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Hanno ucciso la scuola pubblica italiana. A farlo è stato un 5strong>governo ignorante e arrogante, che ha dato la mazzata finale a un Paese già in ginocchio trasformando la scuola statale nell'orribile copia di un'azienda, con un preside manager che si sceglie gli insegnanti e si fa la scuola come piace a lui.

Un bel colpaccio per il governo PD, che non era riuscito nemmeno al peggior centrodestra berlusconiano!

Mentre la scuola pubblica muore, quella privata è viva e vegeta grazie ai soldi dei contribuenti italiani, specie di quelli più onesti che le tasse le pagano fino all'ultimo centesimo e che questo governo gode a tartassare.

Nella riforma, con tutto quello che c'era e bisognava fare, il governo ha pensato bene di infilare le detrazioni fiscali per le famiglie che scelgono le scuole private paritarie: fino a 400 euro annuali a figlio, un regalo che allo Stato costa quasi 70 milioni di euro.

Chi ha scelto la scuola pubblica statale e fino a oggi ha fatto i salti mortali per comprare i libri di testo al proprio figlio, sappia che i suoi soldi serviranno per dare una mano a chi i figli li porta nelle scuole private, e non per assumere insegnanti di sostegno, per avere gli ebook, per eliminare definitivamente le odiose classi pollaio.

Per tutto questo e tanto altro le risorse non ci sono: la riforma, basta leggere il maxi emendamento, è piena di formulette come 'senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica'.

Questa non è una riforma, è una porcata, fatta a immagine e somiglianza del governo che l'ha voluta e imposta prima al Parlamento, con l'ennesimo voto di fiducia, e poi a studenti, famiglie, insegnanti e tutti quei precari 'usa e getta', quelli che il governo e il Pd hanno usato e illuso prima delle elezioni e poi buttato un attimo dopo.

Gabriele Sozzani


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Questo è un discorso di Pablo Iglesias Turrión ...

Quanto espresso fa comprendere che siamo figli (M5S e Podemos) dello stesso processo storico!

"La politica non è ciò che io o voi vogliamo che sia. È ciò che è, ed è terribile.
Terribile.

Ed è per questo motivo che dobbiamo parlare di unità popolare, ed essere umili.

A volte dovrete parlare con persone cui non piacerà il vostro linguaggio, con le quali i concetti che voi usate non faranno presa.

Cosa possiamo capire da questo?

Che stiamo venendo sconfitti da parecchi anni.

Il perdere tutte le volte implica esattamente ciò: implica che il "senso comune" è differente da ciò che noi pensiamo sia giusto.

Ma non è nulla di nuovo.

I rivoluzionari lo hanno sempre saputo.
L'obiettivo è riuscire a deviare il "senso comune" verso una direzione di cambiamento.

César Rendulues, un tipo molto acuto, afferma che la maggior parte delle persone sono contro il capitalismo ma non lo sanno.

La maggior parte delle persone difende il femminismo, anche se non ha mai letto < a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Judith_Butler" title="Judith Butler" target="_blank" rel="follow">Judith Butler o Simone de Beauvoir.

Ogni volta che vedete un padre fare i piatti o giocare con suo figlio, o un nonno spiegare a suo nipote di condividere i suoi giocattoli, c'è più trasformazione sociale in questi piccoli episodi che in tutte le bandiere rosse che potete portare ad una manifestazione.

E se falliamo nel comprendere che queste cose possono fungere da fattori unificanti, loro continueranno a riderci in faccia.

Quello è il modo in cui il nemico ci vuole.

Ci vuole piccoli, mentre parliamo un linguaggio che nessuno capisce, fra di noi, mentre ci nascondiamo dietro i nostri simboli tradizionali.

È deliziato da tutto ciò, perché sa che finché continueremo ad essere così, non saremo mai pericolosi.

