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MoVimento 5 Stelle

Programma


"Pavia, una nuova visione di città"

"Mentre me ne sto in disparte e osservo, trovo qualcosa di
molto commovente nello spettacolo di grandi masse
di uomini, che seguono la guida di quelli che negli uomini non credono"
(Walt Whitman)


La Lista Civica "Cittadini in Comune" è fuori dai partiti e dentro la città.
Come cittadini di Pavia abbiamo assistito in questi anni alla politica fallimentare condotta dai funzionari di partito in Consiglio Comunale. L'unica alternativa risiede nel coraggio dei cittadini di proporsi quali protagonisti del governo comunale entrando in Consiglio Comunale per porre sempre al centro dell'azione amministrativa la cittadinanza e non gli interessi delle segreterie dei partiti. Gli amministratori dovranno essere mossi da un interesse disinteressato, essere al servizio della città e rispondere delle proprie azioni a questa e alla propria coscienza. E' un'iniziativa di persone indipendenti dai partiti, dalle coalizioni e realtà che vi facciano riferimento, culturalmente e politicamente trasversale così come deve essere una vera lista civica.
Il Candidato Sindaco, Irene Campari, proveniente da una lunga esperienza di opposizione in Consiglio comunale a Pavia, ha messo al servizio di questa iniziativa l'intenso impegno in battaglie civili e politiche. "Cittadini in Comune" è una Lista Civica a 5 Stelle certificata dal Blog di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it). Le liste civiche a 5 stelle sono un'evoluzione naturale delle esperienze che si sono incontrate in questi anni grazie al blog di Beppe Grillo, e che grazie a quella rete hanno potuto condividere speranze, idee, conoscenze e progetti.

I valori e i principi a cui ci ispiriamo sono quelli della Costituzione repubblicana: dignità della persona, rispetto del pluralismo e delle regole della democrazia, garanzie per il lavoro e la sua qualità, pari opportunità di partecipazione all'amministrazione della Cosa pubblica, garanzia dei diritti fondamentali e di cittadinanza a tutti gli individui, legalità e tutela del Bene comune, avversione ad ogni forma di discriminazione, condivisione della conoscenza, libertà d'informazione ed espressione, laicità delle istituzioni pubbliche. I candidati che ne faranno parte provengono da diverse esperienze politiche, istituzionali e di volontariato; non avranno tessere di partito, non più di una legislatura alle spalle, né condanne penali per reati contro la pubblica amministrazione o l'interesse collettivo.

Politicamente i cittadini che supportano questa Lista civica si collocano oltre le tradizionali configurazioni partitiche di destra di centro e di sinistra, avendo come obiettivo la salvaguardia dei beni della collettività e la qualità del vivere civile, che inizia dalla trasparenza dell'azione amministrativa. Pavia deve lasciarsi alle spalle la mediocrità a cui è stata costretta da una classe politica incapace, inadeguata e consociativa che ha ormai perso di vista il destino della città a favore del proprio interesse particolare. Pavia ha bisogno come l'aria di un esecutivo e di un'opposizione autentici, che non confondano le acque della democrazia con il fango degli accordi trasversali e dei conflitti di interesse. A lungo è mancata una vera dialettica tra minoranza e maggioranza, tra visioni diverse del futuro di Pavia. L'Amministrazione comunale deve ritrovare autorevolezza e avviare alla pari il dialogo con le altre istituzioni e il territorio per riprogettare l'economia richiamando investimenti produttivi di qualità che abbiano ricadute reali sull'occupazione e il benessere collettivo, non siano devastanti per il paesaggio e per l'ambiente e contribuiscano ad indirizzare Pavia verso un destino felice.


Indice
Lista Civica 1
"Cittadini in Comune" 1
1 La città com'è 6
2 Una nuova visione di città e le proposte al suo servizio 11
3 LAVORO e IMPRENDITORIA 16
3.1 Tavolo permanente per il Lavoro. 16
3.2 Agenzia per lo Sviluppo. 16
3.3 Expo2015. 16
3.4 Microfinanza strutturale. 17
3.5 Sportello unico per le imprese. 17
3.6 Preincubazione e business plan competition 17
3.7 Centro antiusura. 17
3.8 Commissione antimafia. 18
3.9 Parco tecnologico. 18
3.10 Pavia Capitale Verde. 18
3.11 Informagiovani 18
4 AMBIENTE 19
4.1 Rifiuti zero. 19
4.2 Riduzione dell'inquinamento atmosferico. 20
4.3 Contrasto dell'inquinamento idrico 20
4.4 Impatto zero. 20
4.5 Acqua pubblica 20
4.6 Acqua Potabile Comunale 20
4.7 Efficienza idrica 20
4.8 Bonifiche dei suoli. 21
4.9 Ticino. 21
4.10 Aree verdi, parchi urbani. 21
4.11 Cintura verde. 21
4.12 Orti urbani 21
4.13 Il Navigliaccio 22
4.14 Spazi verdi condominiali 22
5 CULTURA e TURISMO 23
5.1 Pavia Città d'Arte. 23
5.2 Pavia Romanica, progetto UNESCO. 23
5.3 Castello 23
5.4 I Musei Civici di Pavia. 23
5.5 Turismo. 24
5.6 Museo della civiltà industriale 24
5.7 Museo della civiltà fluviale 24
5.8 Area congressuale 24
5.9 Luoghi e manifestazioni culturali. 24
5.10 Auditorium 25
5.11 I Cinema 25
5.12 Pavia città internazionale dei saperi. 25
5.13 Collège di Pavia al Broletto. 25
5.14 Pavia città di Pace. 26
5.15 Spazi per i Giovani. 26
5.16 Spettacoli. 26
6 SCUOLA E SPORT 27
6.1 Edilizia scolastica. 27
6.2 Servizi scolastici 27
6.3 Biblioteche scolastiche e di quartiere. 28
6.4 Sport. 28
6.5 Palestre 29
6.6 Riqualificare l'area di via Porta 29
6.7 Strutture per altri sport. 29
7 URBANISTICA e TERRITORIO 30
7.1 Tavolo per il Territorio 30
7.2 No all'autostrada Broni-Pavia-Mortara 30
7.3 Il Piano di Governo del Territorio (PGT) 31
7.4 Aree Dismesse 31
7.5 Servizi nei quartieri 31
7.6 Centro Storico 31
7.7 La Mostiola. 32
7.8 Spazi pubblici. 32
7.9 Idroscalo. 32
7.10 Il Borgo. 32
7.11 Ovest. 32
7.12 Vallone-Crosione. 33
7.13 San Pietro. 33
8 ENERGIA 34
8.1 Il "Piano di efficienza energetica comunale" (PEEC). 34
8.2 Energie rinnovabili. 34
8.3 No al nucleare. 34
9 MOBILITA' 35
9.1 Trasporti pubblici. 35
9.2 Mobilità pendolare. 35
9.3 Controllo del Traffico. 35
9.4 Trasporto privato. 36
9.5 Piano parcheggi. 36
9.6 A piedi, in bicicletta. 36
9.7 Progetto Piedibus. 37
9.8 Mobilità dei disabili. 37
9.9 Al lavoro con il pullmino. 37
10 COMMERCIO 38
10.1 Moratoria dei centri commerciali 38
10.2 Distretto urbano del Commercio 38
10.3 Sostegno al piccolo commercio 38
10.4 Progetto Filiera Corta. Riorganizzazione del mercato agroalimentare su base locale 38
10.5 Promuovere la crescita o l'insediarsi di imprese medio-piccole. 39
10.6 Promozione di una cultura alimentare rinnovata. 40
10.7 Il Consumo e la tutela dei consumatori. 40
11 PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 41
11.1 La partecipazione va sollecitata 41
11.2 Analisi statistica e comunicazione ai cittadini 41
11.3 Rete Wi-fi 41
11.4 Il tempo. 41
11.5 La politica. 42
11.6 Trasparenza. 42
11.7 Introduzione dell'audit nell'Amministrazione Pubblica. 42
11.8 Costi dei partiti 43
11.9 Rapporti con i dipendenti comunali. 43
12 SOLIDARIETA' e DIRITTI 44
12.1 Nuove povertà. 44
12.2 La Carta Europea dei diritti dell'uomo nella città 44
12.3 Casa. 44
12.4 Proposte accoglienza ed estensione dei diritti 45
12.5 Minori. 45
12.6 Salute. 46
12.7 Disabili 46
12.8 Richiedenti asilo. 46
12.9 Donne. 46
12.10 Ronde" sì!!! ....ma umanitarie.... 46
12.11 Difensore civico. 46
12.12 Campi. 47
12.13 Il principio di sussidiarietà. 47
13 SICUREZZA 48
13.1 Regolamento di Polizia urbana 48

1 La città com'è
"Lontano da te si svolge la storia mondiale, la storia mondiale, della tua anima"

A Pavia esistono due città.: una che si vede e si valuta, definita dall'ex Presidente della Repubblica Ciampi come insoddisfatta di sé e che non crede in se stessa, l'altra che non appare ma che conta e decide anche per la prima. Questa è quella dell'assuefazione e dell'arrendevolezza, dell'occultamento del bisogno, del pendolarismo, del benessere autentico, dell'apparente quiete, del perbenismo. La seconda ha una vita propria che scorre al di sotto o al di sopra dell'altra senza che questa se ne avveda. Pavia è così com'è poiché la città visibile è mantenuta a debita distanza da quella invisibile. A produrre distanza sono la politica, che si muove tra l'una e l'altra subendo l'attrazione forte per quest'ultima, la pessima mediazione politica tramite la quale "le eccellenze" hanno impostato il rapporto con la cittadinanza, gli scudi protettivi alzati dalle oligarchie trasversali agli schieramenti politici, l'informazione standardizzata, il vuoto di partecipazione sociale, il timore di veder legata Pavia a contesti nazionali e internazionali non per le eccellenze ma per il malcostume e la criminalità. Per habitus consolidato, anche quando spezzoni della società civile sanno, preferiscono omissione e rimozione, con danni profondi alla dimensione morale, sociale, culturale ed economica della città. Le stesse oligarchie non avrebbero potuto essere ciò che sono senza quest'implicito silenzio.

Pavia è parte di una "piattaforma logistica" che va dal piacentino, al sud milanese fino all'alessandrino. Occupa un mediocre 64° posto nella classifica della qualità della vita delle le città italiane. E' al 6° posto per depositi bancari e risparmio, è tra le prime città capoluogo per abusivismo edilizio e la prima per spesa in videogiochi e lotterie, la popolazione è in costante e lenta diminuzione, il suo invecchiamento ha portato al 34% di cittadini con età superiore ai 65 anni; per la qualità dell'edilizia scolastica Pavia è agli ultimi posti nelle classifiche nazionali, ha 12000 pensolari che ogni giorno si spostano a Milano. Dal 2004, quando è stato approvato il Piano regolatore generale dalla seconda Giunta Albergati, le direttrici di sviluppo sono state improduttive: edilizia residenziale, insediamenti di logistica, centri commerciali, trasformazione di suolo agricolo in edificato. Le agenzie immobiliari e di lavoro interinale hanno sostituito la piccola e grande imprenditoria produttiva e l'artigianato. I nuovi quartieri residenziali, a ville e villette a schiera (Ovest verso Torre d'Isola, Rione Maestà verso Albuzzano e Cura Carpignano), la cui espansione è continuata massicciamente con la Giunta Capitelli, sono pressoché privi di servizi, condizione che favorisce la domanda di centri commerciali di media dimensione che, come nel quartiere Ovest-Cravino, diventano gli unici luoghi intorno ai quali si crea il fantasma di una vita comune.

Le aree dismesse sono bloccate. Circa 600.000 metri quadri desolati, vuoti e inquinati. La chiusura delle grandi fabbriche non ha fatto posto a più attuali insediamenti produttivi, ma alla progettazione di aree residenziali. Tali sono i progetti presentati per ex Snia Viscosa, ex Necchi, ex Magazzini Cariplo, ex Arsenale, ex Area Landini, ex area Scotti, ed in parte per l'ex Neca. Il pendolarismo verso il milanese è una conseguenza tra le più evidenti della perdita del ruolo di Pavia come centro produttivo primario; è stata una perdita voluta per favorire l'espansione dei paesi limitrofi e il sud milanese, area alla quale siamo ormai, passivamente, assimilati. I costi delle bonifiche dei suoli, attualmente regolate da Leggi ad hoc, hanno rallentato molti dei progetti di recupero, sui quali il candidato Sindaco Irene Campari è intervenuta pubblicamente più volte portando all'attenzione della pubblica opinione un tema, come quello delle bonifiche e dei rifiuti tossici, altrimenti negletto. La mancanza nelle recenti amministrazioni comunali di una visione attiva, non subalterna, solida, progressista e partecipata del futuro di Pavia ha portato ad uno sviluppo bloccato e allo spreco di cospicue risorse umane e territoriali. La crisi economica attuale acuisce le conseguenze negative di quegli indirizzi politici con perdita di posti di lavoro, mancanza di prospettive, umiliante pochezza del ruolo delle istituzioni locali nel far pesare un ruolo diverso di Pavia presso istituzioni sovraterritoriali, regionali , nazionali ed europee. Ha così sprecato almeno due generazioni di giovani che avrebbero potuto fare di Pavia una città attrattiva per se stessi e per altri; un luogo in cui proporre le proprie idee ed esprimere la volontà di realizzarsi.

L'incuria e l'indifferenza delle amministrazioni civiche è anche una delle cause dell'inesistente cura dell'ambiente. Pavia è citata negli ultimi rapporti sulle Ecomafie, così come in Gomorra di Roberto Saviano. Il tema della gestione dei rifiuti non è mai stato affrontato in modo incisivo: a fronte di città omologhe che producono cifre vicine al 70% di differenziata, Pavia di fatto non arriva al 17%. L'Asm non ha condotto una politica adeguata ai tempi e alle necessità di tutela ambientale, preferendo concentrarsi sul passaggio alla holding Linea Group dei rami più remunerativi dell'azienda pubblica, il gas, e tralasciando di porre attenzione a quelle attività che avrebbero fatto di Pavia una città degna dell'Europa, quale la raccolta e smaltimento dei rifiuti. Ha preferito l'incenerimento dannoso alla riduzione pianificata dei rifiuti.

L'impatto zero, che dovrebbe essere uno dei requisiti da pretendere dalle aziende di recente e nuovo insediamento, è concetto mai entrato nei paradigmi delle amministrazioni comunali. Solo di recente, con l'approvazione delle Linee guida del Piano di Governo del Territorio, con l'approvazione di un emendamento del Consigliere Irene Campari, l'impatto zero è entrato in un documento ufficiale del Comune. Eppure Pavia rischia ogni anno il blocco del traffico per il superamento della soglia di nanoparticelle nell'aria. A fronte di questo, la giunta Capitelli, per completare il sistema territoriale pavese - voluto dalla Regione Lombardia nel 2001 - che si articola nel sistema residenze-logistiche-centri commerciali - ha approvato la mortifera realizzazione dell'autostrada Broni-Pavia-Mortara.

Il patrimonio monumentale storico è abbandonato a se stesso se non distrutto. L'Unesco ha escluso Pavia dal circuito dei percorsi Longobardi, pur essendo stata la loro Capitale, per l'incuria in cui versano le testimonianze e per non aver saputo imporre la memoria come valore. Le basiliche e abbazie periferiche sono soffocate tra parcheggi e svincoli di tangenziali. La facciata di San Michele si sta sfarinando. Gli orti della basilica di San Primo sono stati distrutti per realizzare un parcheggio sotterraneo monopiano e a nulla sono valsi gli interventi della Sovrintendenza non avendo trovato a quel livello nulla che potesse far bloccare il progetto. Non si sono trovate forme di tutela e di valorizzazione adeguate per il patrimonio romanico, pur rappresentando la miglior risorsa culturale, e non solo, per la città e in grado di attirare l'attenzione del mondo più sensibile. La memoria storica novecentesca è stata ferita dall'abbattimento, avvenuto nel 2007 su ordinanza del sindaco Capitelli, dell'edificio di archeologia industriale dell'ex Snia Viscosa, vincolato dal Piano Regolatore e, dopo gli interventi di Irene Campari e di alcuni cittadini, anche dalla Sovrintendenza ai monumenti della Regione Lombardia.

I palazzi e le residenze storiche anche di rappresentanza cittadina o sono state in parte cedute a terzi, come il Broletto, oppure sottoposte a progetti che sfuggono al controllo pubblico, come il complesso de La Mostiola in Via Porta. Per altre, come il monastero di Santa Chiara, in cui l'Amministrazione ha investito somme ingenti per trasformarlo in biblioteca cittadina e spazio espositivo, il riutilizzo è rallentato da arbitrati con le imprese appaltatrici.

Le proposte culturali sono indegne di una città di eccellenze accademiche. Rincorrendo la moda dei Festival culturali tematici, Pavia non ha saputo nemmeno gestire adeguatamente l'unico che ha organizzato: il Festival dei Saperi, che ci ha ingenerato all'esterno un alone di incapacità e affarismo dal quale occorreranno sforzi enormi di trasparenza e intelligenza per uscirne. Proposte dignitose quali il Festival del Paesaggio, hanno cozzato contro la realtà di una città che ha modificato in negativo il proprio paesaggio e la percezione che di esso ha chi vi vive. L'inautenticità di queste proposte creano un particolare clima di lontananza tra la cittadinanza - la potenziale fruitrice - e le amministrazioni organizzatrici, pronte a smentire con il loro operato la nobiltà delle idee proposte durante il festival.

La stessa lontananza si respira per il Festival dei Diritti. Pavia, che è stata città pilota per la solidarietà e la reciprocità, ha invece offerto recentemente al mondo, tramite l'agire dell'amministrazione comunale, uno spettacolo vergognoso quando ha abbandonato a se stessa la comunità Rom residente all'ex Snia, compresi circa 100 minori. La sicurezza è la legalità venivano sostituite con il frasario della paura percepita e della xenofobia, senza che si intervenisse con gli strumenti del diritto, i principi dell'accoglienza, della civiltà giuridica e il valore della dignità della persona, per sollevare quei cittadini europei da una condizione di extraterritorialità che alimentava comportamenti illegittimi e la conflittualità con il quartiere di san Pietro.

La casa è diventata un bene indisponibile per molte famiglie dal reddito precario e basso, pur vantando Pavia migliaia di unità abitative sfitte. La penuria di edilizia popolare stride con la percentuale di suolo occupato da residenze negli ultimi quattro anni. Pavia ha il 7% di edilizia convenzionata contro il 30% della media europea. La rendita fondiaria e il prezzo delle case fa sì che la popolazione sia distribuita nella città e nei quartieri rispetto al reddito e alle capacità economiche.

Il lavoro sicuro è dovuto al pubblico impiego, maggior settore occupazionale della città, o a quello pendolare verso Milano. I settori precari sono una percentuale influente, in particolare l'impiego in cooperative di servizi che prestano opera presso i centri di cura, gli istituti universitari, le cliniche, le banche e le scuole o le imprese del milanese. Spesso operano in regime di retribuzioni al minimo sindacale e il controllo sulla qualità dell'ambiente di lavoro e il rispetto dei diritti dei lavoratori è scarso se non inesistente.

L'imprenditoria giovanile è frustrata dalle difficoltà di intervenire sul mercato con idee e proposte mancando in città una reale concorrenzialità. La migrazione verso Milano è indirettamente incentivata da questo e dai caratteri peculiari dello sviluppo cittadino legato al poco creativo mattone. Le imprese innovative non sono allettate ad insediarsi a Pavia poiché le istituzioni non restituiscono la doverosa affidabilità e un contesto di supporto che possa garantire continuità. L'imprenditoria sana potrebbe essere disincentivata da un percepibile abbassamento della soglia di attenzione sull'infiltrazione di capitali provenienti da ambiti contigui alla criminalità organizzata. La presenza di quest'ultima è attestata dai rapporti delle Commissioni parlamentari antimafia e dalle testimonianze dei Pubblici ministeri in prima linea nella lotta alla criminalità mafiosa.

Il centro storico è ridotto a languente dormitorio. Definito dalle trascorse amministrazioni come "centro commerciale naturale" non ha saputo attrarre né visitatori né consumatori, dirottati i primi verso Città d'arte e gli altri verso i centri commerciali in altri comuni. La rendita fondiaria urbana altissima non permette l'accesso a gruppi sociali diversificati per reddito, cementando la presenza di una residenza elitaria ed esclusiva che favorisce azioni di disincentivazione della frequentazione del centro storico da parte di giovani e di una umanità variegata e vivace. La chiusura dei cinema storici in Corso Cavour accentua enormemente il vuoto di umanità autentica la cui presenza dovrebbe contraddistinguere sempre il quartiere simbolo della città. I giovani, in particolare, non hanno trovato risposte in città ai loro bisogni e sono fuggiti verso altri centri. Ma i giovani devono essere trattenuti in città, deve essere offerto qui quello che trovano a decine di chilometri di distanza, in luoghi raggiungibili solo con l'automobile e per questo pericolosi per le loro stesse vite.

