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Tangenziale a nord di Novara:

5 Km (5024 metri) di strada, 124 milioni di euro = 24,8 milioni di euro al chilometro.

A questi si dovranno sommare i costi non ancora stimati di 30 pagine di prescrizioni fatte da:

- Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA/VAS
- Ministero per i beni e le attività culturali
- Regione piemonte

Il mio intervento in Consiglio Comunale:
La mia dichiarazione di voto: in Consiglio Comunale

Luca Zacchero
Consigliere Comunale M5S


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Sabato 18 Ottobre 2014: la Commissione Ambiente della Camera ha approvato il decreto 133/2004, detto "Sblocca Italia" Renzi-PD-Sfascia_Italia.jpgo meglio "Sfascia Italia". Quello che non era riuscito al nano, sta riuscendo al suo clone.
Tutto si tiene.
Infatti lo stesso sabato 18 in mattinata Alessandra Stefani, comandante del Corpo Forestale dello Stato, ha spiegato ai novaresi presenti all'Auditorium Bellini, che non esiste in Italia qualcosa che possa decentemente chiamarsi Piano Nazionale Cave, essendo la legge di riferimento un pezzo archeologico del 1927.
Il giorno prima, venerdì 17, Luca Mercalli in visita a Novara, ha illustrato nella sala del S. Cuore l'incredibile cementificazione, che si mangia il suolo italiano al ritmo di 8 metri quadrati al secondo.
A Novara ne sappiamo qualcosa con i progetti di cementificazione di Agognate e di Pernate, località esposte a grave rischio di esondazione dei torrenti Agogna e Terdoppio.
A poca distanza da Novara, a Carpignano Sesia e a Fara, viene avanti il progetto di bucare il suolo agricolo fertile per installarci trivelle petrolifere inquinanti.
Guarda caso, manca ancora un Piano Nazionale Energetico, perché le decisioni strategiche in questo settore vengono prese dalle multinazionali del petrolio.
Analogamente a S. Martino di Trecate, il sito più pericoloso del Piemonte, si vuole costruire un megainceneritore di rifiuti ospedalieri infettivi, che spargerà sul suolo circostante e nell'aria i suoi rifiuti tossici.
Come dicevamo, tutto si tiene.
Infatti anche per la gestione rifiuti manca un Piano Nazionale allo scopo di lasciare mano libera ai signori degli inceneritori e delle discariche.
Le parole delle istituzioni si sprecano per mostrare che loro difendono l'ambiente, nella realtà dei fatti, le istituzioni, Governo in testa, procedono in direzione ostinata e contraria, sventolando la carota di nuovi posti di lavoro.
Il territorio viene considerato una preda da sfruttare, da lasciare nelle mani di organizzazioni speculative, e quindi inevitabilmente aperto alle infiltrazioni della malavita organizzata.
Le istituzioni hanno cessato da tempo di operare nell'interesse collettivo, ossia di pianificare il territorio e di salvaguardare la salute dei cittadini.
Le istituzioni si sono trasformate in bookmakers, in intermediari commerciali, in agenzie immobiliari.
I cittadini, per opporsi a questo indirizzo malsano, devono informarsi, prendere coscienza di questa grave stortura, organizzarsi ed operare per invertire il corso di questa politica malsana e pericolosa.

F.T.


