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E' sicuramente un grande dispiacere vedere una fetta importante dello sport cittadino scomparire: l'Asystel Volley Novara rappresenta la punta dell'iceberg di un movimento, quello della pallavolo femminile, molto popolare e praticato nella nostra città. Tuttavia... ebbene sì, c'è un "ma" che incombe sull'intera vicenda e che getta un'ombra inquietante sulla gestione dello sport a Novara.

Non appena dai vertici dell'Asystel è pervenuta la notizia della possibile fusione con Villa Cortese, subito da parte dell'amministrazione sono partite una serie di esternazioni e di azioni che avrebbero meritato miglior causa: l'assessore allo sport Agnesina si è detto sconcertato, soprattutto a fronte dei sostanziosi aiuti forniti dal Comune alla squadra e li ha persino voluti quantificare in 320.000 euro di compartecipazione costi per l'utilizzo dello Sporting e in ulteriori 40.000 Euro raggranellati grazie a una sponsorizzazione "agevolata".

Non contenti, sindaco e assessore hanno puntualizzato che avrebbero fatto tutto quanto nelle loro possibilità per mantenere il titolo sportivo nella nostra città e non lasciare lo Sporting vuoto come una cattedrale nel deserto.

Di fronte a simili affermazioni si comprende facilmente come ancora una volta manchi una visione generale del problema sportivo. Si vuole capire che lo sport agonistico non è altro che l'espressione massima, direi la naturale conseguenza, della maturazione della coscienza sportiva di una comunità? Non è importando titoli sportivi da altre città o allestendo manifestazioni sportive decontestualizzate che si "fa" sport.

La vicenda attuale dell'Asystel ricorda molto quella del basket, della Cimberio più che dei Draghi, ma con entrambe ha dei punti di contatto. Gli indimenticati Aironi, migrati da Borgomanero, erano stati protagonisti di campionati di alto livello e avevano innestato all'inizio anche un discorso di reclutamento giovanile, ma, piano piano, il disamoramento del principale sponsor (che per inciso è ancora nel mondo del basket, ma a Varese) avevano portato a un tracollo della squadra, che ritornò nel limbo delle serie inferiori, cedette il titolo sportivo e se ne andò definitivamente da Novara.

I Draghi di Castelletto Ticino, invece, erano stati convinti a furor di... sovvenzioni da parte della vecchia giunta di centrodestra a venire a Novara a giocare nel nuovo Sporting per valorizzarlo. Dopo un solo anno di patimenti nella Legadue, la squadra ticinese retrocesse e anch'essa ritornò all'ovile senza alcun risultato anche in termini di promozione dello sport cittadino.

Per Asystel la permanenza in città è stata più lunga, ma il progressivo ridimensionamento del settore giovanile, cominciato qualche stagione fa, doveva lasciare presagire l'esito finale della storia.

La domanda principale da porsi è: ha senso che un'amministrazione si ponga il problema di intervenire economicamente nella gestione delle dinamiche agonistiche?

A mio avviso no e questo perché il "bene pubblico" non ha figli o figliastri: perché l'Asystel e non la pallanuoto o l'hockey che stanno affrontando analoghi problemi economici? E' un problema di bacino d'utenza? Ok, ma pallanuoto e hockey sono società storiche, fortemente legate al territorio, e hanno creato una solida rete di reclutamento locale. La verità è che neanche esse dovrebbero ricevere un aiuto economico pubblico da parte del Comune, dovrebbero solo essere agevolate (o, quantomeno, non penalizzate) nello svolgere il loro lavoro.

Mi spiego meglio: compito di un'amministrazione dovrebbe essere quello di garantire che le proprie strutture siano adeguate all'esercizio di una disciplina sportiva, che non siano troppo costose per l'utenza, che siano gestite in maniera oculata e che la promozione dell'attività sportiva a tutto tondo, nelle scuole o in altri luoghi di aggregazione, sia favorita. In questo modo potrà alimentarsi un circuito virtuoso utile alla crescita culturale "sportiva" della cittadinanza e allo sviluppo di realtà sportive promozionali che, come corollario, portano alla nascita di società agonistiche proprie con un forte radicamento locale.

