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MoVimento 5 Stelle

Novembre 2011


Matera - 

Alcuni Consiglieri regionali lucani, negli ultimi giorni, hanno presentato proposte per eliminare i vitalizi loro spettanti. La prima è una iniziativa dei componenti dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, ossia del presidente Folino (PD), dei vicepresidenti Mazzeo (IDV) e Mattia (PDL) e dei consiglieri segretari Pici (PDL) e Scaglione (Popolari Uniti). L'ultima in ordine di tempo è stata presentata dal consigliere Romaniello (SEL). All'improvviso sembra che tutti i gruppi politici si siano accorti che ricevere un vitalizio dopo soli 5 anni di legislatura è una vergogna.

Sostenere soltanto l'abolizione del vitalizio, in un momento in cui la politica regionale dovrebbe rinunciare a ben altri privilegi, è per noi un'operazione di facciata di una demagogia spaventosa.

Demagogia è proprio la parola con la quale i politici di professione attaccano il MoVimento 5 Stelle. In questa occasione siamo fieri di rispedirla al mittente, dato che il MoVimento 5 Stelle sostiene da sempre questa e altre riduzioni dei costi della politica. Per ridurre i privilegi della casta abbiamo presentato lo scorso settembre la proposta di legge di iniziativa popolare ZeroPrivilegi, che prevede non solo l'eliminazione dei vitalizi, ma anche dei rimborsi forfettari, dell'indennità di fine mandato e soprattutto la riduzione del 50% dei compensi percepiti dai Consiglieri.

Con la complicità di alcuni media regionali viene fatta disinformazione, dando ampio risalto alle proposte minime avanzate dai Consiglieri, per distrarre e confondere i cittadini chiamati a sostenere con la loro firma un progetto di legge molto più incisivo verso i costi della politica regionale. E' soprattutto il TGR Basilicata ad ignorare sistematicamente il M5S e tutte le sue iniziative, da vera e propria TeleKabul di regime.

Il MoVimento 5 Stelle condanna fermamente il modo di fare politica di questi personaggi e dei lacchè della stampa al loro servizio, pronti ad avventarsi come avvoltoi su qualsiasi tipo di iniziativa che susciti interesse da parte dei lucani.
Da parte nostra l'invito a non farsi incantare da proposte estemporanee che lasciano il tempo che trovano. E' arrivato il momento di far capire ai politici che devono smetterla di sfruttare a loro piacimento la complicità di giornali e televisioni e usarli per distrarre l'opinione pubblica.
Che se ne facciano una ragione, ormai la misura è colma.

Negli anni, Loro hanno riempito il vaso fino all'orlo. Oggi, Noi siamo la goccia che lo farà traboccare.


Matera - 

Manifesto per una proposta di legge di iniziativa popolare

Principi di massima sulla gestione dei rifiuti


Anche in Basilicata possiamo parlare di emergenza rifiuti. I dirigenti regionali ci dicono che è tutt'apposto..... almeno nei prossimi 24 mesi. Sappiamo però che parlano solo della capienza delle discariche regionali in cui, aumentandone le volumetrie, potranno essere sversati nei prossimi 24 mesi i rifiuti urbani tal quali.

Sappiamo che tutto questo è contrario alle direttive europee che prevedono l'uso della discarica come ultima opzione di smaltimento, e contrario anche alle leggi che quelle direttive hanno recepito, la 36/03 e la 152/06. L'uso irresponsabile della discarica, anche se gestita con criterio e secondo la legge, comporterà nei prossimi anni l'inquinamento del suolo e dei corpi idrici che interessano il nostro territorio nel sottosuolo e in superficie.

Forse non potremo paragonare la nostra emergenza a quella del territorio campano, ma questo lo dobbiamo soprattutto alla scarsità demografica della nostra Regione e ai bassi consumi.

Dal 2001 la Regione ha impiegato denaro pubblico per consulenze e piani di gestione rimasti sulla carta, sperando forse che i cittadini lucani insofferenti delle difficoltà di attuazione di un corretto piano di gestione dei rifiuti accettassero ad occhi chiusi i piani di incenerimento proposti sin dagli anni '80 dal prof. Masi e dalla sua cricca. Viene da credere che, come è accaduto in Campania, l'emergenza sia stata costruita a tavolino. Ma la nascita in Basilicata di decine di comitati per la salute, l'uso responsabile della rete per scambiare informazioni e comunque la gestione di basse volumetrie hanno scompaginato per ora i loro piani e limitato i danni. Spesso l'azione di questi comitati e movimenti è stata sminuita o addirittura irrisa dalle istituzioni e dai media, che ne hanno parlato associandoli alla sindrome di NIMBY (NON NEL MIO GIARDINO). A nostro avviso quei cittadini riuniti in comitati e movimenti hanno raggiunto un'altra consapevolezza: WE HAVEN'T GOT GARDENS! (NON ABBIAMO GIARDINI!).