A Pavia risiedono stabilmente 7000 giovani studenti su 25.000 iscritti alle Università. Non ci sono impianti sportivi degni di tal nome, né manifestazioni agonistiche all'altezza. Gli interventi del Comune si sono arenati nella desolatissima vicenda della piscina fantasma di Via Acerbi, la cui inesistenza è costata alla comunità 700.000 euro. Il Palazzetto dello Sport è conteso da manifestazioni di altro genere, non essendo altri spazi coperti altrettanto capienti. E' una città capoluogo che non ha strutture che nel Terzo Millennio hanno anche i borghi di provincia. Sono mancate in tal senso interazioni adeguate con l'Università e con gli organismi che sovrintendono le attività sportive. Il Quartiere Ovest-Cravino, a destinazione universitaria, è modificato a spizzichi e bocconi, senza un piano generale che dia senso ai frammenti e alle inserzioni. Per i pedoni e ciclisti, via Aselli è collegata a Via Abbiategrasso tramite un sovrappasso autostradale. Le piste ciclabili si interrompono presso rotonde senza senso. Alcune strade come via Marangoni sono addirittura senza sbocco. E mentre la provvisorietà regna, l'amministrazione prevede una strada a veloce scorrimento dalla tangenziale a Via Aselli-area ex Neca che corre accanto a tre scuole (Martinelli, Maestri e Sante Zennaro). Eppure lo sviluppo di quest'area prevede anche l'avviamento delle attività della Fondazione Cnao che porterà a Pavia pazienti da tutta Europa. Al quartiere Mirabello invece si ragiona in grande e un ponte d'utilità diventa una grande opera senza logica.

La viabilità è stata lasciata per anni nelle mani di assessori incompetenti i quali allungavano le piste ciclabili secondo la lunghezza prevista per il loro mandato. I mozziconi esistenti sono infatti in una condizione di pericolosità per l'utenza tale per cui è scoraggiato l'uso per i bambini. Il traffico automobilistico verso il centro invece di essere ri-diretto verso i parcheggi a corona del centro, viene spostato verso i parcheggi a pagamento del centro o limitrofi al centro. Esistono poi zone che non ne hanno affatto, lasciando all'utente la scelta tra il divieto di sosta e null'altro, come per Via Riviera, san Pietro o Mirabello. Il trasporto pubblico urbano non ha mezzi adeguati allo scorrimento in centro storico, né un'organizzazione opportuna per una cittadinanza che è tra le prime in Italia per uso del mezzo pubblico. Basti osservare gli autobus nelle ore di ingresso e uscita dalle scuole. Nelle ore notturne, i cittadini non sono confortati né dal servizio dei mezzi pubblici, né dei taxi privati.

La qualità delle relazioni umane e sociali è infelice. Le amministrazioni passate non hanno prodotto uan cultura sociale adeguata, tramite iniziative che incoraggiassero la socialità generazione e intergenerazionale di qualità. Le imposizioni di ordinanze e di regolamenti di polizia urbana totalmente e immotivatamente repressivi, stanno producendo un isolamento sociale dei gruppi che più avrebbero bisogno di esprimersi e di trovare un riconoscimento della loro presenza e dimensione. L'individualismo perbenista è l'atteggiamento che più pare essere sollecitato, con grave danno per i caratteri profondamente umani che devono comunque essere riconosciuti come parte integrante di una comunità di cittadini.

Non è una città per giovani né per anziani, né certamente per lavoratori. E' diventata, ma fortunatamente non in modo irreversibile, una città in cui potrebbero aver la meglio l'indifferenza e l'ignavia sociali o forme di individualismo asfittico ben delineate nella definizione di "poltiglia di massa" attribuita dal Censis alla società italiana.

Pavia è città globalizzata. Dovrebbe esserlo in virtù della presenza di centri di ricerca e di formazione internazionali e dei comportamenti cosmopoliti conseguenti, invece lo è piuttosto per i capitali che vi vengono investiti da holding internazionali per ottenere proprietà immobiliari. Tuttavia sono capitali dietro ai quali stanno entità lontane dalla città e che non la amano. I profitti reali e potenziali generati dalla compravendita di unità immobiliari e dal cambiamento di destinazione d'uso, sfuggono al controllo locale e spesso non ne rimane traccia in città. Rimane invece il vuoto lasciato da speculazioni - come quella sul Carrefour con 75 milioni di euro guadagnati una settimana dopo l'inaugurazione con la vendita della Galleria commerciale - di cui i cittadini spesso non sono stati informati, e le richieste avanzate all'amministrazione di soddisfare esigenze di guadagni privati, senza che questa si ponesse il problema della congruità con l'interesse pubblico. O la piscina della Cascina Scova, per la quale per sanare più di un abusivismo edilizio, l'amministrazione ha concesso l'uso pubblico degli impianti natatori a 12 cittadini "comuni" dalle ore 12 alle 14.

L'Asm ha debiti dovuti a una gestione scriteriata e richiederebbe un immediato commissariamento. Oltre agli abissali problemi di gestione politica, la municipalizzata non ha saputo interpretare il cambiamento di ruolo del cittadino diventato consumatore. Ponendo al centro delle esistenze il consumo di beni, il ruolo di Asm doveva diventare cruciale nell'indirizzare più adeguate politiche dei rifiuti, domestici e industriali e l'uso dell'acqua. Non ha saputo e voluto diventare l'ente di sollecitazione della consapevolezza collettiva verso il valore dei beni comuni ambientali. Ha prodotto sforzi aggregativi partecipando a Linea Group Holding presentando l'operazione come vantaggiosa per l'utente finale, quando invece i costi del gas (ramo conferito alla holding) sono aumentati ingiustificatamente. Ha presentato un Nuovo Piano Industriale 2008-12 che prevede tra le righe il conferimento a terzi privati dei servizi di erogazione dell'acqua e dell'igiene urbana e il licenziamento di personale. L'unica visione strategica è la privatizzazione dei servizi. Non ha saputo nemmeno coordinarsi con altri strumenti di programmazione quali il Piano di governo del territorio e il Piano energetico cittadino.

L'amministrazione Capitelli ha fatto del Comune un luogo ottuso, chiuso verso l'esterno ed estraneo ai cittadini. L'informazione autentica sui progetti e le decisioni era resa in un modo o in un altro indisponibile. Il Consiglio comunale era diventato luogo di ratificazione di decisioni già prese altrove e svuotato di autorevolezza. Questo ha prodotto lontananza tra i cittadini e l'amministrazione, tra i cittadini e la politica locale, procurando anche un senso di impotenza nella cittadinanza annichilita di fronte al disinteresse dimostratole.

La Giunta in rosa, com'era stata definita, ha prodotto la più frustrante politica di genere degli ultimi anni. Non solo non sono state incentivate fattive politiche di genere, ma sono stati anche ridotti i fondi a quelle associazioni che sul territorio operavano e operano realmente. Il Piano dei Tempi e degli Orari che avrebbe dovuto essere il fiore all'occhiello di questa parte del programma amministrativo si è ridotto ad un documento ponderoso e caro senza alcun riscontro concreto nella vita delle cittadine.

La politica è diventato l'aspetto della vita pubblica in cui la finzione e la propaganda la fanno da regine; in cui la manipolazione del linguaggio e l'ipocrisia tolgono qualsiasi possibilità di confronto autentico con i cittadini e i loro bisogni. I partiti, altrettanto chiusi in se stessi come l'amministrazione che dirigevano, hanno scambiato l'amministrazione come il luogo in cui poter costruire carriere personali o adeguare i bilanci familiari al costo della vita. Non il più competente e onesto negli intenti viene riconosciuto e incoraggiato, ma colui/colei che tace e si fa complice della finzione, pur di fronte a decisioni insostenibili e a pratiche sorrette da logiche inaccettabili di scambio.
La legalità dell'amministrazione diventa così un fattore opinabile e interpretabile, invece di essere il principio senza il quale non si dà interesse pubblico e tutela dei diritti dei cittadini.

2 Una nuova visione di città e le proposte al suo servizio
"Facci essere umani" (L. Wittgenstein)

Una città è un bene comune, pubblico, ma non può dirsi tale se i suoi cittadini sono considerati consumatori da centro commerciale di periferia, condotti ad essere tali da amministratori che hanno perso di vista il significato del proprio ruolo. Pavia deve ritornare ad essere una città progressista, illuminata e in evoluzione attiva e per tutti, in cui ci sia lavoro e le risorse finanziarie siano rimesse in circolo, trasformandole in risorse produttive che abbiano anche a cuore il futuro del pianeta. Una città in cui le speranze ritornino ad essere concrete immagini del futuro e i cittadini possano svolgere appieno e con appagamento l'intero arco della loro esistenza, aiutati anche da una rete di sostegno sociale che faccia sempre argine all'insicurezza sociale ed economica. Occorre però che si rigeneri anche il senso di comunità e ritrovino senso le relazioni umane e sociali, e la sensazione che con queste possa darsi anche una vivibilità serena. Le relazioni sociali - che incidono pesantemente sulla qualità della vita - devono recuperare il senso perduto in anni spesi a trovare motivi per dubitare del prossimo e averne paura.

Le due città, quella reale e quella che decide, si devono incontrare alla luce del sole a vantaggio della quotidianità di chi vive di stipendi normali, che non può decidere nulla, che osserva i prezzi al supermercato, che fa la fila alla posta per prendere la pensione, che non va alle inaugurazioni del Festival dei Saperi tanto le sedie sono tutte occupate dalle autorità, che fa i conti per pagare i buoni mensa ai figli, che respira Co2, che non ha più consultori, che non ha merce da vendere.

L'amministrazione deve ritrovare l'autorevolezza necessaria a porsi di fronte ai poteri cittadini alla pari e senza complessi di inferiorità, consapevole di essere l'unica istituzione che rappresenta in ogni momento tutta la collettività e i suoi interessi. Se le due città ritorneranno a confrontarsi sarà perché l'amministrazione avrà deciso, come deve, di riassumere su di sé tutte le prerogative del suo ruolo. Policlinico San Matteo, Università e Centri di Ricerca sono aspetti rilevantissimi della struttura economica, sociale e occupazionale pavese, come lo sono altre realtà solo apparentemente frammentarie: la rete delle piccole imprese, per esempio, o le scuole e i loro operatori. L'amministrazione deve considerare tutte queste realtà ponendosi nei loro confronti senza subalternità o discriminando. Il dialogo e l'interazione con quelle realtà possono infatti essere foriere di sviluppi che da ormai troppo tempo la città si vede preclusa da rapporti spesso esclusivi ed escludenti con poteri consolidati.

Si deve agire con consapevolezza; sapere in ogni momento che ciò che si decide qui avrà ripercussioni in altre parti del mondo. Sta a noi e alla nostra coscienza produrre con le nostre scelte (economiche, educative e ambientali) ripercussioni positive. Occorre crescere e sollecitare spiriti radicati nel locale ma che siano anche portatori di una visione cosmopolita dell'esistenza: Questo binomio può produrre i frutti migliori per le nuove generazioni restituendo loro un respiro ampio reso asmatico da un ciarpame culturale e provinciale che li inonda quotidianamente. Consapevolezza delle proprie identità locali e delle proprie radici unite al cosmopolitismo possono produrre la necessaria empatia per guardare onestamente se stessi riconoscendo il proprio ruolo nel mondo e quello del mondo nei nostri vissuti e nella nostra città.

Il lavoro deve trovare ritrovare riferimenti solidi e istituzionali per svolgersi in una cornice di diritti che erano acquisiti e non lo sono più. Le forme di tutela dei lavoratori locali o immigrati e della qualità del lavoro non possono essere estranee ad una pubblica amministrazione, la quale deve avere sempre il polso di ciò che accade nei diversi settori occupazionali nel suo territorio.

Deve essere recuperato il nesso tra i termini città, comunità e spazi pubblici che esprime l'essenza stessa della civiltà urbana. E' su questi tre termini che un'amministrazione deve lavorare. Le cause della crisi attuale della città stanno nella decadenza progressiva di città, comunità e spazi pubblici, crisi che comincia con la riduzione della comunità ad aggregazione di individui, prosegue con l'erosione e il decadimento degli spazi pubblici, e potrebbe concludersi con la morte della città. La ricchezza, il senso, i problemi della civiltà urbana si comprendono solo se si considera in un programma come quello che stiamo presentando i tre elementi: città come realtà fisica, come società, come governo. Nella città della tradizione europea sono sempre stati importanti gli spazi pubblici: i luoghi nei quali stare insieme, commerciare, celebrare insieme i riti religiosi, svolgere attività comuni e utilizzare servizi comuni. Questa dimensione delle piazze e degli spazi pubblici deve essere recuperata e insieme ad essa la nostra volontà di viverli insieme. L'allontanamento dalla città di funzioni sociali come i cinema, le discoteche, i locali immiserisce la ricchezza sociale della città e quindi anche la nostra dimensione umana. Le piazze devono tornare ad essere luoghi simbolici con edifici simbolici per la cittadinanza. Oltre a spazi per il consumo comune devono recuperare il loro significato originario: riconoscersi in quei luoghi come parti attive di una cittadinanza che ha scelto di condividere i luoghi e rispettarli insieme. Con questo, anche tutta la città diventa struttura comune, collettiva, pubblica. Alle piazze reali, caratterizzate dall'essere luoghi aperti a tutti, disponibili a tutte le ore, e per diverse attività (passeggio, incontro, gioco, ecc.), luoghi inseriti senza discontinuità negli spazi della vita quotidiana, si sono sostituite le piazze finte e al neon dei centri commerciali e degli outlet. Il cittadino si riduce a cliente, il portatore di diritti si riduce a portatore di carta di credito. Per un'amministrazione comunale il cittadino non può essere ridotto ad altro che a cittadino, se lo riduce a qualcos'altro vuol dire che non sta facendo l'interesse dei cittadini ma di qualcun altro.

Gli spazi residenziali esclusivi per gruppi sociali sono suscettibili di produrre discriminazioni e conflitti. Una comunità cresce all'unisono se c'è contatto spaziale, se c'è condivisione del territorio abitato, se il ricco e il meno ricco abitano vicini. Pavia non deve essere città di ghetti e nemmeno di quartieri in cui il degrado sia imputabile al basso reddito degli abitanti. L'edilizia convenzionata e popolare deve trovare posto ovunque, e non in aree appositamente individuate per aumentare la distanza di questa popolazione con quella che vive nei quartieri tipicamente residenziali.

I beni comuni devono essere tutelati e rispettati, in primo luogo acqua, aria e ambiente in genere. L'ambiente è uno dei principali. E' il fattore che concorre a decidere - indistintamente - della nostra salute, della qualità e della durata della nostra vita. Tuttavia non bastano più i programmi di educazione ambientale, occorre mettere in pratica ciò che si è imparato e che in altre realtà conoscono ancora meglio. Pavia deve essere una città ad impronta ecologista forte e decisa, senza tentennamenti. Un'impronta che vada da un consumo consapevole, a una mobilità alternativa all'automobile, dall'impatto zero per le aziende, all'obiettivo dei "rifiuti zero" passando per una raccolta differenziata vera, fino ad arrivare alla produzione di energie da fonti rinnovabili e al contemporaneo risparmio energetico.

Da "piattaforma logistica", Pavia dovrà trovare un'identità di "piattaforma di ricerca e formativa" dove la sapienza sia posta a presupposto dei saperi tecnici e specializzati. Le relazioni di Pavia con le diverse realtà territoriali (provinciale, regionale, nazionale, europea e globale) devono svolgersi seguendo criteri di autonomia e qualità per le decisioni che la riguardano. I rapporti con la provincia devono essere bilanciati sulla consapevolezza che non esistono limiti amministrativi allo sviluppo e che quindi ciò che viene insediato in modo devastante in un comune limitrofo, inciderà per certi aspetti in modo negativo anche sulla città. I rapporti regionali devono essere recuperati sulla base di un principio di non sudditanza all'area metropolitana milanese. Quelli interregionali, in particolare verso il lodigiano, il piacentino e l'alessandrino devono evitare che a Pavia sia destinato il ruolo di magazziniere e sito di stoccaggio di merci e per questo sarà cruciale non dar corso al progetto dell'autostrada Broni-Pavia-Mortara. Le relazioni europee dovranno essere rafforzate al fine di creare una rete di città verdi e cittadinanze consapevoli a livello continentale, in cui la buona amministrazione civica possa confrontarsi con altre buone amministrazioni e prendere a modello il meglio prodotto dal vecchio continente.

La nuova amministrazione dovrà avviare il Piano di Governo del Territorio e quello dei Servizi; riorganizzare il Quartiere Ovest e la ricettività in vista dell'apertura del Cnao che richiamerà migliaia di pazienti; proporre un Piano industriale di Asm cruciale per acqua e igiene urbana, sottoposti al rischio di privatizzazioni incontrollabili; risanamento delle aree dismesse con nuove contrattazioni con le proprietà impostando definitivamente una cultura della legalità per le bonifiche; gestire i finanziamenti dell'Expo2015 il cui tema è "Nutrire il pianeta" improntandovi nuove politiche energetiche cittadine piuttosto che asfissianti infrastrutture; ridare vigore alla Cultura recuperando visibilità per i beni storico-artistici, evitando l'estrema commercializzazione, usando la cultura per valutare la preziosità del suolo interrompendone il consumo residenziale. Da come si affronteranno quei temi si deciderà della quota di risorse da destinare alla rete di protezione sociale da ricostruire ex novo, per i radicati e per chi accoglieremo.

Le proposte dell'Amministrazione dovranno inoltre essere culturalmente ed eticamente coerenti: la pianificazione urbana, gli interventi sul paesaggio dovranno trovare corrispondenza diretta con i principi culturali di responsabilità verso il bene comune. L'autenticità dell'azione politica e amministrativa dovrà trovare riscontri nel pensiero intellettuale di qualità e onesto e nei bisogni più sentiti dalla popolazione.

I comportamenti e le scelte delle istituzioni devono essere guidati dal rispetto dei diritti di cittadinanza, senso di equità, tolleranza e giustizia sociali; sono anche i valori in cui la città potrà indistintamente riconoscersi. La dignità della persona, l'educazione dei minori, l'istruzione permanente e la scuola, l'accesso ai beni culturali, il lavoro svolto in sicurezza, evitare di solitudini esistenziali, l'attenzione per i vissuti che declinano verso le depressioni, il riconoscimento della tristezza negli occhi del prossimo sono fondamentali statuti etici che un'amministrazione degna di tal nome deve sempre aver ben presenti. Quegli statuti impongono ad un amministratore civico di non dimenticarsi mai l'umanità; un amministratore non è un burocrate. Ogni scelta che fa ha ricadute su destini individuali.

Le pari opportunità di accesso alla conoscenza per tutti i giovani cittadini e quelli di recente immigrazione devono essere un criterio dell'amministrazione per gestire le politiche dell'istruzione e della cultura. In un mondo sempre più diviso tra chi ha moltissimo e chi non ha, in cui le ingiustizie sociali e i divari di reddito si accentuano in modo sempre più sensibile, l'equità sociale e le disuguaglianze si affrontano tramite la garanzia dei diritti economici e sociali fondamentali e anche tramite la garanzia di avere per ciascuno pari opportunità di conoscere e sapere. Questa rimane una delle poche condizioni che salvaguardano la condizione del cittadino così come l'abbiamo ereditata dal passato più nobile della tradizione europea. Pavia ha tutti i prerequisiti per perpetrare questa migliore tradizione. E' però dal Comune che occorre ripartire per rifondare le basi etiche della politica intesa come gestione dei beni comuni tramite valori condivisi che non implichino però privilegi per chi già ne gode per status sociale ed economico. Pavia sta conoscendo, come molte altre realtà, da qualche anno l'incremento del numero di cittadini che hanno subito un impoverimento trovandosi nelle fasce delle nuove povertà. Una città che riconosca esplicitamente i diritti di cittadinanza , sociali ed economici deve farsi carico delle antiche e nuove povertà. Che sono ora anche povertà da lavoro precario, in nero, o sottopagato rispetto al costo della vita.

La bellezza è anche etica e suscita comportamenti etici. Una città trascurata negli aspetti esteriori, nelle forme degli edifici, nei colori, nell'incuria delle siepi e del verde, può solo lamentarsi dei muri sfregiati dai graffiti, ma non potrà imputare agli autori di essere stati i primi a dare il cattivo esempio. Se le autorità civiche dimostrano di aver cura e di saper curare, i comportamenti negativi non avranno giustificazione alcuna. Una città che voglia accogliere degnamente i suoi ammiratori deve innanzitutto sapersi e volersi ammirare.

