MoVimento 5 Stelle Rimani aggiornato su questa lista Iscriviti al MoVimento 5 Stelle

Inserisci la tua email per rimanere informato sulla lista certificata in questo comune





Tenetemi aggiornato
Sono disponibile ad aiutare la lista

MoVimento 5 Stelle

Rifiuti


Perugia - 

Mentre la Magistratura indaga per una ipotesi di truffa da circa 20 milioni di euro, la Giunta e la maggioranza del Sindaco Romizi scelgono di non fare nulla. Approvano senza battere ciglio il piano economico finanziario del gestore di 41 milioni di euro, sapendo che nel 2018, in mancanza di una azione di responsabilità contrattuale, ci aspetta un salasso enorme per il blocco impianti e il conseguente turismo dei rifiuti fuori regione. In questi giorni, il Ministero delle Finanze ha reso pubblici i dati sul costo del Servizio rifiuti, l'Umbria e Perugia in testa per costo-tariffe. Con la gestione Romizi-Barelli, in controtendenza dal 2010, nel 2016 abbiamo registrato maggiori rifiuti in discarica, maggiori costi per oltre 350 mila euro, maggiore produzione dei rifiuti e una riduzione della raccolta differenziata. Investimenti importanti sulla raccolta differenziata sono stati bruciati, grazie agli enormi scarti e alla pessima qualità merceologica dei materiali.

L'intervento del M5S in Consiglio Comunale. Il Partito Unico è rimasto silente.
https://www.youtube.com/watch?v=jJmy9L5qpiI


Perugia - 

Dopo la pagina nera scritta dalla maggioranza in Consiglio comunale, con la mozione di rinvio della discussione della relazione della Commissione controllo e garanzia sulla vicenda Agri Flor, a firma del M5S, oggi, in Commissione, la maggioranza replica, con la votazione di una relazione, a prima firma dei civici "Barellini" ambientalisti, in cui si decreta solidarietà a quelle che vengono definite le "lamentele" del Comitato Antipuzza di Villa Pitignano e si raccomanda agli uffici competenti di prestare alle lamentele la massima attenzione. La maggioranza tenta goffamente di spogliare il Consiglio comunale e la stessa Commissione di controllo e garanzia di una delle sue funzioni fondamentali: il controllo della correttezza dell'azione amministrativa e invece di pretendere il ripristino della legalità, anche sotto il profilo urbanistico-edilizio, e il pronto adoperarsi del Sindaco e dell'apparato amministrativo al fine di tutelare ambiente e salute pubblica, ci si limita ad invitare gli uffici a prestare al Comitato la massima attenzione e considerazione. Una conclusione risibile, che dimostra da che parte stia la maggioranza Romizi: certamente non da quella dei cittadini, che, da anni, si impegnano per la tutela del territorio e della qualità della loro vita. Nonostante tali biechi tentativi di edulcorare questioni serie e che richiedono una rapida e ferma risoluzione, grazie all'azione del M5S e alla diffida fatta al Sindaco Romizi a gennaio 2017, le autorità competenti si stanno muovendo ed è la stessa Regione Umbria a responsabilizzare il Comune di Perugia verso i suoi cittadini. Dopo la nota della Asl, infatti, sempre a seguito della diffida del M5S, in cui, in merito alle immissioni odorigene, si dichiarava che "il perdurare dei fenomeni odorigeni sgradevoli rappresenta comunque un innegabile motivo di disagio per la popolazione esposta e un fattore negativo per la qualità della vita", invita il Comune, quindi, il Sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, ad assumere, sulla base delle indicazioni fornite dalla Asl, eventuali ulteriori misure per la tutela della salute pubblica. La Regione invita, inoltre, il Comune a comunicare le misure sanitarie assunte, al fine di inserire le stesse nell'Autorizzazione integrata ambientale. Ed ecco che il goffo e già debole tentativo della maggioranza di sgravare il Sindaco dalle sue competenze e responsabilità si infrange contro l'azione determinata del M5S che sulla vicenda Agri Flor come sulle altre non mollerà di un centimetro sino al ripristino dell'integrale rispetto delle regole. Peraltro, i cumuli di rifiuti presenti nell'impianto, che hanno portato alle diffide degli enti competenti, al fine del corretto ripristino delle altezze autorizzate, non hanno visto alcun efficace intervento e perdurano da ormai due anni, con conseguenze pesanti sia sul fronte delle immissioni odorigene che su quello dei potenziali rischi ambientali per i superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione nelle acque sotterranee presenti nel pozzo, contestati dalle autorità competenti. Una situazione, alla quale occorre porre immediato rimedio, da parte di tutte le autorità competenti, compresa la Magistratura che sta da tempo indagando sulla vicenda.

Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)
DIFFIDA AGRIFLOR.pdf


Perugia - 

I CITTADINI ENTRANO A PALAZZO DEI PRIORI, INSIEME AL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE. CONTROLLO E PROPOSTE SULLA PARTITA DEI RIFIUTI. PROMESSA MANTENUTA!

Dopo l'approvazione dell'ordine del giorno del M5S, a settembre 2016, ad opera del Consiglio comunale che ha dato la svolta negli indirizzi delle politiche sui rifiuti, spingendo la Giunta Comunale ad agire nella direzione della strategia "Rifiuti Zero", al Consiglio comunale del 5 aprile, all'unanimità, è stata approvata la proposta di regolamento del M5S che istituisce l'Osservatorio dei cittadini in materia di rifiuti. La proposta del M5S sull'istituzione di una Commissione civica sui rifiuti viene depositata il 4 ottobre 2015 e nasce dalla necessità dell'adozione di misure emergenziali in materia di rifiuti. E il M5S aveva perfettamente colpito nel segno, tanto che poco dopo arriva su Gesenu la tempesta dell'interdittiva e poi quella dell'inchiesta della direzione distrettuale antimafia che ipotizza una truffa per circa 20 milioni di euro a danno dei cittadini. Il caso Perugia è quello di un incremento anomalo del costo del servizio di 100 euro ad abitante in otto anni, di un incremento della tariffa nonostante l'aumento della raccolta differenziata, è quello della necessità di spingere sulla riduzione dei rifiuti, sulla drastica riduzione del rifiuto secco residuo che va in discarica e sul riciclo. E finalmente il M5S porta a casa il risultato e con una proposta che esce dalla mediazione con l'Assessore Barelli, introduce un Osservatorio di associazioni competenti sui rifiuti, che avrà compiti importanti di monitoraggio e proposta anche in termini di organizzazione della raccolta e in materia impiantistica, che dovrà agire secondo la strategia Rifiuti Zero, spingendo per la tariffa puntuale, e avendo sempre a riferimento il principio di precauzione, che per la prima volta, grazie al M5S, fa ingresso a Palazzo dei Priori. Un Osservatorio che non dovrà essere chiuso in se stesso, ma dovrà relazionarsi con entrambi gli organi amministrativi, Giunta e Consiglio Comunale, ma soprattutto con i cittadini, definendo canali di dialogo e consultazione molto frequenti. L'Osservatorio avrà un Portavoce e potrà e dovrà relazionarsi anche con il Gestore del servizio che sarà tenuto a fornire dati e collaborazione. Nel rispetto delle prerogative che la legge assegna alle Associazioni dei consumatori, l'Osservatorio dovrà altresì costruire un monitoraggio del servizio che permetta di valutare l'adeguatezza degli standard di qualità del servizio. Insomma, per Perugia e per Palazzo dei Priori una autentica rivoluzione, che se ben condotta, potrà portare a risultati importanti anche sul fronte impiantistico, tenendo conto del fatto che il blocco degli impianti di Pietramelina per il compost e della discarica di Borgo Giglione si presentano come una ottima occasione per ripensare tutta la partita impiantistica, anche a livello regionale, e come una opportunità per pensare a misure che ci indirizzino verso il riuso, il recupero e il riciclo. L'istituzione dell'Osservatorio dovrà avvenire entro tre mesi dall'entrata in vigore della Delibera istitutiva, mediante apposito avviso da pubblicare a cura del Sindaco Romizi. Vigileremo perché i tempi siano rispettati e continuerà senza sosta il nostro fiato sul collo dell'Assessore Barelli.

