Parella, un parco agricolo con il cemento in mezzo - Movimento 5 Stelle Piemonte

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Passano gli anni, cambiano le Giunte, ma restano e si approfondiscono i problemi della Regione Piemonte.
Francamente vedere un Chiamparino, venduto come il "nuovo che avanza", alle prese con gli stessi problemi di Cota (rimborsopoli con due Assessori e capogruppo pd indagati, firme falsedebito in crescita) e con le stesse ricette (chiusure ospedali e tagli per 2200 posti letto, linee ferroviarie e aumento delle tasse) ci fa rabbrividire.

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di Federico Valetti

Vi scrivo per riassumere questo primo anno di "apprendistato" nel Consiglio Regionale, spiegando il contesto in cui ci troviamo a lavorare, i risultati ottenuti e il lavoro che facciamo tuttora.

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di Paolo Mighetti

Abbiamo visto i più svariati accostamenti in questi giorni. Il più abusato è quello tra Canelli e Rosarno. Abbiamo sentito anche le più disparate soluzioni. Ma solo alla questione degli accampamenti dei braccianti stranieri. Dichiarazioni buone solo a conquistare qualche titolo di giornale e provenienti proprio da coloro che non hanno mai affrontato seriamente questo tema.

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Il Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle ha presentato un ricorso al TAR contro la Delibera di Giunta Regionale 1-600 del 19 novembre 2014, già ribattezzata "Sfascia ospedali". Una strada obbligata visto l'atteggiamento di chiusura al dialogo nei confronti delle opposizioni, dei territori e delle amministrazioni locali dimostrato da questa Giunta.

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Giorgio Bertola, Capogruppo regionale M5S Piemonte

Come ampiamente previsto, TRM ha avviato le pratiche per ottenere l'integrazione dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) al fine di aumentare la quantità di rifiuti trattabili nell'inceneritore, dalle 421 tonnellate annue attuali a circa 480 mila. La società a capitale misto, posseduta per l'80% dai privati IREN e F2i che gestisce l'inceneritore di Torino del Gerbido ha infatti approfittato della possibilità introdotta dall'art. 35 dello "Sblocca Italia", che favorisce in modo scellerato lo sfruttamento degli impianti "al massimo carico termico". In Consiglio regionale avevamo proposto il ricorso alla Corte Costituzionale contro questa assurda norma, ma il Pd e la maggioranza si sono opposti.

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di Francesca Frediani e Chiara Appendino

Bisognerà aspettare ancora un paio di settimane per veder riconosciuto ufficialmente l'annunciato fallimento del progetto della Superfondazione. Solo allora, a bando chiuso, sarà finalmente inevitabile constatare che quanto denunciato già nel 2013 in Sala Rossa da Chiara Appendino era verità: impossibile portare avanti una simile operazione senza predisporre un business plan, nè uno studio di fattibilità e tantomeno un progetto culturale.

Parella, un parco agricolo con il cemento in mezzo

| commenti

di Davide Bono

Parella è un piccolo comune del Canavese, in Provincia di Torino, con poco più di 450 abitanti. Un nostro simpatizzante ci ha chiamato, avvisandoci di modifiche al piano regolatore generale fortemente impattanti sul territorio. La variante, ratificata dalla Regione Piemonte dopo una serie di richieste di modifiche, prevede la realizzazione di nuovi edifici residenziali, anche in prossimità di aree a rischio idrogeologico e non dotate dei servizi essenziali, e produttivi. Peccato che sul territorio vi siano ancora 45 immobili vuoti da destinare al residenziale e diverse aree produttive già esistenti ed in avanzato stato di abbandono.

Il Sindaco del Comune di Parella - che ci ha ricevuto e ha cercato di rassicurarci sulla reale portata degli interventi - e l’amministratore delegato della Manital, Graziano Cimadom, già ex sindaco diessino di Ivrea, hanno presentato al pubblico in pompa magna la progettazione dell'insediamento cosidetto “parco agricolo”, che già di per sè suona contradditorio (anche se ormai esistono i parchi fotovoltaici, i parchi eolici e i parchi industriali). Il progetto avrebbe come fulcro il recupero dello storico Castello di Parella- già acquistato con asta fallimentare dalla Manital - dal costo di oltre 1,2 milioni di euro con la creazione al suo interno di un hotel di charme e di un ristorante d'eccellenza, ma anche l’edificazione di nuovi locali per la “trasformazione” dei prodotti agricoli tipici locali, di gelaterie, panetterie, salumifici, di una “fattoria didattica”, di serre e di un bio-lago (neologismo che crediamo rappresenti un lago particolarmente pieno di vita immaginiamo?). L’amministratore delegato della Manital, azienda di esternalizzazione nata dalle ceneri della Olivetti, ha definito «non speculativa» l’iniziativa edificatoria di prossima realizzazione e parla di edificazione del solo 5% e di "ricadute positive in termini economici".

Al riguardo abbiamo interrogato la Giunta Regionale per sapere come mai abbia approvato la variante senza alcuna modifica riguardo alle aree oggetto di perplessità, disattendendo il precedente parere negativo della Direzione Regionale Programmazione Strategica. Inoltre l'incremento di aree produttive risulta ingiustificato, poiché il PTCP della Provincia di Torino non inserisce il Comune di Parella in alcun bacino di valorizzazione produttiva. La Giunta ci ha risposto al suo solito modo, affermando che non vi è nessuna "divaricazione" tra parere e approvazione, minimizzando la questione.

Svariati cittadini e l’associazione Legambiente però hanno presentato ricorso, attualmente pendente al TAR Piemonte, contro la Deliberazione in oggetto, ritenendola illegittima. Ma in generale ci interroghiamo se è possibile che ogni attività con un indotto economico debba determinare nuovo consumo di suolo e se, in relazione al recupero del Castello di Parella (che riteniamo ottimo, ma che dubitiamo che possa arrivare a conclusione, anche perché ad oggi non siamo a conoscenza delle fonti del finanziamento), l'intero progetto del Parco Agricolo sia credibile e sostenibile da un punto di vista economico o se sia l'ennesima boutade imprenditoriale del tipo "parco divertimenti" Mediapolis di cui abbiamo già parlato.

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