Luca Errico - Candidato Sindaco Movimento Pomigliano 5 Stelle

Ho 29 anni. Sono un tecnico informatico, lavoro per una multinazionale che si occupa della produzione e dell'assistenza di sistemi automatizzati per le banche.
Sono sposato da nove anni e insieme ad Amalia ho due magnifici figli.
Ho sempre nutrito una forte passione per la politica, nel senso puro del termine, e per l'attivismo civico. Quindi la scelta di entrare a far parte del meetup "Amici di Beppe Grillo di Pomigliano d'Arco" è stata naturale.
Con il meetup abbiamo cercato di evidenziare il disagio che vivevamo da cittadini nei confronti di chi detiene il potere e che sceglie giorno per giorno come deve essere la nostra vita.
Abbiamo raccolto le firme per i due V day organizzati da Beppe Grillo, e abbiamo organizzato, a spese nostre, nonostante i politici ci avessero sempre ostacolato, la diretta on-line di tutte le sedute del consiglio comunale. Forti anche dell'appoggio dei cittadini abbiamo continuato la nostra battaglia per rendere pomigliano una città vivibile. Sono così nati tutti i video denuncia che hanno messo non poco in difficoltà l'amministrazione comunale. Tutti hanno potuto vedere come il nostro territorio fosse abbandonato a se stesso e come la classe politica, tranne i pochi giorni prima delle elezioni, fosse completamente scollegata dalla realtà.
Purtroppo questo nostro attivismo non basta per cambiare realmente le cose a Pomigliano.
Ogni volta che abbiamo chiesto informazioni al comune non ci hanno mai risposto, i cittadini sono sempre esclusi dalle decisioni e dalle informazioni importanti.
E' per questo che la scelta di mettersi in gioco in prima persona, di presentarsi alle prossime elezioni comunali è stata obbligata. E' necessario fare in modo che un cittadino libero, onesto, portavoce di un network di centinaia di persone, riesca ad entrare in consiglio comunale per far sentire la voce di chi finora è stato sempre escluso dalle decisioni e ha subìto le scelte altrui.
Grazie a internet, grazie alla rete, ci sono tutti i presupposti per avviare una forte democrazia partecipata.
Tutti i cittadini devono poter collaborare al miglioramento della propria città.
Il tempo della delga ai partiti nella gestione del territorio è finito.
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I candidati a Pomigliano D'Arco
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Amalia Graziano -
Antonio Malfi -
Antonio Saverio Valente -
Daniela Scodellaro -
daniele de falco -
Dario De Falco -
Francesco Perna -
giovanna griso -
giuseppe sassone -
Luca Errico -
Luigi Di Maio -
Mario Amato -
Middleman90 -
Roberto Dei -
Roberto Manna -
starise

MATERIALE INTERESSANTE!!!!!!!!
Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n̡̉ 4-08544
Atto n. 4-08544
Pubblicato il 20 aprile 2005
Seduta n. 784
FLORINO - Al Ministro dell'interno. -
Premesso:
che con interrogazioni parlamentari 4-04667 del 4 giugno 2003, 4-06547 del 6 aprile 2004 e 4-06856 del 25 maggio 2004 lo scrivente ha denunciato al Ministro dellâââ‰â¢interno lâââ‰â¢intreccio consolidato negli anni nel Municipio di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco tra cosche camorristiche, politica e affari, alimentata dalle scelte deviate del sindaco Michele Caiazzo, giÃÆÃ rimosso nel 1993 dal Capo dello Stato dalla carica di vice sindaco dello stesso Comune per accertati condizionamenti da parte della potente cosca camorristica ââ∠âForiaâââ¬ÃÂ, propaggine dei gruppi criminali oggi attivi nel Nolano-Vesuviano riferibili al clan Fabbrocino e alla consorteria mafiosa-imprenditoriale della famiglia Agizza-Romano;
