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MoVimento 5 Stelle

Febbraio 2014


Prato - 

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Da oggi è tutto più chiaro, perché stamani, nelle sontuose sale della Provincia di Prato è stato presentato il rapporto 2013, sulla diffusione della criminalità di stampo mafioso in Toscana, con l'inaspettata aggiunta di un focus sull'abbandono e sullo smaltimento illegale dei rifiuti.
Torna così alla ribalta il caso della discarica di rifiuti tossici scoperta nel dicembre scorso, nella nostra città, ed agli stretti legami tra camorra e con la mafia cinese. A causa di questa, il procuratore nazionale antimafia qualcuno aveva anche azzardato il paragone tra Prato e la terra dei fuochi, in Campania.
Curioso che la Provincia di Prato, renda note queste notizie a pochi giorni di distanza dalla fantastica uscita del suo Presidente Lamberto Gestri, non aveva perso tempo a sbandierare ai quattro venti, lo studio fatto dal SINLOC (Sistema iniziative locali) con le principali fondazioni bancarie, secondo il quale Prato, con altre province toscane e insieme al nord est, è inserito tra i territori, in "vantaggio", dove le condizioni di vita superano la media e vengono date in ulteriore miglioramento.
D'altrode, Comune, Provincia e tanti altri, tra gli enti a noi più, ci hanno abituato a ben altre sorprese...
La vera sorpresa è però che tutte queste cose si sapevano, o almeno erano facili da immaginare, da tempo.
Già nei rapporti degli anni passati della stessa Fondazione Caponnetto, il quadro tracciato sulla città di Prato è inquietante: Prato è al primo posto in Toscana e al 7° a livello nazionale, con 15.096 reati denunciati (6.044 ogni 100.000 abitanti) nella classifica stilata da Il Sole 24 Ore, nel 2011, in collaborazione con l'Associazione nazionale funzionari di Polizia. In particolare, circa sessanta operazioni di polizia o fatti gravi che si sono verificati dal 1993 ad oggi, con l'individuazione dell'attività di 21 diversi gruppi criminali mafiosi, tra clan camorristici, mafia siciliana e 'ndrangheta.
La vera particolarità di Prato sta però nei legami che si sono venuti a creare con la mafia cinese dei gruppi di gang, triadi e nuova criminalità economica.
Tutti intrecci sviluppatisi e consolidatisi negli ultimi 20 anni, mentre una politica obbligata alla cecità ed alla sordità continuava a ripetere la filastrocca de "I cinesi sono una risorsa".
In vero, i tanti politici che si sono nel tempo succeduti, con questa frase fatta, hanno riportato una mezza cruda verità: i cinesi, gli operai cinesi, quelli schiavizzati e ridotti a lavorare e vivere dentro loculi di cartongesso, sono una risorsa per quest'intreccio di organizzazioni malavitose.
Tutte organizzazioni che non saranno mai scalfite da nessun, il bliz e nessun sequestro: loro nei capannoni, piegati a giornate intere sui macchinari, non ci sono. Loro quei capannoni tetri, potenziali luoghi di morte e di disperazione, se ci sono mai entrati l'hanno fatto solo per poco. Il tempo che basta per sbrigare le loro questioni.
Tutti fatti più che noti agli addetti. Tutti fatti mitigati da una politica che ha necessità di curare la sua immagine di buon governo.
Già nell'anno 2000, con l'operazione "Ramo d'Oriente", la Dia di Firenze aveva individuato un gruppo criminale cinese dedito alla gestione dell'immigrazione clandestina, allo sfruttamento della prostituzione ed alla perpetrazione di estorsioni, reati tutti commessi in danno di connazionali.

Siamo poi nel Marzo 2002 quando, con l'operazione "Loto bianco", sempre la stessa la Dia di Firenze e la Squadra Mobile di Prato, a seguito dell'omicidio di un cittadino cinese avvenuto a Prato, individuano un'organizzazione di tipo mafioso cinese, operante a livello internazionale, dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina di cittadini della
medesima etnia, ai sequestri di persona a scopo di estorsione e ad altri reati minori.

