Visita al Museo Lombroso

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Lo scorso novembre è stato riallestito nel Palazzo degli Istituti Anatomici di Torino, via Pietro Giuria, il Museo Lombroso (Verona, 6 novembre 1835 - Torino, 19 ottobre 1909), il celebre fautore dell'antropologia criminale, rendendolo fruibile al pubblico. La notizia ha suscitato forti polemiche dai media, compreso il blog di Beppe Grillo, ritenendolo una celebrazione delle erronee teorie di Cesare Lombroso, accreditate anche di un forte sfondo razzista, in particolar modo contro i "briganti del meridione". L'8 maggio non a caso ha avuto luogo a Torino una manifestazione dei Movimenti Meridionali o neo-Borbonici, che arrivano a chiedere, in pieno spirito leghista, la secessione del sud dal resto dell'Italia visti i continui soprusi subiti a partire dall'Unità d'Italia, solo parzialmente sanati dai Fondi per il Mezzogiorno e le aree sottosviluppate (FAS).

Accolti i giusti reclami del sud, una terra letteralmente invasa dagli eserciti dei Savoia che distrussero ogni forma di economia rurale e non, vi introdussero la leva obbligatoria, generando il fenomeno del brigantaggio (che ha molti lati in Comune con la Resistenza del secondo conflitto mondiale) e le emigrazioni in tutto il mondo e verso il nord Italia, rimanevamo dubbiosi sull'allestimento del museo.
Tra la classe medica, infatti, il Lombroso è solo oggetto di battutine come colui che pensava di poter prevedere il carattere di una persona, guardandola in faccia, non tanto dalla mimica facciale, ma dalla conformazione ossea della stessa.
Una nutrita delegazione del moVimento 5 stelle, compresi i due consiglieri Bono e Biolè, hanno dunque visitato il Museo il 6 maggio, su invito del suo direttore e abbiamo potuto riscontrare, con mano, che in esso non vengono nascosti gli aspetti erronei ed in parte razzisti delle sue teorie (uno dei principali briganti era però laziale), anzi, vengono spiegati e contestualizzati in un periodo storico di scienza medica in lenta evoluzione da credenze medievali (stava a malapena nascendo la cultura dell'asepsi in chirurgia, cioè dell'igiene delle ferite con... l'acido fenico, il primo guanto di lattice usato in sala operatoria è del 1890).

All'interno del Museo sono presenti pannelli informativi e contenuti multimediali che sottolineano come le sue teorie di antropologia criminale, su tutte quella di poter indicare nella morfologia della fossetta cranica posteriore lasciata dalla parte mediana del cervelletto un preciso indicatore dell'habitus criminale, non abbiano mai avuto un fondamento scientifico. Lombroso era un positivista, credeva nella missione redentrice della scienza come molto suoi colleghi, pensiamo come dall'Illuminismo in poi tutti gli studiosi furono convinti assertori della superiorità della razza bianca, ciò nonostante lo studio delle sue opere hanno fatto rilevare come il tema del razzismo non fosse ossessivamente presente nè centrale nelle sue teorie, in quanto egli cercava il rigore del metodo scientifico pur se pre-popperiano.
Nel museo stesso sono esposti diversi reperti umani, ma a parte quello del brigante Giuseppe Villella, 70enne che si diede alla macchia in quel di Catanzaro (da cui partì la teoria dell'atavismo) e del brigante Gasparone (attivo nello Stato della Chiesa), sono tutti di comuni piemontesi, incarcerati per motivi più o meno validi, di cui abbiamo poche notizie biografiche su reperti autoprodotti, o ricoverati nei manicomi.
Il cranio di Villella fu il punto di partenza degli studi lombrosiani, ma oggi serve soprattutto a smentirlo. La maggior impronta lasciata sull'osso occipitale rispetto alla media, tale da creare una piccola fossetta mediana anzichè una cresta, rientra nella normale variabilità interindividuale, come la differente altezza od il colore dei capelli che nulla ha che fare con le attitudini criminali o altro, indotte piuttosto dalle pressioni ambientali e sociali.

