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Dicembre 2013


Prato - 

Venerdì 13 Dicembre a Prato, i parlamentari del M5S Alfonso Bonafede ed Alessandra Bencini hanno visitato alcune zone dell'ex area industriali di Prato dette Macrolotto. Caratteristica principale di queste aree è la massiccia densità di azienda cinesi che operano prevalentemente in condizioni di costante illegalità e sfruttamento di mano d'opera, anch'essa cinese. L'area è balzata recentemente alle cronache nazionali a causa di un drammatico incendio in un capannone che ha portato alla morte di sette operai cinesi che dormivano all'interno.


I parlamentari 5 stelle, hanno scelto di visitare personalmente l'area del Macrolotto Zero e Macrolotto Uno per capire le problematiche e lo stato di degrado.

Il 16 dicembre altri quattro deputati, nello specifico Marco Baldassarre, Massimo Artini, Walter Rizzetto ed Aris Prodani hanno deciso di replicare il tour visitando anche loro la zona interessata.



Prato - 

Dopo questo racconto, che basterebbe anche, si inizia con gli interventi del pubblico, molto interessanti e qualificati. Se il racconto di Rovai, autore del libro, lascia esterrefatti, le testimonianze non sono da meno, anzi. La struttura non permette di aprire le finestre, spiega un infermiere. L'aria condizionata è in funzione sempre, i mal di testa di operatori e pazienti pure. Eppure, spiega Venanzio, la prima lezione della scuola di infermeria è sull'importanza dell'aerazione dei locali per mantenerne la salubrità.

L'impianto di condizionamento, tanto per non sbagliarsi, è stato progettato male. A Pistoia il settore degli infettivi è stato aperto e poi richiuso. Nell'ospedale di Prato, aperto poco dopo su un progetto fotocopia di quello di Pistoia, questo reparto non è stato neanche aperto, ma immediatamente sono iniziati i lavori di rifacimento dell'impianto di condizionamento dell'aria. I problemi sono specificati nel libro, ma anche ai non esperti sembrano mancanze da dilettanti allo sbaraglio.

I reparti specialistici sono sostituiti da "open space" (che i nostri nonni chiamavano "androni"), dove stazionano degenti con le più disparate patologie. La divisione è per intensità di cura, in base all'acutezza del problema di salute. Questo modello di assistenza sanitaria è ispirato, dice qualcuno, al modello Toyota, dove le maestranze di giorno in giorno cambiano postazione in base alle necessità della produzione; il che porta ad avere operai polivalenti. Assemblare autocarri forse non è la stessa cosa che curare in infartuato, ma questi sono dettagli; così come il fatto che in Giappone ben si guardano dall'adottare questo modello nei propri ospedali.

Si susseguono gli interventi degli operatori sanitari coinvolti. Il nuovo ospedale di Prato, ma lo stesso è per le altre strutture, ha un numero sensibilmente inferiore di posti letto. Per mantenere un livello di cura adeguato, nei documenti ufficiali della Regione Toscana questo aspetto viene giustificato con la necessità di provvedere alle cure dei malati non acuti con formule diverse dal ricovero in ospedale.

Si parla di non meglio specificate "reti territoriali" (case della salute, poliambulatori, hospice ed altro), ma la cosa che lascia esterrefatti è che il nuovo ospedale è stato inaugurato, ma di queste strutture territoriali non v'è traccia. Ne' si sa quando saranno in essere.

Le deficienze nella struttura (a parte il fatto che si è scoperto che ci piove dentro, sia a Prato che a Pistoia) a volte sono tragicomiche. Mancano i bagni per i pazienti in cardiologia. Non si sa bene quale che sia la logica di certe scelte, però un infartuato, anche il giorno dopo può essere in grado di andare in bagno da solo. Anzi, suggerisce un cardiologo, è consigliabile che ci vada. Gli spazi per gli ambulatori, poi, sono angusti e inadatti. Alcune funzioni sono rimaste o sono tornate immediatamente al Misericordia e Dolce, il "vecchio" ospedale di Prato. La privacy per comunicare coi pazienti e i loro familiari è un'opinione.