Segni evidenti di contatti fra organizzazioni malavitose cinesi ed italiane, sono più che mai evidenti quando, nell' Aprile 2005, nei pressi dell''aeroporto palermitano di Punta Raisi, vengono fermati due capi della mafia cinese in Italia, Ruan Yumu e Zhou Jie Shang, ricercati dalle Procure di Napoli e Prato, accusati di associazione mafiosa e di estorsione ai danni di loro connazionali.

Anche il traffico illecito di rifiuti non è una novità: nel Febbraio 2011, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di
Firenze, avevano portato alla luce un maxi traffico di indumenti usati gestito principalmente in larga parte gestito dalla camorra ed in completa violazione della normativa sui rifiuti. In quel caso, La base operativa dell'attività illecita era
l'impianto per il recupero di rifiuti tessili di Montemurlo, facente capo ad un imprenditore pratese.

Nel completo marasma in cui sono concepite ed operano aziende creata da cittadini cinesi, create con la consapevolezze di una veloce chiusura, a distanza di tempi inferiori ai due anni, così da essere irrintracciabili per il fisco e non solo, il traffico e la dispersione di rifiuti, non può che dilagare.

Si parla di rifiuti tessili: oggi 28 Febbraio 2014, I funzionari dell'Ufficio delle Dogane di Prato e Pistoia hanno sequestrato, in seguito ad una operazione di importazione, 15mila chili di rifiuti speciali non pericolosi caricati su un automezzo.
Questo dopo che soltanto un mese fa, I funzionari delle Dogane, in collaborazione con l'Arpat, avevano bloccato un'altra spedizione di oltre 25 tonnellate di indumenti usati e prodotti tessili non sottoposti a sanificazione e igienizzazione.

Certo, roba da poco, si direbbe. Roba da poco rispetto alla notizia della discarica di rifiuti tossici, scoperta nel dicembre scorso. La questione però è che alla fine tutto testimonia come Prato sia un crocevia di rifiuti che vanno e che vengono, che transitano da Prato, e per pochi che vengono bloccati e sequestrati, pericolosi e non, molti non sono intercettati.

Dunque, in questa chiave, a preoccupare maggiormente i casi più o meno prontamente scoperti e denunciati, ma ancor di più tutto quello che sfugge da indagini e controlli e questo c'è da pensare che immancabilmente avvenga, poiché come abbiamo già detto più volte, i mezzi, le risorse, sono inadeguati e tutta l'attività di polizia arranca, o non procede come necessario.

Tutto questo avviene in una città che ha il triste primato di essere al 7° posto per reati denunciati. Con una forte presenza di immigrati clandestini, come avviene nel nostro territorio i quali, proprio per il loro status di clandestini, è facile pensare molti dei fatti criminali nei quali questi vengono a trovarsi coinvolti o ad essere spettaotri, non vengano denunciati e dunque è ragionevole ritenere che il numero dei reati perpetrati, sia di anche gran lunga superiore a quelli denunciati. Il quadro quindi sarebbe ben più grave di quello che i numero sembrano dirci, e lo è anche visto che ci sono anche motivi per pensare che questi reati non siano solo reati comuni, ma siano frutto e conseguenza di attività di gruppi criminali organizzati.

Tutto noto, tutte questioni più che note da tempo: a Prato ci sono organizzazioni malavitose in fermento e le attività e gli intrecci sono delle più varie, anzi, a giudicare dai documenti stessi della Fondazione Caponnetto (dai quali provengono molte delle informazioni qui riportate - vedi: http://www.dipleedizioni.it/scambio/PRATOREPORT20122013.pdf), sembra che non manchi proprio nulla!

A mancare è come sempre una politica che faccia il suo ruolo, affrontando i problemi invece di indirizzarli verso l'oblio.

E se ha ragione chi parla di Prato come delle Terra dei Fuochi, per questa politica che osserva ma non vede, ben si farebbe anche a parlare della Terra dei Ciechi.