Possiamo avere toni radicali, dire che vogliamo organizzare uno sciopero selvaggio, parlare di popolo armato, brandire simboli, portare ritratti dei grandi rivoluzionari alle nostre manifestazioni... loro ne saranno deliziati!

Ci rideranno in faccia.

È quando metterete insieme centinaia, migliaia di persone, quando inizierete a convincere la maggioranza, persino quelli che votavano per il nemico: è in quel momento che inizieranno a spaventarsi.

Questo è quello che si chiama "politica", ed è questo che dobbiamo capire.

Cercare di trasformare la società scimmiottando la storia, scimmiottando i simboli, è ridicolo.

La strada non è quella di ripetere le esperienze di altri paesi, eventi storici del passato.

La strada è quella di analizzare i processi, le lezioni della storia.

E comprendere in ogni momento della storia che dire "pane e pace", se non è connesso a ciò che le persone sentono e provano, non è altro che una ripetizione, sotto forma di farsa, di una tragica vittoria de passato"

Pablo Iglesias Turrión
Segretario di Podemos
Sito ufficiale del movimento Podemos


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Nei giorni scorsi Emanuele Terzoli, presidente Acqua Novara - VCO (ente gestore servizio idrico), ha comunicato ai giornali l'ottimo stato dei conti societari arrivando ad annunciare un utile di oltre 2 milioni di euro con la chiusura del bilancio 2014

Però si è ben guardato dal comunicare alcuni "dettagli".

Ad esempio il debito nei confronti dei comuni azionisti che arriva ad una cifra monstre di 7,25 milioni, di questi ben 3,68 solo nei confronti del Comune di Novara.
Inoltre guardando l'andamento delle tariffe applicate si scopre una notevole impennata per l'anno 2014.
Sono state infatti aumentate sia le tariffe per i privati che quelle per le imprese, guardacaso questo aumento, analizzando i metri cubi consumati, ha portato nelle casse della società 2,4 milioni di euro di entrate in più.

A fare utili aumentando le tariffe a cittadini e imprese son capaci tutti, anche il peggior ragioniere della provincia di Novara.

Vorremmo ricordare la natura pubblica di Acqua Novara Vco che dovrebbe avere come finalità di fornire ai cittadini un buon servizio con minori tariffe possibili, non certo fare utili.

Chi sarà chiamato in futuro a dirigere questa società non dovrà più attuare aumenti sulla pelle dei cittadini con l'obiettivo di sbandierare gli utili sui giornali.

Paolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte
Davide Crippa, deputato M5S


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Paolo Mighetti - Consigliere regionale M5S Piemonte Davide Crippa - Cittadino eletto alla Camera dei Deputati; Francesca Frediani - Consigliere regionale M5S Piemonte
Un'occasione sprecata, l'ennesima degli ultimi due mesi. È l'impressione che abbiamo avuto dopo aver ascoltato l'audizione dei Commissari straordinari amministratori del Gruppo Mercatone Uno svoltasi ieri a Roma presso la Commissione Lavoro del Senato della Repubblica
.

Abbiamo sentito ripetere numeri già noti, poche risposte ai dubbi dei lavoratori Mercatone Uno, nessuna informazione sulla decisione di concentrare le chiusure in particolar modo sul Piemonte (Mappano TO, Brandizzo TO, Genola CN, Santa Vittoria dAlba CN, Romagnano Sesia NO, Pombia NO, Serravalle Scrivia AL).

Abbiamo però saputo dagli auditi che, dei 18 punti vendita in tutta Italia ad oggi chiusi, circa una decina potrebbero riaprire i battenti ad ottobre, ma dei reali criteri di scelta utilizzati dai Commissari ben poco è venuto a galla.