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Ho assistito Sabato mattina 18/11/2014 ad una parte del seminario dell'associazione "Libera", dalle 10.30 alle 12.00, Il_Far_West_delle_cave.jpgsul tema "Il Far West delle cave", tenutosi presso il Liceo Bellini di Novara.
Ho ascoltato mezza relazione di Marina di Maio, docente al Politecnico di Torino, che ha spiegato come oggi giorno esistano efficaci strumenti tecnici (droni e fotografia aerea), con i quali si potrebbe, solo che si volesse, tenere sotto controllo il Far West della cave.
Il problema è che i politici e i burocrati di questo disgraziato Paese non hanno nessuna intenzione di pianificare, controllare ed eventualmente sanzionare abusi ed azioni pericolose per l'ambiente, connesse all'attività di escavazione: A rischio sono soprattutto le falde di acqua potabile sottostanti alle cave.
Andrea Chemello, da quattro anni e mezzo Sindaco di Tronzano Vercellese, in precedenza attivista ecologista dell'associazione Movimento Valledora, ha spiegato i molti ostacoli, posti da Provincia di Vercelli, Regione Piemonte e Governo, ad una corretta gestione dell'escavazione di sabbia e ghiaia della sua zona.
Alessandra Stefani, vicomandante regionale del Corpo Forestale dello Stato, ha illustrato la farraginosa normativa sulle cave che risale al 1927 (sì, avete letto bene !).
Ha espresso il timore di un prossimo accorpamento del Corpo Forestale dello Stato con altri Corpi di Polizia, che comporterebbe un ulteriore indebolimento delle già scarse risorse operative, di cui oggi dispone.
Ha informato che la Regione Piemonte si appresta a discutere il progetto di legge regionale di due anni fa, progetto, come fu battezzato allora, "scritto dai cavatori per i cavatori e firmato dai politici".
Conclusione: i risultati ottenuti fino ad oggi nella lotta al Far West delle cave sono purtroppo molto scarsi.
Perciò, al di là delle denunce e delle lamentele, è assoltamente necessario un cambio di marcia.
Sono necessari piani regionali coordinati da un piano nazionale.
I cittadini devono dibattere questi argomenti, fare banchetti, raccogliere firme per convincere politici e burocrati ad invertire la rotta.
Per ottenere questo, bisogna informare i cittadini sull'attacco speculativo al territorio, di cui le cave e le discariche sono solo un aspetto, accompagnate come sono dagli inceneritori dei rifiuti, dalla cementificazione del suolo, dalle trivelle petrolifere.

F.T.


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Spett. Provincia di Novara
Assessorato Ambiente
c.so Cavallotti, 31
28100 NOVARA

Novara, 14 Ottobre 2014

OGGETTO: OSSERVAZIONI sul progetto dell'inceneritore di S. Martino di Trecate in vista della relativa prossima Conferenza dei Servizi.

  1. PREMESSA E ANALISI DELLE ALTERNATIVE
    1. Nel progetto in questione non appare alcuna analisi delle possibili alternative al progetto presentato.
      Questo fatto risulta oggettivamente sorprendente, in quanto deroga inspiegabilmente da una prassi consolidata da decenni a livello internazionale in tutti gli studi di fattibiltà relativi a progetti industriali e non solo industriali.
      Perché la ditta proponente presenta il progetto di un impianto da 15.000 ton/anno e non, ad es., 15 impianti da 1.000 ton/anno?
      E se non si costruisse a Trecate alcun impianto per rifiuti ospedalieri ( = opzione zero), che cosa succederebbe?
      Perché non è stata presa in considerazione la posssibilità di smaltire questi rifiuti in Piemonte, ad es. nell' inceneritore del Gerbido di Torino?
      Beninteso, nell' analisi delle possibili alternative dovrebbe comparire l'analisi costi-benefici per ogni alternativa, analisi sulla base della quale la ditta proponente dovrebbe dimostrare che la soluzione presentata è la soluzione migliore tra tutte le alternative possibili.
      Ovviamente, in questa analisi costi-benefici dovranno comparire, oltre ai dati tecnici e normativi, anche i dati economici, cioè il quadro costi-ricavi, gli investimenti previsti, oltre agli eventuali incentivi pubblici.
    2. Sembra che l'occasione per presentare questo impianto sia stata la chiusura dell'inceneritore di Vercelli, di capacità intorno a 2.000-2.500 ton/anno di rifiuti ospedalieri, dove venivano inceneriti i rifiuti ospedalieri delle provincie di Vercelli e Novara.
      L'inceneritore di Vercelli, come tutti sanno, ha cessato la sua attività da diversi mesi.
      Al momento attuale risulta che i rifiuti delle nostre zone vengano inceneriti in altri impianti, probabilmente anche al di fuori della nostra regione.
      Non comprendiamo la ratio, che dovrebbe stare all'origine di questo megainceneritore di 15.000 ton/anno, surdimensionato perfino rispetto alle esigenze della nostra regione.
      Ci risulta infatti che il totale dei rifiuti ospedalieri prodotti in Italia sia circa 150.000 ton/anno, ciò significa che l'impianto proposto dovrebbe servire un bacino di circa 6 milioni di abitanti, addrittura più ampio dello stesso Piemonte.
      La pianificazione territoriale dello smaltimento dei rifiuti ospedalieri è di stretta competenza della Regione Piemonte, sicuramente non è di competenza di un qualsivoglia operatore privato.
    3. Date queste premesse, la logica dell'interesse pubblico vorrebbe che ogni provincia si limitasse a smaltire i propri rifiuti ospedalieri, questo allo scopo di evitare inquinanti e costosi trasporti di rifiuti, il tanto deprecato turismo dei rifiuti.
      Nel caso di Novara, ad es, sarebbe sensato ipotizzare un nuovo impianto per rifiuti ospedalieri di capacità 1.000 ton/anno, e quindi non per 15.000 ton/anno.
  2. LOCALIZZAZIONE DELL' IMPIANTO PROPOSTO

