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MoVimento 5 Stelle

Giugno 2012

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Matera - 


Siccome le pugnette sono bravi a farsele tutti, anche Balotelli, Papaleo ed Adduce (in ordine di presenza scenica), il MoVimento 5 Stelle Matera ha deciso di partecipare al gioco "Tira pure, tanto non ti rimane in mano".


In data odierna (ieri ndr), si viene a sapere dagli organi di disinformazione politica regionale che purtroppo c'è un intoppo nel corretto avanzamento dei progetti Pisus, legati (ai cordoni della borsa) ai fondi FESR. Purtroppo, il M5S colto di sorpresa da tale notizia e fortemente rancoroso nei confronti dei grigi tecnocrati di Bruxelles, ha deciso di mostrare ai valutatori, come i progetti PISUS a Matera siano supportati da studi di fattibilità seri e da stati di avanzamento fisici notevoli.


Noi, del resto, supportavamo fortissimamente il prolungamento della nostra avanguardistica metropolitana leggera di metri 800 al modico costo di 8 milioni. Anzi, avevamo presentato, quando l'attuale amministrazione ci ha contattati come parte sociale per la discussione dei piani, un servizio innovativo di JumboJet che collegasse Matera a Santeramo in Colle. Purtroppo, l'impatto ambientale era fortemente negativo, quindi la nostra proposta fu rigettata.


Di seguito mostriamo ai suddetti azzeccagarbugli di Berlaymont di cosa sono capaci gli operosi materani quando si applicano, e soprattutto quando li paghi in anticipo, prendendo ad esempio, l'asilo nido di via Gramsci.


Opera n°22 Asilo nido di Via GRAMSCI
Riqualificazione e ammodernamento dell'asilo nido comunale di via Gramsci.
L'intervento fa parte di un più ampio obiettivo di incremento di servizi rivolti in particolare verso l'infanzia e le famiglie, al fine di migliorare le condizioni di conciliazione delle esigenze familiari e della qualità della vita. L'intervento mira alla riqualificazione e all'ammodernamento dell'asilo nido, consistente anche nell'efficientamento sotto il profilo energetico ed ambientale, finalizzato alla riattivazione della struttura attualmente chiusa. L'attuale progetto ha come obiettivo quello di rendere la struttura funzionale e moderna e di riattivare i servizi, ampliandone anche la capacità di erogazione. La struttura, localizzata in zona centrale della città, è tra l'altro felicemente ubicata in prossimità del polmone verde denominato "il boschetto", che conferisce un valore aggiunto all'immobile di via Gramsci, in una area in cui oltretutto sono tornate a vivere numerose famiglie giovani con bambini in età.


[25 giugno 2012. Panoramica, la nuova facciata principale a basse emissioni di CO2]Facciata Asilo Nido in via Gramsci

Fin qui tutto ok. Finalmente i bambini prenderanno il posto dei tossici, che attualmente fanno la spola tra il SERT e il suddetto Asilo Nido, edifici a distanza di 10 metri lineari.


Così il 25 giugno 2012 siamo andati al mitico asilo nido pensando di partecipare se non al vernissage di apertura, almeno alla vista del paradiso terrestre che ospiterà i poppanti materani, a partire da settembre 2012. Tuttavia, l'amarezza è sempre in agguato.

[25 giugno 2012. Dettaglio, la nuova porta di ingresso ad impatto zero]Porta Asilo Nido in via Gramsci

[25 giugno 2012. Interni, open space secondo l'attuale trend educativo, il metodo Attila]Asili Nido via Gramsci Matera

[25 giugno 2012. Particolare, tecnica innovativa usata per la manutenzione dei ferri]Asilo Nido Via Gramsci

 

Mamme, papà, state tranquilli! Il prossimo anno scolastico i vostri bambini frequenteranno questa struttura in tutta sicurezza e tranquillità, grazie al duro lavoro svolto dal Comune di Matera.


Angelo Giordano (Prospero d'Ippolito)


Matera - 


Il tribunale di Potenza ha condannato a 2 mesi e 20 giorni per rivelazione di segreto d'ufficio il tenente della polizia provinciale Giuseppe Di Bello e ha rinviato a giudizio Maurizio Bolognetti (6/06/2012).

