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Pieve di Cento - 


DICHIARAZIONE DI VOTO SUL PAES
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Sig. Sindaco, Sig.ri Assessori

Innanzitutto vorremmo fare un rilievo procedurale.

Lo Statuto del Comune all'articolo, 56 - Svolgimento dell'azione amministrativa, punto 3, recita: "Il Comune di Pieve di Cento riconosce il principio del diritto al tempo per i propri
cittadini, in ordine ai procedimenti amministrativi che li riguardano. A tale proposito l'attività
amministrativa tiene conto delle esigenze dei cittadini e tende a organizzarsi in modo tale
da attuare il rispetto di tale principio".

Il Regolamento Comunale a sua volta,. ART. 52 Ammissione di funzionari e consulenti in aula definisce:
"1. Il Sindaco, per le esigenze della Giunta o su richiesta di uno o più Consiglieri, può invitare nella
sala i funzionari comunali perchè effettuino relazioni o diano informazioni e quant'altro risulti
necessario.
2. Possono essere altresì invitati consulenti e professionisti incaricati di progettazioni e studi per
conto dell'amministrazione, per fornire illustrazioni e chiarimenti."

Ora, queste norme di garanzia, rispettate per l'adozione degli altri strumenti di pianificazione comunale, nel caso del PAES sono state disattese nel loro intento.

Il MoVimento 5 Stelle avrebbe voluto far intervenire in questa occasione un tecnico con esperienza comprovata. Il suo curriculum professionale è orientato non solo a progetti per l'efficienza energetica, ma specificamente al PAES. Alla nostra richiesta, il Sindaco sì è subito dichiarato contrario. Ora, nel PAES è ribadito in diversi punti che la partecipazione e la condivisione sono punti cardine delle azioni: mancando questi, il raggiungimento degli obiettivi sarà altamente improbabile.
Non ci sembra quindi affatto un buon inizio questo, per il quale un Piano, viene approvato in fretta e furia senza lasciare la possibilità per le Opposizioni di chiamare in causa un loro tecnico, capace di sostenere un dibattito paritario con la Maggioranza.

Più in generale, chiediamo al Sig. Sindaco come interpreti il termine "amministrazione" del punto del regolamento citato: intende che ciascun Consigliere può portare una voce tecnicamente competente in consiglio, o riserva esclusivamente questa possibilità per la maggioranza? Lo ringraziamo se vorrà rispondere per regolarci in futuro.

Il PAES viene quindi approvato secondo la procedura d'urgenza, senza dare tempo di avanzare osservazioni, e proposte di modifica e integrazione.
Questa Giunta e i Consiglieri ritengono forse che un documento, che orienterà l'azione di questa e di altre Amministrazioni con prospettive al 2020 e al 2050, sia un mero atto d'indirizzo? Ritengono che un atto che risponde alle direttive europee sia meno importante degli altri provvedimenti di programmazione territoriale?

La motivazione principale per giustificare la procedura d'urgenza, fornita dalla delibera oggi in approvazione, è che Il PAES rientra nell'ambito del protocollo d'intesa denominato "Metti il Sole in Comune", cui l'Amministrazione di Pieve ha aderito nel 2012, e di cui ha approvato scadenze ben determinate. In particolare ciascun Comune deve approvare un proprio PAES a distanza di 1 anno dall'adesione al Patto dei Sindaci
A noi non sembra una motivazione valida. Un Piano Energetico è un documento essenziale che va condiviso prima della sua entrata in vigore: va condiviso chiedendo contributi alla cittadinanza proprio per la definizione dei princìpi di base e per la formulazione delle azioni.
Non sono sufficienti un paio di serate di informazione che mettono la cittadinanza di fronte allo stato di fatto. La procedura attuata non garantisce che i cittadini di Pieve possano esprimersi su decisioni che influiranno direttamente sulle loro case, le loro famiglie, e la gestione del Patrimonio edilizio e infrastrutturale comunale. L'inserimento di Pieve in una realtà sovracomunale, pur non ancora completamente perfezionata, giustifica già il superamento degli strumenti di autonomia dell'Ente Locale?

E comunque: ancora una volta una Amministrazione prende un impegno e ne ripropone l'attuazione solo all'ultimo momento.

Ci fa sorridere quando si parla del PAES come di un grande risultato. Un'azione encomiabile nella direzione dell'efficienza energetica, del risparmio e della generazione da fonti rinnovabili.
Si ricorda che la prima normativa quadro sull'uso razionale dell'energia è la Legge 10/91, emanata addirittura 23 ANNI FA e disattesa per anni dalla stessa Amministrazione Pubblica nazionale e locale.
L'adozione di un documento di pianificazione energetica locale, rappresenta solo UN ATTO DOVEROSO che avrebbe dovuto essere intrapreso, a voler essere generosi, da almeno un decennio!.