In questi anni di perdita di senso sociale e di omologazione dei comportamenti, il rispetto della memoria storica e il suo recupero diventano cruciali. Un'amministrazione deve dimostrare di aver fatto della memoria storica della città un proprio patrimonio di valore; da ciò ne deve derivare il rispetto per i luoghi, le ricorrenze che hanno articolato la nascita della democrazia, la salvaguardia dei manufatti del lavoro agricolo, industriale e cooperativo.

Il Consiglio comunale deve riacquistare autorevolezza e ritornare alla pienezza del ruolo di organo di controllo e indirizzo politico per la Giunta esecutiva e le attività dell'amministrazione. Deve essere il luogo in cui si confrontano diverse visioni della città e del suo futuro. Solo da un confronto aperto, leale e palese scaturiscono progetti degni di una città dalla tradizione millenaria. Per riottenere ciò i ruoli tra maggioranza e minoranza devono essere chiari, netti e marcati. Dell'opposizione politica ha diritto la cittadinanza ed è un dovere della democrazia. Le trasversalità, le desistenze e i consociativismi danneggiano la sostanza della democrazia e anche al destino di tutta la città. Un'amministrazione che non si senta sotto la lente di controllo e di verifica pubblici dell'opposizione non si sentirà spronata a far bene, produrrà conflitti di interesse che vanno a detrimento delle buone proposte e dell'onesta amministrazione. La trasparenza nella gestione della Cosa pubblica è un valore e un impegno che deve essere preso di fronte ai cittadini. Tutte le attività e gli atti della pubblica amministrazione devono essere accessibili e comunicabili ai cittadini. Le sedute del Consiglio comunale devono essere riprese interamente ed essere disponibili dopo poche ore sul web. Gli atti delle Commissioni consiliari devono essere pubblicizzati sul sito del Comune. Deve essere dedicato un ufficio apposito affinché la trasparenza sia leggibile dalle modalità in cui l'Amministrazione si pone. I cittadini devono conoscere gli amministratori che governano la città, i loro incarichi e l'entità patrimoniale.

Il rapporto con le altre istituzioni cittadine deve essere improntato al rispetto delle rispettive competenze e ruoli. Un Sindaco è un sindaco; il suo ruolo è civile, confondersi con ruoli che sconfinano in quelli tipici dei tutori dell'ordine pubblico crea non solo conflitti e confusione istituzionali ma anche insicurezza nei cittadini i quali trovano invece conforto e senso di solidità se ciascuno fa ciò che gli/le compete con saggezza, senso del limite e della misura.

Una buona amministrazione civica deve sapere in ogni momento che sarà giudicata in pubblico per le sue scelte da persone indipendenti e libere. Non deve essere più il momento dell'asservimento di interi settori cittadini ai favori piccoli e grandi che la politica sa elargire nei momenti di debolezza per ottenerne un facile consenso. Le Amministrazioni degli ultimi anni si sono poste di fronte ai forti con spirito subalterno e complesso di inferiorità, riconoscendo quelli come referenti. La cittadinanza non ha più trovato la dovuta rappresentanza e ascolto nell'istituzione civica. Le amministrazioni deboli sono il miglior strumento in mano ai potenti per fare affari con esse.
Pavia deve ritornare ad essere una città in cui i conflitti a tutti i livelli possano trovare luoghi in cui dirimersi pacificamente e in modo non violento. Viviamo un'epoca di assenza di mediazioni sociali e pubbliche, assenza che ingenera insicurezza e disorientamento in chi si sente lasciato solo a vivere situazioni conflittuali e in chi ha vissuto ingiustizie o vuole ottenere ascolto e non ce la fa. Il Comune deve essere il luogo in cui il cittadino o gruppi di cittadini possano trovare ascolto ed essere aiutati ad affrontare tensioni e conflitti, questo nell'interesse del singolo cittadino e della comunità. La politica e i politici devono essere laddove un conflitto sociale possa ingenerarsi, devono essere presenti e spendere le parole necessarie affinché i conflitti non degenerino e non si protraggono senza soluzione di continuità.

La sicurezza e il suo grado di percezione devono essere corroborati dalla cultura diffusa dei diritti. Garantire istruzione, lavoro, dignità a coloro che vivono in situazioni molto disagiate e di alienazione ed estraneità sociali è il miglior viatico per ricostruire un contesto di socialità e di rispetto. L'amministrazione ha il compito morale di non alimentare la paura percepita per strumentalizzarla a fini politici. Deve interagire con le istituzioni di pubblica sicurezza, acquisendo la conoscenza che del territorio hanno, lasciando a queste il compito di gestire l'ordine pubblico e arrogandosi quello di gestire culturalmente e socialmente il disagio.

Pavia dovrà essere la città in cui il piccolo risparmiatore e il consumatore siano tutelati. Il "capitalismo di rapina" che ha caratterizzato di ultimi anni della storia del nostro Paese facendoci finire nelle classifiche mondiali per corruzione (dati da Transparency international), per conflitti di interesse (l'80% delle società pubbliche e private fanno sedere nei loro consigli di amministrazione le stesse persone -secondo i dati dell'Authority per la concorrenza) deve trovare argine nella coscienza civica dei cittadini e anche nelle associazioni che da anni e con impegno si occupano della tutela dei piccoli risparmiatori e dei consumatori. Siamo alla fine tutti piccoli risparmiatori (o aspiriamo ad esserlo) e siamo proprio tutti consumatori. Spesso inermi di fronte alla voracità di coloro che vogliono trar profitto dai nostri risparmi o dal desiderio di accedere ai beni di consumo. Essere consapevoli tuttavia vuol dire essere informati. Pavia dovrà essere una città in cui il piccolo risparmiatore e il consumatore non si sentano soli, soprattutto in un periodo di crisi come l'attuale.

Il Comune deve essere una Casa di vetro con i vetri sempre puliti. La legalità è un valore imprescindibile. La pubblica amministrazione deve muoversi nell'ambito della legalità; nessun alibi può essere lasciato a pratiche che giustificano pratiche illegali e illegittime con interessi di partito o di consorterie. Nessun cittadino dovrà più sentirsi figlio di un Dio minore poiché escluso dai contesti di potere politico e istituzionale e quindi soggetto a Leggi che altri possono eludere, per status e privilegi. L'Amministrazione è il luogo civico in cui si dimostra che il cittadino è eguale tra eguali di fronte alla legge e alla democrazia repubblicana. E' anche il luogo di lavoro in cui gli operatori non si debbano sentire oppressi o emarginati perché portatori del valore della legalità. Questi sono stati sentimenti e stati d'animo che si debbono lasciare al passato, rappresentando una sconfitta dello stato di diritto e di legalità. Il cittadino o il lavoratore pubblico devono sentirsi tutelati nelle loro azioni di verifica e imposizione della legalità amministrativa.

Le Liste Civiche a 5 stelle non sono un partito, ma una rete di realtà locali che si coordinano a livello nazionale attraverso il blog di Beppe Grillo. Attraverso la rete, le Liste Civiche a 5 stelle si scambiano idee, conoscenze, progetti concreti e sono in contatti con le realtà amministrative locali italiane ed internazionali per riuscire a cambiare dal basso le pratiche quotidiane e costruire, a partire dalla propria città, un mondo più responsabile ed equo.
Le 5 stelle corrispondono a 5 aree specifiche: Ambiente, Sviluppo, Energia, Acqua e Trasporti.
Questi cinque fondamentali temi sono declinati nel programma e contestualizzati nella realtà locale, armonizzati con le proposte particolari e generali che andiamo ad illustrare.




3 LAVORO e IMPRENDITORIA

"Pavia per la qualità del lavoro, della formazione e la leale concorrenza di mercato".
La qualità del lavoro genera altro lavoro, sicurezza e salvaguardia del territorio.

Due sono gli impegni: immediato, per affrontare la profonda crisi contingente e a medio termine per ricreare un sistema produttivo non invasivo per il territorio, stabile e radicato.

3.1 Tavolo permanente per il Lavoro.
Il primo indirizzo richiede la costituzione di un Tavolo permanente con Amministrazione civica, imprenditori, rappresentanti di categoria, sindacati e altre amministrazioni pubbliche per individuare settori in cui sia possibile, tramite iniziative mirate, occupare lavoratori rimasti in mobilità o a rischio occupazionale, e arrivare ad una maggior tutela dei lavoratori che operano in contesti di precariato fuori controllo. Il Tavolo avrà facoltà di controllare la reale qualità e garanzie del rispetto dei diritti dei lavoratori per quelle realtà che operano in contesti pubblici o che accedono agli appalti della pubblica amministrazione.

3.2 Agenzia per lo Sviluppo.
Pavia deve dotarsi di una nuova Agenzia dello Sviluppo che sia all'altezza delle sue potenzialità.
Tale Agenzia avrà come obiettivi:
-il sostegno alla creazione di impresa, con particolare riguardo all'imprenditoria giovanile e ad alcuni settori strategici per Pavia,
-il trasferimento di know-how tecnologico ad alto contenuto innovativo e con particolare riguardo alla compatibilità ambientale;
-la promozione di strumenti di microfinanza;
-la promozione della responsabilità sociale d'impresa;
iniziative volte all'aggiornamento e alla riqualificazioni del lavoratori attraverso dei programmi di formazione permanente;
- individuerà e aiuterà a sviluppare le attività accessibili ai disoccupati.
Inoltre, essa garantirà uno sportello informativo con specifico riguardo sia alle normative comunitarie sull'impresa, (disciplina della concorrenza, ma anche diritti dei lavoratori europei migranti, diritto di stabilimento e libera prestazione dei servizi, ecc.), sia in relazione ai bandi europei di finanziamento relativi all'innovazione tecnologica ed altri settori ritenuti strategici (7FP).
Al fine di supportare in maniera immediata, concreta e sostenibile l'imprenditoria migrante, freelance e giovanile, l'Agenzia offrirà anche la possibilità di "co-working", mettendo a disposizione spazi di lavoro (scrivanie, sala riunioni, area relax) con postazione internet wi-fi, così creando luoghi di condivisione e di scambio dei saperi.

3.3 Expo2015.
Occorre sfruttare appieno i settori culturali e della conoscenza, ecologici, ambientali ed energetici sui quali si dovranno articolare le proposte locali per l'Expo2015 il cui tema è "Nutrire il pianeta: per una nuova energia". L'Amministrazione dovrà farsi garante della gestione trasparente ed equa dei finanziamenti e della legalità e sicurezza del lavoro. L'Esposizione universale dovrà essere un'occasione per attivare la migliore intraprendenza giovanile, tramite una reale e corretta concorrenza tra le realtà locali, anche tramite concorsi pubblici. In particolare il tema dell'Expo2015 dovrà essere rispettato e le proposte operative aderire alle necessità di un diverso modo di produrre e consumare. Questo programma dovrà essere condotto con forza dall'amministrazione pubblica poiché i finanziamenti per l'Expo2015 verranno tendenzialmente dirottati in provincia, lasciando in città solo briciole. Essendo Pavia sede del Comitato scientifico dell'Expo2015 proponiamo che tutti i progetti presentati per l'Esposizione universale trovino collocazione permanente a Pavia, in uno spazio espositivo creato ad hoc in una delle aree dismesse limitrofe ai terminali ferroviari e stradali esterni. Il ruolo centrale di Pavia deve essere rimarcato proprio quando poteri regionali hanno deciso che Pavia dovrà avere una collocazione del tutto marginale rispetto alla provincia ed essenzialmente di servizio e non propositivo.

3.4 Microfinanza strutturale.
Per incentivare l'intraprendenza giovanile e mantenere quella esistente è cruciale sollecitare programmi stabili con strutture radicate e solide di microfinanza territoriale, tramite Banche etiche e la sollecitazione del sistema del credito esistente. Il prestito finanziario deve diventare un riferimento certo per tutti coloro che vogliono realizzare le proprie capacità e offrire le proprie competenze al mercato. Il microcredito non va confuso con assistenzialismo solidaristico essendo piuttosto uno strumento finanziario diretto per il rafforzamento di una struttura economica. In questo senso il microcredito attiene agli assessorati comunali al Lavoro e alle Attività produttive. In questa prospettiva si avvieranno forme continuative di relazione con il sistema cittadino del credito bancario al fine di contribuire a rimettere in circolo la liquidità che ha posto Pavia ai primi posti nella classifica nazionale. L'affidabilità della proposta deve arrivare anche a coloro i quali, imprenditori e commercianti, rischiano patrimonio e serenità per aver cercato aiuto nell'usura.
La trasformazione del capitale economico in capitale finanziario passivo ha prodotto l'apertura in città di innumerevoli sportelli bancari in luogo di piccoli esercizi commerciali. Ossia da esercizi produttivi e di scambio, si è passati ai luoghi di deposito di liquidità. Questa sostituzione ha implicato l'aumento della rendita fondiaria urbana e dei canoni di affitto, possibili per una banca ma inaffrontabili per un esercizio commerciale o per un altro tipo di domanda. Dovrebbe quindi arginarsi l'apertura di ulteriori sportelli, considerando le implicazioni che questi anni per la mortificazione del contesto sociale dell'area in cui si pongono.
L'amministrazione deve promuovere e facilitare nuove modalità di gestione del risparmio basate sulla mutualità e autogestione in modo che i cittadini abbiano la possibilità di investire in sicurezza il loro denaro in attività economicamente, ambientalmente, eticamente sostenibili nel territorio locale attraverso accordi strategici con
soggetti come le Mag (mutue di autogestione) che abbiamo esperienze e competenze in questo campo.

3.5 Sportello unico per le imprese.
Occorre dare nuovo significato allo "Sportello unico" per le imprese (già presenti sul territorio o in via di insediamento). Dovrà essere orientato a proporre soluzioni eco-compatibili. Le imprese troveranno nell'amministrazione comunale un "facilitatore" che studierà con loro il miglior modo per consentire nuovi insediamenti produttivi minimizzando l'impatto ambientale e favorendo l'integrazione con il "sistema città": mobilità per merci e persone, approvvigionamenti, logistica, servizi a supporto. L'azienda interessata a insediarsi in città non dovrà scegliere la strada breve degli accordi preventivi per ottenere il cambio di destinazione d'uso dei suoli. Piuttosto il progetto verrà presentato alla città discutendolo nelle Commissioni consiliari competenti, coinvolgendo tutti soggetti interessati nell'ottica di trovare le migliori soluzioni al minor costo per la collettività.

3.6 Preincubazione e business plan competition
La preincubazione è un periodo di accompagnamento e tutoraggio dedicato agli aspiranti imprenditori che entrano nel sistema attraverso la business plan competition organizzata da I3P. Tale periodo, inteso come percorso formativo, coincide con il Corso di Formazione alle Competenze imprenditoriali e ha una durata di 10 settimane. La formazione e il tutoraggio consistono nel fornire le competenze necessarie per la stesura del business plan. Ciò avviene affiancando studenti di orientamento economico-gestionale ai proponenti delle 15 migliori idee di impresa selezionate tra quelle presentate al Concorso Start Cup Torino Piemonte. I team di lavoro presentano così il giusto mix di competenze tecniche e manageriali. Gli obiettivi sono la valutazione dell'opportunità di business di un progetto d'impresa, preparare il business plan di un'impresa, e fornire strumenti affinché l'aspirante imprenditore possa autovalutare le proprie capacità ed aspirazioni manageriali/imprenditoriali.

3.7 Centro antiusura.
L'amministrazione comunale avvierà in modo sistematico un Centro antiusura che funga da organo di monitoraggio del fenomeno criminoso, ma anche e soprattutto da deterrente, e ancora di salvataggio per le sue vittime.

3.8 Commissione antimafia.
La Commissione antimafia approvata dal Consiglio comunale alla fine del 2008, dovrà insediarsi subito dopo il Consiglio comunale e avviare le attività secondo i poteri già conferitile, assicurandosi che la presidenza sia a persona che goda dell'adeguata autorevolezza morale. La legalità è un bene comune da tutelare e imprescindibile contesto normativo ed etico di una pubblica amministrazione

3.9 Parco tecnologico.
La ricerca scientifico-tecnologica è centrale per il futuro di Pavia. Il Parco tecnologico deve ritornare ad essere un'idea vincente costituendosi in Consorzio tra Università, Comune, Provincia, Istituti di ricerca scientifica, imprenditori e Unione Industriali che sappia attirare, tramite progetti di alta qualità e contenuto tecnologico e scientifico, fondi europei e internazionali. Il Parco tecnologico rende concretizzabili i progetti di centri congressuali e centri di formazione in modo che Pavia si trasformi da "piattaforma logistica" a "piattaforma di ricerca e formativa".
Proponiamo che il Parco tecnologico si sviluppi in tutte le maggiori aree dismesse disponibili, secondo i settori formativi e di ricerca in cui si articolerà. L'Arsenale sarebbe sede naturale del settore amministrativo e formativo; l'ex area Necchi per la ricerca microelettronica e le spin off companies; l'ex area Snia per la ricerche nelle tecnologie di indagine di impatto ambientale e strategico; gli ex Magazzini Cariplo per la ricerca circa le energie rinnovabili; l'ex area Neca per le attività congressuali e conferenziere; l'area ex Marelli per le spin off dell'area di ricerca medico-sanitaria legata ai temi del cambiamento climatico globale.

3.10 Pavia Capitale Verde.
Per creare occupazione e garantire alla nostra città un futuro migliore occorre innanzitutto puntare sullo sviluppo verde. Pavia ha tutte le carte in regola per diventare una Capitale Verde. Per la sua tradizione universitaria, per la sua Storia e la sua eccezionale bellezza, per la sua collocazione nel Parco del Ticino, Pavia può e deve lavorare per divenire un centro di riferimento per un'alleanza tra economia, conoscenza e sensibilità ambientale, lavoro e qualità della vita per disegnare l'unico futuro possibile in cui economia e ambiente siano alleati. Grazie a una scelta di questo tipo, l'Università potrebbe ritrovare un ruolo da protagonista sulla scena nazionale e internazionale, e invertire la tendenza degli ultimi venti anni.
Il ruolo di Asm è centrale nell'essere il coordinatore di progetti e di iniziative locali sulla base di esperienze maturate altrove. Asm non può ridursi ad essere luogo di dismissione dei servizi e beni comuni e facilitatore delle privatizzazioni; deve farsi garante del mantenimento in ambito pubblico dei beni comuni, e nel contempo anche centro propulsore per le energie alternative.

3.11 Informagiovani
Potenziare informagiovani: che non sia un punto di smistamento verso altre agenzie interinali ma un vero centro di offerta di lavoro che tuteli le categorie più svantaggiate che fanno fatica a inserirsi o a reinserirsi nel mondo del lavoro.

4 AMBIENTE

"Pavia a impatto zero e rifiuti zero"
"La politica dal respiro corto rende anche il nostro respiro tale"

L'ambiente è una priorità, perché è la casa di tutti, definisce la qualità delle nostre vite, il nostro futuro e quello della Terra.