Mi chiedo: quando società di ginnastica artistica ultracentenarie, che hanno corsi frequentatissimi, con atleti che hanno vestito in passato la maglia azzurra, si allenano in tendoni arrangiati o rischiano di rimanere senza casa si fa il bene dello sport cittadino? No, ma sono le loro problematiche che devono essere la priorità di un Comune e di un assessorato.

Certo, è una strada più difficile da percorrere, è più facile trovarsi la pappa pronta e si acquisisce maggior visibilità, ma così non si va da nessuna parte. Se poi per la questione Asystel si parte dal presupposto che si deve per forza valorizzare un impianto (lo Sporting) che rischia di restare inutilizzato, siamo al paradosso: quanto deve ancora pagare lo sport novarese le scelte scellerate delle amministrazioni? Oltre a pagare le rate di mutuo per questa costosissima struttura adesso bisogna sostenere anche le realtà agonistiche perché vengano a usarla?

Con un bilancio comunale sempre piuttosto arrangiato nei numeri, il cui budget preventivo per lo sport è limitato ai minimi termini? A questa stregua forse le società novaresi staranno pensando: "Ridateci il Dal Lago e abbattete il mostro". E' ovviamente una provocazione... o no?

Paolo Canazza


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In questi giorni divampa su tutte le testate giornalistiche locali e on line, la polemica per l'appartamento assegnato e non ritirato da una coppia perché giudicato inadeguato.


Avremmo potuto evitare di commentare la situazione, ma in questo caso siamo certi che l'amministrazione nella figura specifica dell'assessore Augusto Ferrari si sia comportata in maniera esemplare e trasparente.


Quello che non ci è piaciuto è che non è giusto sfruttare una situazione di disagio di alcune persone per far si di dare voci a polemiche inutili in una situazione ormai drammatica. Non troviamo corrette queste strategie da bassa politica , con il mero scopo di scaldare gli animi.


E' un vecchio metodo usato per creare caos e infangare il nome di chi nonostante appartenga a un idea politica diversa non merita questo attacco. Massima solidarietà all' Assessore Ferrari per questo caso specifico.


Siamo invece perplessi sulla casa di Via San Bernardino da Siena; è ormai un anno che rincorriamo quegli alloggi con incontri al Ministero della Difesa a Roma , non è ragionevole che una giunta la cui maggioranza appartiene ad un partito che vanta a Roma oltre 200 deputati e più di 100 senatori , non riesca a sbrogliare questo nodo in tempi certi.


Elia Bruno


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Cari amici,

come ormai saprete i nostri mezzi di comunicazione sono:

  1. il sito
  2. la pagina facebook Movimento 5 Stelle Novara,
  3. il meetup ,
  4. l'incontro del venerdi alle 21.00 in Via Cagliari 3/a a Novara,
  5. il volantino che distribuiamo il sabato,
  6. da poco si è aggiunto Twitter.

Tutto ciò che facciamo è volontariato è la spinta al cambiamento che ci tiene per ore a discutere . E' il desiderio di un futuro migliore che ci trascina fuori di casa la sera a discutere per una rotonda , un parcheggio , la tassa di soggiorno , le case popolari , le fondazioni sportive , il teatro e quant' altro.

Non siamo tuttologi , ognuno di noi segue quello che gli piace di più o di cui ha più conoscenza e dove non sappiamo chiediamo ad altri esperti spiegazioni ed organizziamo incontri pubblici.

Tutto questo però ha un costo, la gestione del sito, l'affitto della sala, la bacheca davanti al comune, il plateatico per i banchetti del sabato , la stampa dei volantini che ora mai vanno a 100 all'ora, i manifesti.

Se vuoi aiutarci , ma non riesci a partecipare perché sei impegnato con lavoro e famiglia, puoi donarci qualcosa con Paypal , se non ne hai la possibilità , ma hai una stampante scarica il nostro pieghevole e diffondilo ai tuoi amici,ci serve ogni aiuto, anche se minimo.

