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MoVimento 5 Stelle

BILANCIO


Perugia - 

Sarebbe un reato permanente, quello contestato dalla Procura della Repubblica nei confronti dei rappresentanti della società cui fa capo la gestione dei distributori automatici negli uffici comunali, giudiziari e nelle scuole, di cui si è letto sulla stampa locale. In tutto 169 distributori automatici e semiautomatici: 48 negli uffici comunali, 97, negli istituti scolastici, e 24, negli uffici giudiziari. Snack e prodotti di cui deve garantirsi la qualità, con inserimento di prodotti per celiaci ed intolleranti al lattosio, prodotti dietetici ed equosolidali, e anche la varietà, con l'inserimento mensile di nuovi prodotti. Aspetti poco chiari, oggetto dell'attenzione della magistratura penale, di cui il Comune è da tempo a conoscenza, senza che però, ad oggi, per quanto ci risulta, abbia mosso un dito. Le ipotesi di "inadempimento" sarebbero plurime e secondo il M5S sono fondate: a cominciare dalla vicenda dei contratti di avvalimento. Quando una società che partecipa ad una gara non ha tutti i requisiti richiesti si può avvalere di altre società che hanno requisiti e che quindi ne consentono la partecipazione e, come nel caso di specie, anche l'affidamento del servizio. Poi, però, di tali imprese e professionalità occorre servirsi nell'espletamento del servizio, altrimenti si finisce per incorrere, nella migliore delle ipotesi, in gravi inadempimenti. Dagli atti in possesso del M5S risulta evidente che i controlli che l'Amministrazione era obbligata a fare anche sotto questo aspetto non vi sono stati e in ogni caso non sono risultati adeguati. Pertanto, chi di dovere non potrà esimersi dal rispondere dei mancati controlli o della loro inefficacia. C'è poi la questione dei prezzi, che vengono contestati in sede penale, come difformi da quelli "promessi" in sede di gara ed anche al M5S risulta tale circostanza, finché non dovesse essere smentita, anche qui, da chi doveva fare i controlli e non sembra averli fatti; controlli, peraltro, in tal caso piuttosto semplici da eseguirsi: bastava dare un'occhiata alle macchinette di tanto in tanto, quelle stesse da cui tutti i dipendenti comunali prendono il caffè. Grave, l'inerzia, ad oggi dell'istituzione comunale che nulla dice, anche se tali prodotti sono venduti ogni giorno ad un vasto pubblico dentro i propri uffici, nelle scuole e negli uffici giudiziari. Eppure, c'era chi oggi governa, l'Assessore Prisco, che da consigliere si era occupato della vicenda, sollevando taluni aspetti non chiari in commissione controllo e garanzia. Ma, oggi, da "amministratori", come su tante altre questioni, i membri della Giunta Romizi tacciono, in primis ovviamente il Sindaco. Il M5S, invece, vuole vederci chiaro, solleva la questione in Commissione controllo e garanzia, sollecitando una presa di posizione dell'Amministrazione che da giorni, ormai, non può dire di non sapere. Non è escluso che si possa azionare anche una class action a tutela degli utenti/consumatori.
Cristina Rosetti
(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S Comune di Perugia)
RICHIESTA ATTIVAZIONE QUINTA COMMISSIONE DISTRIBUTORI AUTOMATICI.pdf


Perugia - 

ANCHE PERSONE CON INCARICHI ISTITUZIONALI TRA I DEBITORI. APPELLO DEL M5S: PAGATE E FACCIAMO PARTIRE I LAVORI!

