MoVimento 5 Stelle Rimani aggiornato su questa lista Iscriviti al MoVimento 5 Stelle

Inserisci la tua email per rimanere informato sulla lista certificata in questo comune





Tenetemi aggiornato
Sono disponibile ad aiutare la lista

MoVimento 5 Stelle

Ambiente


Perugia - 

LA REGIONE UMBRIA TRA LE AREE OGGETTO DELL'ENNESIMA DIFFIDA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

E' ormai scientificamente provata la connessione tra inquinamento atmosferico, polveri sottili e riduzione degli anni di vita, alle quali si accompagnano malattie e allergie, anche a danno dei bambini. Nonostante le plurime azioni, sollecitazioni e ordini del giorno del M5S, in questi tre anni di consiliatura, la Giunta Romizi, con l'Assessore all'ambiente, ex ambientalista, Barelli, è rimasta totalmente inerte, di fronte a plurimi sforamenti e un Piano per la qualità dell'aria, di matrice europea, che rimane inattuato da 4 anni. La Commissione europea in questi giorni ha nuovamente sollecitato l'Italia ad adottare misure di risanamento della qualità dell'aria e al rispetto delle direttive europee. Tra le aree inquinate figura, come di consueto, l'Umbria e tra le aree più inquinate dell'Umbria vi sono Perugia, Terni e Foligno. L'inerzia della Giunta Romizi, anche su questo fronte, è inaccettabile: nulla si è fatto per Ponte San Giovanni dove i livelli di inquinamento con i lavori sulla E45 hanno raggiunto picchi preoccupanti, né per l'area di confine Perugia-Corciano, e nemmeno per l'area sotto al Minimetrò, Via Cortonese e Madonna Alta, che d'inverno sono tra le più inquinate. In Centro Storico, poi, la Giunta Romizi si è impegnata a favorire la presenza di auto, anziché a costruire un sistema moderno di accesso che darebbe un volto nuovo alla città, valorizzandola anche sotto il profilo commerciale. Il M5S, a questo punto, si è visto costretto a diffidare il Comune e la Regione ad adottare misure programmatorie rapide che nel breve e medio periodo devono condurre ad un risanamento della qualità dell'aria; ne va della salute pubblica! I costi sociali e sanitari dell'inquinamento sono risorse preziose per attuare finalmente misure di prevenzione primaria, che Regione e Comune devono mettere in campo. Occorre togliere all'Umbria il negativo primato del più alto tasso di motorizzazione. Questa la sintesi della nostra diffida. "Considerato che il Piano per la qualità dell'aria, adottato dalla Regione Umbria, alla fine del 2013, non ha di fatto prodotto alcun risultato e il Comune di Perugia risulta pressoché totalmente inadempiente rispetto agli obblighi dallo stesso contemplati. In ordine al traffico veicolare, non risulta adottata alcuna misura finalizzata a decongestionare le vie cittadine, anzi, da ultimo sono state adottate misure volte a rafforzare la presenza di auto, in particolare in Centro storico, con atti volti a favorire e "tollerare" la presenza di auto, mentre, negli ultimi anni vi sono stati tagli al trasporto pubblico locale in concomitanza con l'incremento del costo del servizio, che ha ancor più scoraggiato l'utilizzo del TPL rispetto all'auto privata. Nel Comune di Perugia, in questi anni, si sono susseguiti plurimi sforamenti dei limiti massimi consentiti di sostanze inquinanti in atmosfera, senza che fosse adottata alcuna seria misura programmatica al fine di prevenire tali fenomeni. L'Umbria si conferma una delle regioni d'Italia a più alto tasso di motorizzazione, senza che tale fenomeno sia stato contrastato in alcuna misura, anzi, è stato favorito dall'inerzia nella cura delle infrastrutture ferroviarie di proprietà regionale, strategico nel sistema del TPL regionale, che ne hanno determinato il decadimento e la totale inefficienza, sino alla chiusura di importanti tratte. I costi sociali e sanitari prodotti dallo sviluppo di malattie, allergie e dalle morti premature sono risorse preziose da mettere in campo per la prevenzione primaria, ormai non più procrastinabile. Secondo il rapporto VIIAS, gli scenari 2020 mostrano come l'effettivo rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente, e soprattutto l'ulteriore diminuzione del 20% della concentrazione media annuale degli inquinanti, avrebbero ricadute assai positive sulla salute pubblica. Sussiste una specifica responsabilità dell'Ente Locale, anche in qualità di autorità sanitaria, nella promozione e protezione della salute dei cittadini, così come è compito della Regione Umbria mettere in campo politiche di prevenzione delle malattie e rispettare le direttive europee, nonché adottare azioni volte a favorire da parte dei comuni il rispetto delle misure definite negli atti di programmazione, quali il Piano per la qualità dell'aria. Vista, infine, la recente ed ulteriore sollecitazione della Commissione europea all'Italia, relativamente ad aree in cui a tutt'oggi, nonostante le plurime sollecitazioni e diffide, persiste una pressoché totale inerzia nell'adottare azioni appropriate contro l'emissione di PM10 e delle altre polveri sottili e sostanze inquinanti, al fine di garantire una buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica e la persistente presenza tra le aree italiane inquinate della Regione Umbria; con la presente, il M5S è a diffidare codesta Regione e codesto Comune ad adottare prontamente le azioni necessarie, innanzitutto, sul traffico veicolare, al fine di procedere con sollecitudine all'adozione di misure programmatorie efficaci alla migliore tutela della salute pubblica."

Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S Comune di Perugia)
DIFFIDA INQUINAMENTO ARIA.pdf


Perugia - 

Dopo la pagina nera scritta dalla maggioranza in Consiglio comunale, con la mozione di rinvio della discussione della relazione della Commissione controllo e garanzia sulla vicenda Agri Flor, a firma del M5S, oggi, in Commissione, la maggioranza replica, con la votazione di una relazione, a prima firma dei civici "Barellini" ambientalisti, in cui si decreta solidarietà a quelle che vengono definite le "lamentele" del Comitato Antipuzza di Villa Pitignano e si raccomanda agli uffici competenti di prestare alle lamentele la massima attenzione. La maggioranza tenta goffamente di spogliare il Consiglio comunale e la stessa Commissione di controllo e garanzia di una delle sue funzioni fondamentali: il controllo della correttezza dell'azione amministrativa e invece di pretendere il ripristino della legalità, anche sotto il profilo urbanistico-edilizio, e il pronto adoperarsi del Sindaco e dell'apparato amministrativo al fine di tutelare ambiente e salute pubblica, ci si limita ad invitare gli uffici a prestare al Comitato la massima attenzione e considerazione. Una conclusione risibile, che dimostra da che parte stia la maggioranza Romizi: certamente non da quella dei cittadini, che, da anni, si impegnano per la tutela del territorio e della qualità della loro vita. Nonostante tali biechi tentativi di edulcorare questioni serie e che richiedono una rapida e ferma risoluzione, grazie all'azione del M5S e alla diffida fatta al Sindaco Romizi a gennaio 2017, le autorità competenti si stanno muovendo ed è la stessa Regione Umbria a responsabilizzare il Comune di Perugia verso i suoi cittadini. Dopo la nota della Asl, infatti, sempre a seguito della diffida del M5S, in cui, in merito alle immissioni odorigene, si dichiarava che "il perdurare dei fenomeni odorigeni sgradevoli rappresenta comunque un innegabile motivo di disagio per la popolazione esposta e un fattore negativo per la qualità della vita", invita il Comune, quindi, il Sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, ad assumere, sulla base delle indicazioni fornite dalla Asl, eventuali ulteriori misure per la tutela della salute pubblica. La Regione invita, inoltre, il Comune a comunicare le misure sanitarie assunte, al fine di inserire le stesse nell'Autorizzazione integrata ambientale. Ed ecco che il goffo e già debole tentativo della maggioranza di sgravare il Sindaco dalle sue competenze e responsabilità si infrange contro l'azione determinata del M5S che sulla vicenda Agri Flor come sulle altre non mollerà di un centimetro sino al ripristino dell'integrale rispetto delle regole. Peraltro, i cumuli di rifiuti presenti nell'impianto, che hanno portato alle diffide degli enti competenti, al fine del corretto ripristino delle altezze autorizzate, non hanno visto alcun efficace intervento e perdurano da ormai due anni, con conseguenze pesanti sia sul fronte delle immissioni odorigene che su quello dei potenziali rischi ambientali per i superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione nelle acque sotterranee presenti nel pozzo, contestati dalle autorità competenti. Una situazione, alla quale occorre porre immediato rimedio, da parte di tutte le autorità competenti, compresa la Magistratura che sta da tempo indagando sulla vicenda.

Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)
DIFFIDA AGRIFLOR.pdf


Perugia - 

Il M5S ritiene che gli abusi edilizi non debbano in alcuna misura essere tollerati, ma la maggioranza del Sindaco Romizi non è dello stesso avviso e, sulla vicenda Distillerie Di Lorenzo, vota la relazione del Consigliere Tracchegiani che salva lo status quo degli abusi edilizi e se ne infischia della tutela di quell'area del Fiume Tevere asservita in maniera impropria, ormai da decenni, ad una industria insalubre fortemente impattante sull'ambiente, sul paesaggio e sulla vita degli abitanti di Ponte Valleceppi e non solo. Il piazzale di 6000 metri quadrati sulle sponde del fiume Tevere, realizzato dalla Società Distillerie Di Lorenzo, senza che gli organi di controllo se ne accorgessero, è stato definitivamente dichiarato abusivo dal Consiglio di Stato con una sentenza di 7 anni fa, ma, in questi anni, il Comune è rimasto inerte, mentre le opere contestate come abusive continuano ad essere utilizzate ai fini del processo produttivo e si sono moltiplicate. Il M5S non si fermerà, ritenendo indubitabilmente accertata la illegittimità dell'operato dell'Amministrazione, per quanto attiene allo stato di inerzia, al difetto di governo del territorio e di tempestività ed efficacia dell'attività di controllo, soprattutto, in via preventiva, e che ha di fatto favorito, sin dalla fine dagli anni '70, una espansione impropria dell'attività industriale della Società. Uno stato di inerzia che è continuato, come se nulla fosse, anche con la Giunta Romizi, tanto che quasi esclusivamente su segnalazione di comitati e cittadini, gli uffici comunali a tutt'oggi, si muovono. Quegli stessi comitati e cittadini, ai quali, chi siede oggi in Giunta e in Consiglio comunale, ha chiesto il sostegno alle passate elezioni, fingendo di condividerne le giuste battaglie di legalità, per poi abbandonarli a se stessi. Questa maggioranza di governo non fa altro che perpetrare, come nulla fosse, sulle questioni ambientali e di legalità importanti del nostro territorio, comportamenti da Ponzio Pilato, lasciando i cittadini soli nella battaglia di protezione del loro territorio e per il rispetto della legalità. Dopo la vicenda Agriflor, la maggioranza di governo, con il pieno contributo, se non impulso, e supporto dei consiglieri cc.dd. civici e ambientalisti ha scritto oggi, in Commissione controllo e garanzia, una altra pagina nera della storia di un governo di centro-destra completamente subalterno all'apparato burocratico. Ma il M5S non desisterà.

Cristina Rosetti

Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S Comune di Perugia
RELAZIONE FINALE DISTILLERIE DI LORENZO DEFINITIVA.pdf
RICHIESTA ATTIVAZIONE DISTILLERIE DI LORENZO.pdf