(immagine in calce tratta da: http://www.carabinieri.it/Internet/Editoria/Rassegna+Arma/2008/3/Studi/05_Iadeluca.htm)

Grazie PD


Prato - 

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Grazie PD, perché dovevi sceglierti il candidato e telo sei fatto imporre dall'alto.
Grazie PD, perché il tuo candidato doveva dimettersi da parlamentare e non l'ha fatto.
Grazie PD, perché il tuo candidato ha timidamente provato ad essere critico nei confronti dell'ampliamento di Peretola, ed è stato subito richiamato all'ordine dai fiorentini, padroni del vostro partito.
Grazie PD, perché i giorni passano e il vostro candidato zittito continua non rispondere
sull'argomento.
Grazie PD, perché siete passati dal tabù delle legalità e della sicurezza, a sposare una linea di
esaltazione dell'illegalità.
Grazie PD, perché eravate contro i blitz, e ora la pressione mediatica vi ha costretto a dirvi a favore.
Grazie PD, perché il Macrolotto Zero l'avete creato voi e nella discussione vi ci siete già
impantanati.
Grazie PD, perché i nuovi palazzi inguardabili del Macrolotto Zero li avete deliberati voi, e adesso
non potete più parlare di rigenerazione urbana.
Grazie PD, per come vi arrampicate sugli specchi per giustificare le vostre posizioni assurde.
Grazie PD, per quando ci incontrate per strada e prendete a confabulare sogghignando.
Grazie PD, perchè da mesi, per strada, vi dite sicura della vittoria al primo turno, e poi nei fatti vi
dimostrate molto preoccupati.
Grazie PD, per quando dite che non abbiamo idee, quando sapete di non averne per primi e lo
dimostrate in modo disarmante.
Grazie PD, perché PARMA è vicina e dimostrate che vi fa tremendamente paura.
Di questo ringraziamento ci sentiamo obbligati, per tutto quello che state facendo per la nostra
campagna elettorale.

Adesso, ritirate fuori la storiella delle primarie con i dati gonfiati, vostra scialuppa di salvataggio.
Tanto i nostri elettori non vi crederanno, perché è da tempo che non siete più credibili.
Come non sono credibili quei mezzi d'informazioni ai quali voi, assieme agli altri partiti, continuate a garantire cospicui finanziamenti pubblici.

Con stima,
Movimento Cinque Stelle di Prato


Prato - 

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Come abbiamo più volte già espresso in passato, sulla questione "Monumento al Vento" ci troviamo in piena sintonia con le motivazioni espresse dai comitati cittadini.

Già in passato abbiamo enumerato le regioni che comportano la nostra contrarietà, sia sotto l'aspetto paesaggistico, che sotto l'aspetto finanziario.

Tutte criticità talmente banali e lampanti, che un'ulteriore parola sarebbe davvero sperata.

E' necessario invece, porre l'attenzione sull'aspetto della valorizzazione di un luogo, un luogo simbolo ed evocativo della città.

All'interno di questo vento di protesta, nel quale non possiamo che soffiare, vogliamo cogliere quello che è il vero ed unico elemento di condivisione, probabilmente anche trasversale, ovvero l'impellenza di un intervento nella direzione della valorizzazione di questo luogo, patrimonio della città, dei suoi cittadini e non solo.

E' fuori discussione che le attuali condizioni del sito siano un insulto alla sua bellezza ed al valore identitario della città, com'è altrettanto vero che l'invasione del luogo da parte della Torre di Karavan, altro non sarebbe che un criminoso tentativo di spegnere un fuoco don della benzina.

Allora, si sentiamo di voler utilizzare questo episodio per spiegare quella che è la soluzione ordinaria che il Movimento Cinque Stelle ha nelle proprie corde, riguardo a problematiche simili.

E' una soluzione semplice, che si basa su un concetto banale, ovvero che quel luogo non è di proprietà di un Sindaco, della sua Giunta o di qualche relativo conoscente.

Quel luogo è dei cittadini, dunque la soluzione semplice sta nel restituirlo al legittimo proprietario ed alle sue volontà.

In altre parole, il destino di quel luogo, deve essere unicamente affidato all'esito di specifici percorsi partecipativi, dove i cittadini abbiano la possibilità di capire e valutare prospettive, opportunità, idee e proposte.

Alla fine, i cittadini potranno scegliere.

Sindaco Cenni, lei condivide che i cittadini debbano poter pendere parti a decisioni così importanti per il futuro della città?
Sindaco Cenni, lei che ha appena messo al corrente la città dei problemi di bilancio del Comune, condivide che i cittadini possano esprimersi di fronte a scelte finanziariamente tanto impegnative, quanto al contempo discutibili?
La risposta è "SI", ed agirà di conseguenza, o dobbiamo ricordarle certe sue affermazioni, dei tempi della sua campagna elettorale?

