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MoVimento 5 Stelle

Ottobre 2012


Matera - 

Gentile staff del Movimento 5 Stelle, Gentile Beppe Grillo, Gentile Gianroberto Casaleggio,

in vista delle prossime elezioni politiche 2013 state contattando tutti i gruppi locali sparsi sul territorio nazionale, invitandoli ad esprimere democraticamente due delegati per ogni collegio elettorale (come per esempio è avvento per la Campania).
Come ci ha gentilmente comunicato il nostro ex-candidato sindaco della città di Matera, Domenico detto Mimmo Savino, avete contattato direttamente lui per avere comunicazione dei due nomi da inserire come delegati.

In qualità di attivisti e militanti del M5S Matera e Basilicata che ogni giorno si prodigano per la sensibilizzazione di tematiche legate alla trasparenza, alla democrazia e alla partecipazione, noi non riconosciamo nella figura di Mimmo Savino un nostro rappresentante, una persona degna di fiducia alla quale comunicare la scelta dei nominativi e non lo valutiamo in nessun modo una persona di riferimento da contattare direttamente dallo staff.

Il perché? E' presto detto.
Nel gennaio 2012 tramite una lettera (ripresa anche dalla stampa locale), Mimmo decise di non far più parte del movimento 5 stelle.
Volle esprimere e ribadire il suo legittimo punto di vista tramite un post nel suo blog personale, una lunga intervista rilasciata su youtube, alcuni articoli sulla carta stampata e tanti altri interventi sui social network in cui ci invitava a studiare, a lasciar perdere Beppe Grillo e il M5S.
Il signor Savino ha cercato un confronto con noi, ma solo e sempre di fronte a telecamere o pubbliche discussioni in piazza (vedi immagine seguente), negandosi sempre per un confronto in assemblea.

ALLEGATO 1 - Conversazione su fb.jpg

Da allora non ha fatto altro che gettare fango su di noi, chiamandoci ignoranti sui social network, provocandoci e a continuando a portare rancore per vicende passate.
Da quasi due anni ormai non è più presente a nessun banchetto ed in assemblea.
Nel marzo 2012 dichiarò nel nostro gruppo facebook (vedi immagine seguente):

Sto pensando ad un'uscita pubblica per chiarire la mia TOTALE estraneità a quello che OGGI è diventato il M5S. I miei ultimi tentennamenti sono stati un errore, che ammetto, dettato più dai sentimenti che dalla ragione. Non voglio più essere interpellato a proposito, nè identificato in futuro con questa latrina di partito. E' un dovere di cui mi faccio carico nei confronti di tutti coloro che due anni fa hanno votato per il m5s matera e per me. Naturalmente smetterò anche di scrivere su questi spazi. Abbiate cura della vostra libertà. Salutiamo.

ALLEGATO 2 - dichiarazione fb.jpg

Ritornando alla vicenda dei delegati di lista, Mimmo Savino ha rifiutato di passarci i contatti dello staff e ha dichiarato di aver bisogno solo di un nominativo. Non conosciamo l'identità della seconda persona che vuole, in maniera del tutto antidemocratica, proporre alla vostra attenzione.

PERTANTO:

CHIEDIAMO, in quanto rappresentanti del M5S Matera presenti in piazza ai banchetti, partecipanti alle varie iniziative locali (inceneritore fenice, promozione dello scec, promotori della proposta di legge "zero privilegi", parte civile nel processo contro il portavoce del sindaco di Matera, promotori della carta di Pisa, ecc..) di eseguire le volontà di Mimmo Savino.

CHIEDIAMO formalmente allo staff di non contattare più questa persona, in quanto, per sua scelta, non più aderente ai principi del M5S che, a detta sua, è un "partito di merda" (vedi immagine seguente).