Perugia - 

ANCHE A PERUGIA CHIEDIAMO UNA PANNOLINOTECA CON LE NEO MAMME PROTAGONISTE

I prodotti sanitari assorbenti costituiscono in media un valore che oscilla tra il 15 e il 25 per cento del rifiuto secco residuo non riciclabile. In Italia esistono infatti solamente due impianti sperimentali in grado di recuperare materiale dai prodotti come pannolini e pannoloni ed ovviamente nessuno di tali impianti è stato sperimentato in Umbria, né è disposto ad accettare i nostri rifiuti. E, così, le nostre discariche si sono negli anni riempite di rifiuti nell'interesse dei gestori degli impianti. Ogni bambino, fino a 36 mesi di età, consuma in media circa 4,5 pannolini al giorno, per una stima annua di circa 4000 pannolini. Il Comune di Perugia, carente anche sotto il profilo delle politiche di prevenzione della produzione di rifiuti, fino alla chiusura forzata dell'impianto di Pietramelina, del 6 dicembre 2016, "inquinava" la raccolta dell'organico, raccogliendo congiuntamente all'umido anche i prodotti assorbenti, permettendo che in tal modo si falsasse anche la percentuale di raccolta differenziata. E, così, a fine dicembre 2016, il gestore Gest/Gesenu ha proposto un progetto di raccolta domiciliare dei pannolini e pannoloni riservato esclusivamente agli utenti serviti con la raccolta domiciliare TRIS, per un importo stimato di oltre 100 mila euro, con una media di costo ad utenza di 141 euro. Si prevede di fatto una raccolta sganciata dall'organizzazione del resto della raccolta dei rifiuti e una frequenza settimanale della raccolta stessa. E chi con pannolini e pannoloni ha a che fare sa che una tale frequenza è del tutto insufficiente, con l'effetto del loro smaltimento irregolare. Su proposta di neo mamme che fanno uso di pannolini lavabili, il M5S ha depositato un ordine del giorno che impegna la Giunta a promuovere l'utilizzo di pannolini lavabili, tramite un progetto dedicato, con il coinvolgimento degli asili nido comunali, di quelli privati e delle farmacie comunali. Il progetto dovrà coinvolgere ovviamente la AUSL, i pediatri e soprattutto le neo mamme con esperienza maturata nell'utilizzo di tali prodotti, le quali dovranno divenire le protagoniste della gestione di una pannolinoteca comunale, quale punto di riferimento qualificato, di supporto e sostegno alle famiglie. L'uso dei pannolini lavabili, oltre ad essere un beneficio per il bambino, consentendogli di liberarsi in maniera più veloce del pannolino, è un modo per sviluppare una rete di relazioni tra i nuclei familiari, di collaborazione e solidarietà tra neomamme ed è capace di portare con sé una serie di vantaggi in termini di maggiore consapevolezza e attenzione alle ricadute sull'ambiente e quindi sulla salute di tutti noi dei comportamenti e abitudini di consumo. Insomma, una proposta, la nostra, che mette insieme politiche ambientali e politiche sociali. Con il nostro ordine del giorno chiediamo anche che si riveda il progetto Gest/Gesenu di raccolta dedicata dei prodotti assorbenti, con previsione di raccolta almeno trisettimanale, integrando tale servizio con quelli di raccolta già in essere, senza addebito di extracosti.

di Fabrizio Ercolanelli e Cristina Rosetti (Portavoce Consigliere M5S Comune di Perugia)
ODG PANNOLINI LAVABILI.pdf


Perugia - 

La vicenda Agri Flor, portata dal M5S in Commissione controllo e garanzia, ha visto l'audizione del Comitato spontaneo di cittadini, da anni impegnati a fronteggiare la difficile convivenza con un impianto industriale di grande impatto per l'ambiente e ubicato, a parere del M5S in un'area dove fin dall'inizio non poteva sorgere. Cittadini esasperati e psicologicamente molto provati, che hanno ribadito la situazione difficile in termini di immissioni di odori e la delicatezza di una area agricola di pregio, a rischio inondazioni e in parte con vincolo paesaggistico, sulla quale non avrebbe dovuto mai essere autorizzato lo svolgimento di una attività industriale. Nonostante i ripetuti solleciti della Regione Umbria, in ordine ad un pronunciamento definitivo del Comune di Perugia, in persona del dirigente responsabile, sulla compatibilità urbanistico-edilizia dell'attività stessa, che per il M5S non è minimamente sostenibile, il Comune tace. Ritendo sussistenti tutti i presupposti, il M5S ha presentato al dirigente dell'Area Governo e Sviluppo del Territorio e al Segretario Generale, richiesta di attivazione del potere sostitutivo nei confronti del Dirigente responsabile, per l'ingiustificato ritardo dell'azione amministrativa e ritenendo abbondantemente trascorsi tutti i termini contemplati dalla normativa in materia di procedimento amministrativo. Il M5S ha, inoltre, chiesto l'audizione, nella prossima seduta della Commissione controllo e garanzia, tanto della Regione Umbria che di Arpa Umbria.
Cristina Rosetti
(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)