Da tempo i cittadini chiedono alla classe dirigente lucana di cambiare indirizzo alla politica dei rifiuti, ma i risultati avvilenti sono sotto gli occhi di tutti.
Crediamo sia opportuno avviare, anche per i rifiuti, un percorso di legge di iniziativa popolare, così come sta avvenendo nel Lazio, abrogando la legge Regionale del 2001 e tutte le ordinanze che sono in contrasto con i principi di massima che seguono:
- Contrarietà all'incenerimento e chiusura di Fenice
- Conversione degli impianti di CDR in impianti di Trattamento rifiuti (modello Vedelago)
- Dimensionamento degli impianti di compostaggio per l'umido da raccolta differenziata
- Previsione di digestori anaerobici per la parte umida dei rifiuti indifferenziati e per i fanghi reflui dei depuratori
- Introduzione della tariffa al posto della TARSU e incentivi al compostaggio domestico
- Obbligo della raccolta porta a porta in tutti i Comuni della regione
- Costituzione di distretti eterogenei in sostituzione delle ATO; distretti urbani-agricoli, tali da garantire un compost di qualità
- Costituzione di un tavolo di partecipazione dei cittadini affinché le scelte siano condivise
- Copertura finanziaria dell'impiantistica tramite fondi strutturali europei, voci ordinarie di bilancio, coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti

Crediamo sia opportuno che alla stesura della legge partecipino fin da subito tutti i comitati e i movimenti che in Regione in questi anni hanno contrastato i piani di incenerimento e hanno lavorato affinché la gestione dei rifiuti non divenisse solo profitto per alcuni e costi, disagi e malattie per la popolazione.

Crediamo sia opportuno che si lavori in sinergia con tutto il mondo associativo per evitare che i nostri sforzi vengano liquidati dagli attuali amministratori regionali, provinciali o comunali con argomenti che chiamano in causa la crisi, il pareggio di bilancio, il patto di stabilità, i tagli del governo, ecc.

A nostro avviso sarebbe bene che il confronto per la stesura della proposta di legge sia fatta in previsione e all'interno di un discorso sul Sistema di Gestione Ambientale dell'intero territorio regionale.

Il nostro obiettivo è solo e soltanto quello di evitare che la politica dell'emergenza e della deroga ci scavalchi.

Saverio Castoro M5S Matera


Nota - il confronto con altri movimenti, comitati e associazioni è già partito da questi riferimenti:
1. Redazione di una proposta di legge di iniziativa popolare, così come avvenuto nel Lazio, che cancelli la legge Regionale del 2001 e tutte le ordinanze che sono in contrasto con i principi di massima indicati nel Manifesto (per scaricare la proposta di legge presentata nel Lazio cliccare qui).
2. Analisi e valutazione di proposte alternative di gestione dei rifiuti già rese pubbliche, come quella di Comunità Lucana - Movimento no oil.
3. Prendere visione dei piani di gestione dei rifiuti come quello prodotto dal CONAI, che la Provincia di Matera ha commissionato e mai messo in pratica.
4. Sollecitare una risposta più decisa della cittadinanza lucana alle varie questioni ambientali (visti anche i retroscena del caso Fenice) che non possono rimanere in sordina e che condizionano fortemente il futuro della gestione dei rifiuti e della dimensione politica della nostra amministrazione regionale, che in questo caso sembra esserne stata interessata a tutti i livelli.
5. Costringere le amministrazioni comunali alla ratifica di decisioni che dichiarino il NO all'incenerimento e il SI all'uso dei rifiuti come risorse da differenziare, riciclare e riusare. In questo caso è stato proposto di avviare esperienze pilota che coinvolgano consorzi di comuni del Metapontino e del Melfese. Si dovrebbe anche valutare se la legislazione vigente è sufficiente ad imporre un modello di gestione dei rifiuti diverso da quello oggi dominante in regione e quali enti locali potrebbero farsi portavoce di questa novità, sul modello del Centro Riciclo Vedelago.

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