
Nei negozi (e talvolta ai banchi del mercato) troviamo sempre più spesso prodotti agricoli provenienti dall'estero e da zone italiane ed europee lontanissime. Come faccia un prodotto locale a costare più di uno coltivato a migliaia di chilometri resta un po' un mistero ma in qualche modo una spiegazione c'è:
1) il costo di trasporto è basso perchè non contempla tutti i danni provocati (inquinamento, traffico, ecc.);
2) i lavoratori dei paesi extracomunitari sono spesso meno tutelati, meno remunerati e di conseguenza il costo del lavoro è minore.
Tutto questo porta il Peperone di Carmagnola a costare (anche nei negozi di Carmagnola!) più del peperone proveniente dalla Spagna.
Lo staff del Gruppo Consiliare "a 5 Stelle" sta lavorando a una proposta di legge orientata a sostenere i prodotti locali al fine di limitare il trasporto superfluo di merci, garantire il consumatore e il produttore, creare valore socio ambientale (con ricadute positive anche sull'occupazione).
La proposta a 5 Stelle verterà essenzialmente su:
a) incentivare l'impiego da parte dei gestori dei servizi di ristorazione collettiva pubblica di prodotti agricoli a "chilometri zero" prevedendo nei contratti per appalti pubblici di servizi titolo preferenziale per l'aggiudicazione l'utilizzo di prodotti agricoli locali.
b) agevolazioni e corsie preferenziali per i "produttori a chilometri zero" in merito all'assegnazione spazi in aree mercatali, fiere e iniziative locali;
c) creazione di un Logo regionale da assegnare ai produttori locali e agli esercenti che si approvvigionano per almeno il 30% di produzioni piemontesi.
Verranno considerati "a chilometro zero" quelli prodotti all'interno della regione Piemonte.
In primis si tratterà di capire se includere anche i prodotti "trasformati": ad esempio la Nutella, prodotta ad Alba con cacao del Sudamerica, è definibile a Km.0? ...e la tipica BagnaCaoda che necessita di aglio, olio e acciughe (prodotti sicuramente fuori dal piemonte)?
Altro punto da risolvere sarà il modo di misurare il valore sociale prodotto. Ad esempio si potrebbe valutare come positiva la riconversione al biologico, il recupero e riutilizzo di terreni agricoli abbandonati, la creazione di nuovi posti di lavoro, l'insediamento e apertura di nuove aziende agricole in aree depresse, ecc.
Siamo invitati a contribuire con proposte migliorative.