Incontriamo Di Bello e ci facciamo raccontare la sua storia. Crediamo che la sentenza di condanna di Di Bello e Bolognetti da parte della Procura di Potenza sia un insulto alla loro passione civile e all'impegno, anche professionale, che hanno speso per la salvaguardia della salute dei cittadini lucani e del loro territorio.

Una sentenza da rispettare ma di cui aspettiamo di leggere le motivazioni per capire e discutere come abbia potuto la rivelazione di segreto d'ufficio essere stata prevalente nella decisione del giudice rispetto al pericolo per la salute dei lucani e alla tutela delle acque e rispetto a quanto dichiarato nella Convenzione di Aarhus.

Ma se i giudici stanno applicando la legge, davvero non capiamo il motivo per cui l'allora assessore all'ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, si sia precipitato in Procura per denunciare Di Bello e Bolognetti. Non lo capiamo perché il Santochirico, dalla posizione istituzionale che rivestiva nel 2010, avrebbe dovuto sapere come si lavorava all'ARPAB, avrebbe dovuto conoscere i parametri fuori norma dell'inceneritore Fenice di Melfi.

Oggi il Tenente Di Bello risulta trasferito al Museo Provinciale di Potenza. Noi ci sentiremmo più tranquilli se a spolverare le teche i giudici avessero mandato l'ex assessore Santochirico, l'ex direttore dell'ARPAB Sigillito e il dirigente della stessa agenzia Bove.

Detto questo il Movimento 5 Stelle di Matera coglie l'occasione per rinnovare la propria stima nei confronti del Tenente Giuseppe Di Bello e del Segretario dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti.


Matera - 

Circa 8 anni fa pensavo, insieme a mia moglie, di portare al nord la famiglia, perché immaginavo un futuro poco propizio nella nostra Città per i nostri figli.

Noi amiamo questa Città, anche se è attanagliata dalla cultura del clientelismo che da decenni sottomette (per i Voti) i cittadini (sudditi) promettendo migliorie e lavoro.
Ho sempre pensato che se la Città dei Sassi fosse stata amministrata da persone pulite e capaci (ad esempio del Trentino-Alto Adige o Emilia Romagna), non ci saremmo trovati nel 2012 ancora con problemi riguardanti i servizi per i turisti, l'ambiente, la pulizia della città, la mancanza di lavoro per i nostri giovani.

Bene, mi fermo qui, tanto sapete meglio di me che di storture nella nostra Città e Regione ci sarebbe da scrivere libri, ma nonostante la voglia di farla finita con il voto alle amministrative e alle elezioni Nazionali, è risorto in me e, posso dire lo stesso per i miei congiunti e amici e colleghi, l'amore verso Matera e la speranza nel futuro che possa vedere i nostri figli viverla senza pochi padroni ma più bella, più pulita, più accogliente, con più lavoro e servizi nella legalità per tutti i cittadini, del centro e della periferia.

Quindi voglio dirvi che grazie al Vostro Movimento 5 Stelle e naturalmente a Beppe Grillo, molte coscienze si stanno indirizzando nella giusta direzione.

Coraggio ragazzi non mollate. Con ammirazione.

Donato M.

Addux VS Balotelli


Matera - 

Dopo aver scritto pubblicamente a Rocco Papaleo, il sindaco Addux scrive anche a Mario Balotelli, contattato dal Ku Klux Klan per uno spot.

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Caro Mario, sembra una maledizione che ci insegue da anni, forse da secoli, e non riusciamo a trovare un antidoto. Quando un negher riesce a superare le colonne d'Ercole dei confini nazionali e si afferma a livello internazionale spuntano come funghi velenosi critici amari e tristi pronti come sempre a riconoscere i limiti di quel successo fino anche a brandire contro il malcapitato la bandiera dell'opportunismo e dell'interesse individuale. Insomma secondo taluni un giocatore di calcio, un prestipedatore, non un politico o un rappresentante delle istituzioni, deve mettere da parte il suo lavoro, la sua passione, le sue emozioni e, fammelo dire i suoi interessi, per divenire "militante" non si sa bene di quale "Black Panther Party".

