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MoVimento 5 Stelle

Legalità


Perugia - 

Sarebbe un reato permanente, quello contestato dalla Procura della Repubblica nei confronti dei rappresentanti della società cui fa capo la gestione dei distributori automatici negli uffici comunali, giudiziari e nelle scuole, di cui si è letto sulla stampa locale. In tutto 169 distributori automatici e semiautomatici: 48 negli uffici comunali, 97, negli istituti scolastici, e 24, negli uffici giudiziari. Snack e prodotti di cui deve garantirsi la qualità, con inserimento di prodotti per celiaci ed intolleranti al lattosio, prodotti dietetici ed equosolidali, e anche la varietà, con l'inserimento mensile di nuovi prodotti. Aspetti poco chiari, oggetto dell'attenzione della magistratura penale, di cui il Comune è da tempo a conoscenza, senza che però, ad oggi, per quanto ci risulta, abbia mosso un dito. Le ipotesi di "inadempimento" sarebbero plurime e secondo il M5S sono fondate: a cominciare dalla vicenda dei contratti di avvalimento. Quando una società che partecipa ad una gara non ha tutti i requisiti richiesti si può avvalere di altre società che hanno requisiti e che quindi ne consentono la partecipazione e, come nel caso di specie, anche l'affidamento del servizio. Poi, però, di tali imprese e professionalità occorre servirsi nell'espletamento del servizio, altrimenti si finisce per incorrere, nella migliore delle ipotesi, in gravi inadempimenti. Dagli atti in possesso del M5S risulta evidente che i controlli che l'Amministrazione era obbligata a fare anche sotto questo aspetto non vi sono stati e in ogni caso non sono risultati adeguati. Pertanto, chi di dovere non potrà esimersi dal rispondere dei mancati controlli o della loro inefficacia. C'è poi la questione dei prezzi, che vengono contestati in sede penale, come difformi da quelli "promessi" in sede di gara ed anche al M5S risulta tale circostanza, finché non dovesse essere smentita, anche qui, da chi doveva fare i controlli e non sembra averli fatti; controlli, peraltro, in tal caso piuttosto semplici da eseguirsi: bastava dare un'occhiata alle macchinette di tanto in tanto, quelle stesse da cui tutti i dipendenti comunali prendono il caffè. Grave, l'inerzia, ad oggi dell'istituzione comunale che nulla dice, anche se tali prodotti sono venduti ogni giorno ad un vasto pubblico dentro i propri uffici, nelle scuole e negli uffici giudiziari. Eppure, c'era chi oggi governa, l'Assessore Prisco, che da consigliere si era occupato della vicenda, sollevando taluni aspetti non chiari in commissione controllo e garanzia. Ma, oggi, da "amministratori", come su tante altre questioni, i membri della Giunta Romizi tacciono, in primis ovviamente il Sindaco. Il M5S, invece, vuole vederci chiaro, solleva la questione in Commissione controllo e garanzia, sollecitando una presa di posizione dell'Amministrazione che da giorni, ormai, non può dire di non sapere. Non è escluso che si possa azionare anche una class action a tutela degli utenti/consumatori.
Cristina Rosetti
(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S Comune di Perugia)
RICHIESTA ATTIVAZIONE QUINTA COMMISSIONE DISTRIBUTORI AUTOMATICI.pdf


Perugia - 

Mentre la Magistratura indaga per una ipotesi di truffa da circa 20 milioni di euro, la Giunta e la maggioranza del Sindaco Romizi scelgono di non fare nulla. Approvano senza battere ciglio il piano economico finanziario del gestore di 41 milioni di euro, sapendo che nel 2018, in mancanza di una azione di responsabilità contrattuale, ci aspetta un salasso enorme per il blocco impianti e il conseguente turismo dei rifiuti fuori regione. In questi giorni, il Ministero delle Finanze ha reso pubblici i dati sul costo del Servizio rifiuti, l'Umbria e Perugia in testa per costo-tariffe. Con la gestione Romizi-Barelli, in controtendenza dal 2010, nel 2016 abbiamo registrato maggiori rifiuti in discarica, maggiori costi per oltre 350 mila euro, maggiore produzione dei rifiuti e una riduzione della raccolta differenziata. Investimenti importanti sulla raccolta differenziata sono stati bruciati, grazie agli enormi scarti e alla pessima qualità merceologica dei materiali.

