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Aprile 2016


Prato - 

Approvato in Consiglio comunale un aiuto di 60.000 euro alle imprese edili di Prato.

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Il PD, invece di aiutare le famiglie allo stremo, dopo aver alzato le tasse al massimo, sceglie di concedere una diminuzione della Tasi alle imprese edili che hanno appartamenti sfitti o invenduti. In una città che ha "fame" di case, che soffre di una grave emergenza abitativa e con il numero di sfratti piú alti d'Italia, invece di colpire chi pur avendo appartamenti vuoti non abbassa il prezzo di affitto o di vendita, decide di premiarli con questa riduzione.

Il M5S é contrario e avrebbe voluto invece che questi 60.000 euro annui fossero destinati ai cittadini piú bisognosi. Ci sembra evidente che il PD, partito di "sinistra", forse per ricambiare voti ricevuti, continua a non essere dalla parte dei piú deboli.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Oggi 17 aprile 2016, si vota il referendum sulle trivelle.

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Si tratta di un referendum abrogativo, cioè uno strumento di democrazia diretta che la Costituzione prevede per richiedere la cancellazione, in tutto o in parte, di una legge dello Stato. Per poter esercitare il diritto di voto, bisogna recarsi dalle ore 7 alle 23 presso la sezione elettorale nelle cui liste si risulti iscritti, esibendo oltre ad un documento di identità, anche la propria tessera elettorale.

Quesito referendario: DURATA TRIVELLAZIONI IN MARE
Divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in zone di mare entro dodici miglia marine. Esenzione da tale divieto per i titoli abilitativi già rilasciati. Abrogazione della previsione che tali titoli hanno la durata della vita utile del giacimento.

Il testo del quesito: Volete voi che sia abrogato l'art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, "Norme in materia ambientale", come sostituito dal comma 239 dell'art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)", limitatamente alle seguenti parole: "per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale"?.

Il quorum: Perché la proposta soggetta a referendum sia approvata occorre che vada a votare almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto e che la maggioranza dei votanti si esprima con un “Sì”. Votando “Sì” i cittadini avranno la possibilità di cancellare la norma sottoposta a referendum.

Chi può votare: Hanno diritto di voto tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto la maggiore età.

Dove si vota: Si vota in tutta Italia e non solo nelle 9 regioni che hanno promosso il referendum.

Quando e come si vota: Per poter esercitare il diritto di voto, bisogna recarsi al seggio dalle ore 7 alle 23 presso l’ufficio elettorale di sezione nelle cui liste si risulti iscritti, esibendo oltre ad un documento di identità, la propria tessera elettorale.

Come richiedere la tessera elettorale: Qualora non trovi la propria tessera elettorale o si scopra che gli spazi per l’apposizione del timbro sono esauriti, si potrà chiedere una nuova tessera presso l'anagrafe centrale che sarà aperta al pubblico lunedì al sabato ore 9.00 - 13.00 Per tutte le pratiche su appuntamento: telefonare al numero verde 800 732 328 dal lunedì al sabato ore 9.00 - 13.00, mentre domenica per tutta la durata delle operazioni di voto (dalle ore 7.00 alle ore 23.00).

Scrutinio e risultati: Lo scrutinio dei voti inizierà nella stessa giornata di domenica, subito dopo la chiusura delle votazioni. I risultati saranno pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno.

IL 17 APRILE AL REFERENDUM CONTRO LE TRIVELLAZIONI IN MARE VOTA SI.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

CASO CREAF, M5S: “Subito una commissione d’inchiesta ed immediata restituzione alla Regione di 11 milioni di euro."

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Su 22 milioni di finanziamenti pubblici dati negli anni al Creaf di Prato, ben 11 sono contributi derivati dalla Regione Toscana. È la cifra che emerge dalla risposta dell’assessore Ciuoffo ad un’interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle in Regione nell’agosto 2015 per avere chiarimenti sul futuro del Centro di Ricerca pratese.

“Alla luce delle indagini della Guardia di Finanza per malversazione di fondi pubblici – attacca Giacomo Giannarelli, Consigliere regionale del M5S e firmatario dell’interrogazione – chiediamo l’immediata restituzione alla Regione di tale somma da parte della società Creaf Srl.

Chiediamo anche l’istituzione di una Commissione regionale d’inchiesta, per capire come sia stato possibile che la Giunta regionale abbia potuto continuare ad elargire negli anni finanziamenti ad una società pubblica che dal 2003 non è mai partita e che si ritrova soltanto con un edificio vuoto. Siamo di fronte all’ennesimo scempio del malgoverno del centrosinistra e la domanda che ci poniamo è sempre la solita: che fine hanno fatto i nostri soldi?”

