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bilancio2.jpgNelle sedute fiume di lunedì 19, martedì 20 (e mercoledì 21 fino alle 4 del mattino) il Consiglio Comunale di Pisa ha approvato il bilancio di previsione 2017-2019. In tutto 7 delibere, oltre a 35 atti di indirizzo, che hanno disegnato, con i nuovi schemi della contabilità armonizzata, il quadro delle entrate e delle spese dei prossimi tre anni.
In realtà si tratta di un bilancio a legislazione invariata che sarà passibile di significative modifiche con la prima variazione del 2017 che andrà a recepire la nuova legge di bilancio (composta dall'ex disegno di legge di stabilità e dal disegno di legge di bilancio a cui è collegato il cd. Decreto Fiscale). Quindi il bilancio presenta il limite di non riflettere le novità in cantiere sulle imposte locali e la reale consistenza del fondo di solidarietà comunale che ogni anno rappresenta una uscita difficile da prevedere per le casse comunali.
Il Comune di Pisa rispetto alla situazione disperata di molti altri comuni presenta conti formalmente in ordine, caratterizzati da una progressiva riduzione dell'indebitamento e del servizio del debito (interessi + quota capitale), dal mantenimento degli equilibri interni; non presenta condizioni di deficitarietà strutturale, non c'è ricorso ad anticipazioni di tesoreria grazie alle giacenze di liquidità. Sono mantenuti i livelli di spesa corrente per servizi ma non ci sono entrate in conto capitale (come le alienazioni patrimoniali o i permessi a costruire), riduzioni di attività finanziarie o accensioni di prestiti destinate a finanziare la spesa corrente.
Complessivamente, però, sono evidenti le contrazioni di bilancio a cui sono sottoposti gli enti locali a causa delle politiche restrittive della spending review, determinando una decisiva inversione di tendenza rispetto al percorso di decentramento amministrativo avviato negli anni 90.
Sul piano delle scelte politiche del Comune di Pisa, dal bilancio di previsione si intravede una prospettiva scarsamente ambiziosa, di mantenimento del livello di spesa sui servizi, mentre gravano oneri pregressi legati agli investimenti delle mura, della sesta porta; incombe la garanzia dei rischi del People Mover ed emerge dal passato il debito residuo del parcheggio interrato di Piazza Vittorio Emanuele. Su quest'ultimo, è in corso da 6 anni un tentativo di accordo bonario per la risoluzione del contenzioso. La I Commissione di Controllo ha approvato all'unanimità nel 2014 una relazione finale istruita dalla portavoce Zuccaro, in cui venivano evidenziate le criticità dell'operazione e i rischi futuri per il bilancio. Alla luce del fatto che questo documento è rimasto insabbiato nella butocrazia consiliare e a seguito del richiamo espresso nel parere dei revisori dei conti al bilancio "a tenere nella dovuta considerazione le eventuali necessità finaniarie che possono emergere dalla definizione del contenzioso" abbiamo proposto, come atto di indirizzo alla delibera di bilancio, di assumere da parte del Consiglio la relazione conclusiva sul parcheggio e impegnare la I commissione di controllo a continuare a monitorare l'andamento del contenzioso. Il nostro atto di indirizzo è stato respinto, a dimostrazione della difficoltà dell'amministrazione di rendicontare all'opinione pubblica i milioni di euro che incombono sul bilancio per i ritardi e le varie responsabilità contrattuali e progettuali di un'opera che doveva essere a costo zero per la città.
Sul piano delle entrate non ci sono state variazioni rispetto allo scorso anno rispetto a IMU, TASI e addizionale IRPEF ma si è fatto notare che ci sono grandi proprietari immobiliari e costruttori la cui posizione contributiva è poco trasparente e incerta viste le condizioni difficili in cui versa il settore.
Analogamente i crediti da opere/oneri di urbanizzazione relativi a costruzioni in corso sono stati accertati per cassa fino al 2014 e quindi non si riflettono sul bilancio, ma sui residui attivi, che nel momento in cui non venissero effettivamente incassati (come è probabile per alcune situazioni di crisi) creerebbero un consistente danno erariale futuro.
Inoltre si è sottolineato il dato politico che il mancato gettito derivante dall'eliminazione della TASI sulla prima Casa è stato temporaneamente compensato da un aumento poco progressivo dell'addizionale IRPEF che tuttavia ha ormai perso la componente di provvisorietà ed è improbabile che si ritocchino le aliquote al ribasso.