    Secondo i dati del Ministero dell'Ambiente del giugno 2014, S. Martino di Trecate è il luogo più esposto a rischi d'incidente industriale di tutto il Piemonte e uno dei più esposti a livello nazionale.
    Infatti a S. Martino di Trecate sono concentrati ben n. 9 stabilimenti R.I.R. (Rischio Incidente Rilevante) secondo la Normativa Seveso.
    Considerando l'intera provincia di Novara, se c' è un luogo sconsigliabile per l'installazione di nuovi impianti inquinanti, come è il caso dell'impianto in questione, questo luogo da escludere è proprio S. Martino di Trecate, vista anche la vicinanza di altri centri importanti, come Cerano, Romentino e, non ultima, Novara, distante soltanto dieci km da S. Martino.
    Dobbiamo sottolineare che al rispetto dei limiti di legge previsti per le emissioni dei singoli inquinanti, è necessario aggiungere il controllo di altri due parametri: l' accumulo al suolo degli inquinanti e gli effetti sinergici degli inquinanti tra di loro, argomenti di cui non abbiamo trovato traccia nel progetto in questione.
    Poiché quella descritta è la situazione attuale di S. Martino di Trecate, le istituzioni pubbliche coinvolte nel caso in questione (Comune di Trecate, Provincia di Novara, Regione Piemonte) devono prestare particolare attenzione sia alla pianificazione del territorio che alla tutela della salute pubblica.
    Non vorremmo che la scelta di localizzare l'impianto in questione a S. Martino di Trecate sia dovuta al motivo assolutamente inaccettabile che "degrado chiama degrado," cioè luoghi già inquinati possono tranquillamente venire ulteriormente inquinati senza grandi problemi con la popolazione residente locale.
  3. QUALITA' DELLA MATERIA PRIMA DA UTILIZZARE

    La materia prima dichiarata è rifiuti ospedalieri di origine umana e animale, pericolosi a rischio infettivo, secondo i codici europei 18.01.00, 18.01.03*, 18.02.00, 18.02.02*.
    Si tratta quindi di materiale dichiaratamente pericoloso, e quindi richiedente particolare cautela per il trattamento.
    Il nodo fondamentale da sciogliere in via prioritaria è se trattasi di CSS (combustibile solido secondario) o CDR(combustibile da rifiuti).
    Nel primo caso il progetto è inammissibile, perchè i rifiuti ospedalieri non possono diventare CSS, in secondo luogo non possono essere bruciati in questo tipo di impianto.
    Infatti i CSS possono essere bruciati soltanto nei grandi cementifici (capacità > 500 ton/giorno di klinker) o nelle grandi centrali termoelettriche (capacità > 50 MW).
    Vedasi a questo proposito il DM n.22 del 14.02.2013.
    Siamo quindi al secondo caso: si tratta allora di capire se i rifiuti ospedalieri possono essere classificati CDR.
    Se anche in questo secondo caso la risposta dovesse essere negativa, il progetto sarebbe da respingere in via preliminare.
  4. GARANZIE SULLA DISPONIBILITA' DELLA MATERIA PRIMA NECESSARIA