Se credi di conoscere un argomento meglio di noi o vuoi farci una segnalazione non esitare mandaci un email info@novara5stelle.it oppure chiamaci al 328/8445855.

Elia Bruno


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Sarà capitato a molti di ritrovarsi coinvolti in una discussione politica; una cosa che spesso si impara, in tali discussioni (quando non siano fin da subito delle "discussioni da bar") è che dare una connotazione di che cosa siano "destra" e "sinistra" risulta cosa ardua. Abbiamo un immaginario collettivo di questi due concetti (che è più una collezioni di stereotipi), ma una descrizione no.

Arrivati a questo punto ci si rende conto che le ideologie (intese come collezione di "precetti" pronti), se non morte, sono quantomeno moribonde, dato che un'ideologia è pur sempre l'insieme dei pensieri di qualcun altro, rimaneggiati, eventualmente, ma fondamentalmente codificati da altri.

Più interessante, invece, è descrivere che cosa siano, nell'immaginario collettivo, "destra" e "sinistra" . Proviamo:

destra sinistra
rispetto delle regole vogliamoci bene
puntualità elasticità
precisione elasticità
legalità tolleranza
Ordine ordine, ma non repressione
Giustizia giustizia, ma non repressione
libertà di realizzazione personale egualitarismo
Famiglia Eterosessuale famiglia
Religioso (non praticante) libero pensatore
Vestito bene, sbarbato, pulito, capelli corti e curati (rasato) Vestito male, barba non fatta, capelli lunghi, non troppo pulito
lo Stato è oppressivo lo Stato è importante
Le tasse sono ingiuste Le tasse sono giuste, ma sono troppe
Bisogna far pagare le tasse a chi non le paga Non bisogna essere oppressivi nella riscossione dei tributi non pagati
libertà libertà limitata

Ovviamente la lista potrebbe continuare...

Se poi però si prendono due persone, l'una che si dichiari di sinistra, l'altra di destra, MA che siano intelligenti, disposte ad ascoltare e con buon senso, si scopre che è ben difficile trovare qualche cosa di sostanzioso su cui le posizioni siano divergenti.

Invece, la precedente e non esaustiva lista di contrapposizioni, ha alimentato ed alimenta spesso il FINTO contrasto politico tra i partiti che si proclamano di sinistra e quelli che si proclamano di destra (quelli che stanno al governo assieme, per semplificare) ; infatti:

  1. quelli di "destra" accusano quelli di "sinistra" di volere che tutti facciano ciò che gli pare, che le regole esistono, ma non bisogna proprio rispettarle, che vogliono la rovina dei cittadini con le tasse...
  2. quelli di "sinistra" quelli di "destra" di volere uno stato repressivo, di voler imporre il crocifisso, di volere distruggere lo stato a favore degli interessi dei privati...

se ci facciamo caso usano gli stereotipi contro gli avversari, ma se si va a vedere, le due politiche appaiono indistinguibili, pensiamo al governo attuale.

Un'altra cosa che accomuna la politica e che sfrutta gli stereotipi (nello stesso modo) è la considerazione del cittadino, equiparato ad un cretino. La cosa funziona così:

per mantenere lo stereotipo, che alla fin fine è quello che sancisce la differenza tra gli uni e gli altri (che, invece, sono pressoché indistinguibili), si "rinominano" i concetti in modo opportuno. Esempi?

Prendiamo il ddl "processo breve", dal soave titolo di provvedimenti contro l'ingiusta durata dei procedimenti, un bel nome che nasconde un inganno, no?

Oppure "lodo Alfano" dove per Lodo si intende "soluzione condivisa e non atto della maggioranza

Prendiamo "equitalia", così chiamata dal governo Prodi per sostituire il vecchio nome "riscossione S.p.a"; che bel nome, equitalia, vero? Perché un governo di sinistra non può passare per quello che ti viene a chiedere le tasse non pagate, no? Perché le tasse sono giuste, ma venirtele a chiedere se non le paghi no, perché se no sei "la destra"

Gli esempi potrebbero continuare, ma ormai le cose sono chiare. Vogliono sembrare diversi, MA NON LO SONO

Carlo Martelli


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Il Movimento 5 Stelle di Novara è indignato e condanna fermamente l'attentato compiuto oggi a Brindisi ed esprime il suo dolore alle famiglie, toccate così da vicino da questo gesto criminale e odioso.