Fabrizio Ercolanelli e Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)
OSSERVATORIO RIFIUTI TESTO APPROVATO IN CONSIGLIO 6 APRILE 2017.pdf


Perugia - 

ANCHE A PERUGIA CHIEDIAMO UNA PANNOLINOTECA CON LE NEO MAMME PROTAGONISTE

I prodotti sanitari assorbenti costituiscono in media un valore che oscilla tra il 15 e il 25 per cento del rifiuto secco residuo non riciclabile. In Italia esistono infatti solamente due impianti sperimentali in grado di recuperare materiale dai prodotti come pannolini e pannoloni ed ovviamente nessuno di tali impianti è stato sperimentato in Umbria, né è disposto ad accettare i nostri rifiuti. E, così, le nostre discariche si sono negli anni riempite di rifiuti nell'interesse dei gestori degli impianti. Ogni bambino, fino a 36 mesi di età, consuma in media circa 4,5 pannolini al giorno, per una stima annua di circa 4000 pannolini. Il Comune di Perugia, carente anche sotto il profilo delle politiche di prevenzione della produzione di rifiuti, fino alla chiusura forzata dell'impianto di Pietramelina, del 6 dicembre 2016, "inquinava" la raccolta dell'organico, raccogliendo congiuntamente all'umido anche i prodotti assorbenti, permettendo che in tal modo si falsasse anche la percentuale di raccolta differenziata. E, così, a fine dicembre 2016, il gestore Gest/Gesenu ha proposto un progetto di raccolta domiciliare dei pannolini e pannoloni riservato esclusivamente agli utenti serviti con la raccolta domiciliare TRIS, per un importo stimato di oltre 100 mila euro, con una media di costo ad utenza di 141 euro. Si prevede di fatto una raccolta sganciata dall'organizzazione del resto della raccolta dei rifiuti e una frequenza settimanale della raccolta stessa. E chi con pannolini e pannoloni ha a che fare sa che una tale frequenza è del tutto insufficiente, con l'effetto del loro smaltimento irregolare. Su proposta di neo mamme che fanno uso di pannolini lavabili, il M5S ha depositato un ordine del giorno che impegna la Giunta a promuovere l'utilizzo di pannolini lavabili, tramite un progetto dedicato, con il coinvolgimento degli asili nido comunali, di quelli privati e delle farmacie comunali. Il progetto dovrà coinvolgere ovviamente la AUSL, i pediatri e soprattutto le neo mamme con esperienza maturata nell'utilizzo di tali prodotti, le quali dovranno divenire le protagoniste della gestione di una pannolinoteca comunale, quale punto di riferimento qualificato, di supporto e sostegno alle famiglie. L'uso dei pannolini lavabili, oltre ad essere un beneficio per il bambino, consentendogli di liberarsi in maniera più veloce del pannolino, è un modo per sviluppare una rete di relazioni tra i nuclei familiari, di collaborazione e solidarietà tra neomamme ed è capace di portare con sé una serie di vantaggi in termini di maggiore consapevolezza e attenzione alle ricadute sull'ambiente e quindi sulla salute di tutti noi dei comportamenti e abitudini di consumo. Insomma, una proposta, la nostra, che mette insieme politiche ambientali e politiche sociali. Con il nostro ordine del giorno chiediamo anche che si riveda il progetto Gest/Gesenu di raccolta dedicata dei prodotti assorbenti, con previsione di raccolta almeno trisettimanale, integrando tale servizio con quelli di raccolta già in essere, senza addebito di extracosti.

di Fabrizio Ercolanelli e Cristina Rosetti (Portavoce Consigliere M5S Comune di Perugia)
ODG PANNOLINI LAVABILI.pdf