Con un ordine del giorno approvato all'unanimità in commissione bilancio taluni mesi or sono, il M5S ha chiesto l'adeguamento degli impianti semaforici alle esigenze dei non vedenti e ipovedenti. In occasione dell'approvazione del bilancio di previsione ha proposto una serie di emendamenti che trasferissero risorse dalla manutenzione degli Speed Check all'adeguamento progressivo degli impianti semaforici, che la maggioranza di governo ha bocciato, nonostante siano interventi non più procrastinabili. Peraltro, nessun intervento in tal senso dell'Ass. Cicchi, al sociale, che dovrebbe, invece, lavorare a favore della vita indipendente. Ma il M5S non si arrende e rilancia. Da "indagini" effettuate sui debitori del Comune, risultano somme che potrebbero essere recuperate anche per compensazione. Abbiamo scovato almeno 20 mila euro di soli tre soggetti, immediatamente compensabili, che potrebbero permetterci di intervenire subito su almeno quattro impianti. Con il nostro ordine del giorno chiediamo che il Comune si attivi e che recuperi i predetti crediti, anche per compensazione e che si proceda con pronta sollecitudine alla costituzione del fondo e all'avvio degli adeguamenti.

Cristina Rosetti

(Portavoce Consigliere M5S Comune di Perugia)
ODG_costituzione fondo adeguamento impianti semaforici.pdf


Perugia - 

La propaganda della Giunta Romizi, con l'Assessore Bertinelli, sul bilancio comunale è inaccettabile. Occorre invece dire la verità, così che i cittadini realizzino il perché di tanta trascuratezza che caratterizza da anni la nostra città, a cominciare dalle buche, dai marciapiedi, alla mancata manutenzione reale del verde, ai mancati investimenti, e la lista sarebbe lunga. Sul bilancio del Comune di Perugia persiste un pericolo valanga che è quello dei residui attivi (crediti non riscossi), che, al 31 dicembre 2016, ammontano a 171 milioni di euro (56 milioni solo del 2016). Una enormità visto che le entrate proprie del Comune di Perugia (Titolo I e Titolo III) di un anno ammontano a circa 161 milioni di euro. Per manutenere a dovere le strade ne basterebbero 4 milioni e mezzo. L'imposta sui rifiuti che il Comune di Perugia paga regolarmente a Gesenu è una voragine pericolosissima che ammonta ad oggi a quasi 63 milioni di euro di somme non riscosse, a cui si aggiungono quasi 8 milioni della vecchia Tarsu, vigente sino al 2005 (non li riscuoteremo mai!). Non sono da meno le sanzioni al codice della strada che solo in pancia ad Equitalia sono circa 47 milioni non riscossi. A questo quadro si accompagna 1) il buco bis lasciatoci in eredità, nel 2014, dal centro sinistra guidato da Boccali, ben 35 milioni di euro, ad oggi, da restituire sono quasi 33 milioni (rateizzati in 28 anni complessivi). E debito per le future generazioni), 2) mutui per 109 milioni di euro, con ulteriore indebitamento deciso dalla Giunta Romizi, per circa 8 milioni di euro 3) e circa 23 milioni di anticipazione di tesoreria non restituita (nel 2014 erano 16 milioni, lasciati in eredità dalla Giunta Boccali), a cui ogni anno si aggiunge il pagamento di interessi per quasi 1 milione e trecentomila euro. Gli investimenti e le opere pubbliche sono ormai pressoché ferme, rispetto al fabbisogno, ed è così almeno dal 2008. Ma a Palazzo dei Priori c'è chi pensa che non vi sia alcuna emergenza...E se sentite parlare della super revisione della spesa, di cui i "maghi a far di conto" della Giunta Romizi sarebbero stati capaci, leggete cosa dicono i revisori dei conti, così dalla propaganda passate alla realtà. Confidiamo che il Sindaco Romizi si attrezzi per scongiurare il detto: "non c'è due senza tre"...NO, al buco ter! Perché, il bilancio non è della Giunta Romizi o della Giunta Locchi o della Giunta Boccali, ma è di noi, cittadini di Perugia. E se non possiamo fare le minime manutenzioni, forse, sarà ora, passata, di dare una sterzata! Due sono i must da seguire e che il M5S sollecita da tempo: velocizzare le riscossioni, soprattutto, nella fase antecedente la riscossione coattiva e adottare misure urgenti per il riallineamento delle entrate e delle spese. Sulle riscossioni non c'è una regia, non c'è personale a sufficienza, non c'è un coordinamento reale.Tre anni fa chiedemmo e ci fu negata, una commissione speciale per l'analisi delle entrate e delle spese. Dobbiamo capire se l'assetto delle entrate: imposte e tariffe è ancora valido, dobbiamo analizzare in profondità la qualità della nostra spesa e razionalizzarla seriamente. Ma una delle funzioni più importanti di controllo interno: la qualità dei servizi, a Palazzo dei Priori, praticamente non si fa! E il controllo sulle partecipate, poi, neanche a parlarne. Sono loro, soprattutto le più potenti, a dettare legge. Il Comune di Perugia ha problemi di liquidità? Bene, poco ce ne importa, facciamo credito a Umbra Acque che ci deve canoni sulle reti per quasi 3 milioni di euro. Glieli rateizziamo (500 mila euro l'anno. Tanto, paga Pantalone) e tanto, quando i cittadini sono in difficoltà nel pagare, Umbra Acque gli fa il distacco. Da Gesenu dobbiamo avere, stando a quanto asserisce il Comune, poco meno di 400 mila euro, che non ci ha mai pagato né gli abbiamo compensato. Umbria TPL e Mobilità ci deve oltre 5 milioni di euro. Ma appena pochi giorni or sono, il Comune di Perugia ha deciso di confermare la postergazione dei crediti (della serie, questi soldi te li lascio, tanto il mio bilancio è in salute!). Ma il Sindaco Romizi, anche al consiglio comunale di ieri, sul rendiconto 2016 è venuto giusto per un clic, quello del voto, e, come di consueto, non ha detto una parola! Il M5S ha chiesto con forza ai revisori di fare un lavoro ancora più approfondito, un monitoraggio serio sulle misure, ancora non pervenute, nonostante le ripetute raccomandazioni, sui residui e l'anticipazione. Non sono e non devono essere mali ineluttabili!

Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)


Perugia - 

A seguito delle segnalazioni ricevute in merito alle ultime assunzioni in Umbra Acque: la presenza di un ex dipendente del Gruppo di Forza Italia e la presenza tra i partecipanti (non si sa se assunti) di altri soggetti legati da rapporti con esponenti politici della medesima forza politica (si parla addirittura di un fidanzato/a), il M5S, che, da anni, chiede insistentemente, trasparenza, imparzialità e merito quali criteri per le assunzioni, faceva accesso atti, per conoscere le procedure di assunzione, i criteri utilizzati (che devono essere di carattere oggettivo), il livello di trasparenza e di imparzialità dell'operato. Mentre, i riscontri di altre società non negano nulla, Umbra Acque e Gesenu fanno eccezione e negano ogni accesso, con argomentazioni risibili, ma indice del livello di trasparenza e di controllo pubblico presente nelle due società di gestione dei due servizi pubblici locali di maggiore delicatezza ed impatto sulla cittadinanza. La qualità del capitale umano è di fondamentale importanza per garantire servizi pubblici efficienti, ma secondo la coppia Umbra Acque-Gesenu non sono affari che devono riguardare i cittadini. Per Umbra Acque addirittura l'assunzione del personale riguarderebbe la gestione interna della Società (che vorrà dire non si sa), ma non l'attività di pubblico interesse di gestione del Servizio Idrico. Guarda caso però l'unico business della Società è la gestione del servizio idrico, e il bilancio in tal senso è esplicativo, e il personale di Umbra Acque svolge con le sue mansioni i diversi livelli del servizio. Ma vi è di più: le ultime assunzioni riguardano in parte il rafforzamento del Servizio Clienti proprio per rispondere ai più elevati standard del servizio da fornire ai cittadini. E guarda caso grazie al software comprato per milioni di euro da Acea, sono mesi che la fatturazione è bloccata e non si possono fare le autoletture e persistono i disservizi. Il personale assunto in parte era necessario proprio a tali nuove modalità di espletamento del servizio e di controllo del corretto operato del Gestore che in caso di violazione degli standard di qualità deve corrispondere agli utenti un indennizzo automatico. Chissà se lo farà. Insomma, forse le segnalazioni ricevute avevano colto nel segno e quindi non potremo esimerci dal reagire a tale atto di prepotenza in maniera ferma in tutte le sedi competenti, compresa la magistratura penale, alla quale a questo punto il Gestore ci obbliga a fare un esposto. Gesenu, che ormai da tempo ci ha abituati alla totale mancanza di trasparenza, liquida in tre righe la nostra richiesta, a firma del "responsabile affari legali"; una figura che ci risulta nuova e sulle cui modalità di assunzione avremmo voluto vederci chiaro. Insomma, per Gesenu l'accesso richiesto afferirebbe a documentazione non attinente ad attività di pubblico interesse. Della serie, cari cittadini, voi ci pagate le tariffe, noi siamo società per azioni, senza rischio d'impresa e con profitto garantito, perché oneri finanziari e rischi sono sempre a carico dei bilancio comunale, ma le assunzioni sono affari nostri! E, pensare che proprio per Gesenu, altre segnalazioni, ci dicono che sarebbe stato assunto, non sappiamo in quale veste, il presentatore di una delle liste che compongono l'attuale maggioranza. Tutti assunti per merito, per carità, ma che strane coincidenze...

Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)



Perugia - 

NEWS DAL CONSIGLIO COMUNALE. VIDEO DENUNCIA DEL M5S. IL 31 MARZO 2017 DISCUSSIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DI FINE MANDATO. IL M5S CHIEDE L'INTERVENTO DEL SINDACO ROMIZI. ASCOLTATE BENE COSA CAPTA IL MICROFONO!
https://www.youtube.com/watch?v=0Eq01vSZdtE

Premessa. Lo Statuto del Comune di Perugia, art. 25, prevede: "Gli organi del governo del Comune sono il Consiglio comunale, il Sindaco e la Giunta". Art. 26: "Competenze del Consiglio": "Il Consiglio Comunale...rappresenta la collettività comunale, determina l'indirizzo politico amministrativo, sociale ed economico del Comune e ne controlla l'attuazione". Il 31 marzo 2017, all'ordine del giorno del Consiglio, la discussione del bilancio di previsione 2017-2019 ovvero il bilancio di fine mandato del Sindaco Romizi. In tre anni di consiliatura, il Sindaco è intervenuto al dibattito non più di tre volte. Il M5S, vedendo che neppure sul bilancio di fine mandato, il Sindaco intendeva intervenire, presentava una mozione perché prendesse parte al dibattito. Sentite cosa ci ha risposto! Nelle parole e nell'atteggiamento del Sindaco appare chiara la totale mancanza di rispetto per l'organo di rappresentanza della collettività comunale, quindi, per tutta la cittadinanza. Ma Perugia è ancora un Comune democratico, non un "principato"!


Perugia - 

L'assistenza indiretta, per la residenzialità di disabili e non autosufficienti, e la tutela del Care Giver familiare sono stati uno dei primi atti portati in porto in Consiglio Comunale, ma, nonostante la deliberazione consiliare, ad oggi, la Giunta Romizi è rimasta inerte. Così, prima di attivare la Commissione controllo e garanzia, proponiamo emendamenti al bilancio per dedicare una prima somma all'assistenza indiretta.

L'altro importante emendamento chiede di investire risorse nell'adeguamento degli impianti semaforici alle esigenze di non vedenti, ipovedenti e anziani, affinché possano muoversi in maniera indipendente e sicura.

I burocrati del Comune di Perugia hanno dato pareri non favorevoli, privi di fondamento se non quello di tutelare lo status quo: denaro utilizzato nella manutenzione degli speed check, contributi a pioggia, spesi in maniera del tutto improduttiva, e denaro impiegato in maniera illegittima, per dare rimborsi spese viaggio da casa propria a Palazzo dei Priori ai consiglieri che ne fanno richiesta. Per ora, il solo Consigliere Camicia li ha richiesti, nonostante il M5S chieda da sempre di abolirli e abbia presentato i dovuti esposti alle autorità competenti. Burocrazia e piccoli ed ignobili privilegi impediscono che si affrontino altre priorità.
EMENDAMENTI-E-PARERI.pdf