Arriva la testimonianza choc di Eva, infermiera nell'ospedale di Montepulciano, definito, in base ai Agenas, l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Nazionali, come uno dei peggiori d'Italia. Secondo quanto riferito, questo ospedale è stato l'apripista del sistema ad intensità di cura. Una notizia che non fa ben sperare.

Ma la domanda più importante è: come siamo arrivati a questo punto? Cioè avviati verso la distruzione di un sistema sanitario che era uno dei fiori all'occhiello di questa regione? Questa situazione è il frutto avvelenato di molti anni di scelte scellerate e patti leonini. Una responsabilità è del sistema informativo. I giornalisti, è questa l'opinione di tutti i presenti, anziché essere dei cani da guardia, sono diventati dei barboncini da compagnia.

L'opposizione in Toscana è da molti anni pressocchè inesistente. Un sistema politico ingessato (anche grazie ad una legge elettorale regionale che è stata madre di quella nazionale, il c.d. "porcellum") ha prodotto una rete di connivenze e di strani intrecci affaristici dove i legami di affari vanno oltre gli schieramenti politici, per non parlare degli interessi dei cittadini.

Per questo il primo compito del Movimento 5 Stelle sarà quello di informare i cittadini e di fare opposizione, dura e senza compromessi. Informare, opporsi e proporre scelte alternative e di buon senso, un compito arduo per cuori impavidi.


Prato - 

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Come molti cittadini Pratesi domenica mattina ho fatto due passi per il centro cittadino e passando da via Tintori,62 mi ha incuriosito il via vai di persone vicino al centro civico "Alberto Bernardi" avvicinandomi mi sono accorto con grande stupore che il centro civico era stato trasformato in un seggio elettorale perle primarie del PD che niente hanno a che vedere con l'attività che il centro svolge,qui di seguito ci sono le caratteristiche per la frequentazione scritte sul sito del comune.

"Attività del Centro civico
All'interno del Centro civico "Alberto Bernardi" vengono svolte diverse attività di natura sociale, culturale e formativa, rivolte agli anziani. Lo scopo è quello di creare un ambiente dove i frequentatori possono ritrovarsi per socializzare, integrarsi, conoscersi, incrementare le proprie conoscenze e condividere allegramente parte del proprio tempo con gli altri.

Si possono così trovare spazi per leggersi un buon libro o il quotidiano preferito, giocare a carte, a tombola, per celebrare insieme determinate festività, partecipare alle gite sociali, ai corsi di ginnastica per anziani,per trascorrere qualche ora in compagnia."
Come vediamo dalla descrizione non è prevista nessuna attività politica,inoltre mi risulta che l'amministrazione comunale non può dare sale per manifestazioni di partito, da cittadino vorrei sapere per fugare ogni mio dubbio chi ha dato l'autorizzazione e se questa poteva essere data ad un partitoper svolgere la propria attività politica, perché se questo è previsto, dei locali del centro civico potrebbero usufruirne tutti i partiti e movimenti politici che ne fanno richiesta per la propria attività.

Sergio Castignani

https://www.facebook.com/notes/sergio-castignani/il-centro-civico-alberto-bernardi-e-una-sede-del-pd/10152051646594464


Prato - 

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Ascoltare Daniele Rovai che parla del suo libro "La Nuova Sanità Toscana - I 4 Nuovi Ospedali Toscani e la Legge Truffa del Project Financing" è piacevole come ogni buona puntata di Report. Ti chiedi fin dove può arrivare l'arrivismo, la corruzione, la stupidità umana. Sono onorato di essere stato uno degli organizzatori e il moderatore della prima presentazione del libro.

Una storia, quella dei 4 nuovi ospedali toscani (Lucca, Massa, Pistoia e Prato, oltre al quinto in progetto a Livorno) che inizia da lontano, cioè dal 2002, quando la Regione Toscana delibera di iniziare le procedure per la realizzazione di 4 nuovi nosocomi. La storia di questa scelta è abbastanza curiosa. Ad aprile la Regione approva un piano sanitario dove dei quattro nuovi ospedali non v'è traccia, ma anzi per alcuni di essi (tra i quali Prato) è prevista uno stanziamento per una ristrutturazione.