ALLEGATO 3 - altra dichiarazione.jpg

CHIEDIAMO allo staff di contattare, d'ora in poi e a titolo di esempio, i seguenti nominativi (in rigoroso ordine alfabetico):

Castoro Saverio 328/1310458 (già candidato alle scorse elezioni comunali del 2010)
Liuzzi Mirella 320/3075463
Materdomini Antonio 328/8454847 (già candidato alle scorse elezioni comunali del 2010)
Petrocelli Vito 338/7437355 (già candidato alle scorse elezioni comunali del 2010)

Chi siamo noi?
Noi siamo queste persone, quelle che ogni santo giorno buttano anima e sangue per il M5S e che credono in un progetto più ampio.
Basterebbe questo? Ebbene no. Il signor Savino, dopo la vostra chiamata, ha ben deciso di voler tornare nel movimento 5 stelle. Noi diciamo: lo faccia pure. Ma ribadiamo che non abbiamo alcun tipo di fiducia nella sua persona e, le sue parole, non rappresentano più la volontà degli attivisti della Basilicata.

Questa mail sarà inviata a voi e a tutti i contatti in Basilicata che decideranno spontaneamente, se d'accordo con quanto affermato, di inviarvi a loro volta questa comunicazione, che sarà resa al più presto pubblica sul blog della lista civica Matera 5 stelle.

Un saluto dalla Basilicata.

Mirella Liuzzi
Antonio Materdomini
Vito Mercadante
Vito Petrocelli
Saverio Castoro
Francesco D'Alessandro
Alberto Caione
Fabio Di Lecce
Angelo Giordano
Mario Scalcione
Gianrocco Santeramo
Maria Roberti


Matera - 


Il 4 Ottobre numerosi cittadini lucani, attraverso un passaparola creato sulla rete, si sono incontrati a Potenza per un Sit-in di fronte al Tribunale. L'occasione era importantissima: la prima udienza del processo Fenice nel quale sono indagati, politici, dirigenti di strutture pubbliche e imprenditori di Tempor Spa e Fenice - EDF.

Le motivazioni? Disastro ambientale.

Già dal 2002, sono stati tenuti nascosti i dati dei monitoraggi effettuati dall'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale che dimostravano chiaramente i disastri ambientali che l'inceneritore Fenice, gestito dai francesi dell'Edf, avevano provocato, superando, in alcuni casi di migliaia di volte, i limiti di emissioni di sostanze altamente inquinanti ormai entrate da anni nella catena alimentare lucana e pugliese. In pratica chi doveva tutelare e proteggere i cittadini ha coperto il disastro e tutelato i profitti di un'azienda generatrice di tumori e morte.

L'aumento di malattie cancerogene e mortali nei paesi del comprensorio Fenice ha dunque una causa e dei responsabili? L'unico dato certo è che i lucani sono stati traditi da coloro nei quali avevano riposto la loro fiducia.

Ogni commento è superfluo.


Matera - 

Bluffing.jpg Si può ingannare una parte del popolo per tutto il tempo, e tutte le persone che per qualche tempo, ma non si può ingannare tutto il popolo tutto il tempo. (Abraham Lincoln)

Chi governa la Basilicata? Vito De Filippo oppure Monti e Passera?

Il Consiglio dei Ministri numero 48 del 4 ottobre 2012 ha impugnato(*) davanti al Consiglio di Stato la Legge 08/08/2012 n. 16 della Regione Basilicata, comunemente chiamata Legge sulla Moratoria. Con questo atto, l'assise ministeriale dimostra che il "non governatore" lucano, Vito De Filippo, è un pessimo amministratore, più intento mediaticamente a favorire la sua prossima candidatura al Parlamento che ad amministrare realmente la sua terra.

Dopo averla svenduta per 30 denari di royalties, appena ha sentito odore di elezioni parlamentari, il "defilippiano" Vito de Filippo ha pensato bene di crearsi un alone donchisciottiano, facendosi passare per paladino dei diritti dei lucani, partorendo una legge bluff che nella realtà ha sempre tranquillizzato le società minerarie, sia per l'evidente incostituzionalità della legge stessa, e sia per la possibilità che qualsiasi TAR potesse invalidare i singoli effetti della legge Moratoria sulle istanze bocciate con delibere di Giunta. L'incongruenza burocratica che i TAR rileveranno, dopo il sicuro ricorso delle società petrolifere, è infatti quella che le delibere di Giunta Regionale, indipendentemente dall'incostituzionalità della stessa legge, negano le intese minerarie che la stessa Regione, col suo Dipartimento ambiente, ha in precedenza consentito rilasciando pareri favorevoli alle VIA (Valutazioni di Impatto Ambientale).