L'intervento del M5S in Consiglio Comunale. Il Partito Unico è rimasto silente.
https://www.youtube.com/watch?v=jJmy9L5qpiI


Perugia - 

A seguito delle segnalazioni ricevute in merito alle ultime assunzioni in Umbra Acque: la presenza di un ex dipendente del Gruppo di Forza Italia e la presenza tra i partecipanti (non si sa se assunti) di altri soggetti legati da rapporti con esponenti politici della medesima forza politica (si parla addirittura di un fidanzato/a), il M5S, che, da anni, chiede insistentemente, trasparenza, imparzialità e merito quali criteri per le assunzioni, faceva accesso atti, per conoscere le procedure di assunzione, i criteri utilizzati (che devono essere di carattere oggettivo), il livello di trasparenza e di imparzialità dell'operato. Mentre, i riscontri di altre società non negano nulla, Umbra Acque e Gesenu fanno eccezione e negano ogni accesso, con argomentazioni risibili, ma indice del livello di trasparenza e di controllo pubblico presente nelle due società di gestione dei due servizi pubblici locali di maggiore delicatezza ed impatto sulla cittadinanza. La qualità del capitale umano è di fondamentale importanza per garantire servizi pubblici efficienti, ma secondo la coppia Umbra Acque-Gesenu non sono affari che devono riguardare i cittadini. Per Umbra Acque addirittura l'assunzione del personale riguarderebbe la gestione interna della Società (che vorrà dire non si sa), ma non l'attività di pubblico interesse di gestione del Servizio Idrico. Guarda caso però l'unico business della Società è la gestione del servizio idrico, e il bilancio in tal senso è esplicativo, e il personale di Umbra Acque svolge con le sue mansioni i diversi livelli del servizio. Ma vi è di più: le ultime assunzioni riguardano in parte il rafforzamento del Servizio Clienti proprio per rispondere ai più elevati standard del servizio da fornire ai cittadini. E guarda caso grazie al software comprato per milioni di euro da Acea, sono mesi che la fatturazione è bloccata e non si possono fare le autoletture e persistono i disservizi. Il personale assunto in parte era necessario proprio a tali nuove modalità di espletamento del servizio e di controllo del corretto operato del Gestore che in caso di violazione degli standard di qualità deve corrispondere agli utenti un indennizzo automatico. Chissà se lo farà. Insomma, forse le segnalazioni ricevute avevano colto nel segno e quindi non potremo esimerci dal reagire a tale atto di prepotenza in maniera ferma in tutte le sedi competenti, compresa la magistratura penale, alla quale a questo punto il Gestore ci obbliga a fare un esposto. Gesenu, che ormai da tempo ci ha abituati alla totale mancanza di trasparenza, liquida in tre righe la nostra richiesta, a firma del "responsabile affari legali"; una figura che ci risulta nuova e sulle cui modalità di assunzione avremmo voluto vederci chiaro. Insomma, per Gesenu l'accesso richiesto afferirebbe a documentazione non attinente ad attività di pubblico interesse. Della serie, cari cittadini, voi ci pagate le tariffe, noi siamo società per azioni, senza rischio d'impresa e con profitto garantito, perché oneri finanziari e rischi sono sempre a carico dei bilancio comunale, ma le assunzioni sono affari nostri! E, pensare che proprio per Gesenu, altre segnalazioni, ci dicono che sarebbe stato assunto, non sappiamo in quale veste, il presentatore di una delle liste che compongono l'attuale maggioranza. Tutti assunti per merito, per carità, ma che strane coincidenze...

Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)



Perugia - 

Dopo la pagina nera scritta dalla maggioranza in Consiglio comunale, con la mozione di rinvio della discussione della relazione della Commissione controllo e garanzia sulla vicenda Agri Flor, a firma del M5S, oggi, in Commissione, la maggioranza replica, con la votazione di una relazione, a prima firma dei civici "Barellini" ambientalisti, in cui si decreta solidarietà a quelle che vengono definite le "lamentele" del Comitato Antipuzza di Villa Pitignano e si raccomanda agli uffici competenti di prestare alle lamentele la massima attenzione. La maggioranza tenta goffamente di spogliare il Consiglio comunale e la stessa Commissione di controllo e garanzia di una delle sue funzioni fondamentali: il controllo della correttezza dell'azione amministrativa e invece di pretendere il ripristino della legalità, anche sotto il profilo urbanistico-edilizio, e il pronto adoperarsi del Sindaco e dell'apparato amministrativo al fine di tutelare ambiente e salute pubblica, ci si limita ad invitare gli uffici a prestare al Comitato la massima attenzione e considerazione. Una conclusione risibile, che dimostra da che parte stia la maggioranza Romizi: certamente non da quella dei cittadini, che, da anni, si impegnano per la tutela del territorio e della qualità della loro vita. Nonostante tali biechi tentativi di edulcorare questioni serie e che richiedono una rapida e ferma risoluzione, grazie all'azione del M5S e alla diffida fatta al Sindaco Romizi a gennaio 2017, le autorità competenti si stanno muovendo ed è la stessa Regione Umbria a responsabilizzare il Comune di Perugia verso i suoi cittadini. Dopo la nota della Asl, infatti, sempre a seguito della diffida del M5S, in cui, in merito alle immissioni odorigene, si dichiarava che "il perdurare dei fenomeni odorigeni sgradevoli rappresenta comunque un innegabile motivo di disagio per la popolazione esposta e un fattore negativo per la qualità della vita", invita il Comune, quindi, il Sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, ad assumere, sulla base delle indicazioni fornite dalla Asl, eventuali ulteriori misure per la tutela della salute pubblica. La Regione invita, inoltre, il Comune a comunicare le misure sanitarie assunte, al fine di inserire le stesse nell'Autorizzazione integrata ambientale. Ed ecco che il goffo e già debole tentativo della maggioranza di sgravare il Sindaco dalle sue competenze e responsabilità si infrange contro l'azione determinata del M5S che sulla vicenda Agri Flor come sulle altre non mollerà di un centimetro sino al ripristino dell'integrale rispetto delle regole. Peraltro, i cumuli di rifiuti presenti nell'impianto, che hanno portato alle diffide degli enti competenti, al fine del corretto ripristino delle altezze autorizzate, non hanno visto alcun efficace intervento e perdurano da ormai due anni, con conseguenze pesanti sia sul fronte delle immissioni odorigene che su quello dei potenziali rischi ambientali per i superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione nelle acque sotterranee presenti nel pozzo, contestati dalle autorità competenti. Una situazione, alla quale occorre porre immediato rimedio, da parte di tutte le autorità competenti, compresa la Magistratura che sta da tempo indagando sulla vicenda.

Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)
DIFFIDA AGRIFLOR.pdf


Perugia - 

Il M5S ritiene che gli abusi edilizi non debbano in alcuna misura essere tollerati, ma la maggioranza del Sindaco Romizi non è dello stesso avviso e, sulla vicenda Distillerie Di Lorenzo, vota la relazione del Consigliere Tracchegiani che salva lo status quo degli abusi edilizi e se ne infischia della tutela di quell'area del Fiume Tevere asservita in maniera impropria, ormai da decenni, ad una industria insalubre fortemente impattante sull'ambiente, sul paesaggio e sulla vita degli abitanti di Ponte Valleceppi e non solo. Il piazzale di 6000 metri quadrati sulle sponde del fiume Tevere, realizzato dalla Società Distillerie Di Lorenzo, senza che gli organi di controllo se ne accorgessero, è stato definitivamente dichiarato abusivo dal Consiglio di Stato con una sentenza di 7 anni fa, ma, in questi anni, il Comune è rimasto inerte, mentre le opere contestate come abusive continuano ad essere utilizzate ai fini del processo produttivo e si sono moltiplicate. Il M5S non si fermerà, ritenendo indubitabilmente accertata la illegittimità dell'operato dell'Amministrazione, per quanto attiene allo stato di inerzia, al difetto di governo del territorio e di tempestività ed efficacia dell'attività di controllo, soprattutto, in via preventiva, e che ha di fatto favorito, sin dalla fine dagli anni '70, una espansione impropria dell'attività industriale della Società. Uno stato di inerzia che è continuato, come se nulla fosse, anche con la Giunta Romizi, tanto che quasi esclusivamente su segnalazione di comitati e cittadini, gli uffici comunali a tutt'oggi, si muovono. Quegli stessi comitati e cittadini, ai quali, chi siede oggi in Giunta e in Consiglio comunale, ha chiesto il sostegno alle passate elezioni, fingendo di condividerne le giuste battaglie di legalità, per poi abbandonarli a se stessi. Questa maggioranza di governo non fa altro che perpetrare, come nulla fosse, sulle questioni ambientali e di legalità importanti del nostro territorio, comportamenti da Ponzio Pilato, lasciando i cittadini soli nella battaglia di protezione del loro territorio e per il rispetto della legalità. Dopo la vicenda Agriflor, la maggioranza di governo, con il pieno contributo, se non impulso, e supporto dei consiglieri cc.dd. civici e ambientalisti ha scritto oggi, in Commissione controllo e garanzia, una altra pagina nera della storia di un governo di centro-destra completamente subalterno all'apparato burocratico. Ma il M5S non desisterà.

Cristina Rosetti

Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S Comune di Perugia
RELAZIONE FINALE DISTILLERIE DI LORENZO DEFINITIVA.pdf
RICHIESTA ATTIVAZIONE DISTILLERIE DI LORENZO.pdf


Perugia - 

SUBITO UN EVENTO PUBBLICO PER LA SOTTOSCRIZIONE DELLA CARTA DI PISA. Come rimanere silenti dopo l'ennesimo richiamo del Sindaco Romizi alla legalità e trasparenza. Ma purtroppo tra il dire e il fare c'è una bella differenza e le vicende tanto di Gesenu che della mancata sottoscrizione della Carta di Pisa lo dimostrano. Sulla questione Gesenu sono molteplici gli interrogativi rimasti senza risposta e ai quali non si vuole rispondere. Ed infatti il M5S ha proposto e visto approvato in Commissione un ordine del giorno che impegna Sindaco e Giunta a riferire su tutta la vicenda Gesenu in Consiglio Comunale, che avrebbe dovuto essere discusso al Consiglio del 16 novembre, ma il Presidente Varasano ha preferito convocare un Question Time - chiaro segno di boicottaggio, certamente ispirato da chi la trasparenza la declama, ma non perde mai occasione per non praticarla. Il quadro dell'interdittiva antimafia non è nuovo a nessuno, le denunce dei tanti cittadini e comitati sono rimaste inascoltate per anni, da tutte le Amministrazioni, compresa quella attuale, che se solo avessero voluto avrebbero potuto controllare e ostacolare condotte lesive dei diritti dei cittadini. Dirigenti e politici che per anni hanno gestito la partita dei rifiuti in seno all'Autorità d'ambito e al Comune di Perugia, che rimangono nell'ombra di un quadro - quello delineato dalle indagini in corso - che si sarebbe dovuto conoscere. Organi di controllo che evidentemente non hanno controllato, una politica, tutta, destra e sinistra, che ha aspettato l'intervento del Prefetto per accorgersi di ciò che fino a quel momento, nella migliore delle ipotesi, si è preferito ignorare. Un mondo immobile, sfiorato, ma chissà come mai, ad oggi, mai toccato dalle inchieste. Ma se il Sindaco Romizi tiene tanto alla legalità e alla trasparenza, perché non chiede lui di venire a riferire in Consiglio sulla questione Gesenu, perché nonostante da mesi il M5S stia chiedendo di organizzare una iniziativa pubblica per la sottoscrizione della Carta di Pisa, adottata, su proposta del Portavoce Consigliere M5S Cristina Rosetti, dal Consiglio Comunale, a marzo 2015, non ha mai risposto? La Carta di Pisa è più di un codice etico, è uno strumento stringente, volto a combattere la corruzione ed ogni forma di mafia e a promuovere legalità e trasparenza all'interno delle Istituzioni; uno strumento di prevenzione che mira a scongiurare i predetti fenomeni. L'impegno alla sottoscrizione votato in Consiglio comunale si rivolge al Sindaco, a tutti gli assessori, ma anche ai dirigenti, che tanta parte hanno, come dimostra Mafia Capitale, nei fenomeni corruttivi e di criminalità, e a chiunque eserciti un mandato in virtù di nomina o designazione da parte del sindaco ovvero eserciti una funzione rappresentativa o esecutiva per conto dell'Amministrazione Comunale in enti, consorzi e società. Tali e tante le incompatibilità definite dalla Carta, che forse e diciamo forse, molti membri dell'amministrazione non sono nelle condizioni di sottoscriverla...?