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Questa mattina ci ha lasciati il nostro Gianroberto. Tutto il Movimento 5 stelle si stringe attorno alla famiglia. Gianroberto ha sempre lottato e non ha mai mollato, convinto che questa società si potesse cambiare in meglio. Noi seguiremo il suo esempio e non molleremo mai.

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"Nel buio guardo le luci verdi dei macchinari e sento il brusio dei loro suoni meccanici, riesco a sentire il respiro della morte che si avvicina… Mille pensieri mi attanagliano. Non provo più emozioni nel seguire la politica e nemmeno nel leggere e nello scrivere da troppo tempo ormai.

Questo mi fa sentire terribilmente colpevole. Abbiamo creato un sogno, un sogno meraviglioso; un sogno purtroppo incompleto. La politica dovrebbe essere qualcosa di più importante: per esempio le storie d’amore, l’arte, i sogni di quando eravamo bambini… Quello che posso portare con me sono solo i ricordi rafforzati dall’amore.

Solo adesso ho capito che dobbiamo perseguire altri obiettivi che non sono correlati alla ricchezza. Non fermarsi a perseguire la ricchezza potrà solo trasformare una persona in un essere contorto. Questa è la vera ricchezza che ti seguirà, ti accompagnerà, ti darà la forza e la luce per andare avanti.

La politica italiana deve diventare questo: amore per il prossimo, non per i soldi. Vorrei poter fare di più. Ho apprezzato il fatto che io e gli altri abbiamo coinvolto e intrattenuto tutta questa gente. Ma devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose solo quando non ci sono più. Sono troppo sensibile. Ho bisogno di stordirmi per ritrovare quell’entusiasmo che avevo da bambino.

Durante le ultime tre campagne elettorali sono riuscito ad apprezzare molto di più le persone che conoscevo personalmente e i sostenitori della nostra idea, ma ancora non riesco a superare la frustrazione, il senso di colpa e l’empatia che ho per tutti. Per esempio quando saliamo sul palco e le luci si spengono e sento alzarsi forte l’urlo del pubblico, non provo quello che prova Beppe, che si sente inebriato dalla folla, ne trae energia e io l’ho sempre ammirato e invidiato per questo. Il fatto è che non posso imbrogliarvi, nessuno di voi.

Semplicemente non sarebbe giusto nei vostri confronti né nei miei. Il peggior crimine che mi possa venire in mente è quello di fingere e far credere che io mi sia contento al 100% di come sono andate le cose. So che c’è del buono in ognuno di noi e credo di amare troppo la gente, così tanto che mi sento troppo triste a vedere come è ridotto il nostro paese. Vi prego dal profondo dell’anima, diventiamo amore. Solo così potremo farcela. Non distruggete questo sogno, non distruggete l’Italia, non distruggete il nostro pianeta!" [Gianroberto Casaleggio]

Dal MoVimento 5 Stelle Prato una sola voce all'unisono grida: "Porteremo avanti il sogno di un'Italia migliore. Grazie e #CiaoGianroberto".

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Il PD inizia di fatto la privatizzazione di nidi d'infanzia e scuole d'infanzia comunali: accanto alle 36 assunzioni a tempo indeterminato tramite concorso di educatori e insegnanti, ottenuti dai residui dei piani di assunzione 2013/2014, ci saranno infatti 18 educatori e insegnanti che saranno assunti non dal Comune ma dal privato (cooperative, associazioni etc) che si aggiudichera' il bando di prossima uscita, andando a gestire un nido d'infanzia e due scuole d'infanzia comunali.
La chiamano "sperimentazione" ma a nostro avviso e' solo un modo di tagliare e risparmiare su educazione e istruzione: infatti un dipendente assunto da una cooperativa costa molto meno all'amministrazione rispetto allo stesso a parita' di ruolo e mansioni assunto dal Comune.
Un emendamento M5S alla legge di stabilita' che blocca le assunzioni permette ai comuni di effettuare assunzioni per educatori ed insegnanti, quindi l'amministrazione poteva assumere direttamente le 18 figure mancanti per questi ruoli.
Esprimiamo preoccupazione e contrarieta' per questa scelta politica che va a penalizzare il servizio educativo e d'istruzione pubblico che e' sempre stato un'eccellenza del Comune di Prato.


Prato - 

Il cambiamento climatico acuisce l'impatto degli eventi atmosferici estremi e aumenta i rischi sanitari legati in particolare alle ondate di calore Legambiente: Le città italiane alla sfida del clima.