che, a seguito delle dettagliate denunce dellâââ‰â¢interrogante su fatti e circostanze denotanti le inconfutabili collusioni affaristico- criminali della Giunta Caiazzo con la camorra, il Ministro dellâââ‰â¢interno, nel rispondere allâââ‰â¢interrogazione dello scrivente 4-06547, riferiva per il tramite del Sottosegretario di Stato per lâââ‰â¢interno che ââ∠âin merito alle vicende evidenziate concernenti lâââ‰â¢amministrazione comunale di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco (Napoli), si fa presente che il Prefetto di Napoli, su delega del Ministro dellâââ‰â¢interno, ha disposto con provvedimento del 15 aprile 2004 lâââ‰â¢accesso presso il citato comune, ai sensi della normativa antimafia, per il tramite di una apposita Commissione. Pertanto, solo al termine degli accertamenti attualmente in corso, la cui conclusione ̮̬ prevista per il prossimo mese di luglio, potranno essere adottate eventuali misure di rigore previste dalla legge e richieste dallâââ‰â¢onorevole interroganteâââ¬ÃÂ;
che, inspiegabilmente, bencḫ̩ il compimento degli accertamenti fosse stato fissato per il luglio 2004, il Prefetto di Napoli acquisiva lâââ‰â¢informativa completa della Commissione di accesso solo nellâââ‰â¢imminenza delle elezioni dellâââ‰â¢aprile 2005;
che, inspiegabilmente, il Prefetto, bencḫ̩ la Commissione di accesso, a quanto consta allâââ‰â¢interrogante, abbia rilevato inquietanti episodi di collusione, connivenze, condizionamento camorristico, infiltrazioni mafiose e commistioni di interessi nella spartizione di appalti e nella gestione del piano regolatore del Comune di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco, non ha ritenuto di procedere in tempo utile allo scioglimento ovvero alla sospensione del civico consesso, pur avendone un potere-dovere ai sensi del comma 5 dellâââ‰â¢articolo 143 del decreto legislativo 18/8/2000, n. 267, in attuazione del quale ââ∠âil Prefetto, in attesa del decreto di scioglimento, sospende gli organi dalla carica ricoperta, noncḫ̩ da ogni altro incarico ad essa connesso, assicurando la provvisoria amministrazione dellâââ‰â¢Ente mediante invio di commissari. La sospensione non puÃÆÃ² eccedere la durata di 60 giorni e il termine del decreto di cui al comma 3 decorre dalla data del provvedimento di sospensioneâââ¬ÃÂ. Le motivazioni che hanno indotto il Prefetto a scegliere quella che allâââ‰â¢interrogante appare unâââ‰â¢incomprensibile ed ingiustificata linea di condotta non possono, quindi, che essere individuate in ambiti e per finalitÃÆÃ antigiuridiche che appaiono delineare anche intenti politici riconducibili alla gestione monopolistica della sinistra in ampi settori dello Stato, analogamente a quanto emerso in relazione allâââ‰â¢epilogo degli scioglimenti dei Consigli comunali di Portici e di Marano di Napoli;
che i comportamenti, a parere dellâââ‰â¢interrogante discutibili, del Prefetto di Napoli hanno vanificato lâââ‰â¢encomiabile lavoro svolto dalle forze dellâââ‰â¢ordine, in particolare lâââ‰â¢Arma dei Carabinieri, che anche in questa circostanza ha dato prova di grande professionalitÃÆÃ , imparzialitÃÆÃ e, innanzitutto, fedeltÃÆÃ alle leggi e ai principi di democrazia della nostra Costituzione;
che, come statuito piÃÆÃ¹ volte dal Consiglio di Stato, ââ∠âla ratio che ̮̬ sottesa allo scioglimento dei Consigli comunali per infiltrazioni della criminalitÃÆÃ organizzata ̮̬ collegata con un istituto di natura preventiva e cautelare, inteso ad evitare appunto che gli indizi raccolti in ordine allâââ‰â¢esistenza di una infiltrazione della suddetta criminalitÃÆÃ organizzata possano compromettere il regolare e legittimo andamento della gestione della cosa pubblica (sentenza n. 4467/2004 del 16 marzo 2004)âââ¬ÃÂ;
che gli indizi in ordine allâââ‰â¢esistenza di una infiltrazione della criminalitÃÆÃ organizzata tale da compromettere il regolare e legittimo andamento della gestione della cosa pubblica presso il Comune di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco erano stati giÃÆÃ denunciati con le interrogazioni sopra citate;
che la mancata applicazione della misura preventiva e cautelare di cui allâââ‰â¢art. 143 del decreto legislativo 18/8/2000, n. 267, nei confronti del Consiglio comunale di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco ha permesso, ad avviso dellâââ‰â¢interrogante, agli amministratori contigui alla criminalitÃÆÃ organizzata di portare a compimento gli scellerati patti affaristico-criminali con le locali consorterie malavitose, mediante scelte amministrative inficiate da palesi devianze;
