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Marzo 2014


Prato - 

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Poco più di un paio di settimane fa l'evento del vertice sul "Caso Prato" al Quirinale, era celebrato con titoli a caratteri cubitali, da tutti i quotidiani locali. Tutti hanno usato toni altisonanti e frasi ad effetto, per annunciare al mondo la riunione con il Capo dello Stato, Giorgio Napoletano, riguardo al "Caso Prato". C'erano tutti: destra e sinistra, Comune e Provincia, Sindaco, Presidente della Provincia e parlamentari locali.

Quel giorno le intese, oltre che larghe, sembravano proprio gonfiate come non mai. Intese, sì "gonfiate", ma dall'interesse di non affrontare il "Caso Prato", bensì di coprirlo, perché coprirlo significa coprire responsabilità e cancellare la storia.

In quel divertente siparietto da "libro Cuore", a fare da filo conduttore, c'erano come al solito i tanti argomenti tabù: mentre si annuncia l'arrivo di importanti rinforzi tra le forze di polizia da impiegare sul nostro territorio, rimane che nessuno si azzarda a fare un minimo cenno ai tanti interessi che gravitano attorno al Caso Prato. Nessuno che si azzarda a fare un minimo riferimento alla realtà di una città nella quale si coagula e si intreccia, l'azione di organizzazioni malavitose locali e quelle provenienti da paesi esteri.

Allora lasciamo l'ennesima operazione d'immagine, inscenata sull'avvincente sfondo delle sfarzose sale del Quirinale e torniamo a noi, al nostro contatto con la realtà, con la città che di chi ci vive, e che vede.

In questo, vogliamo ricordare come soltanto qualche giorno prima, sabato 8 marzo, abbiamo tutti festeggiato la festa della donna, ovvero quel giorno in cui, tutto il mondo o quasi, ha deciso di prestare un'attenzione particolare alle sue cittadine, femmine e, in particolare, lavoratrici.

In molti, regalando ramoscelli di mimosa, quel giorno hanno festeggiato questo evento le proprie mogli, fidanzate, madri, sorelle, amiche, e chissà che qualche vero gentleman, non abbia pensato anche ad omaggiare le proprie colleghe...

Pensandoci, l'omaggio verso proprie colleghe appare particolarmente attinente con la festa, visto che al di là della veridicitàe dell'esatta rispondenza storica dell'evento, e va ricordato che, sebbene sembra ci sia non poca confusione sull'esatta rispondenza storica dell'evento, sembra che il tutto tragga origine da un tragico incendio, avvenuto in una fabbrica americana intorno agli anni '20 del secolo, nel quale persero la vita oltre un centinaio di donne lavoratrici.

In questo evento, che in relazione al "Caso Prato" e ad episodi di incendio e vittime del lavoro ci riporta alla memoria anche la recente tragedia di Via Toscana, mi viene da fare un collegamento anche con un'altra realtà di vita bruciata, tipica del "Caso Prato".

Penso infatti a tutte quelle donne di nazionalità cinese che da alcuni anni vediamo dedicarsi alla prostituzione in pieno centro storico. L'ambientazione è di quelli da cinema neorealista, con queste donne che passeggiando intorno alla zona di Pizza Mercatale, adescano clienti lungo tutte le ventiquattr'ore del giorno,conducendoli all'interno delle proprie alcove in Via Sant'Antonio.

Tutto questo, per ventiquattr'ore su ventiquattro o quasi, avviene da alcuni anni, pacificamente ed ogni giorno, senza soluzione di continuità.

Allora di fronte a tanto, ci potrebbe essere sempre qualcuno che tira fuori la filastrocca del "mestiere più vecchio del mondo" o, meglio ancora, che in fondo "la prostituzione non è reato".
Tutto vero. Peccato che ad essere reato lo siano però il favoreggiamento o di riduzione in schiavitù, oppure l'organizzazione a delinquere, dedicata al controllo di certe attività.

Allora, se questo è vero e vale anche per altre simili realtà, perché la realtà della prostituzione di donne cinesi che avviene nella zona di Piazza Mercatale merita di essere messa in evidenza?

