Movimento 5 Stelle Piemonte Meritocrazia in Regione. Parliamone - Movimento 5 Stelle Piemonte

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A fine novembre 2016 è stata finalmente approvata la legge regionale n. 24 "Assestamento 2016-2018".

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di Federico Valetti e Francesca Frediani

Con una grave decisione unilaterale Trenitalia intende chiudere su tutto il territorio piemontese numerose sedi (impianti) decentrate utilizzate dal personale. Sono destinate alla chiusura 7 sedi riservate al personale di bordo (Bussoleno - TO, Asti - AT, Bra - CN, Casale - AL, Novi Ligure - AL, Arona - VCO e Ceva - CN) e 4 sedi riservate ai conducenti (Bussoleno - TO, Asti - AT, Novi Ligure - AL, Biella - BI). In totale sono coinvolti 182 dipendenti che dovranno sostenere, con risorse proprie, ulteriori costi per raggiungere il posto di lavoro che diventerebbe più distante da un minimo di 30 ad un massimo di 70 Km.

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di Federico Valetti - Vicepresidente Commissione regionale Trasporti

Trenitalia ostacola i controlli della Regione sul servizio ferroviario. Saranno autorizzate preventivamente appena 15 persone alla verifica sui vagoni in ogni angolo del Piemonte. Non uno di più, sia chiaro! Altrimenti fioccheranno multe anche agli incaricati della Regione. E' quanto espresso in una lettera inviata in questi giorni da Trenitalia ad AMP (Agenzia Mobilità Piemonte) ed all'assessorato regionale ai Trasporti.

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di Davide Bono

Mentre infermieri ed operatori sanitari subiscono turni massacranti percependo stipendi appena decenti; mentre agli infermieri del Maria Vittoria di Torino viene vietato di consumare la pausa pranzo fuori dalla corsia, mentre alle Molinette di Torino vengono licenziati 67 dipendenti addetti alla mensa; mentre a medicina legale di Orbassano (TO) i servizi igienici per i disabili non esistono; mentre a Casale Monferrato (AL) dopo il dramma Eternit vengono eliminati i posti letto di oncologia; mentre a Cuneo un paziente muore dopo esser caduto da una barella; mentre si riducono i servizi sanitari in tutto il Piemonte in seguito  alla delibera "sfascia ospedali" approvata dal PD; mentre l'uscita dal piano di rientro del debito sanitario si allontana sempre più... l'assessore regionale Saitta non trova di meglio da fare che aumentare la paga ai manager, per decine di migliaia di euro annui.

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di Gianpaolo Andrissi, Paolo Mighetti e Giorgio Bertola

Una raffica di  Fidejussioni diventate carta straccia per le discariche del Piemonte. Non si tratta di qualche caso isolato, il fenomeno ormai investe tre province: Vercelli, Novara, Alessandria.

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di Francesca Frediani

Con la definizione Sistema Torino, coniata dalla nostra consigliera e attuale candidata sindaco di Torino Chiara Appendino e dallo scrittore Maurizio Pagliassotti, si indica una serie di personaggi e lobbies che hanno dominato e gestito in maniera consociativa i centri nevralgici di Torino. Ed al momento continuano a farlo.

Meritocrazia in Regione. Parliamone

| commenti
PalazzoLascaris.jpg Siamo nel 2016 e provare a introdurre criteri meritocratici nella pubblica amministrazione incontra ancora forti resistenze. Son bastati un paio di emendamenti al bilancio et voilà, piovono insulti ed accuse violente. Squadristi, ignoranti, pseudo tuttologi e via di questo passo.

Nessun taglio agli stipendi 
Il Movimento 5 Stelle non intende tagliare nessuno stipendio e non vi è alcun atto che va in questa direzione. Anzi, vorremmo che dal livello nazionale, dove governa il Pd, venisse rinnovato il contratto collettivo nazionale. In commissione bilancio abbiamo presentato decine di emendamenti finalizzati ad aprire il dibattito su una serie di programmi sottofinanziati, quali le politiche sociali, l'ambiente, l'istruzione e la cultura. Tra questi ce ne sono due che portano come coperture una revisione della parte variabile della retribuzione per il personale dirigente e per i dipendenti con posizioni organizzative. Che non significa una riduzione per tutti, ma un'assegnazione meritocratica delle risorse. Perché se i premi li prendono tutti, allora non si comprende di che razza di "premi" si possa parlare. In particolare per il trattamento accessorio del personale non si prevede un taglio lineare per tutti i dipendenti, ma una revisione meritocratica delle posizioni organizzative assegnate. Ad esempio attraverso la non riassegnazione delle posizioni organizzative di personale ormai pensionato oppure eliminando quelle di chi non ha da organizzare né persone né attività complesse. Questa revisione potrebbe avvantaggiare i dipendenti che hanno stipendi congelati da 6 anni e non hanno posizioni organizzative o non sono diventati dirigenti. 