che, infatti, risulta allâââ‰â¢interrogante che lâââ‰â¢ostentato convincimento invalso nellâââ‰â¢amministrazione Caiazzo di non essere colpita dal provvedimento di scioglimento di cui allâââ‰â¢art. 143 del decreto legislativo 267/2000 ha indotto lâââ‰â¢Amministrazione del Comune di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco, qualche mese prima del rinnovo del civico consesso, ad adottare la variante al piano regolatore generale, approvata il giorno 8/2/2005 dal Consiglio provinciale di Napoli con il voto del Sindaco e di un assessore di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco, entrambi consiglieri provinciali, e assunta allâââ‰â¢indomani, 9/2/2005, dal Comune suindicato;
che le devianze e le commistioni affaristiche criminali, riscontrabili in relazione allâââ‰â¢approvazione della predetta variante, sono state giÃÆÃ denunciate dallâââ‰â¢interrogante con lâââ‰â¢atto ispettivo 4-06547 del 6 aprile 2004, e cio̮̬ in tempo utile per adottare i provvedimenti di prevenzione e cautela necessari ad impedire il verificarsi dellâââ‰â¢evento criminale compiuto con detta variante;
che, infatti, risulterebbero riconducibili al Sindaco neo-eletto, giÃÆÃÂ Assessore nella precedente giunta ed ex Consigliere nel Consiglio comunale del 1993, sciolto per condizionamento camorristico, lottizzazioni ed edificabilitÃÆÃÂ previste nella variante al PRG;
che con la stessa variante al PRG risultano favoriti prevalentemente interessi di singoli assessori, consiglieri comunali dellâââ‰â¢Amministrazione Caiazzo e, contestualmente ed indirettamente, soggetti collegati alla criminalitÃÆÃ organizzata. Bastano solo alcuni esempi:
a) in pieno centro storico, a ridosso della pista ciclabile, sarebbe individuato come area industriale un fondo di proprietÃÆÃÂ del suocero di un assessore;
b) sarebbe stata resa edificabile unâââ‰â¢area di proprietÃÆÃ di un assessore comunale sita a ridosso dellâââ‰â¢uscita dellâââ‰â¢autostrada, nonostante la fascia di rispetto. Lo stesso assessore avrebbe costruito abusivamente la casa paterna senza che il sindaco Caiazzo adottasse alcun concreto ed efficace atto sanzionatorio;
c) sarebbe stata resa edificabile lâââ‰â¢area sita in via Palermo, di proprietÃÆÃ dei suoceri di un consigliere comunale, operando una vera e propria discriminazione a danno di altri cittadini proprietari di fondi ubicati allâââ‰â¢altro lato della strada, colpevoli solo di non godere delle coperture e dei favori del sindaco Caiazzo e della camorra;
d) molteplici interessi in numerosi comparti registrerebbero il diretto investimento di un consigliere comunale;
e) molteplici interessi sarebbero riscontrabili a Paciano anche attraverso una societÃÆÃÂ nella quale figurano due consiglieri comunali;
f) un importante consigliere comunale, unitamente ad un importante Rettore universitario, sarebbe entrato nella gestione di un comparto di via Terracciano e via Mazzini con il noto imprenditore camorrista Siesto che avrebbe, nel tempo, mantenuto rapporti di fatto con il Comune di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco. Notevoli ingiusti vantaggi starebbero ricevendo gli stessi soggetti anche nella gestione dei lotti di completamento di proprietÃÆÃ della famiglia del medesimo consigliere comunale, siti in via Emilia;
g) altri vantaggi sarebbero stati ottenuti anche da un consigliere comunale, figlio di un noto pregiudicato, in relazione alla proprietÃÆÃ di beni immobili della ââ∠âMasseria Chiavettieriâââ¬ÃÂ;
h) un altro consigliere avrebbe ottenuto ingenti vantaggi in relazione ai beni di sua proprietÃÆÃÂ siti nelle masserie Cutinelli e Paciano;