Se il "non governatore" vuole veramente fermare le estrazioni di petrolio in Basilicata, non ha bisogno di una legge, ma semplicemente deve ricorrere alla normale procedura amministrativa legalmente consentita: dare i pareri negativi alle osservazioni sulle VIA.
Se il Consiglio di Stato, come appare certo, darà torto a De Filippo, l'unico effetto di questa tecnica da basso impero politico sarà quello di demandare l'amministrazione del territorio non ai suoi amministratori eletti, ma al Governo italiano, che già ha dimostrato di saper governare poco la nazione. Figuriamoci come governerà, impoverendola, la Basilicata, che ha già sotto le mani di Vito De Filippo, raggiunto il triste primato della regione più povera d'Italia.

La finta Moratoria di De Filippo, è già ampiamente utilizzata mediaticamente dal "non governatore", aiutato in questa operazione di marketing elettorale a danno dei lucani dai radicali di Maurizio Bolognetti, da Comunità Lucana-movimento no oil di Miko Somma e da Legambiente e WWF regionali, tutti partiti e movimenti che si muovono ambiguamente lungo il confine che "non separa" la demagogia governativa da quella di chi si fa credere vicino alle tematiche ambientali ed economiche della Basilicata. Partiti e movimenti subito dimostratisi entusiasti di una legge sulla Moratoria che appariva incostituzionale e ambigua anche ai profani.

Dunque, chi governa la Basilicata? E che ruolo giocano alcuni partiti e alcune associazioni ambientaliste nella gestione del territorio della Basilicata? Ma soprattutto, perché paghiamo centinaia di migliaia di euro all'anno di stipendio a supertecnici dei Dipartimenti regionali, i quali redigono leggi che il Consiglio dei Ministri farà annullare con ricorso al Consiglio di Stato?

Secondo il Movimento 5 Stelle anche in Basilicata è ora di spendere meglio i soldi pubblici, amministrando finalmente la regione e mandando a casa una casta di tecnici e di politici arruffoni.

Ci vediamo in Consiglio Regionale, sarà un piacere.