Perugia - 

Tracciabilità e tariffa puntuale sono gli antidoti indispensabili contro l'inefficienza, la penetrazione delle mafie nella gestione dei rifiuti e l'utilizzo a fine privato e non generale dei ricavi dalla gestione dei rifiuti. Inquinamento delle discariche e inchieste giudiziarie avrebbero richiesto che si sterzasse in maniera decisa verso soluzioni di gestione nell'interesse dei cittadini. Ed invece la Giunta Romizi, dopo una riduzione della tariffa, conseguita con la riduzione dei servizi, continua a rifiutare soluzioni che da anni dovevano essere applicate sulla tracciabilità dei rifiuti e l'applicazione della tariffa puntuale, un corrispettivo che il cittadino e l'impresa dovrebbero pagare sulla base dei servizi effettivamente erogati e della reale produzione dei rifiuti. Si continunoa ad applicare tariffe altissime parametrate sui metri quadri delle superfici occupate e su coefficienti per le diverse attività commerciale che determinano tariffe fino a 15 volte superiori alle effettive potenzialità e produzione effettiva dei rifiuti, incidendo in tal modo, in maniera del tutto sleale sulla concorrenza tra imprese e sulla stessa sopravvivenza delle piccole e medie attività commerciali. Il M5S ha provato in tutti i modi, in questi due anni in consiglio comunale, a convincere la Giunta Romizi che la tariffa puntuale e la valorizzazione dei comportamenti virtuosi non potevano più rinviarsi, ma siamo rimasti inascoltati, così come tanti cittadini, che, talvolta, per sopravvivenza, in altri casi, approfittando dei controlli pressoché inesistenti, hanno scelto la via dell'evasione. Peraltro, visti i deludenti, ma prevedibili risultati in termini di raccolta differenziata e gli ancori peggiori risultati in termini di riuso, recupero e riciclo, l'adozione della tariffa puntuale, capace di far crescere di almeno il 10% la percentuale della raccolta differenziata, non è ulteriormente rinviabile. Per questo, ritenendo che tutti debbano pagare il giusto, in funzione dei servizi comuni erogati, della loro efficienza e soprattutto della maggiore o minore produzione effettiva dei rifiuti indifferenziati, in base al principio "chi inquina paga", il M5S ha attivato la Commissione controllo e garanzia, evidenziando che la normativa tanto nazionale che regionale prevede la tariffa presuntiva come metodo provvisorio e che nessuna motivazione sorregge la scelta che da anni si continua a perpetrare sul metodo presuntivo e che pertanto anche sotto tale profilo gli atti comunali sono viziati da una manifesta violazione di legge. Il M5S invita tutte le associazioni di categoria a tutelare le proprie imprese da tariffe inique, proponendo anche in sede giudiziaria tutte le azioni più opportune.
Cristina Rosetti
(Gruppo Consiliare M5S)
RICHIESTA ATTIVAZIONE TARIFFA PUNTUALE %281%29.pdf


Perugia - 

La vicenda Agri Flor, portata dal M5S in Commissione controllo e garanzia, ha visto l'audizione del Comitato spontaneo di cittadini, da anni impegnati a fronteggiare la difficile convivenza con un impianto industriale di grande impatto per l'ambiente e ubicato, a parere del M5S in un'area dove fin dall'inizio non poteva sorgere. Cittadini esasperati e psicologicamente molto provati, che hanno ribadito la situazione difficile in termini di immissioni di odori e la delicatezza di una area agricola di pregio, a rischio inondazioni e in parte con vincolo paesaggistico, sulla quale non avrebbe dovuto mai essere autorizzato lo svolgimento di una attività industriale. Nonostante i ripetuti solleciti della Regione Umbria, in ordine ad un pronunciamento definitivo del Comune di Perugia, in persona del dirigente responsabile, sulla compatibilità urbanistico-edilizia dell'attività stessa, che per il M5S non è minimamente sostenibile, il Comune tace. Ritendo sussistenti tutti i presupposti, il M5S ha presentato al dirigente dell'Area Governo e Sviluppo del Territorio e al Segretario Generale, richiesta di attivazione del potere sostitutivo nei confronti del Dirigente responsabile, per l'ingiustificato ritardo dell'azione amministrativa e ritenendo abbondantemente trascorsi tutti i termini contemplati dalla normativa in materia di procedimento amministrativo. Il M5S ha, inoltre, chiesto l'audizione, nella prossima seduta della Commissione controllo e garanzia, tanto della Regione Umbria che di Arpa Umbria.
Cristina Rosetti
(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S)