Il luogo in cui è avvenuto il crudele disegno delittuoso dimostra che l'educazione ai valori civili e democratici è considerata da questi assassini un pericolo reale e temibile per le loro sciagurate imprese.


La formazione culturale e professionale dei giovani è vista non come uno strumento certo e fecondo per la piena realizzazione della convivenza civile, ma come ostacolo a un modello di cittadino libero e attivo nella società.


Questi principi vitali e liberali, che non possono trovare spazio in un'organizzazione criminale basata sulla sudditanza e sull'omertà, devono essere proclamati con vigore e fermezza da tutti i nostri concittadini, specialmente dalle nuove generazioni, oggi duramente colpiti da un vigliacco attentato.


Il Movimento 5 Stelle rinnova il cordoglio per questa giovane vittima ed esprime i più sentiti auguri di guarigione ai numerosi feriti.


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L'attento osservatore direbbe che sono come i cani di Pavlov; esce un sondaggio nel quale il moVimento 5 stelle va sopra il 7% e supera la lega (forse è questo quello che li ha fatti maggiormente strizzare) ed ecco che proliferano articoli (stampa, repubblica, corriere della sera solo per citare quelli "meno parziali"), dichiarazioni "autorevoli" e importanti esponenti politici che attaccano duramente Grillo ed il moVimento.


Questa cosa è singolare, ma interessante e va analizzata. In primo luogo per gli attacchi in sé. Gli attacchi vengono da soggetti che, prima dei risultati elettorali delle regionali 2010, simpatizzavano, anche apertamente (vedi Vendola) per il moVimento, salvo poi attaccarci (avete fatto perdere la Bresso, togliete voti alla sinistra). Unica interpretazione possibile? Venivamo trattati amichevolmente perché si sperava che dirottassimo i voti in uscita dal centrodestra, non è accaduto e siamo diventati un nemico; i sondaggi ci davano, a livello nazionale, attorno al 2,5-3% e, con una soglia di sbarramento per l'accesso alla camera del 4%, si poteva pensare che saremmo rimasti fuori.


Poi abbiamo cominciato a salire nei sondaggi, ed ecco che il terzetto Alfano, Casini, Bersani se ne esce con una proposta di riforma elettorale con sbarramento più alto (si diceva 7%) e, per salvaguardare una parvenza di democrazia, si introduce la "mascotte": quelli che restano fuori, hanno diritto ad un rappresentante, così se ne stanno zitti e non rompono più il c****. Rendiamoci conto che il 7% è molto, ma, del resto, se il movimento è dato al 4,5%, non è che puoi mettere uno sbarramento al 5%, di solito siamo sottostimati, quindi ci vuole una "soglia di sicurezza"per di più la soglia non deve essere così alta da lasciar fuori troppi soggetti, quindi con il 7% dovrebbe entrare la lega, udc+fli ed anche un'eventuale sodalizio tra IdV e sinistre (dopo approfondiamo).


Ma che peccato! i sondaggi più recenti ci danno tra il 7 e l'8%, per cui comincia ad apparire chiaro che il 7% non possa bastare, ma neppure l'8% perché, a 'sto punto, ci vuole: "almeno il 40-50% in più del valore attribuito dai sondaggi, quindi (7%+il 40-50%% del 7%) 10-11%. Il 105 non appare sicuro, ma l'11% è ridicolo. Finché sono numeri bassi, si può essere fini ed aumentare di un punto alla volta, ma quando si arriva al 10%, il passo successivo dovrebbe essere 15%, altrimenti una cosa del tipo 11% o 13% suonerebbe sospetta. Ma restiamo a 10%. E' proponibile? NO. E' questo che hanno capito: il 10 è troppo. Vediamo perché:


Chi potrebbe restare fuori? Udc+fli quasi certamente, la lega certamente, idv certamente, il movimento FORSE, sel certamente, ma anche sel+idv+federazione delle sinistre, perché i soggetti politici sono così diversi che non possiamo sommare gli elettorati potenziali, inoltre, se lo sbarramento per un partito singolo è 10%, non è possibile mantenere anche quello di coalizione al 10, lo DEVI portare al 15% ed ecco che in parlamento ci andrebbero in due, pd e pdl,con circa il 40% dei voti espressi (che sono il 75% del totale, cioè il 30% che sta in parlamento ed il 70% che non ci sta e, per di più, il rischio che con il 22% dei votanti (16,5% degli elettori) si governi. Chiamala democrazia!


Capito questo, i nostri cari rappresentanti, hanno dovuto cambiare la strategia.


Eccolo il cambio: attacco personale diretto. Il moVimento in realtà non esiste, strillano come la lega, fanno antipolitica, sono demagoghi, sono pericolosi ed è meglio che la gente non li voti (questo l'han detto Bersani e Vendola, mica il "fruttarolo" sotto casa) perché chissà cosa possono combinare...


Fantastico; abbiamo scoperto che potremmo essere una rovina. Per chi? Per cosa? Ma soprattutto, con che faccia chi ha mandato la Nazione a pezzi ci viene a dire che il problema è in un soggetto politico che non è mai stato in parlamento? Stai a vedere un po' che la colpa è di chi non ha mai governato.


E quando ce lo vengono a dire? Quando si scopre che hanno rubato, cioè usato i soldi del finanziamento pubblico (quello che noi avevamo abolito) per farsi i cazzi loro, quando si scopre che il moVimento non prende il finanziamento pubblico, ma pretende che venga tolto.


Allora che cosa stanno facendo le due mummie? Stanno difendendo i loro privilegi, se va bene e la loro sopravvivenza politica, se va male.


Ci hanno continuato a dire che non è vero che sono tutti uguali; fino ad ora l'argomentazione principe era che loro non erano uguali al pdlega perché gli altri erano peggio (e loro il meno peggio), ora che fanno gli incontri a tre (Casini, Bersani, Alfano) per mantenere il finanziamento ai partiti e per alzare la soglia di sbarramento per accedere al parlamento, ora che Vendola resta doppiamente invischiato in fatti giudiziari, ora che la gestione dei bilanci non è diversa tra lega e piddì, è dura dire che sono meno peggio, allora bisogna trovare un "peggio" al quale rapportarci. Questo peggio è il moVimento, che non ruba, non prende finanziamenti, non ha portato l'Italia al baratro (né mantenuto le leggi vergogna fatte da mr.b).


Bene, facciamolo questo confronto, perché è vero: il moVimento 5 Stelle è diverso; è meglio


Carlo Martelli


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Ormai le dichiarazioni pubbliche contro una non ben definita "onda antipolitica" hanno coinvolto tutti.


Dopo vari esponenti delle segreterie di partito, dopo che gli stessi leader di pd, sel terzo e quarto polo, pdl, che hanno duramente attaccato la ventata di antipolitica, facendo anche il nome di Grillo, dimenticando che Grillo è tutto fuorché uno solo.

Sono arrivate anche personalità che hanno il dovere di essere al di sopra delle parti, come il presidente della Repubblica, oppure dovrebbero ben misurare le ingerenze nel potere temporale. Ecco allora anche il cardinal Bagnasco, presidente della CEI.

Ora sembra di essere tornati alle elezioni del 1948, quando la chiesa fece una pesantissima campagna elettorale contro l'allora partito comunista.

A differenza dei "leaders" di partito, però, il presidente della CEI ed il presidente della Repubblica, hanno citato "l'antipolitica" il primo e "antipolitica, l'antipartitismo ed il demagogo di turno" il secondo:

Allora, noi, cittadini tra i cittadini, chiediamo a voi due, cari presidente della Repubblica e della CEI:

Abbiate la decenza di fare i nomi;

vogliamo sapere i nomi di coloro che accusate di essere antipolitici, antipartitici e che ritenete colpevoli della crisi di sfiducia che c'è attorno ai partiti tradizionali.