Il fatto merita di essere messo in evidenza e di essere denunciato a gran voce, perché questa realtà costituisce un particolare frangente del "Caso Prato" e testimonia una realtà di fondo di criminalità organizzata che pianifica la proprie attività sul territorio, secondo una vera e propria gestione che dimostra la comprensione del principio di diversificazione delle attività di business.

Rispetto ad altre realtà, quella in argomento, si distingue per il fatto non solo di svolgersi in pieno centro storico, anziché magari ai di strade intersante da importante traffico, in prossimità di zone produttive o comunque semi deserte nelle ore notturne, ma anche per essere comparsa quasi all'improvviso e di essere organizzata con una base logistica, ben ideata.

C'è una particolarità in tutto questo, perché una simile realtà ha dei contorni singolari, come il fatto di essersi sviluppata in tempi ristretti, secondo un piano ben preciso. Il tutto denota dei contorni di pianificazione, che sembrano essere tutti da svelare. E'illogico pensare che queste donne siano arrivate lì per caso alla rinfusa: chi ha ideato tutto questo? perché proprio lì e non altrove?

Il tutto sembra infatti consumarsi all'interno dei piccoli locali, all'interno degli appartamenti dei palazzi che si affacciano sulla Via Sant'Antonio, dunque colpisce la facilità con cui con una semplice indagine si potrebbe risalire non solo ai proprietari di questi appartamenti, ma anche all'identità degli affittuari, ai quali forse ci sarebbe tante domande da fare.

Anche questa però, sembra proprio essere di quelle cose da mettere tra quelle che non vengono fatte.

Questa è una della cose di Prato, una "città di tolleranza".

Movimento Cinque Stelle di Prato

(immagine tratta da: http://www.lanazione.it/prato/cronaca/2012/03/20/683805-supermarket-sesso-cinesi.shtml)


Prato - 

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Lunedì 24 si sono svolte le Comunarie on-line sul blog del portale del M5S, così come avevamo richiesto con una mail inviata a Casaleggio il 4 febbraio scorso, al fine di evitare un caso Sardegna a Prato.
Mariangela Verdolini è stata eletta candidato sindaco di Prato del M5S, Mariangela è il nostro candidato sindaco.
Con lei condivideremo le battaglie di questi anni, da l'inceneritore di Baciacavallo al NOP.
Lei ci rappresenterà in questa tornata elettorale e a lei va il nostro sostegno e supporto, il Movimento 5 Stelle sarà forte e unito, cittadini per i cittadini.

Sabato 29 alle ore 11.00 ci sarà una conferenza stampa presso la sede di Viale Piave 10.

Movimento5Stelle - Meetup 134


Prato - 

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In questi giorni alcuni cittadini ci hanno detto di aver visto Matteo Biffoni in giro per la città ad incontrare giornalisti e fare campagna elettorale. Qualcuno ci ha chiesto: "Ma Biffoni non è ancora un parlamentare? Non dovrebbe essere a Roma per svolgere l'attività per cui è pagato?..."

Si direbbe una domanda semplice, di buon senso, come ad ogni cittadino che la mattina si alza e va a lavorare, viene da farsi in modo del tutto spontaneo.

Una domanda che non possiamo che condividere, con tanto che bisogna dire anche che il "fattaccio" non è solo questo, ma il fatto che più spesso, a Prato, Matteo Biffoni non c'è, proprio perché a Roma, dove il suo ruolo gli richiede di essere.

E' forse per questo, ovvero per sopperire alla presenza intermittente di un candidato impegnato in altri incarichi, lontano dalla città, che corre voce che il PD abbia incaricato alcune aziende di primaria importanza nel campo della comunicazione.

Aziende che sono pagate dal PD, e dunque da tutti i cittadini che, dolenti o nolenti, contribuiscono all'attività dei partiti, attraverso il finanziamento pubblico.

E' tutto regolare? Si può fare? Per quanto non condividiamo l'idea che i partiti debbano percepire finanziamenti pubblici, a termini di legge dobbiamo dire: Certo che sì!

