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MoVimento 5 Stelle

Dicembre 2012

Firma Day 22 dicembre


Matera - 

firma day matera.jpg

Sabato 22 dicembre Beppe sarà prima a Matera e poi a Potenza per sostenerci nella raccolta delle firme per presentare il MoVimento 5 Stelle in Parlamento.

Appuntamento a Matera in piazza Vittorio Veneto, dove Grillo arriverà per le 13,30. Il gazebo per la raccolta delle firme sarà allestito a partire dalle ore 10,30.

E' un appello rivolto a tutti i sostenitori materani e della provincia: abbiamo poco tempo per raccogliere tutte le firme necessarie.

Fatelo per voi, mica per Beppe!


Matera - 

Bere-lacqua-del-rubinetto.jpg

Riceviamo da Enzo Palazzo e volentieri pubblichiamo


L'acqua si beve o si mangia? Chiaramente si beve, ma fondamentalmente si mangia! Il quesito non è da poco, dato che sulla qualità dell'acqua, come elemento della nostra catena alimentare, si discute parecchio, anche a colpi di disinformazione e di diffusione di dati alterati. La diffidenza sulla qualità delle analisi istituzionali, su questo essenziale elemento della nostra catena alimentare, è tale che, privati cittadini, come nel caso dell'associazione Epha e della Ola, pagano di tasca propria analisi e carotaggi delle acque non potabilizzate degli invasi e delle sorgenti lucane. Per controllare gli effetti delle attività antropiche sull'ambiente, è infatti necessario analizzare la qualità delle acque di superficie e dei sedimenti dei bacini idrici, perché ogni attività umana che impatta col territorio, ha come conseguenza l'alterazione del ciclo dell'acqua, anche del sottosuolo.

In Basilicata non ci si fida delle istituzioni, mi sembra evidente, anche perché se il dirigente di un ente di controllo è strapagato ed è nominato dalla politica, anziché essere assunto per concorso, meriti ed esami, pare chiaro che questo dirigente è più facilmente indotto a ritenersi dipendente del politico che lo nomina e lo fa ricco, piuttosto che delle istituzioni e dei cittadini. Poi, se il cittadino cerca autonomamente di capire e far capire ai suoi consimili cosa accade al circuito dell'acqua lucana non potabilizzata, fa la fine del tenente Giuseppe Di Bello, prima inquisito, poi condannato e poi, praticamente espulso dal Prefetto come guardia forestale perché, quando era in ferie, rimarco, quando era in ferie, si è impegnato poco come guardia forestale e molto come ambientalista di denuncia. Va da sé che il tenente Di Bello si occupava dell'acqua che mangiamo, cioè quella che viene utilizzata tal quale dal Pertusillo per irrigare i campi o dissetare gli animali e che poi noi ingeriamo attraverso le verdurine coltivate e i cosciotti di agnello cucinati. Mentre di acqua da bere se ne sono occupati i comitati per l'"Acqua pubblica", intenti a cercare di far applicare alle amministrazioni regionali l'esito del referendum sull'acqua e a chiedere costanti monitoraggi dell'acqua dei nostri rubinetti.

Di recente, proprio il gruppo pugliese del comitato acqua pubblica, ha diffuso un volantino con i dati pubblicati dall'Acquedotto pugliese (Aqp), dal quale si evince un lungo elenco di sostanze tossiche, una quarantina, che tra assenza di limiti di legge per le acque potabili e limiti consentiti o superati, non dà un buon quadro generale dell'acqua del rubinetto a sud del Molise. Dal campione di analisi del 19 novembre emerge che in un bicchiere di acqua dell'Aqp si trova di tutto: bario, berillio (altamente cancerogeno), vanadio, mercurio, alluminio, cromo, ferro, antimonio, cobalto, arsenico, idrocarburi aromatici, idrocarburi C10 e C40 e altro. Stranamente, si trovano nel nostro bicchiere di acqua del Pertusillo tutte le sostanze usate durante le perforazioni minerarie e le attività estrattive. Nonostante i limiti di tolleranza siano più o meno rispettati, non c'è da stare tranquilli: innanzitutto perché non si capisce il perché dobbiamo tollerare il berillio o il vanadio, e poi perché troppe volte, questa nazione, ci ha abituato a normalizzare limiti e tolleranze ambientali per decreto legge (vedi i casi dell'atrazina in Lombardia, del BenzApirene a Taranto e del prossimo decreto Ilva sempre per Taranto) e non certo per tutelare la salute umana.