Ad agosto, il governo nazionale stanzia alcuni miliardi di euro per la costruzione di nuove strutture ospedaliere, la quota per la Toscana è di circa 160 milioni. A dicembre, la Regione, stravolgendo la decisione di aprile, decide di procedere alla costruzione di nuove strutture. Per giustificare la decisione, viene invocata la necessità di procedere ad un nuovo modello sanitario, ad "intesità di cura", ipotesi fino ad allora sconosciuta nei documenti regionali in materia.

Dice che a pensar male si fa peccato, ma sembra proprio che la sanità toscana sta per essere stravolta perché i nostri governanti 10 anni fa avevano bisogno di 160 milioni di euro di finanziamento. Un bell'affare.
Per il finanziamento delle quote mancanti, viene deciso di adottare un modello di finanziamento chiamato "project financing", un inglesismo per dire "finanza di progetto". Roba che nei Paesi anglosassoni, sembra che neanche sappiano cos'è. In pratica, attraverso un complesso sistema contrattuale, l'opera da realizzare verrà finanziata in parte dal pubblico, e per la rimanente parte (per questi nuovi ospedali circa il 40%) da una o più imprese private.

Una volta terminata l'opera, il partner privato diventerà concessionario del bene, di fatto proprietario, e ne potrà trarre profitto per un numero variabile di anni (in questo caso 19). Già, ma un ospedale non è un'autostrada, un parcheggio, un tunnel o uno stadio; come si fa a trarne profitto? Qua è la "mandrakata": vengono appaltati, senza gara, praticamente in monopolio, tutti i servizi non sanitari dell'ospedale. Dai parcheggi alle sterilizzazione dei ferri chirurgici; dalle pulizie alle manutenzioni degli impianti.

Costo di tutto questo? Circa 76 milioni di euro all'anno per 19 anni. Quasi un miliardo e mezzo di euro di commesse pubbliche affidate in base ad una procedura che non sarebbe approvata neanche in un'assemblea di condominio. Unico cliente: l'ASL; unico fornitore: la società concessionaria o chi per essa. Già questo basterebbe per definire tutta questa storia un "libro degli orrori", ma non è finita qui, anzi.

Lo storia della gara per l'affidamento, tra decisioni, ricorsi, annullamenti e controricorsi, somiglia più ad uno scontro per bande che non ad una gara ad evidenza pubblica. Il bene pubblico sembra essere assente, stritolato dalle spinte delle varie fazioni e lobby in lotta tra di loro. Una gara che appare come parte di un sistema dove alcune aziende (sempre le solite, diciamo A, B, C, D, E) si aggiudicano di volta in volta l'offerta, spartendosi il bottino attraverso delle associazioni temporanee di impresa dove una volta vincono A, B e D, la volta dopo A, D, E, e via così. Nessuno rimane all'asciutto.

Si arriva alla realizzazione. Si devono individuare le aree edificabili, le imprese esecutrici, la viabilità di accesso. I costi lievitano. La Regione stanzia ulteriori 50 milioni di euro, non si sa a quale titolo. Le imprese appaltanti (tutte indicate dalla parte privata) subappaltano e in almeno un caso lasciano dei grossi debiti insoluti, causa fallimento. Le imprese si susseguono. In tutto questo valzer, l'espressione "a regola d'arte", formula di rito di qualsiasi contratto d'appalto, rimane questa sconosciuta.

Le foto di uno spezzone di impianto elettrico lasciano spazio a pochi dubbi. Con molti cavi ammassati l'uno sull'altro, anche tra tipologie diverse che per legge dovrebbero essere ben separate. In queste condizioni, il calore generato dai cavi elettrici non può disperdersi in maniera soddisfacente, a detta di tecnici interpellati. Le possibilità che i cavi prendano fuoco sarebbero piuttosto elevate e quindi anche il rischio di black out.

Ipotesi? Intanto in meno di due mesi si è assistito già ad una prima interruzione della corrente (si vocifera anche di una seconda). La spiegazione della direzione è che si è trattato una prova "al buio" cioè un'interruzione voluta per testare le procedure da attivare in questi frangenti. Sarà, ma il dubbio rimane. Ma questo è solo uno, e non certo il più grosso, dei problemi evidenziati. (continua)

Fabio Cintolesi


Prato - 

Giovedì 5 dicembre alle ore 21, presso la sede del Movimento 5 Stelle di Prato, in viale Piave n. 10/interno, si svolgerà la presentazione del libro-inchiesta di Daniele Rovai "La Nuova Sanità Toscana". Sarà presente l'autore.