Perugia - 

Dalla pentola a pressione della gestione dei rifiuti a Perugia fuoriesce una rivelazione inquietante. Dopo la denuncia della Portavoce del M5S, Cristina Rosetti, sulla mancata corresponsione da parte di Gesenu dell'indennità di disagio ambientale per oltre un milione di euro, la sconcertante replica da parte di Gesenu: il Comune di Perugia ci deve poco meno di quattordici milioni di euro! La Società non aggiunge alcun altro particolare, ma fa capire che l'asserito credito sarebbe legato all'appalto in essere. Parla anche di scadenze, Gesenu, ma ancora una volta non aggiunge particolari. Certamente - anche alla luce delle indagini in corso da parte della Polizia Tributaria e dell'attenzione che anche la Corte dei Conti ha annunciato sulla vicenda della gestione dei rifiuti e dei rapporti contrattuali in essere - la dichiarazione della Società conferma che la partita rifiuti è stata gestita nella più totale opacità. Nessun dato dei bilanci comunali approvati in questi due anni rivela un tale credito. Alcun accenno a questa pesante partita di debito hanno mai fatto i dirigenti al bilancio Rosi Bonci e Sarnari, né tanto meno il Presidente Gesenu, Luca Marconi, l'Assessore al bilancio Bertinelli e i revisori dei conti. Eppure, a credere a Gesenu, sulla testa dei cittadini di Perugia, la spada di Damocle dei rifiuti pesa come un macigno. Ma facciamo un po' di conti: dal 2006 al 2015 i piani finanziari presentati da Gest/Gesenu e approvati dai vari consigli comunali, hanno visto il costo del servizio di gestione dei rifiuti lievitare dai quasi 27 milioni del 2006, ai circa 45 milioni del 2015. A ciò si sono aggiunti i versamenti milionari fatti dal Comune di Perugia, prima, e dai cittadini in bolletta, poi, a copertura delle bollette insolute degli utenti morosi. Con i costi del servizio è lievitata la bolletta, con incrementi esponenziali, che di recente Confcommercio ha quantificato nel 55 per cento, negli ultimi cinque anni. Quanto altro devono i cittadini di Perugia a Gesenu? A quale titolo la società vanterebbe il credito affermato di quasi 14 milioni di euro? Vi sono accordi paralleli, mai rivelati al Consiglio comunale, dalla Gesenu, né dalla Giunta e dai revisori, che possono mettere in pericolo il bilancio comunale? La somma è legata al noto buco di bilancio del 2006-2007 che i cittadini di Perugia stanno ancora pagando? Quali sono i rapporti reali intercorsi in questi anni tra la Società Gesenu e il Comune di Perugia? Perché nel 2007, poco prima della gara per l'affidamento della gestione dei rifiuti a Perugia e negli altri comuni dell'Ati2 (di oltre un miliardo di euro), che vide un unico partecipante, il Comune di Perugia concesse a Gesenu l'usufrutto sugli impianti di Ponte Rio e Pietramelina in cambio di quasi 15 milioni di euro? Quali altre operazioni sconosciute ai cittadini di Perugia si sono compiute in questi anni? A questo punto, visto che nessuna di queste domande ha, in questi anni, avuto risposta né da parte delle Giunte che si sono susseguite né da parte degli organi di controllo, non ci rimane che rivolgerci alla Magistratura, confidando che almeno le indagini possano fare definitivamente chiarezza. Ma un ultimo quesito rimane: chi è l'autore della rivelazione del debito ultramilionario del Comune verso Gesenu, Luca Marconi, presidente di Gesenu e rappresentante della parte pubblica (i cittadini di Perugia) o Dante De Paolis, dirigente in aspettativa del Comune di Perugia, già dirigente al bilancio all'epoca del noto "buco" della Giunta Locchi, ed, ora, amministratore delegato di Gesenu (nominato subito dopo l'interdittiva), quindi, rappresentante dei soci privati riconducibili all'Avv. Cerroni e a Carlo Noto La Diega? Un particolare di non poco momento...
Cristina Rosetti
Portavoce M5S Comune di Perugia