Perugia - 

Tracciabilità e tariffa puntuale sono gli antidoti indispensabili contro l'inefficienza, la penetrazione delle mafie nella gestione dei rifiuti e l'utilizzo a fine privato e non generale dei ricavi dalla gestione dei rifiuti. Inquinamento delle discariche e inchieste giudiziarie avrebbero richiesto che si sterzasse in maniera decisa verso soluzioni di gestione nell'interesse dei cittadini. Ed invece la Giunta Romizi, dopo una riduzione della tariffa, conseguita con la riduzione dei servizi, continua a rifiutare soluzioni che da anni dovevano essere applicate sulla tracciabilità dei rifiuti e l'applicazione della tariffa puntuale, un corrispettivo che il cittadino e l'impresa dovrebbero pagare sulla base dei servizi effettivamente erogati e della reale produzione dei rifiuti. Si continunoa ad applicare tariffe altissime parametrate sui metri quadri delle superfici occupate e su coefficienti per le diverse attività commerciale che determinano tariffe fino a 15 volte superiori alle effettive potenzialità e produzione effettiva dei rifiuti, incidendo in tal modo, in maniera del tutto sleale sulla concorrenza tra imprese e sulla stessa sopravvivenza delle piccole e medie attività commerciali. Il M5S ha provato in tutti i modi, in questi due anni in consiglio comunale, a convincere la Giunta Romizi che la tariffa puntuale e la valorizzazione dei comportamenti virtuosi non potevano più rinviarsi, ma siamo rimasti inascoltati, così come tanti cittadini, che, talvolta, per sopravvivenza, in altri casi, approfittando dei controlli pressoché inesistenti, hanno scelto la via dell'evasione. Peraltro, visti i deludenti, ma prevedibili risultati in termini di raccolta differenziata e gli ancori peggiori risultati in termini di riuso, recupero e riciclo, l'adozione della tariffa puntuale, capace di far crescere di almeno il 10% la percentuale della raccolta differenziata, non è ulteriormente rinviabile. Per questo, ritenendo che tutti debbano pagare il giusto, in funzione dei servizi comuni erogati, della loro efficienza e soprattutto della maggiore o minore produzione effettiva dei rifiuti indifferenziati, in base al principio "chi inquina paga", il M5S ha attivato la Commissione controllo e garanzia, evidenziando che la normativa tanto nazionale che regionale prevede la tariffa presuntiva come metodo provvisorio e che nessuna motivazione sorregge la scelta che da anni si continua a perpetrare sul metodo presuntivo e che pertanto anche sotto tale profilo gli atti comunali sono viziati da una manifesta violazione di legge. Il M5S invita tutte le associazioni di categoria a tutelare le proprie imprese da tariffe inique, proponendo anche in sede giudiziaria tutte le azioni più opportune.
Cristina Rosetti
(Gruppo Consiliare M5S)
RICHIESTA ATTIVAZIONE TARIFFA PUNTUALE %281%29.pdf