Per quanto riguarda la base dati utilizzata nella definizione della Baseline del PAES.
Come già avvenuto in altre occasioni, e come sottolineato nel Documento di presentazione (Pag. 10), si è notata una scarsa collaborazione del fornitore di gas metano. HERA, a differenza di ENEL, ha fornito i consumi complessivi ma non dati suddivisi per categoria merceologica. Questa condizione conferisce al Piano una certa aleatorietà. Bisogna di ricordare che l'efficienza energetica è paragonabile a un vestito su misura; informazioni precise e un forte coordinamento tra gli interventi e gli attori sono essenziali per fare previsioni attendibili sui risultati, e per garantirne il raggiungimento. In alternativa si rischia di sprecare soldi e tempo preziosi, come avvenuto per esempio nell'intervento sulla scuola media di cui avremo modo di parlare in futuro.
Visto che di HERA si cantano le lodi riguardo alla collaborazione per la gestione dei rifiuti, avremo molto piacere che la prossima volta la multiutility dia anche in questo settore un contributo poco più che sufficiente. Non si vede perché infatti questa possa essere meno collaborativa di ENEL, di cui il Comune non è neanche socio.

Per quanto riguarda la riduzione dei consumi e delle emissioni al 2020, apprendiamo che il macrorisultato atteso da questo studio e in approvazione, è del 20,5%, rispetto alle emissioni del 1990. Rispetto all'obiettivo obbligatorio del 20%, è quindi superiore di appena lo 0,5%, (PAES, pag. 48).
Il MoVimento 5 Stelle ritiene che un margine tanto esiguo, e l'aleatorietà dei dati di partenza, possano mettere a rischio il successo dell'intera operazione.
Richiediamo dunque, anche in considerazione di quanto detto più sopra, che, in merito alla base dati, da un lato si insista con HERA per avere dati aggregati, dall'altro si avvii prioritariamente il processo per l'attuazione dell'azione 4 (certificazione energetica di tutti gli edifici pubblici), e si individuino azioni specifiche per la raccolta dati nei settori di maggior rilievo.
Inoltre chiediamo che si introduca, appena possibile, un comma specifico dedicato alla formalizzazione delle procedure di verifica periodica e puntuale. Auspichiamo che tale procedura sia ispirata alla metodologia "Plan, Do, Check, Act", dimostratasi valida in molti contesti europei e italiani.

Potremmo continuare a lungo con numerosi rilievi riguardanti ciascuna delle azioni previste, azioni che non sono considerate ma che secondo noi dovrebbero essere integrate, e tecnologie correlate. Vogliamo però citare solo due casi emblematici.

Innanzitutto l'azione relativa alla produzione energetica tramite biogas.
Così com'è formulata, tale azione è attualmente impossibile da realizzare, sia perché non in linea con la normativa, sia perchè antieconomica per gli investitori. E tuttavia tale azione sembra potenzialmente dannosa, perché apre uno spiraglio a impianti ben più rilevanti, di cui abbiamo avuto esperienze in zone molti Comuni vicino a Pieve. Ci chiediamo quindi perché inserire un'azione specifica nel piano, e non formulare un'ipotesi complessiva di sviluppo delle energie da fonte rinnovabile nel quale inserirla come una possibilità tra le altre.

Al contrario, una tecnologia specifica, ma dalle grandi potenzialità, non è stata affatto messa in rilievo. La geotermia a bassa entalpia (ovvero, semplificando per i non addetti ai lavori, geotermia a bassa temperatura della fonte energetica primaria).
Sul sito della Regione Emilia Romagna si legge che "I serbatoi geotermici a bassissima entalpia sono una risorsa molto interessante sia per le caratteristiche di disponibilità sul territorio, praticità ed economicità di utilizzazione, sia per il contenuto termico del serbatoio geotermico che costituisce una fonte di energia assolutamente rinnovabile" .
Pur essendo una delle fonti energetiche più versatili, adatta per abitazioni singole o condomini e centri commerciali e ottima in abbinamento al fotovoltaico, essa è praticamente tralasciata. Nel PAES viene citata solo una volta, e se ne prevede l'applicazione solo nel caso di piccole reti di teleriscaldamento. Le motivazioni ci sfuggono e chiediamo lumi al professor Setti in merito.

Sig. Sindaco, Sig.ri Consiglieri, Prof. Setti

Avremmo come dicevamo ancora molto da dire su ciascuna delle azioni.
Per ora ci fermiamo qui, riservandoci comunque il tempo che non abbiamo avuto per esaminare ulteriormente i punti del Piano, e proporre delle mozioni di modifica.
Come già dimostrato anche in Commissione il nostro spirito è altamente collaborativo, e le nostre dichiarazioni di stasera lo dimostrano.
Auspichiamo che il Sig. Sindaco, a differenza di stasera, colga l'occasione di far partecipare persone competenti nella discussione, pur se a portarle al tavolo di lavoro non sia stato lui ma le Minoranze. Soprattutto quando, come in questo caso, quelle persone competenti siano animate esclusivamente da spirito civico, e da autentica volontà di fornire un contributo gratuito e circostanziato alla gestione del proprio Paese.
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#OpenPieve
#pieve5stelle

I candidati a Pieve di Cento

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    Marco Campanini
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    antonino campione
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    Marco Bargellini
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