    Quali sono le garanzie che saranno disponibili 15.000 ton/anno delle materie prime dichiarate?
    A fronte di questa necessità, i proponenti dovrebbero allegare contratti con i fornitori della materia prima, o quanto meno relative lettere d'intento.
    In questo secondo caso le forniture di materia prima dovrebbero riguardare almeno 30.000 ton/anno, perché, ovviamente, non tutte le lettere d'intento diventano poi contratti di fornitura.
    In mancanza di queste garanzie, si delinea il rischio di carenza di materia prima e quindi la necessità di utilizzare altre eventuali e anche problematiche materie prime in sostituzione parziale o totale della materia prima prevista nel progetto.
  5. TRATTASI DI IMPIANTO COGENERATIVO?

    Le questioni sono due:
    1. in Italia abbiamo sovra-capacità produttiva nelle centrali termoelettriche.
      Abbiamo realmente bisogno di costruire nuove centrali a combustione?
    2. l'impianto in questione viene presentato come impianto "cogenerativo", perchè produce olio diatermico.
      Ma questo olio diatermico verrà realmente fornito a qualche utilizzatore, oppure verrà soltanto riciclato all'interno del processo?
      A quali utilizzatori verrà fornito?
      Quanto olio diatermico?
      Questa questione della cogenerazione ci sembra importante, perchè pensiamo che ad essa sia subordinata la concessione di eventuali incentivi pubblici.
  6. PROPONENTI

    Domanda di merito: essendo la società proponente una S.r.l. con capitale sociale di 10.000 € (eguale al minimo di legge), come può una società così piccola fare fronte ad un investimento di svariati milioni € (quanti?).
    Come può fare fronte alle varie fidejussioni e assicurazioni?
    Quali garanzie una società di queste dimensioni può fornire alle istituzioni pubbliche di essere in grado di fare fronte alla costruzione e alla gestione di questo impianto?
    Queste domande andranno rivolte principalmente al Comune di Trecate durante la sua partecipazione alla prossima Conferenza dei Servizi dedicata al progetto in questione.
  7. BILANCIO DI MASSA DEI PROCESSI CHIMICI

    In via preliminare leggiamo con stupore nella relazione tecnica del progetto: "Tutti i dati e i dispositivi descritti in questa relazione non sono vincolanti" (v. rev. 04- par. 4.0 varie)
    Analoga perplessità nasce nel lettore dal fatto che manca il bilancio di massa dei processi chimici.
    In particolare mancano le portate delle MASSE uscenti dall'impianto: polveri, vapore, altre masse solide (metalli, ecc.).
    Le ceneri vengono quantificate in 3.000 ton/anno, cioè il 20% della materia prima entrante, che sembra abbastanza poco.
    Dove verranno trasportate queste ceneri?
    Non viene detto.
    Le emissioni gassose vengono dichiarate in 480.000 Nm3/giorno su 24 ore.
    A quante tonn/ giorno corrispondono?
    Da quali reazioni chimiche provengono queste emissioni?
  8. EMISSIONI GASSOSE

    Le emissioni gassose vengono descritte ma non vengono quantificate.
    In particolare non vengono quantificati gli inquinanti: diossine, furani, IPA, HCl, HF, ecc., vengono soltanto riportati i valori limite di legge.
    Non si tiene conto dell'inquinamento di fondo.
    Nella relazione si scrive espressamente che si tratta di una verifica preliminare che PUO' essere completata solo dopo avere acquisito un VALIDO SET di dati orari completi delle concentrazioni di fondo ANTE OPERAM e avere verificato l'eventuale incremento drl numero di superamenti, che già adesso sono CONCLAMATI.
  9. CONSUMI D'ACQUA E TRATTAMENTO ACQUE REFLUE

