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Dicembre 2011


Matera - 


Antonio e Gianrocco del M5S Matera parlano di ZeroPrivilegi alle telecamere di Cuccuruccù, al freddo davanti alla sede materana del Consiglio Regionale dove, ovviamente, non sono stati invitati ad entrare, neanche per ripararsi dal gelo.

Oggi è l'ultimo dell'anno e mi viene spontaneo augurare un 2012 con ZeroPrivilegi per tutti.


Matera - 

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Tocca ai cittadini e non alle istituzioni cercare di fare informazione su ciò che, pur producendo povertà diffusa, si continua a chiamare "oro nero". Forse perché l'oro è per petrolieri, il nero per gli abitanti delle aree estrattive.

Nella Basilicata petrolizzata, dove si emigra ancora ai ritmi degli anni '50, si vuole passare di botto da 104 mila barili al giorno di petrolio estratti a circa 200 mila, grazie ad un accordo bipartisan tra il Pdl e il Pdmenoelle che si chiama "Memorandum". Con 104 mila barili al giorno, nelle tasche dell'Eni, da quasi 20 anni, entrano circa 3 miliardi di euro all'anno; ai lucani restano il 7% di royalties più il 3% del fasullo "Bonus benzina" che, meno le varie franchigie previste, fanno un totale di poco più di 100/150 milioni di euro all'anno da dividere tra la Regione, i Comuni delle aree estrattive e una carta carburante da 100 euro all'anno di benzina per ogni patentato lucano.

Intanto negli ultimi 20 anni un cittadino lucano su due, patentati e no, si è ammalato di patologie cardio-respiratorie civetta nell'area del centro oli di Viggiano mentre le percentuali di malati di tumore, in tutta la Basilicata, hanno viaggiato al doppio della media nazionale.

In attesa di un'indagine epidemiologica retrospettiva, sempre evocata ma mai promossa, 104 mila barili al giorno (più un milione di mc. di gas all'anno), oltre agli spiccioli di royalties, già "regalano" ai lucani quantità industriali di acido solfidrico, composti organici volatili, idrocarburi policiclici aromatici e polveri sottili (nell'aria dei centri di raffinazione) e, come rilevato da laboratori indipendenti, metalli pesanti, toluene, benzene, idrocarburi e bario nelle falde dell'area di Viggiano e nei sedimenti della diga del Pertusillo.

La Basilicata è terra di fiumi, di laghi e di campi agricoli e le compagnie petrolifere vogliono ottenere l'incremento delle estrazioni anche perforando i monti delle sorgenti del fiume Agri, il più importante bacino idrico del tacco d'Italia (dà da bere e disseta i campi per 4 milioni di pugliesi), già circondato da circa 50 pozzi minerari, due dei quali sulla faglia sismica appenninica di Grumento Nova.

Per cercare di far capire alla gente la drammaticità della situazione e la fregatura loro riservata, il Movimento 5 Stelle Matera e la Ola, Organizzazione lucana ambientalista, hanno chiamato a discutere su "Petrolio, tra miti e falsità", il professore associato dell'Università californiana di Northridge, il fisico Maria Rita D'Orsogna, esperta internazionale di dinamiche minerarie.


Enzo Palazzo e Vito Petrocelli

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