Milano -
Durante la seduta del consiglio comunale del 13 febbraio scorso, il consigliere Mattia Calise, ha approfittato della provocazione lanciata dal consigliere De Corato per ribadire che la propria presenza al Consiglio Comunale non è connessa a tattiche politiche estemporanee, né suscettibile di condìzionamenti per scambi di favori tipici della politica partitica nostrana, ma un dovere sancito dall'art. 28 del Regolamento del Consiglio Comunale di Milano. In questo articolo, infatti, al capo terzo, "obblighi", è possibile leggere:
"il consigliere è tenuto a partecipare a tutte le sedute del consiglio".
Con l'occasione il Consigliere Calise ha sottolineato che probabilmente, gli elettori di De Corato si attendono da lui il medesimo comportamento; la presenza in aula è lo strumento attraverso cui poter affrontare le tematiche concordate in conferenza dei capi gruppo. La domanda che si pone e ci pone il Consigliere a Cinque Stelle è che senso abbia battersi per mettere in discussione un tema e poi far mancare il numero legale.
L'argomento della trasparenza, di cui evidentemente De Corato non è un grande conoscitore lo pone al centro di un evidente paradosso, è, infatti, lui tra i promotori e esecutori della campagna ostruzionista che da oltre 4 sedute arena il Consiglio Comunale. Un comportamento che, sottolinea Calise, poco si addice all'habitus del Consigliere. Gli strumenti a disposizione nel corso del dibattito in aula sono fondamentali ma vanno usati con criterio e non strumentalizzati.
Chiarito questo punto il Consigliere Calise approfitta dell'argomento per sollevare le questioni connesse proprio agli strumenti Consiliari e all'inefficienza della Giunta in questi primi mesi di lavoro.
Porta così a conoscenza l'aula che, dall'inizio del mandato, giacciono negli uffici della Giunta diverse mozioni e ordini del giorno presentati dal Movimento Cinque Stelle (es: mozioni rete ciclabile strategica, democrazia partecipativa, etc...) ma mai discussi. Stesso destino per alcune interrogazioni ancora inevase, mentre le più fortunate hanno avuto risposta al limite dei 30 gg sanciti dalla legge, se non oltre.
A questo punto il Consigliere chiede se è questo il livello che la Giunta intende tenere e che venga data risposta alle interrogazioni ancora in sospeso alla prossima seduta consiliare.
In tema di trasparenza, in chiusura Calise preannuncia la volontà di ottenere la diretta streaming per le riunioni di Giunta e per le Commissioni e che le Delibere di giunta vengano pubblicate (1 o 2 settimane) prima dell'approvazione, per poter informare per tempo i cittadini su cosa verrà approvato, riportando l'esempio di Obama che pubblica 3 mesi prima i disegni di legge sul sito della casa bianca, per avere i pareri dei cittadini.
La proposta pare turbare l'aula che risponde con un boato udibile anche attraverso l'unico microfono acceso del Consigliere Calise.
Il Presidente Rizzo risponde sottolineando che la posizione di Calise sulla presenza in aula è nota sin dall'inizio del suo mandato e si impegna a porre in discussione al prossimo consiglio le interrogazioni secondo regolamento.
Gabriella Fiore