Vito Petrocelli

(*) Motivi dell'impugnativa: La legge della Regione Basilicata n. 16 dell'8 agosto 2012, recante «Assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2012 e del bilancio pluriennale per il triennio 2012/2014" presenta aspetti di illegittimità costituzionale con riferimento a quanto previsto all'art. 37, rubricato "Provvedimenti urgenti in materia di governo del territorio e per la riduzione del consumo del suolo". La citata disposizione prevede che la Regione, a far data dall'entrata in vigore della norma stessa, non rilascerà l'intesa al conferimento di nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi prevista dall'articolo 1, comma 7, lettera n) della legge 23 agosto 2004, n. 239. Premesso che la disposizione censurata è riconducibile alla materia, di legislazione concorrente, della "produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia" (art. 117, comma 3 della Costituzione) si osserva che lo Stato, nell'esercizio della sua potestà legislativa, con la legge 23 agosto 2004, n. 239 recante "Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia", ha fissato i principi fondamentali in materia di localizzazione di impianti energetici. La suddetta legge contiene altresì disposizioni per il settore energetico che contribuiscono a garantire la tutela della concorrenza, la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, la tutela dell'incolumità e della sicurezza pubblica, la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema al fine di assicurare l'unità giuridica ed economica dello Stato e il rispetto delle autonomie regionali e locali, dei trattati internazionali e della disciplina comunitaria. L'art. 1, comma 4, della sopra citata legge prevede che "Lo Stato e le regioni, al fine di assicurare su tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni concernenti l'energia nelle sue varie forme e in condizioni di omogeneità, sia con riguardo alle modalità di fruizione, sia con riguardo ai criteri di formazione delle tariffe e al conseguente impatto sulla formazione dei prezzi, garantiscono: (?) d) l'adeguatezza delle attività energetiche strategiche di produzione, trasporto e stoccaggio per assicurare adeguati standard di sicurezza e di qualità del servizio nonché la distribuzione e la disponibilità di energia su tutto il territorio nazionale;" nonché "f) l'adeguato equilibrio territoriale nella localizzazione delle infrastrutture energetiche, nei limiti consentiti dalle caratteristiche fisiche e geografiche delle singole regioni, prevedendo eventuali misure di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale qualora esigenze connesse agli indirizzi strategici nazionali richiedano concentrazioni territoriali di attività, impianti e infrastrutture ad elevato impatto territoriale (?)". L'art. 1, comma 3, della legge n. 239/2004, inoltre, chiarisce che il conseguimento dei suddetti obiettivi generali di politica energetica è assicurato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione, dallo Stato, dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas, dalle regioni e dagli enti locali. In particolare, secondo il comma 7 dello stesso articolo, spetta allo Stato, anche avvalendosi dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, "l'identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale con riferimento all'articolazione territoriale delle reti infrastrutturali energetiche dichiarate di interesse nazionale ai sensi delle leggi vigenti" (lettera g), e allo Stato "l'individuazione, di intesa con la Conferenza unificata, della rete nazionale di gasdotti" (co. 8, lett. b), n. 2). Gli art. 29, comma 2, lett. g), del d. lgs. n. 112/98 e art. 52-quinquies del D.P.R. n. 327/2001, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, attribuiscono nella materia di cui si tratta un potere autorizzatorio allo Stato, riconoscendo quindi all'amministrazione statale "una competenza amministrativa generale e di tipo gestionale" a fronte di esigenze di carattere unitario. Il necessario coinvolgimento delle Regioni di volta in volta interessate è assicurato dal D.P.R. n. 327/2001 mediante quello strumento particolarmente efficace costituito dall'intesa in senso "forte", che garantisce una adeguata partecipazione di queste ultime allo svolgimento del procedimento incidente sulle molteplici competenze delle amministrazioni regionali e locali. Tutto ciò premesso e considerato, la disposizione regionale censurata, negando a priori il rilascio dell'intesa per il conferimento di nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, si pone in contrasto con i principi generali in materia di "produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia" e, conseguentemente, viola l'art. 117, comma 3 della Costituzione. L'art. 37 della l.r. n. 16/2012 si pone altresì in contrasto con l'art. 117, comma 2, lettera m) della Costituzione ("determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale") in quanto, ostacolando lo sviluppo della rete dei gasdotti di interesse nazionale e con essa l'efficiente erogazione di gas, determina l'impossibilità di provvedere alle esigenze fondamentali dei cittadini. La norma censurata, inoltre, contrasta con l'articolo 97 della Costituzione in quanto, rendendo obbligatorio il ricorso alla procedura alternativa prevista dal comma 6 del più volte citato art. 52-quinquies, appesantisce il procedimento di autorizzazione disciplinato dal D.P.R. 327/2001, in violazione del principio di buon andamento dell'azione amministrativa previsto all'art. 97 Cost. La previsione ex lege del diniego dell'intesa, che trova applicazione in modo aprioristico, generalizzato ed indiscriminato, e che si riflette in un appesantimento del provvedimento autorizzatorio, infatti, non contempla la formalizzazione del diniego in un provvedimento motivato in modo chiaro e dettagliato alla luce delle risultanze dell'istruttoria e a specifici elementi di fatto. La disposizione censurata viola, altresì, l'art. 117, comma 1 della Costituzione, nella misura in cui esclude il rilascio dell'intesa regionale per il conferimento di titoli minerari relativi ad idrocarburi anche gassosi. Tale integrale preclusione appare indubbiamente incompatibile con il perseguimento dell'obiettivo della sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale delineato nel preambolo della Direttiva 2009/73/CE concernente il mercato interno del medesimo gas. La norma censurata, infine, contrasta con il combinato disposto degli articoli 3, comma 1 e 41 della Costituzione, in quanto le limitazioni ? di carattere normativo ? all'iniziativa economica privata debbono perseguire finalità di utilità sociale, sicché non possono che essere informate ai principi di ragionevolezza e proporzionalità. Infatti il menzionato rifiuto aprioristico e totale del rilascio dell'intesa, ancorché in astratto volto ad un fine di utilità sociale, quale la riduzione del consumo del suolo nel contesto del governo del territorio, non può ritenersi conforme a ragionevolezza e proporzionalità, giacché esso impedisce in limine la ponderazione delle singole istanze, necessaria all'assunzione di misure proporzionate alle concrete fattispecie ad esse sottese. Il contestato diniego assoluto all'intesa di cui all'articolo 37 della legge regionale 16/2012 risulta pertanto arbitrario ed incongruo rispetto ad istanze e progetti, verosimilmente provvisti dei requisiti più eterogenei, che non possono a priori essere valutati in funzione delle corrispondenti peculiarità, con la conseguente compressione della libertà d'iniziativa sancita dall'art. 41 della Costituzione. Per quanto sopra esposto la disposizione regionale indicata deve essere impugnata dinanzi alla Corte Costituzionale ai sensi dell'art. 127 Cost.