Movimento 5 stelle di Prato


Prato - 

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La notizia data dal Presidente della Provincia di Prato ci riempie di gioia anche se ci lascia increduli!
Un paio di mesi fa infatti è stata pubblicata l'indagine annuale del Sole24ore, che basandosi su 36 parametri e condotta su 107 città capoluogo di provincia faceva retrocedere la nostra città di ben 14 punti rispetto alla "graduatoria" dell'anno precedente! http://www.intoscana.it/.../Qualita-della-vita-2013-due.../
In effetti chiunque viva questa città in maniera non faziosa è in grado di percepire la decadenza: la città soffre, il lavoro nero non emerge e l'illegalità dilaga! I negozi chiudono, le file all'emporio Caritas si ingrossano, i giovani sono a spasso e anche i più volenterosi e ottimisti ottengono porte in facce e tante chiacchiere da dovrebbe invece dare credito alle loro idee e finanziare i loro progetti. Abbiamo ricercato in rete questo documento che Gestri sembra conoscere molto bene, non lo abbiamo trovato, ma da quanto ci racconta Gestri pare si tratti di uno studio fatto dal SINLOC (Sistema iniziative locali) con le principali fondazioni bancarie, secondo il quale Prato, con altre province toscane e insieme al nord est, è inserito tra i territori, in "vantaggio", dove le condizioni di vita superano la media e vengono date in ulteriore miglioramento.
Siamo curiosi di leggere questo studio e ci preme sapere quali sono i parametri presi in considerazione.


Movimento5Stelle Prato


Prato - 

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Pochi giorni fa siamo stati messi a conoscenza del fatto che i corpi di sei dei sette operai cinesi, periti nella strage di Via Toscana, sono ancora all'obitorio. Il motivo schietto è che i parenti non autorizzano il consenso all'esecuzione delle esequie, fintanto che, sembra, gli stessi non riceveranno un risarcimento.
Forse il motivo di tale scelta è da addebitare ad un certo ragionamento: qualcuno ha ucciso un mio congiunto e devo pure frugarmi in tasca per fargli il funerale? Ma se fin qui il tutto può avere una sua logica, anche se discutibile, il contorno assume aspetti grotteschi, a dir poco.
Si parte innanzitutto con il magnifico Governatore Rossi, subito giunto sul posto al momento dell'incidente e primo forse a lanciare l'idea che per prima è caduta nel vuoto: un risarcimento tramite un fondo dedicato alle vittime del lavoro. Il risultato, essendo ad oggi un nulla di fatto, ci permette di dire che se si fanno certe affermazioni, o ci si impegna direttamente per renderle possibili, o meglio è se si rimane in silenzio. Specie in frangenti tragici come questo.
Ci sono poi parenti delle sei vittime, che si è scoperto vivere ancora in un pronto moda in Via Val d'Aosta. Detto in altre parole, è di pubblico dominio che in un pronto moda di Via Val d'Osta si è reinstaurata, se non aggravata, una situazione di promiscuità non dissimile da quella del disastro. Se è vero che abbiano un visto destinato a scadere e che siano intenzionati a rimanere qui, da clandestini, quasi come se rimanere qui da clandestini fosse già una sorta di risarcimento.
Allora qui si conferma quello che noi pensiamo da sempre, ovvero che per qualcuno, i cinesi non sono solo e semplicemente "una risorsa", ma fanno proprio comodo. Fanno comodo e fanno comodo proprio così. Umiliati e sfruttati. Lasciati a sé stessi, nell'illegalità più totale.
Fanno comodo, anche per chi deve semplicemente fare la parte dello sceriffo, che fa il bliz e mette sotto sequestro dei macchinari.
Fa comodo non affrontare il problema, lasciare che nel tempo, per l'opinione pubblica, la promiscuità di operai che vivono all'interno del proprio posto di lavoro sia un qualcosa di accettabile e di accettato.
Poi si tirano in ballo i mezzi inadeguati, le risorse inadeguate, il personale scarso, la burocrazia.
La verità è che tutti si guardano bene da affermare l'unica cosa che ci sarebbe da affermare davvero, ovvero quella di far dichiarare lo stato di emergenza, così da poter giustificare un'azione straordinaria per risolvere in modo frontale il caso Prato.
E' da tempo arrivata l'ora di affermare che Prato ha problemi che non sono di rango inferiore a Lampedusa. La differenza è che Lampedusa è un punto di attracco, un scalo da dove ripartire; Prato è un luogo di approdo. A Prato, non ci si arriva con i barconi, ma con altri mezzi, attraverso dei passaggi ben più sicuri e garantiti.
La gestione di certi traffici, non è in mano a disperati e ladri di galline, ma a soggetti ben organizzati e distribuiti sul territorio, con dei contatti molto efficaci. L'emergenza di Prato non si affronta solo con i bliz e i sequestri, ma necessita di tutta un'attività di indagine che richiede personale qualificato e competente. Necessita di una struttura che va creata e concepita specificatamente per portare a soluzione un problema molto specifico.
Ma nessuno si muove.