Perugia - 

IL COMUNE NON RISCUOTE DA GESENU OLTRE UN MILIONE DI EURO, MA I CITTADINI DI PERUGIA HANNO PAGATO A GESENU OLTRE TRE MILIONI E DUECENTO MILA EURO PER LE MOROSITA' NON RISCOSSE..."E IO PAGO...!"
Un bilancio in affanno, quello del Comune di Perugia, dal lontano 2006-2007, anno del noto "buco" di bilancio, i cui effetti devastanti sono una zavorra di cui il Comune di Perugia non riesce a liberarsi. Il 2014 si chiudeva con un disavanzo tecnico "buco bis" di ben 35 milioni di euro, che ci ritroveremo a pagare, dilazionati in rate di oltre un milione di euro annui, fino al 2042. Ai "buchi di bilancio", negli anni si è aggiunta una crisi cronica di liquidità, che costringe il Comune a prendere a prestito in maniera anomala per fa fronte ai pagamenti e che porta con sé interessi annuali sistematicamente sopra il milione di euro. In una tale situazione, un cittadino comune si aspetterebbe una grande attenzione alla corretta riscossione di tutti i crediti che il Comune vanta. E invece non è così. Dopo la scoperta dei crediti non riscossi dalle associazioni, talvolta morose per anni, dalle pieghe del bilancio, emerge un altro debitore eccellente, per una somma di gran lunga superiore e pari ad oltre un milione di euro (1.064.643,22), che Gest/Gesenu deve al Comune di Perugia a titolo di "indennità di disagio ambientale" relativamente agli anni 2011, 2012, 2013 e 2014 (sembra che per il 2015 non sia stata ancora determinato l'ammontare dovuto). E pensare che i cittadini di Perugia in questi anni si sono trovati a sborsare somme a Gesenu, per il rimborso delle tariffe non pagate dagli utenti morosi, che nel 2015 sono state trasferite dalla fiscalità generale (ovvero dal bilancio del Comune) sulle bollette Tari, per la bellezza di tre milioni e duecento mila euro. Somme - sulla cui debenza il M5S nutre dei dubbi - e che neppure negli anni di competenza sono state però compensate con il credito che il Comune vantava negli anni 2011-2014 e che ancora non ha riscosso. Peraltro, per i cittadini e le aree interessate dall'indennità di disagio ambientale oltre il danno pure la beffa. Infatti, della somma complessiva riscossa dal Comune di Perugia a titolo di indennità di disagio ambientale e pari ad oltre ottocentomila euro, neppure un euro è stato in questi anni utilizzato così come invece prevederebbe la legge regionale del 2009, la quale stabilisce che l'indennità di disagio ambientale è destinata ai comuni sede di impianti di trattamento dei rifiuti o a quelli che comunque risentono delle ricadute ambientali conseguenti all'attività dell'impianto e che le somme devono essere utilizzate dagli stessi comuni per agevolazioni tariffarie a favore degli utenti interessati dalla presenza degli impianti (Pietramelina, Borgogiglione, Ponte Rio) e per finalità inerenti al miglioramento ambientale e la dotazione di servizi nelle stesse aree. Nulla di tutto ciò è avvenuto in questi anni, in quanto le somme sono state acquisite a bilancio ed utilizzate senza alcun vincolo di destinazione. E in questo quadro, anche per il 2015, per la scarsa liquidità delle casse comunali, i cittadini di Perugia avranno pagato - perché costretti a prendere a prestito - ben oltre il milione di euro di interessi, vanificando così risorse preziose da poter investire. Se questa è buona amministrazione...
Cristina Rosetti
Portavoce Consigliere M5S


Perugia - 

In attesa che la Presidente Mori convochi la Commissione di controllo e garanzia sulla questione sollevata dal M5S, della mancata demolizione, da parte del Comune di Perugia, di un piazzale abusivo di 6000 metri quadrati sulle sponde del fiume Tevere, realizzato dalla Società Distillerie Di Lorenzo, prosegue la nostra attività di controllo della tutela della legalità e della salute dei cittadini. Spiace leggere sui giornali che le Distillerie Di Lorenzo si sentano "assediate" dal comitato di cittadini che si è costituito, ormai anni or sono, a Ponte Valleceppi, per tutelare la salute e la qualità della vita degli abitanti di quell'area; una qualità della vita, inevitabilmente, compromessa dalla presenza di un'industria, classificata insalubre di classe uno, che dovrebbe essere ubicata al di fuori dei centri abitati. Una convivenza resa possibile anche da scelte nefaste di governo del territorio e di insediamento urbanistico lasciati in eredità dai malgoverni della sinistra, ma che da anni è in attesa di una soluzione, non più rinviabile. Un'industria insalubre di classe uno è fortemente impattante sull'ambiente e sulla salute e a dimostrarlo ci sono le numerose violazioni ambientali che nel corso degli anni sono state contestate, da varie autorità alle Distillerie Di Lorenzo, anche su segnalazione ed esposti dei cittadini, e che hanno riguardato emissioni in atmosfera, fanghi di depurazione stoccati in violazione di legge, violazione delle prescrizioni e dei limiti relativi alle autorizzazioni allo scarico di acque reflue, episodi di inquinamento acustico. Nei soli anni 2013-2015, per quanto riguarda le emissioni in atmosfera e lo scarico di acque reflue, sono state riscontrate da Arpa Umbria sette casi di non conformità rispetto agli atti autorizzativi rilasciati, per cui risultano pendenti altrettanti procedimenti penali. Il tutto, senza dimenticare che le distillerie sono un'industria a rischio di incidente rilevante. In questo quadro, pensare di far finta di nulla, proponendosi addirittura come candidati per un progetto di valorizzazione del parco fluviale del Fiume Tevere, mettendosi in una posizione di contrasto con i cittadini, anche facendo uso della propria forza economica, al M5S non sembra proprio opportuno. Pensare, invece, in maniera seria, ad un progetto di delocalizzazione, ci parrebbe più appropriato. E quando le Distillerie si dicono contrarie alla delocalizzazione per il costo elevato del trasferimento dell'attività, ci permettiamo di dubitare, quanto meno, che questa sia l'unica ragione per opporsi, ritenendo che stare vicini al Tevere e fare uso dell'acqua del fiume possa avere una sua influenza, vista l'importanza che l'acqua riveste nel processo produttivo delle distillerie. E forse, e diciamo forse, anche il poter smaltire fanghi di depurazione presso la vicina Agriflor potrebbe avere un suo peso.
Cristina Rosetti
Portavoce Consigliere M5S Comune di Perugia


