Pistoia - 
Pistoia, 17 aprile 2012 - A breve sarà introdotta l'Imu, imposta sugli immobili che sostituisce la vecchia Ici. I Comuni avranno margini di manovra nello stabilire quanto gravare su prime abitazioni, seconde, immobili commerciali, eccetera. In che modo? L'abbiamo chiesto agli otto candidati sindaco.
Alessio Bartolomei - Per quanto ci riguarda, sulla prima casa prevediamo di agevolare le famiglie numerose, le famiglie monoreddito e quelle con problemi di disabilità. La vera novità però sarà uno sgravio dedicato ai possessori di case acquistate negli ultimi 5 anni e gravate da mutuo a lunga scadenza. Per le imprese, invece, prevediamo di agevolare gli immobili strumentali delle aziende che assumeranno a tempo indeterminato cittadini residenti del Comune di Pistoia.
Samuele Bertinelli - Il comune di Pistoia ha subito un taglio dei trasferimenti statali di 8 milioni di euro, che vanno recuperati per garantire i servizi ai cittadini. L'Imu dovrà servire anche a questo, nella applicazione più equa possibile: ovvero, salvaguardando la prima casa per la quale non si deve andare oltre l'aliquota base, per gli altri immobili si può pensare a una modulazione che non aggravi troppo il peso fiscale delle imprese e penalizzi con il massimo la rendita, fondi e case sfitte.
Paolo Bonacchi - La regolamentazione dell'Imu dovrebbe essere sottoposta a referendum deliberativo popolare senza quorum. E' un'imposta che viola sia il diritto naturale della persona e della famiglia alla prima casa, sia l'articolo 53 della Costituzione, perché non fonte di reddito identificabile come «capacità contributiva». I fondi agricoli ed i negozi non sono soggetti di imposta in quanto strumenti necessari al lavoro e a produrre ricchezza. Per le seconde case dovrebbe essere un'imposta solo comunale.
Mario Capecchi - Ferma restando la nostra opzione strategica volta a ripudiare il sistema capitalistico, il che conseguentemente comporta il rifiuto a gestire e amministrare l'esistente anche a livello di istituzioni locali, pensiamo che che occorra rifiutare l'applicazione dell'Imu sulla prima casa di abitazione (tanto più insopportabile per chi sta pagando mutui da rapina) per applicare invece un prelievo progressivo su tutto il resto a partire dalle seconde e terze case.
Annamaria Celesti - I cittadini non possono essere vessati continuamente. Per questo, compatibilmente con la situazione del bilancio comunale, che dovrà essere certificato da un organismo indipendente, l'Imu sarà applicata al minimo previsto dalla legge (0,2%) per la prima casa e non dovrà essere penalizzante sugli altri immobili. Sarà predisposta una griglia di ulteriori agevolazioni per le fasce più disagiate, per case con affitti calmierati, fondi agricoli, fondi sfitti soprattutto in alcune zone strategiche come il centro storico.
Giacomo Del Bino - Per noi vale l'articolo 53 della Costituzione che così recita: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".
Questa Imu, al contrario, che colpisce le prime case e non ad esempio le sedi dei partiti politici e le fondazioni bancarie, appare profondamente iniqua.
Enrico Guastini - Per le prime case occorre una diminuzione dell'aliquota per nuclei familiari con reddito basso. Per quanto riguarda le seconde abitazioni, invece, aumento dell'aliquota per quelle nel comune di residenza, ma una diminuzione per piccole case in zone disagiate spesso frutto di successioni. Per fabbricati agricoli e abitazioni in zone disagiate con annesso fondo agrario o forestale, dovranno esserci ulteriori agevolazione se il fondo è coltivato o gestito, in quanto valore aggiunto di tutela del territorio.
Daniela Simionato - La Lega aveva previsto l'introduzione della tassa federalista Imu, che doveva restare ai Comuni, che non prevedeva l'incremento del 60% degli estimi, né il pagamento sulla prima casa e neppure la tassazione agli immobili agricoli. I sindaci della Lega si sono impegnati a porre la tassazione al minimo, anche a costo di diminuire alcuni servizi, e di dare battaglia al Governo per la politica che sta attuando, duramente penalizzante verso i territori a favore di Roma e le banche.
Fonte: La Nazione