Come urlò il giornalista Andrea Purgatori, fuori dall'aula dove la commissione stragi accertò per la prima volta, dopo oltre 10 anni, che c'erano stati depistaggi organizzati nell'inchiesta sulla strage di Ustica, all'indirizzo dei generali dell'aeronautica che avevano sempre negato, ora noi vi urliamo:

FUORI I NOMI

Carlo Martelli


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Il Sindaco ci dice: "i cittadini ci hanno chiesto durante la grande assemblea di "Insieme per decidere", che vogliono salvaguardare i servizi sociali, per non aggravare le difficoltà delle famiglie che già vivono problemi seri".

La traduzione fatta è: adeguiamo una tassa generale come la TARSU e così risolviamo il problema; spalmando in generale i costi che altrimenti sarebbero a carico di poche persone.

Sembra sensato e lo sarebbe, se si fossero messe in atto tutte le strategie per fronteggiare il momento attuale di disperazione economica, sia dei cittadini, sia delle istituzioni a cui i cittadini si appoggiano.

Invece, tanto per rimanere nell'ambito della tassa sui rifiuti (TARSU), attualmente il conteggio è sui metri quadrati di ogni abitazione e NON sul "prodotto", in forma di spazzatura, da ogni cittadino.

Le precedenti amministrazione comunali, e anche quella provinciale, si sono mostrate assolutamente impermeabili alle proposte formulate, di "tassa puntuale sul rifiuto prodotto", e assolutamente sorde alle rendicontazioni positive, portate ad esempio dai comuni virtuosi, Ponte nelle Alpi (Belluno) ad esempio. In concreto ecco di cosa si tratta.

Il costo di smaltimento dei rifiuti è oneroso. Le discariche costano e gli inceneritori pure. Bisogna quindi ridurre la quantità di rifiuto prodotto introducendo la "tassa puntuale" ovvero basata su quanto produco di rifiuto io cittadino. Naturalmente cercherò di produrre meno rifiuto possibile per pagare meno tasse possibili. Cosa buona e giusta. In questo modo il costo che l'amministrazione comunale deve sostenere per lo smaltimento, diminuisce nella stessa percentuale.

Esempio di Invorio (Novara) : introdotta la tassa, la produzione pro capite si è dimezzata e così i costi di smaltimento. Quindi, in una città civile, non sono necessari aumenti alle tasse, per mantenere calmierati i prezzi dei servizi fondamentali.

Riteniamo che servano idee e la volontà di applicazione. In sintesi quindi, la strategia del Riciclo totale si articola nelle seguenti 3 azioni, tra loro interconnesse :

  1. riduzione del rifiuto a monte
  2. aumento della raccolta differenziata porta a porta
  3. riciclo totale del rifiuto residuo (trattamento dei rifiuti a freddo)

Un noto scienziato diceva: C'è una forza motrice più forte del vapore, dell'elettricità e dell'energia atomica: la volontà.(Albert Einstein)

Gabriele Sozzani (Gabor)


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Allora ci siamo: finalmente è stata attribuita la rendita presunta alle case fantasma. Bene, era ora! Adesso passiamo all'incasso: questi immobili dovranno pagare l'IMU e gli arretrati ICI e IRPEF. La data da cui far partire il pallottoliere per riscuotere è il 1° gennaio 2007. Il comune è autorizzato a chiedere ai proprietari gli arretrati dei cinque anni precedenti, con sanzioni e interessi. Oltre a questo, il Comune deve controllare la regolarità edilizia di questi immobili, cioè che non siano ABUSIVI, e questi accertamenti sono obbligatori da parte dell'ente.


Qualora i proprietari facessero spallucce per l'accatastamento, si applicherebbero le nuove sanzioni (quadruplicate dall'Art. 2 del Dlgs 23/2011): si tratta di parecchie migliaia di euro (da 1.032 a 8.264), che rientrerebbero nella misura del 75 % nelle casse comunali.