i) Nunzio Sassone, imprenditore legato con molteplici interessi con il Comune di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco e con la Pomigliano Ambiente, avrebbe ottenuto dalla variante al PRG lâââ‰â¢edificabilitÃÆÃ del fabbricato abusivo sito in zona ASI in via Pratola Ponte nel Comune di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco, dove ̮̬ stato arrestato il killer di Annalisa Durante, il camorrista Salvatore Giuliano, sembra nipote della moglie del Sassone, per effetto della riduzione della fascia di rispetto da 900 metri a 450 metri;
l) Antonio Minichino, detto ââ∠âo zuccularâââ¬ÃÂ, imprenditore legato al clan camorristico di Casalnuovo, dove risiede, cugino di primo grado del camorrista Antonio Cennamo, giÃÆÃ fatto segno di colpi di arma da fuoco con un agguato camorristico, avrebbe ottenuto con la variante al PRG unâââ‰â¢area edificabile nella Masseria Chiavettieri;
m) il piano messo a punto dal Caiazzo prevede la realizzazione di cinquemila vani e due comparti nelle Masserie Marcomando e Chiavettieri che, secondo quanto risulta allâââ‰â¢interrogante, saranno costruiti da imprenditori collegati al clan camorristica Foria;
che oltremodo scandalosa appare allâââ‰â¢interrogante la vicenda di una consigliera comunale uscente ex Verdi, che sicuramente ̮̬ la piÃÆÃ¹ beneficiata dal Piano approvato dallâââ‰â¢Amministrazione Caiazzo, che ha reso edificabile il giardino del padre vicino allâââ‰â¢autostrada e il terreno di famiglia alle spalle della Pretura. Lo stesso Piano ha inoltre previsto il recupero della zona ex Sevel, dove il padre della consigliera avrebbe grandi interessi. La medesima consigliera comunale risulta imputata unitamente al sindaco Caiazzo ed al pregiudicato Vincenzo Apicella, ritenuto collegato ad una potente organizzazione camorristica, nel processo penale menzionato precedentemente. La stessa, inoltre, ha ricevuto dallâââ‰â¢ex Presidente della Provincia di Napoli, strettamente collegato al sindaco Caiazzo, un importante incarico di Direzione Dipartimento del Consiglio provinciale;
che la variante al PRG ̮̬ strutturata in modo che tutti i consiglieri comunali della maggioranza ed i camorristi locali ottengano benefici;
che, a seguito della consultazione elettorale del 3 aprile 2005, sono risultati eletti i seguenti consiglieri, giÃÆÃ presenti nel precedente consiglio comunale che la commissione di accesso ha ritenuto condizionato dalla criminalitÃÆÃ organizzata, noncḫ̩ consiglieri comunali nel civico consesso sciolto nel 1993 per condizionamenti camorristici:
Antonio Della Ratta, neo-eletto Sindaco, era assessore uscente nella giunta Caiazzo con delega ai lavori pubblici e alla riqualificazione urbana;
Onofrio Piccolo, vice sindaco uscente, ha ottenuto unâââ‰â¢area edificabile a ridosso dellâââ‰â¢autostrada tra via Vesuviana e via Masarda nonostante la fascia di rispetto, appartenente agli eredi Piccolo, famiglia del padre Donato Piccolo, e in piÃÆÃ¹ sarebbe stata sanata unâââ‰â¢abitazione abusiva del padre;
Maria Rosaria Fornaro, assessore uscente e consigliere provinciale che nella qualitÃÆÃ ha approvato lâââ‰â¢atto provinciale con voto della detta variante al PRG, ha ottenuto in piena zona agricola, Masseria Fornaro, lâââ‰â¢edificabilitÃÆÃ di una vasta zona per area industriale:
Gianfranco Mazia, fratello del consigliere comunale uscente Antonio Mazia;
Armando De Chiara, assessore uscente, coniugato con Teresa Panico, giÃÆÃ vice sindaco nella scorsa legislatura e cugina dei pentiti della camorra Ferretti, coinvolta nel nuovo PRG, con unâââ‰â¢area industriale in pieno centro storico a ridosso della pista ciclabile, intestata al padre Carmine Panico;
Feliciano Sposito, consigliere comunale uscente, presidente del consiglio comunale, ̮̬ entrato unitamente con Giuseppe Siesto, imprenditore rinviato a giudizio per associazione camorristica nel processo Altomonte + 102, nella gestione di un comparto di unâââ‰â¢area di 15.000 metri tra via Taranto, via Lecce e via Cosenza, resa edificabile dalla variante al PRG. Tale area, giÃÆÃ sfruttata volumetricamente, ̮̬ lâââ‰â¢area residua del parco Comer, nel piano originario riportata come area verde attrezzata;