Sempre sul lato delle entrate è stato osservato il fenomeno dell'evasione dell'imposta di soggiorno che dovrebbe costituire una leva di rilancio del turismo
Ampio dibattito è stato dedicato al piano finanziario dei rifiuti e alla conseguente delibera che individua le tariffe della tassa sui rifiuti.
Le tariffe sono rimaste praticamente invariate rispetto allo scorso anno in quanto l'ammontare dei costi è rimasto invariato nonostante aggiustamenti interni della spesa.
A questo proposito si è contestato lo stallo e la mancanza di prospettiva della politica di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Il contratto di servizio è in proroga da molti anni a Geofor, mentre le forzature dello scorso anno per il conferimento delle quote di Geofor in RetiAmbiente sono rimaste lettera morta. Molti comuni dell'ATO costa non hanno conferito e non si è proceduto alla fusione per incorporazione di Geofor in Retiambiente né alla gara per l'individuazione del socio industriale privato di RetiAmbiente. Spaventano infatti le vicende giudiziarie di ATO Sud e le indicazioni nazionali dell'ANAC sull'opportunità di dimensionamenti più ridotti degli ambiti per zone omogenee.
Nel frattempo i consumi pro-capite continuano ad essere stimati sulla base dei dati medi di un gruppo di comuni dell'Emilia Romagna al livello di 392 kg/persona/anno che sono tra i più elevati in Italia e conseguentemente impongono ai cittadini pisani le tariffe Tari più alte. Inoltre il sistema di calcolo, seppur rispettoso dei criteri del d.lgs 158/99, crea una ripartizione iniqua e artificiosa tra utenze domestiche e non domestiche con una maggiore incidenza della componente fissa su quella variabile, dando origine a contenziosi e a una tariffazione ancora molto lontana da quella puntuale.
Si osserva, che siamo ancora molto lontani dalla valorizzazione del rifiuto differenziato e recuperato che attivi un sistema premiale per il cittadino diligente. Inoltre, il sistema di raccolta porta a porta presenta diverse modalità, dai cassonetti semi-interrati alla raccolta domiciliare, che rischiano di aggiungere criticità alle possibilità di transizione alla tariffazione puntuale. Su questo problema abbiamo condiviso con il Consiglio all'unanimità, un atto di indirizzo volto a valutare le soluzioni possibili.
Sul lato della spesa corrente per il personale, abbiamo sottolineato che nonostante le nuove assunzioni permangono forti criticità nella capacità della macchina amministrativa di fare fronte alle esigenze, testimoniata tra l'altro dalla perdita di contributi esterni per mancata rendicontazione, dalla incapacità di provvedere alla progettazione necessaria per l'attuazione degli investimenti.
Abbiamo osservato, inoltre, che la stategia minima di mantenimento della spesa per servizi non dà risposte sulla crisi, sul lavoro e sulle politiche sociali. Manca una capacità di innovazione su nuove forme produttive legate ai processi di dematerializzazione dell'economia, all'energia, ai trasporti, alle reti di sicurezza sociale, ai progetti partecipati e a nuove forme di lavoro.
Sulla spesa per investimenti abbiamo sottolineato, che dei 38 ml iscritti in bilancio probabilmente saranno impegnati non più di 10-12 ml come conferma lo stesso Assessore al bilancio, il che falsa le dimensioni della spesa in conto capitale e la trasforma, nella maggioranza dei casi, in mera dichiarazione di intenti. Questo riflette, tra l'altro, la posta in entrata delle alienazioni patrimoniali di 10 ml che risulta sovradimensionata rispetto al trend degli accertamenti effettivi che ammontano a 400.000€ per l'esercizio in corso. Tale posta, secondo i Revisori dei conti, risulta carente dell'attendibilità necessaria a poter conferire alle relative poste di spesa il carattere autorizzatorio proprio del bilancio di previsione.
Si è preso atto che molti dei trasferimenti annunciati come certi dalla Regione in compensazione della vendita delle quote SAT non sono pervenuti e saranno iscritti nella legge finanziaria regionale di fine anno, ma rimane il dubbio sulla loro futura erogazione.
Quindi, complessivamente, questo è il bilancio di una maggioranza che ha esaurito le risorse e la propria capacità di attuazione progettuale, mentre al volgere della consiliatura si accinge pragmaticamente ad una tornata di manutenzione delle buche nelle strade, promuovendo in parallelo grandi progetti di rilancio delle periferie che rappresenteranno il prossimo spot elettorale