4.1 Rifiuti zero.
Investire sull'incenerimento, il metodo di smaltimento più costoso, più dannoso, ma molto lucroso per i privati, è una follia. Ci muoveremo secondo due direttrici:
a) la riduzione dei rifiuti
b) la raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale.

a) Bisogna mirare prima di tutto ad una RIDUZIONE pro capite della produzione di rifiuti. Il comune varerà un piano di riduzione dei rifiuti sul modello del progetto europeo "Meno 100kg pro capite" incentivando:
- prodotti alla spina, progetto "Negozi leggeri". Vuoto a rendere.
- pannolini lavabili (progetto "nido leggero"). I pannolini lavabili per i bambini presentano più vantaggi: benessere dei bambini (sono in materiale naturale e non hanno parti sintetiche); riduzione dei rifiuti; risparmio economico.
- acqua del rubinetto (progetto "acqua del sindaco")
- compostaggio domestico, distribuzione convenzionata di compostatori
- accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere.
- Incentivo alla diffusione dei prodotti riutilizzabili a discapito dell'usa e getta (es. bevande con vuoto a rendere, stoviglie riutilizzabili ecc.)
- Pratica del riuso e della riparazione per prolungare la vita utile dei prodotti
- Recupero di cibi invenduti ma prossimi alla scadenza per mense di assistenza e persone bisognose;
- Smaterializzazione della documentazione cartacea negli uffici, digitalizzazione. In tutti i documenti cartacei del Comune obbligo di utilizzo di carta riciclata;
- Disincentivazione della borse della spesa in plastica, sostituendole con shopper in cotone biologico.

b) RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA CON TARIFFA PUNTUALE (Più ricicli, meno paghi)
Le percentuali di Raccolta Differenziata a Pavia (effettiva intorno al 17%) segnalano n'arretratezza inaccettabile se paragonate a città vicine e simili per numero di abitanti (es. Novara, 70%).
Il problema dei rifiuti non è mai stato posto seriamente. Esperienze locali in tutt'Italia e tutto il mondo ci dicono che l'unico modo per ottenere risultati importanti e duraturi, è una seria Raccolta Differenziata Porta a Porta. Con questo sistema si può passare in pochi mesi dal 20 al 70% ed avere un notevole risparmio nella gestione dei rifiuti.
Per famiglie ed imprese l'amministrazione comunale avvierà quindi la raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi). La Tariffa puntuale prevede che si paghi solo ciò che non si ricicla.
- Raccolta differenziata in tutti i luoghi fuori casa. Le scuole (classe per classe), Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana.
- "isole ecologiche" per la raccolta di rifiuti ingombranti,
- impianti di compostaggio con produzione di biogas-metano,
- un moderno Centro Riciclo e un Centro Studi in collegamento con imprese locali e università
- Negozi del riciclo in cui i cittadini possano consegnare e vendere bottiglie di plastica, vetro, lattine, carta ricevendo in cambio denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato.
- ecosportello per fornire agli utenti tutte le informazioni necessarie a una corretta attuazione della raccolta differenziata e del riciclo
- Alfabetizzazione scolastica sui rifiuti. Progetti: Giocando coi Rifiuti (Follonica), RAEE (Carugate), Ecoliteracy (California), Progetto differenziata nelle scuole (Treviso)

Adotteremo la Strategia Rifiuti Zero: tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un errore; deve essere quindi sostituito nel ciclo produttivo. Questa strategia, adottata da alcuni Comuni italiani e all'estero da interi Stati, ha dimostrato di poter ridurre drasticamente la produzione di rifiuti pro-capite, di produrre lavoro e di risparmiare energia. Essa implica la collaborazione tra istituzioni-imprese-università.

4.2 Riduzione dell'inquinamento atmosferico.
Le misure devono essere efficaci. Tra le più urgenti: trasporti pubblici non inquinanti che disincentivino l'utilizzo dell'automobile privata; ristrutturazione energetica degli edifici per ridurre le emissioni di C02, e applicazione del Piano di risparmio energetico valutando le compensazioni di oneri per i proprietari degli immobili che applichino autenticamente e in modo certificato le norme ivi contenute. In primo luogo, per l'edificato esistente, dovranno essere posti sotto quelle norme gli immobili in disponibilità del Comune e delle Pubbliche amministrazioni. In questa si comprendono anche gli Enti che gestiscono edilizia convenzionata, quali l'Aler, e quella popolare direttamente controllata dal Comune.

4.3 Contrasto dell'inquinamento idrico
- Rilevazione semestrale dell'inquinamento corsi d'acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti
- Obbligatorietà di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale
- Promozione detersivi a basso livello di inquinamento

4.4 Impatto zero.
Alle imprese di nuovo o recente insediamento si chiederà di adottare la strategia Impatto Zero. "Impatto Zero" calcola le emissioni di anidride carbonica e gas a effetto serra e le compensa con la creazione e tutela di nuove foreste. Per far sì che i cittadini del Comune di Pavia che subiscono danni ambientali possano beneficiare direttamente delle iniziative sull'ambiente, proponiamo una versione locale dell'Impatto Zero che obblighi le aziende a compensare la propria impronta in loco, nel territorio del comune.

4.5 Acqua pubblica
L'acqua è un diritto, non una merce. Non può essere privatizzata, deve continuare ad essere un bene comune, il primo e il più importante.

4.6 Acqua Potabile Comunale
L'uso di acqua potabile comunale consente di ridurre drasticamente i rifiuti derivanti dall'acqua imbottigliata. Le bottiglie e bottigliette di plastica costituiscono infatti una parte considerevole dei rifiuti e contribuiscono all'inquinamento atmosferico poiché prima di arrivare sulle nostre tavole, sono trasportate per migliaia di chilometri sui TIR. L'acqua del rubinetto su cui, tra l'altro, vengono effettuate numerosissime analisi ogni anno, non produce rifiuti, è amica del clima e ha un costo 1000 volte inferiore rispetto a quella imbottigliata. L'utilizzo di acqua potabile comunale al posto dell'acqua acquistata in bottiglia costituisce anche un notevole risparmio per le famiglie.

4.7 Efficienza idrica
L'acqua è un bene prezioso, non può essere sprecato, perciò proponiamo una serie di progetti semplici ed efficaci per contrastarne lo spreco:
- Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi.
- Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l'acqua piovana per gli sciacquoni
- Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo
- Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione
- Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d'appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d'ammortamento degli investimenti (sul modello delle esco)

4.8 Bonifiche dei suoli.
Le bonifiche dei suoli (soprattutto nelle piccole, medie e grandi aree dismesse) devono avvenire nel rispetto della legislazione vigente, sulla quale anche l'Amministrazione attuerà tutte le forme di controllo che le competono. Si avvierà ai fini dell'accertamento della loro estensione e potenziale grado e caratteri di inquinamento, ad una mappatura di tale aree all'interno dei limiti urbani con l'ausilio e la consulenza degli organismi sovralocali competenti. Questo è lo strumento per ovviare a sgradevoli quanto costose querelle come quelle relative alle aree ex Landini ed ex deposito di Asm in Via Acerbi.

4.9 Ticino.
La difesa e la valorizzazione del Ticino è essenziale per la città. Il Ticino è stato una grande ricchezza per Pavia, deve tornare ad esserlo. Il fiume non è vissuto dai pavesi, e ancor meno dai pochi turisti. Il Comune deve porsi come coordinatore di progetti di rilancio del fiume: idroscalo, bar e ristoranti galleggianti, noleggio imbarcazioni per escursioni, manutenzione aree verdi adiacenti al fiume e percorsi ciclopedonali che costeggiano il fiume, ora in totale abbandono. (si veda: Cultura-Museo della civiltà fluviale).

4.10 Aree verdi, parchi urbani.
Con la scellerata chiusura degli Orti Borromaici, Pavia ha ancora meno aree verdi. Diventa perciò ancora più urgente la tutela del Parco della Vernavola e un suo migliore collegamento al centro della città tramite vie verdi, per garantirne una maggiore fruibilità. La riqualificazione della roggia deve tradursi nel recupero della qualità dell'acqua e delle sponde fruibili; lungo il percorso dovranno essere valorizzati i mulini e quegli insediamenti che connotano il paesaggio ai limiti dell'urbano dai quartieri Nord e Est. Il Parco della Vernavola, definito parco urbano, in realtà manca di quegli interventi e configurazione che lo renderebbero veramente tale.
Il Parco Visconteo, già deturpato dal Carrefour e il profilo dalle tangenziali, deve essere recuperato in identità storica e agricola. I vincoli e sovravincoli devono essere rispettati, in particolare quelli del Barco Certosa a cui deve sovrintendere il Comune di Pavia. Proponiamo anche di ripensare a progetti di navigabilità del Naviglio dalla città alla Certosa.
Le piccole aree verdi urbane devono tornare ad essere manutenute e curate, sono fatte per essere frequentate da cittadini che vivono tra pietre e asfalto. La potatura degli alberi e delle siepi deve essere effettuata da personale competente che sappia costruire anche un curriculum per il patrimonio arboreo urbano, diversificandone gli interventi rispetto alla specie e i signoli individui. In questo contesto si devono recuperare e rimettere a dimora in modo idoneo gli alberi piantati nell'area a sud del Ticino, dai bambini nati negli ultimi dieci anni.

4.11 Cintura verde.
Intendiamo realizzare una cintura verde di Pavia sul modello delle Green Belt tedesche e anglosassoni, che dia senso alla Greenway esistente nel Quartiere Nord. La cintura verde salvaguarda la campagna che circonda la città per garantirle un polmone. Deve essere percorsa da sentieri per pedoni e ciclisti. Per fare ciò è necessario costruire un nuovo ponte ciclopedonale leggero, e di legno, dopo la confluenza del Ticino col naviglio.

4.12 Orti urbani
Devono essere incentivate le coltivazioni orticole nell'area urbana e nei quartieri. Questi spazi dovranno essere oggetto di visite da parte di giovani e ragazzi al fine di facilitare l'interiorizzazione di un ritmo più lento e umano del vivere la città e la terra.. Questa attività potrà essere condotta con competenza da persone in pensione o da coloro che hanno acquisito una particolare sensibilità ambientale.

La perequazione, strumento tramite il quale si compensa con la cessione di aree verdi l'occupazione di suolo con l'edificato, dovrà essere interamente rivisto. Le aree libere a compensazione devono essere realmente tali, e non sbrendoli di terreno sterile e bruciato in angoli dimenticati o inaccessibili della città. I terreni a perequazione dovranno rispondere a caratteristiche di fruibilità e accessibilità pubbliche certificate da una apposita commissione (gratuita) di nuova costituzione a cui dovranno partecipare rappresentanti delle associazioni ambientaliste. Nel caso la valutazione della Commissione sia negativa, la perequazione sarà monetaria. I fondi accantonati in tal maniera verranno utilizzati sui capitoli di spesa inerenti la gestione e manutenzione del verde urbano.

4.13 Il Navigliaccio
In alcuni punti è una fogna a cielo aperto. Si dovrà prevedere almeno l'allacciamento degli scarichi delle abitazioni attigue al rio alla rete fognaria cittadina

4.14 Spazi verdi condominiali
Le associazioni che riuniscono gli amministratori di condominio saranno chiamate a riunirsi con l'Amministrazione per discutere dell'uso degli spazi verdi condominiali e dei divieti che spesso li regolano, quali quelli di farvi circolare gli animali domestici. Le deiezioni canine infatti sono solitamente permesse in spazi pubblici ma non in quelli privati. A proposito la città dovrà dotarsi degli appositi contenitori per la raccolta delle deiezioni.

4.15. Si deve avviare un censimento dell'amianto presente in città.

5 CULTURA e TURISMO

"Pavia o vivere nel bello"
"Se vivo nel bello, la mia vita sarà migliore e anche la mia voglia di vivere la città aumenterà".

La Cultura e il Turismo culturale possono svilupparsi solo mediante la tutela e la promozione del patrimonio artistico straordinario di Pavia, in questo senso lontana anni luce dalle acquisizioni di altre città simili.

5.1 Pavia Città d'Arte.
Occorre reinserire Pavia nei circuiti dei progetti europei di cooperazione in collaborazione con le Università. Questo deve essere il cuore di qualsivoglia marketing territoriale. Bisogna tutelare e rivalutare il patrimonio artistico di Pavia collocandola saldamente nel circuito delle grandi città d'arte italiane. Il patrimonio artistico deve essere considerato un settore produttivo fondamentale. Devono essere incoraggiati gli studi, la tutela, gli investimenti di pubblici o privati e in particolare incoraggiate le associazioni/cooperative che operano sul territorio per valorizzare questo patrimonio.

5.2 Pavia Romanica, progetto UNESCO.
L'amministrazione deve attivarsi onestamente per ottenere finalmente il riconoscimento di Pavia Romanica e delle sue basiliche quale Patrimonio Mondiale dell'Umanità, trovando l'opportuna collocazione e visibilità anche per l'esiguo patrimonio longobardo, tuttavia simbolicamente molto significativo.

Le abbazie benedettine, soffocate tra parcheggi e tangenziali del quartiere Ovest, irraggiungibili dai grandi flussi del turismo anche a causa di una totale mancanza di segnalazioni sulle vie di scorrimento esterne, devono essere parte integrante dei percorsi culturali e architettonici medievali, in continuità con le proposte per Pavia Romanica.

5.3 Castello
Il Castello di Pavia deve essere un grande centro per il turismo culturale internazionale.
Per fare ciò occorre:
- modificare gli orari di apertura devono garantire visitabilità consuetudinaria e non straordinaria;
- Il cortile deve essere accessibile anche quando il personale non è disponibile per le collezioni;
- Manutenzione del prato del cortile interno, in evidente contrasto con il parco esterno
- Il Bookshop deve essere all'altezza della storia e della bellezza del monumento e della città. Audioguide con storia del Castello e descrizione delle collezioni.
- Cafeteria nell'atrio della sala del Rivellino.
- Sala del Rivellino attrezzata per concerti e conferenze in modo da diventare, con il caffè e il bookshop, la porta tramite cui il Castello è sempre aperto alla città.

5.4 I Musei Civici di Pavia.
La dicitura "museo civico" determina in maniera precisa che la proprietà dell'istituzione museale è della municipalità.
Deve essere rinsaldato il legame tra l'esposizione e lo studio scientifico di ciò che si espone. Mostre, più o meno gonfiate dalla propaganda, ma di dubbio gusto, non rimangono come momenti di valore scientifico del museo, perché non sono accompagnate da un percorso di ricerca e da un serio lavoro di studio.
Alcune collezioni, come quelle risorgimentali, sono confinate al terzo piano, in un ambiente formalmente adatto, ma senza riscaldamento, quindi inutilizzabile per buona parte dell'anno. Sempre a quel piano è presente una interessante collezione di gessi didattici, abbandonati al degrado. Occorre trovare una sistemazione utile ad evitare la progressiva distruzione.
La sicurezza inoltre è un problema cruciale; l'amministrazione non ha mai avuto molte remore nell'utilizzare il castello, e l'area del cortile in particolare, per i più disparati usi, che andrebbero invece limitati.

5.5 Turismo.
Pavia deve puntare sul turismo consapevole importante volano per le attività commerciali di qualità. Le chiese romaniche (basterebbe solo San Michele, la chiesa dei re o San Pietro in Ciel d'Oro, la chiesa di Sant'Agostino e Severino Boezio), il mirabile Castello che stupì Petrarca, il fiume azzurro, il centro storico ancora tangibilmente romano e medievale, I collegi storici sorti per volontà di Papi e Cardinali, la Certosa voluta dal Visconti che ebbe in mano l'Italia alla fine del '300, dovrebbero ricevere migliaia di visitatori lungo tutto l'arco dell'anno.
- La ricettività turistica è gravemente inadeguata sia dal punto di vista logistico (posti letto, offerta ospitalità) che da quello informativo. Non si prevede inoltre un incremento delle camere in vista dell'Expo2015.
- Dove va quindi un turista quando arriva a Pavia? Che risposte può trovare presso lo Iat che sarà aperto al Broletto? Dovrà trovare un elenco di Bed&Breakfast.
- La popolazione studentesca, i progetti Erasmus e quelli internazionali di scambio, oltre a poter trovare, come già fanno, ospitalità presso l'Edisu, devono poter contare sulla ricettività cittadina.
- I turisti che vogliono trascorrere in sobrietà un weekend a Pavia devono poter contare su di un'ospitalità in linea con la miglior tradizione europea.

5.6 Museo della civiltà industriale
Pavia deve recuperare la memoria storica del lavoro e lasciare testimonianze alle future generazioni su cosa abbia significato per la sua storia essere parte della moderna etica del lavoro. Gli edifici di archeologia industriale sono stati quasi tutti distrutti, se si eccettuano quelli dell'ex Snia Viscosa (vincolati ora dalla Sovrintendenza ai beni architettonici) e dell'ex Arsenale. Rimanendo poche testimonianza materiali, la città deve dedicare a quel passato importante un museo permanente da collocarsi in una delle aree ex industriali, quali preferibilmente l'area ex Necchi.

5.7 Museo della civiltà fluviale
La storia pavese è intrinsecamente legata al Ticino, al Canale, alle rogge e alle baregge che scorrevano e scorrono anche in quartieri urbani. La forma della città, distinta da parte alta e da parte bassa (il Borgo), è un modello che si presenta solo nelle città fondate e sviluppatesi in funzione di un fiume. L'allestimento di un museo fluviale renderebbe merito a coloro che hanno vissuto del fiume e che lo hanno fatto vivere per secoli. La collocazione ideale sarebbe all'Idroscalo. Un progetto di tal genere presuppone la collaborazione con l'ente Parco del Ticino.

5.8 Area congressuale
Prevista nel Piano integrato di intervento dell'ex area Neca, la sua estensione si limita a 3900mq contro i 25.000 destinati invece all'edilizia residenziale nella stessa area: una proporzione non accettabile. Lo spazio dedicato ai congressi deve essere proporzionale all'importanza che si vuole abbia il turismo scientifico e congressuale per Pavia. Per il nostro programma, in vista anche del decollo del Parco tecnologico, Pavia città dei congressi è un progetto di tutto rispetto al quale occorre dedicare lo spazio e le strutture necessarie per renderlo plausibile e credibile. Un tale spazio deve attirare l'attenzione della comunità scientifica internazionale e quella delle società di gestione dei congressi. Deve poter garantire ospitalità ai convegnisti, spazi per le esposizioni, spazi didattici e per la connettività, spazi calibrati per piccoli convegni e per grandi conferenza internazionali. L'area ex Neca è adeguata per posizionamento rispetto ai trasporti e agli insediamenti universitari e scientifici del quartiere Ovest, tuttavia se vuol essere veramente il cuore della città dei Congressi deve modificare la proporzione al suo interno tra area a destinazione residenziale e quella congressuale.

5.9 Luoghi e manifestazioni culturali.
Riservare ai cittadini luoghi di ritrovo per manifestazioni e spettacoli degni di un città di medie dimensioni. La presenza di luoghi in cui ospitare eventi di un certo rilievo rappresenta non solo un servizio offerto alla cittadinanza ma anche un modo per promuovere la vivacità del tessuto culturale e sociale di Pavia. L'utilizzo del PalaRavizza non deve essere limitato alle manifestazioni sportive ma deve essere disponibile per gli spettacoli, concerti, manifestazione culturali; occorre una migliore e consapevole riscoperta dei cortili del centro storico come possibili teatri di spettacoli ed eventi.

5.10 Auditorium
A Pavia manca un Auditorium degno di tal nome. Proponiamo che sia ripresa l'idea originaria dell'architetto Gregotti di collocarlo nell'edificio della Cominiera presso l'ex area Snia Viscosa.

5.11 I Cinema
Piazzale Oberdan ha significato la chiusura dei cinema storici. La progettata multisala con annessi tre piani di parcheggi sotterranei non è edificio che possa dirsi in sintonia con l'area urbana circostante di impianto medievale. L'approvazione del progetto, peraltro rallentato dalla crisi finanziaria, non ha ragione di essere se non per la realizzazione di sale cinematografiche di cui Pavia è gravemente in sofferenza. I cinema tuttavia potrebbero trovare collocazione in altro luogo. Un cinema d'essai è collocabile in luogo della parte che sta dismettendo l'attività al mercato coperto in piazza Vittoria. Sale cinematografiche plurime troverebbero invece un'ideale collocazione in parte dell'area attualmente occupata dagli ex Magazzini Cariplo (ora BSL). La proprietà ha chiesto nel 2006 il cambiamento di destinazione d'uso da produttiva-artigianale in residenziale. La vastità dell'area permetterebbe invece la presenza di attività diversificate e la presenza di una multisala non stonerebbe con la tipologia del quartiere e dell'edificato circostante.

5.12 Pavia città internazionale dei saperi.
Un marchio da non disperdere per reinserire Pavia in reti di città universitarie europee: Cambridge, Salamanca, Oxford, Heidelberg. Una ripresa dell'idea festivaliera deve evitare i gravi errori del passato: provincialismo, confusione di identità e programma, sovrapposizione a Mantova, comunicazione insufficiente e soprattutto colpevole sperpero di denaro. Noi proponiamo un Festival che sia della Sapienza più che dei saperi, che diventi un momento in cui la città renda visibile e partecipato ciò che deve essere tutto l'anno ma che ha perso profondità: la città della cultura democratica e politica, del rispetto della legalità, in cui la qualità delle relazioni umane e sociali sia anche al centro dell'azione amministrativa, in cui l'intellettualità si riservi ancora il ruolo di sprone e si faccia garante del diritto alla libera espressione, città in cui l'espressività e la comunicazione via Internet incontri la comunicazione degli occhi e delle parole proferite e ascoltate.