Perugia - 

L'attendismo della Giunta Romizi nella vicenda Gesenu, oltre a mettere in cattiva luce l'intero Comune di Perugia, rischia di danneggiare la città. Ed ecco, che nell'attesa di un "salvatore", arriva un altro fulmine a ciel sereno: la cancellazione di Gesenu dall'Albo nazionale dei gestori ambientali disposto dalla Sezione dell'Umbria sulla base di una nota del Ministero dell'ambiente - Comitato nazionale dei gestori ambientali che ricorda alle sezioni regionali l'obbligo della cancellazione qualora pervengano informazioni interdittive antimafia emesse in modo evidente ed inequivoco ai sensi dell'art. 89-bis del decreto 159/2011. Il ché tradotto in soldoni vuol dire che Gesenu non potrebbe fare più raccolta e trasporto dei nostri rifiuti con una interruzione del servizio. E solo quando i buoi sono scappati dal recinto, si corre ai ripari, chiedendo una sospensione del provvedimento. Contestualmente, la Giuna continua a rifiutare il confronto con la città e lo stesso Consiglio comunale, dove non più tardi di ieri, nella pressoché immediatezza della comunicazione della cancellazione, il M5S, con la capogruppo Cristina Rosetti, si vedeva negata dal Presidente del Consiglio Varasano la possibilità di presentare sulla questione una interrogazione urgente, al fine di comprendere la gravissima situazione. E un servizio, come quello dei rifiuti, che ha portata strategica e su cui si potrebbe puntare, anche come amministrazione comunale, per far ripartire economia e occupazione, viene lasciato a sé, nonostante i tanti proclami del Vice-Sindaco Barelli sull'economia circolare, per ora tutti sulla carta. Il recupero e il riciclo dei materiali, che da rifiuti diventano materia prima seconda, preziosissimi in un'Europa che è spesso priva di quelle materie prime preziosissime per la produzione dei taluni beni, in particolare ad alta tecnologia, potrebbero rappresentare un pezzo importante della nostra economia e Gesenu, se solo la Giunta Romizi non ci facesse perdere questa occasione e mostrasse il giusto coraggio e il giusto acume, potrebbe essere ripubblicizzata e messa al centro di un cambiamento epocale nella gestione dei rifiuti della nostra Regione. La nostra proposta, l'unica conveniente per i cittadini perugini e umbri, aspetta, da mesi, di essere discussa seriamente in Consiglio comunale, mentre il provvedimento prefettizio sul "commissariamento" di Gesenu sta per scadere. E non ci dicessero che non ci sono i soldi. Le quote del privato, oggi, poco possono valere, e riprendersi la gestione certa di un servizio da 40 milioni l'anno, ci aiuterebbe a portare a termine tutta l'operazione. Ma sembra che avvoltoi amici dei soliti noti vogliano fare di Gesenu l'ennesima terra di scambio e favori con vantaggio di pochi e danni per noi cittadini e con tutta probabilità per gli stessi lavoratori. Su questa vicenda la Giunta Romizi rischia non la caduta, ma un tonfo vero e proprio!

Il Portavoce Consigliere M5S

Cristina Rosetti
VICENDA GESENU-CREAZIONE SOCIETA IN HOUSE MODELLO CONTARINA SPA.pdf