Movimento 5 stelle di Prato


Prato - 

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Ieri pomeriggio, il Circolo Curiel di Via Filzi, ha ospitato il Prof. Bernardo Secchi, noto urbanista e redattore dell'ancora vigente regolamento urbanistico Comunale.

Nella sua analisi, per quanto doverosamente rispettabile, ha tracimato in dichiarazioni decisamente inaccettabili per tutta la Città di Prato ed i Pratesi. Nel suo intervento, infatti, il Prof. Secchi è arrivato ad elogiare la comunità cinese di Prato, per il fatto di "aver dato una lezione a Prato". Troviamo che affermazioni come queste siano al limite dell'oscenità, sottintendendo una sostanziale tolleranza della realtà di pesante illegalità che si sperimenta all'interno di aree come il Macrolotto Zero e in tutti i luoghi della produzione.

Se è vero che una lezione c'è stata, allora secondo questa lezione il business, in certi settori, a Prato, può fondarsi solo in un mix di illegalità e di assenza delle istituzioni, che, fatte ovviamente le dovute eccezioni, sono state il vero fattore vincente di un certo sistema.

Parole come quelle di Secchi, cono inaccettabili, anche e non solo per il fatto di arrivare a pochi mesi di distanza da una vera e propria strage, come quella di Via Toscana, con operai bruciati nel sonno, perché chiusi, senza via d'uscita, all'interno del proprio posto di lavoro.

Di strage poi, si deve anche parlare per tutte quelle realtà produttive locali, che negli anni sono dovute soccombere a causa della concorrenza sleale.

E' vergognoso che posizioni come queste vengano sposate in toto dal candidato sindaco PD, Matteo Biffoni, anche lui presente al Circolo Curiel, che ha affermato che nella sua azione intenderà muoversi nel "solco delle parole" del professore, secondo una logica di un progetto fatta di urbanistica ed integrazione.

Al di là della retorica insopportabile di certe parole (..ma questo, si sa, è l'effetto scuola di partito...), ritorna il solito antico motivo di quella parte politica che ha tutta la responsabilità della situazione che si è andata affermando nel tempo e che è volta solo ad edulcorare e coprire le proprie pesanti responsabilità.

Biffoni si guarda bene di accennare a concetti come quello di legalità, antico tabù del centrosinistra pratese, e svicola, come ovvio, subito sul più agevole concetto di "integrazione", molto più soft e familiare all'elettorato cui intende rivolgersi.

I cittadini, ovviamente, non sono fessi. I cittadini, ovviamente, in zone come quella del Macrolotto Zero ci vivono, sanno, vedono e subiscono cosa vi accade oggi giorno, e di certo non si fanno annebbiare la vista dalle parole edulcorate dal candidato sindaco PD, con la sua perenne giacca bianca (...Renzi docet anche sul look?..).

Ma vista l'occasione, viene giusto parlare di quello è stato il tema centrale dell'incontro, al netto di certe peregrine divagazioni, ovvero l'urbanistica, vero tema dell'inconto.