5.13 Collège di Pavia al Broletto.
Nel novembre 2006, la Giunta comunale ha votato una delibera che prevede la cessione in uso di più di 2000 mq del Broletto allo IUSS (Istituto Universitario di Studi Superiori). Non è stato chiesto alcun parere alla città, né ai quartieri. Il Broletto è stato per novecento anni il simbolo della comunità laica pavese e della cittadinanza, e la testimonianza del Comune medievale, una delle più importanti esperienze di innovazione politica e di governo nella storia dell'Occidente.
Si dice che l'attuale amministrazione non sappia cosa farsene, e non avendo idee lo cede a chi di idee e potere ne ha. Pensando a come utilizzare il Broletto, lo immaginiamo come luogo che possa unire il sapere, la comunità e la cittadinanza. Il modello di un Collège de France, la splendida istituzione francese del sapere, voluta nel 1530 da Francesco I (che a Pavia qualche battaglia con un potere forte l'ha combattuta) in alternativa alla Sorbona, è la proposta più consona. Al Collège de France non si distribuiscono diplomi di laurea, né ci si iscrive alle lezioni o agli esami. Al Collège si va ad ascoltare le lezioni dei grandi maestri, gratuitamente, quando si ha il tempo per farlo. Il nostro Collège deve avere la sua sede al Broletto e diventare lo snodo, non solo simbolico, della Città internazionale dei Saperi, dove sia la città sia i saperi avranno pari opportunità. Un Collège aperto, in cui ad ascoltare le lezioni si incontreranno il laureato ucraino che a Pavia fa il muratore e lo specializzando che vuole conoscere i miti greci e la polis, l'insegnante che vuole aggiornarsi e i cittadini curiosi di ogni età. Un luogo autenticamente interculturale e cosmopolita.
Sarebbe la più alta vetrina di una città che deve provare ad immaginare il suo futuro, chiamando tutti a raccolta. Questo progetto sarebbe consono con l'utilizzo del Broletto da parte del Comitato scientifico dell'Expo2015 che proprio qui ha la sua sede. Un Collège al Broletto darebbe anche continuità alle proposte culturali e scientifiche e la loro divulgazione che l'amministrazione pavese dovrà pretendere che siano realizzate in città in vista, durante e dopo l'Expo2015.

5.14 Pavia città di Pace.
Come città della sapienza e dei saperi, Pavia deve costituirsi come nodo centrale di una Rete di Città di Pace fondata sulla cooperazione internazionale. Il gemellaggio con Betlemme, avviato da Irene Campari, deve essere il primo passo verso la costituzione di corpi civili di pace in ogni città che si voglia fregiare di dare il proprio contributo fattivo contro i conflitti internazionali, i genocidi, le emergenze umanitarie.

5.15 Spazi per i Giovani.
Gli spazi dedicati all'espressività e creatività giovanili, luoghi pieni di risorse artistiche e culturali a disposizione , per fare musica, teatro, danza ed attività creative devono essere richiesti ai grandi proprietari immobiliari, come uno degli elementi che rientrano nei meccanismi di perequazione.

5.16 Spettacoli.
Per quanto riguarda lo spettacolo a Pavia. è ancora riconducibile alle trascorse amministrazioni la mancanza di un teatro, di una sala, di un auditorium, al di fuori del Fraschini. Le sale alternative che potevano esistere in città e che avrebbero potuto rappresentare un'alternativa al Fraschini, per poter dar luogo a manifestazioni, incontri culturali, spettacoli, non sono state dalle amministrazioni precedenti valutate idonee a quanto sopra, e sulle stesse non è stato esercitato nesun diritto di prelazione, lasciando ai privati la possibilità d'acquisto ed il conseguente completo scambio di destinazione d'uso. Per quanto riguarda i Teatro Fraschini, i rappresentanti dell'amministrazione comunale non devono essere scelti secondo il criterio da manuale Cencelli, ma seguendo il criterio della competenza e preparazione. Negli anni '90 era stata istituita una rappresentanza composta da alcuni abbonati alla stagione teatrale. Pur non possedendo tali rappresentanti alcun potere decisionale o giurisdizionale, al di fuori di una remota possibilità di poter riferire alla direzione gli ventuali dissensi sulla stagione o generiche lamentele, non sono stati più rieletti ritenendo la loro partecipazione (beninteso gratuita) alla vita del Fraschini completamente inutile e pleonastica. Dopo lunghe vicissitudini tutte da imputare alla vecchia classe politica, che hanno portato alla chiusura del teatro per un decennio, causa restauri, la sala del Fraschini si presenta ancora adesso in condizioni di subire manutenzioni di vario genere, essendo stato all'epoca il restauro incompleto e frammentario.



6 SCUOLA E SPORT

E' la conoscenza che permette equità e la sua rivendicazione. E' l'elaborazione di significato, è la capacità di interpretazione dei contesti in cui si vive, è la proprietà di linguaggio, è la qualità del sapere che mettono l'individuo nelle condizioni di esercitare lo status di cittadino e di rivendicarlo in ogni momento. La qualità della politica e dall'amministrazione della Cosa pubblica dipendono grandemente dalla dimensione morale e culturale dei cittadini, e quindi dall'educazione e dal grado e qualità di istruzione che hanno ricevuto. Una scuola di qualità che educhi ai diritti e al sapere profondo, al senso di critica, sarà la salvezza per tutti. Tuttavia il degrado in cui versa da decenni e il declino inarrestabile degli utlimi anni, cominciano a far sentire i loro effetti su tutta la società. Ed è triste osservare come le scuole siano diventate lo specchio del declino morale del nostro Paese, e come nessuno abbia voglia di guardare oltre quei cancelli. Gli insegnanti non trovano che sfogo nella frustrazione, nella voglia del pensionamento. Eppure un recupero del loro ruolo sociale sarebbe di vitale importante per tutti. Sono coloro i quali sono chiamati a trasmettere il sapere e con esso l'idea di eguaglianza. O sono incoraggiati a farlo tramite il riconoscimento del loro impegno e ruolo più ampio oppure anche il rispetto per il sapere decadrà in modo irreversibile. La lista che supporta questo programma è fortemente per il mantenimento e la tutela dell'istruzione pubblica, e metterà in atto tutte quelle azioni, culturali e di sensibilizzazione, in difesa del ruolo dell'insegnante e degli obiettivi della scuola pubblica. Il Comune dovrà anche intervenire con progetti ad hoc insieme ad altre istituzioni per proteggere gli studenti e i minori dall'antropologia del bullismo, della tossicodipendenza, dell'aggressività contro se stessi e gli altri, dall'ignoranza che produce razzismo inconsapevole e identità effimere.

6.1 Edilizia scolastica.
L'edilizia scolastica è inadeguata tanto da porci agli ultimi posti nelle classifiche italiane per ecologia delle strutture e qualità degli edifici. In parte di competenza della Provincia e in parte del Comune, devono trovare una collocazione adeguata nelle zone limitrofe al centro servite dai mezzi pubblici e dalla ferrovia. Il quartiere Ovest, per vocazione e presenza di infrastrutture di trasporto, è il luogo più opportuno. L'ideale sarebbe stato prevederle nell'area ex Neca. L'alternativa sono le aree occupate dall'ex Caserma Rossani e in parte dall'ex Arsenale. Il complesso già militare, pressochè unito, permetterebbe di non occupare altro suolo, e prevedendo anche la destinazione a Parco tecnologico dell'ex Arsenale ci sarebbe anche concordanza sulla qualità della destinazione d'uso. Le scuole storiche del centro necessitano di continue manutenzioni; alcune non hanno il giardino e ove sia è utilizzato come parcheggio. La scuola media Leonardo da Vinci, è stato comunicato dalla precedente amministrazione che verrà spostata in un nuovo edificio in un'area di Via Tibaldi nel quartiere Ovest. Questa scuola è in sofferenza per mancanza di impianti sportivi, ampi spazi e spazi verdi. Quello che ci preme è che sugli edifici storici della scuola in Corso Cavour non avvenga una delel speculazioni alle quali purtroppo una lunga tradizione di questa città ci ha abituati.
Il Comune dovrà far rispettare la legislazione in materia di edilizia scolastica anche per gli edifici che non sono di sua competenza ma premono sul territorio comunale. Nessuna scuola dovrà essere posta in prossimità di antenne di trasmissione della telefonia cellulare, nè sotto, come prevede una legislazione regionale.
Si dovranno evitare i contratti Global service, i quali, essendo messi in essere da holding che mirano al profitto, non garantiscono dell'adeguata attenzione alle necessità che edifici scolastici e la qualità della vita al loro interno devono soddisfare.

6.2 Servizi scolastici
Misure concrete che l'amministrazione può intraprendere per migliorare i servizi educativi e aiutare le famiglie sono:
- rimodulazione del prezzo del pasto ora basato su ISEE con quattro fasce:
Tariffa intera - Reddito I.S.E.E. superiore a € 12.600,00 5,00
Tariffa ridotta - Reddito I.S.E.E. da €9.451,00 a € 12.600,00 4,50
Tariffa ridotta - Reddito I.S.E.E. da €5.301,00 a € 9.450,00 1,80
ESENTE - Reddito I.S.E.E. fino a €5.300,00 ESENTE
Si nota infatti un salto da €1,80 a €4,50 per chi sfora un redditto ISEE di "soli" €9.450. Introdurremo almeno una altra fascia intermedia alzando inoltre i limiti delle varie fasce.
• eliminazione del costo della merenda (ora a €0,30 al giorno).
• esenzione dal pagamento del buono per le famiglie numerose (con 3 o più membri (se composte da un solo adulto), quelle con 5 o più membri (se composte da almeno 2 adulti)
• contributo comunale agli abbonamenti mensili e annuali ai mezzi pubblici per studenti per incentivare sin dalla più tenera età l'uso dei mezzi pubblici. Si dovrebbe arrivare così all'uso del bus fin dalla terza o quarta elementare.
• istituzione in accordo con i circoli didattici e i presidi delle scuole secondarie di un osservatorio sulla integrazione per i giovani stranieri. Occorre evitare ghetti, esclusi e/o autoesclusioni dei giovani stranieri. In caso l'osservatorio valutasse situazioni a rischio dovrebbe intervenire con mediatori culturali e coinvolgendo organizzazioni degli stessi cittadini stranieri per capire e risolvere l'origine del disagio.

6.3 Biblioteche scolastiche e di quartiere.
A seguito della precarizzazione del lavoro e dei redditi familiari è indispensabile che gli strumenti culturali ed educativi siano disponibili alle famiglie in forma gratuita. Sono quindi da ripristinare le biblioteche scolastiche da anni in sofferenza, tramite anche l'accettazione facilitata di fondi privati. Le biblioteche di quartiere - luoghi storici di acculturazione popolare - devono rinverdire i loro fasti nei luoghi che i volontari che opereranno nelle ex Circoscrizioni sapranno trovare. Si possono prevedere forme di biblioteche itineranti che abbiano come responsabili - in modo alternato - librai cittadini che avranno l'onere di scegliere testi e volumi dai costi contenuti. I bibliotecari volontari si attrezzeranno per sperimentare forme di prestito a distanza di biblioteche pubbliche itineranti utilizzando i servizi wifi.

La riforma Gelmini è in contrasto con i diritti di pari opportunità di istruzione e conoscenza. Il tempo pieno smantellato di diritto e la qualità della scuola primaria che si rischia di perdere in modo irreparabile, devono trovare degne risposte nelle offerte dell'amministrazione comunale. In tal senso si ascolteranno le esigenze delle associazioni dei genitori e degli insegnanti in modo tale da affrontare adeguatamente i nodi che inevitabilmente l'entrata in vigore della riforma produrrà.

Una adeguata cultura alimentare della cittadinanza inizia dall'infanzia. Nelle scuole pubbliche cittadini devono essere riviste le distribuzioni di merendine e snack preconfezionati e da macchinetta. I prodotti locali e garantiti per ingredienti e provenienza dovrebbero sostituite alimenti ipercalorici. L'acqua potabile deve sostituire quella imbottigliata sulle mense scolastiche.


6.4 Sport.

Lo sport rappresenta una componente fondamentale per garantire la qualità della vita a Pavia. Purtroppo a Pavia lo sport è stato visto dalle amministrazioni passate più come un intralcio che come una risorsa. Noi intendiamo affrontare i problemi partendo dall'ottica del cittadino pavese. Una politica per lo sport che, in sostanza, possa andare oltre il fatto semplicemente agonistico, pensando quindi alla socializzazione e partecipazione delle persone che intendono fare sport, indipendentemente dalle urgenze sportive delle società. L'esatto contrario di quel che accade in Italia, dove si costruiscono gli stadi quando la squadra sale di categoria, ma non si interviene mai sulla "ordinaria amministrazione" della pratica sportiva di base. Intendiamo innanzitutto avere un quadro d'insieme degli impianti sportivi esistenti in particolare individuandone la gestione, il tempo di utilizzo, le convenzioni stipulate. Il nostro sogno (peraltro già realizzato in altre città) è quello di individuare all'interno di Pavia un'area da trasformare in "zona sportiva", con strutture sportive pubbliche. Queste, a nostro avviso, le priorità da affrontare:


6.5 Palestre

E' noto da tempo il problema delle società sportive che arrancano da anni alla ricerca di impianti dove allenarsi e giocare. Spesso ci si deve rivolgere ai comuni limitrofi (Cura, Albuzzano, San Genesio, Carbonara) per mancanza di palestre o di spazi nelle poche e fatiscenti strutture presenti (pensiamo al sottoscala del PalaRavizza). Anche molte scuole avrebbero bisogno di trutture da utilizzare per i propri scolari.

6.6 Riqualificare l'area di via Porta


Non è possibile che nel nostro centro storico sopravviva una situazione da area post-nucleare, con una palestra che versa da anni in uno stato di colpevole abbandono, senza considerare il pericolo per la salute pubblica costituito dalla copertura in eternit del capannone. Come minimo, occore rifare gli spogliatoi, il riscaldamento, i servizi. Per anni i bambini sono andati a giocare a basket o a volley in quella palestra; ci chiediamo perchè non dovrebbero farlo ancora.

Piscina coperta e scoperta

A Sommo, a Corteolona, a Broni sono stati in grado di creare delle strutture redditizie: perchè a Pavia invece si è rimasti al terzo mondo? Un altro progetto che sta particolarmente a cuore dei cittadini riguarda la realizzazione di una nuova piscina, coperta e scoperta, in via Tibaldi. Oltre naturalmente alla manutenzione dell'impianto di via Folperti. Inoltre, intendiamo garantire la fruizione di queste strutture in tempi ed orari che siano più adeguati alle esigenze della cittadinanza. Gli orari di apertura sono assolutamente penalizzanti. Bisognerebbe quindi garantire un'apertura continuata, anche durante le feste, che per i pavesi rappresentano un'occasione per fruire di questo impianto. Correlata, in qualche modo, al capitolo piscine è la questione di via Acerbi. In questo caso si è giunti alla decisione di accordarsi con chi avrebbe dovuto realizzare l’opera; tuttavia l'area è ancora abbandonata, ricoperta di erbacce e rifiuti.

6.7 Strutture per altri sport.


Non si può dimenticare che la struttura del Campo Coni versa in pessime condizioni e che ha bisogno di interventi di completamento, ampliamento e di messa a norma per favorire le attività legate all'atletica anche a livelli altamente competitivi. Anche gli orari di apertura sono assolutamente da rivedere (stesso discorso già fatto per la piscina Folperti). Crediamo che anche gli sport di nicchia possano essere un utile elemento di socializzazione. Senza intaccare le esigenze più urgenti della città, riteniamo che anche un campo da baseball ( ad esempio) potrebbe attrarre praticanti che già esistono. Lo sport, anche quello definito "minore" ha un aspetto sociale che spesso dimentichiamo.



7 URBANISTICA e TERRITORIO

"Pavia spazio dell'immaginazione e non della speculazione"

Nello spazio si possono leggere i principi che hanno guidato le amministrazioni nelle scelte. Lo spazio e la sua organizzazione non ingannano. I più nobili e dichiarati ma ipocriti intenti possono rivelarsi tali se a leggere e interpretare il territorio è una cittadinanza attenta che non si lascia ingannare.

7.1 Tavolo per il Territorio
Pavia è parte di un territorio più vasto che sta subendo lo stesso soffocante destino di cementificazione. Occorre inaugurare un Tavolo territoriale in cui gli indirizzi di sviluppo di un'area più vasta del Comune capoluogo siano discussi dai cittadini e dalle amministrazioni pubbliche, in particolare per gli insediamenti invasivi del paesaggio e del tessuto sociale. Le scelte sul territorio vanno discusse e condivise, non imposte. Chi ha deciso il nostro tipo di sviluppo territoriale lo ha fatto comprendendo un'area molto più vasta di quella contenuta nei limiti amministrativi comunale. Anche i cittadini devono poter agire e avanzare le loro proposte a questa scala. Una politica territoriale non è fin qui mancata, ma è stata pessima. Da cinque anni sta trasformando il pavese in un enorme magazzino automatizzato collegato da tir che cercano di divincolarsi nelle rotonde che segnano tutta la rete viaria. Le logistiche, benedette dalla Regione Lombardia nel 2001, sono ora a Pavia, Landriano, Marzano, Pieve, Corteolona, Belgioioso, Miradolo, Santa Cristina, Arena Po, Bascapè, l'area dell'argine del Po verso Voghera, Binasco, per non parlare del vicino milanese e di ciò che è previsto in Lomellina, tra Bressana e Mortara. Ogni Comune fa a sé, ogni Sindaco guarda al respiro del proprio mandato. Quelli che non hanno dato alla logistica, hanno concesso alle residenze e ora aspettano i dovuti centri commerciali. Alcuni Comuni si sono ingranditi fino a mutare morfologia aggiungendo villette a villette: Pavia, Albuzzano, Cura Carpignano, San Genesio, Torre D'Isola, Vellezzo Bellini per esempio. Ogni Conferenza dei Servizi decide per un insediamento alla volta, un Comune alla volta. E ogni Comune va alle contrattazioni con i Gruppi privati con la forza che ha: prossima allo zero. I Grandi Gruppi fanno il loro mestiere. Del resto se non c'è un controllo sulle proprietà che comprano i terreni e gli immobili dismessi, se non c'è capacità degli amministratori di informarsi, e forza per fermarsi e decidere ciò che sia meglio, se non c'è volontà forte di consultazione tra i politici e i cittadini sul futuro ad ampio spettro territoriale, dobbiamo soccombere alla confusione tra Politica territoriale autentica e piccole volontà delle segreterie provinciali dei partiti. Se ciascuno si redige il proprio Pgt secondo la visione limitata e contingente del proprio piccolo mondo... Ha pesato molto nel danno al territorio pavese la trasversalità degli interessi politici tra centrodestra e centrosinistra. L'opposizione a certi insediamenti è venuta non dalle forze politiche quanto dai comitati di cittadini, spesso soli a cercar di far comprendere che quella direzione era sbagliata. Accogliamo con favore anche l'idea della costituzione di una Università del Territorio, più che plausibile e accoglibile nel contesto di Pavia e provincia quali "piattaforma formativa e di ricerca".

7.2 No all'autostrada Broni-Pavia-Mortara
Poiché questa è l'infrastruttura di raccordo per le logistiche che consentirebbe la realizzazione del progetto politico che mira a ridurre Pavia e il Pavese a "piattaforma logistica", gettando le basi per una desertificazione ambientale, produttiva, sociale, esprimiamo un no convinto e deciso all'inutile e dannosa autostrada Redavalle-Pavia-Stroppiana.

Il carattere pubblico della città è profondamente in crisi. A cominciare dal suo fondamento: la possibilità della collettività di incidere sulle decisioni circa gli usi del suolo, o attraverso lo strumento patrimoniale (proprietà pubblica dei suoli urbanizzabili o appartenenza pubblica del diritto a costruire), oppure attraverso una pianificazione urbanistica efficace, autorevole, condivisa da chi esercita il governo in nome degli interessi generali.
Oggi moltissimi, anche nell'area riformista, non si vergognano di parlare di "vocazione edificatoria" dei suoli, e di considerare perverso "vincolo" ogni destinazione del terreno che non sia quella edilizia. E' una tendenza che va frenata e invertita, sia nel metodo decisionale sia negli obiettivi. Lo strumento che un'amministrazione ha per agire in tal senso è il Piano di Governo del Territorio (che sostituisce il Piano regolatore generale) e il Piano dei Servizi e in parte anche il programma delle opere pubbliche.

7.3 Il Piano di Governo del Territorio (PGT)
Il PGT dovrà riaprirsi alla discussione, in particolare per quel che riguarda le osservazioni dei cittadini e la redazione finale del documento di piano. Alla luce delle linee guida qui espresse si valuteranno le richieste di cambiamento di destinazione d'uso dei suoli agricoli. Nel 2006 sono state presentate dai cittadini proprietari di aree ben 200 osservazioni (desiderata) al Piano regolatore generale in vista della realizzazione del nuovo strumento urbanistico, il Piano di governo del territorio. Le richieste riguardano al 90% la trasformazione di aree agricole o cascine in aree residenziali e commerciali. Se venissero accolte dalla prossima amministrazione vorrebbe dire completare il processo di cementificazione che ha caratterizzato le amministrazioni Albergati-Capitelli condotto a furia di approvazione di schede normative e varianti al Prg. Sarà riaperta alla cittadinanza la fase partecipativa.