Il libro si incentra sul percorso che ha portato alla costruzione dei nuovi ospedali di Prato, Pistoia, Lucca e Massa, progettati su modello ospedaliero "ad intensità di cura". Si parlerà delle gare d'appalto; del cosiddetto "project financing"; dell'esecuzione delle opere e delle imprese appaltatrici; delle reti territoriali.

Un appuntamento imperdibile per tutti coloro che vogliono sapere come sarà la sanità della nostra regione. Come ci cureranno, quando avremo bisogno di cure, e se ci cureranno. Un'inchiesta che non risparmia niente e nessuno.

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Prato - 

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La mentalità del sacrificio... quella che hanno i cinesi che vivono in condizioni indegne a Prato...
La stessa che aveva mio padre quando prese una valigia di cartone dal suo paesino in Sicilia e se ne andò a Londra a lavorare negli anni 60.
Se ne andò perchè fare il contadino in Sicilia non rendeva e il terremoto del Belice aveva lasciato il segno...
È rimasto lì per quasi 20 anni, lavorando dalle 12 alle 15 ore al giorno, sabati e domeniche incluse, proprio come fanno i cinesi a Prato oggi...
Ringraziando persino chi quel lavoro te lo offriva.
E lavorava così tanto per potersene un giorno tornare in Italia, nella sua terra e dare un futuro migliore ai propri figli, proprio lo stesso motivo che probabilmente anima i cinesi che vengono a lavorare a Prato...
DOVE STA LA DIFFERENZA?
La differenza sta nel fatto che in Inghilterra negli anni 60 non ti permettevano di vivere angustamente nel luogo in cui lavoravi, forse a mio padre avrebbe fatto persino piacere perchè avrebbe risparmiato l'affitto di una casa che frequentava molto poco... ma non te lo permettevano.
Che in Inghilterra non potevi lavorare più di 8 ore e infatti mio padre faceva due lavori diversi per poter guadagnare di più.
Che in Inghilterra non potevi lavorare in nero perchè probabilmente non è nella loro cultura e infatti oggi, che mio padre non c'è più, a mia madre arriva un assegno settimanale: la pensione accumulata dai contributi versati in Gran Bretagna che sarebbe spettata a lui.
Conclusione:
L'Inghilterra degli anni 60 era un paese CIVILE e probabilmente lo è ancora oggi. In tema di gestione dell'immigrazione credo nessuno possa insegnare niente a questa gente.
L'Italia del 2013, civile, non lo è ancora per tanti versi... lo diventerà mai?

