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MoVimento 5 Stelle

Agosto 2016


Prato - 

Il Movimento 5 Stelle Prato s'è mosso immediatamente per dar seguito all'appello dei Comitati che chiedevano un atto concreto ai Sindaci della Piana conto la decisione del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi di presentare ricorso avverso alla sentenza del TAR della Toscana che ha annullato l’atto di integrazione al Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) sul Parco Agricolo della Piana e sottostante qualificazione Aeroportuale.

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Oggi abbiamo richiesto a tutti i capigruppo di accogliere la richiesta dei Comitati sottoscrivendo un Ordine del Giorno che impegna il Sindaco a chiedere espressamente al Presidente della Regione Toscana di non procedere alla presentazione del ricorso contro la sentenza del TAR Toscano e di operarsi per attivare incontri con gli organismi rappresentativi territoriali, i comitati, le associazioni, i rappresentanti delle categorie economiche e sindacali della Piana per approfondire le tematiche e valutare ulteriori soluzioni alternative “ambientalmente, sanitariamente ed economicamente più sostenibili”.

L'appello è stato accolto da tutti i Capigruppo di minoranza (Prato con Cenni, Forza Italia, Prato libera e Sicura e dagli indipendenti Garnier e Berselli). Come gruppo consiliare del M5S ci aspettavamo un presa di posizione anche dal PD pratese che si è sempre dichiarato contrario alla costruzione del nuovo aeroporto di Firenze, tutta il Capogruppo del PD non ha firmato il documento. Questa è per noi l'ennesima dimostrazione che concretamente il PD non sta facendo nulla per opporsi a tale opera dannosa per l'ambiente e per la salute dei cittadini.

Ci aspettavamo un atto concreto, ma ormai è un dato di fatto che il Sindaco ai fatti preferisce gli slogan e le parole inutili. A questo punto attendiamo la votazione dell'Ordine del Giorno in Consiglio Comunale per vedere se i consiglieri comunali del PD sapranno andare contro gli interessi di partito e voteranno nell'interesse dei cittadini.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Sul caso Creaf i fatti continuano dare ragione al MoVimento 5 Stelle di Prato.

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L'Amministratore unico chiede infatti il concordato preventivo della società. Il M5S ad aprile scorso chiedeva la sua dismissione in quanto crediamo che non possa comunque continuare l'attività liquidando il proprio patrimonio, dato che detiene solo un immobile.

Oggi il concordato preventivo rappresenta l'ultimo atto disperato di una società morente, come dimostra anche il recente bando emesso dalla società che è andato praticamente deserto. La società partecipata dal Comune di Prato infatti non eroga nessun servizio, tuttavia costa al Comune mezzo milione di euro l'anno di soldi pubblici.

Le parole trionfanti del Sindaco Biffoni, che vedeva entro il 2016 un grande futuro di ripresa per la società, segnano ancora una volta l'incapacità di governare del PD al quale rivolgiamo ancora una volta il nostro appello: votate la mozione del M5S sulla dismissione della società e con un atto di coraggio fermate questa emorragia che fino ad oggi è costata più di 20 milioni di euro di soldi pubblici.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Il MoVimento 5 Stelle ha appreso la notizia dell'accoglimento del ricordo al Tar del Comitati contro la delibera della Regione sulla variante al Pit che dava l'ok per l'avvio dei procedimenti per la costruzione dell'aeroporto di Firenze.

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Questa notizia segna un dato di fatto incontrovertibile, ovvero che l'azione politica e amministrativa del Sindaco Biffoni è fallimentare.
Politica perché con il tavolo tecnico-politico da lui indetto, contro il volere dell'intero Consiglio comunale di Prato, non ha ottenuto ancora nulla.
Amministrativa perché non ha proceduto con il ricorso al Tar richiesto da tutto il fronte del No, dando prova che quanto promesso in campagna elettorale erano solo slogan.

A questo punto l'unica cosa credibile che dovrebbe fare come Sindaco è dimettersi.

Il gruppo consiliare del M5S firmando il ricorso al Tar ha dimostrato che le azioni in difesa dei cittadini e del territorio non passano da slogan ma da atti concreti che il nostro Sindaco, prono ai dettami del partito e al capo Renzi, non potrà mai fare.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Il decreto Enti Territoriali è una minuscola pezza sullo squarcio che lo stesso Governo ha creato nei bilanci di comuni, città metropolitane e regioni.


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Il Bomba passerà alla storia come il presidente che in patria si vantava di aver sconfitto l'austerità mentre a Bruxelles calava le braghe, sottoscrivendo ogni virgola dei folli vincoli di bilancio europei. Questo decretino riparatore, infatti, sta correndo in parallelo con un disegno di legge sul bilancio degli Enti locali che ha recepito il principio del pareggio di bilancio anche per sindaci e governatori, nel contesto della nuova e rigidissima contabilità locale.

Da una parte, quindi, il Governo applica i trattati europei strozzando gli enti locali, dall'altra approva in fretta e furia un decretino per distribuire in lungo e in largo qualche deroga o beneficio temporaneo rispetto ai vincoli di bilancio appena recepiti.
Vediamo qualche numero, per intenderci:

  • Tra 2008 e 2015 gli enti locali hanno contribuito al risanamento del bilancio pubblico con 40 miliardi di euro di minori spese o maggiori entrate: 21 miliardi le regioni e 19 miliardi gli altri enti (comuni, province-città metropolitane);
  • Sempre negli ultimi 8 anni i trasferimenti statali sono stati tagliati di 39,5 miliardi di euro: 27,5 a danno delle regioni (17,5 miliardi alla sanità e 10 miliardi alla gestione extrasanitaria) e 12 agli altri enti;
  • Gli investimenti locali, quindi, sono crollati all'incirca dello stesso importo (80 miliardi complessivi), dato che la spesa corrente è rimasta, in termini reali, pressoché invariata.

Meno investimenti significa meno occupazione, meno profitti per le imprese e meno gettito per le stesse casse comunali, oltre al deperimento di servizi pubblici primari come la Sanità, il Trasporto Pubblico Locale, l'Istruzione, la raccolta e gestione dei Rifiuti e la gestione dell'Acqua. Il risultato, tuttora in atto, è la privatizzazione strisciante di questi servizi (monopoli naturali). La logica del profitto sta sostituendo inesorabilmente la logica di pubblica utilità che dovrebbe ispirare i servizi fondamentali.

Questo è il quadro recente, reso ancor più fosco dalla nuova e rigidissima contabilità degli enti locali. In questo quadro profondamente recessivo il Governo sta intervenendo con il decretino al voto oggi (ennesimo voto di fiducia, peraltro). Il decreto distribuisce le briciole per tenere a bada gli amministratori locali, anche del Pd, che altrimenti potrebbero svegliarsi dal torpore.

Ad esempio, viene ridotto dal 100% al 30% il taglio ai Comuni che nel 2015 non hanno rispettato il Patto di Stabilità interno; stiamo parlando di qualche decina di milioni di euro in tutto. Il turn over (nuove assunzioni) viene portato dal 25% al 75% per i Comuni tra i 1.000 e 10.000 abitanti con organici leggeri. Vengono sbloccati (non stanziati) 100 milioni per le strade provinciali, viene stoppato l'aumento della tassa aeroportuale (2,5 euro a passeggero), si consente a Regioni e Province di rispettare il pareggio di bilancio solo nel rendiconto e non nel bilancio di previsione, e così via... piccoli e inutili rimedi davanti al buco nero dell'austerità che ci sta impoverendo tutti. [Fonte]

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