Purtroppo, caro Mario, è una maledizione difficile da cacciare. Noi politici lucani, come tu ben sai, abbiamo tanti pregi, ma anche qualche difetto che sembra essersi sedimentato nella nostra pancia e che proprio non riusciamo a digerire. E così, quando c'è qualcuno che fa qualcosa di buono ecco che si tirano in ballo disegni oscuri e manovre machiavelliche come se le correnti politiche, l'attaccamento alle poltrone, l'obbedienza ai capibastone di partito e a volte anche la sveglia che non suonava e mi faceva arrivare a mezzogiorno in Parlamento non c'entrassero nulla.

E' un trattamento che non meriti. Sei entrato con sbruffonate, incazzature, storie di sesso e vaffanculi nelle case degli italiani portando un po' della tua storia, della nostra storia più sincera e generosa che è quella del lavoro silenzioso e umile, della nostra testardaggine, della nostra miseria e delle nostre fortune.

Io penso che tu abbia fatto un lavoro egregio non solo nell'Inter di quel mezzo petroliere di Moratti, ma anche e soprattutto nel City di quegli altri accattoni di arabi che pensano di esser chissacchì perché fanno girare 4 o 5 miliardi di petrodollari. Fottitene di loro, come io me ne fotto di chiedere la moratoria delle estrazioni petrolifere nel territorio che amministro. E il tuo primo goal con la nazionale a questi europei ha avuto il grande merito di aver portato un po' di sorriso sulla nostra terra ridando forza e slancio alle energie della nostra nazione e di tutto il Sud del mondo.

Condivido la tua affermazione, che sei un calciatore superpagato e non un missionario. D'altronde hai illustri predecessori.
Mi viene ora in mente una lunga stagione di partite di calcio che vide protagonista un grande prestipedatore, un genio come Obdulio Varela, il centromediano che fu il capitano della nazionale di calcio uruguaiana campione del mondo nel 1950. Lui, nonostante la notorietà, non cercò vantaggi sul piano economico e visse tutta la sua vita in povertà. Tu, Mario, pubblicizzi il Klan senza chiedere un ritorno economico. Forse oggi ci indigneremmo se trovassimo Varela a pubblicizzare il marchio della Nike o della Adidas, simboli della globalizzazione più sfrenata? O ci siamo indignati perché er Pupone Totti ha prestato la faccia a quel capolavoro di spot della Vodafone? Non so, ma sicuramente non li avremmo giudicati sulla base del loro certificato di nascita e del colore della pelle così come molti fanno con te.

Così come mi viene in mente Sylvester Stallone nel film "Fuga per la vittoria" quando tutti, riconoscendolo, gli chiedevano: "A Rocky, ma tu sei un pugile! Che cazzo ci fai in mezzo a tutti 'sti calciatori ?". Come se un pugile o un reduce del Vietnam non potesse giocare a calcio. Anche quello era un luogo comune che Stallone seppe bene esorcizzare con feroce ironia e facendoci magari anche girare un po' le balle.

Come Sindaco non ho molto tempo per approfondire questo genere di polemiche, questa apparente contraddizione di un negher che sponsorizza il Klan, eppure ho sentito la voglia di scriverti. Vorrei che questo sentimento, molto vicino al giramento vorticoso di sottocoppa, venisse definitivamente domato perché ognuno possa sentirsi liberamente parte di un processo di crescita, indipendentemente dalla sua andatura dinoccolata e dalle sue corse al rallentatore in mezzo al campo o dal suo essere italiano ma negher.

Ma nulla accade per caso.
Ho sentito la voglia di scriverti per un'altra ragione. Non ti nascondo un pizzico di emozione che mi prende quando vedo gli incappucciati del Klan e, permettimi, il gatto e la volpe a rappresentare la mia amministrazione comunale. Sono due simboli che hanno accompagnato l'inizio della mia vita, insieme alla falce e martello che ormai ho cancellato dalla memoria. Mio padre mi falciava e martellava, mia madre mi vestiva sempre con tonaca e cappuccio a carnevale. Io stesso ogni tanto distribuivo benzina e trasportavo bombole, se poi venivano usate per bruciare dei negher o per fargli saltare le case non è certo colpa mia.
E nessuno avrebbe allora immaginato che sul suolo lucano si celava più di una cellula del Klan.

