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di Fabrizio Gallo e Davide Bono
Le recenti decisioni del Governo dei tecnici, nominato dalle Banche, di stanziare per l’inizio lavori dell’Alta Velocità Genova-Milano, il cosiddetto“Terzo Valico”, ben 1,6 miliardi di Euro su un costo totale presunto di 6,2 (poi destinato almeno a raddoppiare a consuntivo come per ogni opera in Italia), fanno subito pensare come per il TAV in Val di Susa, madre di tutte le opere inutili, ad un immane sperpero di denaro e di risorse pubbliche per sovvenzionare imprenditoria parassita e politica partitica. I dati sono forniti da Comitati di Cittadini uniti contro l’ennesima assurdità.
Basti pensare alla nomina di figure come Passera e Ciaccia, ministro e viceministro del Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico, entrambi provenienti da Banca Intesa-San Paolo, tra i promotori dell’opera, o la presenza nello stesso Ministero di personaggi come Ettore Incalza, già incriminato nel 1998 insieme al senatore Luigi Grillo, il fu Marcellino Gavio (Impregilo) e Bruno Binasco (manager Gavio, coinvolto nell’affaire con Penati) per la realizzazione con soldi pubblici dei tunnel geognostici del terzo valico senza approvazione del progetto (165 miliardi di Lire di costo), tutti salvati dalla prescrizione con il solito gioco dei rinvii delle udienze dopo derubricazione.
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