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MoVimento 5 Stelle

Aprile 2017


Prato - 

Il MoVimento 5 Stelle di Prato ha presentato un Ordine del Giorno che chiede a Giunta e Sindaco di sollecitare il Parlamento affinché si prenda in esame la proposta di legge"Norme per la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati" elaborata dall'Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis al fine di rendere legale la cannabis e superare i limiti dell'attuale impianto legislativo di tipo proibizionistico vigente in Italia.

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Siamo fortemente convinti che la legalizzazione toglierebbe alla criminalità la gestione della diffusione della cannabis e si riuscirebbe così ad avere un maggiore controllo e maggiori tutele per chi fa uso di marijuana. In Colorado lo Stato incassa più di 60 milioni di dollari all'anno, più delle previsioni, e reinveste le somme per il sociale. L'opzione antiproibizionista sulla marijuana non è più semplicemente un'idea, ma è diventata una concreta opzione di Governo, con una dimostrabile efficienza sul piano fiscale con effetti positivi sul piano sociale e sanitario e del contrasto alle organizzazioni criminali. A conferma di tutto ciò è la Direzione Nazionale Antimafia che nella sua ultima Relazione annuale, ha denunciato apertamente, a proposito dell'azione di contrasto alla diffusione dei derivati della cannabis, "il totale fallimento dell'azione repressiva" e che inoltre dirottare ulteriori risorse su questo fronte ridurrebbe l'efficacia della lotta alla criminalità, mafia e contrasto al traffico delle droghe pesanti. Secondo la DNA incrociando i dati dei sequestri con un prezzo indicativo di mercato, si potrebbero raggiungere i 15 o 30 miliardi di euro. Considerando tutti i problemi di microcriminalità e di spaccio presenti a Prato il M5S chiede a tutti i gruppi politici presenti in Consiglio comunale di dare mandato al Sindaco al fine di sollecitare il Parlamento verso la riattivazione dell'iter approvativo di questa proposta di legge che a nostro avviso rappresenta la migliore sintesi di tutte le proposte emerse negli ultimi tempi.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Il MoVimento 5 Stelle di Prato ha presentato un'interrogazione per avere dei chiarimenti inerenti la sanzione amministrativa pecuniaria di 500.000 euro recapitata ad Estra Spa.

M5s, Comune, Prato, Estra, Antitrust, multa, 2107

La sanzione riguarda le pratiche commerciali scorrette e ingannevoli relative ai contratti siglati dagli agenti di vendita. Pratiche contestate dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che nella sentenza vengono così descritte: "Le pratiche contestate devono considerarsi particolarmente gravi, in quanto caratterizzate da un'ampia diffusione, essendo state poste in essere attraverso la contrattualizzazione di più reti di vendita agenziale e con modalità particolarmente insidiose".

Questo atteggiamento ci sembra intollerabile, anche in virtù del fatto che si tratta di un'azienda pubblica che tra i propri principi e valori vanta: trasparenza, diligenza, competenza e professionalità. Visti gli ultimi risvolti sanzionatori ci sembra ancora più paradossale la recente campagna informativa promossa da Estra Spa che mette in guardia i cittadini dalle possibili truffe.

Il Movimento 5 Stelle, a tal proposito, si chiede se sia normale che l'Amministrazione comunale non si sia minimamente espressa rispetto alla sentenza dell'Antitrust, considerando che si tratta di un ramo d'azienda di Consiag Spa, la più grande partecipata del Comune di Prato. Rispetto al codice etico di Consiag Spa, che contiene una serie di principi e valori, ci chiediamo quali siano le azioni intraprese dalla stessa Consiag Spa a seguito della sentenza emessa.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Ieri in Consiglio comunale il PD ha bocciato la mozione del M5S che chiedeva azioni politiche concrete in difesa dei Centri Commerciali Naturali e delle attività produttive presenti nel Comune di Prato per la loro promozione e valorizzazione.

Comune, Prato, 2017, M5S, Centri, Commerciali, Naturali, PD

In concreto chiedevamo l’avvio di un percorso di promozione dell’immagine della città, la programmazione di eventi culturali e mostre in modo tale da incentivare un reale sviluppo economico e un miglioramento della sicurezza e della qualità della vita dei cittadini, anche attraverso la progressiva pedonalizzazione del centro storico.