Ma nulla accade per caso.
Ho poi scoperto che il costume del Klan fu disegnato da SpongeBob, poeta e ingegnere dei fondali marini. Dovremmo oggi forse riconsiderare la figura di quello straordinario intellettuale per aver offerto la sua creatività a una compagnia di razzisti invertebrati? Dovremmo forse oggi riconsiderare la figura di Obdulio Varela e di tutti quegli uomini di arte, di ingegno e di creatività calcistica che hanno messo e mettono la loro professione a disposizione del mercato globale e delle multinazionali?

Caro Mario, devo essere sincero. Mi emoziona un po' vedere sulla tua maglietta azzurra il simbolo che ha accompagnato una parte importante della mia vita trascorsa a guardare partite in televisione nelle sedi del glorioso PCI rappresentato da grandi manager come Antonio Gramsci ed Enrico Berlinguer, che a casa mia erano di casa.
Per il resto non hai certamente bisogno del mio incoraggiamento ad andare avanti nel tuo lavoro, non solo per la nazionale italiana che sono certo resterà per sempre dentro di te, manco fosse appiccicata con l'attack, ma anche e soprattutto per continuare a regalarci qualche attimo di felicità e di emozione in più. A prescindere dalla tua negritudine.

Non farti vedere a Matera, però.

S. Addux

Matera - 

Decidi il programma.jpgMatera è una città che appare narcotizzata, ma non tutti i cittadini lo sono. Davanti al nostro gazebo, durante questi ultimi fine settimana, tante persone sono passate senza fermarsi, narcotizzate e indifferenti, abuliche nel passeggio serale, concentrate nel vai e vieni senza fine e senza scopo in piazza Vittorio Veneto. Tante, non tutte.

Altre persone, cittadini stanchi della solita zuppa riscaldata che ci viene offerta ogni giorno, si sono fermate al gazebo, lasciandoci le loro idee per il programma del Movimento 5 Stelle e compilando il questionario sul gradimento dei servizi/aspetti comunali (Questionario Matera.pdf).
Abbiamo intenzione di riscrivere il programma presentato a marzo del 2010, per dettagliarlo e fare in modo che, con la partecipazione attiva, ogni cittadino possa sentirlo suo.

Abbiamo cominciato dai punti che pensiamo siano più importanti, ossia da questi:
- ambiente e rifiuti
- partecipazione dal basso, trasparenza e efficienza
- turismo
- urbanistica
- cultura e scuola
- mobilità
- connettività
- sport e tempo libero

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Le prime proposte che ci sono arrivate potrebbero sembrare superficiali, altre fuori contesto, altre non sono sicuramente in sintonia con il M5S e alcune fanno anche sorridere per la loro franchezza. Io sorrido, certo, e le considero con molto orgoglio: sono le proposte dei cittadini che credono in un cambiamento, dei cittadini che il cloroformio lo vogliono rispedire al mittente.

Grazie a tutti loro.

Ecco le prime idee per il programma
- Una città senza sindaco
- Ci voleva la ferrovia Metaponto-Matera-Bari
- Ospedale vecchio, fatelo nuovo
- Diga di S. Giuliano, valorizzarla
- Mettere più verde in città
- Ristrutturare tutti i Sassi
- Togliere il finanziamento ai partiti
- Utilizzare software libero Linux
- Pulizia, controlli e pene per chi sporca la città
- Più spazi verdi ben organizzati
- Dimezzare gli stipendi tutti i politici e dipendenti pubblici
- I vigili urbani devono fare il loro dovere, non quello che gli pare
- Per attrazione, proporremmo il mercatino tutti i sabato e domenica, anche pagando una tassa per il suolo pubblico
- Spazio libero in concessione ai giovani materani che vogliono fermamente sostenere e mantenere viva la cultura
- Voglio il lavoro con il contratto
- Spostare il mercato del sabato a Venusio
- Legalizziamola
- Desidero l'eliminazione degli sprechi, come dare lavoro ai carcerati nelle aziende dove c'è bisogno e nei lavori socialmente utili
- Vorrei fosse migliorata la manutenzione della città
- Ampliare la zona pedonale in centro