Come nostro solito, però, noi vogliamo andare oltre, e porre una questione di trasparenza, chiedendo apertamente: quanto spende il PD per la campagna elettorale di Biffoni? Quanto ci costerà alla fine? I cittadini devono sapere quanto costa eleggere un loro rappresentante.

Per noi è facile perchè non prendiamo finanziAmenti pubblici e costiamo zero, ma a Biffoni vogliamo chiedere: BIFFONI, MA QUANTO MI COSTI?...

Ed attenzione bene: su questa domanda che rivolgiamo al PD e a Matteo Biffoni, la rivolgiamo anche a tutti gli altri candidati in gioco, sorretti da partiti e percettori di finanziamenti pubblici!

E' giusto che ai cittadini sia permesso di conoscere queste cifre, come di ogni prodotto che si intende acquistare si ha diritto di conoscere il prezzo.

Dunque, bando alle ciance, e fuori preventivi e fatture!


Prato - 




Prosegue la campagna di monitoraggio del nuovo ospedale di Prato da parte del movimento 5 stelle locale. Dopo la visita ispettiva, effettuata con l'ausilio della Senatrice Laura Bottici, per verificare le idoneità degli impianti del S. Stefano, il Meetup 134 si impegna nella campagna di informazione riguardante la gestione di tutti i servizi non sanitari che ruotano intorno al nosocomio pratese. Questa volta ci interessiamo al pagamento del pedaggio per il parcheggio, da parte dei cittadini che hanno i propri cari ricoverati nella struttura di Galciana. Vogliamo far conoscere che il pedaggio richiesto, non va tanto al comune, ne tantomeno alla regione ma ad una azienda privata. La società che gestisce il parcheggio è la stessa che si occupa delle pulizie, della lavanderia, della manutenzione degli impianti presenti nel presidio Ospedaliero.
Il Movimento pratese pensa che il pagamento del parcheggio all'interno dell'ospedale sia ingiusto e che la necessità di visitare l'ospedale sia, ancora una volta, strumentalizzata dall'interesse finanziario di una ristretta cerchia di persone.

Paolo Pastacaldi

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Prato - 

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L'argomento è di quelli "sensibili"; tocca l'etica, ma anche la salute della popolazione. E' a tutti gli effetti un inceneritore, ma sia il PD che il PDL preferiscono ignorarlo e tentano di rinviare il confronto con la popolazione a dopo le elezioni, nel frattempo però - passo dopo passo - preparano il terreno per costruire il forno nel bel mezzo delle abitazioni e vicinissimo a scuole e giardini, incuranti degli effetti che potrà avere sulla salute dei cittadini.
Ognuno ha la sua strategia comunicativa ma entrambi hanno lo stesso comune denominatore: i cittadini non devono sapere!

In una affolata assemblea al circolo di Maliseti che doveva servire a presentare il neocandidato Sindaco (ancora) Onorevole Biffoni lo stesso, in risposta a precise richieste circa la collocazione del crematorio, ha dato risposte al limite del grotteco: parlerà con i tecnici, (magari proprio con quelli che costruiranno e gestiranno il forno) e il crematorio si farà solo se lo rassicureranno! FORMIDABILE !!!! il PD non si smentisce mai , ha una dote fantastica, ovvero quella di dirsi a favore di soluzioni nocive per l'uomo e per l'ambiente, ricorrendo alla frase magica del "a condizione che non sia dannoso per la salute". E' incredibile. Alla fine riusciranno ad affermare di essere favorevoli alla guerra solo a condizione che gli esperti non li rassicurino che non ci saranno morti, feriti e dispersi... !

Migliore figura non l'ha fatta l'inossidabile Mosca, che ha giurato e spergiurato che la Circoscrizione che preside (la OVEST) ha votato contro la realizzazione del crematorio all'interno del Cimitero di Chiesanuova, quando invece risulta chiaramente dagli atti del Consiglio Comunale (Delibera n. 39 del 14.11.2013) che sia la Circoscrizione Ovest che la Nord hanno approvato la variante che comprende anche l'eventuale crematorio ad una distanza dalle abitazioni inferiori a 200 metri.