Elisabetta Zuccaro
Portavoce in Consiglio comunale


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Anche quest'anno il Comune a pioggia elargisce contributi alle associazioni con il bando Marenia d'Inverno. Nell'atto di assegnazione facilmente rintracciabile sul sito del comune di Pisa, si noterà come dei quasi ventimila euro elargiti alle associazioni , pochissime sono slegate dalle logiche partitiche.
Infatti alla base del ragionamento che dovrebbe riguardare il turismo nelle varie accezioni, anche per quest'anno si rinuncia a un progetto complessivo a un idea di Turismo con la maiuscola e ci si ri-accontenta di elargire ad associazioni politicamente amiche una piccola sommatoria di contributi, che territorialmente escludono Calambrone, che infatti è inesistente e quasi inesistente Tirrenia,ovviamente la fa da padrona Marina.
In alcuni casi ci sono associazioni che raccolgono in forma diversa, diversi tipi di contributo, con una somma poi ragguardevole se si pensa al risultato pressoché invisibile.
Ogni anno dobbiamo notare come il Comune, che doveva puntare tutto il suo mandato all'attenzione del litorale, conosca come unica forma di attenzione un contributo versato a pioggia ad associazioni quasi tutte politicamente inquadrate. E' chiaro che, visto che siamo oltre al giro di boa dell'amministrazione, un vero progetto di promozione turistica non esista e che i soldi della tassa di soggiorno, che dovrebbero essere reinvestiti sul territorio, sono sfumati a causa dell'incapacità politica. Anche quest'anno ci piacerebbe sapere come sono stati investiti i 1.836.868,10 di tassa di soggiorno incassata nel 2015 e evidentemente non reinvestiti per la promozione turistica. Ancora una volta siamo battuti dai lucchesi, loro si che fanno promozione!


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Ennio-Morricone-Indagine-Su-Un-Cittadino-Al-Di-Sopra-Di-Ogni-Sospetto-1.jpg