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Presentato, di recente, il dossier di Legambiente, in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente, “Le città italiane alla sfida del clima”, con risultati utili e interessanti per definire l'entità degli impatti dei mutamenti climatici nelle nostre città. Dal 2010, 101 Comuni italiani hanno subito, nel loro territorio, impatti dovuti a fenomeni atmosferici estremi, con 204 eventi tra allagamenti, frane, esondazioni con danni alle infrastrutture e/o al patrimonio storico.

I cambiamenti climatici in corso necessitano di nuove modalità di risposta alle situazioni di emergenza ed ai pericoli che minacciano, in particolare, le città. Sono necessarie nuove forme di pianificazione e di gestione delle aree urbane per mettere in sicurezza i cittadini e ridurre gli impatti sui quartieri e sulle infrastrutture dei centri urbani.

Le città sono il cuore delle sfida climatica in tutto il mondo perché è nelle aree urbane che si produce la quota più rilevante di emissioni ed è qui che l’intensità e la frequenza di fenomeni meteorologici estremi sta determinando danni crescenti, mettendo in pericolo vite umane e provocando gravi danni a edifici ed infrastrutture.

Conoscere le zone urbane a maggior rischio è molto utile per pianificare e ottimizzare gli interventi durante le emergenze ed indirizzare l'assistenza, ma anche per realizzare interventi di adattamento, come la reintroduzione di alberi e prati al posto di superfici asfaltate, in modo da favorire il naturale deflusso delle acque nella falda e rivestendo i tetti con vegetazione o materiali riflettenti.

Tutto questo richiede di attivare un sistema di risposta più efficace, in base alle caratteristiche dei diversi territori, a volte condizionati da fenomeni di dissesto idrogeologico, altre dalle conseguenze di una gestione disinvolta del consumo di suolo, dell'edilizia o della rete di smaltimento delle acque. Oltre ai danni più visibili causati dal maltempo, dobbiamo fare i conti anche con gli impatti sanitari dovuti alla maggiore frequenza e intensità delle ondate di calore.

Gli studi realizzati dal Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario nazionale della Regione Lazio, nell'ambito del “Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute”, evidenziano dati preoccupanti relativi alle città italiane. Nell'estate del 2015, le temperature superiori alle medie, nel periodo di luglio, nelle città del Nord e del Centro (fino a 4°C superiori ai valori di riferimento con picchi che hanno raggiunto i 41°C), associate ad elevati tassi di umidità hanno aumentato il disagio termico della popolazione.

L'effetto è stato un aumento della mortalità giornaliera nella popolazione con età superiore ai sessantacinque anni nel mese di luglio 2015, con incrementi compresi tra +15% e +55%. Le città, quindi, devono poter affrontare la sfida dei cambiamenti climatici ma per riuscire in questo intento, riducendo rischi e impatti, occorre attuare strategie di adattamento mirate e gestite a livello nazionale e locale.

Per Legambiente una politica idonea deve prevedere l'elaborazione di Piani Clima delle città, cioè di uno strumento che consenta di individuare le aree a maggiore rischio, di rafforzare la sicurezza dei cittadini anche in collaborazione con la Protezione civile, in modo da elaborare progetti di adattamento di fiumi, delle infrastrutture, dei quartieri. Il Ministero dell'Ambiente dovrebbe svolgere un ruolo di indirizzo e di coordinamento rispetto all'azione dei Comuni.

In Regione Toscana, per i primi interventi sono già sono stati erogati alla Città Metropolitana di Firenze 55,5 milioni di euro, individuando i seguenti interventi prioritari, di immediata cantierabilità:

  • casse di espansione di Figline Valdarno (Restoni, Pizziconi, Leccio e Prulli)
  • interventi per il rischio idraulico sul Torrente Mensola
  • adeguamento idraulico dell'alveo del Torrente Mugnone

Altri interventi riguardano i seguenti progetti:

  • interventi urgenti di ripristino dell'officiosità idraulica del Canale Emissario della Viaccia
  • rimozione dei depositi su corsi d'acqua minori nella piana empolese
  • adeguamento della diga di Levane.

Nel dossier sono presi in esame anche eventi atmosferici specifici che hanno colpito il nostro Paese; per la Toscana vengono citati i seguenti eventi estremi:

  • 25 ottobre del 2011: esondazione del fiume Magra che ha devastato l'intero territorio della Lunigiana, allagando buona parte di Aulla e causando due vittime,
  • 5 novembre 2015: nubifragio che ha determinato la piena del fiume Carrione con allagamenti nel territorio di Carrara e della Lunigiana,
  • 28 agosto 2015: piena dell'Ombrone che ha trascinato sulla spiaggia di Marina di Grosseto un'enorme quantità di rami e tronchi, allungando la lunga lista di episodi, alluvioni e allagamenti, che negli ultimi anni hanno colpito la Maremma.