Stiamo per assistere, per mano degli stessi Commissari straordinari, all'ennesimo ricatto occupazionale considerando che durante l'audizione è emersa la volontà di proporre ai lavoratori fino ad ora assegnati ai punti vendita chiusi il ricollocamento anche part-time nei punti vendita rimasti aperti. Significa per esempio che da Brandizzo (TO) i lavoratori potrebbero potenzialmente essere ricollocati a Caltignaga (NO) essendo costretti a sostenere quotidianamente 2 ore di macchina ed oltre 40 euro di pedaggio per 4 ore di lavoro?

Una prospettiva intollerabile.
Arrivati a questo punto occorre ripensare completamente il sistema di riqualificazione del patrimonio Mercatone Uno messa in atto dai Commissari, mettendo al centro i lavoratori.


Davide Crippa
Cittadino eletto alla Camera dei Deputati

Francesca Frediani
Consigliere regionale M5S Piemonte

Paolo Mighetti
Consigliere regionale M5S Piemonte

Post originale sul sito di Davide Crippa clicca qui per vederlo.

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La Merkel è stata prima del 1989 impiegata zelante della nomenklatura comunista tedesca agli ordini di Mosca, poi disinvoltamente è passata a servire le grandi banche internazionali.

Del resto ognuno ha la propria vocazione, come ci ricorda Etienne de La Boetie (1530-1563) nel suo aureo libretto: "Discorso sulla servitù volontaria".

La Merkel ultima versione ha però trovato in Varoufakis un osso duro, che contesta alla radice le richieste economiche esose della Troika, di cui la Merkel è la rappresentante ufficiale.

Quali sono in sintesi gli argomenti di Varoufakis?
Primo, sulla base del fatto incontestabile e doloroso che milioni di greci sono ridotti alla fame, Varoufakis chiede di rinegoziare il debito pubblico greco, rivedendo i tassi d'interesse applicati, allungando i tempi delle restituzione del debito.

Questa proposta suona blasfema alle orecchie della Merkel, perché secondo lei ogni minima rimessa in discussione delle pretese delle banche non è una semplice contrattazione commerciale, bensì è orrenda bestemmia, eresia, sacrilegio contro il principio sacro del profitto, sfida mostruosa al dio danaro, regolatore supremo del cielo e della terra.

Varoufakis sa di avere in mano una carta forte, perchè l'alternativa sarebbe l'uscita della Grecia dall'Unione Europea, fatto che provocherebbe un effetto a catena catastrofico sulla tenuta della stessa Unione Europea.

Varoufakis inoltre gioca abilmente con la richiesta di aiuto economico alla Grecia, rivolgendosi in parallelo ad altri possibili finanziatori, come ad esempio la Russia.

Secondo argomento, Varoufakis ha messo sul tavolo la richiesta al governo tedesco della riparazione dei danni di guerra, prodotti dall'invasione nazista in Grecia nella seconda guerra mondiale e quantificati in 278,7 miliardi di €, una cifra enorme, paragonabile all'intero debito pubblico greco.

Anche questa è stata una mossa astuta, che tra l'altro ha sollevato un'analoga richiesta di riparazione di danni di guerra per 600 miliardi di $ da parte della Russia verso la Germania.

La partita Grecia-UE è ancora aperta e rimane gravida di serie conseguenze per il futuro del nostro paese.

Vale sicuramente la pena di seguirla da vicino.

F.T.


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Il MoVimento5Stelle di Novara aderisce alla manifestazione di Sabato 6 Giugno indetta da Scuola e Futuro, CUB, USB e UDS contro il DDL scuola, facendo sentire la voce del proprio dissenso oltre che in aula anche sabato 6 giugno direttamente alla ministro Giannini.
Il punto di incontro da cui partirà il corteo è Piazza Cavour alle 9.00-9.30 a Novara.
Ringraziamo tutti coloro che vorranno aderire.

Dopo lo smantellamento dei diritti sul lavoro, pensioni ora tocca alla Scuola e dopo alla Sanità.
Lo smantellamento dei diritti è in corso esporsi e manifestare significa difendere le future generazioni non solo le attuali.
Clicca su questo link per aderire via facebook alla manifestazione.


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