"La democrazia è una strada in salita. Se ci hanno chiesto più cessi per tutti, omicidi di politici ed altre cazzate, dovremmo interrogarci sul perché. Le derive autoritarie nascono proprio dalla presunzione di non avere come controparte persone che siano all'altezza di fare proposte sensate. E io vorrei percorrere la salita, piuttosto che prendere una scorciatoia meno ripida che ci porti da tutt'altra parte". (Gianni Perrino)


Matera - 

La gestione dell'ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.

Dieci anni dopo l'omicidio di Carlo Giuliani, la "macelleria messicana" avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l'ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito "la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale", il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, "devastazione e saccheggio", che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.

Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una "compartecipazione psichica", anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.

E' inaccettabile che, a ottant'anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G8 a Genova nel 2001.

Non possiamo permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l'annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate.

Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti.

APPELLO ALLA SOCIETÀ CIVILE E AL MONDO DELLA CULTURA


Matera - 
Riceviamo e pubblichiamo un appello del Gruppo Semestre Aggiuntivo IX ciclo SSIS
   
Siamo un gruppo di docenti precari. Questa è l'unica certezza che abbiamo ed è un qualcosa che abbiamo accettato fin dall'inizio. Inizio che parte con la possibilità di partecipare ai concorsi per diventare insegnanti presso le SSIS (Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario), in particolare con l'ultimo concorso utile nel 2007; tutti i membri di questo gruppo hanno partecipato a tali concorsi con la possibilità di accedervi ai corsi abilitanti. Nel 2007 ci hanno dato la possibilità di partecipare a più concorsi in contemporanea, cosa che abbiamo fatto e per nostro merito siamo riusciti a superarli; abbiamo cioè superato due concorsi con la possibilità di abilitarci all'insegnamento di due classi di concorso (due materie d'insegnamento), con la condizione che avremmo prima dovuto seguire un corso, della durata di due anni, con il superamento di esami di didattica e laboratori di tirocinio diretto e indiretto. Abilitati nella prima classe di concorso a Giugno 2009 ci siamo regolarmente inseriti in graduatoria ad esaurimento (graduatorie che garantiscono la possibilità di avere incarichi annuali da parte degli Uffici scolastici provinciali, fino alla chiamata per il ruolo). Nello stesso mese però le graduatorie si chiudono definitivamente grazie all'ex ministro Gelmini, non potendo difatti più accedervi. Subito dopo però l'Università, grazie alla nota ministeriale 2057, ci da' la possibilità di fare il famoso semestre aggiuntivo per abilitarci anche nell'altra classe di concorso che ci spettava in quanto avevamo superato due concorsi. Fiduciosi che comunque qualcosa la politica avrebbe fatto per noi, ci siamo armati di pazienza e dopo aver pagato ancora tasse ci siamo presi la seconda abilitazione a graduatorie ormai chiuse, aspettando il nuovo sistema di reclutamento. A questo punto però altri gruppi di abilitati si sono mobilitati per riaprire le graduatorie, ottenendo da parte del Governo, tramite il decreto mille proroghe con un emendamento ad hoc, la formazione di una ulteriore fascia a quelle già esistenti nelle graduatorie ad esaurimento. Il testo dice questo: 2-ter. Fermo restando che le graduatorie ad esaurimento di cui all'articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni restano chiuse, limitatamente ai docenti che hanno conseguito l'abilitazione dopo aver frequentato i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), il secondo ed il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/a e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A, nonché i corsi di laurea in scienze della formazione primaria negli anni accademici 2008/09, 2009/10 e 2010/11, è istituita una fascia aggiuntiva alle predette graduatorie. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono fissati i termini per l'inserimento nelle predette graduatorie aggiuntive a decorrere dall'anno scolastico 2012/ 2013. Nel testo però vengono menzionati Cobaslid, Scienze della formazione primaria e strumento musicale, abilitati dal 2008 al 2011. Il semestre aggiuntivo del IX ciclo SSIS non risulta presente nell'elenco pur avendo lo stesso identico titolo dei suddetti corsi abilitanti. Questo ci ha preoccupato fin dall'inizio della nostra battaglia e ci siamo rivolti a chiunque potesse ricordare al Parlamento, al Governo o al Ministro che esistiamo anche noi. Ciò che chiediamo è che la politica, prima ancora della Giustizia, si faccia portavoce di un gruppo palesemente discriminato da tutti gli atti parlamentari senza alcun motivo logico e legislativo; in questo modo l'art. 3 della Costituzione italiana viene meno nel senso più ampio della sua forma, perché l'emendamento ormai approvato è come se dicesse che a parità di titoli chi si chiama Cobaslid, Scienze della formazione e Strumento musicale possono accedere alla graduatoria e chi si chiama Semestre aggiuntivo IX ciclo SSIS no ( o come abbiamo già fatto notare: chi si chiama "Antonio" entra e chi si chiama "Giovanni" non entra ; perché la differenza, appunto è solo nel nome). Siamo convinti che l'errore è più nella forma che nel merito, siamo certi che la questione è di "informazione" più che di discriminazione, il gruppo quindi ha la necessità di far sapere a chi di dovere che esiste ed ha il titolo per entrare in graduatoria; basta in effetti risolvere la questione in sede amministrativa, inserendo nel bando e nei decreti attuativi, che entro Giugno dovranno uscire, il nome del Semestre Aggiuntivo IX ciclo SSIS, tutto in nome del famoso art. 3 della Costituzione.