Perugia - 

Una Direttiva europea del 2009 stabilisce, per tutti i paesi dell'Unione, il raggiungimento entro il 2020 dei seguenti obiettivi: 20% di produzione di energia da fonti rinnovabili sul consumo complessivo di energia, 20% di miglioramento dell'efficienza energetica, 20% di riduzione delle emissioni di gas climalteranti. La maggior parte dell'energia oggi consumata proviene da fonti fossili, come petrolio, gas naturale e simili. Queste impattano negativamente sull'ambiente: sono infatti responsabili dei principali mutamente climatici in corso, a causa delle emissioni di gas ad effetto serra, della scarsa qualità dell'aria per le emissioni di polveri sottili ed altri inquinanti, ed hanno gravi ripercussioni sulla salute umana (le evidenze scientifiche in tal senso sono plurime e ormai consolidate). L'Italia ha già di fatto raggiunto, e ragionevolmente supererà con il trend attuale, gli obiettivi prefissati in termini di produzione di energia da rinnovabili, ma ha del tutto trascurato l'obiettivo dell'efficientamento energetico. L'attuale Piano energetico e ambientale del Comune di Perugia si muove sulla stessa linea, essendo incentrato e focalizzato su due soli elementi: lo sviluppo delle energie rinnovabili e la riduzione delle emissione di gas climalteranti. Tali elementi, però, non tengono conto del forte incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili avvenuto sul territorio comunale, solo in parte, successivamente al periodo cui fanno riferimento i dati del Piano. La parte del Piano relativa al miglioramento dell'efficienza energetica poi, appare marginale e poco significativa, oltre che basata su presupposti parzialmente errati. Sbagliate sono, infine, le misure che prevedono il ricorso al CDR, alla termovalorizzazione dei Rifiuti Solidi Urbani, alla combustione di oli vegetali, alle biomasse legnose. Infatti, gli inquinanti emessi da tali impianti (particolato atmosferico), sono stati dichiarati dall'Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC organismo della OMS) come cancerogeni di gruppo I, mentre, il piano non contiene né una valutazione dei cambiamenti della qualità dell'aria, né una valutazione degli impatti e dei costi sanitari conseguenti all'adozione delle soluzioni proposte. Occorre invece puntare con forza sull'efficientamento energetico, da sostenere con politiche di incentivazione adeguate, così da promuovere contestualmente un'importante opportunità di ripresa per l'economia locale, in un momento di grave crisi, e, solo in parte, sull'incremento della produzione di energia da rinnovabili. Questo scenario alternativo si pone, inoltre, come fondamentale strumento di prevenzione primaria e miglioramento della salute. Per fare questo, il M5S, nel silenzio assordante della Giunta Romizi, anche su tale fronte, propone una serie di misure e di linee di indirizzo per un nuovo Piano energetico e ambientale sostenibile, introducendo azioni anche a livello regionale in modo da poter usufruire delle risorse europee ed attuare obiettivi ormai non più rinviabili.
MoVimento 5 Stelle Perugia
LINEE DI INDIRIZZO PER UN NUOVO PEAS.pdf


Perugia - 

Gesenu in ritardo anni luce sulla raccolta degli oli vegetali esausti, annuncia progetto "strabiliante", ma diverso da quello approvato dalla Giunta e i cui termini sono ignoti a tutti!

Replica a Gest-Gesenu sul progetto oli esausti Olly.