Revisione dei premi, lo sostiene la Corte dei Conti non il M5S 
Del resto la Corte dei conti del Piemonte nel giudizio di parifica sul rendiconto 2014 affermava testualmente che "Sul versante della spesa gli impegni del 2014 per il personale di ruolo mostrano un aumento rispetto all'esercizio 2013. Tale aumento è stato pari a euro 4.693.364,31 (da 134.909.215,00 a 139.602.579,31) ed è distribuito in maniera preponderante relativamente alle voci trattamento accessorio dei dirigenti e trattamento accessorio del personale di categoria. Per quanto riguarda i dirigenti, rispetto al 2013 si registra un aumento del 60% della spesa complessiva dell'anno precedente..". E di seguito la corte prosegue "Nel 2014 la spesa per il trattamento accessorio del personale di ruolo è risultata essere superiore ai limiti di legge di cui all'art. 9 comma 2 bis del Decreto Legge n. 78/2010 per l'importo di Euro 659.172,80". Con i nostri emendamenti, che pur consapevoli che le cifre stanziate sono frutto di un accordo sindacale, si chiede quindi che si apra il dibattito in modo serio e rigoroso, assegnando la retribuzione di risultato sulla base di meriti effettivi e non di obiettivi, sempre citando la Corte dei Conti, "eccessivamente generici e modesti nonché talora coincidenti con attività di carattere istituzionale ordinaria" , grazie ai quali tutti i dirigenti nel 2014 hanno ottenuto più del 90% del premio massimo previsto. 

Dopo Report nessuno muove un dito
Solo lo scorso anno davanti alle telecamere di Report abbiamo scoperchiato lo scandalo dei premi a pioggia per i dirigenti regionali. Il raggiungimento di lauti premi, decine di migliaia di euro pubblici, era connesso al raggiungimento di obiettivi ridicoli, come ad esempio: organizzare un tot di riunioni all'anno, inviare almeno il 50% delle comunicazioni attraverso PEC, stilare calendari, redigere verbali o relazioni ed accompagnare i colleghi presso la nuova sede della Regione. Abbiamo quindi presentato un Ordine del giorno, approvato dal Consiglio regionale, per porre rimedio a questa situazione chiedendo che si intervenisse sugli obiettivi 2015 per renderli più adeguati al ruolo dirigenziale ricoperto. 

Nel frattempo abbiamo provato a monitorare la vicenda attraverso due accessi agli atti trasmessi via PEC e sollecitati anche per mezzo dello stesso Presidente del Consiglio Regionale e numerose richieste informali, nella speranza di ottenere l'esito della valutazione degli obiettivi assegnati nel 2014 e il dettaglio degli obiettivi assegnati 2015, che al mese di luglio dello stesso anno non erano ancora stati definiti. La Giunta ha deciso di risolvere il problema non facendoci più avere accesso a questi dati.

Il tutto nonostante le roboanti dichiarazioni di Chiamparino che davanti alle telecamere di Report aveva sostenuto addirittura la licenziabilità dei dirigenti. Per i nostri emendamenti atti a stimolare un dibattito abbiamo ricevuto barricate e insulti. Siamo sempre disponibili a dialogare con qualunque dipendente, dirigente, sindacalista che anteponga gli interessi dell'Ente alle chiacchiere e agli insulti facili. 

Infine ricordiamo come il nostro gruppo, in completa solitudine, abbia denunciato alla Corte dei Conti l'accordo tra Regione e sindacati che prevedeva una buonuscita di oltre 4,6 mil di euro per 30 dirigenti prossimi alla pensione. Un incentivo, che arriva fino a 175 mila euro, anche a coloro che hanno già raggiunto l'età pensionabile o che andranno in pensione tra pochi mesi. In pratica un regalo fatto agli ex dirigenti, quando i cittadini piemontesi faticano a trovare un lavoro e tenerselo.


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