Perchè non dire la verità ai cittadini?
Ancora peggio, se possibile, l'attuale assessore ai lavori pubblici Caverni che accusa il comitato di Sindrome Nimby (non nel mio giardino). La mobilitazione in corso, lui sostiene, nasce dai chi risiede nelle vicinaze e teme ricadute di inquinanti nei loro giardini .... in effetti Caverni ha ragione, i comitati si sbagliano! Gli inquinanti non ricadranno solo nei giardini di chi abita nellle vicinaze, ma si disperderanno nell'aria, trasportati dai venti e andranno ad aggravare tutta la situazione ambientale dell'area pratese già pesantemente compromessa..... ovvio che chi abita nelle vicinaze ne riceva dosi maggiori!

Analisi compiute su siti simili hanno infatti dimostrato importanti emissioni di sostanze inquinanti che vanno dalle polveri sottili, monossido di carbonio, ossidi di zolfo, composti organici del cloro e del fluoro, metalli pesanti, in particolare il mercurio (dall'amalgama nelle otturazioni dentarie che, reso biodisponibile dalla combustione, contamina i terreni circostanti per lunghi periodi) fino alle diossine che, attraverso la catena alimentare entrano nei nostri corpi e sono cancerogeni certi. Non ci vengano a dire che questo è allarmismo.... sappiamo benissimo (ma sicuramente è cosa nota anche a loro (PD/PDL) che il crematorio di Pistoia è stato chiuso diverse volte perchè emetteva grandi quantità di diossine, come pure quello di Arezzo ... e questo solo per restare in Toscana!

Siamo molto preoccupati! e non solo per la salute che sicuramente è il bene più importante da difendere, ma anche per i soldi che usciranno dalle nostra tasche per entrare in quelle di chi vuol fare businnes anche con il dolore!

L'assessore Caverni nel tentativo di rassicurare chi teme un altro sperpero di denaro, ci dice che è in "gestazione un project financing con circa 500 mila euro di gettito annuo dalle cremazioni a beneficio dell'azienda concessionaria del servizio" Invece di rassicurarci questa notizia ci riempi di terrore: abbiamo ben presente che lo stesso meccanismo è stato attivato per realizzare i 4 nuovi ospedali della Toscana, uno di questi gioiellini è piovuto proprio nella nostra città, ogni giorno una nuova magagna .... alcune gravissime, ma sicuramente qualcuno ci ha guadagnato!
Con il crematorio, parte un'altra bambola! Chi c'è dietro questo nuovo affare a spese della salute e delle tasche dei cittadini?

Movimento 5 stelle Prato


Prato - 


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Quelle della foto non sono persone che stasano un tombino, sono attivisti che fanno rilievi, anche sotto l'acqua, perché se vuoi progettare una cosa per bene non basta fare un disegno su un foglio, devi andare sul posto e renderti conto com'è dal vivo, lo devi conoscere.
Noi vorremmo Prato come Curitiba o come Copenaghen, è questo che vorremmo, una città dove i cittadini siano liberi di scegliere come potersi spostare.
In questi anni, ma in quest'ultimo anno in particolare, abbiamo sviluppato un programma/progetto per la realizzazione di una rete di mobilità integrata.
Fisicamente i nostri attivisti hanno fatto i rilievi sul posto ( anche sotto l'acqua, come nella foto ), hanno fatto tracciati, stimato costi, un lavoro enorme. ENORME.
Prato è una città con piste ciclabili che non servono a niente perché portano a niente, un servizio di autobus veloce completamente sballato centripeto/centrifugo, che non permette il collegamento tra le periferie.
A Prato si sono fatte le cose per spot elettorale, nessun vero servizio al cittadino.
Servono piste ciclabili, percorsi pedociclabili, che siano usufruibili tutti i giorni, per andare al lavoro, a scuola o in palestra; serve un servizio di trasporto pubblico a ragnatela, com'è possibile che chi sta a 500 mt dall'ospedale non riesca ad arrivarci in autobus?
E' giusto dare a cesare quel che è di cesare e pertanto questo pezzo pubblicato su pratoblog lo ripubblichiamo qui, un ringraziamento a tutti coloro che si sono spesi ed hanno lavorato distanti dalle luci della ribalta.