Il 29 ottobre del 2014, la Giunta Comunale deliberava l'approvazione del progetto presentato da Gest s.r.l. per il potenziamento della raccolta degli oli vegetali esausti. Il progetto approvato dalla Giunta prevedeva l'installazione di 20 colonnine nelle diverse aree della città, con tanto di modello e caratteristiche delle predette colonnine, che avrebbero consentito il conferimento a mezzo bottiglie e con apertura a mezzo Amicard, per questioni di sicurezza, ma anche - così recita la Deliberazione di Giunta- "per l'applicazione degli incentivi previsti per tale tipologia di rifiuto". Gest nel suo progetto - l'unico approvato dalla Giunta - dichiarava che i tempi di realizzazione del medesimo, partendo dalla campagna di comunicazione, fino all'installazione delle colonnine e raccolta degli oli, sarebbe avvenuta entro 90 giorni dalla Deliberazione comunale. Ebbene, il 9 gennaio 2016, a distanza di ben 1 anno e 3 mesi dalla Deliberazione comunale, Gest-Gesenu annunciano l'attivazione di un progetto di raccolta che partirà solamente a febbraio 2016 (ancora promesse) e che è completamente diverso da quello approvato dalla Giunta e dalla stessa Gest predisposto e proposto. Solamente a seguito del nostro comunicato stampa di denuncia, il Presidente Marconi informa la cittadinanza di aver concluso una specifica convenzione tecnica con la Società Eco-energia e di aver aderito al sistema Olly®, senza nulla dire in merito alle condizioni economiche del progetto. A cosa dobbiamo questo enorme ritardo nell'attivazione del potenziamento nella raccolta, non è dato sapere, eppure -e ciò vale anche per il Comune di Perugia - le premesse in termini di danno e inquinamento ambientale dagli oli vegetali esausti, prodotti da utenze domestiche e non, descritti dalla stessa Gest-Gesenu ("basti pensare che 1 litro d'olio, utilizzato ad esempio per una frittura e gettato nello scarico del lavandino di casa, contamina oltre 1 milione di litri di acqua pulita, inquina e corrode le fognature con elevati costi di depurazione a carico dei Comuni e quindi dei cittadini, forma negli specchi d'acqua una pellicola sottile impermeabile che impedisce l'ossigenazione e compromette l'esistenza della flora e della fauna"), sarebbero state condizioni sufficienti, innanzitutto, per attivarsi anni or sono, come hanno fatto non solo in Germania e Austria, ma anche altre regioni italiane e nella nostra stessa regione, e, in secondo luogo, per non perdere un ulteriore anno dall'adozione della delibera. Altra incognita che indagheremo è quella della filiera in cui vengono inseriti gli oli vegetali esausti, visto che si parla di recupero energetico (non vorremmo pensare, tra gli altri, alla possibiltà dell'ennesima combustione) e che fine facciano gli incentivi per l'utente citati nella Delibera di Giunta. Ma prima ancora, come mai Gest-Gesenu e il Comune di Perugia non abbiano in questi anni mai pensato di informare gli utenti sulla corretta separazione e conferimento del rifiuto. Solo nel 2014, infatti, Gest-Gesenu si prende la briga di scoprire che oltre il 51% dei cittadini, oggetto dell'annuale indagine di customer sul servizio, ignorano le corrette modalità di conferimento degli oli vegetali. E sempre nel 2014, il Comune di Perugia scopre che le modalità di raccolta ancora oggi attuate (tramite le stazioni ecologiche) non sono idonee, perché non capillari, e non sono neppure sicure, perché malgestite. Ma noi cittadini di Perugia (dati Ispra aggiornati al 2014) siamo tra le città italiane (e la Regione non è da meno) con il più alto costo del servizio. Gest-Gesenu annunciano in maniera altisonante il raggiungimento di obiettivi di raccolta differenziata - comunque abbondantemente sotto gli obiettivi di legge - e poi, tu cittadino scopri, che Terni ha una raccolta differenziata del 15% inferiore a quella di Perugia, ma un recupero di materiali di poco sotto al nostro. Scopri anche che in controtendenza con tutti i dati a disposizione, più differenziamo e più paghiamo...ma ora abbiamo capito perché: con il 56% di scarti paghiamo due volte: una volta per differenziare e la seconda per smaltire. Eh sì, cara Gest-Gesenu, se vuoi raccontarla, dilla tutta!

Cristina Rosetti

Portavoce Consigliere M5S

I candidati a Perugia

Archivio

Questa pagina è l'archivio dei post nella categoria Ambiente.

Agricoltura è la categoria precedente.

BILANCIO è la categoria seguente.

Partecipa ai nostri eventi