    Il consumo d' acqua dichiarato è di 680 m3/giorno.
    Un consumo enorme, quale ad esempio quello di una tintoria tessile.
    Tutta quest'acqua serve per lavaggi e per la torre di raffreddamento della centrale termica.
    Quest'acqua verrà prelevata quasi tutta dalla prima falda freatica, in minima parte dall'acquedotto comunale.
    Domanda: questo grande prelievo è compatibile con la realtà circostante: altre aziende, abitazioni?
    Le acque reflue sono 15 m3/h, cioè circa la metà dei 680/24 = 28 m3/h prelevati.
    Questi 15 m3/h, pari a circa 4 l/sec, verranno versati alla temperatura di 30-40 °C nella fognatura comunale.
    Due questioni:
    1. il trattamento di queste acque reflue non risulta essere completo nella parte chimica;
    2. la fognatura comunale sarà in grado di ricevere questa portata così rilevante?
  10. NUOVI POSTI DI LAVORO PER I TRECATESI?

    Questo tema è forse l'unico argomento d'interesse pubblico, che può giustificare questo nuovo impianto agli occhi degli amministratori e dei cittadini del Comune di Trecate.
    Il progetto prevede per questo nuovo impianto 15-20 addetti.
    Trattandosi di un impianto tecnologico, che richiede quindi personale qualificato, e non avendo purtroppo a disposizione il dettaglio delle qualifiche professionali richieste, la domanda ovvia è la seguente: quanti dei suddetti nuovi posti di lavoro potranno essere presumibilmente messi a disposizione dei cittadini trecatesi?

p. CARP Novara Onlus (Coordinamento Ambientalista Rifiuti del Piemonte)
www.carp-ambiente-rifiuti.org; via Pola, 4 - 28100 Novara
Il Presidente: ing. Fabio Tomei - 335-52.111.06; fabiotomei4@gmail.com


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Abbiamo saputo di questo impianto prima dell'estate, monitorando il sito della provincia di Novara.
L'azienda HWT, aveva già presentato poi ritirato, un progetto uguale a questo.Bilancio_materia_inceneritore.jpgDi questo progetto ne erano a conoscenza l'amministrazione di Trecate.
La notizia però non è curiosamente emersa, anzi si è avuta l'impressione che non dovesse emergere.
La rilevanza dell'inceneritore in questione però ci ha indotto ad adoperarci per portarla a conoscenza di tutti.
La visione del progetto da parte di tecnici competenti ci ha confermato la creazione di un inceneritore da 15.000 tonnellate.
Scopo dell'inceneritore è "smaltire" cioè bruciare, rifiuti ospedalieri.
Una domanda sorge spontanea: l'ospedale di Novara produce al massimo 1.000 tonnellate anno di rifiuti, per le altre 14.000?
Non è dato di sapere, e quindi e valido pensare tutto il peggio possibile e lascio al lettore di esercitarsi a scoprirne alcune.
La collocazione poi di Trecate non distante dal polo chimico che ammorba già l'aria da solo è un brutto segno.
Da un inceneritore escono fumi dato che si bruciano sostanze chimiche complesse e sempre tossiche che la combustione mescola ulteriormente rendendole super tossiche.
Che ci sia la speranza di nascondere il fumo di uno con il fumo dell'altro?
A pensare male si fa peccato ma spesso si indovina diceva uno che la sapeva lunga su imbrogli e trame oscure.

Maggiori informazioni su come funziona un inceneritore e quali danni genera alla popolazione potete trovarle qui

Gabriele Sozzani
attivista M5S


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Dalla lettura della stampa locale, solo nell'ultimo mese, apprendiamo Emendamento%20Videocamere.jpg queste notizie di cronaca:

30-08-2014: Il business delle bici,dieci furti ogni giorno. Scoperto un deposito di merce rubata a Sant'Agabio.
30-08-2014: Controlli a tappeto sulle vie d'accesso alla città,identificate 125 persone e 30 autoveicoli.4 persone denunciate per furto in centri commerciali cittadini.
31-08-2014: Preso a Trivero lo scippatore che ha aggredito una cinquantenne in viale Roma intorno alle 19 di venerdì 29 agosto.
01-09-2014: Arrestata una donna per rapina alla Coin di Corso Mazzini e denunciato a piede libero un cittadino italiano,già conosciuto alle forze dell'ordine,per furti e borseggi all'Esselunga.
01-09-2014: Birra e selfie sulla torre del Castello:6 minorenni sgridati severamente dalla Polizia
05-09-2014: Non basta una sfilza di denunce:Rex continua a girare armato. Trattasi di un quarantenne nigeriano,regolare sul territorio, che ha l'abitudine di girare in centro armato seminando il panico tra i passanti.
25-09-2014: Ragazzino malmenato e rapinato delle zaino intorno alle 15 zona Omar Baluardo La Marmora-via Don Bosco.
30-09-2014: Due marocchini arrestati per spaccio di haschish in zona stazione,residenti e già noti alle forze dell'ordine.

Episodi giornalieri di scippi, furti di ogni tipo, truffe agli anziani, vandalismi e situazioni di ogni genere per le strade di Novara non toccano minimamente la sensibilità dell'Amministrazione e della maggioranza in consiglio comunale che nella seduta del 29 settembre u.s. ha bocciato clamorosamente un emendamento presentato dal M5S sull'adeguamento delle telecamere di videosorveglianza stradale.
Un servizio così strategico installato dalla precedente Giunta (forse è questo il motivo) lasciato oggi in uno stato di totale abbandono.
Gran parte delle telecamere del vecchio sistema, analogico, e la metà dei registratori non funzionano e la qualità delle riprese effettuate dalle telecamere funzionanti si sta degradando per effetto dell'obsolescenza non consentendo di identificare i dettagli delle registrazioni,in pratica non servono a nulla.

L'adeguamento al nuovo sistema,suggerito dal M5S di Novara già da due anni, non parte per mancanza di fondi,nonostante i maghi del bilancio spostino con facilità centinaia di migliaia di euro si fermano davanti allo spostamento di 30mila euro peraltro ritenuto corretto dal dirigente del servizio bilancio.

Quale motivazione viene addotta dalla maggioranza in Consiglio Comunale per bocciare il nostro emendamento? E' stato bocciato per forma e metodo in quanto affermano (il consigliere Reali) che non era mai successo che un emendamento venisse presentato in occasione della delibera sugli equilibri di bilancio. Avete capito bene,la sicurezza dei cittadini è barattata con la prassi in vigore da 13 anni in consiglio di non presentare emendamenti in queste occasioni.
Dovranno assumersi la responsabilità di fronte alla città di avere bocciato un emendamento legittimo adducendo i soliti motivi di prassi burocratese.

Leggiamo un articolo su La Stampa del 4/9/14: Case,vicoli e palazzi "Graffitari scatenati Novara cerca rimedi. L'assessore Rigotti,con delega all'arredo urbano,intervistato dichiara:"E'una situazione che fa cadere le braccia,sono azioni vergognose,questo genio espressivo è un atto di inciviltà:servirebbe un'azione di intelligence per attuare una seria e rigorosa repressione,perché non si possono fare continui appostamenti alle 2 di notte..."

Per contribuire alla risoluzione,anche solo parziale,del problema cosa fanno? Ci bocciano l'emendamento presentato per vizio di metodo e di forma.

Lo stesso Rigotti,sempre su La Stampa del 4/9/14 a proposito dei murales in Largo Pastore (autostazione) dichiara che questi non sono imbrattamenti ma disegni di un certo pregio artistico e propone di non toccarli ritenendoli espressione spontanea del disagio giovanile,da conservare e magari regolamentare.
Chi glielo va a spiegare a quei condomini di alcuni palazzi del centro (corso Cavour, Italia, Mazzini e via Rosselli) che in base a un'ordinanza del settembre 2013 sono stati obbligati a ripulire i muri dai graffiti?

Gianni Bigogno
M5S Novara


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