Perugia - 

Come per il servizio rifiuti, anche per le mense scolastiche, l'Amministrazione dimostra la sua totale inadempienza in termini di controllo effettivo del servizio, così come la legge prevederebbe, e i cittadini, questa volta i bambini, ancora una volta, si devono affidare alla Magistratura per la tutela dei propri diritti ad un servizio di qualità. Eppure all'indomani dell'espletamento della gara, dopo mesi di discussione in commissione, al fine di scongiurare la totale esternalizzazione del servizio, il Consiglio comunale approvava all'unanimità l'ordine del giorno del M5S (deliberazione n. 121 del 28/09/2015), che richiamava il Sindaco e la Giunta al pieno rispetto delle norme di legge in materia di adeguatezza e qualità del servizio e di monitoraggio permanente dello stesso, in vigore già dal 2008, e mai applicate dal Comune. La deliberazione di settembre 2015 prevedeva altresì il coinvolgimento dei genitori nel controllo delle derrate alimentari e l'elaborazione di un sistema di monitoraggio permanente del servizio in ogni sua fase con verifiche semestrali dell'adeguatezza degli standard, stante la particolare natura del servizio. Ebbene, ad oltre sette mesi dall'aggiudicazione della gara, il Comune: Giunta e Dirigenti competenti, non avevano adempiuto alla direttiva del Consiglio e non avevano strutturato alcun monitoraggio permanente. I controlli dei genitori rimanevano per lo più lettera morta e non avevano alcuna valenza giuridica nei confronti delle società di gestione dei servizi. Neppure la Carta dei servizi era ancora stata adottata, nonostante la sua adozione fosse un obbligo di legge sin dalla gara. Così, il M5S ripartiva alla carica, chiedendo a fine marzo, l'attivazione della Commissione controllo e garanzia, per le gravi inadempienze dell'Amministrazione. Il Dirigente competente non partecipava alla seduta ed inviava una relazione scritta e sintetica ed annunciava l'adozione della Carta dei servizi, ad oggi, ancora, inesistente. Il Dirigente riferiva di 46 controlli eseguiti con il coinvolgimento dei genitori, ma senza una procedura predeterminata e definita in un atto formale dell'Amministrazione da cui si evinca quale effetto abbiano i controlli stessi. Dalle verifiche effettuate, secondo il Dirigente, non emergono criticità, anzi, si sarebbe appurato l'utilizzo dei prodotti con connotazione di qualità (biologico, dop, igp,stg) per la quasi totalità dei prodotti (ma non si riferisce di alcun controllo sulle etichette), il controllo sarebbe stato fatto cartaceo sulla base di un elenco fornito dal controllato. Si afferma apoditticamente, senza nulla fornire a supporto che sarebbero stati valorizzati i produttori locali attraverso un largo utilizzo di prodotti a km zero. Dulcis in fundo: le nuove grammature e le modalità di scodellamento di tutta la porzione rendono molto limitate le eccedenze alimentati, ma non viene citato alcun controllo in merito alle eccedenze alimentari e al loro utilizzo. La Magistratura sostiene che sarebbero state rispettate le grammature e i genitori hanno spesso denunciato quantità scarse. La stessa Usl nei suoi controlli ha rinvenuto in taluni casi grammature non rispettate. Ma d'altronde, visto che il Comune verificava la porzioni senza bilancia, come poteva accorgersi di problemi di quantità? Da quasi due anni il M5S chiede alla Giunta Romizi l'adozione di un modello di gestione del servizio innovativo, che preveda il pieno coinvolgimento degli utenti, i quali sono i primi garanti della qualità del servizio e potrebbero costituire una longa manus dell'Amministrazione stessa, garantendo una presenza quotidiana in ogni plesso scolastico. Ma la Giunta Romizi e il Sindaco stesso hanno sempre fatto orecchie da mercante, c'è stato chi ha etichettato i genitori "mamme ignote" alle quali non era opportuno affidare compiti di gestione del servizio, dimostrando così tutta la propria miopia e inadeguatezza. Il servizio mensa è stato a tutti gli effetti considerato e qualificato quale servizio sociale e come tale va gestito. Per questo il M5S ha predisposto un ordine del giorno per un modello alternativo all'esternalizzazione tout court. La Magistratura, comunque vada, ha certificato il fallimento totale della Giunta Romizi e del Sindaco stesso, più volte sollecitato dai genitori ad intervenire direttamente nella vicenda; genitori sempre sopportati, ma mai supportati da questa amministrazione. Dopo i rifiuti e i servizi educativi, in un altro servizio strategico, quello delle mense scolastiche, la Giunta Romizi dimostra tutta la propria incapacità.
Cristina Rosetti
(Portavoce M5S Comune di Perugia)
ODG REFEZIONE SCOLASTICA DELIBERAZIONE CONSIGLIO SETTEMBRE 2015.Pdf