M5S.


Il programma di Mobilità Sostenibile del Movimento Cinque Stelle-Meetup 134 di Prato

Rendere Prato un modello per quanto riguarda la Mobilità Sostenibile dotando la città di tutte quelle infrastrutture che possano rendere le forme di trasporto pubblico e alternativo più convenienti in fatto di praticità ed economicità, rispetto all'uso e al possesso di auto private. Queste la mission e l'obiettivo proposti dal Movimento 5 Stelle di Prato.

La conferenza ha avuto luogo nella sede del Movimento in Viale Piave, ieri sera. A seguirla un pubblico interessato e vivace che ha partecipato con interesse all'esposizione del progetto e al successivo dibattito.

E' ormai chiaro a tutti che lo spostamento esclusivo su automobile privata, rappresenta sempre più un costo economico annuale insostenibile, provoca grave inquinamento ambientale, comporta stress, impedisce di godere degli spazi cittadini, ci fa perdere ore attaccati ad un volante, ci costringe a consumare migliaia di metri quadri di suolo (ricchezza non sostituibile) per costruire sempre nuove infrastrutture, che allontanano sempre più le distanze, e i rapporti sociali. Ormai viviamo parte della giornata e della nostra vita rinchiusi in una scatola di metallo e plastica.

Tutto questo deve essere superato.Per riappropriarsi degli spazi cittadini. Per poter leggere un libro mentre ci spostiamo. Per apprezzare spazi che, al chiuso di un'auto, pensavamo non esistessero.

La maggior parte delle grandi città europee, da Berlino a Monaco, da Cracovia ad Amsterdam, hanno accettato e vinto la sfida. L'Italia invece arranca. Schiava di idee di mobilità anacronistiche. Ancorata all'idea di "automobile come status symbol".

Il Movimento 5 Stelle ha tra le sue stelle i trasporti moderni e l'ambiente, e Il meet up "Prato134", tramite un gruppo di lavoro Mobilità attivo ormai da mesi sul territorio comunale, ha tra i suoi obiettivi quello di rendere Prato una città dai trasporti "a 5 stelle", che realizzi un piano dei trasporti realmente moderno, che trasformi questa città ormai congestionata alla dimensione pubblica che merita.

Prato deve diventare una città sostenibile dal punto di vista della Mobilità su modelli ben consolidati del centro - nord Europa e anche di certe realtà italiane. Deve diventare un esempio per altre città italiane in modo tale che il "Modello Mobilità Prato" contagi virtuosamente altre aree della Toscana e dell'intero Paese. Si deve dare ai cittadini la possibilità di scegliere COME muoversi, contando su un trasporto pubblico efficiente e moderno. Proponendo alternative all'uso e all'abuso delle auto. Per un'utilitaria di bassa cilindrata tra assicurazione, bollo, manutenzione, benzina, tagliandi, revisione, costo di acquisto ripartito per gli anni di durata del mezzo, parcheggi a pagamento, ecc. si possono stimare dei costi che si aggirano intorno ai 2500/3000 euro annui. La proposta alternativa all'uso delle auto è un investimento per la realizzazione di una vasta rete di piste ciclabili protette ed illuminate che diano la possibilità di raggiungere in maniera efficace tutta la città. Andrea Vannini, uno degli artefici del programma insieme ad Alessandro Gori, Alessandro Esposito, Fabio Guarducci e Debora Guerini, dichiara: "Alcune di quelle esistenti non sono purtroppo facilmente gestibili, a causa di una progettazione sbagliata. Non si può pretendere di fare una ciclabile in una zona a rischio idrogeologico del 100% (sponda del Bisenzio, zona stazione centrale) e credere che non sarà mai allagata, o che l'erosione della sponda dovuta all'assenza di vegetazione non comprometta la tenuta della sponda stessa. Non si può credere che una ciclabile fatta sull'argine della Bardena non venga rapidamente invasa dalla vegetazione, in una zona di campagna. La verità è che molte piste sono state fatte solo dove non davano noia, dove non "compromettevano" la mobilità su auto. Adatte più all'uso ludico-ricreativo che allo spostamento cittadino. Tanto per far vedere che Prato ha "n" km di ciclabili. Ciclabile come slogan, non come servizio".