SCEC VS lobby della frutta


Matera - 

Distretto_agroalimentare_Metapontino.jpg
Ringrazio Eugenio Bonanata, giornalista di Basilicata24, se oggi posso fare questa riflessione.

Il comparto della frutta e dell'agroalimentare in Basilicata è stata trainante per l'economia locale fino agli anni '90, dopo di che le multinazionali, con la complicità della governance lucana, hanno drenato questa ricchezza verso altri territori europei e verso il mercato finanziario. Ne abbiamo già parlato circa un mese fa.

Quello della frutta, ci dice Bonanata, "era un eldorado capace di impiegare 20mila addetti stagionali senza prendere una sola lira di fondi pubblici."
E oggi? Dei 5000 produttori presenti allora nel Metapontino ne sono rimasti, forse, solo la metà, strozzati dai prezzi imposti dalle grandi centrali della distribuzione organizzata (Unicoa; Apofruit; Terremerse) e dagli usurai a cui i produttori si rivolgono per avere la liquidità necessaria per comprare dai vivaisti i semi o le piantine.

Solo ieri il Movimento 5 Stelle ha promosso lo SCEC a Matera. Un meraviglioso strumento in grado di certificare la solidarietà presente in una comunità. ArcipelagoSCEC è un'associazione culturale che promuove strumenti e progetti che restituiscono dignità e potere d'acquisto a tutti gli aderenti al circuito. Lo SCEC e i progetti di Arcipelago sono costruiti proprio per venire incontro alle difficoltà di Gaetano, Giuseppe e Michele che sono costretti a vendere le fragole a 75 centesimi al Kg quando una piantina costa 27 centesimi e per un ettaro devono investire 15mila €.

Il progetto Empori e Botteghe di Arcipelago SCEC crea un correttivo a queste ingiustizie.
"Il punto nevralgico su cui intervenire oltre all'accorciamento della filiera produttiva è lavorare sul plusvalore derivante dalla trasformazione dei prodotti agroalimentari come ad esempio la filiera del grano che arriva fino alla vendita del pane, quella della carne (allevamento, macellazione, trasformazione e vendita), l'attività casearia, la pasticceria, la ristorazione ecc.."

Aderendo a questo progetto e utilizzando lo SCEC Michele non svenderà le sue fragole come in un Outlet e otterrà un giusto reddito mentre le famiglie le potranno acquistare a prezzi molto contenuti, in linea, se non inferiori, a quelli, non certo della stessa qualità, della GDO.

E' bello usare gli SCEC!!!

Saverio Castoro


Matera - 

Il collettivo ALJAB (All Lucanian Journalists Are Bastards) nasce nell'estate del 2012 a seguito di continui ed inesatti pezzi giornalistici e pseudotali a mezzo stampa, tv e web sul M5S Basilicata.

Il collettivo ha come obiettivo quello di smascherare la cattiva informazione e difendere l'operato dei 5stellini lucani tramite argomentazioni critiche mosse ai vari media. Il collettivo ALJAB non accetta attacchi personali e sfoghi isterici, difende l'anonimato di chi scrive ed opera al suo interno e si autoproclama "fondamentalista della buona informazione". Nel collettivo è d'obbligo parlare sempre al plurale. ALJAB si propone come sintesi di quelle che sono le opinioni degli attivisti del M5S Basilicata nei riguardi della stampa, lette sui forum, sulle e-mail, sui social network.