7.4 Aree Dismesse

La priorità degli interventi urbani dovrà riguardare le aree dismesse, prima che siano concessi cambiamenti di destinazione d'uso dei suoli agricoli. Dovrà essere mantenuto il più possibile inalterato il rapporto tra suolo urbanizzato e suolo libero. Le aree dismesse devono essere sottoposte a riprogettazione e ricontrattazione con le proprietà. Si deve limitare l'uso residenziale "di pregio" e contenere quello della media distribuzione commerciale, in particolare per l'ex Necchi, ex Magazzini Cariplo, ex Arsenale, ex Marelli, ex Snia e ex Neca. Devono trasformarsi in parte in spazi a parco urbano, in parte spazi di localizzazione di insediamenti produttivi come previsto nel Parco tecnologico e in parte a servizi di pubblica utilità. Come in tutte le aree di trasformazione, si prevede il 30% (ora è al 7%) di edilizia popolare. Essendo aree ubicate in molti quartieri distribuiti in aree diverse della città, occorre progettare locali di aggregazione intergenerazionale e per i giovani all'interno di tutte le aree di trasformazione.

7.5 Servizi nei quartieri

I quartieri devono essere ripensati favorendo la collocazione di servizi che limitino anche la necessità di utilizzare l'automobile, e rivitalizzati tramite l'apertura di negozi di vicinato, mercati rionali stabili con offerta di prodotti diversificata e soddisfacente, le aree verdi siano curate e attrezzate, le piste ciclabili terminate e moltiplicate. In particolare sono in sofferenza i quartieri Ovest e Crosione-Vallone. Deve essere a proposito ripreso il Piano dei Servizi già predisposto e mai approvato dalla Giunta Capitelli. In linea di principio non dovrebbero più essere concesse licenze edilizie ove non si preveda la contemporanea e congrua collocazione di servizi.

7.6 Centro Storico

Il centro storico è prima di tutto il cuore di una città d'arte e tale deve essere considerato anche alla luce del recente decreto legge "Piano casa". Il bellissimo centro di Pavia va perciò tutelato, ma deve in primo luogo essere vissuto dai suoi abitanti se vuole essere attrattivo per i turisti. Ciò significa favorire le attività culturali, i punti di ritrovo. e l'immaginazione e la memoria. Non proporremo norme antisociali - come recenti ordinanze - che non farebbero che aumentare incertezza e desolazione; ci faremo invece propugnatori di iniziative che riportino le strade del centro ad essere frequentate tutte le ore. Infine, per rendere il centro più gradevole, dovrebbero essere rivisti i dehors e la qualità degli arredi. Le insegne dei negozi dovranno avere alcune caratteristiche di storicizzazione in modo tale che non impattino negativamente sulla percezione visiva. E' un centro storico che non necessita di inserti urbani nuovi, come la Tettoia di piazza della Vittoria, che sarebbe il caso di abbattere se questa operazione non costasse più della sua realizzazione. Il nuovo Piano Casa promosso dal Governo Berlusconi chiama l'amministrazione comunale a sorvegliare attentamente affinchè le norme previste nel regolamento edilizio e nel Pgt non siano violate a fronte dell'accogliemento illegittimo delle nuove e irricevibili norme.

Le panchine pubbliche devono ritornare al loro posto nelle piazze cittadine e nelle vie più ampie. Il cittadino deve potersi fermare e sedere in città gratuitamente.

7.7 La Mostiola.

La parte più importante del complesso dal punto di vista storico-artistico è stata acquisita da un privato durante la redazione di questo programma. Non è ancora noto quale richiesta di destinazione d'uso la interesserà. Non è chiaro se il Comune abbia fatto valere il proprio diritto di prelazione sulla porzione posta in vendita o lo abbia lasciato scadere, perchè non è altrimenti noto se fosse stato informato della transazione in corso. Sarà dovere della prossima Consigliatura, una volta verificato quali diritti sia ancora possibile far valere, chiarire con autorevolezza anche la posizione del Comune rispetto alla destinazione d'uso del giardino circostante.

7.8 Spazi pubblici.
Non sono solo le piazze, ma tutto ciò che in una città è offerto al nostro sguardo. Gli edifici e i loro fronti fanno parte dello spazio pubblico e influenzano la nostra percezione dei luoghi e la loro identità. La progettazione deve essere più curata e consona alla tradizione storico-architettonica di Pavia, le forme modulate non solo sulla piatta geometria della linee retta. I colori devono richiamare calore, senso di cura, ed adeguarsi al paesaggio circostante senza stridori. La Commissione paesaggio del Comune dovrà avvalersi di competenze in merito anche acquisendo esperienze da realtà europee che hanno fatto scuola in merito alla percezione degli spazi urbani pubblici.

7.9 Idroscalo.
Di proprietà privata che ha richiesto che sia trasformato in ristorante, l'amministrazione deve farsi garante che alcuni spazi al suo interno siano di fruibilità pubblica per attività di pubblico interesse, quale uno spazio espositivo quale la realizzazione di un Museo della civiltà fluviale, e per piccoli concerti sull'acqua. L'area del Palazzetto dello Sport di Piazzale europa, in corso di riprogettazione, dovrebbe essre ripensata comprendendo l'Idroscalo sulla base del principio di valorizzazione fluviale.

7.10 Il Borgo.
Uno dei più suggestivi e identificativi quartieri di Pavia, soffre da anni delle indecisioni degli amministratori. La scontentezza dei residenti è motivata da ragioni visibili e tangibili. Il traffico è disordinato e incomprensibilmente veloce; i parcheggi selvaggi lo rendono un quartiere non praticabile per le passeggiate, pur essendo all'origine un luogo ideale trovandosi tra argini e fiume. La presenza del Csa è spesso entrata in conflitto con i residenti, conflitto in cui l'amministrazione non ha mai voluto essere dirimente e al quale invece occorre trovare uno sbocco che tuteli la volontà e il diritto dei frequentatori del Centro sociale e al contempo anche ascolti le esigenze dei residenti. La presenza del campo dei cittadini di origine Sinti che chiude il quartiere verso san Martino non ha contribuito a diminuire la sensazione che il Borgo fosse un quartiere dall'identità spaziale non definita. Eppure il Borgo dovrebbe essere dal punto di vista dell'amministrazione - con uno sguardo alla sociologia - un contesto sociale e culturale sul quale proiettare uno sguardo aperto e lungimirante. Ciò che pensiamo dei campi lo abbiamo già esplicitato in altro capitolo, tuttavia dovrebbe proprio partire dal quartiere Borgo una riflessione sulla loro congruenza o meno, tramite una sollecitazione di un confronto (e non conflitto) tra i residenti e i cittadini Sinti e con i giovani che frequentano il Csa provenendo da altri luoghi della città. Sulla presenza della sede di Forza Nuova, è talmente un'assurdità e talmente pericoloso - visti gli atti di aggressione e violenza che confermano la natura di quella formazione politica - che, nel caso non sia ancora stato ottenuto, ci batteremo affinchè non vi trovi più posto per una sede.
Il quartiere è sporcato anche da scritte sui muri che tolgono quel briciolo di identità visiva che il quartiere può ancora vantare. Pulirli dovrebbe essere una necessità per il decoro urbano.

7.11 Ovest.
Sarà il quartiere più in traformazione tra i due poli: quello futuro alla ex Neca e quello in ampliamento delle cliniche, centri di ricerca medica, Eucentre ed edilizia abitativa. La viabilità dovrà essere rivista nel suo complesso e non per frammenti dedicati e di necessità per i nuovi insediamenti che via via si inseriscono. Si dovrà a proposito realizzare il necessario tutelando ambiente e salute. In particolare non si dovrà realizzare la strada a veloce scorrimento che collegherà tangenziale all'area Neca: le scuole vanno tutelate con i loro studenti, mentre si dovrà dare uno sbocco a Via Marangoni. Deve interrompersi il consumo di suolo verso Torre d'Isola.
I parchetti di quartiere sono spesso luoghi desolati, non innaffiati, non puliti e dall'erba secca, condizione che contrasta con l'accuratezza con cui è mantenuto il verde privato, e ciò non ha proprio senso. Tranne che in periodi elettorali, le strade vengono raramente spazzate.


7.12 Vallone-Crosione.
Questo quartiere soffre della mancanza di servizi al Rione Maestà, peraltro in continua espansione. La realizzazione di edilizia popolare in piazza Crosione è partita da vincoli regionali per l'erogazione di fondi che hanno imposto condizioni capestro ai residenti. Occorre per il futuro rigettare le proposte tendenti a contenere in un unico spazio limitato edilizia convenzionata; le relazioni sociali migliorano laddove la popolazione si mescola. E come non amiamo i campi ghetto così non amiamo che ci siano zone esclusivamente dedicate a particolari ceti sociali. L'edilzia popolare e convenzionata deve trovar posto accanto all'edilizia privata, avendo i loro fruitori la stessa dignità di cittadini.

7.13 San Pietro.
E' quartiere che dovrebbe ritrovare un'identità forte tramite il destino che verrà riservato sia all'ex Snia che agli ex Magazzini Cariplo. Su questo si vedano le proposte per le aree dismesse. La strada di gronda prevista con la realizzazione del Pii della ex Snia, non ha ragione d'essere sia per l'aumento di traffico e di inquinamento che provocherebbe, sia perchè non volendo un centro commerciale all'ex Snia, viene a mancare la necessità di strade nuove e grandi che arrivino direttamente dentro l'area per permettere ai consumatori di riempire i carrelli.


8 ENERGIA

"Il reale rinnovamento di Pavia"

8.1 Il "Piano di efficienza energetica comunale" (PEEC).
Il PEEC, sulla base del quale dovrà essere valutato anche il Piano di risparmio energetico già in dotazione al Comune, è il luogo in cui si definiranno gli interventi di efficienza e risparmio per l'amministrazione comunale di Pavia. A tre anni dall'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, che prevede la diminuzione della produzione di Co2, l'Amministrazione comunale di Pavia deve dotarsi di uno strumento importante per fotografare lo stato di fatto dei consumi energetici e che riduca complessivamente l'impronta ecologica della macchina comunale e la bolletta energetica. Tale strumento propone al contempo un piano di investimenti strutturali per ridurre i consumi e introdurre la produzione di energia da fonti rinnovabili. Esperienze similari ci dicono che complessivamente, gli interventi proposti richiedono un investimento pari ad una diminuzione annua della "bolletta energetica" del comune di oltre il 10%. Il tempo di ritorno degli investimenti è di circa 10 anni. Gli obiettivi sono:
1) riduzione di almeno il 10% in 5 anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziarie per gli inadempienti; L'obiettivo di medio termine deve essere la Classe C della Provincia di Bolzano.
2) agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazione energetica;
3) elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell'energia termica nei condomini e interventi mirati al miglioramento della coibentazione e al taglio degli sprechi;
4) applicazione della normativa sulla certificazione energetica degli edifici. Ciò significa che nella progettazione, realizzazione, riuso si deve tener conto di prescrizioni volte al risparmio e all'efficienza energetica degli edifici, in termine di coibentazione, infissi, isolamento.

8.2 Energie rinnovabili.
La diffusione dell'utilizzo di energie rinnovabili (soprattutto solare, minieolico, geotermico) deve essere un obiettivo prioritario dell'amministrazione comunale.
Questo si traduce in termini amministrativi con:
- l'incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili e con piccoli impianti finalizzati all'autoconsumo;
- l' incentivazione del Geotermico per il riscaldamento domestico; l'energia fai da te con mix di rinnovabili; la produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici.
- Estensione sul territorio comunale del conto energia alle fonti rinnovabili non esclusivamente di origine fotovoltaica, ricercando convenzioni e partnership con operatori e fornitori locali di energia elettrica.
- Promozione ed incentivazione della micro-cogenerazione distribuita da metano integrata da bio-combustibili, puntando alla progressiva riduzione dell'utilizzo della componente fossile; anche in questo caso ricercando convenzioni e partnership con operatori e fornitori locali di gas metano (vedi ASM) per il contenimento-abbattimento del prezzo.

8.3 No al nucleare.
Non ci sarà posto per impianti di produzione di energia nucleare sul territorio comunale.


9 MOBILITA'

"Muoversi è vivere la città, o ucciderla"

Nel settore dei trasporti di deve intervenire sia tecnicamente che organizzativamente, incentivando l'impiego di mezzi di trasporto non inquinanti e favorendo l'uso di quelli pubblici, aumentandone la frequenza e la qualità del servizio. Pur essendo il capitolo di Asm più in rosso (un milione di euro di disavanzo), Pavia è tra le città in Italia con più fruizione di trasporti pubblici. Offerte maggiormente articolate, che favoriscano l'utilizzo da parte della comunità studentesca (in particolare tra i Quartieri Ovest-Ovest Ticinello e gli altri) e degli anziani renderebbero giustizia di quella importante domanda.
L'utilizzo dell'automobile per raggiungere il centro deve essere disincentivato anche tramite la creazione di un vero parcheggio di interscambio gratuito, frequentemente collegato al centro della città tramite un bus navetta elettrico.

9.1 Trasporti pubblici.
Occorre definire un piano di trasporti pubblici non inquinanti sia per l'area comunale che in riferimento ai collegamenti esterni al Comune prevedendo minibus elettrici e a metano più frequenti in centro e verso il centro. Diminuiscono l'inquinamento e si adattano meglio all'ampiezza angusta delle vie del quartiere storico.
- Finanziamento del costo di conversione della flotta tramite pubblicità elettronica visiva sui mezzi, utile anche alla diffusione di comunicati e informazioni di servizio/pubblica utilità.
- Introduzione del biglietto Kilometrico: si paga per quanta strada si percorre, tramite registrazione dell'ingresso e dell'uscita dal mezzo con tessera magnetica o tecnologia RFID.
- L'Expo 2015 è l'occasione per realizzare il progetto di una metropolitana leggera da Voghera a Milano.
- Per i bambini che frequentano le scuole del centro storico occorre organizzare il servizio di scuolabus, anche per coloro che vivono in centro o al limitare. Gli intasamenti di auto negli orari di ingresso e di uscita scolastiche in Corso Cavour e in Via Scopoli, per esempio, sono affrontabili tramite quel servizio che concorrerebbe anche a diminuire l'inquinamento da biossido di carbonio.

9.2 Mobilità pendolare.
Si rende necessario un Tavolo di contrattazione fra il Comune, Regione Lombardia e Trenitalia. Il Comune fa da intermediario e l'obiettivo è finalizzato a: 1. concordare orari treni pendolari per la tratta Pavia-Milano Rogoredo/Lambrate/Centrale; 2. concordare ripristino IC Pass a valenza comunale per l'utilizzo dei treni IC nelle fasce agevolate per i pendolari a tariffe agevolate oppure trattativa per reintroduzione utilizzo treni IC Plus ed Eurocity con la CRT3. Istituzione di bus navetta ad hoc di collegamento alla stazione di Pavia ad utilizzo esclusivo dei pendolari. Possibile call-center per passaggio su chiamata in zone prestabilite. I bus navetta vanno garantiti nelle fasce d'orario dei pendolari (dalle 6.00 - alle 10.00 a.m., con picco dalle 7.00 alle 8.00 a.m. e fascia serale: dalle 17.00 alle 20.30 p.m. con picco dalle 19.00 alle 20.00). I bus navetta concordano i propri orari con i treni da utilizzare (in partenza e in arrivo) e nella fascia serale "aspettano" l'arrivo del treno. 4. Parcheggi auto pendolari: trovare spazi ad hoc di parcheggio per pendolari. Si potrebbe realizzare una sorta di contrassegno su base annuale a tariffa agevolata per il parcheggio del pendolare o dedicare un numero minimo di parcheggi gratis ad esclusivo utilizzo dei pendolari (dietro esposizione di questo contrassegno). 5. Servizio di car-sharing tramite call-center dedicato ai pendolari: il comune mette a disposizione macchine per utilizzo pendolari della stessa zona con gli stessi orari treni. L'auto viene rilasciata in stazione, riutilizzata la sera e riconsegnata al settore che potrebbe essere appositamente istituito nel parcheggio multipiano adiacente al supermercato Esselunga.

9.3 Controllo del Traffico.
Istituzione di un "tavolo di controllo del traffico". Al tavolo dovrebbero partecipare i sindaci di Pavia e dei comuni della cerchia, la Provincia, i rappresentanti dei pendolari, gli organi di polizia deputati al controllo stradale, le associazioni ambientaliste, Agenda 21 e i mobility manager.
Con l'obbiettivo di analizzare le alternative di mobilità per i pendolari, e di riuscire a comunicarle agli interessati, di trovare soluzioni innovative a basso costo e basso impatto ambientale.

9.4 Trasporto privato.
- Diminuzione delle imposte comunali per chi non possiede un'automobile privata, aumentandole a chi possiede automezzi al di sopra di una certa cilindrata (Suv e non solo), ed imitare le politiche di alcune città europee per cui il cittadino è scoraggiato ad utilizzare l'auto privata. Occorre non permettere l'accesso ad automezzi privati per trasporto persone di tale cilindrata anche se i proprietari sono residenti nella zona a traffico limitato.
- Per il trasbordo delle merci, occorre realizzare un punto di raccolta di quelle destinate al centro per la loro distribuzione con un mezzo navetta elettrico. I negozi dovrebbero attrezzarsi per le consegne a domicilio, in particolare questo servizio deve essere rafforzato dai supermercati e centri commerciali per tutte le face di clientela, con un valore aggiunto per gli anziani.
- Il Comune dovrebbe farsi promotore di convenzioni per servizi privati e pubblici (taxi) di car sharing e di car pooling. Organizzazione con Milano e con le principali destinazioni da e per Pavia, di un sistema di condivisione delle auto private (car-pooling), sul "modello Westfalia", con l'obbiettivo di un significativo contenimento del traffico automobilistico. Nell'esempio tedesco in pochi anni si sono ottenute riduzioni significative delle auto in circolazione, oltre il 35%. Si sono ottenuti vantaggi di qualità della vita (aria più pulita, meno malattie, minor inquinamento acustico) e ludico-sociali (il viaggiatore si sceglie i compagni di viaggio in base a simpatia e interessi comuni) e non è stato necessario costruire nuove strade risparmiando soldi e territorio.
- Verifica dell'efficacia e stimolo alla reale attivazione dei mobility manager istituiti per razionalizzare gli spostamenti in entrata e in uscita dalle aziende, dagli ospedali, dalle università dalle sedi istituzionali.
- Si devono comunque prevedere disponibilità di taxi anche in orario notturno (servizio radiobus notturno a chiamata e percorso variabile). L'istituzione di un numero verde in contatto con la polizia muncipale dovrà dare informazioni circa la possibilità per il cittadino di disporre di un mezzo pubblico o privato di spostamento.

9.5 Piano parcheggi.
- Deve essere rivisto il piano parcheggi con il potenziamento e la rivitalizzazione di quelli in prossimità del centro e nelle aree dismesse limitrofe (area ex Neca), con la prospettiva di creare un vero interscambio di parcheggi attrezzati con pensiline per la pioggia, per esempio, - non come quello fittizio al Carrefour. Si parcheggia l'auto gratuitamente, quindi si prende una navetta elettrica che costa 1 euro per tutto il giorno e si arriva in centro.
- Non siamo favorevoli alla riapertura al traffico di Piazza Botta, sarebbe preferibile, visto che il risanamento dell'area ex Marelli è ancora in corso, prevedere un parcheggio sotterraneo proprio in quell'area che a ragione si può definire al limitare del centro e andrebbe a completare quello già previsto nell'area ex Neca. Non si devono realizzare parcheggi sotterranei in centro storico, aumenterebbero il traffico veicolare pur se limitati ai soli residenti.
- E' da prevedere una tariffa comprensiva di "parcheggio più mezzi pubblici".
- I contratti per la sosta contratti dal Comune con Asm devono essere rinnovati alla loro scadenza e devono altresì essere calcolate le perdite per l'erario nel caso non siano rinnovati per tempo.
- Per la rimozione forzata di automobili private in periodo notturno, si deve prevedere l'obbligatorietà di informare tramite avviso nel luogo di rimozione della località in cui il mezzo è stato ricollocato e un numero di telefono di riferimento e sicurezza per il cittadino.