Sono proposti sistemi moderni ed efficienti per contrastare il furto delle biciclette attraverso la promozione di forme di antifurto GPS e rintracciabilità elettronica. La promozione di un Bike Sharing, Car Sharing, Car Pooling, e Scooter Sharing diffuso e pratico. Un servizio di autobus capillare, frequente, veloce ed efficiente. Interconnettività fra le varie reti di trasporto.

Alla conclusione della conferenza viene proiettato un filmato che mostra come siano state concepite e progettate le ciclabili di Copenhagen. Le riprese mostravano piste realizzate nelle strade, dove l'utenza è messa in condizione di viaggiare in assoluta sicurezza .

Questa è la ricetta del Meetup 134 attraverso la quale si realizza il sogno di convertire Prato in una città dalla mobilità sostenibile.

http://www.pratoblog.it/2014/02/il-programma-di-mobilita-sostenibile-del-movimento-cinque-stelle-meetup-134-di-prato/


Prato - 

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Mentre il candidato Sindaco PD latita sull'argomento, il Presidente Rossi mette da parte anche le sue ultime riserve sulla pista lunga (<http://tmp.provincia.prato.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIO1161.TIF&subcod=20140303&numPag=1&tipo=GIF>). Così, dopo che Biffoni, con i suoi silenzi, accondiscende di fatto ai diktat fiorentini, Enrico Rossi sceglie la strada di essere esplicito: dopo le sue ultime dichiarazioni è chiaro che a decidere sulla pista sarà il magnante argentino Eurnekian, proprietario di una quota importante della società che controllano gli aereoporti di Pisa e Firenze.

Dovremmo dire: "Viva la sincerità!". Se mai qualcuno avesse ancora avuto qualche dubbio, questa notizia è segno evidente di una politica e di partiti completamente nelle mani dei grandi interessi privati. Rossi, Renzi, Biffoni, sono tutti dei passa-carte, gente che, come si dice, "attacca il ciuco dove vuole il padrone".

Ridicole poi le discussioni tra i consiglieri fiorentini, tutte frutto di stupidi ricattini, frutto di faide tra diverse correnti e partiti (http://tmp.provincia.prato.waypress.eu/RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIF1011.TIF&subcod=20140303&numPag=1&tipo=GIF)piccoli personaggi in cerca di visibilità, si dividono tra chi cerca di farsi bello ostentando il prorio finto "NO" alla nuova ipotesi di pista, allungata fina a 2400 m., e chi invece, mostrandosi a questa favorevole, recita la parte dell'illuminato, sempre dalla parte dello sviluppo e del progresso.

Ma forse i personaggi più di poco conto li abbiamo a casa nostra, con i vari Gestri, Biffoni e non solo: tutti buoni a dire "NO" e scomparire un attimo dopo. Un "NO" che non è seguito da nessuna crisi politica. Un "NO" a seguito del quale ognuno poi rimane al proprio posto, limitandosi ad evitare l'argomento e ricordare la propria contrarietà, solo in caso di bisogno ineludibile.

L'interesse generale, l'interesse legittimo dei cittadini, di chi vive territori invasi, in modo improvviso, dalla prepotenza di certe decisioni, non esiste più. Esiste solo l'interesse economico e la speculazione.

Alla fine pagheremo tutto noi: pagheremo la scomparsa di una vasta area a verde, la cancellazione di specie protette, se ne andrà un pezzo dell'oasi di Focognano, già pagata con i soldi dei contribuenti. Tutto avverrà discapito della qualità dell'aria, ci saranno rumori insopportabili per i più vicini residenti, aumento del traffico sulle strade... In poche parole, un vero inferno.

Un inferno con uno schema ben preciso: Eurnekian comanda, Rossi esegue e Biffoni tace.

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