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Sanità


Perugia - 

LA REGIONE UMBRIA TRA LE AREE OGGETTO DELL'ENNESIMA DIFFIDA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

E' ormai scientificamente provata la connessione tra inquinamento atmosferico, polveri sottili e riduzione degli anni di vita, alle quali si accompagnano malattie e allergie, anche a danno dei bambini. Nonostante le plurime azioni, sollecitazioni e ordini del giorno del M5S, in questi tre anni di consiliatura, la Giunta Romizi, con l'Assessore all'ambiente, ex ambientalista, Barelli, è rimasta totalmente inerte, di fronte a plurimi sforamenti e un Piano per la qualità dell'aria, di matrice europea, che rimane inattuato da 4 anni. La Commissione europea in questi giorni ha nuovamente sollecitato l'Italia ad adottare misure di risanamento della qualità dell'aria e al rispetto delle direttive europee. Tra le aree inquinate figura, come di consueto, l'Umbria e tra le aree più inquinate dell'Umbria vi sono Perugia, Terni e Foligno. L'inerzia della Giunta Romizi, anche su questo fronte, è inaccettabile: nulla si è fatto per Ponte San Giovanni dove i livelli di inquinamento con i lavori sulla E45 hanno raggiunto picchi preoccupanti, né per l'area di confine Perugia-Corciano, e nemmeno per l'area sotto al Minimetrò, Via Cortonese e Madonna Alta, che d'inverno sono tra le più inquinate. In Centro Storico, poi, la Giunta Romizi si è impegnata a favorire la presenza di auto, anziché a costruire un sistema moderno di accesso che darebbe un volto nuovo alla città, valorizzandola anche sotto il profilo commerciale. Il M5S, a questo punto, si è visto costretto a diffidare il Comune e la Regione ad adottare misure programmatorie rapide che nel breve e medio periodo devono condurre ad un risanamento della qualità dell'aria; ne va della salute pubblica! I costi sociali e sanitari dell'inquinamento sono risorse preziose per attuare finalmente misure di prevenzione primaria, che Regione e Comune devono mettere in campo. Occorre togliere all'Umbria il negativo primato del più alto tasso di motorizzazione. Questa la sintesi della nostra diffida. "Considerato che il Piano per la qualità dell'aria, adottato dalla Regione Umbria, alla fine del 2013, non ha di fatto prodotto alcun risultato e il Comune di Perugia risulta pressoché totalmente inadempiente rispetto agli obblighi dallo stesso contemplati. In ordine al traffico veicolare, non risulta adottata alcuna misura finalizzata a decongestionare le vie cittadine, anzi, da ultimo sono state adottate misure volte a rafforzare la presenza di auto, in particolare in Centro storico, con atti volti a favorire e "tollerare" la presenza di auto, mentre, negli ultimi anni vi sono stati tagli al trasporto pubblico locale in concomitanza con l'incremento del costo del servizio, che ha ancor più scoraggiato l'utilizzo del TPL rispetto all'auto privata. Nel Comune di Perugia, in questi anni, si sono susseguiti plurimi sforamenti dei limiti massimi consentiti di sostanze inquinanti in atmosfera, senza che fosse adottata alcuna seria misura programmatica al fine di prevenire tali fenomeni. L'Umbria si conferma una delle regioni d'Italia a più alto tasso di motorizzazione, senza che tale fenomeno sia stato contrastato in alcuna misura, anzi, è stato favorito dall'inerzia nella cura delle infrastrutture ferroviarie di proprietà regionale, strategico nel sistema del TPL regionale, che ne hanno determinato il decadimento e la totale inefficienza, sino alla chiusura di importanti tratte. I costi sociali e sanitari prodotti dallo sviluppo di malattie, allergie e dalle morti premature sono risorse preziose da mettere in campo per la prevenzione primaria, ormai non più procrastinabile. Secondo il rapporto VIIAS, gli scenari 2020 mostrano come l'effettivo rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente, e soprattutto l'ulteriore diminuzione del 20% della concentrazione media annuale degli inquinanti, avrebbero ricadute assai positive sulla salute pubblica. Sussiste una specifica responsabilità dell'Ente Locale, anche in qualità di autorità sanitaria, nella promozione e protezione della salute dei cittadini, così come è compito della Regione Umbria mettere in campo politiche di prevenzione delle malattie e rispettare le direttive europee, nonché adottare azioni volte a favorire da parte dei comuni il rispetto delle misure definite negli atti di programmazione, quali il Piano per la qualità dell'aria. Vista, infine, la recente ed ulteriore sollecitazione della Commissione europea all'Italia, relativamente ad aree in cui a tutt'oggi, nonostante le plurime sollecitazioni e diffide, persiste una pressoché totale inerzia nell'adottare azioni appropriate contro l'emissione di PM10 e delle altre polveri sottili e sostanze inquinanti, al fine di garantire una buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica e la persistente presenza tra le aree italiane inquinate della Regione Umbria; con la presente, il M5S è a diffidare codesta Regione e codesto Comune ad adottare prontamente le azioni necessarie, innanzitutto, sul traffico veicolare, al fine di procedere con sollecitudine all'adozione di misure programmatorie efficaci alla migliore tutela della salute pubblica."