Infine il dossier riporta alcuni esempi di interventi di adattamento messi in atto da città europee ed italiane, da Copenaghen a Modena ad Anversa, dimostrando come sia possibile realizzare progetti capaci di dare risposta ai rischi climatici in una prospettiva di miglioramento della vita nelle città.

Il dossier Le città italiane alla sfida del clima contiene le informazioni raccolte nella mappa interattiva relative ai danni provocati in Italia dai fenomeni climatici dal 2010 ad oggi, con particolare riferimento a quelli che hanno colpito le città.

Nella mappatura, ad ogni episodio sono associate informazioni che riguardano sia i danni che gli episodi precedenti avvenuti nello stesso comune, per contribuire a chiarire i caratteri e l'entità degli impatti provocati, individuare le aree a maggior rischio, registrare dove e come i fenomeni si ripetono con maggiore frequenza per cominciare ad evidenziare, laddove possibile, il rapporto tra accelerazione dei processi climatici e problematiche legate a fattori insediativi o infrastrutturali nel territorio italiano. [2016 Fonte Arpat]

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Triv: ecco perché votare sì al referendum.

Domenica prossima si vota per il referendum sulle trivellazioni in mare. Chiediamo di votare sì per non prolungare la durata delle concessioni per le trivellazioni marine sottocosta entro i 12 chilometri”. Con un lungo documento firmato dal deputato del M5S Danilo Toninelli e sottoscritto da 6 consiglieri comunali pentastellati del territorio provinciale e lodigiano, Il Movimento 5 Stelle si schiera a favore del referendum previsto il 17 aprile - ormai ribattezzato referendum delle trivelle - sposando di fatto le argomentazioni del comitato del sì.

ESTRAZIONI - Una prima motivazione a sostegno del sì viene dalla proficuità delle estrazioni: “il petrolio nei mari italiani è pochissimo. Estraendolo tutto, nei prossimi anni potremmo ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni straniere dal 91% al 90.2%. Percentuali irrisorie rispetto a rischi di incidenti come quelli già visti altrove per piattaforme considerate sicure. Anche per il gas, estraendo tutto quello presente nei sottofondi marini del nostro Paese dipenderemmo comunque dalle importazioni straniere invece che per l’88% per l’85%. Risultati che non valgono le risorse impiegate ed i fortissimi rischi ambientali connessi”.

AMBIENTE - Ci sono poi motivazioni di stampo ecologico ed ambientale: “Secondo Greenpeace – segnalano gli esponenti del 5 Stelle – il 75% delle trivelle di cui sono stati forniti i dati dal Ministero dell’Ambiente presentano un superamento del limite di soglia di tolleranza per almeno un inquinante e il 66% per almeno due inquinanti. Significativo il fatto che per i tre quarti delle trivelle il Ministero dell’Ambiente non ha fornito alcun dato”.

POLITICA - Accanto ai ragionamenti energetici ed ambientali, i comitati del sì – e così anche il M5S – puntano molto sulla valenza politica dell’esito referendario: “in caso di successo potrà essere anche il primo passo per vietare tutte le trivellazioni nei mari italiani ma non solo: è il caso dello stoccaggio del gas che interessa profondamente e drammaticamente regioni come la Lombardia, nelle quali per questo stiamo conducendo da tempo una battaglia soli contro istituzioni sorde che continuano nella loro opera nonostante i limiti imposti a queste attività dalla legge e dalle direttive europee”.

VOTO - Non manca poi il severo richiamo a chi ha lanciato il controappello al non-voto: “La Costituzione ci dice che il voto è un dovere civico: chi invita a non votare è contro la Costituzione. Qualunque sia la vostra posizione su qualsiasi tema non dovreste mai lasciare che a decidere per voi siano altri, che siano quelli che non possono o non vogliono partecipare. Solo un partito anticostituzionale può incitare a fare una cosa del genere e autodefinirsi democratico”.

IL 17 APRILE AL REFERENDUM CONTRO LE TRIVELLAZIONI IN MARE VOTA SI.

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Prato - 

Il Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente presenta il rapporto "Qualità dell'ambiente urbano - Edizione 2015".

