Tav Terzo Valico, ci riprovano!

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di Fabrizio Gallo e Davide Bono

Le recenti decisioni del Governo dei tecnici, nominato dalle Banche, di stanziare per l’inizio lavori dell’Alta Velocità Genova-Milano, il cosiddetto“Terzo Valico”, ben 1,6 miliardi di Euro su un costo totale presunto di 6,2 (poi destinato almeno a raddoppiare a consuntivo come per ogni opera in Italia), fanno subito pensare come per il TAV in Val di Susa, madre di tutte le opere inutili, ad un immane sperpero di denaro e di risorse pubbliche per sovvenzionare imprenditoria parassita e politica partitica. I dati sono forniti da Comitati di Cittadini uniti contro l’ennesima assurdità.

Basti pensare alla nomina di figure come Passera e Ciaccia, ministro e viceministro del Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico, entrambi provenienti da Banca Intesa-San Paolo, tra i promotori dell’opera, o la presenza nello stesso Ministero di personaggi come Ettore Incalza, già incriminato nel 1998 insieme al senatore Luigi Grillo, il fu Marcellino Gavio (Impregilo) e Bruno Binasco (manager Gavio, coinvolto nell’affaire con Penati) per la realizzazione con soldi pubblici dei tunnel geognostici del terzo valico senza approvazione del progetto (165 miliardi di Lire di costo), tutti salvati dalla prescrizione con il solito gioco dei rinvii delle udienze dopo derubricazione.

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L'omofobia si combatte 365 giorni l'anno!

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di Fabrizio Biolé

Ieri le pagine di molti giornali erano cosparse di articoli, per così dire, da "festa comandata" a proposito dell'importante ricorrenza del 17 maggio. In realtà, come sa chi segue la stampa, consuetudini relative a determinate richieste, istanze o battaglie civili vengono spesso in qualche modo utilizzate dai media, per recuperare un po' sulle vendite, o dal partito di turno, per utilizzare in modo strumentale e "marchettaro" una determinata ricorrenza.

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Trasparenza diffidata: Che ne pensate?

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di Fabrizio Biolé

Il 27 aprile, in una delle inutili sedute di terza commissione in cui il consiglio regionale si confrontava a proposito del superamento delle consultazione referendaria, appuntamento poi di fatto cancellato grazie ad un artificio pericoloso e illegittimo, come l'abrogazione di un'intera legge quadro, ho filmato e poi diffuso un video: questo.

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CSI: come ti spolpo pure l'ICT in Piemonte

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Di Davide Bono

Il 3 maggio 2012, in collaborazione con le RSU, i lavoratori del CSI (Consorzio per il Sistema Informativo piemontese) hanno indetto uno sciopero di 4 ore, a partire dalle ore 9, con assemblea/presidio di fronte alla sede del Consiglio Regionale del Piemonte in Via Alfieri, 15. I lavoratori esprimono forte contrarietà alle proposte di destrutturazione del Consorzio, sia quella della Giunta che, per il tramite dell'Assessore Regionale allo Sviluppo Economico, Ricerca ed Innovazione, Massimo Giordano, propone la creazione di un'Agenzia che scorporerà dal CSI la realizzazione di progetti e servizi, verso una SpA il cui capitale sarà in seguito aperto al mercato nazionale; sia quella di alcuni consiglieri di Progett'Azione-PDL che propongono la creazione di una SpA a capitale pubblico in cui far confluire il CSI, con l'idea di individuare attività strategiche da rivendere sul mercato per fare cassa.

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Botte di fine anno: com'è andata a finire?

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Di Davide Bono

La Procura della Repubblica di Torino ha citato a giudizio avanti al Giudice di Pace i Consiglieri regionali Motta (PdL) per minacce e percosse e Boeti (PD) per percosse a danno mio e del collega Fabrizio Biolè.

Il provvedimento (scarica cit.ne Boeti e Motta_censored_web.pdf) giunge alla conclusione delle indagini avviate dal Pubblico Ministero Vincenzo Pacileo a seguito della querela di parte da noi presentata dopo i gravi fatti avvenuti nell'Aula del Consiglio regionale il 30 dicembre 2010. In quell'occasione io ed il collega Biolè, alla conclusione della discussione e bocciatura della nostra proposta di legge per la riduzione delle retribuzioni dei Consiglieri regionali, avevamo subito delle violenze sotto gli occhi di tutti i membri del Consiglio e della Giunta regionale presenti in Aula.

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La Scuola Primaria e l'italiota girone dei non abilitati.