Perugia - 

Dalla pentola a pressione della gestione dei rifiuti a Perugia fuoriesce una rivelazione inquietante. Dopo la denuncia della Portavoce del M5S, Cristina Rosetti, sulla mancata corresponsione da parte di Gesenu dell'indennità di disagio ambientale per oltre un milione di euro, la sconcertante replica da parte di Gesenu: il Comune di Perugia ci deve poco meno di quattordici milioni di euro! La Società non aggiunge alcun altro particolare, ma fa capire che l'asserito credito sarebbe legato all'appalto in essere. Parla anche di scadenze, Gesenu, ma ancora una volta non aggiunge particolari. Certamente - anche alla luce delle indagini in corso da parte della Polizia Tributaria e dell'attenzione che anche la Corte dei Conti ha annunciato sulla vicenda della gestione dei rifiuti e dei rapporti contrattuali in essere - la dichiarazione della Società conferma che la partita rifiuti è stata gestita nella più totale opacità. Nessun dato dei bilanci comunali approvati in questi due anni rivela un tale credito. Alcun accenno a questa pesante partita di debito hanno mai fatto i dirigenti al bilancio Rosi Bonci e Sarnari, né tanto meno il Presidente Gesenu, Luca Marconi, l'Assessore al bilancio Bertinelli e i revisori dei conti. Eppure, a credere a Gesenu, sulla testa dei cittadini di Perugia, la spada di Damocle dei rifiuti pesa come un macigno. Ma facciamo un po' di conti: dal 2006 al 2015 i piani finanziari presentati da Gest/Gesenu e approvati dai vari consigli comunali, hanno visto il costo del servizio di gestione dei rifiuti lievitare dai quasi 27 milioni del 2006, ai circa 45 milioni del 2015. A ciò si sono aggiunti i versamenti milionari fatti dal Comune di Perugia, prima, e dai cittadini in bolletta, poi, a copertura delle bollette insolute degli utenti morosi. Con i costi del servizio è lievitata la bolletta, con incrementi esponenziali, che di recente Confcommercio ha quantificato nel 55 per cento, negli ultimi cinque anni. Quanto altro devono i cittadini di Perugia a Gesenu? A quale titolo la società vanterebbe il credito affermato di quasi 14 milioni di euro? Vi sono accordi paralleli, mai rivelati al Consiglio comunale, dalla Gesenu, né dalla Giunta e dai revisori, che possono mettere in pericolo il bilancio comunale? La somma è legata al noto buco di bilancio del 2006-2007 che i cittadini di Perugia stanno ancora pagando? Quali sono i rapporti reali intercorsi in questi anni tra la Società Gesenu e il Comune di Perugia? Perché nel 2007, poco prima della gara per l'affidamento della gestione dei rifiuti a Perugia e negli altri comuni dell'Ati2 (di oltre un miliardo di euro), che vide un unico partecipante, il Comune di Perugia concesse a Gesenu l'usufrutto sugli impianti di Ponte Rio e Pietramelina in cambio di quasi 15 milioni di euro? Quali altre operazioni sconosciute ai cittadini di Perugia si sono compiute in questi anni? A questo punto, visto che nessuna di queste domande ha, in questi anni, avuto risposta né da parte delle Giunte che si sono susseguite né da parte degli organi di controllo, non ci rimane che rivolgerci alla Magistratura, confidando che almeno le indagini possano fare definitivamente chiarezza. Ma un ultimo quesito rimane: chi è l'autore della rivelazione del debito ultramilionario del Comune verso Gesenu, Luca Marconi, presidente di Gesenu e rappresentante della parte pubblica (i cittadini di Perugia) o Dante De Paolis, dirigente in aspettativa del Comune di Perugia, già dirigente al bilancio all'epoca del noto "buco" della Giunta Locchi, ed, ora, amministratore delegato di Gesenu (nominato subito dopo l'interdittiva), quindi, rappresentante dei soci privati riconducibili all'Avv. Cerroni e a Carlo Noto La Diega? Un particolare di non poco momento...
Cristina Rosetti
Portavoce M5S Comune di Perugia