Allora, poiché c'è da aspettarsi che di baggianate ne dovremo sentire parecchie, è bene approfittare per dire a chiare lettere che su Secchi e sulla sua visione di città, tracciata dal suo Piano, l'unico vero bilancio che si possa fare, è che si è rivelato da subito uno strumento totalmente inadeguato alle esigenze della città. Anche certa facile retorica sull'eccessivo numero delle varianti, di molte delle quali è giusto definire decisamente obbrobriose, va detto, in tutta onestà, che queste non sono state altro che un'immediata conseguenza di quell'inadeguatezza. Per quanto le varianti, con un'Amministrazione sempre genuflessa di fronte alle richieste dei proprietari privati, siano riusciti a produrre nuovi edificati dall'aspetto decisamente scadente è al Piano Secchi che si deve imputare il consumo di suolo degli ultimi dieci anni, con le sue previsioni di nuove lottizzazioni e grossi i interventi attuativi, nelle zone più a sud della città.

E' per questo motivo che un punto fermo della nostra politica non potrà che essere un NO deciso a nuovo consumo di suolo ed un'attenzione particolare alla rigenerazione/rinaturalizzazione urbana ed all' efficientamento energetico dell'edificato esistente.

Francesco Fedi
Movimento 5 stelle Prato


Prato - 

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«Non escludo di ritoccare le tasse se dovesse servire per mantenere i servizi».
«A me delle elezioni non me ne frega niente. Io voglio fare un bilancio sostenibile per tutto l'anno, non come la giunta che ci ha preceduto che nel 2009 spese tutto nei primi sei mesi e poi vincolò il resto delle uscite per gli altri sei costringendoci poi a trovare i soldi. Chiunque verrà dopo di noi non troverà buchi, perché non vogliamo fare propaganda vergognosa. Quel modo di agire lo considero un'inciviltà politica».


Come non essere d'accordo con il sindaco Roberto Cenni? Ha ragione, anzi è proprio un ragionamento da vero gentleman.
Nei giorni scorsi, abbiamo ascoltato anche i vari commenti e punti di vista del Vicesindaco Goffredo Borchi, del Dott. Ballerini, Assessore al Bilancio e del presidente di So.Ri. s.p.a., Giovanni Lucchetti...
Le motivazioni sono convincenti: la città è in sofferenza, ci sono gravi difficoltà a far fronte ai pagamenti ed il bilancio ne risente.
Insomma, se uno vive su questa Terra, sa che non sono novelle e il discorso fila, allora Roberto Cenni ha ragione a mettere le mani avanti, a dire che non farà come la Giunta che l'ha preceduto, che nel 2009 lo obbligò a subentrare in una situazione economica non poco difficile, e tutta un'altra serie di ragionamenti. Ragionamenti schietti e ben lontani dal linguaggio edulcorato da campagna elettorale.
Un piccolo tarlo però, in tutta questa storia, però c'è...
Dato anche noi viviamo su questa Terra e vi diamo atto che, senza difficoltà, crediamo a quello che ci raccontate, volete però forse raccontarci che questi fatti sono storia così recente, imprevista e imprevedibile ?!
Vi chiediamo ma, quando avete deliberato spese indecenti come in 500.000 Euro per la costruzione della Torre al Vento, cui vanno aggiunti i 20.000 per le relative indagini geologiche, o i 35.000 Euro per l'Associazione di Paolo Calamai, non ci pensavate?
Quanti soldi vengono distribuiti più o meno a pioggia alle associazioni?
Se vogliamo affrontare il problema in modo corretto, cominciamo a mettere da parte progetti assurdi come quello della Torre al Vento o gli emolumenti ad associazioni e soggetti vari, sempre molto discutibili.
Sindaco Cenni fallo, prima di aumentare le tasse ai cittadini.