CARTA DI PISA-DELIBERAZIONE 16-03-2015 N. 30.pdf


Perugia - 

Continua il nostro impegno per favorire risparmi di spesa da parte del Comune di Perugia, per una gestione virtuosa dell'Amministrazione, che consenta di utilizzare al meglio le risorse pubbliche, per servizi efficienti ai cittadini. Dopo la nostra proposta sugli affidamenti diretti di lavori, servizi e forniture, che avrebbe consentito l'introduzione di norme di trasparenza sulle procedure fino a 40 mila euro e che la maggioranza ha colpevolmente bocciato, la nostra attenzione è caduta sui lavori cc.dd. di somma urgenza ovvero quegli interventi che si rendono necessari in casi di eventi calamitosi del tutto imprevedibili o in ipotesi di pericolo per l'incolumità di cose e persone. In tali casi, la Giunta può avallare l'affidamento di lavori da parte degli uffici competenti, fino al valore di 200 mila euro, senza ricorrere alla gara pubblica. La possibilità di evitare la gara presuppone il verificarsi di esigenze eccezionali e contingenti che in nessun caso devono essere imputabili ad un deficit di programmazione o all'inerzia della pubblica amministrazione. Dalla nostra analisi è emerso che numerosi affidamenti non rispettano i requisiti di legge. Abbiamo affidamenti diretti di valore variabile: da poche migliaia di euro fino ad importi rilevanti. Due sono finiti nel nostro mirino e ci hanno portato a chiedere l'attivazione della Commissione di controllo e garanzia per verificarne la piena legittimità oltre a possibili danni erariali: uno per un importo di 70 mila euro per la sistemazione del ponticello sulla strada Resina - Monte Acutello del fosso di Balanzano, in Via delle Comunicazioni e l'altro, per un importo di 180 mila euro, per la rimessa in pristino dei piani viabili di Via Morettini e Via Frenguelli. In entrambi i casi, dalle perizie svolte dai tecnici, risulta ben evidente il mancato rispetto dei presupposti della somma urgenza, richiamando i tecnici stessi difetti di progettazione, come nel caso degli allagamenti di Resina, e una palese e colpevole inerzia del Comune, nel caso dei piani viabili di via Morettini e Via Frenguelli, concretizzatasi nell'assenza di interventi di manutenzione ordinaria, che ha causato un progressivo deterioramento del manto stradale, il quale, gradualmente, è divenuto non percorribile se non a rischio di pericolo per la pubblica incolumità. La nostra analisi prosegue al fine di verificare se questo sia un modus operandi del nostro comune e quanto sia consolidato, visto che la Giunta Romizi non sembra ad oggi avervi apportato correttivi.
RICHIESTA ATTIVAZIONE SOMMA URGENZA
RICHIESTA ATTIVAZIONE SOMMA URGENZA.pdf

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