9.6 A piedi, in bicicletta.
Pavia si deve dotare di una rete di piste ciclabili "sicure", che la renda "circumpedalabile", che consenta di raggiungere i punti di maggior interesse pubblico, ad esempio scuole, ospedali, municipi, ecc. Si tratta di costituire una cintura verde ciclopedonale che congiunga i tratti già esistenti in un anello verde. Si deve prevedere l'istituzione di parcheggi comunali per le biciclette e aumentare il numero di rastrelliere. La revisione del regolamento di Polizia urbana dovrà includere l'obbligo di allestimento di parcheggi per le biciclette negli spazi condominiali comuni laddove presenti.
Favoriremo con apposite convenzioni i servizi di noleggio bici, bike sharing, per rendere la bicicletta un vero mezzo di trasporto, per tutti. Le biciclette comunali saranno prelevabili tramite una tessera prepagata e si potranno restituire in punti strategici (Stazione, Piazza della Vittoria, Castello, Lungoticino, etc....)

9.7 Progetto Piedibus.
E' un autobus a piedi, formato da una carovana di bambini che vanno a scuola in gruppo, accompagnati da due adulti, un "autista" davanti e un "controllore" che chiude la fila. Un modo per rendere la città più vivibile, meno inquinata e pericolosa. Per rendere i bambini più liberi, socievoli, aperti e contribuire alla loro salute.

Il centro deve essere realmente pedonale. Corso Cavour non è più pedonale, troppi mezzi privati non rispettano l'isola. E anche i marciapiedi dovranno tornare ad essere tali.

9.8 Mobilità dei disabili.
Occorre un Piano urbano per la mobilità dei disabili, che consenta loro di partecipare in libertà e autonomia alla vita della città. Il servizio per il trasporto dei disabili deve avvenire sulla base della qualità offerta, come per esempio quella del servizio prestato dalla Croce Verde per conto dei Servizi sociali del Comune. Si devono prevedere inasprimenti delle sanzioni ed eventuale ritiro dell'auto per un periodo da tre a sei mesi per chi parcheggi sugli scivoli per i disabili.

9.9 Al lavoro con il pullmino.
Le aziende pubbliche e privati di una certa dimensione saranno incoraggiate a mettere a disposizione dei dipendenti pullmini per trasporto comune dei dipendenti verso i parcheggi esterni e a corona nelle ore di inizio e fine turno. Il Comune protrebbe farsi promotore di un progetto sperimentale in tal senso.



10 COMMERCIO

"Dall'homo consumens all'homo consumens sapiens"

Per rivitalizzare il commercio in modo sensato e duraturo, senza eccessive omologazioni che a lungo andare lo deprimerebbero, occorre agire sulla visibilità e valorizzazione del patrimonio monumentale, sulla qualità della vita culturale, studentesca e sociale, il consumo viene di conseguenza. La sollecitazione del consumo in quanto tale ha fatto il suo tempo, e anche la domanda locale tradizionale sembra essersi esaurita localmente trovando offerte in altri luoghi della provincia o di altre province. E' attirando turisti, visitatori, cittadini verso il centro offrendo oltre ai beni di consumo anche quelli duraturi delle offerte culturali che si ricrea un circuito di consumo. Prima di essere un "centro commerciale naturale", il cuore di Pavia è l'anima di una città d'arte, imporre con forza questa bella identità è il veicolo tramite il quale la piccola distribuzione potrà trovare una domanda solida.

10.1 Moratoria dei centri commerciali
Chiediamo e supportiamo la richiesta di moratoria sui Centri Commerciali. Hanno devastato il paesaggio del Parco Visconteo, sono stati fonte di speculazioni finanziarie che non hanno lasciato un euro a Pavia, hanno costretto alla chiusura molti piccoli esercizi, favoriscono l'individualismo, sollecitano i bisogni indotti, costringono gli anziani a non essere indipendenti nei loro movimenti. Inoltre non rispondono ai bisogni profondi di relazioni umane e sociali autentiche. Nelle aree dismesse, dove in alcune sono previsti insediamenti della media distribuzione, devono invece prevedersi negozi di vicinato e diversificati per offerta. La media distribuzione non deve diventare il luogo centrale di queste aree una volta riprogettate e rinnovate.

10.2 Distretto urbano del Commercio
Sosteniamo l'istituzione e le attività del Distretto urbano del commercio che coinvolge direttamente le aziende locali e il senso di responsabilità di molti commercianti che hanno deciso di investire direttamente in un progetto di rigenerazione del commercio locale.

10.3 Sostegno al piccolo commercio
Sosteniamo il piccolo commercio e saremo favorevoli alla rinascita delle Botteghe che hanno rappresentato un fulcro artigianale vanto delle microrealtà italiane. Gli esercizi integrati nel tessuto urbano e sociale sia in centro che nei quartieri periferici della città la rendono viva. Supportiamo le piccole aziende che propongono prodotti di qualità. Il Comune dovrà avere il ruolo di sollecitatore delle associazioni di categoria e delle banche affinchè i cittadini tornino ad essere consumatori consapevoli e attenti, in modo da offrire sicurezza al giovane che vuole intraprendere un'attività commerciale con cui vivere a lungo e con dignità. Si incentiverà l'apertura dei negozi del riciclo e di vendita di prodotti alla spina. I prodotti alla spina (detersivi, bibite, liquidi in genere) permettono una sensibile riduzione dei rifiuti. Le realtà che propongono beni provenienti dalle diverse realtà del commercio equo e solidale saranno incoraggiate così come sarà accolto favorevolmente l'incremento della loro rete. Il commercio di qualità trova un contesto urbano adeguato se questo risponde a caratteristiche di rispetto dell'ambiente e della salute. E' la qualità del prodotto unità alla qualità dell'aria e del contesto urbano che sollecita il consumo consapevole e duraturo, più che la riapertura di settori del centro storico alle auto.

10.4 Progetto Filiera Corta. Riorganizzazione del mercato agroalimentare su base locale
E' una strategia locale per riprogettare il mercato agroalimentare secondo principi di giustizia, promozione dell'imprenditorialità e del lavoro, sostenibilità ambientale, efficienza, valorizzazione del territorio.
La filiera corta, intesa come simbolo di un modello economico alternativo ed innovativo, favorisce la coesione sociale promuovendo un'"alleanza" fra consumatori, produttori ed istituzioni in cui i produttori si impegnano ad offrire prodotti sani, a basso costo e di qualità, i consumatori sono consapevoli di sostenere l'economia locale e l'occupazione, le istituzioni pubbliche si impegnano in un ruolo di mediazione, garanzia e sorveglianza. Le imprese agroalimentari medio-piccole vendono i loro prodotti direttamente, entrano nelle città attraverso i farmer's market o gli spacci del contadino offrendo prezzi ridotti, qualità, sensibilità ambientale, riscoperta del territorio, tutela della biodiversità. Evitando la filiera lunga, e quindi la speculazione sui prezzi e un'impronta ecologica pesante, si ottiene un beneficio sia per i produttori che per i consumatori: è ciò che possiamo imparare da progetti realizzati in molti paesi, fra cui Francia, Germania, Argentina, Stati Uniti, Canada, Inghilterra.A Pavia è già presente un farmer's market organizzato da Coldiretti: il Comune, insieme alla Provincia, può promuovere ulteriormente la filiera corta e la produzione locale ponendosi come intermediario e garante di una rete di associazioni di scopo, imprese, l'università e associazioni di consumatori.

I principali obiettivi da perseguire sono la creazione di una rete di produttori e di luoghi di vendita (farmer's market, spacci del contadino, fiere stagionali). Una buona filiera diretta necessita di un'azione di agevolazione e mediazione da parte del Comune, che apre così la città al territorio. Inoltre, il Comune promuove campagne di sensibilizzazione attraverso vari canali, da quelli istituzionali alla stampa fino alla scuola.
Spacci del contadino, se ne prevedono due, uno in centro ed uno in periferia. Gli spacci del contadino sono punti vendita autorizzati dal Comune gestiti direttamente dai produttori.
Fiere stagionali. AutunnoPavese deve essere coinvolto nella filiera corta. Oltre ad AutunnoPavese, proponiamo di realizzare feste stagionali dei prodotti tipici con la finalità non solo di offrire un ulteriore momento di vendita diretta, ma anche di creare occasioni di richiamo, di comunicazione, di qualificazione culturale e turistica della città. Le Fiere stagionali vanno in questo senso affiancate a percorsi eno-gastronomici che portino i visitatori direttamente nelle aziende.
La filiera corta presuppone la riapertura a Pavia di un mercato generale ortofrutticolo. Nel passato era posizionato in piazzale Oberdan; se ne potrebbe prevedere la ricollocazione nello stesso luogo o agli ex Magazzini Cariplo.

Prezzo chiaro. Tutti i prodotti commercializzati attraverso la filiera corta dovranno esibire etichette trasparenti che mostrino la tracciabilità del prodotto. Prezzo corto: secondo Coldiretti i farmer's market offrono mediamente al consumatore un risparmio del 30% rispetto ai canali distributivi tradizionali. Tenendo conto che, sempre secondo dati Coldiretti, la filiera lunga quintuplica i prezzi, sono possibili sconti anche maggiori. Il Comune, in qualità di garante e di organizzatore della filiera corta, si può porre come mediatore sui prezzi. Menù a km zero: il Comune promuove la certificazione "menù a km zero" per gli esercenti che offrono ristorazione unicamente con prodotti locali. Continuare e sviluppare la collaborazione con il Gas Pavia (gruppo di acquisto solidale) ed eventualmente favorire la nascita di altri gas nel territorio; offrire ai cittadini uno strumento informativo per conoscere i gas ed eventualmente parteciparvi.
La collaborazione con il Gas Pavia sta permettendo di promuovere lo sviluppo di pratiche sostenibili (l'uso dell'acqua di rubinetto, la riduzione dell'usa e getta, etc.) all'interno di alcune scuole della città. Questa esperienza ha un forte carattere formativo per le pratiche di sostenibilità ed è principalmente rivolto alle nuove generazioni ma tocca di riflesso molte famiglie pavesi. Fornire appoggi di tipo logistico ai vari gas favorendo l'uso di piccoli depositi che possano servire per consegne della merce da parte dei piccoli fornitori locali ed anche come punto di incontro all'interno dei quartieri per sviluppare la nascita di nuove forme di socialità: non più i "non-luoghi" adibiti al semplice consumo ma punti di incontro e di confronto tra produttore diretto e consumatore che diano la possibilità ad entrambi di esprimere le proprie esigenze e far conoscere le proprie criticità.

Pavia può essere all'avanguardia nel commercio virtuale. Utilizzare la rete Wifi per facilitare l'incontro tra domanda e offerta. Inserimento all'interno della rete cittadina vetrine virtuali per tutti i punti commerciali creando la prima città commerciale su internet. All'interno della rete tutti i commercianti avranno il loro spazio e potranno beneficiare delle sinergie della piattaforma, contribuendo alla creazione di contenuti, promuovendo i propri prodotti/servizi, facilitando i consumatori nel loro percorso di acquisto.

10.5 Promuovere la crescita o l'insediarsi di imprese medio-piccole.
La filiera corta beneficia per primi i produttori, che recuperano margini di profitto tramite la vendita diretta. Secondo un'indagine promossa da Coldiretti (2009), dal campo alla tavola i prezzi quintuplicano per effetto sia di una rete distributiva inefficiente, ridondante e poco trasparente, sia di uno squilibrio nel potere di contrattazione fra i singoli imprenditori ed i grandi gruppi commerciali. Questo sistema favorisce solo la grande distribuzione e i grandi gruppi dell'agrobusiness mettendo in difficoltà i coltivatori diretti (il tasso di occupazione nel comparto agroalimentare in Italia è significativamente più basso rispetto a paesi come Francia, Germania ed Inghilterra). La filiera corta ridà invece fiato alla produzione locale e stimola l'occupazione.

10.6 Promozione di una cultura alimentare rinnovata.
Richiede innovazione nei campi della qualità, sostenibilità ambientale, promozione di lavoro qualificato, tutti valori che devono stare al centro dell'azione pubblica di promozione della filiera corta. Tale cultura rinnovata può diventare un fattore sia di coesione sociale sia di promozione turistica (come effetto di ricaduta, ma fondamentale, di tutte i progetti sopra esposti). La filiera corta favorisce infine la coesione sociale promuovendo un'"alleanza" fra consumatori, produttori ed istituzioni che tiene insieme qualità, risparmio, stimolo all'imprenditoria e all'occupazione. Un effetto di ricaduta essenziale è quello sul turismo: la valorizzazione del territorio e delle culture del gusto si deve porre come polo d'attrazione. In altre parole, Pavia può diventare un settore che valorizza e pubblicizza le produzioni locali. Patti di filiera: hanno come obiettivo la promozione di accordi fra produttori agricoli ed operatori di altri settori: ristorazione, commercio e turismo, per la vendita dei prodotti agricoli di qualità e locali, secondo modalità da concordare fra le categorie.

10.7 Il Consumo e la tutela dei consumatori.
Il Comune dovrà supportare quelle associazioni che seriamente in questi anni si sono poste a difesa del consumatore, evitando che interi piccoli patrimoni familiari venissero spazzati via dalle speculazioni oscure di grandi e piccoli gruppi. Quel supporto lo potrà dare, per esempio, offrendo sportelli informativi gestiti in collaborazione con tali associazioni; organizzando momenti di informazione e sollecitazione al consumo consapevole.


11 PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Trasparenza e Partecipazione

"Pavia città del bene comune"
"Una casa di vetro con i vetri puliti"


11.1 La partecipazione va sollecitata
Se non c'è trasparenza, se non c'è autentica informazione non ci può essere democrazia. Ogni amministrazione ha la responsabilità politica delle decisioni che prende, tuttavia si assume anche l'onere di protrarre la democrazia oppure annichilirla, dipende dalle pratiche che adotta. Si adotteranno quindi tutti quegli strumenti atti a rendere il Comune una casa di vetro, con i vetri puliti, anche e soprattutto per quegli aspetti che andrebbero a determinare il destino della città, quali il Piano di governo del territorio.

11.2 Analisi statistica e comunicazione ai cittadini
Ruolo attivo dell'amministrazione comunale nel reperimento dei dati (statistici o puntuali) fondamentali per operare scelte corrette nel merito e nel metodo.
Potranno di volta in volta essere dati di carattere socio economico piuttosto che legati alla mobilità o alla disponibilità di abitazioni e capannoni sfitti/invenduti.
Ad esempio la fallimentare adozione delle corsie preferenziali per gli autobus in viale Matteotti poteva essere evitata (evitando mesi di disagi) se solo si fossero valutati preventivamente gli effetti sul traffico.
Alcuni indicatori significativi potrebbero essere:
- Flussi in città: per tipologia di mezzo di trasporto, per tipologia di necessità (scuola, lavoro, pratiche burocratiche, turismo, logistica/trasporti, ecc).
- Numero delle persone supportate dai servizi sociali
- Tipologia e distribuzione (per fascia di età per zona geografica). delle varie forme di disagio. Per la pianificazione di azioni mirate ed efficaci.
- Quantità e distribuzione sul territorio degli alloggi sfitti e dei capannoni sfitti. Per definire possibili scenari di insediamento e "specializzazione funzionale" di alcune aree della città.
Le statistiche rilevate verranno pubblicate e distribuite gratuitamente agli organi istituzionali e ai cittadini.

11.3 Rete Wi-fi
I cittadini possono esercitare i loro diritti solo se sono informati. La realizzazione di rete Wifi gratuita permetterà a tutti i cittadini di accedere liberamente alle informazioni di rete, ai siti istituzionali, a quello comunale. Parte delle attività di interazione con la pubblica amministrazione saranno effettuate via rete, tale da diminuire gli spostamenti. I cittadini devono sapere in ogni momento a quale punto sia la loro pratica.
Il Wifi gratuito permetterà a tutti un accesso alla rete e quindi alla conoscenza, ovunque nel comune. Si potrà studiare e lavorare nelle piazze e nei parchi, favorendo la socialità e lo scambio culturale.
Il Wifi gratuito favorirà anche il telelavoro, togliendo automobili dalle strade ed aumentando la qualità della vita. Inoltre è nostra intenzione garantire a tutti l'accesso all'ADSL, alcune zone del Comune di Pavia, come ad esempio Mirabello, non possono beneficiare della banda larga e non utilizzano a pieno le potenzialità della rete.

11.4 Il tempo.
E' anch'esso un bene comune e come tale deve essere considerato quando lo si organizza con il fine di meglio gestire le vite dei cittadini. (Si Veda: Lavoro)

11.5 La politica.
Anche la politica con la P maiuscola lo è, va quindi salvaguardata la sua dimensione etica, di partecipazione e di rappresentanza, salvaguardando al contempo anche il linguaggio che mai dovrà abbassarsi ai toni triviali ai quali purtroppo si rischia di abituarsi.

Ruolo attivo dell'amministrazione comunale nel reperimento dei dati (statistici o puntuali) fondamentali per operare scelte corrette nel merito e nel metodo.
Potranno di volta in volta essere dati di carattere socio economico piuttosto che legati alla mobilità o alla disponibilità di abitazioni e capannoni sfitti/invenduti.
Ad esempio la fallimentare adozione delle corsie preferenziali per gli autobus in viale Matteotti poteva essere evitata (evitando mesi di disagi) se solo si fossero valutati preventivamente gli effetti sul traffico.
Alcuni indicatori significativi potrebbero essere:
Flussi in città: per tipologia di mezzo di trasporto, per tipologia di necessità (scuola, lavoro, pratiche burocratiche, turismo, logistica/trasporti, ecc).
Numero delle persone supportate dai servizi sociali
Tipologia e distribuzione (per fascia di età per zona geografica). delle varie forme di disagio. Per la pianificazione di azioni mirate ed efficaci.
Quantità e distribuzione sul territorio degli alloggi sfitti e dei capannoni sfitti. Per definire possibili scenari di insediamento e "specializzazione funzionale" di alcune aree della città.
Le statistiche rilevate verranno pubblicate e distribuite gratuitamente agli organi istituzionali e ai cittadini.

11.6 Trasparenza.
E' anche avvicinare il Comune al cittadino e renderlo consapevole dei suoi diritti e rispettare la libertà di scelta politica. Si propone la pubblicazione a scadenza mensile nel sito Internet del Comune della specifica degli emolumenti erogati a tutti coloro che ricoprono incarichi di natura politica e i compensi destinati agli eventuali consulenti/collaboratori esterni di informare la cittadinanza sugli effettivi introiti e relativi esborsi della cassa comunale si propone la pubblicazione cartacea e telematica della situazione finanziaria periodica del Comune.
si pubblicheranno sul sito del Comune tutti gli atti relativi all'amministrazione e i verbali delle sedute dei Consigli e delle Commissioni.
I rappresentanti del Comune negli Enti dovranno produrre ogni sei mesi una relazione dettagliata sulla loro attività e sulla gestione e attività dell'Ente in cui siedono.
Oggi, per ottenere risposte ad una sua domanda, il cittadino deve muoversi e recarsi agli sportelli del Comune. Per evitare traffico, permessi al lavoro, code estenuanti, il cittadino potrà collegarsi al portale del Comune e mettersi in contatto con un operatore utilizzando una chat o Skype. Questo potrà interpellare e fare intervenire direttamente nella comunicazione anche il tecnico o il dirigente competente che fornirà la risposta al quesito. L'impiegato comunale avrà la possibilità di gestire più di una comunicazione contemporaneamente facendo anche pervenire file e indicare i link del caso. Utilizzando software open source il costo dell'operazione è praticamente nullo.

11.7 Introduzione dell'audit nell'Amministrazione Pubblica.
Si propone l'introduzione della funzione di audit all'interno dell'amministrazione comunale di Pavia al fine di rinforzare materialmente la governance attraverso l'incremento della capacità dei cittadini di mantenere le istituzioni pubbliche responsabili

Gli auditor svolgeranno una funzione particolarmente importante in quegli aspetti di governance che sono fondamentali per promuovere la credibilità, l'equità e un adeguato comportamento dei funzionari pubblici, riducendo nel contempo il rischio di corruzione. È, quindi, fondamentale che la funzione di audit del Comune sia configurata in modo appropriato e abbia un ampio mandato per poter realizzare tali obiettivi.

Gli auditor, fornendo accertamenti imparziali ed obiettivi sul fatto che le risorse pubbliche siano gestite responsabilmente ed efficacemente al fine di realizzare i risultati voluti, aiutano le organizzazioni statali ad ottenere la responsabilità e l'integrità, a migliorare le operazioni ed infondono la fiducia fra i cittadini e gli stakeholder. Il ruolo dell'auditor della pubblica amministrazione sosterrà le responsabilità dell'amministrazione pubblica inerenti il controllo, la valutazione e la previsione. Il controllo ha la finalità di verificare se le istituzioni stanno facendo quello che si suppone che normalmente facciano e serve a scoprire e a dissuadere la corruzione pubblica. La valutazione assiste chi deve prendere le decisioni, fornendo una valutazione indipendente di programmi, policy, operazioni e risultati pubblici. La previsione individua i trend e le sfide emergenti. Gli auditor utilizzano strumenti quali gli audit finanziari, i performance audit e le investigazioni ed i servizi di consulenza per svolgere ciascuno di questi ruoli.