Perugia - 

GESENU NEL CAOS PER LA VICENDA GIUDIZIARIA DEL TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI, MA BARELLI MINACCIA DI SANZIONE I CITTADINI!
Il mancato ritiro da parte di Gesenu dei sacchi conferiti dai cittadini è illegittimo e costituisce un evidente inadempimento contrattuale. Ciò anche in base all'informazione ingannatoria fornita da Gesenu, che in un depliant informativo indica due date diverse come inizio del nuovo sistema: domenica 14, in evidenza, e lunedì 15 nella didascalia. Le plurime testimonianze degli utenti e il numero esiguo di mastelli ritirati, unito al quantitativo dei sacchi lasciati sul suolo pubblico da Gesenu, sono la prova provata che nessuna reale forma, non solo di partecipazione, ma di informazione è stata fatta da Gesenu, né tanto meno dal Comune di Perugia. Il Comune di Perugia dà il via ad una raccolta che rivoluziona il sistema, introducendo innovazioni significative, senza che nessuna seria informativa sia stata fatta e dopo aver consegnato meno della metà dei mastelli (2300 circa su 6500 utenze) e senza aver comunicato l'esistenza del nuovo sistema del cassonetto mobile, gli orari, i luoghi e le modalità del ritiro. Dilettantismo o dolo? Molti utenti denunciano il mancato ricevimento di una qualsiasi comunicazione, sono costretti a file estenuanti, senza che Gesenu abbia attrezzato un vero sistema, anche qui, quanto meno informativo. Anziani costretti anch'essi in fila, anche coloro che hanno difficoltà di deambulazione, senza che nessuno si sia preoccupato di organizzare una consegna a domicilio (lunedì, chiamato in proposito il Filodiretto Gesenu, ci veniva risposto che non era previsto neppure per i non autosufficienti!). Gesenu avrebbe dovuto consegnare i mastelli, avrebbe dovuto fare il porta a porta, spiegando nel dettaglio il doppio sistema di raccolta messo in atto e orientando l'utente sulla scelta migliore per le sue abitudini. In questo quadro, il Vice-Sindaco Barelli, anziché fare il necessario mea culpa, si rivolge ai cittadini, minacciando sanzioni. E' l'apoteosi dell'arroganza di un potere che non è accompagnato da alcuna capacità di governo. I conferimenti errati, quelli veri, che i cittadini hanno sempre richiesto di sanzionare, a gran voce, anche nelle pochissime assemblee organizzate dal Comune di Perugia, sono stati sempre "tollerati", tanto dalla vecchia che dall'attuale Amministrazione, incrinando di fatto la fiducia dei cittadini nel sistema. La qualità della raccolta differenziata non è buona, perché nessuno - inadempiendo, peraltro, ad obblighi specifici - ha mai fatto quell'attività di educazione e informazione che è il necessario presupposto di qualsiasi sistema che si voglia far funzionare. Ma stando alle notizie oggi apparse sui giornali, sulle ipotesi di reato in materia di traffico illecito di rifiuti, strutturato e organizzato, probabilmente, la qualità della raccolta era un tema secondario. Il sistema dei mastelli, introdotto da questa Giunta, non è inoltre adatto - l'abbiamo sempre sostenuto - al centro storico del Comune di Perugia. Sarebbe stato più semplice ed efficace l'utilizzo di sacchetti con transponder e sarà buona cosa potenziare invece il cassonetto mobile - sistema da noi proposto - che i cittadini sembrano aver apprezzato. Siamo, comunque, sempre alle solite: si agisce in maniera estemporanea, bypassando completamente la fase di confronto con i cittadini, per poi accusare questi ultimi di indisciplina e inciviltà. Ma il fallimento di un sistema, ormai è acclarato dai dati, è responsabilità di chi quel sistema deve organizzare. Pesante peraltro l'incognita che pesa sui mastelli ai fini dell'attuazione della tariffa puntuale.
Cristina Rosetti
Portavoce Consigliere M5S


Perugia - 

PRIMO PASSO VERSO UN CONSORZIO DI AZIENDE PUBBLICHE SUL MODELLO CONTARINA,GESTORE PUBBLICO UNICO DEI RIFIUTI. FUORI DALL'UMBRIA MAFIE ED INTERESSI SU DISCARICHE E INCENERITORI

Un consorzio di società pubbliche come gestore unico della raccolta e del recupero dei rifiuti in Umbria. Il modello Contarina applicato al nuovo assetto dell'AURI e del gestore unico, come braccio operativo di un nuovo piano regionale Rifiuti Zero per rilanciare l'economia e risolvere definitivamente il problema dei rifiuti. Una regione di 900mila abitanti. Le aziende di proprietà dei comuni ci sono: Gesenu, Vus, Asm, Sogepu,Tsa, Sia, Esa. Questa la proposta del M5S che può partire da un intervento diretto dell'ASM Terni SpA, società al 100% di proprietà del Comune di Terni, attraverso la rilevazione le quote private di GESENU oggi soggette ad interdittiva antimafia.

