(funzionalità per non vedenti)

La soluzione finale ovvero il colpo di grazia



Sono passati un paio di mesi da quando il Governo Monti si è insediato. In tale periodo di tempo si sono annunciati e smentiti interventi di ogni tipo, si sono sentite e si sentono quotidianamente dichiarazioni di ogni tipo (che, anche se poi non produrranno interventi dello stesso tenore, di certo riflettono alla perfezione le intenzioni ed i pensieri di chi le fa) e si sono licenziati tre provvedimenti:


  • Una legge di stabilizzazione finanziaria, nella quale i pensionati a basso reddito sono stati classificati al primo posto nella graduatoria dei privilegiati ed i lavoratori dipendenti, subito dietro, come privilegiati a loro volta e costretti a rimanere al lavoro per un anno e fino a tre. Ovviamente il provvedimento non riguardava solo queste due categorie, ma ricordiamoci questa parte, per ora, perché fornisce le chiavi interpretative del discorso. In aggiunta, il provvedimento fornisce garanzie illimitate ed irrevocabili alle banche private sulle obbligazioni che emettono.

  • Il decreto mille proroghe, una delle schifezze che continuano a circolare, nel quale si continuano a reiterare provvedimenti "una tantum" (che non sono certo una tantum, visto che li si rinnova vergognosamente) e si inseriscono cose simpatiche come la sanatoria (con obolo simbolico) per le multe dovute alle affissioni abusive di partiti in campagna elettorale.

  • La legge sulle liberalizzazioni, che non liberalizza nulla se non i servizi pubblici fondamentali, forza la situazione uscita dal referendum sull'acqua, toglie il vincolo dell'utilità socio-economica allo strumento della pianificazione urbanistica (più cemento per tutti) e non tocca né banche, né assicurazioni. In compenso, per fare un esempio, si comincia a scardinare la base dei diritti dei lavoratori, separandoli, come nel caso delle ferrovie, dove ciascun settore farà un contratto a sé. Al solito: divide et impera.


Viste queste cose, sommate alle dichiarazioni vomitevoli del tipo "il posto fisso è noioso", "non si deve fare lo stesso lavoro tutta la vita" (Monti, perché non vai a fare il muratore, allora?), "il posto fisso è un privilegio", "ci vuole flessibilità", aprono uno squarcio nel muro dell'incomprensibile.
Si tratta dell'ultimo stadio (per ora) della malattia che si chiama "crescita del Pil come unica soluzione per il benessere"


Ovviamente chiunque che abbia un grammo e mezzo di cervello ed un minimo (ma proprio minimo) di buon senso capisce


  • che un aumento infinito del Pil è impossibile

  • che un aumento infinito del Pil è insensato

  • che un aumento del Pil non aumenta il benessere


Infatti negli ultimi 40 anni il Pil è cresciuto, ma il benessere? Certo, abbiamo più oggetti, ma avere tre telefonini, il notebook, il lettore dvd, una macchina a testa... hanno forse aumentato il benessere? No di certo, si lavora di più, si ha sempre meno tempo per costruire una vita, si è sempre più di corsa in un mondo sempre più inquinato e coperto di cemento. E' benessere se distruggono un bosco per farci dei capannoni?


Nonostante questo, si cerca di far aumentare il Pil in ogni modo. Siccome il Pil è la somma dei soldi che si spendono in un anno (pagamento di salari, vendita di merci e servizi, valore della produzione sulla base delle stime del prezzo di vendita per le giacenze di magazzino), è chiaro che, per farlo crescere, si devono "inventare" dei soldi.


Quando i soldi aumentano con una certa progressione, che è insufficiente a produrre un "aumento adeguato del Pil" (che se no le agenzie di valutazione dicono che sei in recessione e tu somatizzi), bisogna "inventare" dei soldi. Come?


  • Pagamenti rateali e mutui: prendo a prestito dal futuro soldi che nel presente non riesco a trovare e faccio ovviamente conto che le rate verranno tutte pagate.