L'Acquedotto pugliese, in una nota pubblicata dal portale di Basilicatanet, ci fa poi sapere con diligenza che la presenza di bario nelle acque che entrano ed escono dal depuratore è assolutamente marginale ed è a norma non di legge, perché la legge italiana non ne prevede la presenza, ma a norma di indicazione dell'Oms, Organizzazione mondiale della sanità. L'Ente idrico si è quindi comodamente e strumentalmente rifugiato nei parametri dell'Oms che, quando conviene alle istituzioni e ai loro organi di controllo, si cita, quando non conviene, si ignora. Per cui, vale questo comportamento: per il bario trovato nel nostro bicchiere e che non esiste in natura, valgono i limiti dell'Oms; per l'H2S prodotto dalla raffinazione di idrocarburi e che in Italia è consentito fino a 5 parti per milione (6 mila volte superiori al limite dell'Oms), invece, il limite altamente restrittivo di 0,005 ppm previsto dall'Oms, fa un baffo alla normativa nazionale e al rischio salute dei cittadini.

Pur non esistendo in natura, dunque, possiamo bere il bario senza problemi perché l'Oms stimerebbe in 700 microgrammi/litro la quantità di bario tollerabile per l'uomo nelle acque potabili, mentre nel potabilizzatore Aqp è entrato bario a concentrazione di "appena (?)" 49 microgrammi/litro (un bel risultato per un elemento non presente in natura!). Sorvolando sul fatto che ci viene la curiosità (morbosa?) di sapere se, chi beve Aqp, può fare a meno di inglobare bario nel caso dovesse sostenere analisi radiologiche (il bario è anche un liquido di contrasto radiologico) e che magari dovremmo calcolare anche il rischio accumulo dei circa 40 inquinanti tollerati a norma di legge e presenti nel campione dell'Aqp del 19 novembre, sempre dall'Aqp apprendiamo anche che «dalla lettura delle tabelle si evince il rispetto dei limiti di legge per l'acqua potabilizzata per tutti i parametri riportati, ivi incluso il parametro Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa - sono sostanze cancerogene)». Mentre nulla dice sul berillio e sugli idrocarburi C10 e C40 trovati in entrata e in uscita dal potabilizzatore (anche questi elementi, come il bario, non hanno limiti di legge perché non dovrebbero proprio esserci nelle nostre acque), e nulla dice anche sulla presenza o meno degli idrocarburi totali nelle acque del Pertusillo (non vengono ricercati?).

Per questa ultima voce, gli idrocarburi totali, né i pugliesi né i lucani dovrebbero però preoccuparsi perché non se ne preoccupa il capo dipartimento ambiente della Regione Basilicata, tale Donato Viggiano. L'alto dirigente lucano ha candidamente affermato, al recente congresso dell'ordine dei geologi lucani (Potenza 30 novembre, 1 e 2 dicembre - è stato filmato dal Movimento 5 Stelle), che degli idrocarburi totali lui non se ne preoccupa, perché la loro presenza nelle acque si rileva con facilità anche semplicemente «sciacquando taniche di kerosene». Il che significa, se traduciamo le sue parole, che la quantità di idrocarburi totali presenti nel Pertusillo è minima ed è dovuta non a inquinamenti strutturali dell'ambiente circostante la diga in Val d'Agri, ma alla maleducazione umana di qualche agricoltore del posto.