Terni e Perugia insieme per vincere il derby della legalità, della salute e della crisi.
Una umbrian way of life estranea alle logiche di spartizione del territorio nazionale da parte delle multiutility, ad oggi unico sinonimo della discussione sulle macroregioni. L'Umbria si sottrae e guarda alla qualità dei servizi, alla possibilità di abbattere drasticamente le tariffe e sviluppare piattaforme di materie prime seconde a basso costo: rilanciare piccole e medie imprese e l'industria manifatturiera per centinaia di nuovi posti di lavoro.

Oggi se esiste una "EMERGENZA RIFIUTI" in Umbria, di sicuro è l'inerzia degli Enti pubblici che prima dovevano controllare e non l'hanno fatto e che ora lasciano GESENU in preda a possibili appetiti di organizzazioni criminali che hanno fatto del traffico illecito di rifiuti il loro Core Business. Le pressioni fatte e l'ottenimento dell'autorizzazione a mandare avanti il fantasmagorico bioreattore di Borgo Giglione sono l'ennesima prova di come solo un cambio radicale di paradigma possa salvare l'Umbria dall'ampliamento delle discariche, dagli inceneritori e dal CSS nei cementifici. La gestione pubblica non può condurre ad esempi virtuosi se ad essa non si applicano criteri meritocratici di selezione della classe dirigente e strumenti partecipativi che coinvolgano cittadini e lavoratori. Il MoVimento Cinque Stelle è oggi l'unico interlocutore politico credibile per un cambio di passo in questa direzione.

C'è una strana aria. Qualcuno vuole farci credere che quell'odor di mafie nella gestione dei servizi, certificato dalle varie interdittive, sia un fenomeno endogeno agli appalti pubblici, "dove ci sono i rifiuti c'è anche un po' di mafia". Questo è il pericolo numero uno per la comunità umbra: sottovalutare i fenomeni di penetrazione criminale, sempre più diffusi e confermati, da ultimo, dalla relazione della Direzione distrettuale antimafia e arrendersi all'idea che la permeabilità alle infiltrazioni mafiose sia una sorta di "normalità" alla quale abituarsi.
I portaVoce del M5S respingeranno con tutta la loro forza ogni tentativo di infiltrazione mafiosa nei loro territori, senza se e senza ma, a prescindere da ogni calcolo di convenienza politica o protagonismo territoriale. E si opporranno anche a qualsiasi tentativo di conquista da parte dei grandi gruppi economici operanti nella gestione dei rifiuti, pronti a conquistarsi senza neppure passare da una gara pubblica una partita da 140 milioni di euro l'anno; tanto vale la gestione dei rifiuti nella nostra regione. Questo è il nuovo corso M5S.

Andrea Liberati - Consigliere regionale M5S Umbria

Cristina Rosetti - Consigliere comunale M5S Perugia

Thomas De Luca- Consigliere comunale M5S Terni

Simone Moretti - Consigliere comunale M5S Trevi

Stefania Troiani - Consigliere comunale M5S Gualdo Tadino

Gruppo consiliare M5S Gubbio

Andrea Taddei - Consigliere comunale M5S San Giustino

Paola Cerchice - Consigliere comunale M5S Spello

Valentina Pigliapoco - Consigliere comunale M5S Umbertide

Ilaria Gabrielli - Consigliere comunale M5S Città della Pieve
VICENDA GESENU-CREAZIONE SOCIETA IN HOUSE MODELLO CONTARINA SPA.pdf

I candidati a Perugia

Archivio

Questa pagina è l'archivio dei post nella categoria Rifiuti.

Partecipa ai nostri eventi