Di Davide Bono
L'uomo ha sempre coltivato la canapa, sembra addirittura che sia stata la prima coltivazione in assoluto. In Italia è nota fin dai tempi dei Romani e fino alla prima metà del secolo scorso in Italia se ne coltivavano oltre 100 mila ettari. Perché oltre ad essere una pianta in grado di crescere in terreni difficili e marginali, senza necessità di particolari cure, era ed è tutt'oggi una pianta della quale "non si butta via niente". Da questa pianta infatti è possibile estrarre una fibra molto resistente per la produzione di carta, tessuto, corde, vestiti; il seme con cui produrre un olio alimentare con ottime proprietà antiossidanti e terapeutiche delle dislipidemie; il canapulo, cioè la bacchetta della canapa che un tempo si bruciava per riscaldare le case o per realizzare un ottimo cemento. Oggi la canapa viene pochissimo coltivata, perchè sostituita dalle sostanze di origine fossile per motivi economici e messa al bando per la possibilità di estrarne sostanze psicotrope (anche se dalla Canapa Indica che non è quella ad uso agricolo): attualmente è impiegata soprattutto insieme per la produzione di materiale isolante.