A nostra esplicita domanda, il direttore Silvano Montaldo ha affermato che il Museo non custodisce le spoglie di militari borbonici, né proietta filmati che li ritraggono. Il filmato che viene proiettato all'interno del Museo è stato girato tra il 1906 ed il 1908 al Cottolengo che ospitava dementi, epilettici e sordomuti, ed è considerato il primo documentario scientifico italiano.
A fine percorso vi sono diverse installazioni che inneggiano all'accettazione della diversità e condannano il razzismo in tutte le sue forme. Qualora il mesaggio del museo non fosse chiaro o venisse altrimenti interpretato, ci sentiamo di non poterlo addurre ai fautori dell'allestimento. Riteniamo altresì importante il mantenimento di una memoria storica continua, così come il ricordo del genocidio ebraico o del massacro di Szrebrenica, ad imperitura memoria della disgrazia che coglie chi pensa di poter tracciare una linea netta tra un essere umano e l'altro. Siamo infatti tutti fratelli e discendiamo da una comune scimmia antropomorfa che a seconda della latitudine e dell'inclinazione dei raggi solari aumenta ad esempio la pigmentazione della sua pelle per proteggere le cellule dell'epidermide basale.

Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle

5 commenti

Per l'umana pietà devono essere sepolti tutti i resti. Secondo la legge internazionale, crani e ossa umane perdono il diritto all'umanità quando rappresentano oggetto di studio archeologico o scientifico.

Negli anni del Lombroso ed anche prima, sono stati gettati i germi del razzismo contemporaneo che ebbe la sua esplosione negli anni trenta con il nazismo.
Le teorie del Lombroso sono state e sono ancora pericolose. Valorizzare con una mostra la figura dello pseudo scienziato in "vero scienziato" secondo i canoni di oggi è un pò come rivalorizzare Hitler adeguandolo e ripulendolo per l'uso attuale. Come dire che una mostra su Adolf Hitler rende accettabile il personaggio se si omettono alcuni aspetti "irrilevanti" quali la persecuzione e sterminio nel genocidio degli ebrei e non solo... Basterebbe non mostrare i documenti e le foto o film che ne attastano la verità. L'unità d'Italia commemorata sui "trionfi tronfi" del Piemonte sabaudo è cosa tristemente nota, ma riesumata oggi è decisamente insopportabile...

Negli anni del Lombroso ed anche prima, sono stati gettati i germi del razzismo contemporaneo che ebbe la sua esplosione negli anni trenta con il nazismo.
Le teorie del Lombroso sono state e sono ancora pericolose. Valorizzare con una mostra la figura dello pseudo scienziato in "vero scienziato" secondo i canoni di oggi è un pò come rivalorizzare Hitler adeguandolo e ripulendolo per l'uso attuale. Come dire che una mostra su Adolf Hitler rende accettabile il personaggio se si omettono alcuni aspetti "irrilevanti" quali la persecuzione e sterminio nel genocidio degli ebrei e non solo... Basterebbe non mostrare i documenti e le foto o film che ne attastano la verità. L'unità d'Italia commemorata sui "trionfi tronfi" del Piemonte sabaudo è cosa tristemente nota, ma riesumata oggi è decisamente insopportabile...

Non importa il numero! di certo quei valorosi Meridionali tutti meritano e avranno degna sepoltura in loco natio, nessuna stella riuscirà ad ammorbidire o falsificare l'ira Meridionale contro gli invasori, artefici della nostra rovina.

Ntone

Non importa il numero! di certo quei valorosi Meridionali tutti meritano e avranno degna sepoltura in loco natio, nessuna stella riuscirà ad ammorbidire o falsificare l'ira Meridionale contro gli invasori, artefici della nostra rovina.

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