Movimento 5 Stelle Piemonte Parella, un parco agricolo con il cemento in mezzo - Movimento 5 Stelle Piemonte
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Dissociazione totale del Partito Democratico da sè stesso sul bilancio di previsione finanziario 2016 - 2018. Ormai la macchina democratica segue un copione ben rodato e collaudato sotto l'abile regia del vicepresidente Reschigna. 

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Continua il nostro video-viaggio alla scoperta delle ferrovie piemontesi sospese, questa volta trattiamo le linee della valle Belbo (Asti-Alba e Alba-Alessandria). Passeremo tra le colline dell'Unesco per dimostrare come anche queste linee abbiano i numeri per ripartire. Un rilancio chiesto dal Movimento 5 Stelle, fortemente voluto dai cittadini e dal territorio, sindaci per primi. Gli interventi necessari per ripristino sono molto circoscritti e sostenibili rispetto al beneficio di riavere il treno.

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La Giunta Regionale del Piemonte il 22 ottobre 2015 ha presentato il Progetto di Legge regionale n. 166 "Misure di armonizzazione e razionalizzazione di norme in materia di tributi regionali" che di armonizzazione e razionalizzazione conteneva ben poco. Infatti introduce, senza alcuna logica e con il solo scopo di recuperare soldi dalle tasche dei cittadini, la tassa automobilistica sulle auto alimentate sin dall'immatricolazione a metano, gas da petrolio liquefatto (GPL) ed elettriche, fino a questo momento esenti dal pagamento di tale tributo vista la natura ecologica di tali motori, che contribuisce alla riduzione dell'inquinamento atmosferico. 

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Da ormai molti anni la politica regionale pensa a come “uccidere” l’ospedale Oftalmico, un ospedale monospecialistico (dedicato alle patologie dell’occhio) sito in via Juvarra, nel centro di Torino.

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Voto contrario del Movimento 5 Stelle al pessimo Piano rifiuti approvato in Consiglio regionale. Obiettivi ridicoli su riduzione rifiuti e raccolta differenziata, mantenimento del ricorso agli inceneritori, assenza di impegni precisi contro il co-incenerimento e la qualità della raccolta dell'organico. Queste le principali criticità di un piano che non mette al centro l'ambiente, ma gli interessi di chi si occupa del ciclo rifiuti.

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di Francesca Frediani

Con la definizione Sistema Torino, coniata dalla nostra consigliera e attuale candidata sindaco di Torino Chiara Appendino e dallo scrittore Maurizio Pagliassotti, si indica una serie di personaggi e lobbies che hanno dominato e gestito in maniera consociativa i centri nevralgici di Torino. Ed al momento continuano a farlo.

Parella, un parco agricolo con il cemento in mezzo

| commenti

di Davide Bono

Parella è un piccolo comune del Canavese, in Provincia di Torino, con poco più di 450 abitanti. Un nostro simpatizzante ci ha chiamato, avvisandoci di modifiche al piano regolatore generale fortemente impattanti sul territorio. La variante, ratificata dalla Regione Piemonte dopo una serie di richieste di modifiche, prevede la realizzazione di nuovi edifici residenziali, anche in prossimità di aree a rischio idrogeologico e non dotate dei servizi essenziali, e produttivi. Peccato che sul territorio vi siano ancora 45 immobili vuoti da destinare al residenziale e diverse aree produttive già esistenti ed in avanzato stato di abbandono.

Il Sindaco del Comune di Parella - che ci ha ricevuto e ha cercato di rassicurarci sulla reale portata degli interventi - e l’amministratore delegato della Manital, Graziano Cimadom, già ex sindaco diessino di Ivrea, hanno presentato al pubblico in pompa magna la progettazione dell'insediamento cosidetto “parco agricolo”, che già di per sè suona contradditorio (anche se ormai esistono i parchi fotovoltaici, i parchi eolici e i parchi industriali). Il progetto avrebbe come fulcro il recupero dello storico Castello di Parella- già acquistato con asta fallimentare dalla Manital - dal costo di oltre 1,2 milioni di euro con la creazione al suo interno di un hotel di charme e di un ristorante d'eccellenza, ma anche l’edificazione di nuovi locali per la “trasformazione” dei prodotti agricoli tipici locali, di gelaterie, panetterie, salumifici, di una “fattoria didattica”, di serre e di un bio-lago (neologismo che crediamo rappresenti un lago particolarmente pieno di vita immaginiamo?). L’amministratore delegato della Manital, azienda di esternalizzazione nata dalle ceneri della Olivetti, ha definito «non speculativa» l’iniziativa edificatoria di prossima realizzazione e parla di edificazione del solo 5% e di "ricadute positive in termini economici".

Al riguardo abbiamo interrogato la Giunta Regionale per sapere come mai abbia approvato la variante senza alcuna modifica riguardo alle aree oggetto di perplessità, disattendendo il precedente parere negativo della Direzione Regionale Programmazione Strategica. Inoltre l'incremento di aree produttive risulta ingiustificato, poiché il PTCP della Provincia di Torino non inserisce il Comune di Parella in alcun bacino di valorizzazione produttiva. La Giunta ci ha risposto al suo solito modo, affermando che non vi è nessuna "divaricazione" tra parere e approvazione, minimizzando la questione.

Svariati cittadini e l’associazione Legambiente però hanno presentato ricorso, attualmente pendente al TAR Piemonte, contro la Deliberazione in oggetto, ritenendola illegittima. Ma in generale ci interroghiamo se è possibile che ogni attività con un indotto economico debba determinare nuovo consumo di suolo e se, in relazione al recupero del Castello di Parella (che riteniamo ottimo, ma che dubitiamo che possa arrivare a conclusione, anche perché ad oggi non siamo a conoscenza delle fonti del finanziamento), l'intero progetto del Parco Agricolo sia credibile e sostenibile da un punto di vista economico o se sia l'ennesima boutade imprenditoriale del tipo "parco divertimenti" Mediapolis di cui abbiamo già parlato.


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