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Nuovo regolamento del Consiglio. Bastoni tra le ruote all'attività dell'opposizione


Prato - 

M5S boccia i contenuti del nuovo regolamento del consiglio comunale: «Volevamo trasparenza e partecipazione ma i nostri emendamenti sono stati tutti bocciati».

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Vita più dura per i consiglieri comunali di opposizione a causa delle norme contenute nel nuovo regolamento sulla funzione del consiglio comunale, approvato a maggioranza. Almeno secondo il giudizio del gruppo 5 Stelle. «Sui contenuti del regolamento abbiamo lavorato per almeno due anni - afferma Mariangela Verdolini, consigliera pentastellata - con i colleghi della prima commissione. Il nostro obiettivo era aumentare la trasparenza, facilitare la partecipazione dei cittadini che continuano a mostrare una sfiducia diffusa verso le istituzioni e migliorare la qualità del lavoro dei consiglieri. Per questo abbiamo presentato una serie di emendamenti che sono però stati bocciati, anche quelli più semplici, uno dopo l'altro».

Il risultato finale, secondo Verdolini, Gabriele Capasso e Silvia La Vita «è un regolamento decisamente peggiore di quello precedente, che limita le libertà anche nella divulgazione di attività che invece sono pubbliche e mette il bastone tra le ruote alle opposizioni».

Che cosa avevano proposto i consiglieri 5 Stelle? Tanto per cominciare avevano lanciato l'idea di aprire il consiglio comunale ai question time dei cittadini: «Una formula che esiste già in altri consigli comunali italiani - spiegano - e che consente ai cittadini di formulare direttamente una domanda agli amministratori, utilizzando moduli stampati appositamente. Nella nostra proposta si chiedeva di dedicare mezz'ora ogni consiglio alle risposte scegliendo in base all'ordine di arrivo. Era un modo per coinvolgere la cittadinanza». Risposta: no, troppo complicato.

Il nuovo regolamento, invece, restringe la possibilità di presentare le domande a risposta immediata (i question time, appunto) agli stessi consiglieri. Si potranno presentare dal giorno della convocazione del consiglio fino a tre ora prima del consiglio successivo. La particolarità è che anche i contenuti dei question time dovranno riguardare fatti avvenuti in quel lasso di tempo. «Questo significa - spiegano i consiglieri pentastellati - che se i consigli, come spesso succede, verranno convocati ogni due settimana, i fatti accaduti in quella precedente non potranno essere argomento di approfondimento».

Altro "no" senza tentennamenti ha riguardato la richiesta di discutere mozioni e ordini del giorno entro 5 mesi dal deposito. «Ci è stato detto - afferma Verdolini - che i tempi erano troppo stretti e che gli uffici non ce l'avrebbero fatta a dare risposte adeguate». Esistono mozioni che stanno a candire dal giugno 2015 e un ordine del giorno addirittura dall'ottobre 2014.

I 5 Stelle hanno avanzato poi la proposta di registrare e mettere on line sul sito del Comune anche le commissioni. «Avviene già per i consigli comunali - ragiona Capasso - che anzi sono in streaming, perché non dare pubblicità anche alla fase precedente all'Assise che tra l'altro è aperta alla partecipazione dei cittadini?» Risposta: non si può fare perché la strumentazione non è adeguata. Da qui in avanti, anzi, chi vorrà riprendere i lavori del consiglio (anche media e testate giornalistiche) dovrà fare la richiesta il giorno prima.

Bocciata la proposta del "gettone a tempo" - «visto che ci sono dei consiglieri che fanno atto di presenza in consiglio e in commissione - spiega La Vita - e poi se ne vanno avevamo lanciato l'idea di non dare il gettone di presenza a chi non partecipa almeno al 70% dei lavori» - e bocciato anche il contingentamento delle assenze. «Ora se ne possono fare sei non giustificate prima di decadere - concludono i 5 Stelle - avevano proposto di diminuirle a tre. Ma nessuno è stato d'accordo»

Fonte Il Tirreno

I cittadini portavoce Gabriele Capasso, Silvia La Vita e Mariangela Verdolini del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Prato.

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This page contains a single entry by Gabriele Capasso published on 14.09.17 15:00.

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