Tutto questo lo chiedevamo perché allarmati dall’avvio del procedimento per la valorizzazione dell’area dell’ex Fabbricone che prevede la costruzione di un centro commerciale di oltre 8814 Mq a poche centinaia di metri dalle mura cittadine. La motivazione della bocciatura è che l'Amministrazione comunale, oggi, sta già facendo quanto richiesto nella mozione, che è datata luglio 2016, in quanto è appena uscito il bando che prevede l’affitto gratuito di alcuni fondi in via del Serraglio, bando finanziato con risorse economiche regionali. Questo è quello che il PD è riuscito a mettere in campo dopo oltre due anni di legislatura in tema di rilancio delle attività economiche?

A nostro avviso non è stato messo in campo nessun impegno concreto. Inoltre sostengono che per la difesa dei Centri Commerciali Naturali, a marzo 2016, è stata proposta la modifica del Regolamento per il Commercio nel quale veniva proposta la promozione dei Centri Commerciali Naturali. Tutto questo però ci sembra una contraddizione in termini rispetto all’approvazione di un centro commerciale nell’ex Fabbricone in quanto metterebbe ulteriormente in crisi le attività commerciali presenti nella zona.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

Considerando la fallimentare azione politica del Sindaco di Prato in tema di "Politiche sulla sicurezza" e preoccupati dalle recenti dichiarazioni di Biffoni, secondo le quali a Prato la situazione stia migliorando, il M5S di Prato chiede un cambio di passo e azioni risolutive per quella che ormai sembra essere una nuova emergenza per Prato.

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Biffoni, oltre alla carica di Sindaco e la delega allo sport e alla "sicurezza" nel Comune di Prato, nonché presidente della Provincia di Prato e delegato ANCI alle Politiche per l'immigrazione, è anche Dirigente nazionale del PD e quindi ha dei rapporti privilegiati e diretti con il Governo, cosa ha fatto in oltre due anni?

Viste anche le promesse fatte in campagna elettorale e mai mantenute, tra le quali vi era quella dell'istituzione della figura del "vigile di quartiere", chiediamo al Sindaco un atto di coerenza. Abbiamo quindi deposita una mozione per chiedere che le deleghe sulla sicurezza vengano cedute ad un assessore in modo da permettere una seria presa in carico dei problemi al dine di proporre concrete politiche risolutive.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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Prato - 

In merito al caso Creaf il Movimento 5 Stelle di Prato vuole riaccendere i riflettori sulle responsabilità politiche degli amministratori.

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Infatti, sia sindaco che vicesindaco hanno dichiarato, in Consiglio Comunale e in commissione Controllo e Garanzia, che la decisione di avviare un centro di alta formazione e i relativi investimenti erano stati fortemente richiesti dalla città. Possiamo dire che è l'ennesima scusa per giustificare la pessima gestione della cosa pubblica da parte del PD e la loro fallimentare politica inerente il possibile rilancio della società perpetrata per oltre dieci anni.

Questo lo possiamo desumere con certezza dopo le dichiarazioni rilasciate dall'allora Presidente di Confindustria Toscana Nord Andrea Cavicchi che ha dichiarato in commissione che già nel 2005 Creaf era un progetto concepito male. Confindustria affermava che i 6 milioni di euro reperiti coi fondi europei potevano essere utilizzati in altro modo, investendo ad esempio sul Buzzi, riconosciuto già a livello nazionale per la ricerca sull'innovazione tecnologica e nel Pin per ampliare i laboratori di ricerca. Quindi un progetto costruito sul niente che rischiava di diventare una cattedrale nel deserto e di cui la nostra città non aveva bisogno secondo Confindustria.

A nostro avviso è ancor più grave il fatto che nel corso degli anni le richieste di spazi all'interno di Creaf da parte di alcune società ci sono state, lo stesso Pin richiedeva spazi e presentò un progetto nel 2008, anche Confartigianato presentò un progetto di innovazione nel campo delle energie rinnovabili, ma entrambe le richieste non hanno mai ricevuto riscontro dell'allora Amministrazione comunale. Il Creaf non è mai decollato, nonostante gli investimenti milionari profusi, perché chi lo ha amministrato non è stato capace ma soprattutto perché la politica non si è mai presa la responsabilità delle scelte fatte.

Mentre la magistratura indaga e i politici fanno lo scaricabarile e si accusano fra di loro, il Movimento 5 Stelle pretende che chi ha sbagliato paghi e si assuma le proprie responsabilità così come emerge dalla risposta dell'Assessore regionale Ciuoffo data all'interrogazione del consigliere M5S Cantone inerente il fallimento di Creaf, nella quale viene ribadito che per il Sindaco di Prato il Creaf era strategico e che fino all'intervento della magistratura era sua intenzione portarlo fino in fondo continuando a finanziare la società.

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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