Giuseppina Ciccarelli, consigliere comunale uscente, moglie del geometra Caiazzo Dino, in rapporti di parentela con Nicola Foria, dipendente comunale presso lâââ‰â¢ufficio tecnico, assunto dal sindaco Caiazzo, avrebbe ottenuto lâââ‰â¢edificabilitÃÆÃ dei suoli di proprietÃÆÃ dei suoceri nel comparto di via Palermo;
Francesco Maione, cognato del neo-sindaco Della Ratta;
Giovanni Pacchiano, nipote del sindaco Michele Caiazzo;
Nicola Manna, consigliere comunale uscente e vice presidente del consiglio comunale, in rapporti di parentela con Domenico Cennamo, alias Dominique, pentito della camorra, che con la variante al PRG avrebbe ottenuto notevoli benefici soprattutto nella Masseria Manna, dove con lâââ‰â¢approvazione della variante ̮̬ stata resa edificabile una proprietÃÆÃ abusiva intestata al pentito Cennamo. In tale zona, pur di rendere edificabili i suoli, ̮̬ stata soppressa una viabilitÃÆÃ prevista dal PRG originario e dal piano di zona 167:
che il dato elettorale del 3 aprile scorso conferma la presenza della maggior parte dei consiglieri della precedente amministrazione o alla stessa collegata, ritenuta condizionata dalla camorra;
che tale inconfutabile dato rileva come lâââ‰â¢attuale consiglio comunale di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco sia, di fatto, costituito e rappresentativo degli stessi soggetti portatori di interessi deviati ed inquinati dai voleri della criminalitÃÆÃ organizzata;
che, essendo il neo-eletto consiglio comunale, di fatto, la continuazione di quello in carica fino al 3 aprile scorso, ne discende, ad avviso dello scrivente, lâââ‰â¢obbligo giuridico per lâââ‰â¢Amministrazione dellâââ‰â¢interno di applicare la misura di prevenzione e di cautela di cui allâââ‰â¢art.143 del decreto legislativo 267/2000 non applicata alla disciolta amministrazione per i suddetti inspiegabili ritardi, in linea con lâââ‰â¢indirizzo giurisprudenziale del Consiglio di Stato che, con sentenza 3386/2002 - V Sezione - del 13 novembre 2001, depositata il 21/06/2002, in ordine ad una analoga situazione che vedeva la riproposizione di amministratori di una precedente amministrazione (Comune di Casandrino - Napoli) ritenuta condizionata dalla camorra, ha statuito che ââ∠âlâââ‰â¢esistenza di stretti rapporti, non solo di diretta parentela, tra gli Amministratori oggetto dei provvedimenti di scioglimento in questione (Sindaco, assessori e diversi consiglieri) e quelli che facevano parte del consiglio comunale giÃÆÃ sciolto nel 1991 ̮̬ provata: ma risulta anche provata nella relazione della Commissione di accesso lâââ‰â¢esistenza di tali rapporti con personaggi legati ad organizzazioni camorristiche, che avevano interferito con la precedente Amministrazione. Il contesto al cui interno si trova ad operare la nuova Giunta ed il nuovo Consiglio disegnano dunque un quadro di rapporti e legami che rende del tutto plausibile una particolare attenzione da parte dei competenti organi dellâââ‰â¢Interno per valutare se il possibile e probabile sostegno della criminalitÃÆÃ organizzata alla lista vincente possa tradursi in elementi di interferenza nelle scelte dei nuovi amministratori. Si tratta della ricostruzione di un contesto socio-politico di legami camorristici che, se corroborato da fatti plausibili, puÃÆÃ² autorizzare lâââ‰â¢esercizio dei poteri di scioglimento. Ora, percḫ̩ i fatti risultino plausibili non ̮̬ necessario che essi assumano la consistenza di prove in senso tecnico-giuridico, n̮̩ che necessariamente assumano i connotati che legittimano lâââ‰â¢applicazione di misure di sicurezza, ai sensi della legge n. 575 del 1965: essi devono consentire di configurare una situazione nella quale lâââ‰â¢interferenza con la libera determinazione degli organi di autogoverno locale sia collegabile allâââ‰â¢esistenza di fenomeni, certi ed accertati, di criminalitÃÆÃ organizzata che sono ragionevolmente riconducibili agli esponenti politici locali oggetto del provvedimento discrezionale, la