Mercoledì 7 dicembre i capigruppo in consiglio comunale, hanno appreso che sulla testa di Filippeschi, Sindaco di Pisa, pendeva un indagine di natura giudiziaria, informazione che il sindaco aveva già avuto da 15 giorni e che si era aperta nel giugno 2015.
Anticipiamo che anche il Movimento aveva espresso, tramite un voto in consiglio comunale, la volontà di non aderire all' Offerta di Pubblico Acquisto (OPA)per far racimolare le quote sat da parte di America Corporacion, poiché, lo ricordiamo, questa manovra fu l'inizio della sciagurata consegna dell'aeroporto di Pisa nelle mani dei fiorentini da parte del Pd.
Quello che però è accaduto in seguito , ossia le varie nomine all'interno del Consiglio di Amministrazione, ne sono state prese in accordo con le forze politiche ne c'è stato un consulto da parte del sindaco.
Ci preme sottolineare che, come tutte le nomine sin qui fatte, Filippeschi ha solo, in seguito, dato comunicazione.
Quello però che non comprendiamo della vicenda che vede imputato Filippeschi per corruzione e falso in atto pubblico sono le motivazioni del ritardo di tale comunicazione alla città. Fatto salvo che Pisa promulgò al suo tempo la cosiddetta Carta di Pisa , un codice etico che antepone la trasparenza a qualsiasi atto pubblico, è inspiegabile la mossa di posticipare la notizia a risultato elettorale avvenuto e successivamente alle vicende politiche che hanno sconvolto il Partito Democratico.
Filippeschi infatti palesa questa vicenda alla città solo nel momento in cui è costretto a farlo, a causa dello scadere dell'udienza preliminare, si guarda bene di farlo prima di domenica 4 dicembre.
La solidarietà delle forza politiche di maggioranza francamente appare molto ipocrita in questo momento di estrema debolezza sia per la figura del sindaco sia per le guerre interne fra il segretario e gli assessori del Pd, una solidarietà che puzza di sedie traballanti, ma sopratutto una solidarietà che ha paura di consegnare il governo della città a forze politiche che ovviamente non hanno nessun legame con l'oligarchia pisana, appunto il Movimento 5 Stelle.
Se molti corrono al capezzale del sindaco dimostrando di essere la stampella di una maggioranza arrivata al capolinea , ci preme sottolineare come sia fondamentale che il controllato non sia scelto dal controllore, e molti sono i casi che lo dimostrano a partire dalla società della Salute, dove l'assessore che dovrebbe controllare è al tempo stesso il controllore di se stessa.
Come tutti speriamo che la vicenda chiarifichi al più presto i vari passaggi e porti immediatamente in luce le varie responsabilità, che si chiarisca chi è l'Advisor che formulò la perizia, che legami ebbe con il sindaco anche in rapporto alle altre perizie o cessioni di altre partecipate, ci preoccupa sapere come si è conclusa la richiesta delle quote che spettano al Comune di Pisa per la rottura dei Patti Parasociali da parte della Regione, ci preme sapere perché le famose quote dedicate all'Urbanistica dopo la vendita delle azioni non sono ancora arrivate e riteniamo anche noi che Pisa meriti chiarezza e limpidezza nei rapporti fra le varie forze politiche.


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Roma, 23 nov. - "Dopo la denuncia fatta dal M5S sull'eventuale scambio elettorale portato avanti dal Pd, ed in particolare dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ora si accendono i riflettori su un'altra vicenda avvenuta in Toscana", lo denuncia la portavoce M5S al Senato, Sara Paglini.
"La società toscana TD Group SpA con circa 300 lavoratori ha inviato una mail ai propri dipendenti per chieder loro di costituire Comitati per il Si. La TD Group non è un'azienda qualunque. Si tratta infatti - prosegue la portavoce - di una impresa vicina al Pd Toscano ed in particolare al consigliere regionale Antonio Mazzeo, fedelissimo renziano nonché responsabile del Comitato regionale della Toscana per il SI. Un'azienda che avrebbe ricevuto finanziamenti per oltre 16 milioni di euro dalla Regione Toscana e che è stata ritenuta, inoltre, dagli inquirenti una delle società che ha contribuito a provocare le sofferenze di Banca Etruria".
"Per un'azienda che ha stretti rapporti con appalti pubblici, si tratta di un fatto gravissimo, non solo perché i lavoratori si saranno chiaramente sentiti intimiditi temendo ritorsioni dal proprio datore di lavoro, ma anche perché questa condotta va in netto contrasto con l'articolo 8 dello Statuto dei Lavoratori. Per far subito chiarezza, dunque, il M5S ha presentato un'interrogazione parlamentare in Senato, a mia prima firma e con l'apporto della collega Laura Bottici, Questore del Senato. Interrogazione alla quale auspichiamo che venga data immediatamente una risposta ufficiale, visto che il referendum costituzionale del 4 dicembre sarà decisivo per mantenere o asfaltare i diritti degli italiani" - conclude la senatrice Paglini.

https://www.youtube.com/watch?v=pnvWkUQAG_M&feature=youtu.be


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I Video Pillola.
"Perché il tuo voto è IMPORTANTE"
Referendum Costituzionale 4 Dicembre 2016