Cristina Rosetti

(Portavoce Presidente Gruppo Consiliare M5S Comune di Perugia)
DIFFIDA INQUINAMENTO ARIA.pdf


Perugia - 

PROSSIMA NOMINA DEI NUOVI DIRETTORI GENERALI. NO A LOGICHE PARTITICHE SPARTITORIE, SI A COMPETENZA, MERITO E TRASPARENZA. LA QUALITA' DEI SERVIZI LA DEVONO VALUTARE I CITTADINI, LO DICE LA LEGGE!
QUI L'ODG -ODG-SERVIZIO SANITARIO REGIONALE-PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI E MERITO.pdf
Quello della sanità regionale è un mondo autoreferenziale, quasi intoccabile, dove la logica della spartizione politica delle "cariche", della fedeltà politica e del clientelismo regnano indisturbati, molto di più che in altri settori. Eppure a leggere le disposizioni legislative, nazionali e regionali, la voce dei cittadini dovrebbe essere quella che conta. Dal lontano 1992, la normativa nazionale prevede il coinvolgimento dei cittadini, tanto nella fase della programmazione, che nella verifica e controllo dei risultati raggiunti, dell'adeguatezza e della qualità delle prestazioni sanitarie. Indagare i bisogni di salute dei cittadini, mettere in atto servizi efficaci, con una interazione continua con coloro che ne sono i destinatari, dovrebbe essere l'obiettivo principale di tutti gli attori del sistema, compresi i comuni, ai quali la legge attribuisce compiti importanti tanto nella costruzione degli atti di programmazione che nella verifica della loro attuazione e adeguatezza. Ed anche a loro è attribuito il compito di attuare misure partecipative con la cittadinanza e ai sindaci quello di tutelare i cittadini nel loro diritto alla promozione e alla difesa della salute e alla tutela dell'ambiente di vita. Ma non una misura di partecipazione è stata ad oggi posta in essere, tanto in sede regionale, che nell'ambito delle strutture sanitarie, e ciò in palese violazione di tutte le normative vigenti. E' ora che i Comuni, in materia sanitaria, ricomincino a giocare il loro ruolo. E quale momento migliore di questo, vista la prossima scadenza dei mandati dei direttori generali delle AUSL e dell'azienda ospedaliera. Che il Sindaco Romizi chieda con forza la verifica partecipata della reale efficienza e adeguatezza dei servizi sanitari ai bisogni dei cittadini, che chieda conto dell'annoso problema delle liste d'attesa, che hanno determinato l'adozione di un piano straordinario di abbattimento (con impiego altrettanto straordinario di risorse), i cui risultati, ad oggi, non sono noti né condivisi, e che costringe sempre più spesso i cittadini a ricorrere alle prestazioni private, della carenza di posti letto, che ha spesso determinato la presenza di barelle nei corridoi, con grave disagio e potenziale danno per i malati, di una organizzazione del lavoro spesso inadeguata, con conseguenze sulla qualità delle prestazioni rese nei confronti degli utenti, di quale assistenza sanitaria viene data ai non autosufficienti, del perché, in questi anni, in violazione dello stesso Piano sanitario vigente, non vi sia stata da parte dei direttori generali l'applicazione degli istituti partecipativi previsti dalla legge, né l'adozione di alcuna misura di trasparenza nell'utilizzo delle risorse. L'ordine del giorno a firma del Consigliere M5S,Cristina Rosetti, impegna altresì il Sindaco a relazionare in Consiglio su quanto il Comune abbia fatto in materia sanitaria, sul se e come abbia esercitato le proprie competenze, ad attivare forme di partecipazione per indagare i bisogni reali di salute dei cittadini e a mettere in campo una programmazione specifica a livello comunale mirante a tutelare i cittadini nel loro diritto di promozione e difesa della salute e di tutela dell'ambiente di vita. In merito alla nomina dei nuovi direttori generali, l'ordine del giorno impegna il Sindaco Romizi, tanto direttamente, che per il tramite degli organismi competenti, a farsi portatore presso la Giunta regionale dell'esigenza di nominare i nuovi direttori generali sulla base delle effettive capacità e competenze, evitando la mera rotazione, secondo logiche di tipo prettamente partitico e spartitorio, di cui già si vocifera nei corridoi che "contano". A chiedere anche e con forza che non si proceda alla nomina dei nuovi direttori generali senza aver prima effettuato una valutazione pubblica e partecipata della realizzazione degli obiettivi della precedente programmazione e della loro adeguatezza. La parola passi finalmente ai cittadini, ai quali devono inoltre essere dati strumenti per valutare e controllare l'uso delle risorse; una montagna quelle impiegate in sanità, che coprono quasi l'80% del bilancio regionale e di cui alcuno sembra interessarsi.