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di Fabrizio Biolé

Un’insegnante torinese, Giulia Bertelli ci ha raccontato la kafkiana situazione in cui si viene a trovare una particolare categoria di insegnanti precari: i diplomati all’istituto magistrale fino all’anno 2002, insegnanti presso la scuola primaria. Sottolineo che, allo stato attuale, se altre categorie possono sperare in una possibile evoluzione del proprio inquadramento, i circa diecimila appartenenti a questo gruppo sono blindati da atti normativi e deliberativi del Ministero che, nella fattispecie riesce ad autocontraddirsi.

Nello specifico, il titolo posseduto dai docenti in questione dopo cinque anni di scuola magistrale rendeva formalmente abilitati all’insegnamento, tramite il superamento dell’esame di maturità. Come di norma, per un contratto a tempo determinato serviva in aggiunta lo svolgimento di un corso-concorso o di un semplice concorso.

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Fermiamo l'inceneritore di Torino!

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Di Davide Bono e Giorgio Bertola

Ci siamo occupati più volte del modo errato in cui viene concepita la gestione dei rifiuti nella nostra Regione, dove invece di seguire i metodi delle amministrazioni più virtuose si perpetua la dannosa pratica dell'incenerimento e della distruzione di risorse, in ossequio a forti interessi economici e politici.
Da qualche tempo un crescente numero di cittadini si è mobilitato in tutta la Regione, attraverso dei comitati spontanei, per contrastare in modo democratico il fenomeno e al contempo informare i cittadini sulle alternative possibili.

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23998 cittadini piemontesi hanno votato sé stessi!

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Di Davide Bono

Le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio hanno segnato un passo molto importante per la liberazione del paese dal cancro dei partiti. Il MoVimento 5 Stelle ha candidato oltre 100 cittadini a Sindaci di altrettanti Comuni, 15 in Piemonte.

Non sappiamo se - come dice Beppe Grillo - sia già nata la Terza Repubblica dal cadavere spolpato del paese, ma è certo che si cominciano a vedere nettamente i risultati di un lavoro di ricostruzione di proposizione, iniziato il 4 ottobre 2009 a Milano, che già aveva portato alla straordinaria impresa delle elezioni regionali del 2010 in Piemonte ed Emilia-Romagna.

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Attentato ai diritti politici dei piemontesi

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di Davide Bono

Saltato il referendum regionale sulla caccia, attentato ai diritti politici dei cittadini!

L'art. 294 del codice penale dice: "Chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l'esercizio di un diritto politico [..] è punito con la reclusione da uno a cinque anni". Noi riteniamo che questo sia il reato, perché si parla di reato, da ascrivere ai Consiglieri che hanno votato a favore dell'emendamento Sacchetto che ha abrogato la legge regionale quadro sulla caccia, la 70 del 1996, facendo decadere così il referendum regionale atteso dal 1987. Peccato che la Costituzione ex art. 122 affermi che " I Consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni" e i Consiglieri non saranno chiamati a risponderne. Ma siamo certi che il Comitato Promotore chiederà che :

1) venga indetto il referendum non appena sarà promulgata la nuova legge sulla caccia, nella certezza che questa non avrà recepito i quesiti, rinviando di nuovo il problema;

2) il risarcimento civile dei danni per la non indizione del Referendum, a cui da sentenza della Corte d'Appello di Torino del dicembre 2010 si doveva dare seguito per il tramite del Commissario Ad Acta, individuato nella persona dello stesso Presidente Cota;
A loro si potrebbero aggiungere i 4,4 milioni di piemontesi al netto dei 30 mila cacciatori scarsi censiti.

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Pari Opportunità 6 e 7 Maggio

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Di Davide Bono e Dejanira Piras (Progetto EQUAL)


Sabato 24 Marzo 2012, la Commissione Regionale per la realizzazione delle Pari Opportunità fra uomo e donna (CRPO) ha convocato i partiti e i movimenti politici piemontesi alla Tavola rotondaCandidare le donne migliora la politica. In questa occasione, in vista delle elezioni amministrative del 6-7 Maggio 2012, la CRPO ha invitato la politica piemontese a sottoscrivere il “Codice di autoregolamentazione dei partiti e dei movimenti politici per un’equa rappresentanza di genere nelle liste elettorali” in cui si richiede:

  • La presenza di almeno il 40% di donne;

  • L'adozione del criterio dell'alternanza donna/uomo (Cerniera);

  • L'incentivazione alla presenza di donne rappresentative del contesto politico, sociale, culturale, associativo locale;

  • Il disincentivo alle candidature "di servizio" di donne con legami familiari (mogli, madri, sorelle, ecc) con i candidati che non hanno effettive chance di vittoria.


La risposta che il Gruppo Consiliare MoVimento Cinque Stelle Piemonte intende dare a questa importante ed utile richiesta è sicuramente positiva, ma non realizzabile nel brevissimo periodo.

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