Dall'albo pretorio comunale abbiamo compreso che si tratta di parecchie unità immobiliari.


Che cosa facciamo, cari Sindaco e Assessore Dulio? Li andiamo a prendere e chiediamo il dovuto oppure ci rivolgiamo ai soliti pagatori, che compiono sempre il proprio dovere di contribuenti?


A quando un puntuale controllo sugli affitti in nero e sui mancati cambiamenti sulle destinazioni d'uso (da abitazioni a uffici)?


Altri soldini per non tagliare lo stato sociale a voi tanto caro e usato come ritornello per giustificare l'esagerata pressione fiscale.


Il Movimento 5 Stelle lo dice apertamente e senza tentennamenti: PRIMA si recupera il dovuto dagli evasori e POI si chiede un sacrificio ai contribuenti, fatte salve le fasce più disagiate. Non il contrario.


E per piacere, cari amministratori, evitate di dirci che ora non fate in tempo ad andare a prendere le tasse non pagate, che intanto pagano le case accatastate e poi andrete alla caccia dell'evasione, perché ancora una volta, avrete deciso che è più comodo far pagare sempre gli stessi, quelli che pagano.


Starete dimostrando che chi rispetta le regole è un deficiente.

Allora, visto che è chiaro che non farete in tempo a portare molti evasori a pagare, date almeno un segnale che lo volete fare, in modo che non pensiamo che vogliate sempre favorire chi fa il furbo.

Tito Livio diceva "saldo è lo stato dove si obbedisce con piacere", voi mantenete uno stato dove non si obbedisce volentieri, dunque, ditecelo voi, è uno stato saldo?

Lorenzo Rolla


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Dopo l'annuncio del governo argentino di una rinazionalizzazione della quota di YPF (la petrolifera argentina) in mano alla compagnia privata europea repsol, di cui vi abbiamo dato notizia in un recente articolo, anche dalla Bolivia di Evo Morales arriva una lezione che somiglia di più ad un sonoro schiaffone.


Ecco la notizia:


La Paz, 02-05-2012


"Il decreto ha per oggetto quello di nazionalizzare a favore della Empresa Nacional de Electrificacion, il pacchetto azionario della società Rete elettrica internazionale (filiale internazionale di una compagnia spagnola) nell'Impresa Transportadora de Electricidad.


In altre parole, il popolo Boliviano rientra in possesso della sua rete di distribuzione dell'energia elettrica, rete in precedenza controllata da una società privata spagnola.


In una successiva nota, Evo Morales ha precisato che non si tratta di un esproprio, ma verrà pagato il giusto (e soprattutto qua per maggiori dettagli). Ulteriori notizie possono essere reperite qua.


Inutile dire che, ancora una volta, le istituzioni finanziare si sono apertamente schierate contro Morales, del resto, hanno i loro privilegi e li vogliono mantenere, no? Sembra la lotta ottocentesca e novecentesca per il mantenimento delle colonie.


Ma c'è anche un terzo episodio, passato in maggior sordina perché è stato letto più come una questione interna sudamericana (cioè un affare tra poveri) ed è l'annullamento dei contratti con la brasiliana Oas per la realizzazione di un'autostrada in amazzonia boliviana; i detrattori dicono che le questioni ambientali sollevate da Morales siano un pretesto; giudicate e leggete da voi e portate contributi.


Ricordiamo infine che non si tratta di fatti isolati, infatti non è la prima volta che il governo boliviano nazionalizza compagnie controllate da paesi occidentali. Nel 2008 Morales aveva nazionalizzato tre compagnie petrolifere (Compania Logistica de Hidrocarburos, Chaco, Andina), un rete di trasporto di idrocarburi (Transredes) e la compagnia telefonica Entel, filiale di Telecom Italia. Nel 2009 toccò invece alla compagnia aerea Air BP e nel 2010 fu il turno di 4 imprese elettriche.


Amministratori che curino gli interessi della collettività, è questo che vorremmo, no?


Carlo Martelli


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