Perugia - 

IL COMUNE NON RISCUOTE DA GESENU OLTRE UN MILIONE DI EURO, MA I CITTADINI DI PERUGIA HANNO PAGATO A GESENU OLTRE TRE MILIONI E DUECENTO MILA EURO PER LE MOROSITA' NON RISCOSSE..."E IO PAGO...!"
Un bilancio in affanno, quello del Comune di Perugia, dal lontano 2006-2007, anno del noto "buco" di bilancio, i cui effetti devastanti sono una zavorra di cui il Comune di Perugia non riesce a liberarsi. Il 2014 si chiudeva con un disavanzo tecnico "buco bis" di ben 35 milioni di euro, che ci ritroveremo a pagare, dilazionati in rate di oltre un milione di euro annui, fino al 2042. Ai "buchi di bilancio", negli anni si è aggiunta una crisi cronica di liquidità, che costringe il Comune a prendere a prestito in maniera anomala per fa fronte ai pagamenti e che porta con sé interessi annuali sistematicamente sopra il milione di euro. In una tale situazione, un cittadino comune si aspetterebbe una grande attenzione alla corretta riscossione di tutti i crediti che il Comune vanta. E invece non è così. Dopo la scoperta dei crediti non riscossi dalle associazioni, talvolta morose per anni, dalle pieghe del bilancio, emerge un altro debitore eccellente, per una somma di gran lunga superiore e pari ad oltre un milione di euro (1.064.643,22), che Gest/Gesenu deve al Comune di Perugia a titolo di "indennità di disagio ambientale" relativamente agli anni 2011, 2012, 2013 e 2014 (sembra che per il 2015 non sia stata ancora determinato l'ammontare dovuto). E pensare che i cittadini di Perugia in questi anni si sono trovati a sborsare somme a Gesenu, per il rimborso delle tariffe non pagate dagli utenti morosi, che nel 2015 sono state trasferite dalla fiscalità generale (ovvero dal bilancio del Comune) sulle bollette Tari, per la bellezza di tre milioni e duecento mila euro. Somme - sulla cui debenza il M5S nutre dei dubbi - e che neppure negli anni di competenza sono state però compensate con il credito che il Comune vantava negli anni 2011-2014 e che ancora non ha riscosso. Peraltro, per i cittadini e le aree interessate dall'indennità di disagio ambientale oltre il danno pure la beffa. Infatti, della somma complessiva riscossa dal Comune di Perugia a titolo di indennità di disagio ambientale e pari ad oltre ottocentomila euro, neppure un euro è stato in questi anni utilizzato così come invece prevederebbe la legge regionale del 2009, la quale stabilisce che l'indennità di disagio ambientale è destinata ai comuni sede di impianti di trattamento dei rifiuti o a quelli che comunque risentono delle ricadute ambientali conseguenti all'attività dell'impianto e che le somme devono essere utilizzate dagli stessi comuni per agevolazioni tariffarie a favore degli utenti interessati dalla presenza degli impianti (Pietramelina, Borgogiglione, Ponte Rio) e per finalità inerenti al miglioramento ambientale e la dotazione di servizi nelle stesse aree. Nulla di tutto ciò è avvenuto in questi anni, in quanto le somme sono state acquisite a bilancio ed utilizzate senza alcun vincolo di destinazione. E in questo quadro, anche per il 2015, per la scarsa liquidità delle casse comunali, i cittadini di Perugia avranno pagato - perché costretti a prendere a prestito - ben oltre il milione di euro di interessi, vanificando così risorse preziose da poter investire. Se questa è buona amministrazione...
Cristina Rosetti
Portavoce Consigliere M5S


Perugia - 

ASSOCIAZIONI MOROSE PER OLTRE 75.000 EURO DI CANONI DOVUTI AL COMUNE DI PERUGIA PER IMMOBILI DI PROPRIETA', MA IL COMUNE DIMENTICA DI RISCUOTERLI..."...E IO PAGO"