cui adozione chiama in gioco gli organi espressione del vertice dei poteri costituzionali: Presidente della Repubblica, Consiglio dei ministri e Parlamento. Siamo cio̮̬ di fronte al delicatissimo esercizio di un potere politico-amministrativo, posto a tutela dellâââ‰â¢esercizio delle libertÃÆÃ democratiche dei cittadini, in situazioni dove la presenza della criminalitÃÆÃ organizzata consente al legislatore di disegnare istituti di eccezione rispetto al quadro ordinamentale, e lâââ‰â¢eccezionalitÃÆÃÂ ÃÆÃ¨ costituzionalmente ammessa proprio percḫ̩ ̮̬ posta a tutela di un valore essenziale dellâââ‰â¢ordinamento democratico: la libertÃÆÃ nel processo elettorale e nellâââ‰â¢azione degli organi elettivi. Percḫ̩ tale discrezionalitÃÆÃ non si tramuti in arbitrio, e qui si situa la garanzia dellâââ‰â¢intervento del giudice amministrativo, ̮̬ necessario che essa si fondi su fatti e circostanze plausibili: ma tale plausibilitÃÆÃ va ricostruita anche alla luce delle caratteristiche specifiche del fenomeno che la legge intende contrastare: quello della criminalitÃÆÃ organizzata. Gli elementi contenuti nella relazione della Commissione di accesso rendono plausibile lâââ‰â¢ipotesi che tra lâââ‰â¢Amministrazione precedente e quella eletta nella tornata elettorale del 3-4 aprile 2005 vi sia una chiara continuitÃÆÃ di persone e di indirizzi, e che la criminalitÃÆÃ organizzata abbia espresso un sostegno attivo nei confronti della lista che ̮̬ poi risultata vincitrice. In questo contesto la vicenda del Piano regolatore assume un chiaro valore sintomatico trattandosi dellâââ‰â¢atto pianificatorio che direttamente mette in gioco gli interessi legati alla destinazione dei suoli edificabili, dove la criminalitÃÆÃ organizzata esprime grande potere di interferenzaâââ¬ÃÂ;
che, quindi, trovandosi lâââ‰â¢attuale civico consesso nelle medesime condizioni nel quale versava il consiglio comunale oggetto della predetta sentenza n. 3386/2002 (Comune di Casandrino), non si rilevano condizioni ostative affincḫ̩ il Prefetto, sulla base degli elementi di condizionamento camorristico rilevati dalla commissione di accesso, formuli legittimamente e doverosamente ai sensi dellâââ‰â¢art. 143 del decreto legislativo 267/2000, proposta al Ministro dellâââ‰â¢interno per lo scioglimento del neo-eletto consiglio comunale di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco, quale inderogabile misura di prevenzione e di cautela per evitare il perpetuarsi delle devianze amministrative e per consentire ad un Organo di gestione statale di procedere attraverso atti di annullamento in autotutela alla rimozione di atti, provvedimenti e scelte amministrative condizionate dalla criminalitÃÆÃ organizzata ed adottate dallâââ‰â¢Amministrazione Caiazzo e quelli afferenti il PRG, appalti conferiti a ditte di camorra di proprietÃÆÃ di soggetti ritenuti collegati a potenti e pericolosi clan camorristici;
che lâââ‰â¢adozione di tale provvedimento consentirebbe di mitigare i danni causati dalla clamorosa ed inspiegabile mancata adozione del provvedimento cautelare e di prevenzione che doveva essere adottato nei confronti dellâââ‰â¢Amministrazione Caiazzo senza voler considerare i danni subiti dai partiti di centro-destra in occasione della competizione elettorale dello scorso 3 aprile a Pomigliano Dâââ‰â¢Arco per il messaggio distorto pervenuto agli elettori di quel Comune, poicḫ̩ il mancato scioglimento ̮̬ stato inteso dagli stessi elettori come lâââ‰â¢attribuzione da parte dellâââ‰â¢Amministrazione dellâââ‰â¢Interno di una ââ∠âpatenteâââ¬Ã di integritÃÆÃ morale alla giunta Caiazzo che in tal modo paradossalmente ha ottenuto ricadute e vantaggi elettorali a danno dei partiti di centro-destra,
lâââ‰â¢interrogante chiede di sapere:
se il Ministro dellâââ‰â¢interno sia a conoscenza di questi fatti inquietanti;
se e quali iniziative si intenda adottare affincḫ̩ venga ripristinata la legalitÃÆÃ nellâââ‰â¢azione amministrativa del Comune di Pomigliano Dâââ‰â¢Arco.