Al capo dipartimento dell'ambiente lucano ci viene da chiedere se può calcolare quante taniche di kerosene - e per quanti anni - sono state sciacquate nella diga del Pertusillo, che contiene 160 milioni di metri cubi di acqua, per giustificare una concentrazione (enormemente elevata) di 559 milligrammi/kg di idrocarburi totali rilevati nei sedimenti della diga del Pertusillo dall'Epha - della geologa docente universitaria Albina Colella e del tenente Di Bello - alla foce dei torrenti Spertizzone e Scannamogliera. Ricordiamo a Donato Viggiano che nei sedimenti di un invaso non ci dovrebbe essere nessuna presenza di idrocarburi (né di qualsiasi inquinante), nemmeno di un milli-micron di grammo, perché non esistono parametri di limiti di legge e perché significherebbe che è da diversi anni almeno che tali sostanze - "biologiche", ma cancerogene -, galleggiano indisturbate (gli idrocarburi sono più leggeri dell'acqua e "affondano" dopo anni).

Se gli idrocarburi totali non sono così preoccupanti, li potremmo aggiungere, a quantità previste dai nostri limiti di legge, magari con un po' di bario e berillio, vanadio e cromo, in un bicchiere di acqua per "darla a bere" (si può dire?) una volta tanto non ai cittadini, ma al commissario dell'Aqp, che ha subito tranquillizzato tutti, e anche, perché no, a Donato Viggiano.

Per vedere, direbbe Enzo Jannacci, l'effetto che fa.

Enzo Palazzo


Matera - 

Gli attivisti del MoVimento 5 Stelle parteciperanno alla manifestazione organizzata il 17 Dicembre a Policoro contro le trivellazioni nel mar Jonio. Non possiamo permettere alle compagnie petrolifere di continuare a saccheggiare il nostro territorio perché ne stanno facendo una vera e propria terra di conquista. E' inaccettabile che la Regione Basilicata spiani nuovamente la strada alle compagnie petrolifere e permetta di effettuare ulteriori pozzi, non solo a terra ma anche in mare. I quantitativi di greggio che verrebbero estratti dal nostro mare messi assieme a quanto già si estrae sulla terraferma, basterebbero per soddisfare il fabbisogno nazionale solo per 22 giorni circa. In compenso subiremo una danno inestimabile per quanto riguarda il profilo paesaggistico, senza sottovalutare l'enorme danno che verrebbe arrecato alla fauna marina, che sarebbe praticamente annientata nel raggio di 5 Km dalla zona di trivellazione, a causa delle sostanza chimiche utilizzate per le estrazioni e per l'aumento della temperatura che subirebbero le acque. Le estrazioni petrolifere non hanno portato nessun beneficio alla nostra regione, anzi, la popolazione lucana è sempre più stretta dalla morsa dei tumori, nelle nostre acque la presenza di metalli pesanti è inaccettabile.

Invitiamo tutti i cittadini a scendere in piazza per difendere il nostro territorio. Facciamo in modo che i nostri figli possano avere ancora un futuro.

SCARICA IL VOLANTINO DELLA MANIFESTAZIONE E CONDIVIDILO


Matera - 

Il medico Giampaolo Farina ed una telecamera degli attivisti del Movimento 5 Stelle Matera al Primo Congresso dei Geologi di Basilicata.

E' sabato 1 dicembre 2012, seconda giornata del congresso "Ricerca, sviluppo ed utilizzo delle fonti fossili". Sono riuniti tutti insieme al teatro F. Stabile di Potenza: i geologi "amici dell'ambiente" (come sostiene il presidente dell'Ordine di Basilicata Nardone nel video), i politici, i ricercatori e gli imprenditori della filiera petrolio-sfruttamento del territorio.

C'è tensione, sia fuori dal teatro che dentro, perché il congresso si svolge in un momento in cui ben 6 compagnie petrolifere (Shell, Apennine Energy, Northem Petroleum, Enel L., Eni, Nautical Petroleum) hanno presentato richieste per trivellare nel Mare Jonio, alla ricerca di altro oro nero.

Fuori dal teatro sono i comitati ed i movimenti a protestare e, all'interno, circola tra i colleghi la lettera aperta di un geologo materano (oops!) che si dissocia dall'iniziativa dell'Ordine e dichiara che questo congresso non è in suo nome.

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