Gruppo Semestre Aggiuntivo IX ciclo SSIS


Matera - 

Il professore Carlo Doglioni ha lasciato un commento al post Val d'agri, Basilicata. Feudo ENI.
Nel commento, che riporto subito in basso in corsivo, assieme ad alcune precisazioni di carattere scientifico, il professore chiede "di smentire immediatamente quanto affermato nell'articolo sopra, altrimento mi vedrò costretto ad azioni atte a tutelare la mia persona".

Non mi aspettavo che il professore Doglioni frequentasse il blog del Movimento 5 Stelle di Matera, né che rispondesse con un commento. Forse queste pagine sono, a volte, più lette di quello che immaginavo.

E' doveroso dare alle precisazioni del professore Doglioni la stessa rilevanza del post precedente. In quanto a smentire immediatamente, credo che mi adeguerò alla velocità con cui noi lucani stiamo ottenendo il registro regionale dei tumori, il monitoraggio nelle aree estrattive o il confronto autentico con le istituzioni.

A voi buona lettura.

Gentile Vito Petrocelli,
visto che mi chiama in causa, è mio dovere informarla che non ho mai affernato, scritto e tantomeno pensato che l'anticlinale di Mirandola non fosse attiva. In nessun rapporto pubblico o privato a mia firma può essere riportata una dicitura simile perché semplicemente non risponde a verità.
A dimostrazione della falsità di ciò che mi viene attribuito, la invito a visitare il sito sotto dove, assieme ad alcuni colleghi, nel catalogo ufficiale del DISS dell'INGV (database of Individual Seismogenic Sources) risulta a nostro nome una classificazione di quella faglia come potenzialmente in grado di generare un evento di magnitudo 5.9!
Detto questo, la sequenza sismica in corso non si è sviluppata sul sovrascorrimento dell'anticlinale di Mirandola, ma principalmente su quello più esterno dell'anticlnale di Ferrara. Per parte mia non ho mai detto che il giacimento di Rivara dovesse o non dovesse essere fatto. Sono sempre invece stato solo ed esclusivamente un ricercatore indipendente sul tema, e la mia posizione è sempre stata solo quella di consigliare di continuare a studiare il sottosuolo dell'area, senza pregiuziali, il che, se mi permette è alquanto diverso da quanto lei sostiene.
L'estrazione petrolifera in Val d'Agri è poi un altro tema in cui la invito a riflettere su quanto mi attribuisce: la Val d'Agri, ancor più che la pianura Padana, era (si pensi al devastante terremoto del 1857), è e sarà zona altamente sismica per alcune centinaia di migliaia di anni, con o senza estrazione petrolifera. Il problema deve essere discusso prima di tutto su basi scientifiche. Un conto è l'estrazione petrolifera, e un altro conto è l'immissione di gas nel sottosuolo. In un ambiente geologicamente distensivo come è la Val d'Agri, togliere fluidi dal sottosuolo significa diminuire il carico litostatico che agisce sulle faglie attive, in sostanza vuol dire stabilizzarle. Non è detto che questo sia sufficiente, ma intendo dire che gli stress generati dalla rimozione degli idrocarburi sono a favore di una diminuzione del rischio sismico, anche se è da dimostrare che questo sia efficace. L'articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno che viene inoltre citato contiene affermazioni che io non ho mai fatto, e che non potrei rilasciare visto che sono geologicamente insostenibili, tipo che i terremoti sopra gli 8 km non sono avvertibili dalla popolazione; mai detto una sciocchezza simile. Sembra inutile cercare di comunicare un approccio scientifico per cercare di vivere tutti meglio e in sicurezza.