Il collettivo è aperto a tutti quelli che vogliano seguire queste semplici regole. collettivoaljab@gmail.com

Io non sarò normale dipendo dal canale ma a me mi piace assai il telegiornale (tratto da "Vengo dopo il Tiggì" di Arbore Renzo)

Ultimamente, grazie al passaggio al digitale terrestre avvenuto nella nostra regione a partire da questa estate, abbiamo installato nel bunker nel quale passiamo le nostre interminabili giornate, un televisore catodico con un apparecchio digitale che ci ha permesso di ammirare questo nuovo mass media che tanto era caro al compare McLuhan. Quindi, buttati via i computer, le radioline di fantozziana memoria e la carta stampata che ci impiastriccia i pollici, ci siamo buttati anima e corpo sulle (ma anche nelle) televisioni del materano.

Per rivedere i vecchi filmati dell'informazione locale recapitatici direttamente da un nostro anonimo ammiratore residente in Tunisia, ci siamo premuniti di una tecnologia decisamente all'avanguardia: un sobrio e poco ingombrante mangiacassette, detto anche volgarmente videoregistratore a cassetta che vedete nella foto qui a lato. Anche questa volta abbiamo avuto dei piccoli problemi tecnici. Uno dei nostri, prendendo alla lettera la definizione mangiacassette, ha voluto assaggiare di persona il VCR e siamo finiti nuovamente in ospedale per un'urgente lavanda gastrica. Mentre guardavamo una replica di Indietro Tutta, con i nostri riferimenti culturali Frassica e Paoloantoni e ci inebriavamo ascoltando vecchi tormentoni con doppisensi un po' spinti, abbiamo avuto l'idea di venire anche noi dopo il tiggì. In perfetto stile arancia meccanica, abbiamo guardato un po' di videoservizi giornalistici ed eccoci qui a stilare il nostro personalissimo elenco trittico che tanto ci è caro. Ammettiamo che questa volta l'articolo sarà meno brioso del solito poiché, purtroppo, dopo soli 20 minuti di filmati ci siamo annoiati a morte e abbiamo rivisto la finalissima di amici del 2008, il festivalbar condotto da Fiorello e Giochi senza frontiere targato 1992.

1) TG DI TRM - RADIOTELEVISIONE DEL MEZZOGIORNO

La televisione del Berlusconi de noartri (cit.) è molto presente nelle case dei materani, tanto da portare alcuni genitori ospiti di figli fuorisede a lamentarsi con gli stessi a Milano, Torino, Roma e Bologna per la mancanza di tale canale durante la loro permanenza fuori dalle terre del bue! In generale, vedendo un'edizione a caso del telegiornale, si ha la netta impressione che vengano spesso e volentieri letti comunicati, raccontati convegni, work experience, conferenze, laboratori, tavole rotonde e quadrate su argomenti di ogni genere e forma e di tanto in tanto affrontati temi di inchiesta con opinioni anche forti solo quando l'azienda è direttamente protagonista, vedi festa della bruna (otto e diciamo otto, interminabili minuti di pistolotto). Per il vero giornalismo d'assalto (nel senso che tra qualche tempo lo caricheranno di mazzate) ci pensa "Cuccurucu" con Emanuele Giordano, che tra cappelletti e freddure di ogni tipo, ci racconta i disservizi della città di Matera.

Dopo questa doverosa premessa, analizziamo due servizi sul M5S.

  • Nel primo sui risultati del sondaggio somministrato ai cittadini materani, TRM ha lasciato da parte il bon-ton, leggendo papale papale il comunicato stampa inviato, realizzando così un buon prodotto giornalistico. Purtroppo non possediamo il video di tale servizio, poiché facente parte della video cassetta ingerita da uno di noi, ma è possibile leggere la trasposizione testuale. Vi assicuriamo che durante il telegiornale sono state dette le seguenti parole: "Matera, un cesso, presidiato da forze dell'ordine e grande distribuzione". Non possiamo che essere lieti che ogni tanto il buoncostume venga messo da parte di fronte a situazioni di disagio come quelle riscontrate dai materani.
  • Il secondo servizio è quello di Sergio Palomba relativo alla bocciatura della proposta di Zero Privilegi. Non solo sembra che il giornalista abbia studiato e si sia interessato bene alla materia (un evento da queste parti!) ma abbia addirittura confezionato un servizio preciso, professionale e dettagliato. Giudicate pure voi se non abbiamo ragione.

