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AMMINISTRATIVE 2017


Piacenza - 

NO A CAMBI DI CASACCA
PIACENZA NON SIA UNA NUOVA PARMA
Rispondiamo pubblicamente ai numerosi cittadini che ci chiedono chiarimenti su quanto accaduto in questi giorni a Genova. Il Movimento 5 Stelle si è sempre contraddistinto per evitare che chi fosse eletto potesse cambiare casacca in corso di mandato.

Dall'inizio della legislatura, l'associazione Openpolis, ha purtroppo contabilizzato in Parlamento 358 cambi di casacca: 185 a Montecitorio e 173 a Palazzo Madama. Conosciamo bene le difficoltà che si riscontrano in ogni gruppo di persone ma tali difficoltà non possono essere una calcolata giustificazione al cambio di casacca. Il M5s, proprio in occasione delle elezioni, deve prevenire ed eliminare sul nascere i tentativi di approfittare del consenso che il movimento detiene nella società civile per raggiungere scopi diversi. Quello che è accaduto all'amministrazione di Parma non deve più accadere. L'ex sindaco del Movimento 5 Stelle, Federico Pizzarotti, ha creato un nuovo partito, Effetto Parma, dopo essere stato eletto con il simbolo e le ideologie del M5S. Noi disapproviamo nel modo più assoluto tale comportamento.

Il M5s ha le sue regole, votate di recente on line, che Beppe ribadisce: «Una democrazia senza regole non è una democrazia, noi abbiamo le nostre regole. Io sono il garante e le faccio rispettare.»
Finchè non ci sarà una legge che obbligherà l'eletto al vincolo di mandato, l'unica nostra arma a disposizione sarà bloccare quelle persone che non condividono in pieno la nostra visione di politica. Non possiamo che ringraziare il lavoro del nostro garante Beppe Grillo che blocca sul nascere qualsiasi cambio di casacca (Genova ne è la dimostrazione).

Facciamo presente che Civati pare voglia costruire un'alleanza che metta assieme il civismo ex grillino con la sinistra liberale. Ha trovato una sponda nel nuovo movimento "Effetto Parma".

I consiglieri uscenti del M5s non permetteranno mai che ciò accada a Piacenza.

I consiglieri comunali del M5S
Mirta Quagliaroli e Andrea Gabbiani

NUOVO OSPEDALE


Piacenza - 

NUOVO OSPEDALE NELLA EX CASERMA LUSIGNANI

Da Bologna in questi giorni sono arrivati numerosi annunci - forse sospetti in periodo pre-elettorale - sulla bonifica dell'area ex Pertite, sul complesso della Lusignani, e su altre caserme. Nel caso del nuovo ospedale non si possono tacere alcune considerazioni.

Accordo per la Lusignani. Bonaccini "Nessun ospedale chiuderà"

Da Bologna, a sorpresa, offrono a Piacenza 200 milioni di euro e l'area demaniale solo per la costruzione di un nuovo ospedale, non disponibili invece per ristrutturazione o ampliamento dell'esistente.

Le prime domande sono: è necessario un ospedale nuovo a Piacenza? Perché non sono disponibili per ristrutturare la struttura e ampliare i parcheggi accanto all'esistente? Per la nuova area identificata per la costruzione di un nuovo ospedale saranno sufficienti i soldi messi a disposizione? Cosa ne sarà di quello che si dismetterà? Un altro enorme quartiere vuoto in pieno centro che si aggiunge alle aree militari e ai beni demaniali dismessi che ancora non si sa come riutilizzare! E la micro economia che gravità in quell'area sull'ospedale?

Un ospedale nuovo sarebbe necessario se ci fossero problematiche molto significative e irrisolvibili. Dall'incontro con l'assessore e l'Ausl si è evidenziato il problema del parcheggio, quindi perché non costruirne uno sopraelevato nell'attuale o reperirne in aree vicine? Si è discusso di problemi di collegamento tra reparti, ma non sarà possibile una riorganizzazione interna?

Il nostro attuale polichirurgico insiste su un'area di 20mila mq e conteggiando anche le aree attigue all'ospedale vecchio e il parcheggio di via XXI Aprile esso insiste su un'area di circa 70mila mq.

Da un rapido conteggio l'area della Lusignani, identificata per la costruzione del nuovo, offre 85mila mq ma ci chiediamo: saranno sufficienti tenendo conto che si vanno a chiudere o dismettere le funzioni degli ospedali limitrofi? Inoltre perché costruire un ospedale nuovo con gli stessi posti letto (550) dell'esistente?

Vorremmo ricordare per non dimenticarsene le cifre che furono spese per l'attuale nosocomio, partendo dalla costruzione iniziata nel 1985. I costi di costruzione lievitarono dagli originali 23 fino a 200 miliardi delle vecchie lire (e ci furono indagini della procura sulla costruzione di quest'opera) e il polichirurgico fu pronto solo nel 1994.

I lavori di adeguamento dei padiglioni dell'ospedale vecchio sono proseguiti negli anni seguenti fino al 2010 quando venne ampliato il pronto soccorso e la superficie utile passò da 1800 a 3000 mq mentre di recente sono state ampliate le sale operatorie: circa 8 milioni di euro oltre ai soldi spesi nelle palazzine dell'ospedale vecchio, ristrutturato negli ultimi anni.

E dopo questo dispendio di denaro pubblico si pensa di spendere altri 200 milioni di euro per spostare tutto in periferia? Con che coraggio proprio ora che l'Ausl non passa più nemmeno i farmaci di fascia C come la tachipirina nelle case di riposo? E mentre sono messi in discussione gli ospedali della provincia, indispensabili per garantire un servizio sanitario diffuso e mirato su un territorio articolato in vallate come il nostro?

La logica della "diligenza del buon padre di famiglia" è questa? Non sempre la soluzione migliore è rifare tutto, ma piuttosto è più razionale considerare che ogni singolo problema può essere risolto con una spesa accettabile.

Mirta Quagliaroli, Andrea Gabbiani, Barbara Tarquini
(consiglieri comunali Movimento 5 Stelle)



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Il M5S si fonda sull'idea che quello che è di uno deve diventare patrimonio di tutti gli altri.
Questo primo corso aiuterà i portavoce 5 Stelle nei comuni a capire ad esempio come si formula un'interrogazione a risposta scritta, come si legge un bilancio di un comune, capire immediatamente come si deve intervenire per indennità e gettoni presenza che è uno dei nostri cavalli di battaglia. E molto altro ancora!