M5S Prato


Prato - 

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Caro Matteo
sei un bravo ragazzo, ma tu rappresenti tutto ciò che noi combattiamo.
Sei giovane, ma vecchio dentro.
Rappresenti quel potere che ha reso marcio questo Paese e questa Città.
Caro Matteo
non sei credibile, prendi un impegno e non lo porti a termine, non ce la fai proprio a chiudere un mandato.
Non riesci a prendere una posizione, dici che sei contrario al nuovo aeroporto di Peretola fintantoché non ti convinceranno che non ci saranno pericoli.
Aspetti i dati, i dati.
Usi frasi del tipo: "Finché non mi sarà dimostrato che nessuna parte del mio territorio comunale sarà al riparo io mi opporrò ( al nuovo aeroporto )"
Poi arriverà il giorno che Nardella, Rossi e Renzi ti avranno "dimostrato" l'indimostrabile e così tu non ti opporrai.
Caro Matteo
tu fai il gioco delle parti e forse pensi che il mondo sia fatto di soli grulli, hai dalla tua giornali e televisioni che ti hanno trasformato in nemmeno un mese da "quello che ha scritto a Obama per il Monopoly" all'Unto del Signore ( di Firenze ).
Noi lo sappiamo che tu non faresti male ad una mosca, tu non lo faresti mai, il problema non sei tu, ma quello che ti dice cosa fare e come farlo
Caro Matteo vedi
tu non sei stato eletto da nessuno a candidato a sindaco e nemmeno ti sei messo all'anima di farti una lista per conto tuo, no no.
Tu sei stato nominato, anzi tu sei il nominabile.
Caro Matteo
tu rappresenti quanto di più orripilante ci sia in politica, qualcosa che va oltre Razzi e la compravendita di voti, senatori, cariche.
Tu sei il "Nominabile" quando serve.


Prato - 


"Beh per quanto riguarda le dimissioni ( da parlamentare ) bisogna fare chiarezza, perché non sussiste, da quanto ho capito, alcun obbligo di legge. Per correttezza ritengo sia giusto rimetterle al mio capogruppo e al segretario nazionale del partito ( !!! )" ....... poi decideranno loro .....

Queste le parole rilasciate dall'On.Matteo Biffoni a Toscana TV il 22 gennaio scorso: il tempo passa ma le parole rimangono.
Ora, risaputo che le dimissioni non sono previste dalla legge ( così come invece sono previsti i finanziamenti ai partiti che, escluso il M5S, tutti si tengono, anche il PD renziano-biffoniano che a parole sostiene di voler togliere ) è anche risaputo che per legge le dimissioni vadano rassegnate al parlamento.
Matteo Biffoni dichiara che rassegnerà le proprie dimissioni ( in un prossimo futuro ) al segretario del suo partito. Lo stesso segretario che gli ha confezionato la candidatura a sindaco. Lo stesso segretario che aveva dichiarato che non avrebbe mai fatto cadere Letta (ed infatti si è visto).

Gentile Matteo Biffoni, per correttezza ( e per legge ) le dimissioni vanno rassegnate alla camera, in quanto Lei ricopre la carica di deputato del parlamento italiano e viene pagato dal popolo italiano.
La informiamo che le dimissioni al segretario del suo partito le dovrebbe presentare se fosse un quadro o un rappresentante di un organo del PD.
Matteo Biffoni: per correttezza, quando uno prende un impegno lo porta a termine.
Per correttezza avrebbe dovuto rimanere in consiglio comunale, ma ha preferito lasciare a metà il mandato per andare in parlamento.
Per correttezza, una volta sbarcato a Roma dovrebbe limitarsi a fare il deputato, ma si lancia a sindaco.
Per correttezza dovrebbe rimettere le dimissioni da parlamentare in parlamento, ma le rimetterà ( un giorno ) al suo segretario.
Per correttezza desideriamo farle notare che non ne imbrocca una, a parte beccare la poltrona giusta ( e su questo qualcuno le farebbe i complimenti).

Biffoni dimettiti


Prato - 

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Ve li ricordate i titoli dei giornali: Matteo Biffoni incoronato a candidato a sindaco del PD e che si dimette da deputato.
Dove sono le dimissioni di Biffoni? quando le ha date? a chi? le ha mai date? Non sembrerebbe, anzi.
Così non vi stupirà sapere che l'onorevole Biffoni era a La7 a difendere il nuovo governo Renzi e non lo ha fatto da candidato a sindaco di Prato, no no, l'ha fatto da deputato. Sorpresi? io no per nulla
Matteo Biffoni quando le hai date le dimissioni? quando?
Matteo Biffoni a chi le hai consegnate le dimissioni? a chi?
Matteo Biffoni se sei ancora deputato DEVI FARE IL DEPUTATO e lasciare la candidatura a sindaco.
Matteo Biffoni se sei ancora deputato SEI PAGATO ( profumatamente ) PER FARE IL DEPUTATO con i soldi degli Italiani.
Matteo Biffoni se sei il nuovo che avanza allora AVANZA, fai vedere che sei diverso dai vecchi comunist-democristiani che si facevano le campagne elettorali a spese dei cittadini.
Biffoni se sei un uomo dimettiti da deputato, ma fallo in Parlamento, no nello sgabuzzino della segreteria del tuo partito dove non ti sente non ti vede nessuno.
Biffoni dimettiti subito.