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Finalmente dopo diversi mesi dalle nostre richieste si da risposta ai tempi relativi ai lavori dell'incile fermi da mesi. Un cantiere enorme che blocca la parte ovest della città. E che viene usato come vetrina da parte degli amministratori ma che è sotto gli occhi di tutti che qualche problema c'è.
La nostra interpellanza è stata ripresentato a più riprese perché molti cittadini ci chiedono informazioni.
La conca di navigazione è terminata ma le opere di sistemazione tra cui il famoso ponte è fermo e con essa la collinetta di terra dove dovrebbe venire la rotonda.
Serfogli ha evidenziato una serie di ritardi dovuti a modifiche progettuali e a una richiesta di spostamento del ponte sia nell'altezza sia nella posizione.
A detta dell'amministrazione entro una decina di giorni tutto dovrebbe ripartire noi saremo ancora più vigili anche perché l'ennesima promessa è quella di finire i lavori entro la primavera.
Siamo di fronte a una zona della città in sofferenza sia per scelte miopi fatte da questa amministrazione sia per aver soprasseduto su troppi problemi tutti insieme

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Il MoVimento 5 Stelle di Pisa e il Meet up storico accolgono con interesse la proposta avanzata dal Comitato I Passi di avviare un percorso di inserimento lavorativo di alcuni giovano residenti nel quartiere.
Da tempo il Movimento 5 Stelle è attento alle richieste avanzate dal comitato cittadino , il quale ha posto alla città semplici ma inascoltati quesiti, quello di un sottopasso che colleghi il rione al resto della città , quello del decoro legato all'area a verde in prossimità della ferrovia , quello del rifacimento delle strade interne completamente sformate dai pini e pericolose per l'utenza.
Il comitato in un assemblea pubblica, lo scorso mese ,illustrò alla città alcune problematiche facilmente risolvibili con il buonsenso, come il ripristino della segnaletica e l'avvio di un dialogo con Ferrovie per l'abbattimento del passaggio al livello che isola il quartiere.
I Passi è un quartiere che nasce negli anni '50 a seguito di un importante urbanizzazione che ha visto insieme crescere diverse generazioni, un quartiere che nel tempo ha visto progressivamente alzare l'età media e che si vede preoccupato per la perdita di alcuni requisiti fondamentali legati alla serenità.
Gli abitanti del borgo si sono impegnati in maniera costruttiva e hanno promosso iniziative legate alla vita sociale del quartiere, uno di loro, Michele Fabozzi proprietario dell'edicola in Largo Ippolito Nievo, ha lanciato una proposta che il Movimento di Pisa ha accolto immediatamente.
Fabozzi metterà a disposizione l'edicola per un progetto di inserimento lavorativo di alcuni giovani del quartiere, l'edicola verrà aperta ogni mattina e distribuirà verdure provenienti dal mercato di Pontasserchio, quindi a chilometro zero , permetterà oltre a dare un utilizzo al piccolo immobile chiuso da tempo , una speranza ad alcuni giovani che sono stati vittima della crisi permettendone il loro inserimento nel mondo del lavoro.
Ci han colpito molto le parole dei membri del comitato preoccupati dell'escalation di violenza nel quartiere che negli ultimi mesi hanno visto risse e accoltellamenti fra ragazzi dei Passi e alcuni spacciatori. Il comitato non ha alzato le barricate con le solite risposte di pancia che si leggono sui media ma ha rilanciato una proposta interessante, quella di impiegare i giovani del quartiere in azioni lavorative per dare un segnale alla città.
Riteniamo che questo sia uno dei massimi esempi di cittadinanza attiva che si possa dare, un appello a cui il quartiere ha aderito promuovendo una cena per raccogliere i fondi necessari all'avvio dell'attività, come l'acquisto dei macchinari, cassa bilance e quant'altro si renda necessario.
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A onor del vero non siamo l'unica realtà ad aver aderito all'appello di Fabozzi, ma le eccellenze sportive che nel quartiere svolgono importanti attività hanno contribuito, il maestro Di Ciolo ha messo a disposizione l'impianti per lo svolgimento della cena e già molti cittadini hanno aderito, alcuni contribuendo anche economicamente
Come Movimento ci metteremo a disposizione organizzando la cena di domenica 27 e prestando la nostra opera come camerieri-l'attivista che ti serve- vestiremo per una sera i panni dei camerieri per dar vita a un progetto che ci inorgoglisce. Un iniziativa che ci auguriamo sia copiata da altri quartieri e da altre realtà, siamo a disposizione di tutti coloro che rispondono con azioni civiche al degrado della città, abbiamo promosso pulizie cittadine contro il degrado prontamente imitate alla maggioranza , in piazza dei Cavalieri ma anche nella pineta del litorale e siamo attenti a chi promuove uno stile di vita improntato su valori di promozione del territorio e azioni dal basso. Questi piccoli grandi gesti compiuti dai membri del comitato offrono stimoli importanti , una comunità che si auto-organizza per risolvere una serie di problematiche legate al quartiere è quanto di più vicino ci sia allo spirito rivoluzionario del MoVimento, la rivoluzione parte da te con il tuo esempio.