Prosegue la nostra analisi sull'utilizzo del patrimonio pubblico comunale, dato in assegnazione alle associazioni, spesso in violazione del Regolamento comunale, senza alcuna previa istruttoria della Commissione tecnica, che avrebbe dovuto valutare tutti i requisiti contemplati dal Regolamento stesso. Un Regolamento, quello del 1996, molto preciso ed equo, che garantiva tutte le associazioni, in termini di accesso e trasparenza. In tutti questi anni, nonostante le assegnazioni delle sedi siano state fatte, in taluni casi, addirittura alla fine degli anni '80, l'Amministrazione non ha mai effettuato alcun controllo sulla permanenza dei requisiti, comprese le "sub-locazioni", ovviamente vietate dal Regolamento, e la disponibilità in capo alle associazioni di altre sedi idonee allo svolgimento dell'attività. Ma la ciliegina sulla torta è data dalle morosità nel pagamento di canoni o utenze, ad oggi consistenti, che riguardano più di un terzo delle associazioni assegnatarie delle sedi, per una somma complessiva, dovuta al Comune, di quasi 75 mila euro. Peraltro, in molti casi, in particolare per le morosità più consistenti, le diffide del Comune di Perugia, sono partite solamente a seguito del nostro accesso atti (risalente al 13 gennaio 2016), in cui chiedevamo, tra le altre cose, di conoscere la situazione della morosità. Diffide partite il 15 o 16 febbraio 2016, a ridosso del riscontro dell'accesso atti. E ciò che stupisce ulteriormente è che, in taluni casi, le morosità sui canoni definiti dai contratti di comodato si sono accumulate in anni di mancati pagamenti, dagli otto di un'associazione ubicata in Via Podiani, 11, che fruisce di uno spazio di 190 metri quadri, per un canone annuo di circa 1.378 euro, e che ha una morosità di ben 8.978 euro, ai tre anni di un'altra associazione di volontario sita in Via Vico, che fruisce di uno spazio di 140 metri quadri, al costo di circa 3.100 euro annui. A queste, si aggiunge un'associazione di Balanzano, assegnataria, dal 2014, di uno spazio, la quale non ha proprio mai pagato. Ma non finisce qui, le associazioni maggiormente morose risultano quelle con i bilanci più floridi e con altrettanto floridi conti correnti. Si va da un totale ricavi di 541 mila euro e conti correnti per oltre 17 mila euro, a ricavi per oltre 35 mila euro e disponibilità liquide per oltre 21 mila euro. I dati sono riferiti al 2013, non avendo il Comune aggiornato al 2014, né tanto meno al 2015, la situazione. E pensare che tra i morosi figura un'associazione che ha goduto in questi ultimi 15 anni (1999-2015) di contributi per servizi resi, a vario titolo, all'Amministrazione, per oltre 3 milioni e duecento mila euro. Peraltro, stante che l'agevolazione relativa al canone praticato alle associazioni ha un senso sulla base dell'attività concretamente svolta e dell'utilità dei servizi offerti dalle associazioni, il Comune di Perugia, in questi anni, non ha ritenuto neppure di acquisire la relazione sull'attività svolta dalle associazioni assegnatarie, salvo rare eccezioni. Si continua, pertanto, a violare, bellamente, il Regolamento del 1996, il quale dispone, giustamente, che ogni anno le associazioni, entro il mese di marzo, presentino la dichiarazione aggiornata del numero dei soci (mancante per tutte le associazioni), il rendiconto approvato e il bilancio preventivo, la relazione dettagliata delle attività svolte e di quelle programmate ed eventuali modificazioni dello Statuto, oltre la dichiarazione di non disporre di altri spazi idonei. Entro il mese del maggio successivo, la Commissione tecnica, composta dai dirigenti dei diversi settori, dovrebbe riunirsi per verificare la permanenza dei requisiti dell'assegnazione, in base alla documentazione prodotta. Ciò non è mai avvenuto con la precedente Amministrazione, né con la Giunta Romizi. Inoltre, il Regolamento prevedeva l'istituzione del Forum delle Associazioni, ovviamente, mai costituito. Dal 2013 al 2016, quarantuno circa sono le associazioni che hanno fatto richiesta di una sede e alle quali non è stato dato riscontro o è stato dato riscontro negativo. Ci chiediamo il perché di una politica che ha voluto accogliere alcune associazioni ed escluderne altre, visto che il Regolamento prevede che non possa essere assegnato più di uno spazio ad associazione - altra norma che risulta, peraltro, essere stata violata - finché non risultino soddisfatte tutte le richieste. E ci chiediamo il perché dell'assenza totale, persistente di una politica per l'associazionismo, tutto, e con l'associazionismo, tutto. Ma la domanda suonerà a molti retorica.

Cristina Rosetti

Portavoce Consigliere M5S

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