Paolo Alongi


Prato - 

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Era la campagna elettorale del 2009, incontro tra i vari candidati a sindaco all'Officina Giovani.
Lo ricordo bene ed in questi anni l'ho riportato e raccontato molte volte, ad un certo punto ci viene fatta una domanda sul "problema cinese": le risposte furono "legalità/money-transfert/evasione" da parte di Cenni-Milone, il nulla cosmico in salsa simil democristiana di Carlesi con un bel volemosse bene finale ( con Ambra Giorgi seduta tra il pubblico a controllare ).
Io parlai del capodanno cinese al ristorante Hong Kong con ospiti il governatore Claudio Martini, il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, parlai di Mr Dong Bangyun ( chi si ricorda più dello scanadalo "permessopoli" scoppiato poi nel 2010? )
Fui l'unico, però, a parlare anche della realtà cinese partendo da un punto di vista completamente diverso: il rispetto dell'uomo.
Noi viviamo in una società con diritti e doveri, tanti dovrebbero essere i nostri diritti quanto i nostri doveri, molte delle regole che non vengono rispettate ( e non sono state rispettate nella tragedia di Via Toscana ) sono in realtà conquiste sociali fatte dai nostri padri e dai nostri genitori, sono dei diritti. Le regole di igiene, di sicurezza sul lavoro, il rispetto dei bambini, sono a garanzia prima di tutto dei più deboli. Chi sfrutta i deboli e manda a gambe all'aria un sistema ( creandone un'altro ) commette per prima cosa un reato contro l'uomo.
La nostra storia di italiani emigranti ha visto tragedie come quella di Marcinelle in Belgio, per tacere di Monongah nella West Virginia, piuttosto che il disastro di Dawson in New Mexico, in tutti questi casi c'era qualcuno che si arricchiva e qualcun altro che o crepava o viveva da schiavo.
A Prato si parla spesso di legalità e di illegalità, ci sono i proprietari dei capannoni che chiudono ( perché magari se restano aperti falliscono ) e affittano ai cinesi ( sapendo che tanto dentro ci vivono ); ci sono i tecnici: geometri-ingegneri-architetti che certificano quello che non c'è e che non vedono quello che c'è; c'è una cosa sopra tutte: oramai Prato s'è abituata a conviverci e a viverci, il problema non è un problema: è una realtà.
In molti ci chiedono qual'è la posizione del M5S a Prato, tra di noi spesso ne abbiamo parlato e, anche dalle varie posizioni, la realtà è complessa, tanto più che i poteri di un sindaco o di una amministrazione cittadina sono limitati, molto limitati. Di mezzo ci sono trattati internazionali, leggi nazionali ed il fatto che se regione e stato non danno una mano forte, Prato sola è e sola resterà.
E' inutile fare falsi e facili proclami, bisogna avere il coraggio di vedere le cose per quello che sono realmente, senza nascondere la testa sotto terra. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere l'esistenza di una realtà che è cruda, tragica, a volte inumana.
I problemi da risolvere non sono l'evasione fiscale, i money transfer, il distretto parallelo, questi sono solo delle conseguenze di una realtà ben precisa: la scomparsa dei diritti dell'uomo, lo sfruttamento di uomini donne e bambini. La realtà è che siamo nell'800.
Se vogliamo risorgere, come città e come popolo dobbiamo mirare a qualcosa che sia più della legalità, dobbiamo puntare all'umanità.
Io voglio vivere in un paese civile, in una città civile, dove i bambini possano vivere da bambini, dove si lavori ( bene ) per vivere ( bene ), dove ci sia il rispetto reciproco.
Se le nostre azioni si muoveranno per avere una città dove non ci sia sfruttamento, non ci siano soprusi, non ci sia la schiavitù, se queste saranno le motivazioni che ci muoveranno allora otterremo anche la legalità e la sicurezza.

Fausto Barosco

Via Toscana: 7 morti


Prato - 

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7 persone sono morte bruciate vive
7 persone mangiavano, dormivano, lavoravano, dentro ad 1 capannone
1 capannone come tanti a Prato
7 cinesi come tanti a Prato
E VOI, IPOCRITI
Voi che non avete MAI fatto NULLA
Voi che per anni avete accettato uno status quo, dietro quel finto buonismo della sinistra
Voi che che dite: "i cinesi di adesso sono i pratesi di una volta, anche i pratesi mangiavano e dormivano tra i telai": VOI, questi morti sono VOSTRI: IPOCRITI, simil-intelettual-borghesi che quando parlate il vostro alito puzza di boria nauseabonda.
Voi che vi stracciate le vesti, Voi che non capite o non volete capire.
Voi che vi piegate a presentare un libro sui cinesi di Prato scritto in cinese e non sapete nemmeno cosa c'è scritto!!!!!!!!!!
Voi che stringete accordi con il governo cinese per realizzare case popolari cinesi !!!!!!
Voi che non volete conoscere, non volete sapere o forse sapete anche troppo.
Voi, che quando uno parla di legalità è fascista
Voi, che quando uno parla di controlli efficaci ad hoc allora è razzista.
Voi, che dovete tenere in considerazioni i rapporti col governo cinese.
Voi, che usate i cinesi per far campagna elettorale
Voi, che dovreste risolvere e non risolvete
VOI, IPOCRITI.

Fausto Barosco

P.S.
7 persone sono morte, bandiere a mezzasta ed il lutto cittadino sono il minimo.

I candidati a Prato

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    Mariangela Verdolini
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