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L'inchiesta sulle cartelle taroccate della Tari è partita da una ricerca effettuata dai ragazzi del Meet up storico. Quest'estate infatti era emerso ,sui principali quotidiani, che Pisa è fra le città più tartassate dalle imposte locali ed in particolare quella sui rifiuti. Ritenendo indecorosa la bugia dell'aumento dovuto all'inizio del porta a porta, anche perché sono circa tre anni che il comune si giustifica dietro a questa frase, abbiamo richiesto a Sepi i ruoli di tutte le utenze domestiche e non domestiche.
Facendo un passo indietro occorre spiegare che fine anno il consiglio comunale approva le tariffe da imporre ai vari tipi di esercenti ed infatti con la delibera 55 del 30 dicembre scorso è possibile sapere quanto pagherà ciascuna categoria, perché si capisce che un negozio di vestiti non conferirà come un ristorante.
Nella tabella mercelogica approvata a fine anno si parla espressamente di attribuzioni 'indispensabili ad assicurare la copertura integrale dei costi del servizio', dicitura a nostro avviso importante, poiché non sarebbe logico ripartire il mancato importo sulle altre attività e sopratutto le leggi parlano chiaro, occorre seguire il principio di chi inquina paga.
Da circa due mesi abbiamo iniziato a controllare il territorio seguendo le indicazioni della Sepi abbiamo scoperto illustri ristoranti classificati come mense , ma anche ristoranti che pagano come alimentari, ossia al posto dei 27,42 euro al metro quadro imposti al ristorante si chiedono 19,87 euro a metro quadro dei bar.
Delle oltre 16 mila utenze a una cernita grossolana moltissime sono le attività disallineate con la tabella merceologica. Se per alcune si può parlare di liberalizzazione delle licenze, per cui un alimentari arriva, alla somministrazione degli alcolici e alla confezione di pasti come un ristorante , per altre attività sembrerebbe voluto questo disallineamento. In particolare abbiamo atto attenzione alle attività nuove, per cui non si può parlare di svista o di trasformazione delle attività.
Il caso Ikea è sicuramente il più clamoroso, classificato come Esposizione/autosalone paga 1,85961 euro al metro quadro contro i 7,22343 degli Ipermercati di generi vari, eludendo una somma considerevole se si moltiplica per la superficie, ricordiamo che al suo interno,( escluso il ristorante che paga secondo la sua classificazione), il supermercato vende diversi generi al dettaglio.
Quello che riteniamo deplorevole però è ancora una volta il mancato controllo che questa amministrazione non esercita sul territorio, al punto che sembra esserne compiacente, ma ampliando il ragionamento appare una grave mancanza di prospettiva politica quella di imporre gabelle alte alle piccole botteghe di quartiere, infatti mentre al macellaio, alla pescheria, al negozio di frutta e verdura o al fioraio si impone una tariffa di oltre 32 euro al metro quadro, la stessa imposta non la subisce la medesima categoria dentro al supermercato, che di contro paga i 7,22 euro. Riteniamo grave che si applichi un salasso alla piccola rete di botteghe di quartiere, esercenti che tengono in piedi una rete sociale che spesso aiutano a mantenere una identità nella città stessa, promuovendo prodotti tipici o specificità di zona
Però a nostro avviso la mancanza più clamorosa risulta essere quella delle mense, mancano all'appello tre illustri complessi quali la mensa della Normale di via dei Consoli del Mare, quella universitaria di Via Betti e quella del Sant'Anna in piazza Santa Caterina, ci auguriamo che non sia l'ennesimo favore che questa città fa all'Università alla quale ha già esentato il suolo pubblico come ben si può notare.

I candidati a Pisa