Telecom e la nazionalizzazione della rete informatica italiana.

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Firma la petizione per mantenere internet libera prima del 3 Dicembre 2012.
Fai sentire la tua voce! (Clicca qui)


Credo che chiunque usi internet si riconosca nelle seguente dichiarazione: "ognuno di noi dà per scontato che quando visita una pagina web poi possa passare a qualunque altra pagina".


Questa è l'affermazione fatta da Tim Berners-Lee, padre del World Wide Web.


Il 3 Dicembre 2012 a Dubai si riunirà l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU).


Ma cosa è l'ITU?


Si tratta di un'organizzazione internazionale (agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Ginervra) che si occupa di definire gli standard nelle telecomunicazioni e nell'uso delle onde radio, ma non solo.


L'ITU il 3 Dicembre riunirà le autorità di regolamentazione di tutto il mondo per rinegoziare un trattato relativo alle comunicazioni in vigore da decenni.


Tale riunione potrebbe decidere regolamenti che minacciano la libertà di espressione su internet e l'innovazione, ma anche dare ai governi il potere di censurare la legittima libertà di espressione, o persino consentire loro di interrompere l'accesso a Internet.


Questo perchè tra i governi che hanno rappresentanti vi sono la Cina ed altri Stati non democratici o con regimi o oligarchie oltre ovviamente a lobby interessate a controllare internet per trarne profitti o mantenere il potere acquisito.


L'obiettivo principale è quello di evitare che un mezzo così importante che sinora ha lavorato benissimo non cada nelle mani sbagliate.


Non sappiamo se la ragione di tutto ciò sia stato ciò che è successo in Egitto o sta succedendo in Siria. Popolazioni che si organizzano via internet per indire elezioni democratiche ed abbattere i regimi.


Non approfondiamo per ovviare a fraintendimenti sulle finalità del presente articolo.


Attualmente, i poteri di gestione della rete sono in mano all'ICAAN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) un ente internazionale no-profit istituito il 18 Settembre 1998.


E' l'ente che assegna gli indirizzi IP ed ha il compito di identificatore di protocollo e di gestione del dominio dei nomi a dominio di primo livello, del codice internazionale e dei sistemi di root server.


Se la gestione e controllo di questi sistemi andasse in mani sbagliate si potrebbero oscurare interi siti internet o far apparire un'altro contenuto al posto di quello reale.


Quando digitate un indirizzo www.qualcosa.it o www.qualcosaltro.com, questa parte del link viene trasformato in un indirizzo numerico (indirizzo IP) da parte dei server ICAAN, tale indirizzo serve a identificare il server fisico su internet dove è presente il contenuto che state cercando.


Ad esempio per ovviare di far trovare qualcosa di contrario ad un governo o regime sarebbe sufficiente agire sulla propria rete modificando le mappature tra link e indirizzi IP e facendo comparire informazioni diverse da quelle cercate.


In Cina ciò già avviene con un costo elevato di risorse economiche ed umane, non rendiamogli la vita facile !


Capite l'importanza che ha lasciare la gestione ad un ente no-profit e addirittura indipendente dagli USA, perchè il controllo è dato al GAC (Government Advisory Committee) un gruppo di supervisori internazionali indipendenti.


Google mette in guardia gli internauti su eventuali decisioni che potrebbero essere prese dall'ITU, ossia di precludere ad Internet la possibilità di una regolamentazione aperta e partecipativa: "Il futuro di Internet non dovrebbe essere determinato dai soli governi. Dovrebbero essere coinvolti anche i miliardi di persone di tutto il mondo che utilizzano Internet, senza dimenticare gli esperti che la costruiscono e la gestiscono".


Il Movimento Cinque Stelle che fa della democrazia on-line (un voto, una persona) il suo cavallo di battaglia concorda in questa posizione.


Qualcuno dirà che Google non è proprio eticamente corretto perchè guadagna miliardi di dollari ogni anno attraverso internet e sarebbe in conflitto di interessi in questa campagna.


Potrebbe anche essere vero ciò, ma vi chiedo di guardare il panorama del settore delle telecomunicazione, negli ultimi venti annui, come è cambiato dall'arrivo di Google.