  • Creazione di bisogni indotti: chi produce oggetti imposta campagne pubblicitarie nelle quali vale il principio del "compro, quindi esisto", convincendo le persone che è assolutamente necessario che si posseggano questi o quegli oggetti.

  • Cementificazione selvaggia (cara Italia, come sei all'avanguardia), e faccio conto che il territorio da coprire sia infinito e le abitazioni, per definizione, acquistino improvvisamente valore dal nulla. Tra l'altro anche questo discorso è da vomito, perché si basa sull'assioma che il terreno vergine sia privo di valore. Peccato che il terreno vergine è quello sul quale coltivi il cibo.

  • Obsolescenza meccanica e tecnologica: si cotruiscono oggetti meccanici che si rompano il prima possibile (compatibilmente con la durata della garanzia) e si producono oggetti elettronici che diventino inutilizzabili in poco tempo (telefoni, pc, lettori dvd e così via).

  • Supervalutazione dei mutui: basandosi sull'assioma che i prezzi delle case aumenteranno sempre, io ti presto il 120% del valore (?) stimato attuale del tuo immobile, tanto poi aumenterà di prezzo...

  • Riduzione dei costi per manodopera e cancellazione di clausole contrattuali.



Ma ancora non basta, cioè l'effetto prodotto da questi stratagemmi si è esaurito (e non poteva essere diversamente, ovviamente), quindi bisogna inventarsi qualche cosa di nuovo, bisogna che la gente spenda di più e possibilmente spenda ciò che guadagna lavorando, non ciò che gli deriva da una rendita di posizione.


Attenzione che il discorso è sottile. Una pensione o il rendimento di un capitale investito sono, in un certo senso, rendite di posizione, ma non sono uguali. Sotto una certa cifra, una pensione non è una rendita di posizione (ovvio che la pensione da 31.411 € di Giuliano Amato lo è), mentre quella da affitti, titoli di stato, obbligazioni... lo è di certo. Volendo per lo meno fare un po' di equità in un sistema che è sbagliato, si dovrebbero in primis colpire le rendite di posizione vera, invece di quelle da pensione, invece...


E veniamo a quanto anticipato. La strada scelta dai governi occidentali, alla quale Monti si è ovviamente accodato è quella di "precarizzare la società" (ovviamente mica si sono colpiti nei loro interessi di banchieri ed industriali, no?).


Se un cittadino, un operaio, un pensionato, un impiegato, un insegnante, lo privi del contratto a tempo indeterminato, gli sfili la pensione costringendolo a lavorare fino a 67 (70?) anni, cosa fai?


Lo fai lavorare di più, magari anche fare due lavori, in una parola, lo leghi al giogo per sempre. Meno sei sicuro nella tua posizione, più dovrai faticare per paura che ti rimpiazzino con uno che "è più mulo di te" e ad un costo inferiore (detto comunemente caporalato). Più tardi prendi la pensione e meno costi allo Stato, oltre a continuare a lavorare e spendere. Semplice no? Più la gente si ammazza di lavoro, più soldi spenderà.


Questa è la conclusione: siamo diventati un po' più schiavi e, ricattati con la paura di perdere quel niente che ci è rimasto, siamo diventati difensori della schiavitù, difenderemo la palla di ferro alla quale ci hanno legato, accetteremo che ci paghino sempre meno per lavorare sempre di più. Come negli Stati Uniti, dove la gente fa due o tre lavori, lavora 60 ore a settimana e vive mediamente 5 anni in meno che in Canada.


Perchè i politici non pensano mai le cose più semplici ed ovvie, (problemi complessi implicano semplici soluzioni). Se sommassero l'evasione fiscale, la corruzione nella Pubblica Amministrazione e la criminalità organizzata, l'Italia avrebbe un Pil che ci invidierebbe qualsiasi stato europeo...
Ma non ditelo in giro a voce troppo alta altrimenti Monti ed i partiti assieme ai politici di professione potrebbero darvi degli utopisti o dei populisti... Loro si che ne sanno di politica basta vedere dove hanno portato l'Italia...


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