Il Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano è giunto alla XI edizione. Realizzato dall'intero Sistema nazionale per la protezione ambientale (ISPRA/ARPA/APPA), si è consolidato negli anni come un riferimento per gli addetti ai lavori e per gli utenti tutti grazie anche alle analisi e valutazioni con cui gli esperti del Sistema hanno accompagnato i numerosi dati presentati, guidando il lettore nella comprensione dei fenomeni e illustrando possibili strategie di risanamento.

Esaminati 85 Comuni capoluogo di provincia, con popolazione superiore ai 40.000 abitanti. Di seguito i valori delle Acque per il Comune di Prato.

Il rapporto elabora i dati ISTAT e mette in chiaro i seguenti punti: dal consumo di acqua per uso domestico alle perdite di rete, nonché dal sistema di depurazione al collettamento delle acque reflue urbane, per finire al classificazione dei corpi idrici superficiali.

Nel capitolo consumo di acqua per uso domestico Prato si attesta la seconda città dopo Arezzo per minori consumi (poco più di 110 litri per abitante al giorno). Dalla rilevazione effettuata da ISTAT a livello nazionale nei 116 capoluoghi di provincia risulta per il 2011 un consumo pro-capite medio di acqua per uso domestico di  175,4 litri per abitante al giorno, quindi si può affermare che per il consumo di acqua per uso domestico, Prato risulta essere un Comune virtuoso.

Per quanto concerne le perdite di rete (dispersioni), la fonte delle informazioni è il Censimento delle acque per uso civile dell’ISTAT, che fornisce dati relativi al 2012, la situazione a Prato è ancora oggi molto critica con un valore del 43,8%. Acqua che viene dispersa ma che i cittadini comunque pagano.

Vi è anche il dato del consumo di acqua in litri per abitante al giorno  fatturata per uso domestico nelle 85 città (anni 2000 - 2011). Il trend di consumo per il Comune di Prato è in diminuzione, infatti si passa da un consumo nel 2000 di 149 litri per abitante a una significativa riduzione nel 2011 di ben 115 litri per abitante. Tuttavia la tariffa del gestore Publiacqua è in continua crescita, anche per il 2015 si registra un aumento del 6,4%.

La normativa comunitaria di riferimento, Direttiva 91/271/CEE, concernente il trattamento delle acque reflue urbane - definisce una serie di scadenze temporali per l’adeguamento dei sistemi di collettamento e depurazione a servizio di agglomerati urbani. Il grado di copertura territoriale del sistema fognario-depurativo è risultato nel complesso piuttosto elevato in gran parte delle città considerate, alla data di riferimento delle informazioni (2012). Il Comune di Prato ha una copertura del 100%, tuttavia alcuni fossi, canali e le gore vengono usati come punti di scarico. Il sistema fognario nel suo complesso è comunque obsoleto. La depurazione ha una percentuale del 99,53%.

Vengono pubblicati anche i dati sulla qualità delle acque superficiali interne. Le informazioni acquisite si riferiscono a due indicatori di sintesi previsti dalla normativa vigente per classificare i corpi idrici superficiali: lo stato ecologico e lo stato chimico. Alle fine si classificano i corpi idrici in 5 classi di stato ecologico: elevato, buono, sufficiente, scarso e cattivo. Se vengono soddisfatti anche gli standard di qualità  ambientale m il corpo idrico viene classificato anche come stato chimico buono. Per il Comune di Prato viene analizzato il Bisenzio medio con uno stato ecologico scarso e uno stato chimico buono.

Il capitolo “acque” è una sezione di grande rilevanza del Rapporto sulla qualità delle aree urbane, in quanto in esso, analizzando diverse problematiche connesse agli aspetti quali quantitativi della gestione delle risorse idriche, sono evidenziate gli obiettivi raggiunti e le criticità che devono essere superate. Qui il testo completo: Qualità dell'ambiente urbano.

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Prato - 

Referendum contro le trivellazioni in mare.

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Il 17 aprile siamo tutti chiamati a fare un atto concreto per la difesa del nostro mare. Il 15 aprile possiamo decidere se limitare le concessioni per le trivellazioni in mare entro le 12 miglia. Dobbiamo andare a votare tutti per il Referendum per raggiungere il quorum (50% +1) e bisogna votare per il Sì. Stop col petrolio, l'Italia deve investire nelle fonti rinnovabili. Votando SI faremo capire al Governo che gli Italiani vogliono una politica energetica alternativa.

È fondamentale la partecipazioni di tutti. Non possiamo lasciare il futuro dei nostri mari nelle mani di petrolieri e politicanti senza scrupoli.

IL 17 APRILE AL REFERENDUM CONTRO LE TRIVELLAZIONI IN MARE IL M5S VOTA SI.

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