Ci sono multinazionali che hanno cercato e cercano di sfruttare la rete per renderla chiusa e creare dei mercati monopolisti o oligarchici.


Oltre a ciò ci sono dittature o governi fantoccio o peggio lobby che precludono l'accesso a informazioni indesiderate ai loro cittadini per meglio dominarli.


Google ha obbligato i colossi a non far pagare i servizi agli utenti, ma alle aziende e con gli introiti ha innovato diversi mercati da quello dei browser, al sistema operativo android nel mobile, ai servizi gratis come google apps, youtube, gmail, ...


Sicuramente ha fatto i propri introiti, ma in maniera da dare alla comunità (privati ed aziende no-profit) dei servizi e degli strumenti totalmente innovativi.


Tali servizi per queste due tipologie di utenti sono gratis, ed hanno costi risibili, ad esempio, rispetto al normale servizio (housing o hosting).


In pratica ha obbligato il mercato, applicando le leggi di mercato con un prezzo concorrenziale e servizi di altissima qualità, ad uniformarsi ad una logica in cui non si può sfruttare la rete senza apportare innovazione rendere i servizi gratuiti per i privati.


E cosa molto più importante non ha agito da monopolista.


Il modello di business di google spinge i concorrenti, agguerritissimi nel cercare di creare sistemi economici oligarchici o monopolistici, a innovare e lasciare la rete libera.


Pensare al futuro, dove delle norme permettano di non poter pubblicare contenuti come avviene in Cina o nei paesi con dittature è vera ignominia e viola i diritti fondamentali dell'uomo.


Dare accesso a internet, ha permesso di essere aggiornati in tempo reale sulla rivoluzione araba, su San Suu Kyi e il regime in Birmania, su ciò che succede negli altri Paesi del mondo ...


Avere internet, così come è adesso, libero permette di sentirsi Terrestri e non più solo italiani o europei. E' uno strumento che aggrega l'umanità


Pensare che un giorno i terrestri possano decidere le cose con parità di diritti per tutti attraverso la e-democracy riscalda il cuore...


Vincenzo Mazzotta

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Caro signor Passera,

stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l'Italia petrolizzata.

Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni '60 per aggiustare l'Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.

Invece qui sono pianti amari, perche' non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa.

Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso. Lei non e' stato eletto da nessuno e non puo' pensare di "risanare" l'Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo. Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall'Algeria, corridoio Sud dell'Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.

E la gente dove deve andare a vivere di grazia? Ci dica. Dove e cosa vuole bucare? Ci dica.

I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d'Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell'Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti?

Ci dica.

Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l'esplosione di tumori come all'Ilva per non farle fare certe cose, tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte?

Vorrei tanto sapere dove vive lei.

Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera, vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi, vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perche' la sua regione -quella che ci dara' questo 20% della produzione nazionale - e' la piu' povera d'Italia.

Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c'e'.

Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissa', amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere.

Lo so che e' facile far cassa sull'ambiente. I delfini e i fenicotteri non votano. Il cancro verra' domani, non oggi. I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l'Italia e' corrotta.

E' facile, lo so.

Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente. Non e' etico, non e' morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente, dopo averli lasciati in mutande perche' non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell'Italia.

E no, non e' possibile trivellare in rispetto dell'ambiente. Non e' successo mai. Da nessuna parte del mondo. Mai.

Ma non vede cosa succede a Taranto?

Che dopo 50 anni di industrializzazione selvaggia -all'italiana, senza protezione ambientale, senza controlli, senza multe, senza amore, senza l'idea di lasciare qualcosa di buono alla comunita' - la gente muore, i tumori sono alle stelle, la gente tira fuori piombo nelle urine?

E adesso noialtri dobbiamo pure pagare il ripristino ambientale?

E lei pensa che questo e' il futuro?

Dalla mia adorata California vorrei ridere, invece mi si aggrovigliano le budella.

Qui il limite trivelle e' di 160 km da riva, come ripetuto ad infinitum caro "giornalista" Luca Iezzi.

Ed e' dal 1969 che non ce le mettiamo piu' le trivelle in mare perche' non e' questo il futuro.