11.8 Costi dei partiti
"Non avrai altro incarico che questo".

Sulla base della segregazione dei ruoli i Consiglieri comunali non avranno altra carica pubblica. In questo modo potranno esercitare il proprio controllo autonomamente senza essere influenzati da alcun interesse. Non parteciperanno ad altri consigli di amministrazione in cui il Comune abbia titolo per essere rappresentato. I Compensi dei dirigenti nominati dal Sindaco o dal Consiglio saranno adeguati alle loro mansioni e saranno resi pubblici. Se i dirigenti godono già di una corresponsione dall'Ente partecipato dal Comune, decadranno dal godimento degli emolumenti di quest'ultimo. Dovranno essere selezionati sulla base delle competenze documentate e non sulla base dell'appartenenza politica o partitica. Non dovranno comunque avere conflitti di interesse tramite attività professionali o presenza in consigli di amministrazione e gestione di società con obiettivi concorrenti a quelli del Comune.

11.9 Rapporti con i dipendenti comunali.
L'Amministrazione dovrà agire con equità nei confronti dei dipendenti comunali, rispettandone le competenze, la dignità e l'integrità di lavoratori. Rispetterà i ruoli di rappresentanza delle parti sociali astenendosi da azioni di prevaricazione e da valutazioni sul personale di carattere politico e che non siano inerenti il contratto di lavoro.


12 SOLIDARIETA' e DIRITTI

"I diritti o sono di tutti o non sono"

Il Governo ha decurtato in modo drammatico i trasferimenti ai Comuni. Eppure è un momento che esigerebbe invece la rigenerazione di una rete di sostegno sociale. Una percentuale dei fondi che arriveranno a Pavia per l'Expo2015 dovrà essere accantonata per la ricostruzione di una rete di sostegno sociale.

Le famiglie pavesi con anziani a carico devono poter trovare adeguate risposte nella Pubblica amministrazione e in quei settori di tutela. La spesa pro capite per anziano deve essere dichiarata dall'amministrazione, contrariamente a quanto avviene ora, per poter calcolare le potenzialità di aumentare i servizi, diversificarli e valutarne la qualità. Pavia non compare tra le città italiane che hanno fornito i dati di spesa procapite per anziano. Le città italiane si attestano da un minimo di 22 euro ad un massimo di 400 a Trieste. La partecipazione a soggiorni estivi e invernali, a spettacoli teatrali, deve andare di pari passo con gli interventi strutturali di sostegno e cura domiciliari. La mobilità è uno dei vincoli all'indipendenza degli anziani. Le città che più spendono per la comunità di cittadini al di sopra dei 65 anni, lo fanno attrezzandosi per le consegne a domicilio anche dei farmaci, con telefoni disponibili per alleviare la solitudine. Aggiungiamo, come proposta, anche la calmierazione di prezzi di interventi odontoiatrici e odontotecnici i cui costi gravano sulle pensioni medio-basse.

12.1 Nuove povertà.
L'Istat ha emanato recentemente nuovi indici per stabilire il grado di povertà dei cittadini e delle famiglie. A Pavia, mentre sono conosciute le povertà antiche fatte da cittadini senza fissa dimora o da indigenti già conosciuti dai servizi sociali, non è dato conoscere quanti cittadini e famiglie stiano vivendo un progressivo impoverimento. Occorre ottenere dati certi in modo tale da prevedere capitoli di spesa dedicati alle nuove povertà. Questi dati vanno incrociati con le richieste di dilazione nel pagamento delle bollette, già in incremento negli ultimi anni, e con i dati raccolti dalle scuole per le richieste di accesso ai buoni-scuola e alla "dote scuola".

Le mense pubbliche vanno supportate economicamente dall'Amministrazione e riconosciute come servizi pubblici per i cittadini.

Si propone la creazione di un centro odontoiatrico pubblico per la prevenzione delle patologie dentarie nei bambini. Dovrà essere condotto al medici odontoiatri volontari.

12.2 La Carta Europea dei diritti dell'uomo nella città
L'appartenenza di Pavia alla cultura giuridica europea e internazionale si esprime anche attraverso l'adesione alla Carta europea dei diritti dell'uomo nella città. Di tale Carta, alcuni principi verranno immediatamente implementati, altri fungeranno da guida alla creazione di una città pienamente rispettosa dei diritti dei cittadini e di quanti la abitano.
In particolare, nel rispetto della Carta, Pavia:
- si impegnerà a non firmare alcun contratto comunale se non contiene delle clausole di rifiuto del lavoro dei bambini e di rifiuto del lavoro illegale, che si tratti di cittadini dello Stato o di stranieri, di persone in situazione regolare oppure irregolare rispetto alle leggi nazionali.( art. XIV, co. 3 della Carta)
- si impegnerà a sviluppare delle politiche di miglioramento dell'accesso dei cittadini al Diritto e alla Giustizia, favorendo la soluzione extragiudiziale delle controversie civili, penali, amministrative e professionali, mediante l'istituzione di meccanismi pubblici di conciliazione, di transazione, di mediazione e di arbitrato.

12.3 Casa.
La crisi economica impone d'affrontare l'alto costo degli affitti. Il fondo affitti del comune deve essere incrementano tramite la partecipazione del credito locale; contemporaneamente occorre che il Comune si faccia garante di una maggior equità dei canoni di affitto. Bisogna però intervenire affinché i piccoli proprietari siano incentivati a porre sul mercato le residenze sfitte. La crisi immobiliare e fondiaria sta facendo franare il boom edilizio degli ultimi due anni; ciò offre l'opportunità di intervenire per riportare i canoni di affitto entro una soglia adeguata al regime dei redditi medio-bassi, con garanzie per il piccolo proprietario. Il Comune si faccia anche garante nei confronti dei proprietari.

Si prevede l'aumento del numero di persone dedite al servizio civile volontario da dedicare ad un'attività di "tutor" nei confronti di cittadini extracomunitari o neo-comunitari che escono da situazioni di estrema precarietà e povertà, nei primi periodi del loro percorso di integrazione. L'esperienza ci mostra come sia grande la difficoltà nel gestire i proventi di un'attività lavorativa stabile, facendoli combaciare con le esigenze economiche tipiche di una famiglia (bollette, spese fisse, tasse). Spesso chi da poco esce da una situazione di clandestinità o vagabondaggio ed indigenza non ha dimestichezza con le scadenze burocratico- amministrative e si trova in difficoltà nel far fronte ad affitti o bollette pr semplice ignoranza, non per cattiva volontà o reale impossibilità. Una figura che, coordinata dai servizi sociali, segua nell'economia domestica e nelle incombenze burocratiche queste persone amministrandone parzialmente i beni, potrebbe di per sé essere garanzia nei confronti dei proprietari, oggi molto restii ad affittare case a queste persone

Le badanti e i prestatori di cure sono prevalentemente donne che spesso di trovano in stato di necessità. Occorre individuare e attrezzare luoghi in cui possono trovare riparo e continuare una vita di relazioni tra un servizio e l'altro. Inoltre, creare un punto di riferimento comunale nell'eventualità che si trovino in situazioni di disagio senza tutela e protezione alcuna. La cura degli anziani si sta infatti da tempo dirigendo verso le cure domestiche affidate a signore immigrate piuttosto che a case di cura e di ricovero.

Il Comune si farà promotore di centri di mediazione dei conflitti. Accanto a questi funzionerà anche un centro contro le discriminazioni al quale si possono rivolgere tutti coloro che hanno subito o sono a conoscenza di atti discriminatori dovuti al sesso o al gruppo culturale di appartenenza.

12.4 Proposte accoglienza ed estensione dei diritti
Pavia deve ricostruirsi un'immagine di città dei diritti, ove i problemi non vengano nascosti o strumentalizzati, ma affrontati nel rispetto della dignità dell'individuo. Ciò vale per i residenti e per coloro che Pavia si trova ad accogliere. Il recente dramma umanitario all'ex Snia ha insegnato che il rispetto dei diritti anche agli esclusi da secoli dalla civiltà del diritto è il miglior viatico verso la legalità e la sicurezza. Occorre riprendere e rivedere la formazione del Consiglio degli Stranieri. Avviare serie e autorevoli campagne antirazziste dirette ai giovani.
Come città dell'accoglienza, Pavia deve superare la logica imposta dai mezzi di comunicazione e da alcuni partiti politici, secondo cui immigrazione significa insicurezza e illegalità. L'inclusione e la partecipazione di tutti i cittadini alla vita sociale e politica devono essere i punti cardine di un'amministrazione democratica che punta all'eliminazione delle conflittualità sociali e cerca una pacifica dialettica tra le varie classi sociali e le varie nazionalità presenti nella città.
Al fine di promuovere una cultura di accoglienza e rispetto reciproco delle diverse culture che vivono nella città è importante favorire la creazione di mediatori linguisti e culturali nelle scuole materna, elementare e media.
E' da riprendere la proposta del Consiglio dei cittadini extracomunitari, in modo tale che l'amministrazione possa avere un interlocutore rappresentativo da consultare quando si appresti a deliberare progetti che riguardini cittadini stranieri.
In contemporanea con le elezioni del consiglio comunale, si prevede l'elezione di due rappresentanti non comunitari residenti a Pavia scelti dalla popolazione non comunitaria residente in città. Gli eletti partecipano alle sedute del Consiglio Comunale, non hanno diritto di voto ma, come tutti gli altri consiglieri, possono partecipare al dibattito, esprimere mozioni, ecc.

12.5 Minori.
Parificazione nel trattamento dei minori indipendentemente dal titolo di soggiorno dei genitori, con erogazione dei benefici previsti in caso di bisogno (dote scuola, ecc.)

12.6 Salute.
Rafforzare gli ambulatori popolari, ai quali si rivolgono gli extracomunitari irregolari. Vista la situazione legislativa e le nuove proposte di legge discriminatorie verso i migranti, l'unico riferimento per le persone non ancora in regola con il permesso di soggiorno sono gli ambulatori popolari. È qui che le persone possono rivolgersi senza timore di essere denunciate e da cui poi possono essere indirizzate e assistite con una professionalità adeguata. Tale intervento ha carattere preventivo rispetto a patologie che potrebbero sfuggire a ogni controllo, con rischi per tutta la popolazione.

12.7 Disabili
I cittadini portatori di handicap dovranno essere pienamente integrati nella vita della città. In particolare, il Comune amplierà l'ambito dei servizi messi a disposizione delle categorie più vulnerabili ed interverrà a promuovere "progetti per la vita indipendente".
Si dovrà estendere l'ambito dei servizi rivolti ai cittadini con disabilità delegati alla gestione dei Piani di Zona. Raccogliendo le sollecitazioni delle associazioni dedite a rendere sempre più autonoma e dignitosa la vita del cittadino poratore di disabilità è importante che i servizi diurni e residenziali siano aumentati, così come si dovrà trovare gli strumenti per finanziare i Progetti per la Vita indipendente. Si dovrà rivedere anche l'organizzazione tramite la quale l'amministrazione assume informazioni circa la disabilità, i bisogni e i contesti, tenendo conto che è l'individuo il referente.

12.8 Richiedenti asilo.
Aumentare le strutture per i richiedenti asilo che fuggono da guerre e carestie..Si chiederà di impegnare il prossimo consiglio comunale ad ottenere dalla questura l'estensione da sei mesi ad un anno del permesso di soggiorno "per attesa occupazione" per tutti quei lavoratori che lo avessero perso nel frattempo.

Si sottoporrà al Consiglio comunale la richiesta rivolta ai medici di non aderire alla norma del ddl "Sicurezza" che prevede la denuncia dei pazienti non in regola con il permesso di soggiorno.

12.9 Donne.
Predisporre strutture di ospitalità adeguate per donne (italiane e straniere) che subiscono violenza e minacce. Tali strutture devono essere pensate in modo da permettere alle donne di continuare a svolgere una vita familiare e lavorativa normale, nei limiti del possibile, evitando di rimanere sotto la minaccia di ritorsioni di qualsiasi tipo.

12.10 Ronde" sì!!! ....ma umanitarie....
Si potrebbero prevedere accordi/convenzioni con associazioni di volontariato che svolgano un'attività di tipo umanitario sul territorio cittadino. L'attività sarebbe mirata a cogliere e monitorare quelle situazioni di povertà e disagio che non si rivolgono alle istituzioni o agli sportelli delle associazioni di volontariato. Si pensi ad esempio all'attività di "unità di strada" istituite da alcune associazioni di volontariato laico nel comune di sesto san Giovanni. Queste organizzazioni girano con furgoni/pulmini la sera e di notte avvicinando senza tetto e persone disagiate che vivono per strada, entrando nelle aree dimesse ecc e, mentre distribuiscono coperte, bevande calde, generi di primissima necessità, raccolgono le storie e le istanze di chi si trova in situazioni di disagio e difficoltà e consigliando loro dove rivolgersi per le esigenze che hanno (ambulatori medici, assistenza legale, ecc). Questo risponderebbe anche a un bisogno molto sentito (a torto o a ragione) ultimamente dai cittadini, ovvero quello del cosiddetto "controllo del territorio". In questo modo il territorio verrebbe controllato in maniera umanitaria ed includente.


12.11 Difensore civico.

Il Difensore Civico è una figura prevista dall'articolo 8 della legge 142/90 e dalle leggi 59 e 127 del 1997. Ha il compito di rafforzare e completare il sistema di tutela e di garanzia del cittadino nei confronti delle pubbliche amministrazioni e per assicurare e promuovere il pieno rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. Testo dell' Art. 8 Legge 142/90 Lo statuto provinciale e quello comunale possono prevedere l'istituto del difensore civico, il quale svolge un ruolo di garante dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale e provinciale, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi dell'amministrazione nei confronti dei cittadini
Lo statuto disciplina l'elezione, le prerogative ed i mezzi del difensore civico nonché i suoi rapporti con il consiglio comunale e provinciale.

12.12 Campi.
Siamo contrari alla cultura dei campi. I cittadini di qualsiasi origine culturale e geografica devono poter avere accesso a modalità abitative regolari. I diritti sono diritti, e si realizzano anche nello spazio. I campi hanno sempre richiamato tratti marcati di "extraterritorialità", o, nei peggiori contesti, i "ghetti". Riteniamo che a Pavia non si debbano più sperimentare né i primi nè i secondi, come all'ex Snia. Se bisogno ci sarà di accogliere comunità indigenti di cittadini europei, saranno necessarie, come prescrivono le Direttive europee, aree attrezzate e regolamentate per una permanenza breve in attesa di sistemazioni a lungo termine, al fine di evitare che le aree dismesse diventino specchio della nostra vergogna ed incapacità di gestire l'umanità.
I cittadini europei di origine Sinti debbono poter accedere ad abitazioni reperibili sul libero mercato. Sono residenti a Pavia da più di quarant'anni. L'Amministrazione comunale si potrebbe fare garante, nel caso questa condizione rientri nelle prospettive della comunità Sinti presente a Pavia, del primo tratto di percorso nel reperimento di alloggi, accompagnando le famiglie e i cittadini nel passaggio dal campo ad una abitazione.

12.13 Il principio di sussidiarietà.
E' in sè uno dei principi che hanno permesso alla società civile e al volontariato di protrarre il meglio della tardizione solidaristica europea. Le associazioni e le realtà che hanno preso vita tramite questo principio saranno incoraggiate fattivamentte a continuare sul loro percorso e a contribuire alla ricchezza delle proposte dell'amministrazione. Tuttavia, occorre che queste realtà ritornino ad essere genuine, attestando le loro attività sugli scopi prefissati, non facendosi strumento di propaganda politica per alcuno o agendo con spirito di sudditanza strumentale. L'indipendenza e l'autonomia sono gli altri due principi tramite i quali la sussidiarietà deve operare.


13 SICUREZZA

"Pavia non ama il tribalismo e rispetta la civiltà giuridica"

L'Amministrazione comunale ha strumenti di ordine pubblico essenzialmente legati alla facoltà de Sindaco di emettere ordinanze e alla Polizia municipale. Le ordinanze sono state strumento abusato nel recente passato al punto tale da suscitare preoccupazione per il rischio della creazione di un contesto giuridico parallelo. Ideologicamente e civilmente occorre tornare ciascuno a fare il proprio lavoro, onestamente e senza confusione di ruoli. Un'autorità civica non può trasformarsi tout court in un'autorità di pubblica sicurezza. La miglior garanzia di sicurezza per i cittadini è la garanzia del rispetto e dei diritti fondamentali e di integrazione per i gruppi sociali tendenzialmente esclusi e a rischio di alienazione. Nessun strumento di sicurezza può dirsi veramente tale se viene applicato in violazione etica della nostra civiltà giuridica e della Costituzione. La sicurezza non è solo un problema di ordine pubblico ma di contesto generale per interpretare il quale occorre sensibilità, cultura e lungimiranza.

Se l'opinione pubblica chiede maggiore sicurezza, gli amministratori hanno risposto solamente tentando di mostrare il più alto numero di persone in divisa, mantenendo o riducendo il numero totale degli agenti in servizio effettivo, pur facendo passare il problema come di ordine pubblico. Questa politica ha ridotto il numero di operatori impiegati in settori specifici per utilizzarli in attività generiche. In conclusione non ha prodotto alcun risultato apprezzabile. Proponiamo l'istituzione del Vigile di Quartiere, che opererà stabilmente nel quartiere in collaborazione con il poliziotto e il carabiniere di quartiere. Sarà istituito il servizio Ufficio Mobile, un mezzo appositamente attrezzato (già in dotazione al Corpo) che stazionerà, seguendo un calendario prefissato, in tutti i quartieri. L'Ufficio Mobile consentirà ai cittadini di poter presentare pratiche amministrative o istanze senza doversi recare alla sede del Corpo e coadiuverà i VdQ.

13.1 Regolamento di Polizia urbana
Quello appena entrato in vigore sembra dettato da principi di pulizia e ordine piuttosto che da principi di buon senso e conoscenza delle umane necessità. Deve essere rivisto al fine di non lasciarne l'applicabilità alla discrezionalità degli operatori di Polizia municipale.


Priorità per i primi mesi di mandato amministrativo:

Ogni amministrazione si deve dare delle priorità da affrontare nei primi sei mesi del mandato. Riteniamo che queste siano:
o la riunione di un Tavolo per il lavoro
o sollecitare il sistema del credito cittadino a dichiarare la propria disponibilità a farsi promotore di una nuova imprenditoria giovanile e locale e di iniziative strutturali di microfinanza
o rendere operante la Commissione antimafia
o organizzare il Tavolo territoriale per la revisione degli indirizzi di sviluppo
o iniziative per il commercio locale e artigianale (fiere e mercati rionali)
o rivedere il piano industriale di Asm e iniziare una vera raccolta differenziata
o richiedere alle istituzioni competenti di rivedere la posizione di Pavia città in vista dell'Expo2015 affinchè abbia un ruolo più incisivo e congruo al tema dell'Esposizione universale
o riunire i proprietari delle aree dismesse per verificare la possibilità della riprogettazione
o Chiedere alle imprese i tempi entro i quali ritengono di porre la loro produzione a impatto zero.
o Rivedere la segnaletica stradale e organizzare il trasporto urbano degli alunni con scuolabus togliendo le bottigliette di plastica dalle loro mense.
o Monitoraggio dell'entità e delle caratteristiche dei cittadini a rischio povertà o già in tale condizione.


Hanno contribuito alla stesura del documento: Irene Campari, Max Lilla, Paolo Catona, Michele Pasotti, Valentina De Socio, Giovanni Vitrano, Lucia Leusciatti, Iolanda Nanni, Lucio Radaelli, Luis Orellana, Giuseppe De Leo, Cesare Del Frate, Giovanni Dongiovanni, Emanuele Vicini, Cesare Vitali, Loris Dalla Mariga, Giuseppe Zapelloni, Anna Venturini, Michele Faggiano per il contributo grafico.
Si ringraziano i cittadini che ci hanno dato suggerimenti, esternato bisogni e necessità e sono intervenuti ai nostri dibattiti. Ringraziamo anche coloro i quali durante la campagna elettorale ci solleciteranno a radicare meglio la nostra proposta e ci offriranno nuovi spunti e idee.


Irene Campari
Candidato Sindaco "Cittadini in Comune"

41 commenti

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  • non controlla nessuno mi pare di capire

  • Ma chi commenta in inglese? c'è qualcuno che controlla!?

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I candidati a Pavia

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