Il Portavoce Consigliere

Cristina Rosetti (M5S Perugia)


Perugia - 

Trasparenza e chiarezza su tutte le strutture che offrono servizi di accoglienza a persone bisognose comprese le Case Caritas e ogni altra struttura operante nel settore sociale oltre che socio-sanitario.

La Regione Umbria ha istituito due elenchi, periodicamente aggiornati, contenenti rispettivamente l'elenco delle strutture autorizzate all'esercizio delle attività sanitarie e socio sanitarie e l'elenco delle strutture accreditate. Nei suddetti elenchi, con riferimento ad ogni singola struttura, oltre al nome e alla tipologia specifica di attività, sono indicati anche il nome del legale rappresentante e il nome del responsabile sanitario. Ma purtroppo in quegli elenchi figurano una serie di altre strutture che pure svolgono attività sociale e di accoglienza di persone bisognose, compresi minori, talvolta affetti da patologie, e presso le quali i nostri servizi sociali e sanitari inviano chi necessita di accoglienza. Tra queste strutture, figurano anche la Case Caritas e fu proprio in una di tali strutture che qualche anno fa furono registrati episodi di rilevanza penale che portarono alla condanna con patteggiamento della pena di un importante sacerdote che gestiva i predetti servizi. Con l'occasione, una serie di attività di accoglienza di tipo anche terapeutico e di minori, fino a quel momento svolte, in maniera non conforme alla normativa vigente, vennero per la prima volta alla luce. La Usl aprì una propria inchiesta interna, di cui ad oggi non si conoscono i risultati e le strutture che operano nel settore dell'accoglienza e del sociale, non risultano ad oggi correttamente normate. Poiché i soggetti più bisognosi hanno sì bisogno di accoglienza, ma altresì di una protezione rafforzata rispetto alla quale gli enti pubblici non possono abdicare, con il nostro ordine del giorno chiediamo che il Sindaco e la Giunta procedano di concerto con la Regione e con la USL Umbria 1, a verificare che tutte le strutture ove vengono inviati dai servizi sociali e/o sanitari del distretto soggetti bisognosi di assistenza sociale e/o sanitaria e/o di trattamenti terapeutici e/o di accoglienza, abbiano i requisiti necessari allo svolgimento delle attività concretamente esercitate, che rispettino le norme vigenti, compresa ogni disposizione in materia di idoneità degli immobili rispetto alla destinazione d'uso, le norme igienico - sanitarie, le disposizioni in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie e socio sanitarie (se ed in quanto applicabili); ad istituire un elenco pubblico, consultabile anche sul sito istituzionale del Comune, di tutte le strutture esistenti, che operano sul territorio comunale e/o al di fuori del territorio comunale, che esercitano attività di assistenza, cura o accoglienza, di riferimento per i servizi sociali comunali e i servizi USL del nostro comune e distretto di appartenenza, con specificazione dell'effettiva attività svolta e delle relative autorizzazioni e/o accreditamenti e delle carte dei servizi adottate; a rendere note, in collaborazione con la competente USL Umbria 1, le risultanze dell'inchiesta interna aperta dall'allora USL n. 2 dell'Umbria di cui in premessa.
LEGGI L'ODG
ODG TRASPARENZA E PUBBLICITA STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITAR.pdf

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