Qui il futuro si chiama high tech, biotech, nanotech, si chiamano Google, Facebook, Intel, Tesla, e una miriade di startup che tappezzano tutta la California.

Il futuro si chiama uno stato di 37 milioni di persone che produce il 20% della sua energia da fonti rinnovabili adesso, ogni giorno, e che gli incentivi non li taglia a beneficio delle lobby dei petrolieri.

Il futuro si chiamano programmi universitari per formare chi lavorera' nell'industria verde, si chiamano 220.000 posti di lavoro verde, si chiama programmi per rendere facile l'uso degli incentivi.

Ma non hanno figli questi?

E Clini, che razza di ministro dell'ambiente e'?

E gli italiani cosa faranno?

Non lo so.

So solo che occorre protestare, senza fine, ed esigere, esigere, ma esigere veramente e non su facebook che chiunque seguira' questo scandaloso personaggio e tutta la cricca che pensa che l'Italia sia una landa desolata si renda conto che queste sono le nostre vite e che le nostre vite sono sacre.

Maria Rita D'Orsogna Fisico, professore associato presso il dipartimento di matematica della California State University at Northridge Los Angeles

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Emilio Billi e Antonella Rubicco

Articolo su Tribuna novarese(aggiornato scusate era illegibile)

Nasce in italia "ronnie" un cluster di interconnessione ad alte performance ideato dalla brillante mente di Emilio Billi un ricercatore novarese che con la compagna Antonella Rubicco e altri 6 "folli" in un appartemento in affitto a Romentino generano soluzioni tecnologiche di altissimo profilo per multinazionali che sono i principali player del mercato tecnologico mondiale.


Negli stati uniti "ronnie" (che è il nome del progetto, ma anche il nome del loro fido cagnolino) è classificato tra le tecnologie di svolta quelle che potrebbero cambiare le sorti del futuro del'informatica e mentre un azienda che lavora per la difesa negli Stati Uniti ha comprato 4 prototipi ed e' disposta a rilevare l'intera azienda, in Italia si fa fatica a trovare qualcuno che creda nel progetto.


"ronnie" consente di abbattere il consumo energetico del 400% e di migliorare le performance del 30% assicurando alle aziende un risparmio notevole. "ronnie" è un gioiellino tecnologico che vale 1500 dollari il pezzo se prodotti in serie , mentre oggi un prototipo costa 300.000 euro.


Emilio Billi sostiene che questo potrebbe essere anche una svolta per il lavoro a Novara in quanto gli Stati Uniti apprezzano molto i lavori che vengono dal nostro paese, sopratutto per i bassi costi, basti pensare che un ingegnere italiano prende uno stipendio di 1/5 rispetto ad un americano. A gennaio Emilio Billi dovra' fare una scelta se aprire una societa' in America ed esportare il suo know-how oppure restare in Italia con tutte le difficolta' annesse, se in America sono disposti a finanziarci in Italia diventa difficile anche solo depositare il brevetto a proprie spese.


Noi vogliamo restare qui dice Billi, usateci siamo pronti a fare la nostra parte.


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Non vogliamo che, per Movimento 5 stelle, internet sia una piazza tutta per sé, distaccata dai cittadini e dal resto della politica. Ci rammarichiamo quindi di come l'uso di internet dell'Italia dei Valori assomigli a quello dei Promotori della libertà.

Per il Movimento 5 stelle la rete è un mezzo per riprendere il dialogo tra cittadini e politica e riavvicinare i cittadini alle istituzioni e le istituzioni ai cittadini. La politica è fatta di e per cittadini, non per i soli elettori.

Dal caso Marco Menu si capisce però che non tutti la pensano così.

Su Twitter l'Italia dei Valori ha bloccato un blogger - che si dichiara loro elettore - per aver fatto delle domande sulla presenza, alle ultime elezioni, di una riempilista (una certa Federica Gagliardi) che, dopo aver svolto il suo ruolo, si è poi dichiarata "da sempre berlusconiana".

Al di là dell'arrivismo politico dell'interessata e di quella che per alcuni è stata vista come eccessiva insistenza di Marco resta il fatto: l'utente @marcomenu resta bloccato da più di tre mesi da @idvstaff.

