvataggio o sostegno del sistema bancario. Ciò non appare pienamente corretto: la stessa Comunicazione 2009/C 72/01 spesso citata da Bankitalia a giustificazione delle scelte effettuate (ad esempio sulla ipersvalutazione delle sofferenze al 17%) si concentra sulle questioni che gli Stati membri devono affrontare al momento di prendere in considerazione, ideare e attuare misure di sostegno pubblico a fronte di attività deteriorate!

I criteri indicati nella Comunicazione 2009/C 72/1, ivi inclusi quelli per la valutazione delle sofferenze, sono perciò volti a regolamentare e permettere l'adozione di misure di sostegno pubblico. Paradossalmente, nel caso della Risoluzione del 22 Novembre, gli stessi sarebbero stati presi a riferimento per un intervento di tutt'altra natura, finalizzato proprio ad evitare il sostegno pubblico alle banche interessate.


Inoltre, nell'operazione adottata da Banca d'Italia e Governo, i criteri contenuti nelle Comunicazione UE appaiono considerati in maniera PARZIALE e, conseguentemente, FORTEMENTE PENALIZZANTE per azionisti e obbligazionisti danneggiati dal provvedimento.
Ci si è soffermato alla sola valutazione delle sofferenza a valore di mercato e si è utilizzata tale fissazione quantitativa come valore per il trasferimento alla società veicolo, in contrasto con l'interezza dei criteri della Comunicazione UE. Il tutto ha comportato, come è noto, l'aumento del patrimonio necessario a coprire le sofferenze che ha causato il conseguente azzeramento del valore di azioni ed obbligazioni subordinate.




6) DIRITTO DI PROPRIETA'

Vorrei in ultimo riprendere il richiamo al Principio della Tutela della Proprietà garantito dall'art.42 della Costituzione.
Sulla base di quale principio, costituzionale e comunitario, con il provvedimento cosiddetto "SalvaBanche" del 22 Novembre 2015 sono stati annullati i diritti di proprietà di azionisti e obbligazionisti subordinati delle quattro banche interessate??

Ricordo che l'art. 42 della Costituzione Italiana prevede che la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge e che può essere espropriata per motivi di interesse generale, ma solo salvo indennizzo!

Tale principio è ulteriormente ribadito ed amplificato nel dettato europeo, con particolare riferimento all'art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell'U.E., che garantisce il diritto di proprietà ("Ogni persona ha il diritto di godere della proprietà dei beni che ha acquisito legalmente, di usarli, di disporne e di lasciarli in eredità. Nessuna persona può essere privata della proprietà se non per causa di pubblico interesse, nei casi e nei modi previsti dalla legge e contro il pagamento in tempo utile di una giusta indennità per la perdita della stessa. L'uso dei beni può essere regolato dalla legge nei limiti imposti dall'interesse generale.").


SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE AUSTRIACA

Sulla base di questo, con sentenza del 3 luglio 2015 la Corte Costituzionale austriaca ha ritenuto costituzionalmente illegittima ed ha abrogato la legge che azzerava le obbligazioni subordinate dell'Alpe Adria Bank International. L'incostituzionalità delle norme è stata dichiarata a causa della contrarietà delle incriminate disposizioni di legge e regolamentari sia ai principi della Carta costituzionale austriaca sia all'art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell'U.E sopra richiamato. E' evidente che, con tale precedente, nel caso in cui le medesime censure non fossero accolte dalla Corte Costituzionale italiana, si rischierebbe una disparità di trattamento fra casi identici all'interno di Paesi dell'Unione, con conseguente possibile perseguibilità di contenziosi pesanti anche a livello comunitario; d'altra parte, un accoglimento delle censure da parte della Consulta Italiana costituirebbe motivo di illegittimità e conseguente decadenza dei provvedimenti adottati da Banca d'Italia e Governo.




CONCLUSIONI FINALI:

Riteniamo la relazione che oggi si discute in Aula assolutamente incompleta e priva di una analisi dettagliata di aspetti cruciali di tutta la vicenda. Ciò impedisce a tale documentazione di essere utile a stabilire pienamente tutte le eventuali responsabilità (ovviamente al di fuori di quelle penali che sta valutando la Magistratura). Per le stesse ragioni, il lavoro oggi presentato non può essere considerato, purtroppo, uno strumento utile ad IMPEDIRE CHE VICENDE SCELLERATE COME QUELLA DI BANCA MARCHE SI POSSANO RIPETERE!

Credo sia doverosa da parte di questa Assemblea una riposta politica concreta a TUTELA DEI RISPARMIATORI "DEPREDATI" DI DIRITTI SANCITI DALLA COSTITUZIONE E DALL'U.E., per questo abbiamo presentato una Risoluzione che impegna la Giunta regionale a mettere in campo ogni azione, anche nei confronti del Governo, del Parlamento e di Bankitalia, al fine di tutelare le vittime del Salva-banche.


RISOLUZIONE M5S ALLA RELAZIONE SU BANCA MARCHE.pdf



Ancona, 07 giugno 2016
Romina Pergolesi
MoVimento 5 Stelle Marche


#RESTITUTIONday - raccolta firme

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SCEGLI TU COSA FARE DELLA SOMMA CHE I CONSIGLIERI REGIONALI DEL MOVIMENTO 5 STELLE MARCHE RESTITUISCONO AI CITTADINI, COME PROMESSO IN CAMPAGNA ELETTORALE !

RESTITUTIONtour_2016.jpg

STEP 1 - Abbiamo chiesto ai cittadini di inviarci le loro idee tramite il format pubblicato nel blog del Movimento www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/marche: link alla scheda "inviaci la tua proposta"

Ne abbiamo selezionate 8 tra quelle maggiormente rispondenti ai requisiti posti:
1) i benefici dovranno ricadere in territorio marchigiano;
2) vanno evitati conflitti territoriali;
3) sarà esclusa qualsiasi forma diretta o indiretta di finanziamento al M5S stesso e non si dovrà configurare in qualsiasi forma un "voto di scambio".

STEP 2 - I cittadini potranno VOTARE 2 PROPOSTE CHE PREFERISCONO presso i banchetti allestiti dai Gruppi del Movimento 5 Stelle. I MODULI RACCOLTI VERRANNO PUBBLICATI PER TRASPARENZA SUL BLOG CON I DATI PERSONALI OPPORTUNAMENTE OSCURATI AL FINE DI ATTESTARE LE PROPOSTE CON MAGGIORI PREFERENZE. QUI l'elenco dei banchetti

Per maggiori info contattate la nostra segreteria al 071-2298503


I Portavoce del Movimento 5 Stelle Marche
Gianni Maggi
Piergiorgio Fabbri
Peppe Giorgini
Romina Pergolesi

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