    Vi accorgerete della differenza di stile dall'altro tg di cui ci apprestiamo a descriverne le gesta giornalistiche.

    2) TG3 BASILICATA - RAI TRE


    Apprendiamo da voci di corridoio che il TG3 Basilicata non si interessi particolarmente ai problemi della città di Matera, ma prediliga fare informazione sulle notizie relative al capoluogo lucano. Chissà forse per pigrizia, perché percorrere la Basentana stanca o perché le escursioni termiche tra Matera e Potenza alla lunga debilitano... non ci è dato saperlo, ma l'opinione pubblica, a giudicare dai commenti presenti in questo articolo, la pensa esattamente come noi. Non a caso il Tiggì di Rai 3 viene anche soprannominato TeleKabul, nome di curziana memoria, proprio per il suo essere di marcato stampo potentino.
    Scopriamo addirittura che ci sono delle raccomandazioni pure per fare il TG dei non udenti! Maita racconta che:

    Raccomandati anche i traduttori del TG3 LIS che non hanno la qualifica di "interprete" ma sono solo tutti e tre figli di sordi potentini che segnano in dialetto potentino in oltraggio a tutti quelli che hanno pagato di tasca loro per fare i corsi da interprete LIS. Lì l'inciuscio parte dal CORECOM che ha fatto una selezione di comodo. La traduzione è intesa a stento dai sordi potentini.

    Non siamo così addentrati per sapere se esista anche il LIS in dialetto potentino, ma diciamo che ci fidiamo. Qualcuno invece dice che l'informazione del tiggì della terza rete è di regime. Insomma, questi della RAI sanno farsi volere bene.

    Veniamo però ai fatti. Vorremmo parlarvi anche in questo caso di due servizi che il TG3 Basilicata ha riservato al M5S.

    • Uno riguarda la già citata proposta di legge regionale Zero Privilegi. [NB filmato non disponibile poiché presente nella già citata videocassetta ingerita per sbaglio] Nei titoli di apertura viene detto che il M5S chiede il dimezzamento dei consiglieri regionali, cosa assolutamente non prevista nella proposta di legge, che invece chiede la riduzione del 50% dei costi della politica regionale. E vabbè, sarà un errore di distrazione....
    • Secondo servizio. Per la ripresa dei banchetti settimanali, la troupe della RAI fa qualche ripresa al gazebo e si parla di SCEC. Nel servizio viene detto che 'sto SCEC è una moneta alternativa all'euro (in realtà è un buono che non sostituisce l'euro ma lo integra, ndr): manco il M5S Matera abbia creato una nuova nazione, una banca e si sia messo stampare banconote come Totò e Peppino ne "La banda degli onesti"!

      Qui invece il servizio corretto di TRM.

      Lungi da noi sotterrare un tiggì per due errori, però dato che TRM è riuscita a produrre un lavoro più che decente in entrambe le occasioni, è lecito o no chiedersi perché alla redazione del TG3 Basilicata siano così distratti? Che rincorrano anche loro le rane?

      3) TG CANALE 2 - CANALE 2

      L'altamurana canale 2 come già detto, è divenuta "importante" da quando ha trasmesso la festa della Bruna, scippandola a TRM, ed ora per trasmettere i consigli comunali della nostra città. Andando sul sito di canale 2, nella sezione che riguarda le notizie, c'è scritto "Il tg dell'Alta Murgia, con tutto, ma proprio tutto, ciò che succede nel territorio". A noi però non risulta si sia mai parlato del M5S Matera. Purtroppo non possiamo nemmeno verificare tale dato poiché non c'è un archivio video.

      CONCLUSIONE

      Il panorama delle televisioni del materano, come vedete, è molto povero, nonostante ci siano dei giornalisti abbastanza preparati, in particolare nelle file di TRM.

      Per ovviare a questo problema, il collettivo ALJAB ha deciso di creare una sua televisione autoprodotta. Il nome?

      Ovviamente AljabZira.

      A presto, Collettivo ALJAB collettivoaljabETgmail.com

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