Capisco che lo sport di alcuni giornalisti sia (in genere giustamente) quello di denunciare il marcio nella società. Solo che a volte vengono accusate persone che cercano solo di fare il proprio dovere, in scienza e coscienza.
La chicca finale per cui la mia attività scientifica sia basata sui dati di compagnie petrolifere è falsa, faziosa e offensiva: nulla di quanto ho pubblicato nella mia carriera non proviene da dati pubblici a disposizione di qualunque altro ricercatore.
La prego dunque di smentire immediatamente quanto affermato nell'articolo sopra, altrimento mi vedrò costretto ad azioni atte a tutelare la mia persona.
Cordialmente,
Carlo Doglioni


Matera - 

Pozzo Alli 2.JPG


I poteri forti hanno messo il bavaglio a chi vuole diffondere verità e coscienza critica riguardo alle estrazioni petrolifere in Basilicata.

I poteri forti mobilitano stampa, docenti universitari, politici nazionali e locali, esperti di massimi sistemi.

Ho inviato un messaggio a Grillo chiedendogli di mobilitare il blog. Sono disposto anche ad andare fino a Genova per mostrare i documenti (e sono tanti).

Un post di sostegno di Beppe sul blog è il miglior potere forte che abbiamo noi.

La Basilicata è sempre più una gruviera, una gruviera petrolifera.
Il governatore Vito De Filippo continua a mentire sui dati relativi alle perforazioni e viene smentito addirittura dai dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico e dell'UNMIG (Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse).

71 associazioni, movimenti, comitati ed organizzazioni (tra cui il M5S di Matera) lo sputtanano )Basilicata gruviera petrolifera.pdf), ma lui se ne strafotte.

Poi, guarda caso, nei giorni scorsi e dopo il terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna, con una coincidenza strepitosa, in una intervista pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno (Doglioni GdM 27_5_2012.pdf), il geologo Carlo Doglioni, tranquillizza o cerca di farlo sul non rischio sismico e di contaminazione del circuito dell'acqua in Val d'Agri.

Affermazioni queste che non tengono conto di quello che già è avvenuto e avviene, spesso sottaciuto o minimizzato in sede locale per quanto attiene l'inquinamento degli invasi, sorgenti e corsi d'acqua da mettere in relazione alle estrazioni e produzione petrolifera e sulla sismicità che secondo alcuni "timidi" geologi locali è ascrivibile alle attività petrolifere, con un rischio sismico che Eni sa esistere ma di cui si guarda bene di sollevare.

Carlo Doglioni, è considerato il numero uno su questi temi. E' stato smentito dal terremoto in Emilia Romagna, dal momento che in suo studio sull'area della Erg Rivara escludeva sismi nell'area o al massimo ne prevedeva una max di magnitudo 3. Oggi queste questioni vengono ribaltate non casualmente in Basilicata.

Ma chi ha gentilmente fornito al professor Doglioni, negli anni, molti dei dati con i quali ha potuto egregiamente sviluppare le sue teorie e scrivere pubblicazioni di elevato spessore scientifico?
Le compagnie petrolifere, of course!

(grazie ad Enzo Palazzo e Antonio Bavusi per la collaborazione)

Vito Petrocelli

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