http://www.la7.it/non-classificati/rivedila7/tg-la7-night-desk-19-02-2014-127009



Prato - 

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La vicenda di Calamai ha portato alla luce un fatto molto importante: il Comune di Prato ha elargito in maniera legale (attraverso una delibera) ma assolutamente arbitraria, una cifra ad un consigliere personale del sindaco, per allestre una sorta di laboratorio culturale.
Secondo le motivazioni della giunta lo scopo di tale "prebenda" era quello di reprimere il degrado.
La logica del dibattito dopo l'incontro in Via Cironi fra un gruppo di under 30 e il sindaco, si è svolta su un filone del tutto forviante: se da una parte Cenni e la sua giunta rivendicavano una scelta indifendibile, i giovani promotori di buona cultura, hanno chiesto a gran voce che le loro attività vengano sussidiate dal Comune o vengano fatti dei bandi ad hoc.
Bandi di gara di evidenza pubblica che il Comune comunque fa (e questo evidenzia ancora di più la disparità messa in atto con l'assegnazione diretta a Calamai), come quello che riguarda i "Finanziamenti alle imprese per l'insediamento di attività nel centro storico di Prato" con scadenza il prossimo 14/2/2014, che costerà in tutto 100.000 euro ai pratesi e che permetterà ad una quindicina di attività di avere sussidi per 2500 eu/anno per 3 anni... Sono pochi, pochissimi, ma apprezziamo lo sforzo, così come comprendiamo che queste iniziative avvengano a ridosso delle elezioni, per poter anche solo dire "lo abbiamo fatto"...
Ecco il M5S di Prato pensa che sostenere l'insediamento di nuovi esercizi commerciali nel Centro storico di Prato è maggiormente remunerativo in termini economico-sociali, rispetto ad esempio ad un festival del pane che non produce benefici stabili... E su questo punto calcheremo la mano.
Per sua definizione il sussidio dona soldi ad un ente di diritto privato (di cui fanno parte anche le associazioni, come quella del sig. Massenzi, che sono regolate dal Codice civile), ponendolo in una situazione di vantaggio rispetto ad altri soggetti, che vorrebbero o potrebbero perseguire le stesse finalità.
Altro punto debole di queste operazioni è la definizione di merito e gusto, personale e sempre arbitraria.
Questo metodo è sbagliato non solo in termini etici (dare soldi in mano a qualcuno per un'attività anche senza lucro) ed economici, ma in senso più ampio è un male tutto italiano, per cui ogni categoria economica si sente in dovere di chiedere aiuti allo Stato con le motivazioni più varie.
Dai Marchionne (che poi mettono la propria sede legale all'Estero), alle aziende del gruppo Confindustria.
Abbiamo espresso più volte contrarietà per i soldi elargiti per la festa del Pane e altre manifestazioni estemporanee che il Comune ha promosso, utilizzando soldi della collettività.
Con lo stesso sdegno chiediamo che questo "modus operandi" non venga perpetuato per nessuno altro ente.
Lo stesso sistema è stato spesso utilizzato dalle aziende di diritto privato con partecipazioni comunali (ASM, Consiag), per sponsorizzare Radio, giornali, eventi culturali o manifestazioni di altro genere.
Tutto questo ovviamente, si traduce in in servizi più cari per la collettività,.
Una buona amministrazione dovrebbe cercare di utilizzare in maniera più accorta le proprie risorse e invece di finanziare in maniera diretta le attività o le associazioni, deve metterle nelle condizioni di avere buoni servizi a prezzi bassi.
Dall'occupazione del suolo pubblico, alle addizionali comunali passando ai costi dei servizi che il Comune gestisce direttamente o attraverso le partecipazioni all'interno delle società di cui è socio.

Leonardo Cortesi
Movimento 5 stelle di Prato

I candidati a Prato

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    Mariangela Verdolini
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