Rinnoviamo a Marco la nostra solidarietà (c'è un banner fatto apposta) e ci chiediamo:

A quando la pace con IdV?


Per approfondire la vicenda ecco qualche link:

1. La storia nelle parole del protagonista. (Sfogliate i post successivi)
2. Il blog endecasillabosciolto racconta il suicidio politico dell'Italia dei valori sui social network di Idv.
3. Marco Menu racconta su reset italia la sua vicenda. (Fate attenzione ai commenti!).
4. L'intervista via Twitter di @endecasillabo a @marcomenu. (Dove si scopre che resetitalia è marchiato IdV).
5. L'intervento di @Jovanz74 e del progetto #gilda35 che ha recentemente riscoperto il blocco di IdV a Marco Menu.

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In questi giorni le librerie sono piene di copie di Imperial Bedrooms, il nuovo romanzao di Bret Easton Ellis. Quello di cui vale la pena parlare è però Meno di zero, il libro del 1985 che ha lanciato Ellis e di cui Imperial Bedrooms riprende i protagonisti.

Il libro descrive ricchi giovani americani della MTV generation, la loro assenza di lavori e il loro ricco tirare a campare tra sesso facile, festini e cocaina. A leggere quel libro ora, dall'Italia, oltre a una strana ironia per le feste dei ben più anziani (e meno affascinanti) Papi, Giampy e Micciché:nasce un'altra domanda

Come fa l'Oceano Atlantico creare un baratro di 10-15 anni?

Da noi la MTV generation prende il sopravvento con Britney Spears, Backstreet Boys e altre amenità del plastic-pop. La nostra MTV generation non ha idea di cosa sia stato scontro VHS/Betamax.
Lo stesso straniamento dovuto a questo "ritardo da Oceano Atlantico" si prova leggendo i due articoli di Wired sulla morte del web (e pure alcuni commenti che son seguiti nella discussione). Per capire di cosa si parla l'articolo su Il post diretto da Luca Sofri è un ottimo punto di partenza. Altrimenti sul numero di Wired Italia di ottobre trovate le traduzioni.


La tesi dell'articolo di Chris Anderson, in breve, è che la rete sta cambiando e che il classico surf delle pagine web via broswer e Google sia progressivamente spazzato via dalle App, Twitter e Facebook. Michael Wolff invece fa un'analisi su internet come modello di business basato su banner e ads dove il ritardo oceanico si sente ancora di più.

Che ne pensa #m5s di tutto questo?

Il Movimento 5 stelle nasce in rete e questa discussione lo riguarda da vicino, almeno a livello teorico. Purtroppo, a livello pratico, almeno guardando il dato della penetrazione di Internet in Italia con un 51,7% c'è poco da stare tranquilli. Senza contare che il dato, diviso in fasce di età, diventa ancora più spaventoso come sanno i nipoti (e forse anche i figli) che provano a convincere nonni e genitori che internet non è il male. [Di solito l'operazione riesce se riuscite ad anticipare il contenuto di un giornale o tg con quello che avete letto tra google reader e Twitter].


Internet cambierà moltissimo tra 10 anni, bisogna iniziare a pensare al media internet come una struttura sociale: è questa la differenza dai media classici in cui invece c'è sempre stato un dominatore delle informazioni che le spammava nel vero senso della parola agli uditori o utenti.
Internet è un'applicazione pensata appositamente per essere il più versatile possibile; quella dal surfing al social network è solo una delle tanti fasi dell'evoluzione che si avranno di questo ecosistema.

Per il Movimento, quindi, chiunque inizi ad accedere alla rete in modo consapevole apprezzandone il suo potenziale, non importa se via browser, via cellulare o app contribuisce a far evolvere questo spazio. Anche se è solo per giocare su Facebook perché le notizie girano anche lì e perché è uno dei migliori luoghi per sperimentare problemi di privacy o per confrontare le notizie tra Fare Futuro e IlGiornale... basta si sviluppi l'abilità di critica e l'abitudine al confronto.
Insomma, prima di qualsiasi dichiarazione di morte del web come lo conosciamo (conoscevamo?), il nostro motto dev'essere - visto anche quello che succede in Cina

libera rete in qualsiasi Stato!


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