Guardare le immagini di Atene che brucia mi ha rinverdito un ricordo di scuola: l'assalto ai forni nei Promessi Sposi. L'attuale esplosione di cieca violenza è analoga alla furia milanese del romanzo: tutto è imputabile alle stupide scelte degli uomini. Oggi come allora, l'albagia dei potenti riceve una sonora e ammonitrice lezione di umiltà. Sono questi eventi a smontare il cinico potere degli uomini e mostrano il labile meccanismo di incapacità e insicurezza che li presiede. Se la "bella" guerra per la successione al Ducato di Mantova produsse la rivolta milanese, oggi è la cupidigia della speculazione finanziaria a creare i moti di Atene. Non sono più i lanzichenecchi a scendere nel sud Europa, ma schiere di raider avidi, che gettano sul lastrico un intero popolo. I nuovi archibugi sono i computer caricati con le tremende pallottole dei derivati. Abbiamo anche visto l'inettitudine dei governanti europei, come la gente milanese sperimentò sulla propria pelle l'incapacità della figura di Antonio Ferrer: un governatore inetto e demagogo che accontentò il popolo per tenerselo buono, lasciandologli contare in un secondo momento l'errore di aver creduto alle mirabolanti promesse di una vita agevole e spensierata. Quello che abbiamo visto in tv deve farci riflettere: anche se la popolazione è mossa da un autentico sentimento di giustizia, i fatti hanno prodotto disastri e ingiustizia. Lo stato mentale popolare è alterato dal cieco furore e per questo trovano spazio i sobillatori, pronti a sfruttare le possibilità create da chi ingenuamente fornisce loro le opportunità. I "merlotti" che fanno ora tanto fracasso conosceranno molto presto la delusione della realtà. Tanti individui fanno la folla, ma ad essa non debbono regalare le proprie ingenuità, quanto dimostrare la ferma coscienza di una forza piena e resistente alle inique pretese dei potenti. Doverosa è l'antipatia per la politica che ora promette ora schiaccia: ma la violenza contro le cose è un segno certo di insania mentale. Insorgere per strappare il pane (nel nostro caso il reddito di sussistenza) dalle grinfie dei fornai (la speculazione), distruggendo gli strumenti stessi della produzione (ieri i forni, oggi i beni della città) equivale a dichiarare che il nemico sono i cittadini stessi.

Lorenzo Rolla
(funzionalità per non vedenti)







